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Le riserve naturali nazionali: Feudo Ugni

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Il Parco Nazionale della Majella. Vivono sulla Majella il lupo, l’orso, il camoscio, la lontra, il capriolo, il cervo. Tra le 130 specie di uccelli spiccano l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il lanario, l’astore e il piviere tortolino. Le faggete ricoprono i versanti tra i 1000 e i 1800 metri, mentre sui crinali cresce il raro pino mugo, tipico di ambienti nordici. La vegetazione include oltre 1700 specie, numerose delle quali endemiche. La flora e la vegetazione attuale della montagna sono anche il risultato dell’azione umana, che sul massiccio si protrae da millenni, sin dall’invenzione stessa dell’agricoltura, come attestano le numerose pitture rupestri dipinte nei suoi santuari neolitici. Per ricavare campi da coltivare, l’uomo in passato ha distrutto i boschi di quercia e carpino nero che cingevano la montagna alle quote più basse; a quote maggiori, ha invece ridotto la faggeta per allargare i pascoli secondari per gli armenti e – in certi periodi storici – anche per l’agricoltura, che in alcune località della Majella è stata praticata anche a quote molto elevate (1500-1600 m). È l’unica fra le montagne appenniniche a conservare in quota arbusteti contorti di pino mugo. Sopravvissuti inizialmente nelle aree più impervie ed inaccessibili alle greggi, in seguito alla crisi della pastorizia si sono riespansi nella fascia fitoclimatica propria, compresa tra i 1700 e i 2300 metri. Il pino mugo costituisce formazioni molto estese ed intricate specialmente nel settore settentrionale.

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Le riserve naturali nazionali
Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.
 
Feudo Ugni
Compresa nel territorio comunale di Palombaro e Pennapiedimonte, in provincia di Chieti, e' stata istituita nel 1981, si estende su 1.563 ettari ed e’ delimitata a Nord dal torrente Avello. Il nome deriva dal latino omnium, cioe’ di tutti, perche’ ai tempi della conquista romana della zona questa parte della valle venne lasciata agli abitanti del luogo. L'area sulla quale si estende la riserva, compresa nel massiccio della Majella, e’ ricca di grotte che in passato hanno offerto rifugio a pastori e briganti.
La piu’ famosa e’ la Grotta Nera, formata da due stanze color panna dove stalattiti e stalagmiti si alternano in forme plastiche molli al tatto. Lo strano colore e’ dato dal Latte di monte o Latte di luna, una singolare formazione organica che da’ vita ad una pasta molliccia. La vegetazione varia secondo l'altitudine. Oltre i 2000 m si trova la rarissima Soldanella della Majella insieme alla Stella alpina appenninica, alla Genziana primaticcia, alla Genziana nivale, all'Androsace della principessa Matilde ed al Genepi’ appenninico. Tra i boschi di faggio spiccano altri fiori rari quali il Giglio rosso e il Giglio martagone. Le specie di fiori censite in questa riserva sono ben 1700, delle quali 50 sono fra le specie piu’ rare di Orchidee.
I boschi misti delle fasce pedemontane sono rappresentati dall'Olmo montano, dal Frassino maggiore e, nelle zone piu’ umide, dal Tasso e dall'Agrifoglio. Anche nel patrimonio faunistico non mancano rarita’ da segnalare come, ad esempio, la Vipera di Orsini, presente in Italia solo sull'Appennino centrale. Le specie di uccelli osservate sono 120: tra queste il Falco pellegrino, l'Aquila reale, il Lanario, l'Astore, il Gracchio alpino, etc. Sporadica la presenza dell'Orso bruno marsicano, piu’ regolare invece quella del Lupo appenninico. Presenti anche il Gatto selvatico, la Puzzola, la Martora, la Donnola e il Cervo. Nei piccoli corsi d'acqua vivono l'Ululone dal ventre giallo e la Salamandra pezzata. L'accesso alla riserva e’ vietato a qualsiasi mezzo a motore mentre il turismo escursionistico deve essere praticato lungo i sentieri prefissati. Per l'utilizzo dei rifugi presenti nella riserva (tre, a diverse quote, uno dei quali in una faggeta) e’ necessario rivolgersi all'Azienda di Stato delle Foreste Demaniali di Chieti.
Articolo tratto dal sito: www.giulianovaweb.it
 
 
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