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Guida al quartiere di Giulianova Lido: L'Istituto Santo Volto dei Benedettini

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IL MONASTERO DEL SANTO VOLTO
Padri Benedettini Silvestrini -
(Via Gramsci)
don Bruno Bianchi osb silv.

50 ANNI DI PRESENZA A GIULIANOVA IL MONASTERO SANTO VOLTO DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO
La Congregazione Benedettina Silvestrina, già presente a Pescina, Abruzzo attuale, allora Regno di Napoli, in diocesi dei Marsi, ora di Avezzano, con il monastero S. Antonio abate, fondato nel 1660 e soppresso nel 1792, prendeva possesso, il 20 luglio 1953, della ex villa Mancini in Giulianova nella persona di don Leandro Pecchia, nominato pro superiore. Il 15 luglio 1953 a Teramo, mantenendo fede all’obbligo assunto con pubblico atto del 19 dicembre 1945, l’ avv. Berardo Mancini, già Sbraccia, “a fine di bene civile e religioso”, donava alla curia generalizia della citata Congregazione, per il ministero del notaio dott. Domenico Di Carlo, presente l’abate generale Ildebrando Gregori, ora “servo di Dio”, la villa in Giulianova con il terreno circostante, eredità dello zio materno comm. avv. Serafino Mancini. Seguiva, il 20 luglio, la domanda del predetto abate generale a mons. Stanislao Amilcare Battistelli, anch’egli “servo di Dio”, vescovo di Teramo e Atri, di poter aprire una casa monastica nella ex villa Mancini. Il 24 successivo mons. Battistelli “con molta gioia dello spirito” dava il suo benestare all’apertura anzidetta nella certezza che “sarà un centro di vita spirituale e di opere di apostolato”, rinnovando le “attività di zelo” in secoli passati dei Benedettini in tante zone della diocesi aprutina. 
Il 23 luglio 1953 giungevano da Matelica 8 probandi e il 24 successivo da Bassano di Sutri don Ambrogio Mercanti e fra Eugenio Ferri. Il primo nucleo monastico così costituito dava inizio con l’aiuto di vari artigiani del luogo al ripristino della villa, occupata per anni da famiglie di sfollati, curando pure l’ambiente esterno in vista dell’apertura del collegio, che l’1 ottobre 1953 apriva i battenti con l’arrivo da Merano (BZ) dei primi due ragazzi, Bruno Dalsass e Rodolfo Zanon.  Il 19 ottobre 1953 nei locali della villa, ridenominata Monastero-Istituto “Santo Volto di Nostro Signor Gesù Cristo”, per gentile concessione del Provveditorato agli Studi di Teramo, iniziava la scuola elementare, quinta classe, affidata al maestro Marcozzi Angelo Antonio. Il 3 novembre risultavano iscritti 25 alunni. Don Pecchia fungeva da “Direttore” del piccolo collegio, coadiuvato da don Francesco Dalpiaz, giunto in sede il 4 settembre. 
Don Raffaele Baldassarre,
Cardinal Giacomo Lercaro,
Don Leandro Pecchia    
Il 5 aprile 1954,  fruendo di cantiere di lavoro a carico dello stato, aveva inizio, su progetto dell’ing. Giovanni Galante di Padova e con l’assistenza tecnica dell’impresa edile dei fratelli Antonio e Cesare Albani di Giulianova, l’ampliamento della villa storica, lato sud, in vista della costruzione della chiesa e dell’ala est. Il 4 ottobre 1954 si apriva il nuovo anno scolastico con 74 alunni: alla 5a elementare si aggiungeva la 1a media, sezioni distaccate di pari istituti di Giulianova. Finalmente, il 26 novembre successivo, solennità di S. Silvestro Guzzolini, fondatore della Congregazione, presente mons. Battistelli, era inaugurata l’ala est, permettendo all’istituto di strutturarsi in maniera più consona alle proprie finalità.
La breve visita del cardinal Giacomo Lercaro, il 23 agosto 1955, conferiva singolare decoro e ampia risonanza alla istituzione in ambito cittadino e provinciale. Per mancanza di fondi tuttavia i lavori di ampliamento secondo progetto procedevano a rilento e a intervalli. Il 14 dicembre 1954,  iniziava un secondo cantiere di lavoro a carico dello stato, finalizzato all’ampliamento della villa, lato nord,  e procedeva allo scavo delle fondamenta del settore nord e dell’ala nord. Solo l’1 maggio 1956 riprendevano i lavori di costruzione. Il settore nord era agibile parte nell’ottobre 1956, parte nell’ottobre 1957, mentre l’ala nord sarà ultimata solo nel settembre 1960 e nel novembre successivo l’intero complesso edilizio sarà dotato di impianto di riscaldamento. Nella Dieta 1956 della Congregazione Silvestrina O.S.B. don Pecchia era nominato priore e in tale veste partecipava al Capitolo Generale 1959, risultando confermato nell’ufficio.
Riprendevano, il 28 maggio 1958, anche i lavori di costruzione della chiesa, fermi al 1954 a seguito di incertezze di ordine esecutivo, carenti le risorse finanziarie a disposizione, e il 4 aprile 1959, a coronamento di un sogno, vero cuore dell’istituzione, tra la viva esultanza dei monaci e dei fedeli mons. Battistelli procedeva alla sua benedizione e alla consacrazione dei tre altari ivi esistenti. Munifiche offerte mirate confortavano il grandioso impegno dei monaci, inteso a dotarsi di una chiesa che assicurasse ambito, atmosfera e visibilità alla specifica dimensione orante, in preminente chiave liturgica, a edificazione anche dell’intera comunità cristiana cittadina e circostante.
L’istituto intanto andava qualificando le proprie strutture ricreative e sportive, aprendosi gradualmente al confronto con le realtà giovanili giuliesi, fungendo da polo catalizzatore, e assumeva nel contempo, quanto ad alunni, un volto più marcatamente abruzzese e teramano in particolare. A esemplificazione del suo graduale sviluppo, in base ai dati di inizio d’anno scolastico, l’istituto registrava le seguenti presenze di alunni: 72 nel 1955, 101 nel 1956, 96 nel 1957, 115 nel 1958, 129 nel 1959, 130 nel 1960, 127 nel 1961. Nell’ottobre 1958 il collegio otteneva anche la scuola di avviamento professionale a tipo industriale, mentre nell’ottobre 1960 ospitava due classi del primo anno dell’istituto tecnico industriale, ambedue sezioni distaccate di pari istituti di Giulianova.
Il 21 settembre 1960 Sena Vitantonio, in religione don Lorenzo, ex probando dal 1954 al 1957, emetteva la professione semplice nella Congregazione Silvestrina O.S.B. per poi essere ordinato sacerdote il 21 dicembre 1968. Su progetto dell’ing. Francesco Zama, il 5 maggio 1962, iniziavano i lavori di soprelevazione di un piano della villa storica e di ambiente retrostante polifunzionale.
Per ragioni di ordinario avvicendamento, il 24 settembre 1962, arrivava a Giulianova, nella veste di priore-direttore, don Carlo D’Annunzio, a cui don Pecchia, “pioniere”, “fondatore”, coadiuvato nel corso del suo servizio da una ventina di confratelli, passava le consegne del monastero-istituto a conclusione del ciclo storico delle origini, caratterizzato da assillo di ordine finanziario, sacrificio, dedizione, disciplina. Don D’Annunzio, potendo contare su di una piccola comunità monastica stabile, prendeva gradualmente in mano le redini della istituzione, trasfondendovi il suo spirito e il suo cuore di educatore aperto, amabile, positivo, sensibile alle sempre nuove aspirazioni del mondo giovanile, instaurandovi un nuovo clima, che incontra simpatia e apprezzamento. Nel corso del suo servizio portava a termine la soprelevazione della villa e del settore nord dell’istituto.
Chiesa Collegio,
Padri Benedettini Silvestrini
Giulianova

Il 5 ottobre 1966 era la volta di don Bonifacio Serpilli, laureato in teologia e in lettere classiche, a subentrare a don D’Annunzio nell’ufficio di priore-direttore. Egli fungeva pure da docente di religione dell’istituto tecnico industriale nella sede distaccata interna con funzione anche di “fiduciario”. Il 15 ottobre 1966 il cardinal Fernando Cento, protettore della Congregazione Silvestrina O.S.B., riservava una fugace visita di amabile cortesia al monastero e all’istituto. Il 25 aprile 1967 il collegio ospitava il convegno regionale dei Focolarini, a cui portava il proprio saluto mons. Abate Conigli, neo vescovo di Teramo e Atri, che così prendeva contatto con l’istituzione giuliese a carattere educativo-assistenziale. Il 26 maggio 1972 la direzione centrale dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia rilasciava il certificato di idoneità a funzionare come istituto. Nel giugno 1973 erano ultimati i lavori di costruzione del campanile, rimasti sospesi nel 1959. Don Serpilli si adoperava per il nuovo inquadramento assicurativo del personale dipendente e concludeva annose vertenze con l’I.N.P.S. e con l’I.N.A.M. Si dedicava pure a lavori di piccolo ampliamento, di ristrutturazione e restauro del complesso edilizio per ragioni di funzionalità e di decoro. Affrontava con fine tatto psico-pedagogico le problematiche legate all’educazione della gioventù, più matura di età rispetto a quella degli inizi, assecondato da monaci e istitutori all’altezza del compito, nel periodo turbolento degli anni “1968”. Aveva il senso dell’ordine, il rispetto della persona, la propensione alla relazione, la capacità critica di leggere nella pluriforme situazione civile ed ecclesiale. Godeva della dote non comune di un eloquio, chiaro, forbito, vibrato, essenziale, avvincente. Don Serpilli elevava indubbiamente il tono culturale e relazionale dell’istituto a vasto raggio, costituendone la “mente”. Durante il suo servizio il collegio registrava le seguenti presenze di alunni: 131 nel 1966, 139 nel 1967, 119 nel 1968, 101 nel 1969, 130 nel 1970, 122 nel 1971, 115 nel 1972.
Il 17 luglio 1973 don Serpilli, malato da tempo, passava le consegne di priore-direttore a don Leonello D’Odorico, a Giulianova dal 7 ottobre 1966 nella veste di vice direttore. Il suono di 5 elettrocampane costituivano la novità del Natale 1977, dando finalmente “voce” al campanile. Nei mesi di luglio-agosto 1978 e 1979 il collegio ospitava la colonia marina estiva dell’E.N.P.A.S. con oltre cento presenze di minori per turno. Il 15 febbraio 1979 don D’Odorico insieme con don Luigi Lenci, infermiere dell’istituzione sin dal 1962, era al capezzale dell’avv. Berardo Mancini e ne raccoglieva con i familiari l’ultimo respiro. Don D’Odorico, giovane anche di anni, era l’“esuberanza” del collegio, capace di coinvolgersi e di galvanizzare i ragazzi, coniugando educazione, cultura, sport. Nel corso del suo mandato il collegio registrava le seguenti presenze di alunni: 115 nel 1973, 110 nel 1974, 97 nel 1975, 85 nel 1976, 90 nel 1977, 45 nel 1978.
Il 3 ottobre 1979 don Fortunato Radicioni assumeva l’ufficio di priore-direttore, succedendo a don D’Odorico, che da tempo aveva anch’egli problemi di salute. Don Radicioni già nell’avvento 1979 raccoglieva bambini e bambine in vista dell’animazione del canto liturgico festivo, nucleo del futuro “coro” e poi anche del “gruppo” dei “Giovani del Santo Volto”. Il 21 marzo 1980 mons. Conigli inaugurava nella chiesa del monastero il XV centenario della nascita di S. Benedetto da Norcia. Nel corso dell’anno giubilare don Radicioni indiceva in ambito provinciale, coinvolgendo alunni della scuola elementare, media e superiore, il concorso sul tema “Il monachesimo benedettino”. La premiazione dei vincitori aveva luogo il 25 gennaio 1981, presenti mons. Conigli e il prof. Antonio Cattivera che parlava all’assemblea di “S. Benedetto e l’unità culturale europea”. L’11 ottobre 1980 mons. Conigli costituiva il gruppo di preghiera “Santo Volto” nell’ambito dei “Gruppi di Preghiera Padre Pio”, nominando presidente Brinati Wally e assistente ecclesiastico don Francesco Zambon. Dal 7 al 26 marzo 1981 il monastero ospitava la mostra fotografica della “S. Sindone” di Torino, inaugurata da una conferenza di mons. Giulio Ricci che il giorno seguente parlava sull’argomento alla riunione mensile del clero diocesano. Don Radicioni intraprendeva lavori prolungati e molteplici di ristrutturazione, aggiornamento e consolidamento, che interessavano un po’ tutto il complesso edilizio. Proseguiva anche l’attività della colonia estiva marina dell’E.N.P.A.S., del Comune di Roma, di altri enti sino al 1988. Il collegio però segnava decisamente il passo, quanto a presenze di alunni, aggirandosi negli anni del suo mandato sulla trentina di unità, solo 20 nel settembre 1988.

Monastero Santo Volto 
Il 12 settembre 1988 era la volta di don Carlo D’Annunzio, nominato nuovamente all’ufficio di priore, ad assumere la guida della comunità, che poteva contare su ben 11 monaci, mai così tanti di numero sin dalla sua costituzione, a seguito di una ridistribuzione delle presenze in seno al priorato maggiore d’Italia. Continuava a fungere da direttore del collegio, designato all’incarico sin dall’ottobre 1985, don Nicola Recchiuti, coadiuvato dal prof. Domenico Ventilii, “istitutore storico” sin dall’ottobre 1968. Don D’Annunzio, d’intesa con la comunità, stilava da subito un “programma operativo”, ispirato alla qualificazione monastica della nostra presenza in seno alla città di Giulianova e alla diocesi di Teramo. Anche un tale impegno, in ossequio alla disposizione del capitolo generale 1989, porterà il monastero ad assumere la nuova configurazione giuridica di “priorato conventuale” con relativa multiforme autonomia, in base al decreto dell’abate generale Antonio Iacovone, in data 16 dicembre 1992. Il 27 maggio 1989 mons. Antonio Nuzzi, neo vescovo di Teramo-Atri, visitava per la prima volta il monastero dopo aver amministrato il sacramento della confermazione ai candidati della parrocchia di “S. Gabriele dell’Addolorata” in Cologna Spiaggia di Roseto degli Abruzzi, affidata a tempo alla cura pastorale della comunità nella persona di don Giacomo Lucenti. Il 24 febbraio 1991, solennità del “S. Volto di Gesù”, l’abate generale Iacovone inaugurava la lapide-ricordo in memoria dell’avv. Berardo Mancini, presenti il figlio avv. Vincenzo e Faragalli Giovina, collaboratrice della famiglia Mancini e fautrice della donazione. Il 15 marzo 1992 il cardinale Fiorenzo Angelini dava lustro alla solennità del “S. Volto di Gesù”, presiedendo la concelebrazione eucaristica conventuale. Nella primavera del 1992 si raccoglieva intorno a Don D’Annunzio il primo nucleo del futuro gruppo U.N.I.T.A.L.S.I. di Giulianova, sottosezione di Teramo, costituitosi il 30 gennaio 1995, la cui sede, in locale del monastero, sarà benedetta e inaugurata da mons. Nuzzi il 30 gennaio 1998. Il 2 luglio 1992 l’“Istituto S. Volto”  con il rientro in famiglia di Grilli Jonathan di Corropoli concludeva la sua attività, lunga 39 anni, consegnata per sempre alla storia, che vive però in quanti ad ogni titolo ne sono stati i protagonisti! Il 29 novembre 1992 mons. Nuzzi affidava a tempo alla comunità monastica, nella persona di don Lucenti, la cura pastorale della parrocchia di “S. Michele Arcangelo” di Villa Torre di Castellalto, località-feudo della famiglia Mancini.
Per inaugurare la nuova realtà di “priorato conventuale” l’abate generale Iacovone convocava e presiedeva il 1° capitolo conventuale elettivo della comunità monastica, che sceglieva a priore conventuale, il 29 gennaio 1993, don Leonardo Bux, immesso nel suo ufficio l’8 febbraio successivo. Il neo priore conventuale sin dall’inizio aveva ben chiaro l’intento precipuo di dover approfondire il cammino monastico della comunità, aiutandola gradualmente e faticosamente a cambiare mentalità. Conclusa la parentesi storica dell’“istituto”, il “monastero” era chiamato a ricuperare, in termini di visibile credibilità, la sua propria fisionomia: luogo della ricerca di Dio, della comunione fraterna, della preghiera liturgica, della lettura-ascolto della parola di Dio, della  solitudine, del silenzio, dell’apertura “coerente” alla realtà umana ed ecclesiale circostante, segno della presenza del regno di Dio che dà senso e valore agli elementi costitutivi dell’esistenza. Don Bux assumeva in diocesi di Teramo-Atri l’incarico di direttore dell’ufficio liturgico, di docente di diritto canonico presso l’istituto di scienze religiose, di membro del consiglio presbiterale. Diveniva con il tempo per la comunità affidata alla sua guida l’“anima liturgica” e la “coscienza monastica”. Dal 17 al 21 aprile 1993 la statua della Madonna dello Splendore sostava per la prima volta nella chiesa del monastero tra l’esultanza sentita dei fedeli della zona circostante.  Il 4 giugno 1996 don Bux era eletto presidente a triennio della Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori d’Abruzzo e Molise. Il 12 settembre 1993 riceveva la professione dei voti temporanei di Francesco Cèsaro, accolto in comunità il 23 maggio 1992, primo evento di grande portata per il monastero e per il suo futuro. Seguiranno pari professione di Giovanni Docente, il 21 marzo 1997, e di Carlo Farinelli, nativo di Giulianova, il 4 novembre 1999. Il 2 marzo 1996 mons. Nuzzi benediceva il nuovo organo a canne della chiesa, realizzato dalla ditta di Antonio Di Renzo di Pescara, dovuto alla iniziativa munifica di Canella Benito. Il 14 novembre 1996 il comune di Giulianova prendeva in affitto settore del monastero che adibiva a sede distaccata dell’istituto musicale pareggiato “Gaetano Braga” di Teramo. Il 9 luglio 1999 giungevano in monastero tre aspiranti della diocesi di Butembo-Beni, Repubblica Democratica del Congo, seguiti altri 2, il 7 settembre 2001. Jacob Tavuyangindo e Vinceslas Mupira emettevano la professione dei voti temporanei il 7 ottobre 2001, mentre Jean-Marie Kamavu l’1 ottobre 2003. Il 26 novembre 2002, solennità di S. Silvestro Guzzolini, mons. Vincenzo D’Addario, neo vescovo di Teramo-Atri, visitava il monastero, presiedendo la concelebrazione eucaristica conventuale vespertina e accettando l’invito a cena. Il 16 dicembre 2002 la P.A.P. Ristorazione, s.r.l., con sede a S. Nicolò a Tordino, inaugurava il servizio della mensa per iscritti all’Università degli Studi di Teramo, Facoltà di Scienze Politiche, corso di laurea in Scienze del Tursimo, sezione distaccata di Giulianova, fruendo di locali del monastero, concessi in affitto al Comune di Giulianova. Don Bux intraprendeva nel corso degli anni lavori molteplici di ristrutturazione e di restauro del complesso edilizio, culminati in quelli che dal maggio 2003 hanno interessato la chiesa, resa di nuovo agibile per il Natale del Signore 2003, inaugurati il 7 marzo 2004, solennità del “S. Volto di Gesù”, con la concelebrazione eucaristica conventuale, presieduta da mons. D’Addario, vescovo di Teramo-Atri, a ricordo dei 50 anni di presenza dei monaci benedettini silvestrini a Giulianova. Hanno caratterizzato l’evento giubilare anche la pubblicazione “Il senso di una presenza …”, l’“Ascolto di canto gregoriano e organo”, la commedia musicale “Un Gesto Straordinario”, “memoria” originale della donazione della villa di Giulianova da parte della famiglia Mancini di Teramo alla Congregazione Silvestrina O.S.B.
La storia del monastero “Santo Volto”, delineata a brevi cenni nelle presenti note, derivate dai libri delle “Cronache” del cenobio, continua a vivere nella comunità che oggi abita le sue strutture e che si compone come segue: (1) don Leonardo Bux, priore conventuale, (2) don Giacomo Lucenti, vice priore e amministratore parrocchiale di Villa Torre, (3) don Giacomo Caputo, economo, (4) don Angelo Balducci, (5) don Fortunato Radicioni, maestro di formazione, (6) don Nicola Recchiuti, amministratore parrocchiale di Castelnuovo e di Castelbasso, (7) don Francesco Zambon, priore-parroco di Roma-La Rustica, (8) don Bruno Bianchi, foresterario, segretario e cronista, (9) don Silvestro Amato, (10) don Carlo Farinelli, studente di teologia a Roma, (11) don Jacob Tavuyangindo, studente di teologia a Roma, (12) don Vinceslas Mupira, studente di teologia a Roma, (13) don Jean-Marie Kamavu, studente di filosofia a Roma.

Articolo tratto dalla rivista "Madonna dello Splendore" n° 23/2004 pag.87.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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