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I personaggi illustri di Giulianova

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L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.

Giulianova è una terra che ha prodotto e produce dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti meriti da parte dei propri concittadini.
L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita più facilmente palpabili. Però si ha la percezione che un passo avanti si stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri che vanno in cerca della tracce del violoncellista Gaetano Braga, tutt’ora più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine. Così avviene anche per altri figli benemeriti, che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo lo scultore Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese, la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel luogo di nascita dello scultore Venanzo Crocetti notizie inerenti alla prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e mezzo prima della sua morte). Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento, per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico, scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve elencazione con una succinta biografia di ognuno.

 
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È difficile dire quanto Sandro Galantini contribuisca con un incessante apporto culturale e con frenetica attività euristica all’arricchimento del bagaglio di conoscenze di coloro che attentamente seguono il percorso letterario e che hanno cura di cogliere i messaggi di una scrittura sempre limpida e pregnante, carica di significati, mai trasmodante nella retorica e nella faziosità. La corposa produzione letteraria di questi ultimi anni dà piena conferma al suo nobile intento, che diviene subito reale e dovizioso contributo scientifico, di partecipare in modo non pleonastico ad arricchire di contenuti la storiografia abruzzese e la storia di Giulianova in particolare. Siamo grati e riconoscenti al giovane ed illustre studioso per la sua infaticabile opera di divulgazione e per le sue dotte realizzazioni che accrescono il patrimonio culturale cittadino in un’epoca come quella contemporanea che trascura troppo spesso, trincerandosi dietro l’egida di preponderanti e dilaganti discipline economiche, i veri talenti dell’arte letteraria. Di recente Sandro Galantini ha dato alle stampe alcune pubblicazioni di estremo interesse che mi è gradito analizzare, non fosse altro che per trame gratificanti arricchimenti cognitivi e per penetrare nei meandri di un patrimonio culturale tutto ancora da scoprire e da valorizzare. La rivista “Storie”, collana edita per conto del Centro di Servizi Culturali della Regione Abruzzo, accoglie nel numero del 1999 “Illustri giuliesi” scritti di Aldo Marroni e Vincenzo Bindi (di quest’ultimo la ristampa di “Brevi e sommarie notizie da servire per la denominazione delle vie e piazze della Città” pubblicato a Teramo nel 1925 per i caratteri della Società Tipografica Editrice Abruzzese) il cui intento è quello di fronteggiare, quanto meno dando pubblica contezza dell’esistenza del problema, il progressivo “imbarbarimento” della toponomastica” cittadina privata nel tempo delle sue antiche denominazioni sostituite da “intitolazioni trionfalistiche. nazionalistiche e pseudoeroiche”. Galantini nel suo articolo “Oltre la linea d’ombra - Impegno culturale degli “illustri giuliesi” dal Sei all’Ottocento. Profili bio-bibliografici” opera una sorta di recupero - che con assoluta modestia viene reinteramente ascoso dietro il velo di presunte quanto inesistenti carenze strutturali - di una “più matura e consapevole riacquisizione del nostro patrimonio culturale”. In questo senso la scrittura evolve in una continua ricerca e nel consapevole intento di “emancipare anche solo il dato onopastico da una condizione di ingiustificabile marginalità, quanto con il vero e proprio oblio, l’una e l’altra purtroppo persistenti”. Chi voglia trarre motivi di più attenti approfondimenti, trova puntuali indirizzi nell’attenta bibliografia — riferita a ciascuno dei personaggi individuali — che tiene nel giusto conto ogni recente acquisizione e che pertanto giustamente, come lo stesso autore auspica, è destinata anche e soprattutto a coloro che non appartengono alla ristretta schiera degli “addetti a i lavori”. Traspare pertanto l’intento palesemente divulgativo dello scritto, la cui ultima e pregnante destinazione di stima tributata dalla città a chi “con le proprie opere e con l’ingegno suo vasto ha illustrato il proprio paese”. Sempre la collana “Storie” in un altro numero del 1999 “Delle Rovine” pubblica di Galantini un altro percorso monografico, stavolta ponendo al centro della ricerca “Dalla luce all’ombra” la “Chiesa di S. Maria di Giulianova tra Otto e Novecento”. Anche qui l’intento principe ed encomiabile è quello di aggiungere un segmento apprezzabile a quello che si connota come un vigile percorso ricognitivo, con riferimento all’indagine storica che vede al centro la Giulianova rinascimentale ed i seminari, le conferenze e gli studi susseguitisi nel tempo sull’argomento, non ultimo tra questi quello autorevole di Mario Montebello. Ed ancora una volta si parte con il preciso scopo e con il dichiarato impegno di “restituire alcune manchevoli e non insignificanti tessere ad un mosaico che tuttora attende di essere completato”. Mentre per l’attenta cognizione dei contenuti si rinvia alla lettura integrale del citato numero della Rivista, che accoglie anche scritti di Angelo Antonio Cosimo Dé Bartolomei (‘L’agro castrense e la porta dell’antico tempio di Santa Maria a Mare oggi Annunziata presso Giulianova” a cura di Vincenzo Bindi), di Domenico de’ Guidobaldi (“Avanzi d’ignoto edifizio nell’acropoli di Castrum Novum” a cura di Aldo Marroni e di Francesco Tentarelli) mi preme auspicare il superamento dei limiti imposti a pubblicazioni di questo genere da una - peraltro manifestatamente avvertita anche dagli autori - “circolazione rarefatta e specializzata” evidente ostacolo agli “sforzi tesi a garantire un rapporto della contemporaneità con le varie epoche trascorse attraverso il recupero e la restituzione delle testimonianze materiali”.

Giulianova è una terra che ha prodotto e produce dei figli illustri, ai quali non sempre vengono riconosciuti i giusti meriti da parte dei propri concittadini.
L'affermazione “nemo propheta in patria” risulta d’attualità. L’insensibilità nel valorizzare la ricchezza interiore dell’uomo e la conseguenza dell’interesse per altri aspetti della vita più facilmente palpabili.
Però si ha la percezione che un passo avanti si stia compiendo in tal campo, nel senso che una maggiore attenzione sembra si voglia porre ai valori artistici e culturali che i cittadini esprimono. Avviene che d’estate arrivino a Giulianova turisti stranieri che vanno in cerca della tracce del violoncellista Gaetano Braga, tutt’ora più conosciuto in alcuni paesi d’Europa che nella sua terra d’origine.
Così avviene anche per altri figli benemeriti, che potremmo dire siano numerosi, fra i quali merita un posto di rilievo lo scultore Raffaello Pagliaccetti, trasferitosi come tanti altri giuliesi fuori degli angusti confini territoriali, dove pote’ meglio sviluppare le sue qualità innate. Un ultimo caso, di un artista locale ancora vivente, si è avuto nell’autunno scorso, allorchè, da Roma, in cui temporaneamente risiede, piombò a Giulianova una giovane giapponese, la Sig.ra Mackiko Akanegakubo, bruciata dall’ansia di raccogliere nel luogo di nascita dello scultore Venanzo Crocetti notizie inerenti alla prima infanzia dell’insigne artista contemporaneo. Finì purtroppo per raccogliere poco o nulla, tanto la popolazione non è sufficientemente informata delle vette raggiunte in campo nazionale e internazionale, dal Crocetti, il quale non ha avuto più contatti con la città d’origine, nè sul posto esistono iniziative per riallacciare i rapporti con questo figlio che s’è fatto onore (avvenuto il 2 Luglio del 2000, due anni e mezzo prima della sua morte).
Nel contesto di un tal discorso crediamo sia il caso di fare un breve cenno intorno ad uomini. il cui riconoscimento, per quanto sono riusciti a realizzare come messaggio artistico, scientifico, letterario, è giunto magari troppo tardi. E’ tuttavia importante che questo riconoscimento ci sia stato e che i posteri ne possano conservar memoria. In proposito ci limitiamo ad una breve elencazione con una succinta biografia di ognuno.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.
Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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