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Alberghi - Hotels a Teramo (Te)

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NELLA CITTA' DI TERAMO (TE)
 
Siti archeologici a Teramo: Teatro romano: nel centro storico di Teramo sono presenti i resti del teatro romano; gli studiosi datano la sua costruzione nel II secolo d.C. ed è considerato quello meglio conservato tra tutti i teatri del piceno. Dista pochi metri dall'Anfiteatro romano, caso quasi unico al mondo. Anfiteatro romano: resti dell'anfiteatro romano, databile al I secolo d.C. Necropoli di Ponte Messato: nel quartiere Cona vi è il Parco archeologico di Ponte Messato dove sono visibili una strada romana e tombe. Di origine pre-romana e ampliata nel periodo romano, si sviluppa ai lati dell'antica strada lastricata, contornata di monumenti, da qualcuno chiamata anche via sacra d'Interamnia (con le dovute proporzioni una sorta di via Appia teramana per le analogie con la via Appia Antica nei pressi di Roma). Domus e Mosaico del Leone: tra gli emblemi della storia archeologica teramana è da annoverare il Mosaico del Leone, rinvenuto nel 1891 durante i lavori di costruzione di palazzo Savini in Corso Cerulli. Destinato ad arricchire il pavimento di una domus patrizia (Domus del Leone), il Mosaico del Leone è databile intorno al I secolo a.C., così come quelli, simili nella fattura, rinvenuti a Pompei e nella Villa di Adriano a Tivoli. È stato universalmente riconosciuto come uno degli esempi più alti dell'arte del mosaico. Sito archeologico di torre Bruciata: in piazza Sant'Anna, al fianco della chiesa omonima, si trovano i resti di una sontuosa villa romana databile al I secolo a.C. Sito archeologico di largo Madonna delle Grazie: resti di abitazioni romane di età augustea e di un impianto industriale. Domus di Vico delle Ninfe: resti di un'antica pavimentazione a mosaico, risalente ai primi secoli d.C.
Le Torri a Teramo. Torre del duomo. Torre Bruciata: bastione romano di forma quadrata risalente al II secolo a.C.: "bruciata" poiché ancora oggi presenta le tracce del devastante incendio subito dalla città ad opera dei normanni, nel 1150. La sua funzione era quella di difendere l'Episcopio. Torre del Duomo: struttura annessa alla Cattedrale e simbolo stesso della Città. Sulla sua sommità, fino al 7 ottobre 2011, era posta la vecchia sirena antiaerea comunale. Teatro Comunale di Teramo Costituiva una prosecuzione (più grande) degli archi della loggia del palazzo Vescovile, con i quali delimitava un lato dell'importante piazza del Mercato, ora piazza Orsini. Fu demolito nel 1969, dal soprintendente Mario Moretti, che completò così l'opera di isolamento del Duomo di Teramo, iniziata nel 1935; inutile fu l'opposizione del Vescovo Stanislao Battistelli. Insieme all'Arco di Monsignore Teramo ha subito la perdita, soprattutto tra il XIX e il XX secolo, di moltissime chiese e monumenti religiosi: verso il 1750 si potevano contare, dentro la Città, circa 50 chiese; oggi ne sono 20. Già nel 1959 era stata portata a termine la demolizione del Teatro Comunale di Teramo che si trovava all'estremità di Corso San Giorgio, vicino a piazza Garibaldi. Al suo posto sorge ora il palazzo che ospita, tra l'altro, il nuovo Cineteatro Comunale e il grande magazzino Oviesse (ex Standa). Il precedente Teatro Comunale era stato inaugurato nel 1868. Il progetto era dell'architetto Nicola Mezucelli. Il sipario, raffigurante l'Incoronazione del Petrarca, fu dipinto da Bernardino De Filippis-Delfico. Al primo piano si trovava la Sala della Cetra, avente funzione di Ridotto del Teatro. Al centro della sala principale, sulla volta decorata con affreschi ottocenteschi, era posto il grandioso lampadario. All'interno dell'edificio che oggi ospita, sulle spoglie del vecchio Teatro, il Cineteatro Comunale, esiste attualmente una sala originariamente adibita a Ridotto (peraltro mai utilizzata e oggi in completo abbandono), sita all'ultimo piano del palazzo. Nei sotterranei, invece, era presente un vecchio apparato elettrico di climatizzazione del cinema. All'avanguardia per l'epoca della sua realizzazione, venne installato nel 1962 ma non entrò mai in funzione. In completo disuso, venne smantellato negli anni ottanta. Nel 1941 venne demolita in Corso San Giorgio la chiesa barocca di San Matteo (situata nell'attuale omonimo largo di fronte al palazzo della Prefettura) per far posto ad una piazzetta che avrebbe dovuto accogliere la folla plaudente al discorso di Mussolini, da invitare in occasione della festa della "Vittoria" dopo la ipotizzata guerra "lampo". Tra la fine degli anni cinquanta e per tutti gli anni sessanta si ebbe la distruzione del quartiere medioevale di Santa Maria a Bitetto (corrispondente all'odierna zona che va indicativamente da via Savini/piazza Del Carmine fino alla Piazzetta del Sole) e la demolizione del Tempietto del Carminello per l'apertura dell'attuale via Savini; sempre in questa zona, sotto il cosiddetto "mercato coperto", si distrussero le fondazioni dell'antica basilica, andando per sempre perduti mosaici e decorazioni parietali; negli stessi anni, in attuazione del "piano di risanamento di Santa Maria a Bitetto", vennero demoliti molti altri edifici del centro storico, tra i quali l'ottocentesco Albergo Giardino in piazza della Cittadella (odierna piazza Martiri Pennesi), il settecentesco palazzo Ciotti in via Irelli e la cinquecentesca Casa Forti in zona Teatro romano. Nel 1925 venne costruita in piazza Orsini la palazzina del Credito Abruzzese, poi Banca delle Marche e degli Abruzzi, opera dell'Ingegnere teramano Alfonso De Albentiis; l'edificio, in stile neogotico con il portico simile a quello del prospiciente Vescovado, venne abbattuto a metà degli anni cinquanta per realizzare l'attuale sede della banca Bnl. Tra le innumerevoli demolizioni che, a partire dagli anni trenta, hanno sconvolto l'assetto medioevale della Città, queste sono forse quelle che hanno lasciato un vuoto più persistente nella memoria dei teramani.
 
Ospitalità a Teramo (Te) (432 s.l.m.)  64100  0861  0861.244222  0861.249046
MUNICIPIO DI TERAMO:   0861.3241  0861.246565    0861.245618 - C.F. 00174750679
     A24  Roma-L'Aquila, uscita Teramo -  Uscita: Giulianova / Mosciano S.A.
HOTEL ED ALBERGHI A TERAMO
**** HOTEL SPORTING
Via De Gasperi, 41 - 64100 Teramo
tel. 0861 414723 - fax 0861 210285
 Servizi offerti dalla struttura 


*** HOTEL ABRUZZI
Viale Mazzini, 18 - 64100 Teramo
tel. 0861 241043 - fax 0861 242704
 Servizi offerti dalla struttura 







*** HOTEL GRAN SASSO
Via Vinciguerra, 12 - 64100 Teramo
tel. 0861 245747 - fax 0861 245897
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*** HOTEL MICHELANGELO
Coste S. Agostino, 9 - 64100 Teramo
tel. 0861 413668 - fax 0861 415551
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* HOTEL CASTELLO
Via Del Castello, 62 - 64100 Teramo
tel. e fax 0861 247582
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* HOTEL LA VITTORIA
Via Petruzio, 12 - 64100 Teramo
tel. 0861 242250
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HOTEL ED ALBERGHI A SAN NICOLO' A TORDINO FRAZ. DI TERAMO
*** HOTEL REX
Via C. Colombo, 190 - 64020 San Nicolò a Tordino Frazione di Teramo
tel. 0861 58179 - fax 0861 587984
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* HOTEL TOURING
Via C. Colombo, 115 - 64020 San Nicolò a Tordino Frazione di Teramo
tel. e fax 0861 588783
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HOTEL ED ALBERGHI A VILLA VOMANO FRAZIONE DI TERAMO
*** HOTEL RELAIS DELLA CORTE
Località Villa Vomano - 64020 Teramo
tel. 0861 319510 - fax 0861 319091
 Servizi offerti dalla struttura 







Situata nella parte nordorientale dell'Abruzzo, la Provincia di Teramo incontra a Nord quella della Provincia di Ascoli Piceno, a Nord-Ovest quella della Provincia di Rieti, a Sud-Ovest quella della Provincia dell'Aquila, a Sud quella della Provincia di Pescara, mentre, ad Est, è bagnata dal Mare AdriaticoLa varietà della sua offerta turistica è strettamente connessa con le peculiarità del territorio, caratterizzato dal versante orientale dell'Appennino abruzzese e da vallate che degradano dolcemente fino alla costaSu una superficie complessiva di 1.949 Kmq, vive una popolazione di circa 290.000 abitanti, distribuita in 47 comuniTanta varietà produce un'offerta diversificata, capace di soddisfare tutte le esigenze del turista. Dunque, attraverso alte vette, lussureggianti colline, spiagge dorate e splendide città d'arte, vi attende un viaggio emozionante in una terra da scoprire e... da gustare.

Tradizioni e folclore a Teramo. 	Sacra festa dei Trionfi: si tratta di una rievocazione storica medievale, svolgentesi alla fine di luglio. Consiste nel riunire in piazza della Libertà, presso la Cattedrale, i quartieri storici di Teramo, tra i quali San Leonardo e Sant'Anna, per la tenzone dei rioni (giochi medievali con gare), con sbandieratori, sfilate di processione e canti. La Cineramnia si gira a Teramo è un festival cinematografico che si svolge in una settimana di giugno. La formula che contraddistingue questo festival è semplice: 5 registi girano 5 film in 5 giorni, ovvero 5 scuole di cinema italiane ed europee sono state invitate a girare e montare un cortometraggio in cinque giorni. Il sesto i corti vengono proiettati in piazza e il pubblico vota il migliore. Protagonisti dei corti sono i cittadini che tre mesi prima hanno sostenuto un provino. La manifestazione è nata grazie ad una intuizione del regista Marco Chiarini e di Dimitri Bosi presidente del Cineforum Teramo che organizza l'evento e si è sviluppata grazie alla collaborazione di numerosi professionisti tra cui il giornalista e musicista Paolo Marini. Il nome Cineramnia è stato ideato dal regista Stefano Saverioni. Nella settimana delle riprese inoltre, mentre i corti vengono realizzati, si svolgono lezioni e laboratori sul cinema e i suoi aspetti tecnici, linguistici, narrativi, spettacolari, con il corredo indispensabile di numerose proiezioni. La Coppa Interamnia (Interamnia World Cup) è la più grande manifestazione sportiva di Pallamano a livello mondiale: è infatti considerata l'olimpiade della pallamano. Dal 1972 si svolge annualmente a Teramo nei primi giorni di luglio. Interamnia World Cup partecipano squadre giovanili provenienti da tutti i continenti.
La gastronomia teramana è sorprendentemente ricca e varia e trae da antichissime tradizioni contadine i suoi inconfondibili profumi e sapori. Spaghetti alla chitarra con ragù teramani: Un vero e proprio rituale propiziatorio si celebra all'arrivo della primavera, ogni primo maggio, con la preparazione delle Virtù, un piatto le cui origini si perdono nella notte dei tempi quando, alla fine dell'inverno, le contadine univano alle primizie portate dalla buona stagione ciò che era rimasto nelle dispense delle scorte invernali. La preparazione, che secondo la tradizione dura tre giorni e tre notti, è estremamente laboriosa perché i numerosi ingredienti (fave e piselli freschi, lenticchie, ceci, fagioli, indivia, carciofi, spinaci, cicoria, bietole, cime di rape, cuori di sedano, zucchine, aglio, cipolla, erbe aromatiche, prosciutto, cotenna, orecchio e piedini di maiale, cotiche, “pallottine”) vanno cotti separatamente, e solo alla fine si possono amalgamare con la pasta, di vari tipi e colori, che dovrebbe essere fresca anche se sono molto comuni le paste secche ed i tortellini, nonostante i puristi storcano il naso. Le famiglie che ancora seguono la tradizione donano e scambiano le Virtù che vengono confrontate e giudicate; al giorno d'oggi, però, gran parte dei teramani si affida ai ristoranti che, ogni primo maggio, ne vendono grandi quantità. Un altro piatto principe della cucina teramana sono i Maccheroni alla chitarra o "Chitarra con le pallottine", nonostante il nome si tratta di una sorta di spaghetti a sezione quadrata che si ottengono pressando la sfoglia di pasta sulla chitarra: un attrezzo tradizionale abruzzese costituito da fili d'acciaio tesi, accostati parallelamente, su un'intelaiatura di legno. L'eccezionalità di questo piatto è nel sugo ricco di carne sotto forma di “pallottine”: piccolissime polpettine di carne mista preparate a mano e fatte soffriggere. Oltre alle “pallottine”, un elemento caratterizzante della gastronomia locale sono le "scrippelle": sottilissime frittatine preparate versando su una padella caldissima una pastella di farina, acqua e uova; tanto simili alle ‘crepes' dei francesi che, secondo alcuni, da Teramo furono portate oltralpe al seguito dei loro eserciti. Le "scrippelle" sono alla base di due dei piatti fondamentali della cucina teramana: le straordinarie scrippelle mbusse: cioè bagnate, immerse in un leggero brodo di gallina dopo essere state cosparse di parmigiano ed arrotolate, ed il timballo di scrippelle, dove sostituiscono la pasta sfoglia nel separare gli strati di ingredienti: poco sugo, tante “pallottine” e tutto ciò che il gusto e l'esperienza della cuoca suggeriscono.
Le saporite Mazzarelle: una foglia di indivia legata con un budellino che avvolge pezzetti di coratella d'agnello (fegato, cuore e polmoni), con cipolla, aglio e prezzemolo, possono essere semplici o con il pomodoro. E poi le ‘Ndocca ‘Ndocca, il classico piatto povero dei contadini nel quale si utilizzano tutte le parti del maiale (orecchie, muso, cotenna, piedi, costate) che non possono diventare prosciutti o salumi. Parlando di dolci, si ricordano i "Caggionetti", tipico dolce abruzzese a forma di raviolo: una sfoglia leggerissima contiene un ripieno che, nei Caggiunitt‘ teramani è a base di castagne, insieme ai classici cioccolato, mandorle tostate, cedro candito, buccia di limone, rum e cannella e Li pappatill o "Pepatelli", (anche questi tipici del periodo natalizio come i "Calcionetti") sono preparati con farina mista bianca e integrale, mandorle miele e pepe in polvere con l'aggiunta di scorza d'arancia. Li pappatill risultano durissimi per cui vengono tagliati in fette sottili che hanno una forma che ricorda i cantucci toscani. Ancora Li sfujatell "Le sfogliatelle", che si differenziano da tutte le altre perché anticamente venivano preparate dalle pazienti massaie, con la marmellata d'uva fatta in casa; al giorno d'oggi si utilizzano anche altre marmellate. Si aggiungono mandorle e cacao in polvere e questo ripieno va poi messo dentro una sfoglia che una volta cotta avrà la tipica forma di mezza luna sfogliata. Sulle colline tramane si coltivano i tipici vitigni abruzzesi: il Montepulciano d'Abruzzo rosso o cerasuolo ed il Trebbiano d'Abruzzo bianco; il Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG è considerato uno dei i migliori vini della penisola.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel territorio abruzzese, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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