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Cenni storici su Giulianova (Te) I Cappuccini a Giulianova

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I CAPPUCCINI A GIULIANOVA
 
A Giulianova i cappuccini si insediarono nel 1599, né troppo vicino né troppo lontano dalla città - dove ora è “Casa Maria Immacolata” — e vi rimasero fino alla soppressione napoleonica, lasciando il loro convento nel 1811.
Nel settembre del 1847 - come già ricordato - su invito del Vescovo di Teramo, dei dignitari della corte di Napoli e della popolazione di Giulianova, il Ministro Provinciale dei Cappuccini istituì una comunità di frati presso l’antico Monastero dei Celestini, corrispondente al piano terra e primo piano dell’ex-ospedale civile.
La comunità cappuccina, soppressa di nuovo nel 1866, fu ricostituita nel 1927; il 28 agosto di quell’anno, infatti, veniva posta la prima pietra dell’attuale convento, che nel 1938 accolse lo studio di filosofia fino al 1965. Per qualche anno è stato anche luogo di formazione per i ragazzi del seminario minore.
Negli anni dal 1937 al 1950, demolita la piccola chiesa del santuario, ne fu costruita una più grande a croce latina, con ampio coro absidale e porticato anteriore, qual è attualmente.
Negli anni Novanta sono stati effettuati lavori di ristrutturazione del convento e di ritintura dell’interno della chiesa; si è proceduto anche al consolidamento del campanile, ridotto in precarie condizioni di stabilità, e alla pulitura della facciata del santuario vivace artistico abbellita con un vivace artistico mosaico nel frontone.
Tra il 2004 e il 2005 un braccio del portico è stato prolungato per coprire la disomogeneità del muro di sostegno della strada; le edicole ricavate all’interno sono impreziosite da 20 mosaici con i misteri del Rosario.
Articolo tratto dalla Guida Storica Turistica Artistica Spirituale.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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