Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Villetta Barrea - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Villetta Barrea

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI VILLETTA BARREA (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di VILLETTA BARREA (Aq) (m. 990 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Villetta Barrea: 41°46′36″N - 13°56′22″E
     
  CAP: 67030 -  0864 -  0864.89130 - Da visitare:     
 MUNICIPIO DI VILLETTA BARREA 0864.89134   0864.89245       0864.89134 - P. IVA: 00190970665
Raggiungere Villetta Barrea:(Stazione Avezzano a 70 Km.)  (Uscita Bussi/Popoli) -Aeroporto d'Abruzzo a  120 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI VILLETTA BARREA (AQ)
*** HOTEL DEGLI OLMI
Via Fossato, 8/b - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89159 - fax 0864 895102
 Servizi offerti dalla struttura


*** HOTEL DEL LAGO
Via Roma - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89388 fax 0864 895018
 Servizi offerti dalla struttura



*** HOTEL IL VECCHIO PESCATORE
Via Benedetto Virgilio, 175 - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89274 - fax 0864 89255
 Servizi offerti dalla struttura






*** HOTEL IL PESCATORE
Via Roma, 30 - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89347 / 0864 89253 - fax 0864 89439
 Servizi offerti dalla struttura

RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE VILLETTA BARREA (AQ)
Benedetto Di Virgilio, detto Poeta bifolco (Villetta Barrea, 21 marzo 1600 – Roma, 24 febbraio 1667), è stato un poeta italiano, che, pur di umilissime origini (la sua era, infatti, una famiglia di pastori) e non potendo studiare se non da solo quando accudiva il gregge di pecore, dalla seconda metà del XVII secolo riuscirà comunque a segnalarsi alla Corte pontificia per la composizione di eruditi panegirici, cioè di componimenti oratori a carattere encomiastico e d'occasione, tanto da ricevere la più alta onorificenza vaticana, quella dell'Ordine Supremo del Cristo. Biografia: Trascorse l'infanzia dedito alla pastorizia, lungo quei tratturi peculiari della transumanza che univano l'Abruzzo alla Puglia, riuscendo ugualmente a studiare, da autodidatta, la letteratura italiana e a leggere i classici, Dante e Petrarca come Tasso e Ariosto, esperienza che ricalcherà - più di due secoli dopo - un altro pastore erudito, il conterraneo Cesidio Gentile, nativo di Pescasseroli. Trasferitosi in Capitanata, e più precisamente ad Orta, nei pressi di Foggia, lavorò all'interno di una masseria tenuta dai Gesuiti. Questo lavoro, da cui gli derivò l'appellativo, talvolta cognomizzato, di Bifolco, arricchì la sua cultura, spingendolo in particolare verso la composizione di versi. A tal riguardo è del 1643 la sua prima raccolta pubblicata: cinque canti in rima sulla biografia di Brunone, fondatore dei Certosini. Si metterà in luce solo pochi anni più tardi, con un poema eroico relativo alla vita del fondatore della Compagnia di Gesù, cioè Sant'Ignazio di Loiola, che, edito a Trani nel 1647, verrà più volte rifatto e, nel 1660, ristampato per le edizioni della Camera Apostolica. Altre opere importanti della sua esperienza pugliese saranno dedicate ai gesuiti. Fra queste, il poema sull'apostolo delle Indie San Francesco Saverio del 1650 e la biografia di Luigi Gonzaga del 1655. Nel frattempo, al seguito del preposito generale dei Gesuiti Vincenzo Carafa, cui era dedicato il poema su Ignazio di Loyola, si trasferì a Roma, dove entrò nelle grazie del futuro Papa Alessandro VII, che non solo lo fece risiedere in Vaticano, concedendogli un vitalizio, ma - in particolare per la fama acquisita alla Corte Pontificia - lo fregiò anche e soprattutto della più importante onorificenza dello Stato Pontificio, la croce di cavaliere dell'Ordine Supremo del Cristo. A Roma si fece apprezzare, in particolare, per una lunga serie di componimenti encomiastici e d'occasione. Fra questi si ricordano, anche per una connaturata valenza storico-politica, quelli pubblicati per le nozze fra il Re Sole e Maria Teresa di Spagna (datati 1660 e dedicati al cardinale Mazzarino), per la nascita del loro primogenito Luigi (del 1661 e con la dedica ad Alessandro VII), nonché per la morte di Filippo IV (datati 1665). Il suo ultimo componimento noto, che realizzò poco prima di morire, nel 1667, aveva invece come tema centrale l'Immacolata Concezione. Le sue poesie, pur se non sempre eleganti, e anzi spesso languide, sono caratterizzate da estro e fantasia, e forniscono la testimonianza più vivida, come scrisse Attilio Zuccagni-Orlandini, del «miracolo del genio» in un letterato che, da bifolco, si era fatto da solo. Le opere di Benedetto Di Virgilio:  Vita del gran patriarca san Bruno Cartusiano. Cavata dal Surio, e da altri autori latini composta in ottaua rima. Diuisa in cinque canti, stamp. Valerij, Trani 1643. Ignatio Loiola. Poema eroico, Corbelletti, Roma 1647, google.it. Ottaue sopra l'impresa della nobilissima Accademia de i Signori Intrecciati, che e vna siepe fiorita con il motto Munit, Grignani, Roma 1647. Breve panegirico dell'illustrissimo signor cavaliero Cassiano dal Pozzo. Alludendo al pozzo guardato da duo draghi: insegna della sua illustrissima famiglia, Corbelletti, Roma 1647. Il Sauerio apostolo dell'Indie. Poema sacro, Corbelletti, Roma 1650. Vita del beato Luigi Gonzaga. Panegerico, Corbelletti, Roma 1655. Panegerico della nascita di Marc'Antonio Borghese primogenito del principe Giovanni Battista in versi, Moneta, Roma 1660. Sonetti sopra il nuouo sponsalitio del re cristianissimo, et della regina Maria Teresa d'Austria, Stamp. della Camera Apostolica, Roma 1660. Breue panegirico in lode del nouo nato delfino primogenito della maesta christianissima, e delle feste celebratene in Roma, s.e., Roma 1661. Panergirico in lode delli sig. eminentissimi cardinali novi creati, Lazari, Roma 1664. Panegirico in morte di Filippo Quarto re delle Spagne, Lazari, Roma 1665. Sopra la noua catedra scoperta alli 18. gennaro 1666. in S. Pietro. Canzone, Tinassi, Roma 1666. La gratia trionfante overo L'Immaculata Concettione di Maria Vergine madre di Dio con l'intreccio dell'historie più illustri, si del Vecchio, come del Nuovo Testamento, Lazari, Roma 1667.
CAMPEGGI VILLETTA BARREA (AQ)
CAMPEGGIO LE QUITE
Via De Contra - Loc. Le Quite - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. e fax 0864 89141
 Servizi offerti dalla struttura










VILLAGGI TURISTICI VILLETTA BARREA (AQ)
Villetta Barrea (990 m. s.l.m.) Villetta Barrea (990 m. slm.) è un piccolo borgo con una popolazione comunale di circa 600 abitanti, situato nell'antico Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, all'estremità occidentale del lago di Barrea. La zona, circondata dai monti più alti del Parco e attraversata da numerosi corsi d'acqua che alimentano il fiume Sangro, è un autentico Eden di grandissimo interesse turistico e naturalistico, dove vivono rare specie faunistiche come il Camoscio d'Abruzzo, l'Orso bruno Marsicano, il Lupo Appenninico e l'Aquila reale. Nelle vicinanze del paese si trova l'antico "tratturo" proveniente da Pescasseroli. Il centro storico di Villetta Barrea è caratterizzato da eleganti palazzi gentilizi del XVII secolo che testimoniano la sua antica prosperità, legata soprattutto alla fiorente industria della pastorizia. La parte alta del paese conserva i resti di un antico torrione circolare. Sono da vedere la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e le altre due chiese di S. Michele e S. Rocco. Nel Centro Internazionale del Parco Nazionale d'Abruzzo si possono visitare interessanti mostre naturalistiche.
AFFITTACAMERE VILLETTA BARREA (AQ)
AFFITTACAMERE IL RIFUGIO DI SELVA BELLA
S.S. n. 479 Sannite Km. 47,800 - Passo Godi - 67030 Villetta Barrea (Aq)
AFFITTACAMERE L'AIRONE
Via Roma, s.n.c. - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 890268 / mobile 329 1545433 / 328 7172414
AFFITTACAMERE LA VILLETTA
Via Del Lago, 1 - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 895029 - fax 0864 895046
BED & BREAKFAST VILLETTA BARREA (AQ)
BED & BREAKFAST B&B BACI ELDA
Via Coste, 24 - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89332
BED & BREAKFAST DE CONTRA
Via Benedetto Virgilio, 21 - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89151 / mobile 328 8864785 / 334 7438521 - fax 0864 89151
BED & BREAKFAST IL GHIRO
Via B. Virgilio, 145 - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89493 - mobile 348 0823350
BED & BREAKFAST IL RIFUGIO
Via Coste, 9 - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89289
BED & BREAKFAST L'AQUILEGIA
Via B. Virgilio, 141 - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89230
CASE PER VACANZA VILLETTA BARREA (AQ)
CASA PER VACANZA DI IANNI PATRIZIA
Via Casette, 58 - 67030 Villetta Barrea (Aq)
tel. 0864 89298
APPARTAMENTI PER VACANZA VILLETTA BARREA (AQ)
I monumenti e luoghi d'interesse a Villetta Barrea (Aq): Chiesa di Santa Maria Assunta; Chiesa del Purgatorio; Chiesa di San Michele; Palazzo cinquecentesco presso le mura difensive; Palazzo del Municipio risalente al Settecento; Passo Godi (presso Passo Godi c'è il faggio monumentale di Pantano). Cittadini illustri di Villetta Barrea: Benedetto Di Virgilio detto "Poeta bifolco", (1600 - Roma, 1667), poeta; Leonardo Dorotea, (1797 - Torino, 1865), scienziato e patriota; Achille Graziani, (1839 - Alvito, 1918), garibaldino e archeologo.
CASE PER LE FERIE VILLETTA BARREA (AQ)
La comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinque Miglia è stata una comunità montana comprendente l'alta valle del fiume Sangro e l'altopiano Maggiore. Il nome, Alto Sangro e altopiano delle Cinque Miglia  derivava dall'alta valle del fiume Sangro e dell'Altopiano delle Cinquemiglia che rappresentano le due aree adiacenti di cui il territorio della comunità montana era composta. Il territorio della comunità montana era inserito per buona parte nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: Barrea, Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli e Villetta Barrea. Comprendeva inoltre le maggiori località sciistiche del centro-sud Italia: Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso, cui si aggiunge quella di Pescasseroli. La Regione Abruzzo ha abolito la Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La sede si trovava a Castel di Sangro. Elenco dei comuni facenti parte della comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinque Miglia: Alfedena, Ateleta, Barrea, Castel di Sangro, Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli, Pescocostanzo, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccaraso, Scontrone, Villetta Barrea. Achille Graziani: Achille Graziani (Villetta Barrea, 4 maggio 1839 – Alvito, 23 ottobre 1918) è stato un archeologo italiano. Biografia: Esponente di una famiglia di ricchi proprietari di armenti, con possedimenti terrieri nell'Abruzzo marsicano, in Terra di Lavoro e in Capitanata, si distinse sia per ideali risorgimentali, sia per doti di attento studioso. Garibaldino, nel 1860 partecipò alla spedizione dei Mille, combattendo a Milazzo e nella battaglia del Volturno. In Alvito s'impegnò nella vita civile e amministrativa, venendo eletto assessore comunale e presidente della locale Società operaia di Mutuo Soccorso. Nel 1870 eseguì dei saggi di scavo nella "grotta dei Banditi" (poi ribattezzata "grotta Graziani"), allora in tenimento di Villetta Civitella, scoprendovi importanti oggetti litici. Il suo merito maggiore fu, comunque, quello di aver fondato un museo, nel suo palazzo di Alvito, in cui raccolse e ordinatamente sistemò reperti e cimili, comprendenti peraltro importanti inscrizioni osche, in parte studiate dal Mommsen e recensite nel Corpus Inscriptionum Latinarum. Alcune epigrafi ivi conservate hanno anche permesso di approfondire l'antico popolo dei Marsi.
COUNTRY HOUSE VILLETTA BARREA (AQ)
La strada statale 83 Marsicana (SS 83), è una strada statale italiana che attraversa il parco nazionale d'Abruzzo ed altre aree montane della regione Abruzzo. La strada statale 83 Marsicana ha inizio nell'alveo del Fucino, dove si innesta nella statale Tiburtina Valeria nel territorio comunale di Cerchio (AQ), percorrendo a mezzacosta le antiche sponde del lago Fucino prosciugato. Termina presso Castel di Sangro (AQ), precisamente al bivio Ponte della Zittola con la strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico, attraversando il cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo e i paesi più remoti dell'alto Sangro. Cenni storici sulla strada statale 83 Marsicana: È nota anche come strada statale Marsico-Sarentina. Lungo gran parte del suo percorso si sono sviluppati i villaggi degli sfollati a seguito del sisma del 1915 che interessò l'intera Marsica e parte del Lazio. Molte delle abitazioni di ricovero, inizialmente solo provvisorie localmente note come "le barracche" sono ancora visibili dove non sono state sostituite da case popolari, caratterizzando il tessuto urbano dei paesi risorti lungo la statale, a volte chilometri distanti dai centri storici (ad esempio nel caso di Gioia dei Marsi). L'arborazione è prevalentemente a pino nero, tra Alfedena e Castel di Sangro sopravvivono i filari più densi e antichi. Turismo: Molto frequentata dai flussi turistici per la sua agibilità, nonostante i diversi tornanti panoramici, attraversa Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea e Barrea dove costeggia interamente la sponda sinistra dell'omonimo lago. Dopo Gioia Vecchio entra nel territorio del parco costeggiando il Rifugio del Diavolo e le sorgenti del Sangro. Più a valle incontra il bivio per l'altrettanto panoramica e frequentata statale di Forca d'Acero, e gli accessi per le riserve integrali della Val Fondillo e della Camosciara, nonché la strada statale 479 Sannite che porta agli impianti sciistici di Passo Godi e Scanno. Di notte non è raro avvistare qualche capriolo, cervo o tasso. È particolarmente apprezzata dagli appassionati di mototurismo, in virtù delle innumerevoli curve e dei paesaggi spettacolari che attraversa.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' VILLETTA BARREA (AQ)
La Marsica si estende per circa 1.906 km² su una superficie territoriale eterogenea, tra le più complesse d'Italia: le aree pianeggianti sono costituite dalla conca del Fucino (140 km²), dai piani Palentini (60 km²) e dalla più contenuta piana del Cavaliere. La sua vetta più alta è rappresentata dal monte Velino a quota 2487 metri s.l.m., mentre l'area più bassa è situata nel comune di Balsorano a 293 metri s.l.m. I dislivelli maggiori si registrano a Magliano dei Marsi e a Celano, mentre il comune più pianeggiante è quello di San Benedetto dei Marsi, affacciato sull'alveo dell'antico lago, che presenta un'escursione di appena 50 metri. I comuni più alti sono Ovindoli e Opi, rispettivamente posti a quota 1.375 e 1.250 metri di altitudine. Il territorio è suddiviso in cinque macro-settori: Marsica fucense: zona pianeggiante che comprende i comuni posti intorno alla conca del Fucino tra cui i più popolosi sono Avezzano e Celano. La piana fucense è morfologicamente e geograficamente separata dal bacino del Liri ma ad esso connessa per il tramite delle opere di bonifica idraulica. L'area è contornata dai rilievi montuosi della Vallelonga a sud, dal gruppo Sirente-Velino a nord-nord est e dal monte Salviano ad ovest. I gruppi montuosi nord occidentali pongono l'area fucense in collegamento diretto con i piani Palentini. Valle del Giovenco: zona montuosa, detta anche Marsica orientale, solcata dal fiume Giovenco. Ha inizio ad Aielli e giunge fino a Bisegna. Buona parte del suo territorio è incluso a sud est nell'area del parco nazionale d'Abruzzo e a nord est nel parco regionale Sirente-Velino. È posta al confine della Marsica con la Valle Peligna. Il suo centro più grande è Pescina. Valle Roveto: area montuosa solcata dal fiume Liri. Ha inizio a Capistrello e giunge fino a Balsorano. Separa la Marsica da Sora, dalla Ciociaria e dal versante laziale dei monti Càntari ed Ernici. A nord la valle di Nerfa e i piani Palentini la separano dalla Marsica occidentale; Piana del Cavaliere: area montuosa, detta anche Marsica occidentale, che comprende 4 comuni. È posta al confine dell'Abruzzo con il Lazio. Il centro più grande è Carsoli. I monti Carseolani confinano a sud-sud est con i Simbruini, a sud-sud ovest con la valle del Turano e a nord la valle del Salto li separa dal gruppo Cicolano/Duchessa/Velino; Parco nazionale d'Abruzzo: l'area marsicana posta più a meridione è costituita dai due comuni di Pescasseroli ed Opi, situati nel cuore dell'area protetta. Separa la Marsica dall'alto Sangro e dalla catena montuosa dei Monti della Meta e delle Mainarde, al confine tra Lazio meridionale e Molise. Idrografia della Marsica: Il fiume Giovenco (o Fara) è il principale affluente naturale dei canali del Fucino. Nasce dal monte Pietra Gentile ad un'altitudine di 1250 metri slm, nel territorio del Parco nazionale d'Abruzzo. Sfocia nel canale della piccola cinta dell'alveo del Fucino che, oltre la località di borgo Incile, attraversa il monte Salviano sfociando, infine, nel fiume Liri. Il suo bacino idrografico è di 90 km². Il bacino endoreico del Fucino in cui ci sono le sorgenti Restina ed Acquafredda a Venere dei Marsi e Fontegrande presso Celano. Sorgenti acidule sgorgano ad Avezzano e a Bisegna. Importante fiume marsicano è il Liri che scorre nel territorio per 40 km. Nasce dal Monte Aurunzo (o Arunzo) a 1108 metri s.l.m. presso Petrella Liri, in valle di Nerfa. A Capistrello riceve le acque del bacino del Fucino, attraverso i canali nella galleria del monte Salviano. I maggiori affluenti sono ad est il fiume Giovenco, a nord il torrente la Foce e a sud il Fossato di Rosa. Percorre il territorio abruzzese, superato il quale nei pressi di Giunture vicino a Cassino, nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari, prende il nome di Garigliano andando poi a sfociare nel Mar Tirreno dal golfo di Gaeta. Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di 5.020 km². Rilevanti le risorse idriche, in particolare dei fiumi Liri e Giovenco, disponibili da corpi idrici sotterranei e quelle disponibili da acque superficiali. La Valle del Liri è ricca di acque sorgive di media portata. Le principali sono: le sorgenti di Cappadocia, il torrente Rianza presso Pescocanale e la sorgente carsica intermittente dello Schioppo sfruttata dalla centrale idroelettrica di Morino. Con un salto di oltre 80 metri, forma la seconda cascata naturale più alta della catena appenninica. A Canistro c'è la sorgente La Sponga, a quota 850 metri slm, mentre l'acqua delle terme di Canistro sgorga dalla fonte di Santa Croce ad una temperatura di +9,5 °C e ad un'altitudine di circa 750 metri. Nelle sorgenti di Canistro viene imbottigliata, dal 1975, l'acqua oligominerale Santa Croce. Il fiume Sangro, secondo in Abruzzo (lunghezza di 117 km con un bacino di 1515 km²), nasce dalle sorgenti La Penna a 1370 m di altitudine sotto il Passo del Diavolo (alle pendici del Monte Morrone) riceve sulla destra il fiume Fondillo in territorio di Opi. Sfocia nel mar Adriatico a Torino di Sangro. Nell'Abruzzo meridionale alla base dei massicci calcarei del Parco nazionale d'Abruzzo sgorgano le polle della fonte delle Donne. Il Salto è un fiume abruzzese e laziale, costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce nei Piani Palentini, tra i territori di Scurcola Marsicana e Magliano dei Marsi, dalla confluenza del fiume Imele (le cui sorgenti si trovano a Verrecchie) ed il fosso La Raffia. Attraversa le province dell'Aquila e di Rieti, dando vita alla Valle del Salto, formando il lago omonimo per confluire, infine, nel fiume Velino, in località "Casette" alle porte di Rieti. Il Turano è un fiume dell'Abruzzo e del Lazio e costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce dal monte Bove (1348 m) nel comune di Carsoli. A 536 metri slm forma il lago artificiale del Turano. Il suo affluente in territorio marsicano è il fosso Fioio. Di esigua portata sono le sorgenti che dal Monte Velino e dai Monti Carseolani alimentano i bacini del Turano e dell'Imele-Salto.
RIFUGI E BIVACCHI A VILLETTA BARREA (AQ)
Orografia e geologia della marsica: Da un punto di vista orografico, la Marsica è una vasta area incastonata nella catena montuosa degli Appennini abruzzesi. Per lo più montuosa presenta tuttavia tre valli: quella del Fucino, la più ampia, i piani Palentini e la piana del Cavaliere. È racchiusa tra i monti Marsicani, a sud, la catena del Velino-Sirente, a nord-est, i monti Carseolani a nord-ovest e la catena dei Simbruini-Ernici ad ovest. Il principale fiume dell'area, il Giovenco, è inserito all'interno del bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, la cui conformazione orografica è caratterizzata da rilievi accentuati nella parte nord-est e da quelli di più modesta entità nella parte sud-sud ovest. La superficie complessiva del bacino è importante: pari a 4.984 km² con una lunghezza dell'asta principale di 164 km. L'area fucense è costituita da depositi fluvio-lacustri, in particolare da depositi fluviali per lo più ghiaioso-sabbiosi verso i bordi della piana, mentre nel settore centrale più depresso, da depositi lacustri di tipo argilloso-limoso-sabbiosi, fatti risalire al Pliocene-Olocene. L'assetto geologico di questo settore della conca è dominato dalla presenza di depositi alluvionali del periodo Pleistocene superiore-Olocene sovrapposti a depositi lacustri antichi del Pleistocene medio-Pliocene superiore. I monti marsicani sono caratterizzati da estese tracce del glacialismo pleistocenico per via della loro natura geologica prevalentemente calcareo-dolomitica e numerose fenomenologie carsiche come doline e grotte. Il clima varia molto in base alla zona e all'altimetria a cui si fa riferimento. La zona climatica oscilla fra la classificazione climatica D, E ed F. Si parte dai 340 metri s.l.m. del centro di Balsorano, zona classificata D, fino ai 1375 metri s.l.m. di Ovindoli, classificata F. I centri più popolosi, tra i quali Avezzano, Carsoli, Celano, Pescina e Tagliacozzo, sono classificati E. Le aree esposte a venti o in posizione di prolungata ombreggiatura possono far segnare significativi sbalzi climatici rispetto a zone vicine, ma soleggiate e riparate. Le precipitazioni risentono in maniera consistente della presenza delle dorsali appenniniche, aumentando con la quota e risultando più abbondanti sui versanti della Marsica occidentale, decrescendo invece verso est. Il bacino del Fucino risulta tuttavia come segregato all'accesso dei venti piovosi. La zona più ricca di precipitazioni è la circostante catena formata dai monti Simbruini, monti della Mèta e, più a sud, dal limitrofo massiccio del Matese. Questa su un tratto di circa 100 km raccoglie oltre 1400 mm d'acqua all'anno. Nei mesi invernali, la neve solitamente cade copiosa, soprattutto sulle cime delle montagne e nelle stazioni sciistiche di Ovindoli, Pescasseroli, Marsia, Camporotondo e sulle piste da sci di fondo di Opi. In base alle medie climatiche ufficiali nell'altopiano del Fucino, in inverno, possono prodursi localmente temperature minime particolarmente basse, ciò anche a causa dell'alto tasso di umidità. In alcune occasioni si sono raggiunte temperature minime glaciali, come il 17 febbraio 1956, quando nella tabella climatica dell'agenzia regionale ARSSA[32] comparve anche un dubbio estremo assoluto di -32 °C presso Borgo Ottomila[33], dato non riportato ufficialmente sugli annali idrologici. Climaticamente è possibile suddividere la Marsica in quattro sezioni: Avezzano; Borgo Ottomila; Carsoli; Pescasseroli. I Comuni della Marsica: Anticamente la Marsica comprendeva l'area circostante il lago del Fucino a sud-est, e l'intera Valle del Giovenco. Con lo stesso toponimo s'intende l'odierna area sud-occidentale della provincia dell'Aquila, che comprende anche l'intera Valle Roveto e tutta la fascia carseolana. Fanno parte della Marsica 37 comuni, per un totale di circa 134.000 abitanti. L'esigenza di un'amministrazione autonoma ha portato a costituire un comitato territoriale apolitico, promotore di una nuova "Provincia dei Marsi", con capoluogo Avezzano. Diversi e vani sono stati i tentativi per ottenere tale riconoscimento. Del 1986 la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione della provincia che fu sottoscritta ed appoggiata da circa 53.000 marsicani e dai 37 comuni. Le amministrazioni locali hanno predisposto anche lo stemma araldico. Aielli; Avezzano; Balsorano; Bisegna; Canistro; Capistrello; Cappadocia; Carsoli; Castellafiume; Celano; Cerchio; Civita d'Antino; Civitella Roveto; Collarmele; Collelongo; Gioia dei Marsi; Lecce nei Marsi; Luco dei Marsi; Magliano de' Marsi; Massa d'Albe; Morino; Opi; Oricola; Ortona dei Marsi; Ortucchio; Ovindoli; Pereto; Pescasseroli; Pescina; Rocca di Botte; San Benedetto dei Marsi; San Vincenzo Valle Roveto; Sante Marie; Scurcola Marsicana; Tagliacozzo; Trasacco e Villavallelonga. Parchi e riserve naturali della Marsica: Riserva naturale Monte Velino, Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Parco regionale naturale del Sirente - Velino, Riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca, Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, Riserva naturale regionale Grotte di Luppa e Gole di Celano. La Marsica è un territorio amèno, aspro ed ospitale. Ricco di parchi e riserve naturali: comprende a sud il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, a sud-ovest la Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, ad est il Parco regionale naturale del Sirente - Velino, a nord-est la Riserva naturale Monte Velino, ad ovest la Riserva naturale guidata Monte Salviano e, infine, a nord-ovest la Riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca e la Riserva naturale regionale Grotte di Luppa, che segnano il confine con il Parco regionale dei Monti Simbruini. Tra le aree naturali di maggiore interesse figurano le Gole di Celano, un canyon scavato per circa quattro chilometri dal torrente La Foce, le cui pareti rocciose, alte circa 200 metri, presentano in alcuni punti strettoie di appena 3 metri. Mammiferi tipici di molti di questi parchi sono l'orso bruno marsicano, sottospecie endemica della Marsica e il Lupo appenninico (detto anche Lupo marsicano). La flora è caratterizzata da fiori e piante endemiche come l'Iris marsica e la scarpetta di Venere.
La Cultura nella marsica. Musei: Museo d'arte sacra della Marsica, Museo Paludi di Celano, Aia dei Musei (Avezzano), Museo di arte moderna di Avezzano, Museo civico di Cerchio, Museo orientale di Tagliacozzo e Padiglione Torlonia. Numerosi i musei presenti nei vari comuni del territorio. Ad Aielli presso la torre trecentesca è ospitato il museo del cielo, un osservatorio astronomico dotato di planetario digitale ed altre strumentazioni tecnologicamente avanzate e ad altissima risoluzione. Ad Avezzano ci sono tre esposizioni permanenti: l'Aia dei Musei che presenta due sezioni, "Le Parole della Pietra" e "Il Filo dell'Acqua"; la pinacoteca d'arte moderna e il museo della civiltà contadina e pastorale, ospitato presso la Villa Torlonia e il Padiglione Torlonia. Analoghe esposizioni si trovano a Civita d'Antino e a Verrecchie. Il più importante e visitato museo del territorio è il museo nazionale d'arte sacra della Marsica, ospitato nelle sale del castello Piccolomini a Celano, dove si trovano altri due importanti musei, quello archeologico preistorico "Paludi" e quello della Chiesa di Santa Maria Valleverde con annessa biblioteca. Pescina ospita due esposizioni permanenti molto importanti: il museo "Ignazio Silone" con il centro studi e il museo "Mazzarino". Con i suoi 900 m² il museo civico di Cerchio è uno dei più grandi della Marsica insieme allo spazio museale di palazzo Botticelli a Collelongo dove hanno sede i musei archeologico e della civiltà contadina e del lavoro. A Tagliacozzo ci sono lo spazio museale dedicato alla figura del beato Tommaso da Celano e il museo Orientale con annessa biblioteca monastica. Il museo del Brigantaggio e dell'Unità d'Italia si trova a Sante Marie nel palazzo Colelli, dove in alcune sale trova spazio il moderno museo multimediale di Astrofisica. In valle Roveto il museo della pastorizia, con particolari sezioni dedicate alla numismatica e ai treni si trova a Balsorano, mentre il museo archeologico Antinum, inaugurato nel 2015, si trova a Civita d'Antino. Civitella Roveto ospita la pinacoteca dedicata ad Enrico Mattei e la mostra permanete etnografica "De' Colucci". Centri visita dei parchi e i musei naturalistici ed antropologici, dedicati a fauna e flora delle aree protette si trovano a Bisegna, Magliano de' Marsi, Morino, Opi, Ortona dei Marsi, Villavallelonga e a Pescasseroli dove si trova anche la casa-museo di palazzo Sipari. Marruvio (o Marruvio dei Marsi; in latino Marruvium o Maruvium) era un'antica città dell'Italia centrale, principale centro del popolo dei Marsi sulle sponde del Lago del Fucino. Corrisponde alla contemporanea cittadina di San Benedetto dei Marsi, in provincia dell'Aquila. Storia: Capitale dei Marsi, antico popolo italico, fin dal I millennio a.C., conservò tale ruolo fino all'assoggettamento a Roma, avvenuto nel tardo IV secolo a.C. Le informazioni sull'insediamento preromano sono tuttavia scarse; l'area era abitata fin dall'Età del ferro, ma un'espansione urbanistica vera e propria si registrò soltanto in età romana, a partire dal II secolo a.C. e con l'apice nel I secolo d.C. Dionigi di Alicarnasso la cita tra i centri popolati dagli Aborigeni (mitologia). Archeologia nella marsica: San Benedetto dei Marsi conserva alcune vestigia dell'antica Marruvio. Tra queste, spicca per valore artistico una domus; rimangono poi alcuni tratti delle mura in opus reticolatum (II secolo a.C.) e resti delle terme e dell'anfiteatro. Nel sito o nelle sue immediate vicinanze sono state rinvenute anche diverse testimonianze epigrafiche, in particolare alcune in dialetto marso; una pietra, mutilata, attesta il nome del dio Giove e di una divinità femminile a esso correlata (iouies pucles). Ex cattedrale di Santa Sabina: La chiesa fu costruita con ogni probabilità nel V o VI secolo nei pressi del foro italico di Marruvio, mentre il primo documento che cita la chiesa risale al IX secolo. Subì importanti interventi strutturali tra il XII e il XIII secolo. Dopo la morte di San Berardo dei Marsi avvenuta il 3 novembre del 1130 la cattedrale ospitò le sue reliquie. Con la bolla papale del 1580, Papa Gregorio XIII dichiarò la nuova sede della diocesi dei Marsi, la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Pescina in cui furono traslati i resti di San Berardo. La vecchia chiesa di Santa Sabina in decadenza e ridotta a poco più che una cappella nel 1915 subì gravissimi danni a seguito del tragico terremoto di Avezzano che la distrusse quasi completamente, lasciando in piedi solo la facciata. La facciata è decorata da un portale in stile romanico-gotico con più giri di arco a tutto sesto. Domus romana e terme: Si trovano presso il vecchio palazzo del comune, risalenti al II secolo a.C. la Domus possiede il pavimento di pietra intatto, con alcuni mosaici e resti di colonne. I Morroni: Appartengono al II secolo e si trovano in mezzo al paese nuovo, nascosti dalle abitazioni. Sono due grossi blocchi di pietra della montagna, usati dai Marsi come costruzioni funebri in ricordo dei cari. Anfiteatro romano: Si trova appena fuori il paese in direzione di Pescina, è risalente con ogni probabilità alla fine del I secolo a.C. Conserva la pianta originaria e parte di una curva con alcune arcate. Alba Fucens è un sito archeologico italico, monumento nazionale dal 1902, nata come colonia di diritto latino, che occupava una posizione elevata e ben fortificata su 34 ettari (situata a quasi 1.000 m s.l.m.) ai piedi del Monte Velino. Il sito archeologico è compreso nel comune di Massa d'Albe (Aq), presso la frazione di Albe.
Monumenti e luoghi d'interesse della Marsica: Architetture religiose: Cattedrale dei Marsi, Concattedrale di Santa Maria delle Grazie, Santuario della Madonna di Pietraquaria, Santuario della Madonna dei Bisognosi, Santuario della Madonna dell'Oriente, Chiesa di Santa Maria in Cellis, Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, Chiesa di San Pietro (Massa d'Albe) e Chiesa di Santa Maria Valleverde. Santuari: Madonna dei Bisognosi tra Pereto e Rocca di Botte; Madonna del Buon Consiglio a Venere dei Marsi; Madonna del Fulmine a Massa d'Albe; Madonna della Pietà a Carrito dei Marsi; Madonna delle Grazie a Roccavivi; Madonna dell'Oriente a Tagliacozzo; Madonna di Candelecchia a Trasacco; Madonna di Monte Tranquillo a Pescasseroli; Madonna di Pietraquaria ad Avezzano. Conventi: Convento dei Frati Cappuccini a Luco dei Marsi; Convento di San Domenico a Magliano dei Marsi; Convento di San Francesco a Balsorano; Convento di San Francesco a Poggio Cinolfo; Convento di San Francesco a Tagliacozzo; Convento di Santa Maria Valleverde a Celano. Eremi; Madonna del Caùto a Morino; Eremo di San Martino a Villa Romana; Grotta di Sant'Angelo a Balsorano; Grotta di Sant'Angelo a Colli di Monte Bove; Madonna della Fonticella a Canistro; Madonna della Ritornata a Civita d'Antino; Madonna del Romitorio a San Vincenzo Superiore, Chiese nella marsica: In ogni comune ed in ogni piccola frazione del territorio è presente almeno una chiesa. La chiesa madre della diocesi dei Marsi è laCattedrale dei Marsi di Avezzano dedicata a San Bartolomeo. A Pescina sorge la concattedrale di Santa Maria delle Grazie. A Trasacco si trova l'unica basilica minore della diocesi, dedicata ai Santi Cesidio e Rufino. Tre sono i santuari "ufficiali diocesani"[92]: il santuario della Madonna dei Bisognosi tra Pereto e Rocca di Botte, il santuario della Madonna dell'Oriente a Tagliacozzo e il santuario della Madonna di Pietraquaria, sul monte Salviano ad Avezzano. Architetture militari e civili: Castello di Avezzano, Palazzo Torlonia (Avezzano), Castello Piccolomini (Balsorano), Castello Piccolomini (Celano), Castello Piccolomini (Ortucchio), Rocca Orsini, Castello di Carsoli, Castello di Oricola e Castello di Pereto. Castelli: Castello di Sant'Angelo a Carsoli; Castello medievale ad Oricola; Castello medievale a Pereto; Castello Orsini ad Albe; Castello Orsini-Colonna ad Avezzano; Castello Piccolomini a Balsorano; Castello Piccolomini a Celano; Castello Piccolomini a Morrea; Castello Piccolomini ad Ortucchio; Rocca Orsini a Scurcola Marsicana. Torri nella marsica: Torre Baronale di Collelongo; Torre dell'orologio ad Aielli; Torre dell'orologio a Rocca di Botte; Torre di Collarmele; Torre di Marano dei Marsi; Torre di Ortona dei Marsi; Torre di San Berardo a Pescina; Torre di San Martino in Agne a Lecce nei Marsi; Torre di Santa Jona; Torre di Sperone; Torre di Venere dei Marsi; Torre Febonio a Trasacco; Torre medievale di Aielli; Torre medievale di Bisegna; Torre Piccolomini a Pescina; Torri difensive di Corcumello. Palazzi nella marsica: Palazzo Baronale a Poggio Cinolfo; Palazzo Botticelli a Collelongo; Palazzo Coletti a Tufo; Palazzo De Pontibus a Corcumello; Palazzo De Vecchi ad Oricola; Palazzo Ducale a Tagliacozzo; Palazzo Ferrante a Civita d'Antino; Palazzo Mastroddi a Tagliacozzo; Palazzo Municipale di Avezzano; Palazzo Sipari a Pescasseroli; Palazzo Torlonia ad Avezzano. Ville: Villa Torlonia ad Avezzano. Siti archeologici nella marsica: Alba Fucens, Lucus Angitiae, Marruvium e Antinum. Il territorio della Marsica è disseminato di siti ed aree d'interesse archeologico. Le più note e visitate sono il sito della città militare e commerciale di Alba Fucens, in comune di Massa d'Albe, Marruvium a San Benedetto dei Marsi, Lucus Angitiae a Luco dei Marsi,Antinum e gli scavi della Valle Roveto, Carseoli e gli insediamenti preistorici della Piana del Cavaliere e dell'area di Sante Marie. Rivestono particolare interesse archeologico anche l'area della Valle di Amplero a Collelongo, la villa imperiale di San Potito, i Cunicoli di Claudio, lavilla romana e l'area dell'ex collegiata di San Bartolomeo ad Avezzano e l'insediamento lacustre palafitticolo Paludi a Celano. Numerose le grotte ed altri siti preistorici che testimoniano come, sin dal paleolitico, le popolazioni stanziassero in modo continuativo grazie alle favorevoli condizioni ambientali e climatiche riferite in particolare al territorio circostante il lago Fucino.
Il lago di Barrea è un lago artificiale situato in provincia dell'Aquila. Sul lago, ricavato nel 1951 dallo sbarramento del fiume Sangro presso la forra di Barrea, si affacciano anche i comuni di Civitella Alfedena e Villetta Barrea. La zona umida del Lago di Barrea, individuata ed inserita dal 1976 nella lista delle aree previste dalla convenzione di Ramsar, interessa il territorio del lago di Barrea, situato all'interno del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, nella comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia. Ne ha la gestione e la competenza l'Ente autonomo Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, con sede a Pescasseroli (AQ). La storia del lago di Barrea: La prima proposta per la realizzazione di un lago in questo territorio rimontava al 1922, quando la "Società per il carburo di calcio", poi fusa nella società "Terni", propose al Ministero dei lavori pubblici di creare due invasi artificiali per lo sfruttamento dell'energia idroelettrica nelle piane di Opi e di Barrea. La proposta fu avversata da numerosi enti, fra i quali i comuni interessati e l'ente parco, nonché dal Ministero della pubblica istruzione, cui all'epoca competevano le aree protette, in quanto la sua realizzazione, senza adeguate garanzie, avrebbe potuto comportare la deturpazione del paesaggio e il pericolo di endemia malarica, oltre a creare danni nell'economia locale, in quel periodo ancora caratterizzata dall'agricoltura e dalla pastorizia transumante. Sulla scorta di numerosi pareri tecnico-ingegneristici e sanitari, e sull'attività di opposizione svolta e coordinata dal presidente del parco, il deputato Erminio Sipari, che raggruppò in difesa dell'integrità dell'area uomini politici ed intellettuali, i progetti furono sospesi dal regime fascista. Del tutto accantonato quello per l'invaso di Opi, il progetto per la realizzazione del lago di Barrea riprese quota nell'immediato dopoguerra, per essere in seguito realizzato, su progetto dell'ingegnere Carlo Drioli (poi professore di impianti speciali idraulici della Facoltà d'Ingegneria dell'Università (ora Politecnico) di Bari), attraverso lo sbarramento del fiume Sangro con una diga nella foce di Barrea, i cui lavori interessarono il periodo dal 1949 al 1951. La flora e la fauna del lago di Barrea. Come raggiungere il lago di Barrea: Per raggiungere i comuni che costeggiano il lago, esistono tre possibilità: da Castel di Sangro, da Pescasseroli o, se provenienti dal Lazio, dal valico di Forca d'Acero (attraverso la superstrada Sora-Pescasseroli). La distanza dai predetti accessi varia dai 15 ai 20 km circa.
Il Passo Godi è un valico montano dell'Appennino abruzzese, alto 1630 m s.l.m., sito in Abruzzo tra il Monte Godi (2011 m) e il monte Serra Rocca Chiarano (2262 m), nella bassa provincia dell'Aquila, tra i comuni di Scanno e Villetta Barrea, percorso dalla Strada statale 479 Sannite e sede di un'omonima stazione sciistica. La flora e la fauna al Passo Godi: Prevalentemente la stessa del Parco Nazionale d'Abruzzo; si possono ammirare piante rare come il Geum Rivale ed il Veratrum Nigra dal fiore nero. Economia: L'economia del Passo Godi è basata principalmente sul turismo, ma anche sull'allevamento transumante di mucche, capre e pecore, e sull'apicoltura. Monumenti e luoghi d'interesse nel Passo Godi: Il Parco Nazionale d'Abruzzo; L'albero più grande del Parco Nazionale d'Abruzzo, sito ad un chilometro circa dal valico in direzione Villetta Barrea, prendendo indi un sentiero (a sinistra da chi giunge da Villetta Barrea) e dopo circa un centinaio di metri si giunge all'albero monumentale; trattasi di un faggio (fagus sylvatica) monumentale sito in località Pontone; la sua circonferenza è di 8,1 metri e la sua altezza è di 25 metri[1][2]; in realtà non si tratta di un albero singolo, ma di tre faggi limitrofi fusi tra di loro[2]; trattasi di un albero plurisecolare; La Chiesa di San Liborio, sita nei pressi; La Chiesa di San Lorenzo a Iovana, sita nei pressi. Gola dell'orso (Forra della Fucicchia); Sulla Serra di Ferroio sita nei pressi, c'è la stele dove Papa Giovanni Paolo II si recava per la preghiera; Lo Stazzo dei pastori (o rifugio dei pastori), dove in estate è possibile assistere alla lavorazione e produzione di formaggi; Lo Stazzo di Ziomas. Lo sport da praticare al Passo Godi in inverno: Snowkiting; Sci; Bob; Alpinismo; Camminata nordica; Racchette da neve. In estate al Passo Godi: Nordic walking; Trekking; Ciclismo e Motociclismo (i curvoni della SR 479 permettono anche ciclocross e motocross); Alpinismo; I regolamenti comunali di Villetta Barrea e Scanno non sono chiari in merito al divieto di praticare Sport estremi. Forca d'Acero è un valico stradale appenninico posto a 1.538 m s.l.m. sull'Appennino centrale lungo lo spartiacque appenninico primario tra Abruzzo e Lazio, tra la provincia dell'Aquila e quella di Frosinone, attraversato dalla Strada statale 509 di Forca d'Aceroe segnavia del limitare del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Collega i comuni di Opi e San Donato Val di Comino. Descrizione del valico di Forca d'Acero: La sua importanza è dovuta al fatto che rappresenta l'unico accesso stradale diretto alla zona del Parco Nazionale d'Abruzzo attraverso l'Appennino laziale dalla zona del frusinate e viceversa, rivestendo dunque anche un ruolo di importanza turistica. Si tratta dunque di un valico di montagna, poco trafficato, utilizzato per scopi prevalentemente turistici sia d'inverno che d'estate, con il maggior dislivello sul versante laziale e dall'aspetto paesaggistico tipicamente appenninico. Il valico di Forca d'Acero possiede un'area attrezzata (ed un rifugio) ed è caratterizzato dal pianoro di Campo Lungo, circondato da boschi e da una faggeta secolare nei pressi del gruppo montuoso del Monte Tranquillo (1841 m s.l.m.). Se d'estate è punto di partenza di numerose escursioni, d'inverno è luogo di sci di fondo (si trova nei pressi della pista internazionale di Macchiarvana). A circa 10 km a valle nel frusinate si trova San Donato Val di Comino. Ciclismo sul valico di Forca d'Acero: La salita alla Forca d'Acero è stata affrontata 4 volte nella storia del Giro d'Italia, l'ultima nel 2015, nella tappa da Fiuggi a Campitello Matese. L'ascesa alla forca è stato affrontata tre volte dal versante laziale e una dal versante abruzzese nel 2008 più corta. La salita dal versante laziale, presenta un dislivello di 1235 m da Sora e 1187 da Atina raggiunta con pendenze medie del 5%, massime del 9% è un percorso molto battuto dai cicloamatori in periodi estivi. Meno impegnativo il versante abruzzese. Elenco dei ciclisti arrivati per primi in vetta al passo durante le tappe del Giro.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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