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Regione Abruzzo: Gli Eremi in Abruzzo

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I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
 
L’Abruzzo con i suoi 130 chilometri di coste, le più alte vette dell’Appennino a ridosso del mare, un sistema sterminato di altipiani intramontani, tre grandi Parchi Nazionali e un Parco Regionale oltre a più di trenta Riserve Naturali, si presta in modo ottimale agli amanti della vacanza, nella quale sport e movimento divengono non solo il fine, ma il mezzo per assaporare fino in fondo le straordinarie risorse ambientali di questa regione. Ed in effetti dalla costa alle montagne c’è veramente l‘imbarazzo della scelta perché i luoghi d’Abruzzo offrono molteplici opportunità per trascorrere il tempo libero immersi nella natura e nelle attività che più ci piacciono. La Regione Abruzzo per le sue caratteristiche territoriali, per le sue tradizioni storiche, culturali ed artistiche ha vocazione e versatilita' prettamente turistiche. Chiunque non conosca ancora l'Abruzzo puo', attraverso questo sito Web "www.ingiulianova.it", trovare motivi di interesse per visitarla, sia che ami le vacanze culturali sia che preferisca Io svago ed il riposo al mare o in montagna e, ci permettiamo di rivolgere a tutti un invito cordiale a verificare il caldo abbraccio della nostra terra d'Abruzzo. Turismo in Abruzzo. In Abruzzo tra natura e turismo rurale: Il turismo in Abruzzo offre panorami meravigliosi, la catena appenninica fino alle spiagge di colore corallo, dai parchi nazionali alle foreste incontaminate. L’Abruzzo, nazione, della biodiversità. L’Abruzzo è un grande paese da godere con monumenti ed opere d’arte di indubbio valore, che accoglie visitatori da tutte le parti del mondo. L’enogastronomia in Abruzzo la fa da padrona, con itinerari di enogastronomia per conoscere i sapori d’Abruzzo. In questo sito troverete l’elenco completo delle strutture ricettive nella Regione Abruzzo con: alberghi in Abruzzo, Residence in Abruzzo, bed & breakfast in Abruzzo, campeggi in Abruzzo, Villaggi turistici in Abruzzo, case per le ferie in Abruzzo, Alloggi agroturistici in Abruzzo. In più gli uffici IAT sono a vostra disposizione per una vacanza in tutto relax. Gli uffici: Informazione Accoglienza Turistica in Abruzzo, IAT in Abruzzo, Pro-loco in Abruzzo, Informazioni turistiche sulla Regione Abruzzo, Agenzie per il turismo in Abruzzo con informazioni, utili sulle guide di viaggio, offerte hotel in Abruzzo. La Regione Abruzzo, una regione da vedere e da gustare. Vacanze in Abruzzo.

Eremi in Abruzzo

 
Gli Eremi in Abruzzo. Nel corso dell'Alto Medioevo, alla sacralità immemorabile delle rocce, delle acque e delle grotte si collegò, come esempio tipico della cultura religiosa in Abruzzo l'eremitismo. Una risposta estrema, sia sul piano religioso che civile, alla disgregazione sociale e culturale che dopo il crollo dell'impero romano, chiuse la nostra regione in un isolamento spaventoso e per molti cristiani l'eremitismo divenne, come scrisse Ignazio Silone "la forma più accessibile di salvezza e di elevazione da una condizione umana dura, servile e prossima alla disperazione". Quindi l'eremitismo (dal greco monachòs cioè unico e solitario), era una forma di monachesimo cristiano, caratterizzata dalla fuga dal mondo sempre alla ricerca ascetica, in solitudine per dedicarsi interamente a Dio. La dimensione della solitudine passò dal singolo anacoreta alla comunità monastica che mirava a ricostruire una società perfetta, dove la vita fosse solo una strumento di perfezione dei suoi membri e un messaggio di salvezza per il popolo. Essi vivevano, inizialmente, in grotte e ripari sottoroccia per poi giungere a delle vere e proprie strutture munite d'ingresso, di cappella e zona abitativa. La devozione dei fedeli e l'ampliamento delle comunità monastiche fecero così nascere gli eremi, che costituiscono una tappa importante fra la primitiva grotta cultuale e la chiesa vera e propria. La storiografia antica, conosciuta grazie alla Vita scritta da Atanasio, indica Sant'Antonio Abate come il primo eremita, che nel corso del IV secolo andò a vivere nel deserto, seguendo l'esempio di Gesù Cristo. Esistevano vari tipi di eremitismi: "solitari", come Sant'Antonio che si ritirò a vivere nel deserto, gli "stiliti" che si ritirarono in cima ad alte colonne, e i "cenobi" che preferirono la vita comunitaria in un edificio circoscritto da mura, sotto la guida di un archimandrita. La storiografia recente ritiene l'Abruzzo una delle prime regioni che ricevette la cristianizzazione, grazie alla sua vicinanza con Roma. Le montagne impervie della nostra regione hanno rappresentato, nel corso dei secoli, un luogo adatto alla vita anacoretica e alla meditazione, tanto che in tutto l'Abruzzo si contano quasi cento eremi, che si sono conservati nel corso dei secoli sorretti dalla costanza della dedizione dei fedeli. Ancor oggi donano al visitatore il ricordo della magia e della sacralità che li hanno caratterizzati nel corso del tempo. Tra le figure di Santi eremiti che hanno abitato questi luoghi, la più emblematica è sicuramente quella di Pietro Angelerio, conosciuto come Fra Pietro dal Morrone, divenuto successivamente Papa con il nome di Celestino V e noto per il suo rifiuto al pontificato dopo solo pochi mesi.
Nel corso dell'Alto Medioevo, alla sacralità immemorabile delle rocce, delle acque e delle grotte si collegò, come esempio tipico della cultura religiosa in Abruzzo l'eremitismo. Una risposta estrema, sia sul piano religioso che civile, alla disgregazione sociale e culturale che dopo il crollo dell'impero romano, chiuse la nostra regione in un isolamento spaventoso e per molti cristiani l'eremitismo divenne, come scrisse Ignazio Silone "la forma più accessibile di salvezza e di elevazione da una condizione umana dura, servile e prossima alla disperazione". Quindi l'eremitismo (dal greco monachòs cioè unico e solitario), era una forma di monachesimo cristiano, caratterizzata dalla fuga dal mondo sempre alla ricerca ascetica, in solitudine per dedicarsi interamente a Dio. La dimensione della solitudine passò dal singolo anacoreta alla comunità monastica che mirava a ricostruire una società perfetta, dove la vita fosse solo una strumento di perfezione dei suoi membri e un messaggio di salvezza per il popolo. Essi vivevano, inizialmente, in grotte e ripari sottoroccia per poi giungere a delle vere e proprie strutture munite d'ingresso, di cappella e zona abitativa. La devozione dei fedeli e l'ampliamento delle comunità monastiche fecero così nascere gli eremi, che costituiscono una tappa importante fra la primitiva grotta cultuale e la chiesa vera e propria. La storiografia antica, conosciuta grazie alla Vita scritta da Atanasio, indica Sant'Antonio Abate come il primo eremita, che nel corso del IV secolo andò a vivere nel deserto, seguendo l'esempio di Gesù Cristo. Esistevano vari tipi di eremitismi: "solitari", come Sant'Antonio che si ritirò a vivere nel deserto, gli "stiliti" che si ritirarono in cima ad alte colonne, e i "cenobi" che preferirono la vita comunitaria in un edificio circoscritto da mura, sotto la guida di un archimandrita. La storiografia recente ritiene l'Abruzzo una delle prime regioni che ricevette la cristianizzazione, grazie alla sua vicinanza con Roma. Le montagne impervie della nostra regione hanno rappresentato, nel corso dei secoli, un luogo adatto alla vita anacoretica e alla meditazione, tanto che in tutto l'Abruzzo si contano quasi cento eremi, che si sono conservati nel corso dei secoli sorretti dalla costanza della dedizione dei fedeli. Ancor oggi donano al visitatore il ricordo della magia e della sacralità che li hanno caratterizzati nel corso del tempo. Tra le figure di Santi eremiti che hanno abitato questi luoghi, la più emblematica è sicuramente quella di Pietro Angelerio, conosciuto come Fra Pietro dal Morrone, divenuto successivamente Papa con il nome di Celestino V e noto per il suo rifiuto al pontificato dopo solo pochi mesi.
Eremi d'Abruzzo. Gli eremi d'Abruzzo sono concentrati soprattutto nella Majella, ma nel corso dell'Alto Medioevo il fenomeno dell'eremitismo, (dal greco monachòs, unico e solitario) come fuga dei monaci dal mondo alla ricerca della più totale spiritualità e della vicinanza a Dio, ebbe una grande diffusione in tutto l'Abruzzo. Gli eremi della Majella hanno avuto grande notorietà grazie all'opera di Pietro dal Morrone, divenuto papa con il nome di Celestino V, tanto da prendere il nome di eremi celestiniani della Majella.  I monaci scelsero dapprima le grotte e i ripari nelle rocce, adattandoli nel tempo con la realizzazione di piccole cappelle e dormitori. La devozione dei fedeli e l’aumento dei seguaci portò spesso alla costruzione di chiese vere e proprie. La particolare natura dell’Abruzzo, con le sue montagne così affascinanti ma anche così impervie, ha fatto sì che divenisse meta naturale degli anacoreti, tanto che in tutta la regione Abruzzo si contano un centinaio di eremi.
 
 
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