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A poco distanza dalla piazza della Libertà sorge
la
chiesa di
Sant’Antonio, precedentemente
dedicata a S. Francesco di Paola e parte integrante
dello scomparso convento dei Minori Conventuali.
Edificata nel 1566, come risulta dalla data impressa sul
portale, presenta una essenziale facciata in laterizi
con semplice portale in pietra a cornici specchiate e,
sempre all’esterno, un campanile a vela a tre fornici.
Nella nicchia al suo fianco sinistro, resti di un
modesto affresco (Pietà) del XVII secolo.
Originariamente più bassa dell’attuale, nella prima metà
del Settecento la chiesa modificò il preesistente
impianto longitudinale venendo sopraelevata, ampliata e,
indulgendo ai dettami dell’opulenza decorativa e del
fasto ornamentale, dotata di laccature, dorature con
lamine d’argento trattate a mecca e decorazioni a stucco
di Girolamo Rizza e Carlo Piazzoli, oltre che di un
prezioso organo, purtroppo scomparso, realizzato dal
vastese Onofrio Cacciapuoti. L’interno, a vano unico con
due campate, conserva, oltre a dieci bassorilievi, a due
grandi dipinti ad olio forse seicenteschi e ad
un’acquasantiera di stile romanico, una interessante
lapide di un membro della famiglia de’ Bartolomei qui
tumulato. |
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Sempre nel centro storico, su piazza Dante, già del
Mercato, prospetta la
chiesa della Misericordia,
risalente forse al periodo della costruzione della città
acquaviviana ma modificata a seguito del rovinoso
incendio del 1741. La chiesa, erede di quella costruita
nel borgo medievale in suffragio dei periti nella
pestilenza del 1348, fu sede della omonima
confraternita, la più antica di Giulianova essendo stata
approvata con bolla del vescovo aprutino Giannantonio
Campano il 26 settembre 1474. Oggi si mostra con
semplice facciata, lesene e timpano mistilineo, e sobri
interni. All’incrocio tra via della Rocca e via
dell’Asilo si erge la recentemente restaurata
chiesa
di Sant’Anna, ad unica navata e con altare barocco
purtroppo deteriorato, databile al periodo compreso tra
la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. L’edificio,
piccolo gioiello dell’architettura vernacolare
abruzzese, presenta una facciata in laterizio,
delimitata orizzontalmente da una base modanata con
ricorsi e da un leggero cornicione, e definita da due
pilastri in mattoni a vista con semplici capitelli
ornati, pure in laterizio, che includono le superfici e
il gioco di modanature. Entrambe novecentesche sono, al
Lido, la
chiesa della Natività, costruita agli
inizi del secolo per soddisfare le esigenze spirituali
degli abitanti dell’allora Borgata Marina e divenuta
sede parrocchiale nel 1927, e, su piazza Giovanni XXIII,
la chiesa di
San Pietro Apostolo, inaugurata nel
1974 su progetto del romano Alfredo Scarpelli. Imponente
con la sua audace copertura a vela ancorata allo
svettante campanile, la chiesa, a cui si accede mediante
un’ampia scalinata suggerita dallo scultore
Venanzo Crocetti, dal 2004 presenta al suo interno, nella parete
di destra, un pregevole altorilievo ligneo (La pesca
miracolosa) progettato da Osvaldo De Fabiis e realizzato
ad Ortisei. |