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Ville, palazzi, architetture storiche |
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Il porticato
Palazzo de’ Bartolomei,
edificato su
Piazza della Libertà a partire dal 1876
demolendo un tratto delle fortificazioni
quattrocentesche, rappresenta una delle prime
emergenze riconducibili alla espansione extramuraria
dell’abitato, cui sono ricollegabili il vicino ma
successivo Palazzo Montebello nonché il
grande palazzo della
Scuola “De Amicis”,
realizzato nei primi anni dieci del Novecento, su
disegno dell’architetto romano Achille Petrignani,
nell’area occupata, fino al 1904, dal complesso
cinquecentesco dei frati Minori Conventuali. Sul
lato opposto della piazza, lungo la cosiddetta
“linea Marcozzi”, dal nome della famiglia di origine
teramana proprietaria dei terreni, insiste la
Cappella gentilizia de’ Bartolomei, voluta
dall’ingegner Gaetano de’ Bartolomei (1821-1892) per
ricordare lo zio
Angelo Antonio Cosmo. Fu lo
scultore
Raffaello Pagliaccetti ad approntare, nel
novembre 1868, il relativo disegno di massima,
benché l’edificio sia stato realizzato secondo il
progetto esecutivo dell’architetto teramano Giuseppe
Lupi, cui si deve l’armonico sviluppo in altezza
della facciata.
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Giulianova Alta -
Palazzo Ciafardoni |
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La bella
Casa Maria Immacolata su via Gramsci,
svetta con la sua singolare merlatura tra gli alti
alberi dell’esteso parco oltre il muro di cinta.
L’edificio, dal 1599 al 1811 convento dei
Cappuccini, venne poi trasformato dal chimico
Vincenzo Comi in opificio. Acquistato nel 1873 da
Giulio Acquaviva d’Aragona, il complesso continuò
per oltre un ventennio ad essere utilizzato come
fabbrica di liquirizia. Con il matrimonio tra
Vittoria Acquaviva d’Aragona, figlia del duca d’Atri
e senatore del Regno Luigi, e il conte Bruno
Scarampi di Sangiorgio, vi fu la sua trasformazione
in residenza, dotata anche di un teatro interno.
Acquisito nel 1932 dalla famiglia Allisio, oggi
l’immobile è di proprietà della Curia vescovile di
Teramo.
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Poco oltre, a segnalare i caratteri della
riorganizzazione territoriale della città, sorge,
circondato da un bel giardino all’italiana, uno dei
palazzi storici più imponenti di Giulianova. È il
monumentale
Palazzo Ciafardoni, costruito nel
1885 su disegno, poi modificato, di un anonimo
architetto napoletano. L’edificio, che presenta una
tipologia di facciata con fondi e rilievi in mattoni
a vista bicromatici (giallo e rosso), sia per la
forza del blocco compatto, rialzato alle ali, che
per le considerevoli proporzioni, appare concepito
in modo da evidenziare l’opulenza e l’importanza dei
proprietari, appartenenti ad una famiglia per secoli
protagonista della vita politica e socioeconomica
cittadina. Notevoli sono gli ambienti interni,
decorati da affreschi di scuola napoletana, forse
dal Paliotti ed allievi.
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Giulianova Alta - A sinistra la
villa Castelli-Montano |
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Al pari dell’ex Palazzo Ducale su piazza
Buozzi, più volte modificato sino a stravolgerne la
originaria fisionomia, ricca di gloriose memorie è
la sontuosa
villa alla Montagnola in via
Amendola. Storica dimora degli Acquaviva del ramo di
Conversano realizzata nel primo Ottocento demolendo
l’antico “casino” di caccia, qui vennero tra gli
altri ospitati nel 1855 Leopoldo di Borbone e,
il 15
ottobre 1860, re Vittorio Emanuele II. Acquistata
negli anni Dieci del Novecento dalla famiglia
Migliori, la villa ha ricevuto dai nuovi proprietari
una veste più adeguata agli ideali del decoro
borghese: il prospetto, inquadrato dall’ordine
gigante, è sormontato da un attico, secondo uno
schema caro alla tradizione classicistica. Analogo
rinnovamento «in stile» è ravvisabile, sempre sulla
stessa via, nella villa Cerulli-Ranzato:
l’edificio, dall’articolata planimetria, mostra
infatti un belvedere ed una facciata ispirati a
motivi del Cinquecento romano.
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Il Liberty, un’architettura novecentesca
raffinata e spensierata che ebbe proprio in
Giulianova una delle località dove il nuovo gusto
poté trovare la sua libertà espressiva e
interpretativa, ha nella
villa Castelli-Montano,
all’inizio di viale dello Splendore, uno degli
esempi più ragguardevoli. Edificata tra il 1910 e il
1918 riproponendo una tipologia di chiara
derivazione toscana, la villa, oltre a
caratterizzarsi come il primo edificio della zona in
cui vengono realizzati solai in cemento armato,
mostra in tutta evidenza la policromia sfrenata ed
altri caratteri propri dell’Art Noveau, come
l’asimmetria dell’impianto ed i finestroni composti
della elegante torre. Lungo la stessa via, un
centinaio di metri oltre, sulla destra insiste la
villa ex De Santis, realizzata dal 1923 al 1928
su progetto dell’architetto Achille Petrignani. Ci
troviamo al cospetto di un edificio che, pur tra
qualche ambiguità, manifesta la vocazione del
progettista a mettere in risalto gli attributi
emergenti della nuova cultura, nella quale la
decorazione si fa essa stessa architettura. La
centralità della decorazione è ulteriormente
segnalata dagli elementi decorativi in ferro battuto
della stupenda ringhiera, opera di Felice Scioli,
che forse apre nel settore le porte dell’Art
déco. Gli interessanti stucchi dell’interno
vennero invece affidati allo scultore Ulderico
Ulizio (1898-1987), allievo del Pagliaccetti. Tra le
residenze in stile Liberty,l’esempio più
interessante e significativo è però costituito dal
villino Paris-Costantini, a
Giulianova Lido,
prospiciente il Lungomare Zara. Il piccolo edificio,
realizzato con le sue forme leggere e raffinate nel
1904 su progetto del teramano Silvio Gambini,
esponente tra i più importanti del modernismo
italiano ed operante prevalentemente in ambiente
lombardo a contatto con architetti del calibro di
Sommaruga e Basile, presenta due volumi, corpo
orizzontale e torre, alleggeriti da una loggia
sommitale.
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Giulianova Spiaggia - Il
Kursaal Lido |
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Questa a sua volta è delimitata da una balaustra in
pietra bianca di Manoppello accuratamente lavorata. Il
portico, con balaustrina perforata, è sorretto da esili
colonne in pietra che creano zone d’ombra sulle
superfici. A poca distanza, nella via omonima, la
villa Gasbarrini, residenza estiva dell’illustre
chirurgo e patologo Antonio Gasbarrini (1882-1963),
archiatra pontificio di Pio XII e Giovanni XXIII,
conferma la penetrazione in profondità, nel tessuto
edilizio, di quella vena spensieratamente decorativa
che, strettamente legata al decollo turistico-balneare
della città, trova nell’eclettismo del grandioso
Kursaal una parziale mitigazione. Progettato
dall’ingegnere teramano Giuseppe Marcozzi e realizzato
inizialmente con il primo piano nel 1913, il Kursaal,
nato come club marino e tra i primi edifici in cemento
armato realizzati in Italia, viene originariamente
impostato su forme neo-classiche. Con la realizzazione
del secondo piano e, dal 1929, sua trasformazione in
hotel, il complesso viene arricchito di motivi
ornamentali caratteristici del Liberty. |
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Giulianova Spiaggia - Villa Gasbarrini |
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Alla vocazione turistica è pure legato il
Lungomare
monumentale, significativa opera del periodo
fascista realizzata nel 1936 in poco più di due mesi su
progetto dell’architetto-ingegnere Giuseppe Meo, un
professionista locale formatosi professionalmente negli
ambienti romani. Sviluppato su una distanza di 675
metri, il lungomare monumentale di Giulianova,
caratteristico per le sue “demilune” e per la fuga delle
snelle colonne in travertino sormontate dalla triade di
luminarie, risulta modellato su quello più celebre del
viale della Vittoria a Bengasi, costruito su progetto
del celebre Arnaldo Foschini, di cui Meo fu allievo. |
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Giulianova Spiaggia - Colonia marina “Rosa Maltoni
Mussolini” |
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Altro cospicuo prodotto dell’architettura del
Ventennio è, sul Lungomare Zara, la
colonia
marina “Rosa Maltoni Mussolini”, il maggiore
complesso talassoterapico italiano dell’allora
Istituto Nazionale di Assistenza Magistrale
edificato nel 1936, ed ampliato nel 1937, su
progetto di Alberto Ricci. La colonia, la cui pianta
sembra segnare a terra, in modo inequivocabilmente
celebrativo, la lettera M di Mussolini, come molti
altri edifici di eguale destinazione realizzati
negli anni del Regime appare impostata su stilemi
lineari, compositivi di un linguaggio estremamente
funzionale aderente alla semplicità richiesta dal
ministero della Pubblica istruzione.
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