Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire ad Anversa d. Abruzzi - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire ad Anversa d. Abruzzi

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ) 
 
Ospitalità nel Paese di ANVERSA DEGLI ABRUZZI (Aq) (m. 575 s.l.m.)
     
  CAP: 67030  - 0864 -  0864.49110   - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI ANVERSA DEGLI ABRUZZI 0864.49115   0864.490930       0864.49115  C. F.: 00161690664
Raggiungere Anversa degli Abruzzi:(Stazione Sulmona (Uscita Cocullo) -Aeroporto d'Abruzzo
 
HOTELS ED ALBERGHI AD ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
Raggiungere il paese di Anversa degli Abruzzi (Aq). IN AUTO: Autostrada A25  Roma - Pescara uscita casello di Cocullo  Strada Provinciale n.479 da Sulmona. IN AUTOBUS: Arpa (info 0864.210469)  Partenze da Sulmona 7,25 - 10,50 - 12,50 - 13,50 - 15,40 - 14,15 - 19,45  Schiappa (info 0864.74362) Partenze da Roma per Sulmona - Scanno 5,30 - 6,50 - 9,00 - 15,20 - (21,00 solo domenica) IN TRENO: (Numero Verde Ferrovie: 1478-88088 ) da Roma Termini a Sulmona 7,47 - 12,35 - 14,05 - 16,20 - 18,30. PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI A: Comune di Anversa degli Abruzzi +39.0864.49115, Riserva Naturale “Gole del Sagittario” +39.0864.49587. Dove mangiare ad Anversa degli Abruzzi (Aq). “Le Gole” -  via duca degli Abruzzi - tel. +39.0864.49490, “La porta dei parchi” - via fonte di Curzio - tel. +39.0864.49595, “La Fiaccola” - via duca degli Abruzzi - tel. +39.0864.49474, “Locanda nido d’aquila” - ctr. Castrovalva - tel. +39.0864.49141. Dove dormire ad Anversa degli Abruzzi (Aq): Bioagriturismo “La porta dei parchi” - via fonte di curzio - tel. +39.0864.49595, Agriturismo “Locanda nido d’aquila” - ctr. Castrovalva - tel. +39.0864.49141, B&B Efedra tel. 3205753357.
RESIDENZE ALBERGHIERE AD ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
Castrovalva di Anversa degli Abruzzi (Aq). Castrovalva, a chi si inoltra lungo la Valle del Sagittario, appare appollaiata in alto sulla Roccia. Le sue case le danno l'immagine, come ebbe a scrivere la Macdonnel, di un Nido d'Aquila.Il paese nasce dal raggruppamento degli abitanti di cinque ville.Don Paolo Finocchi attingendo dalle prime capitolazioni di Castro, scrive che la prima villa era situata alla Valle Santa Maria, e lì la Chiesa di Santa Maria in Salicta; la seconda in Fonte Cinno con la chiesa sotto il titolo di Santa Lucia; la terza villa in Valle Domnica con la chiesa di San Cesidio; l'altra a Valle Pagliara e la chiesa di San Rocco; la quinta villa era sul monte chiamato Castellaccio, sotto il titolo di San Michele, quest'ultima era il castello di Valva in custodia della Corfinia. La citata chiesa di San Cesidio era possedimento di Montecassino e data a livello dall'Abate Aligerino per ristorare il monastero incendiato dai Saraceni. Gli abitanti di queste cinque ville si raggruppano sul sito dell'attuale Castrovalva, e gli studi condotti da Antonio De Nino hanno confermato l'esistenza di questi antichi agglomerati urbani proprio nelle contrade citate da Don Paolo Finocchi. Prima dell'anno mille erano in possesso del monastero di san Vincenzo al Volturno. Federico II di Svevia con lo Statuto dei Castelli fa di Castrovalva il caposaldo per il controllo di una gran parte del territorio peligno; Gli Angioini in seguito confermano lo Statuto dei Castelli. Per quanto riguarda il numero di abitanti si sa con certezza che nell'anno 1173 era popolata di 48 capofamiglia con circa 200 abitanti; nell'anno 1447 era tassato per 12 fuochi e per un numero di 78 anime; nell'anno 1595 era tassato per 50 fuochi fiscali per cui moltiplicando per 4,5 si hanno 225 abitanti; nell'anno 1640 gli abitanti erano 252, nel 1669 erano 315 e nel 1732 erano 310 per arrivare ai 404 del 1916. Fino a tutto il 1500 Castro è stata feudo dei Di Sangro è passato poi per vendita al Dottor Annibale Paschale di Bugnara. Ad iniziare dal 1600 i feudi furono fatti oggetto di commercio e Castro passò per le mani di molti baroni, i Di Salvo di Scanno, i Marchesano, i De Rosa di Napoli, per passare poi a Giovan Battista Roberti di Lucera, tesoriere di Chieti, che elevò la baronia di Castro a marchesato, infine passò ai Pomarici di Matera che conservano ancora il titolo di Marchesi di Castrovalva. Oggi il paese, abitato d'inverno da circa 30 persone, è frazione di Anversa degli Abruzzi. Molti discendenti dei vecchi abitanti del luogo hanno intrapreso un processo di ristrutturazione di vecchi edifici, stalle e cantine per rendere più accogliente il paese e per permettere ai turisti di poter soggiornare nella piccola ma ospitalissima frazione, fondamentale in questo processo il "lavoro" svolto dai proprietari dell'agruturismo "Nido d'Aquila" che forniscono ai villeggianti Vitto e Alloggio.
CAMPEGGI AD ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
Le ceramiche di di Anversa degli Abruzzi (Aq). Anversa degli Abruzzi, già nota per le sue produzioni ceramiche del XIX e XX secolo, ha restituito preziose testimonianze  relative ai secoli precedenti, a partire almeno dal secolo XV. Un’accurata ricerca d’archivio ha fornito conferme agli studi effettuati sulle maioliche rinascimentali di Villa d’Este a Tivoli e della Chiesa di S. Maria delle Grazie a Collarmele (AQ), rivelatesi opera del maestro Bernardino  de’ Gentili di Anversa, certamente identificabile con un esperto ceramista abruzzese attivo nella seconda metà del XVI secolo. Infatti negli archivi locali è stato possibile reperire documenti attestanti una famiglia Gentili ad Anversa nel XVI secolo e, nel secolo successivo, alcuni componenti di tale famiglia vengono definiti “vasai”. L’ipotesi dunque di maestri e officine ceramiche presenti ad Anversa fin dal Rinascimento ed attivi  anche al di fuori del comprensorio, si è ulteriormente definita ed ha trovato conferma con una campagna di scavo (estate 1999) articolata in una serie di saggi mirati, grazie allo studio della toponomastica e della topografia del paese. Infatti si è riscontrata la presenza di una strada denominata Via Santa Maria delle Fornaci e sono stati individuati i siti più adatti all’insediamento di botteghe, fornaci e relative discariche. Lo scavo ha restituito più di diecimila frammenti di  ceramica, perlopiù scarti di lavorazione, che permettono di tracciare un quadro provvisorio sulle produzioni anversane, inquadrabili tra il XV e l’inizio del XVII secolo. Abbondante risulta la produzione di ingubbiata ed invetriata dipinte, scarsa la graffita; molto importante la presenza di ceramica a rilievo, non documentata mai in Abruzzo e con caratteristiche peculiari rispetto alle tipologie finora conosciute di  tale tipo di ceramica. Si può comunque affermare che, già dal XVI secolo, Anversa doveva essere un centro di produzione di ceramica, gravitante come tipologie e modelli verso l’area laziale.
VILLAGGI TURISTICI AD ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
La necropoli di Coccitelle nella Valle del Sagittario. La valle del Sagittario è solcata dallo scorrere dell’acqua e del tempo: Scanno, Villalago, Castrovalva, Anversa e Cocullo conservano le tracce di eventi millenari, di uomini che nei secoli hanno impresso nel paesaggio la loro presenza. L’evidenza e la diffusione di reperti e strutture antiche si fanno più consistenti a partire dal IV sec. a.C., quando le popolazioni italiche, peligne nel nostro caso, entrano in contatto con la potenza romana. Le necropoli documentano indirettamente, con la loro diffusa presenza nel territorio, l’assetto sparso dei villaggi, posti a diretto contatto con i campi coltivati. Una necropoli indagata recentemente si estende sul declivio di fronte al moderno cimitero, lungo la strada che da Anversa conduce a Cocullo. La collina, ora coltivata a uliveto, si protende sul paesaggio della stretta e profonda valle, conservando una memoria profonda, più di quella umana. Oltre duemila anni fa, uomini e donne seppellirono i loro cari, secondo riti e consuetudini che il tempo ha offuscato. Il nome del posto resta a segnarne il carattere: la denominazione “Coccitelle” riassume la lunga esperienza dei contadini nello scoprire i resti umani sepolti. Nel 1996, l’indagine archeologica, preventiva alla realizzazione di una galleria, ha consentito il recupero di 50 tombe del tipo “a lastroni”, realizzate cioè con lastre di pietra che costituiscono i lati della cassa e la copertura. Lo scavo ha risparmiato gli ulivi presenti nell’area, che quindi ancora si sovrappongono a parte della necropoli. Proprio i lavori agricoli, intensi soprattutto negli anni ’20, hanno interessato gli strati superficiali del sito, causando a volte la rimozione delle lastre di copertura o il cedimento degli elementi lapidei della cassa sull’inumato. Lo stato di conservazione della maggior parte delle sepolture è comunque buono, ed è possibile documentare l’ampliamento dello spazio sacro dalla zona più a monte, dove sono riconoscibili le tombe più antiche, ascrivibili al IV-III sec.a.C., fino all’area in pendio, dove i corredi funerari risultano databili al II-I sec.a.C.  La distribuzione delle inumazioni è piuttosto uniforme, con concentrazioni significative da porre in relazione forse a gruppi gentilizi. Nella maggior parte dei casi il corredo funerario, deposto nella tomba insieme al defunto secondo i riti legati alla fede nella vita dopo la morte, appare standardizzato. Sui lastroni di copertura delle deposizioni maschili sono state rinvenute punte di lancia o di giavellotto, mentre all’interno venivano deposte la daga o la spada. Il corredo risulta generalmente composto da un'anforetta collocata nei pressi della testa, da una ciotola all'altezza del bacino e da un'olla, contenente una brocchetta miniaturistica, interrata lungo il lato destro dell'inumato, in parte al di sotto dei lastroni appositamente tagliati per permetterne l'inserimento. Le tombe più ricche tra quelle finora scavate risultano attribuite a donne di un rango elevato: alcune sepolture femminili hanno infatti restituito un ricco corredo di oggetti personali di pregio. I materiali rinvenuti ad Anversa - Coccitelle trovano precisi confronti locali con gli oggetti di corredo funerario documentati nelle necropoli di Casale di Cocullo e di Vallelarga tra Sulmona e Pettorano. Tali reperti collocano il sito indagato, con aperture significative ad influssi celtici, nel più vasto raggio dei commerci e dei contatti culturali fiorenti tra IV e II sec.a.C. nell’area centro-italica, ampliando gli spazi di questo territorio montano interno fino all’orizzonte ellenistico.
AFFITTACAMERE AD ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
Chiese e Monumenti ad Anversa degli Abruzzi (Aq). L’antico borgo medievale è individuato da una cinta esterna di case, costruite di solito sopra dirupi, che circoscrivono il vecchio centro abitato su cui emergono le vestigia del Castello Normanno. Caratteristici sono i vicoli interni e i sottopassaggi voltati ad arco ricavati tra le case. Ben visibili dalle Gole del Sagittario sono alcuni rilevanti edifici a schiera, purtroppo celati nei prospetti dalle superfetazioni degli ultimi secoli. Sono le “Case dei Lombardi”, costruite da maestranze settentrionali tra il 1480 e il 1520, soprattutto per impulso dei Belprato. Per comodità di percorso iniziamo la visita di Anversa dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie (sec. XVI) caratterizzata nella facciata da un ricco portale rinascimentale in pietra calcarea datato 1540 e da un rosone, scolpito nel 1585, le cui colonnine radianti sono andate perdute. L’interno, diviso in tre navate da piloni cilindrici in pietra, conserva alcuni altari dell’epoca con decorazioni scolpite a grottesche, una pregevole statua di San Rocco, sull’altare omonimo, in terracotta policroma, “quasi certamente d'artefice paesano”, secondo Antonio De Nino che ne redasse la scheda nel 1890. Ricordiamo inoltre il monumentale tabernacolo ligneo, sempre del XVI secolo, dorato nel 1664 dal maestro De Picchi di Pescasseroli. Sull’altare maggiore è esposta, in sostituzione dell’originale trafugato nel 1981, la riproduzione dello splendido Trittico di Anversa, raffigurante l’incoronazione della Vergine con San Tommaso che riceve la cintola e gli Apostoli presso il Sepolcro, San Michele Arcangelo e San Francesco d’Assisi. Si tratta di una tempera su tavola, di medie dimensioni, dove dominano il colore rosso e verde cupo su fondo oro, opera di un ignoto maestro della prima metà del XVI secolo, secondo alcuni studiosi influenzato dalla scuola fiorentina, ma più verosimilmente legato all’ambito marchigiano.  Dedicata al Santo patrono già nel secolo XI, la chiesa di San Marcello fu ampliata e abbellita sotto la signoria di Niccolò da Procida, il cui stemma è scolpito sulla sommità del portale. L’elegante portale tardogotico, rigoglioso di fantasiosi motivi ornamentali scolpiti, vegetali, antropomorfi, animali, è impreziosito nella lunetta sestiacuta da un raro trilobo che suggerisce un’influenza borgognona. L’affresco, del 1472, raffigura una Madonna col Bambino e Santi Marcello e Vincenzo ed è riconducibile ad una personalità artistica del gotico internazionale. All’interno della chiesa sono visibili lacerti d’affreschi tra i quali ricordiamo le immagini di Santa Caterina d’Alessandria e di Sant’Antonio. Il castello fu edificato dai Normanni nel XII secolo. Poiché aveva lo scopo di controllare uno degli accessi meridionali alla Valle Peligna, ha costituito per secoli una postazione strategica fortificata di cui resta l’alto rudere della torre d’avvistamento che domina l’abitato. Il castello fu a lungo dimora dei Conti di Sangro, che lo ampliarono e fortificarono ulteriormente, successivamente dei Belprato che a loro volta lo abbellirono e vi ospitarono studiosi e intellettuali. Al suo interno c’era la cappella comitale di San Michele Arcangelo che, secondo la tradizione, custodiva inizialmente il Trittico di Anversa. La rocca dei Sangro è divenuta famosa per l’ambientazione della tragedia dannunziana “La fiaccola sotto il moggio”. porta Pazziana è una delle porte superstiti della cinta esterna del borgo medievale, l’altra è quella di San Nicola.
BED & BREAKFAST AD ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
BED & BREAKFAST B&B ALL'ACERO ROSSO
Via Colle - Frazione Di Castrovalva - 67030 Anversa degli Abruzzi (Aq)
tel. 0864 49594 - 06 44292956
BED & BREAKFAST B&B EFEDRA
Via Armando Diaz, 15 - 67030 Anversa degli Abruzzi (Aq)
tel. 320 5753357 fax 0864 49494
CASE PER VACANZA AD ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
La frazione di Castrovalva di Anversa degli Abruzzi (Aq). A Castrovalva si entra nell’antico Castrum, di cui non esistono vestigia, attraverso una porta ogivale. Superata la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie ci dirigiamo verso la piazza dove sorge la parrocchiale, Santa Maria della Neve, del XVI secolo. Al XII secolo risalirebbe invece la chiesetta di San Michele Arcangelo, patrono del luogo, costruita sulla cresta del monte Sant’Angelo.
APPARTAMENTI PER VACANZA AANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
Il Parco Letterario dannunziano ad Anversa degli Abruzzi (Aq). “...se vieni con me per un sentiero che hai passato cento volte, il sentiero ti sembrerà novo...” La storia del paesaggio italiano è un capitolo di rara bellezza nel libro della natura europea. Il clima temperato, le alte montagne e la forma peninsulare nel mezzo del Mediterraneo, hanno creato nel tempo, attraverso grandi sommovimenti naturali ed umani, quel che Dante indica come "L’aiuola che ci fa tanto feroci". Un paese bello come un giardino, conteso fra passioni e incuria, straziato dalla ferocia economica che spesso l’ha trascinato in disastrosi mutamenti. I Parchi Letterari sono un argine a tale scempio. Vogliono vivificare nell’essenza alcuni scenari che i migliori dei nostri antenati hanno esaltato. Angoli magici, i Parchi Letterari sono luoghi dell’ispirazione di grandi autori e poeti, luoghi ancora esistenti nel paesaggio. Questa collana geografica e poetica - legata alla veduta d’un viale o d’una fontana, d’un lago o d’un monte e anche d’una chiesa o d’un castello - forma un ponte fra natura e cultura, aprendo nuovi orizzonti in antichi panorami. Attraverso una biblioteca e una banca dati, nella sede del Parco che si trova presso il comune del luogo, si integrano testimonianze ed elementi di studio e di spettacolo. E’ una attività che vuole trasformarsi in economia culturale attraverso interventi ed azioni collegati alla letteratura, alla conoscenza dei posti e all’etnografia più segreta. In un filo di nostalgia, torna il tempo che il luogo ha vissuto e noi lo ripercorriamo senza indicazioni ingombranti o sbarramenti artificiosi. Lo riviviamo nella natura com’era. Questo l’idillio leopardiano ricorda; così altri poeti, altri autori. Palcoscenico naturale dove riconoscere le forme originarie e il soffio della sapienza; qui la forza ispiratrice della natura attraversa la vicenda umana. E’ un privilegio nello spazio di oggi. Trascurare quanto fino a noi giunto con tanta bellezza è rinunciare ad una parte della memoria che è certezza di esistere e sicurezza di quel che siamo. Il Parco Letterario è tutto questo. Il contesto: Le tematiche legate ai  processi dello sviluppo ambientale e culturale nel  territorio stanno assumendo, da alcuni anni a questa parte,  un’ importanza crescente nelle politiche europee e regionali. Questo mutato atteggiamento si concretizza in norme di tutela del territorio e nella disponibilità di rinnovate risorse economiche, offrendo nuove  opportunità alle aree geografiche ancora fortemente caratterizzate dalla ricchezza ambientale e  dalla presenza di  beni storico-artistici. Una rinnovata concezione che vede i patrimonio ambientale e culturale  come fattore strategico di sviluppo: i soggetti, pubblici e privati e le risorse presenti  sono i protagonisti ed i “capitali”  determinanti in questa nuova ottica. Va sottolineato poi che l’ambiente,  superata  finalmente la concezione utilitaristica  di risorsa,  è  diventato elemento cardine di un’ idea di sviluppo che metta al centro del “progetto” il “buon vivere”.
CASE PER LE FERIE AANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
Breve descrizione del Parco dannunziano ad Anversa degli Abruzzi: L’iniziativa del Parco Letterario dedicato a Gabriele d’Annunzio, avviata dalla amministrazione comunale di Anversa degli Abruzzi, dalla Fondazione "Ippolito Nievo" e dal  WWF - Italia, rappresenta un fondamentale  contributo alla tutela  del territorio della Valle del Sagittario. All’iniziativa hanno aderito i Comuni di Cocullo, di Villalago e, da ultimo, Bugnara, creando una rete di notevole valenza, sia per l’omogeneità territoriale, sia per le potenzialità turistiche e culturali. L’istituzione della Riserva Naturale Regionale prima e del Parco Letterario  poi  sono i due passaggi politico-amministrativi per una lettura completa  e la opportuna valorizzazione di un territorio ricco di "valori in sé". Tali valori sono offerti al pubblico  attraverso un invisibile percorso dell’anima nel quale si legano le emozioni dei viaggiatori illustri, che qui hanno tratto ispirazione per le loro opere artistiche e letterarie, ad un ambiente oggi rispettato e tutelato. L’origine e la definizione dell’idea: L’idea del Parco Letterario è legata alle politiche comunitarie e regionali, che vedono nella tutela del territorio e nel sistema dei Parchi l’utilizzo  equilibrato e la messa in valore  di risorse locali, peculiari dell’area geografica in questione. La realizzazione del Parco Letterario offrirà ai cittadini e ai visitatori un territorio ed un sistema di attività fortemente caratterizzate e capaci di divenire il cuore di un processo di rivitalizzazione della Valle del Sagittario. L’area geografica del Parco è quella compresa nei Comuni di Anversa degli Abruzzi, Cocullo, Villalago e Bugnara (la Valle del Sagittario). L’area di azione del Parco Letterario è individuata strategicamente in due "macrozone": una all’interno della Regione Abruzzo con particolare riferimento al sistema dei parchi; l’altra è quella di riferimento nazionale.
COUNTRY HOUSE AANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
OSTELLI DELLA GIOVENTU' AANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
RIFUGI E BIVACCHI AD ANVERSA DEGLI ABRUZZI (AQ)
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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