Giulianova: Turismo a Giulianova - Vacanze a Giulianova

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Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.

Giulianova: Amore a prima vista

Giulianova è una terra che ha prodotto e produce dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti meriti da parte dei propri concittadini.
L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita più facilmente palpabili.
Però si ha la percezione che un passo avanti si stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri che vanno in cerca della tracce del violoncellista Gaetano Braga, tutt’ora più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.

Venirci a trovare è davvero semplice. Siamo nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. La città si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, distante appena 50 chilometri.

 

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Raffaello Pagliaccetti scultore

Raffaele Pagliaccetti fu uno dei capiscuola del verismo toscano della seconda meta' dell'800, nasce a Giulianova il 31 ottobre 1839, da Andrea, piccolo commerciante, e Chiara Trifoni. Negli anni tra il 1849 e il 1850 il pittore giuliese Flaviano Bucci e la moglie Laura impartiscono lezioni di disegno al ragazzo che già in tenerissima età aveva evidenziato una certa inclinazione per l’arte.

Raffaele Pagliaccetti, che successivamente modificherà il suo nome in Raffaello, nasce a Giulianova il 31 ottobre 1839.
Dotato di un precocissimo talento, frequenta a Roma l’Accademia di Francia e poi quella di San Luca (di Roma). Trasferitosi a Firenze, frequenta la locale Accademia intrattenendo rapporti con Aristodemo Costoli, Giovanni Duprè, Pio Fedi ed Emilio Santarelli. Partecipa alla mostra selettiva per l’Esposizione Universale di Parigi dove espone gli ultimi tre lavori ottenendo, insieme con un grande successo di critica, una medaglia d’oro.
Nel 1867 realizza un busto in creta della Principessa Margherita, la cui traduzione in marmo verrà successivamente collocata in una delle sale di Palazzo Pitti.
Il maresciallo Moltke, Giulianova, Sala Pagliaccetti. Gesso patinato ad imitazione della terracotta, cm. 79x40x70. All’intero della base vi è un biglietto con scritto: Esposizione Universale di Vienna 1873. Premiato con Medaglia dell’arte. L’artista tradusse questa opera sia in marmo che in bronzo. Il busto riscosse un notevole successo alla Esposizione Universale di Vienna, come pure la versione marmorea all’Esposizione della Promotrice napoletana del 1877 che fu venduta e di cui si sono perse le tracce. Il Parroni la colloca presso il Museo di Napoli, tuttavia da ricerche effettuate in questa città non si sono avute notizie. La traduzione in bronzo si trova pressò la Galleria d’Arte Moderna di Roma. All’esposizione Universale di Vienna l’artista inviò un busto di Moltke in terracotta di cui i biografi parlano spesso. Di quest’opera non si hanno notizie. In effetti la scultura in questione servì da modello per la fusione in bronzo che fu eseguita dalla ditta Conversini di Pistoia e che non riconsegnò mai il busto all’artista (Pagliaccetti 1889), il quale si trovò costretto ad effettuare su di un calco in gesso una bellissima patina ad imitazione della terracotta che oggi sostituisce praticamente il busto premiato a Vienna. Testa di Baccante - Donata dallo scultore al Conte di Castellana, suo amico e mecenate, l'opera confluì successivamente nella Pinacoteca del Comune di Giulianova e in un secondo tempo fu esposta nella Sala dedicata all'artista giuliese, dove si trova ancora oggi. L'opera è una replica della statua rappresentante l'Antinoo Braschi (Roma, Musei vaticani) eseguita dallo scultore negli anni dell'Accademia, tra il 1859 e il 1861. La testa, realizzata in gesso, misura cm. 57 per 65, ed è alta 97 cm.
Il Maresciallo Moltke Testa di Baccante
(1873)
(1859-61)
L’anno successivo esegue, su richiesta del ministro della Pubblica Istruzione Cesare Correnti, il busto a Gioacchino Rossini, per la sala del Consiglio dei ministri. Tra il 1869 e il 1873 vedono la luce, tra gli altri, il busto in terracotta raffigurante il Maresciallo Moltke, Il ritorno in parrocchia e Bacio al Tabernacolo che frutteranno allo scultore la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Vienna del 1873. Con l’ammissione, nel 1875, al Consiglio degli accademici di merito da parte dell’Accademia Fiorentina delle Arti e del Disegno, il Pagliaccetti vede suggellare la grande considerazione di cui gode.
Sul finire del 1877 modella una statua in gesso raffigurante Pio IX, poi trasferita all’Esposizione Universale di Parigi dove l’artista riceve lusinghieri giudizi da parte della critica e del pubblico.

Statua di Sant'Andrea, è il modello in gesso della statua marmorea ubicata sulla facciata di santa Maria del Fiore di Firenze. - Il periodo che va dal 1881 al 1884 è contrassegnato da una serie di studi e di bozzetti per il monumento. Inizia anche la grande statua raffigurante Sant’Andrea per la facciata del Duomo di Firenze. Nello stesso anno è di nuovo tra gli Accademici residenti nell’Accademia Fiorentina delle Arti e del Disegno. Realizza il busto in porcellana del Marchese Ginori. L’opera misura 1 metro e 20 per 1 metro, con un’altezza di 2 metri e mezzo, ed è oggi conservata presso la Sala Pagliaccetti di Giulianova.

Tornato a Firenze, esegue il bozzetto per il monumento a Ugo Foscolo. Alla fine del 1880, il Comune di Giulianova gli affida l’incarico di erigere un monumento in bronzo al re Vittorio Emanuele II. Salito nuovamente a Firenze, realizza su commissione di Augusto Conti la statua rappresentante la maestosa figura di S. Andrea, il busto in porcellana del Marchese Lorenzo Ginori Lisci. Al 1888, anno in cui il Pagliaccetti viene nominato Membro Corrispondente della Accademia Imperiale di Belle Arti di Rio de Janeiro, data la fusione in bronzo del Pio IX, donata successivamente dal Comitato Fiorentino a papa Leone XIII. Nel corso del 1889, l’anno della fusione del Vittorio Emanuele II, consegue la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale Partenopea Permanente per la terracotta raffigurante Gioacchino Rossini, la nomina a Presidente Onorario Perpetuo dell’Unione Operaia Umberto I delle Società del Mutuo Soccorso di Napoli e la medaglia d’onore dalla Scuola Dantesca Napoletana per l’istruzione del popolo. Nel 1894 a Giulianova viene inaugurato solennemente il Vittorio Emanuele senza però la partecipazione del Pagliaccetti, amareggiato per le modifiche arbitrariamente apportate al monumento.

Sant'Andrea (1884)
Tornato definitivamente a Giulianova, si spegne il 10 maggio del 1900.
 
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