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Abruzzo > Itinerari d'Abruzzo
         
 
 
Itinerari turistici tra natura, monumenti in Abruzzo on the road.
Escursioni in auto e moto ............................................................................

Escursioni a piedi .......................................................................................

Escursioni in muntain bike ...........................................................................

Escursioni a cavallo ....................................................................................

Escursioni sci di fondo ................................................................................

Escursioni in treno ......................................................................................
La grande estensione territoriale e la varietà di ambienti e paesaggi consentono la pratica di tutti gli sport di contatto con la natura: escursioni a piedi, o in mountain bike, lungo gli innumerevoli sentieri (ben segnalati e mantenuti) del Parco; interessanti escursioni didattiche guidate, o anche impegnativi trekking, grazie all’ampia disponibilità di guide alpine, accompagnatori di media montagna e operatori naturalistici; escursioni e trekking equestri, grazie alla straordinaria Ippovia del Gran Sasso, un anello attrezzato di oltre 300 chilometri, che garantisce agli appassionati dell’equitazione di campagna una infrastruttura unica per qualità e dimensioni. Agli appassionati della 
fotografia naturalistica e di paesaggio il Parco propone ambienti e scenari indimenticabili, mentre l’osservazione degli animali in libertà è possibile nelle aree faunistiche del camoscio a Pietracamela e Farindola e del capriolo a Cortino, mentre ambienti ottimi per l’osservazione degli uccelli sono la Forca di Penne e il lago di Campotosto, sul quale è pure possibile praticare canoa e windsurfing. I numerosi corsi d’acqua consentono la pratica del torrentismo. Per gli appassionati di canoa e kayak uno dei percorsi più interessanti è quello che si snoda lungo il braccio superiore del Vomano. Il fiume non è certo il Colorado river, ma è sicuramente uno dei più amati dai canoisti italiani; soprattutto il braccio superiore è un’autentica pista “nera”, adatta solo a chi ha grande esperienza con la pagaia. L’alpinismo, che sul Gran Sasso ha una tradizione di grande rilievo (la prima scalata “sportiva” documentata è anzi avvenuta proprio sul Gran Sasso addirittura nel 1573!) e conta su una importante scuola con base ad Assergi, viene praticato sulle pareti del Corno Grande, del Corno Piccolo, del Monte Camicia e del Pizzo d’Intermesoli, come anche l’arrampicata sportiva. A livello sciistico il Parco conta sugli impianti per la discesa di San Giacomo - Monte Piselli, Prati di Tivo, Prato Selva e Campo Imperatore - Monte Cristo. Lo sci di fondo ha nello sterminato pianoro di Campo Imperatore uno dei più begli e originali teatri d’Italia; numerosi sono gli anelli tracciati sulla sua movimentata distesa, che tuttavia è godibilissima anche fuori dalle piste battute, sulla neve immacolata; il fondo escursionistico scopre luoghi di incantevole bellezza anche nei territori di Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio, nel sistema di piani e vallette carsiche che digradano a balzi dal margine meridionale di Campo Imperatore. Pietracamela è un’ottima base di partenza per lo sci-alpinismo e alpinismo invernale, mentre i molti corsi d’acqua che scendono dai fianchi della montagna consentono in inverno l’arrampicata su cascate di ghiaccio.
Il nobile e rude Gran Sasso con il suo chiaro calcare domina gli Appennini; appena sotto la parete nord del Corno Grande troviamo il Calderone, l’unico ghiacciaio dell’Appennino e il più meridionale d’Europa. A sud del massiccio si estende la sconfinata piana di Campo Imperatore, posta a 1800 metri di altitudine. I Monti della Laga sono ricchi di sorgenti, corsi d’acqua e foreste. La Majella, legata al massiccio del Morrone, domina il paesaggio abruzzese innalzandosi tra il mare e la catena appenninica; da tempo immemorabile essa rappresenta per gli abruzzesi la montagna madre. Tra i monti e il mare, il paesaggio collinare porta evidenti segni della sua continua evoluzione nello scivolare a valle dell’argilla, dove i calanchi incidono le rotondità dell’orizzonte.
D’estate, finalmente disciolte le nevi e ritornata ai verdi smaglianti delle sue foreste di faggi e dei suoi immensi pascoli, la montagna abruzzese diventa irresistibile. Il pieno rigoglio della natura conferisce all’intera regione lo splendore della maturità: i boschi e i prati verdissimi dei monti, i laghi montani (di Campotosto, di Scanno, di Barrea, del Sangro, di Casoli, di Penne), gli sterminati altipiani costellati di mandrie e greggi al pascolo, la spaziosità dei paesaggi, che nulla hanno degli incombenti e scoscesi ambienti alpini, la freschezza frizzante dell’aria profumata di brezze marine (anche sui rilievi più alti dei suoi monti si sente sempre nettamente il profumo del mare, che è lì ben visibile, a pochi chilometri in linea d’aria), la miracolosa conservazione degli ambienti, cristallizzati in paesaggi senza tempo, rendono la montagna abruzzese un luogo speciale, capace davvero di colpire al cuore. Più di ogni cosa lo testimonia l’altissimo numero di “affezionati” che conta, e che anno dopo anno ne tornano a frequentare le bellezze: chi si innamora dei monti d’Abruzzo, lo resta per sempre. L’Abruzzo interno, vale a dire quello montano, considerato che il 75% del territorio regionale si trova al di sopra dei 700 metri di quota, è certamente quello più originale e meglio conservato. A detta di moltissimi studiosi, anzi, costituisce nel suo insieme un unico, grande e originalissimo “museo permanente all’aperto” di storia dell’ambiente e del paesaggio.
 
 
 
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