Guida turistico-culturale di Giulianova: Giulianova monumentale - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Guida turistico-culturale di Giulianova: Giulianova monumentale

Giulianova > Guida turistica
 

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
 
La presenza della Madonna dello Splendore a Giulianova di Padre Serafino Colangeli. A conclusione di questa memoria vorrei richiamarne il titolo: la Presenza di Maria nella nostra città sarà tanto più incisiva quanto più le nostre iniziative si ispireranno alla sua fede, alla sua dolcezza e al suo amore materno, particolarmente in quei settori vitali del Cristianesimo che si possono definire con la parola così profonda universale e inesauribile che esprime l'essenza stessa del Dio trinitario: l'amore personale per l'uomo che Dio ha rivelato nella persona di Gesù e ha personificato per così dire nella figura materna di Maria; e l'amore personale che il cristiano deve nutrire per il prossimo e particolarmente per il più bisognoso, ad imitazione del suo Signore. Quei settori vitali sono espressi nel programma "Evangelizzazione e Testimonianza della Carità". La carità intesa nel suo ambito più ampio che comprende "accanto alla carità spirituale che offre il pane del Vangelo ed accanto a quella materiale che offre l'aiuto per il pane, il tetto e il lavoro, vi è la carità culturale, cioé l'attenzione amorevole ai fatti di cultura, ossia ai valori, significati, linguaggi, modi espressivi della nostra società e a loro collegamento con la trasmissione del messaggio cristiano" (Cardinale Martini). Coltiveremo dunque nel nostro Santuario la carità spirituale, la carità intellettuale, la carità materiale, senza divisioni né fratture, anche se non è facile raggiungere quella perfetta sintonia che in Gesù e nella Madre sua hanno avuto il compimento sino alla fine.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
La processione del 22 aprile a Giulianova di Sergio Di Diodoro. La processione del 22 aprile (anni 20). La processione che ogni anno si svolge in occasione della Festa del 22 aprile, in onore della Madonna dello Splendore, è la manifestazione più antica ed importante della festa. Con essa si rinnova, ogni anno, il corteo che segui Bertolino, mandato dalla Madonna per annunciare la sua apparizione, fino alla pianta di ulivo dove era avvenuto il miracolo. Da quel giorno gente di ogni ceto e da ogni paese vicino accorse sulla collina che Maria aveva scelto per la sua apparizione. Proprio in quel luogo, divenuto sacro, fu costruito un Santuario in suo onore, tuttora esistente e meta di moltissimi fedeli. Per ciò che riguarda le manifestazioni, sacre e profane, di questa festa, sui registri del Decurionato successivi al 1846 e quelli del Consiglio e della Giunta, redatti a partire dal 1860, è fatto cenno ai lavori di preparazione ed al programma, incentrato tutto sulla grande processione, preceduta e seguita da funzioni solenni nel tempio dello Splendore. La processione era accompagnata da bande musicali, si svolgeva la corsa dei cavalli e non mancavano i fuochi artificiali. Il 2 marzo 1862 il Sindaco Daniele Cavarocchi scrive al Prefetto di Teramo chiedendo l’autorizzazione “per la celebrazione della festa di Maria SS. dello Splendore, nei dì 21 e 22 aprile con gli spettacoli seguenti: due bande, due fuochi d’artificio, due corse di cavalli, sparo di mortaretti, elevazione di globi aerostatici, tombola di ducati cento. (pari a £. 500 )“.

Giulianova monumentale: Fortificazioni cinquecentesche

Pensata come piazzaforte, la Giulianova rinascimentale fu cinta da un quadrilatero inclinato verso il mare, con i lati minori perpendicolari alla linea costiera ed i maggiori allineati lungo i lati del crinale, formato da possenti mura merlate e a scarpa, appoggiate a bastioni circolari e protette da profondi fossati.
Il sistema difensivo, certamente una delle parti più meditate del progetto del piano di fondazione urbano, venne realizzato, senza trascurare le componenti estetiche e di rappresentanza, secondo innovativi schemi di strategia militare e con l’utilizzo di complessi calcoli di balistica in aderenza alle esigenze imposte dall’utilizzo della polvere da sparo, una pratica più indiretta basata sulla distanza e sulla demolizione totale che avrebbe in breve soppiantato i vecchi metodi di assalto.
Pertanto, differentemente da quelle medievali, le nuove mura sono più basse, offrendo così un bersaglio più difficile, ma anche più spesse, per resistere ai potenti tiri di bombarda.
Grande attenzione fu riservata alla individuazione dei punti più esposti, creando di conseguenza, mediante la realizzazione di torri cilindriche, altrettanti punti di deviazione laterale per le palle di cannone, capaci quindi di scaricare sulla struttura muraria una minima parte della loro potenza distruttiva.

Giulianova - Torrione di Porta Napoli


Le torri cilindriche, dette anche torrioni, coperte da terrazzi con parapetti merlati, di mezzo cerchio sporgenti dalle linee fortificate, vennero realizzate, oltre che con boccioni di fiume, utilizzando mattoni in laterizio, di lunghezza compresa tra i 27,5 e i 28,5 cm., come per le chiese di S. Flaviano e di S. Anna.


Giulianova - Torrione il "Bianco"


Originariamente i baluardi erano otto, quattro agli angoli e quattro al centro dei lati. Il cosiddetto “Bianco”, a nord-est, malauguratamente capitozzato nell’immediato secondo dopoguerra ed oggi, dopo i restauri, sede del Museo archeologico, era il più alto e insieme con altre fabbriche delimitate da particolari recinti formava quello che forse doveva essere l’estremo rifugio del feudatario in caso di invasione, la Rocca, ricordata nella denominazione della via sottostante.


Giulianova - Il torrione orientale, residenza degli Acquaviva


 Dei torrioni più piccoli, uno, posto al centro della cinta orientale, quasi a sfidare il mare dal salto di quota, era parte integrante della residenza ducale degli Acquaviva; un secondo, disposto nel punto medio della cinta meridionale, già nella seconda metà del Cinquecento venne inglobato nel convento dei “Cordigheri” o Frati minori conventuali e perciò chiamato di S. Francesco.
Più volte interessata, a partire almeno dal 1576, da lavori di ristrutturazione, la cinta muraria assolve per tutto il corso del ‘600 e per parte del secolo successivo al suo compito fino a quando anche Giulianova, al pari degli altri centri fortificati abruzzesi, smarrisce la propria destinazione militare enfatizzando il rapporto col territorio.


Giulianova - Torre di difesa costiera (Salinello)


Negli anni trenta dell’800 sia le mura che i torrioni risultano ancora esistenti, ma già un cinquantennio dopo, come indica una planimetria del 1881-82, degli antichi baluardi residuano solo il “Bianco”, un torrione intermedio della ex cinta muraria occidentale, lungo l’attuale via del Popolo, e, nell’angolo sud-est il torrione di Porta Napoli, ora ridotto quasi alla metà della circonferenza primitiva e che si spera possa venire acquisito dall’amministrazione comunale. Quindi il torrione inserito nel complesso del palazzo ducale, ancora esistente, e infine, nell’estremo lato nord-est, il torrione inglobato nel palazzo Re che, pur avendo perso a causa delle manomissioni sia il parapetto che i merli, conserva ancora gli archetti del cornicione aggettante e la cupola all’interno.
Sorte peggiore verrà riservata alla cinta muraria.


Giulianova - Il torrione nord-est, inglobato nel palazzo Re


Un primo intervento sulla maglia storica venne infatti avviato già nel 1846, quando il Decurionato, su proposta di Giovanbattista De Luca, dispose la eliminazione di un tratto in rovina delle mura in prossimità dell’ex convento cinquecentesco dei “Cordigheri”, soppresso in età napoleonica, per creare il terzo varco di accesso urbano, la Porta S. Francesco o S. Antonio, dal nome della omonima chiesa attigua all’edificio conventuale. E dopo l’Unità, nel 1867, nella stessa area un residuo tratto delle fortificazioni meridionali sarebbe stato sacrificato per consentire la costruzione del palazzo e portico de’ Bartolomei, latistante piazza Belvedere, oggi della Libertà, nuovo nodo urbano della città. Ma sarà a partire dai primi anni settanta dell’Ottocento che il tendenziale processo di espansione dell’abitato assumerà più decisi caratteri. In un decennio, tra il 1871 e il 1881, la popolazione di Giulianova passa da 4781 a 5891 residenti, con una densità, tra le più alte della provincia, di 215,78 abitanti per chilometro quadrato. È dunque riconducibile alla forte pressione demografica, e quindi alla necessità di dilatare gli spazi di insediamento, il debordare della città oltre le cadenti mura quattrocentesche: una espansione che come logico corollario avrebbe importato anche la riorganizzazione della rete viaria.
Il regolamento di ornato pubblico del 1870 e quello edile del 1875, nel riservare all’amministrazione ogni decisione sulla «cessione in vendita delle aree, e pubblici spazi edificabili, sull’allargamento, restrizione, soppressione di piazze e viali e passaggi esistenti nell’interno dell’abitato, sui piani di ampliazione, di allineamento e di abbellimento», evidenziano la preoccupazione da parte dei vertici politici di modellare le trasformazioni secondo una disciplina normativa recante limiti e condizioni certamente ispirati a criteri estetici e funzionali ma affatto privi di ogni tensione alla conservazione.
Entro queste coordinate, dunque, si situano non solo l’abbattimento dell’antica e malridotta cappella di S. Pietro nella rua del Papavero, ma anche la demolizione di gran parte dei residui muri perimetrali urbani, compresi quelli che consentiranno il collegamento tra le attuali vie della Rocca e Acquaviva.

La processione del 22 aprile a Giulianova di Sergio Di Diodoro. Da allora ad oggi si può affermare che sostanzialmente nulla è mutato, sia per ciò che concerne lo svolgimento della festa sia per la partecipazione della popolazione, che in gran numero tutti gli anni segue in processione il simulacro della Vergine con la stessa fede. In questa foto possiamo ammirare Viale dello Splendore, in un’immagine inedita della metà degli anni Venti, ha consueta partecipazione di folla fa da contorno al simulacro della Vergine al centro. Stillo sfondo si intravedono alcune costruzioni dell’epoca, mentre in primo piano si scorge un addobbo sistemato su un terrazzo, nel rispetto di una tradizione che è rimasta sempre immutata nel corso degli anni. Un’altra celebre immagine simile a questa, da angolatura differente, testimonia la preferenza dei fotografi per tale inquadratura che consentiva, in mancanza di apparecchi più sofisticati, di cogliere per intero lo sfondo di Viale dello Splendore e tutto l’insieme della folla che era al seguito del simulacro della Vergine durante la processione.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano il territorio.
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Guida turistica-culturale realizzata dall'Amministrazione Comunale di Giulianova (Te) Abruzzo - Italy.
Fotografia Giovanni Lattanzi - Testi: Sandro Galantini - Contributi di Gabriella Magazzeni, Laura Ripani, Francesco Tentarelli - Grafica ed impaginazione Andreas Waibl (Waibl & Di Luzio).

 
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