Enogastronomia nella Provincia di Teramo, con ricette e prodotti gastronomici del teramano - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Enogastronomia nella Provincia di Teramo, con ricette e prodotti gastronomici del teramano

Teramo > Gastronomia teramana

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Tutte le ricette della cucina abruzzese passo dopo passo per sperimentare sapori nuovi e davvero gustosi. Vedremo ad esempio come realizzare gli arrosticini, le neole o ferratelle che sono dei piatti tipici e deliziosi di questa regione. Consigli e segreti per replicare alla perfezione i piatti regionali dell'Abruzzo con piccole varianti per chi desidera provare qualcosa di nuovo.

Situata nella parte nordorientale dell'Abruzzo, la Provincia di Teramo incontra a Nord quella della Provincia di Ascoli Piceno, a Nord-Ovest quella della Provincia di Rieti, a Sud-Ovest quella della Provincia dell'Aquila, a Sud quella della Provincia di Pescara, mentre, ad Est, è bagnata dal Mare AdriaticoLa varietà della sua offerta turistica è strettamente connessa con le peculiarità del territorio, caratterizzato dal versante orientale dell'Appennino abruzzese e da vallate che degradano dolcemente fino alla costaSu una superficie complessiva di 1.949 Kmq, vive una popolazione di circa 290.000 abitanti, distribuita in 47 comuniTanta varietà produce un'offerta diversificata, capace di soddisfare tutte le esigenze del turista. Dunque, attraverso alte vette, lussureggianti colline, spiagge dorate e splendide città d'arte, vi attende un viaggio emozionante in una terra da scoprire e... da gustare.

 
La cucina tradizionale in Provincia di Teramo
Qualsiasi itinerario si percorra attraverso questa antica e caratteristica terra d’Abruzzo non può essere omessa una sosta in una delle tante trattorie o aziende agrituristiche nelle cui cucine si preparano, ancora in maniera tradizionale e casalinga, le più gustose pietanze della classica gastronomia teramana. Il piatto forse più noto, da sempre presente sulle tavole dell’intera regione, è sicuramente rappresentato dai cosiddetti “maccheroni con le pallottine”, maccheroni alla chitarra conditi con ragù e saporitissime polpettine di carne tritata. Un’altra specialità culinaria, tutta teramana, è quella delle “scrippelle ‘mbusse”, crespelle ricoperte di brodo che vengono utilizzate anche per la preparazione di un altro piatto tipico, il “timballo”, molto simile alle classiche lasagne, ma realizzato, appunto, utilizzando le “scrippelle” al posto della sfoglia. Sono, queste, specialità tipiche dell’entroterra, ma anche sulla costa è possibile gustare pietanze prelibate realizzate con ingredienti provenienti direttamente dal mare. Protagonista della cucina teramana a base di pesce è sicuramente il “brodetto alla giuliese”. Queste e tante altre sono le specialità offerte dall’arte culinaria della provincia. Non mancano salumi e formaggi pecorini prodotti in maniera del tutto artigianale e acquistabili anche in diverse aziende agrituristiche della zona.
La cucina teramana. La cultura gastronomica di questo territorio raccoglie un patrimonio di valori forti che ha conservato nel tempo le sue migliori tradizioni che ritroviamo nei profumi e nei sapori d'una cucina che è dono delle generazioni passate.  Frutto di contaminazioni e interscambi con i territori vicini risente di un intenso rapporto con la cucina meridionale. Il profilo storico e sociale giustificano una cucina sostanzialmente povera, espressione del profondo legame che la popolazione ha avuto con i prodotti della terra e del mare, seppur ricca di sapienza contadina, di collaudati equilibri, di gusto e fantasia.
La cucina teramana. Qui è davvero possibile “mangiare il territorio”, per usare un'espressione di Italo Calvino, perché nonostante il devastante processo di globalizzazione non ha subito pericolose incursioni estranee alla più autentica tradizione che rimane il vanto e l'orgoglio di ogni teramano per una cucina legittimamente famosa per la sua meritata rinomanza.
La cucina teramana. Considerata la madre della cucina abruzzese è caratterizzata dalla numerosa proposta di piatti che vanno dall'uso delle carni d'agnello a quello delle carni di maiale, dalle paste all'uovo tirate a mano con il mattarello a l'utilizzo delle profumate verdure degli orti, dalla freschezza dei latticini ai pecorini stagionati e agli squisiti insaccati. E impresa ardua elencarli tutti, per questo qui di seguito elencheremo le più diffuse preparazioni che ognuno potrà trovare nei tanti ristoranti della zona.
La cucina teramana. I maccheroni alla chitarra costituiscono un capolavoro della cucina teramana: conditi con un denso ragù e con piccolissime pallottine di carne di manzo, questi spaghetti a sezione quadrata, sodi e nervosi, scattanti eppure morbidi, sono ottenuti dalla pressione del mattarello sulla sfoglia di pasta adagiata sui sottilissimi fili di acciaio tesi su un telaio di legno di faggio rettangolare, la chitarra, appunto e da sempre sono stati considerati il piatto della domenica e simbolo della gagliarda tavola abruzzese. I ravioli, salati ma anche dolci, che nel ripieno di ricotta uniscono il ragù allo zucchero e alla cannella; piatto antico, questo, che riporta al gusto tipicamente rinascimentale dell'agrodolce.
La cucina teramana. Più semplici i quadrucci in brodo o con i broccoli e le classiche trionfali tagliatelle o tajarille, pasta della quotidianità contadina che vengono preparati con i fagioli, con le patate e, nel periodo estivo, col pomodoro fresco. Due piatti che meritoriamente occupano un posto regale nella cucina teramana sono il timballo di scrippelle e le scrippelle mbusse. Il primo è un pasticcio ottenuto da più strati di crespelle (scrippelle) ripieno, a strati alternati, di una grande varietà di ingredienti; piatto maestoso presente, in passato, sulle tavole dei signori e nelle grandi occasioni. La cucina teramana. Il secondo raggiunge alti livelli di raffinatezza e squisitezza: sono crespelle dalla superficie ruvida e crespa e talmente sottili da risultare quasi trasparenti. Vengono arrotolate su se stesse dopo essere state riempite di abbondante pecorino o parmigiano grattugiato e servite in brodo ancora bollente di maiale, di manzo e di tacchino.
La cucina teramana. Nel Calendimaggio, cioè il 1° di maggio, si celebra il piatto simbolo della cucina teramana, il piatto che più di ogni altro ha assunto notorietà anche fuori dai confini regionali, il piatto tipico, esclusivo, caratterizzante della città di Teramo: le virtù. Questo cibo e questo nome hanno una loro storia e un loro significato: raccolgono tutte le virtù delle nostre massaie quando, in tempi remoti, erano particolarmente attente a che in casa nulla andasse sprecato, unendo tutto ciò che restava della stagione invernale, i legumi secchi (ceci, fagioli, lenticchia, cicerchia, favetta) ma anche rimasugli di pasta (spaghetti spezzati, tubetti, fusilli, pasta fatta in casa), osso di prosciutto, orecchi, zampetti di maiale e cotiche alle freschissime erbe, erbette, fave, piselli, carciofi novelli, cicoria campagnola, foglie di maggiorana, finocchietto selvatico, gambo di sedano, aglio, cipolla. Una sinfonia di aromi e sapori in grado di esaltare i palati più esigenti. Tipico piatto estivo è la tijelle, la teglia, misto di verdure e patate cotte al forno.
La cucina teramana. L'uso delle carni ovine trovano impiego nella preparazione dell’agnello cacio e uova, simile a una fricassea insaporita dal cacio, lo squisito e tenerissimo cosciotto al forno e delle deliziose mazzarelle, involtini di coratelle d'agnello avvolte con erbe fresche e aromatiche e legati con le budelline. La cucina teramana. Muso, orecchie, piedini, costine di maiale bollito sono usati nella preparazione della ‘ndocca ‘ndocca, piatto invernale di grande umiltà ma di raffinata bontà.
La cucina teramana. Da segnalare l'insuperabile Tacchino alla Canzanese, piatto freddo di tacchino in gelatina aromatizzato con finocchietto e pepe, la gustosissima porchetta di Campli e la capra alla neretese, preparazione rustica a base di carne tagliata a pezzi e cotta in un capiente tegame con cipolla, sedano, peperoncino tritato, pomodori freschi, peperoni rossi e chiodo di garofano.
La cucina teramana. Lungo e vario l'elenco dei dolci della tradizione teramana: la pizza dolce, pan di Spagna tagliato a strati imbevuti di caffè e Alchermes, ricoperti di crema e completato di panna e ciliegine candite; i cagionetti di Natale, calcionetti fritti in abbondante olio ripieni di un impasto a base di cacao in polvere, purea di castagne, miele, mandorle tritate e abbrustolite, buccia di limone, cannella tritata, scaglie di cioccolato e rhum; gli uccellini di Sant'Antonio, biscottini ripieni di marmellata, i tarallucci di San Biagio, le sfogliatelle ripiene di marmellata d'uva.
 
 
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