Immagini dall'Abruzzo: Eremo di Santo Spirito a Fara San Martino ( Pe) - Abruzzo - Italy - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Immagini dall'Abruzzo: Eremo di Santo Spirito a Fara San Martino ( Pe) - Abruzzo - Italy

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Racollo e Santo Stefano di Sessanio (Aq). La montagna di Tora. Lasciata la valle delle Moglie, la strada per Racollo si infila nella strettoia (1491 m) del vàdë dë pòrtërë, la quale immette nel pianoro di pòrtërë. Questo toponimo appare piuttosto antico, giacchè si presenta come un plurale neutro in -ora di porta, con allusione forse alle numerose strettoie vallive che qui confluiscono. Sulla cartografia IGM vengono riportati i toponimi Guado di Portoli e Portoli. Il pianoro di Portora è sormontato verso est dal colle (1458 m) dello sparviérë, il cui nome, C.le Sparviero nell'adattamento ufficiale, richiama attraverso un traslato assai frequente quello del rapace 'sparviero'. Da Pòrtora la strada per Racollo aggira un dosso (1560 m), noto come cìma dë pòrtërë ovvero 'cima di Portora' e segue dall'altra parte la vàllë frésca, la quale più in basso è coltivata. Il toponimo è chiaramente composto dall'appellativo valle e dall'aggettivo fresco, con riferimento all'esposizione a nord dei coltivi, che si trovavano per lo più a borea. Sulle carte IGM, il nome è riportato come Valle Fresca. Racollo e Santo Stefano di Sessanio (Aq). Il tracciato dell'acquedotto interseca in più punti la strada per Racollo. Dopo il pianoro di Portora, questo risale a 1576 m sull'insellatura chiamata la cùna dë pràta. Questo nome riprende l'appellativo cuna 'culla', mentre la specificazione è il nome del sottostante pianoro di pràta. Si tratta di terreni coltivati, con un piccolo laghetto al centro, costeggiati dalla strada per Racollo. Per questa località è segnalato un sito paleolitico, collegato alla presenza di acqua. Il toponimo è un plurale arcaico del termine prata, il quale curiosamente viene utilizzato poco più avanti, nel nome della località lë pràta (1594 m), che differisce dal precedente solo per l'uso dell'articolo. Le due località ed anche i due toponimi sono ritenuti ben distinti dai paesani di Santo Stefano, mentre la cartografia IGM conguaglia il tutto come il Prato, Costa del Prato. Oltre le Prata, la vecchia via dell'acquedotto va a culminare ad un valico a 1560 m nei pressi del Lago di San Pietro, per poi scendere definitivamente nell'altopiano di Campo Imperatore, nella zona di Racollo.
Gli eremi di San bartolomeo e di Santo Spirito
Nel proprio cuore la Majella, la “montagna degli eremiti”, custodisce gli splendidi complessi di San Bartolomeo in Legio e di Santo Spirito a Majella, mimeticamente abbarbicati alle rocce. L’eremo di San Bartolomeo, a 600 metri di quota, sorge a mezza costa al di sotto di un’ampia cengia erosiva. Di origine anteriore al Mille, fu ricostruito nel Duecento per iniziativa di fra’ Pietro Angeleri, il futuro papa Celestino V, che vi si stabilì tra il 1274 e il 1276. L’eremo di Santo Spirito, poco oltre i 1000 metri, è invece circondato da fittissime faggete. I due eremi si visitano facilmente in una mezza giornata. San Bartolomeo dà lo spunto per una piacevole camminata, Santo Spirito è invece raggiunto da una strada asfaltata tra bosco e rocce; ambedue sono toccati dal Sentiero dello Spirito, uno dei più lunghi trekking del Parco.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
 
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