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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Villalago

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI VILLALAGO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di VILLALAGO (Aq) (m. 930 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Villalago: 41°56′09″N - 13°50′34″E
     
  CAP: 67030 -  0864 -  0864.740136 - Da visitare:     
 MUNICIPIO DI VILLALAGO 0864.740134   0864.740154       0864.740134 - P. IVA: 00215010661
Raggiungere Villalago:(Stazione Anversa-Villalago-Scanno (Uscita Cocullo) -Aeroporto d'Abruzzo a 86 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI VILLALAGO (AQ)
*** HOTEL PARK HOTEL
Viale Della Riviera, 6 - 67030 Villalago (Aq)
tel. 0864 74624 - fax 0864 747458
 Servizi offerti dalla struttura

*** HOTEL STELLA ALPINA
Via Roma, 1 - 67030 Villalago (Aq)
tel. 0864 740344 - fax 0864 740132
 Servizi offerti dalla struttura





** HOTEL LA TANA DELL'ORSO
Via Risorgimento, 27 - 67030 Villalago (Aq)
tel. 0864 740553 - fax 0864 204958
 Servizi offerti dalla struttura







RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE VILLALAGO (AQ)
La storia del comune di Villalago (Aq) In località San Pietro, presso il sito dove sorgeva l'omonimo monastero benedettino (sec. XI-XVI) fu ritrovata un'epigrafe romana, databile al massimo al II secolo d.C. In località Villa Vecchia, collina a circa mezzo chilometro a est dell'abitato, Antonio De Nino segnalò nel 1890 generici avanzi di un "recinto di età primitiva", in un'area da sempre costellata di ritrovamenti fittili, monete e altri manufatti, sparsi tra i terrazzamenti moderni realizzati per uso agricolo e l'ammasso caotico delle rocce staccatesi dalla frana di Monte Genzana, all'origine del Lago di Scanno. Secondo alcuni studiosi questi avanzi di "recinto" (oggi non più identificabili) sarebbero stati traccia di mura appartenenti a un antico insediamento fortificato di origine peligna, vista la particolare posizione elevata rispetto all'area circostante. Sempre Antonio De Nino segnalò nell'anno 1900 il ritrovamento fra le contrade Casale e Porcile di resti di un pavimento con residui di muri e statuaria bronzea. Il materiale raccolto comprendeva 26 statuette di Ercole, clavate e con "leonté" (pelle di leone), due delle più grandi erano meglio lavorate e avevano sul capo, a mo' di cuffia, la testa della "leonté". Di una statua riaffiorarono anche un piccolo piede maschile, di buona fattura, e il frammento di un altro suo piede. Una clava, classico simbolo di Ercole, avrebbe suggerito l'esistenza di una seconda statua. Gli altri reperti bronzei recuperati furono un idolo muliebre privo di avambraccio destro e col braccio sinistro coperto da un manto, due dischetti di bronzo probabili parti di ornamentazione e, infine, un piccolo bue (altro richiamo al culto di Ercole) di discrete fattezze, appena danneggiato solo sul «piede» posteriore sinistro. Nel complesso il materiale raccolto faceva intendere di trovarsi in presenza di un piccolo luogo di culto dedicato a Ercole, assai diffuso nella Valle del Sagittario e nella Conca di Sulmona. Non si hanno notizie certe e documentate dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente al periodo delle invasioni barbariche. Durante il periodo longobardo Villalago fu annessa al Ducato di Spoleto. In questo periodo il contado peligno divenne regione valvense. Il Medioevo e storia attuale di Villalago: Intorno all'VIII secolo incomincia ad essere menzionata la località di Flaturno, questo la zona di Flaturno viene citata nel Chronicon Volturnense nell'epoca quando il duca di Spoleto Ildebrando offre all'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, oltre ad altri beni, la valle del Flaturno. In un dossier del Chronicon si evince che in questa valle esisteva una curtes riferibile ad un monastero di Pescina. Successivamente una definizione di Flaturno è citata in un documento del 996 riferibile ad una cessione di terreni. Nell'874 venne fatto un censimento della popolazione di Flaturno da cui si rivelò che vi abitavano circa 500 persone suddivise in nove villae. Attualmente si possono collocare 5 delle nove ville: Selectu (sita in località valle di Santa Maria presso Castrovalva), Miscella (non identificata), Macranu (non individuata), Fefile (non identificata), Campilu (a nord-nord-est di Cocullo nella valle alluvionale del rio Pezzana in località Santa Maria di Campo), Cesa (identificabile con: Iª ipotesi Le Cesa presso Castrovalva, IIª ipotesi Cesa, Le Cese o Valle di Cesa presso la riva sinistra del Sagittario, IIIª ipotesi Cesa dei Fiori o Cesa Tiberio presso sempre la riva sinistra del Sagittario), Buxi (Passo di Bussi presso la riva destra del Sagittario) Mebio (non individuato), Connei toponimo presso la zona Fonticino presso Castrovalva). Queste località (perlomeno quelle allo stato attuale identificate) oggi sono poste tuttavia fuori dal territorio comunale di Villalago tra il paese di Anversa degli Abruzzi, la frazione Casali di Cocullo e Castrovalva, tuttavia Alfonso Colarossi-Mancini riferisce che Flaturno sia identificabile presso Villalago stessa, tuttavia il nome parrebbe derivare da un luogo geografico, un fiume, un villaggio o un monte. Tra la fine del X secolo e il primo ventennio del secolo seguente San Domenico abate abitò nei pressi di Villalago, in località Plataneto o Prato Cardoso dove eresse un altare in onore della Trinità. Successivamente, su richiesta dei conti di Valva, costrui il Monastero di San Pietro in lago o di san Pietro de Lacu, richiesta di cui si ignora la data esatta perché l'atto di donazione è andato smarrito o distrutto, tuttavia si può affermare che questo sia avvenuto tra il 1001 e il 1026. Il primo documento del monastero è datato 1067 ove si cita anche il monastero degli eremiti a Prato Cardoso. In loco esiste l'eremo di San Domenico, mentre in località San Pietro sono tuttora in atto degli scavi archeologici per ritrovare le antiche vestigia del Monastero di San Pietro del Lago o de Lacu. Negli anni attorno al 1000 il paese risulta citato come Villa de Lacu quando venne fondato da coloni europei attirati molto religiosamente dal monastero di San Pietro in Lago, i cui resti sono ancora visibili a circa a un chilometro a nord di Villalago.
CAMPEGGI VILLALAGO (AQ)
** CAMPEGGIO I LUPI
Riviera Di Villalago - Lago di Scanno - 67030 Villalago (Aq)
tel. 0864 740100 - fax 0864 740665
 Servizi offerti dalla struttura















VILLAGGI TURISTICI VILLALAGO (AQ)
La storia del comune di Villalago (Aq) La motivazione di chiamare il luogo Villa de Lacu o Villam de Lacu invece che Castrum de lacu sarebbe da ricercare nel fatto che si il paese fosse un luogo non cinto da mura e aperto con unica struttura non solo difensiva nella rocca ma anche politico-economica. Dopo la morte di San Domenico il monastero di San Pietro entrò in pieno possesso dei Conti di Valva. Il monastero fu abitato dai monaci fino al XV secoloepoca che fu abbandonato. La cella di Santa Maria de lacu si staccò dal monastero di San Pietro. Celidonio ed H. Bloch affermano che questa cella non si tratti altro che della chiesa parrocchiale di Villalago tuttavia vi è una cella di Santa Maria in fiume Flaternus ove San Domenico soggiornò per due anni e mezzo nel periodo che venne costruito il monastero di San Bartolomeno a Trisulli. A confondere le acque c'è una terza chiesa: Santa Maria in Flaturno da identificare con la chiesa di Santa Maria ad Nives a Castrovalva, comunque la chiesa di Santa Maria in Flaternus fu l'embrione da cui nacque e si sviluppò la cella di Santa Maria de Villa de Lacu. La chiesa risale al 1323 mentre la rocca Sancti Petri de Lacu risale ad un'epoca precedente al 1092-93. Presso il pagus di Flaturno vi era anche la chiesa di San Vincenzo in Flaturno che viene citata in una bolla di Clemente III adel 1188 e in successive bolle papali datate dal 1112 in poi. Un documento del 1067 cita una donazione al monastero di San Pietro in Lacu. Tra il 1092 e il 1093 rocca di Sancti Petri de Lacu con le sue pertinenze fu invaso da Oderisio II di Sangro, in seguito, tra il 1241 e il 1245Villa de Lagu era vicolato dal fatto che doveva manutengere o riparare il Castro de Valva. Due anni più tardi Innocenzo IV restituì a Berardo e Teodino di Sangro Villam de Lacu dopo che Federico II di Svevia espropriò questa terra al loro genitore Rinaldo. Nel 1277 viene eseguita un'inquisizione in seguito ad operazioni illecite di vari funzionari pubblici in vari luoghi tra cui Villa Lacus. Nel 1289 viene eseguito un reclutamento in vari luoghi tra cui Villa de Lacu dal Giustiziere d'Abruzzo per le milizie dei Baroni. Nel 1304 Margherita di Sangro mise a ferro e fuoco Villa de Lacu e il limitrofo monastero di san Pietro e al monastero di Santa Maria de Villa de Lacu arrestando, tra l'altro, Riccardo de Aversa. Nel 1308-1309 gli ecclesiastici di Villa de Lacu pagano le decime, mentre nel 1323 la chiesa diS. Mariae de Villa de Lacu dipese dal monastero di san Pietro de Lacu. Nello stesso anno Villa de Lacu appartenne alla Diocesi di Sulmona. Dopo il dominio dei conti di Valva i successivi feudatari di Villalago furono dapprima i Borrelli e poi i di Sangro. Nel 1568 Villalago si dichiarò Università e comune autonomo, staccandosi da Anversa per via del fatto che i Belprato usurparono il monastero di Montecassino facendo rimpiangere agli abitanti del paesello i monaci del monastero di San Pietro in lacu, cui dipesero fino al 1474 i Belprato pretesero il pagamento di 600 ducati, Villalago così non fu soggetta al feudalesimo, anche se l'università continuò ad esistere fino al 1806 quando furono promulgate le leggi che abolirono il feudalesimo. In seguito si affrancò anche da Raiano. Con il crollo del Regno delle due Sicilie fu assorbita dal Regno d'Italia e in seguito alla decadenza della pastorizia il paese fu interessato dall'emigrazione, poi si è cercato di tamponare questo fenomeno con l'artigianato, il turismo e l'ambiente. Tra le altre famiglie feudali vi furono i Manso (nel 1621), con il celebre letterato Giovanbattista, biografo del Tasso. Tra Ottocento e Novecento risentì dell'influenza della famiglia borghese dei Lupi, come ricorda il nome della piazza principale del paese, intitolata all'avvocato Celestino Lupi, morto durante la prima guerra mondiale. Dopo l'eversione dei feudi segui le sorti delle vicine Scanno e, in tono minore, di Anversa degli Abruzzi. Oggi dipende turisticamente dal vicino lago di Scanno, il quale appartiene al comune di Villalago per tre quarti. Le copiose nevicate cadute in Italia nel febbraio 2012 hanno bloccato l'accesso a Villalago ed alla vicina Scanno mediante la statale del Sagittario.
AFFITTACAMERE VILLALAGO (AQ)
La Riserva naturale guidata Gole del Sagittario è una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1997. Inclusa interamente nel comune di Anversa degli Abruzzi comprende la valle percorsa dal fiume Sagittario che si estende da Villalago a Cocullo in provincia dell'Aquila. L'area delle gole inizia dalla diga di San Domenico nei pressi di Villalago. Nei pressi della diga sorge l'eremo di San Domenico. Nelle gole trovano rifugio molti animali selvatici dai lupi ai falchi, dai moscardini (piccoli ghiri color nocciola) ai gufi all'orso marsicano. All'interno della riserva si trovano un importante giardino botanico, un museo, un'area pic-nic e dei sentieri. Ambiente: Note da tempo per la loro importanza naturalistica anche al di fuori dell'Abruzzo, le gole furono descritte dai viaggiatori inglesi Richard Craven ed Edward Lear intorno alla metà del XIX secolo ed il loro ambiente fu da essi definito «pauroso e bello». Le prime propaggini delle gole prendono l'avvio dalle ultime case di Anversa degli Abruzzi a non più di 5 km dal casello autostradale della A25 di Cocullo. L'intero territorio, costituente l'area protetta, presenta un'estensione di circa 450 ettari e spazia dai 500 m di altitudine a valle del centro abitato di Anversa sino a quota 1.500 di Pizzo Marcello a lambire la zona di protezione esterna del Parco Nazionale d'Abruzzo. La morfologia è a V, tipica dell'incisione fluviale resa possibile dall'azione erosiva delle acque del Sagittario avvenuta in milioni di anni a creare una valle costituita da rocce con sedimenti marini carbonatici di coralli e foraminiferi; l'età in cui i depositi si sarebbero formati si colloca tra i 200 ed i 20 milioni di anni prima della creazione per sollevamento della catena appenninica. D'altronde il ritrovamento di conchiglie fossili sul Pizzo Marcello testimonia il fatto che la parete molto ripida del picco più alto dell'area era in passato una scogliera. La fauna all’interno della Riserva naturale guidata Gole del Sagittario: La fauna appenninica è rappresentata in toto nell'area delle Gole del Sagittario, (fa eccezione soltanto il camoscio); ciò vale sia per le specie di mammiferi che per quanto riguarda gli uccelli. Non è difficile osservare l'aquila reale o il falco pellegrino; numerosi sono pure i gracchi corallini e le rondini montane; queste ultime sono solite edificare i loro nidi anche all'interno delle gallerie stradali. Il panorama dell'avifauna della Riserva è completato dalla coturnice, dal codirossone, dal passero solitario e dai notevoli per rarità e bellezza picchio dorsobianco e picchio muraiolo; quest'ultima specie rappresenta simbolicamente la Riserva. Nei pressi delle Sorgenti del Cavuto è possibile reperire le nidificazioni del merlo acquaiolo e della ballerina gialla. Nelle acque sorgive è presente la sempre più rara trota appenninica. L'istituzione della Riserva permette la tutela di importanti specie di mammiferi quali l'orso marsicano, il lupo, il cervo ed il capriolo. Importante ed endemica è la presenza della lepre italica. La flora all’interno della Riserva naturale guidata Gole del Sagittario: La varietà ambientale e le peculiarità geografiche del territorio della Riserva hanno consentito lo sviluppo di specie floristiche interessanti per ricchezza e varietà. La specie dal pregio maggiore è il fiordaliso del Sagittario, esclusiva di queste zone in cui fu scoperta non molti decenni or sono dal botanico Anzalone. Si rinvengono inoltre la Campanula cavolinii, endemica dell'Abruzzo e la rara Ephedra dei Nebrodi. Sui prati vegetano l'erba vescicaria, l'asfodelo giallo, la minuartia; nelle zone più umide si trovano invece la calta palustre, la filipendula ulmaria ed il giaggiolo acquatico. Le specie in questione sono riconosciute come specie di interesse conservazionistico; per tale ragione sono tutelate a livello tecnico e legislativo, al fine di evitare il pericolo di estinzione. Il giardino botanico della Riserva naturale guidata Gole del Sagittario: Nell'area delle Sorgenti del Cavuto è presente un interessante Giardino Botanico, curato dal WWF con funzioni di conservazione, didattiche e divulgative per la flora che vegeta nell'area. La sentieristica all’interno della Riserva naturale guidata Gole del Sagittario: Nella Riserva sono presenti alcuni sentieri tracciati dal CAI. Dalle Sorgenti del Cavuto poste a quota 500, indicazioni conducono gli escursionisti verso il pittoresco abitato di Castrovalva, tramite il sentiero geologico n. 18 CAI, che si inerpica sino alla strada asfaltata che reca al paese (all'incrocio con la Strada Regionale 479). Giunti al bivio è possibile proseguire sul lato destro verso il Sentiero degli Aceriper raggiungere il Sentiero Floristico; in alternativa è possibile procedere seguendo la strada per Castrovalva per raggiungere il Colle San Michele dove si erge l'omonima chiesetta (quota 802). Il ritorno al punto base del Giardino Botanico è reso possibile da un altro sentiero che si imbocca dal cimitero del paese (quota 810) per avviarsi sul sentiero n. 19 CAI, che chiude un itinerario disposto in modo anulare. L'intero percorso ad anello è percorribile in circa 3 ore, mentre l'ascesa dal Giardino Botanico al Colle San Michele può essere coperta in circa un'ora e mezza di marcia. I luoghi d'interesse all’interno della Riserva naturale guidata Gole del Sagittario: La natura delle Gole si trova intorno ai centri di Anversa degli Abruzzi, Cocullo, Villalago e Scanno, da dove è possibile raggiungere anche i rispettivi laghi: Parco Letterario D'Annunzio del Castello di Sangro di Anversa; Borgo di Frattura vecchia; Lago di Scanno; Lago di San Domenico; Lago Pio; Chiesa della Madonna delle Grazie di Cocullo; Chiesa della Madonna del Lago; Eremo di Sant'Egidio; Eremo di San Domenico; Rocca di Villalago. Come raggiungere le Gole del Sagittario: In auto: la Riserva è raggiungibile in automobile uscendo al casello di Cocullo dell'autostrada Roma-Pescara A25 e proseguendo fino al paese di Anversa degli Abruzzi. In autobus: coi mezzi dell'ARPA, partenze da Sulmona e partenze da Roma per Sulmona e Scanno. In treno: da Roma Tiburtina a Sulmona.
BED & BREAKFAST VILLALAGO (AQ)
BED & BREAKFAST RELAIS ORSA GEMMA
Piazza Celestino Lupi, 2 - 67030 Villalago (Aq)
tel. 0864 740623 / mobile 347 1414694 - fax 0864 740623
CASE PER VACANZA VILLALAGO (AQ)
La Riserva naturale guidata Monte Genzana e Alto Gizio è una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1996. Descrizione della Riserva naturale guidata Monte Genzana e Alto Gizio: Comprende un'area di circa 3.160 ha, situata interamente nel territorio del comune di Pettorano sul Gizio, provincia dell'Aquila all'interno della Comunità Montana Peligna. Comprende anche il centro storico del paese. Dal Monte Genzana che ha un'altitudine di 2170 m s.l.m., si gode un ampio panorama, da cui è possibile osservare le montagne del Parco nazionale d'Abruzzo, e della Majella. La flora all’interno della Riserva naturale guidata Monte Genzana e Alto Gizio: Alberi: l'acero di monte, il carpino nero, il faggio, le roverelle, il salice rosso, ed il salice bianco, i pioppi bianchi e neri. Fiori e piante cespugliose: astro alpino, farfaraccio, ed il ranuncolo. La fauna all’interno della Riserva naturale guidata Monte Genzana e Alto Gizio: Il parco fa da cuscinetto tra il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ed il Parco nazionale della Majella, infatti al suo interno è possibile trovare ad esclusione del camoscio d'Abruzzo, l'intera fauna appenninica tipica dei due parchi nazionali. Tra le più importanti specie ricordiamo: Ittiofauna: trota fario. Mammiferi: caprioli, cervi, lupi appenninici, martore, gli orsi marsicani, ma sono i gatti selvatici, tra le rarità autoctone, forse la specie più importante per questa riserva, che ha trovato nei boschi fitti l'habitat ideale, per la sua riproduzione. Ci sono ben 117 delle 156 specie di lepidotteri che si possono trovare in Italia centrale. Persone legate a Villalago: Emilio Iafolla (Villalago, 1922-L'Aquila, 2005), politico, ex-sindaco di Villalago, ex vicepresidente provincia dell'Aquila (anni '70) e al contempo ex-vice presidente regione Abruzzo. Antonio Di Cicco (Villalago, 1931-Roma, 1989), scrittore e insegnante, ha pubblicato opere di narrativa, testi scolastici e di critica letteraria. Evoca in alcune opere ("Oltre il labirinto" e "Duale") i luoghi dell'infanzia e della giovinezza. Curiosità su Villalago: Villalago è citata nel film "Il federale" di Luciano Salce (1961): è il luogo nel quale si rifugia il professore antifascista Bonafé, che Primo Arcovazzi, interpretato da Ugo Tognazzi, deve arrestare per guadagnare meriti per la sua nomina a federale.
APPARTAMENTI PER VACANZA VILLALAGO (AQ)
L'eremo di San Domenico è una chiesa nel comune di Villalago (AQ).Comprende una grotta scavata nella roccia calcarea, nella quale secondo la tradizione, attorno all'anno 1000 dimorò il monaco benedettino san Domenico. Alla chiesa si accede attraverso un portico abbellito da sei dipinti del 1938 opera del pittore villalaghese Alfredo Gentile, raffiguranti scene tratte dalla vita del santo e focalizzate sulla narrazione di alcuni miracoli. Nel 2012 sono stati restaurati e resi finalmente di nuovo accessibili e leggibili. All'interno della chiesa, dietro all'altare, vi è una statua del santo e, alla destra della chiesa rispetto all'entrata, vi è un affresco di Madonna con Bambino, quasi del tutto rovinato e sbiadito. Di fronte all'eremo si trova il lago di San Domenico (bella la vista dalla bifora del loggiato antistante alla chiesa). Nella chiesa principale di Villalago vi è un resto del letto di legno dove si ritiene san Domenico meditò nel suo eremo. Qui vi è anche conservato un molare che il santo donò agli abitanti di Villalago come segno del suo passaggio. È meta, ogni 21 agosto, di un pellegrinaggio rigorosamente a piedi dei fedeli di Fornelli, in provincia di Isernia. La tradizione vuole, infatti, che l'insediamento abitativo di Fornelli sia stato costituito da popolazioni originarie della diocesi di Sulmona-Valva che vi abbiano portato il culto di san Domenico, divenuto, assieme a san Pietro da Verona, co-patrono della parrocchia. I pellegrini, oltre cento e a volte anche 300, partono alle ore 22.00 di ogni 19 agosto dalla cappella della Madonna delle Grazie in Fornelli e ricevono poi il saluto del parroco nella chiesa di San Pietro Martire. Il cammino sino a Villalago, di oltre 80 km tra tratturi, sentieri e, oggi, anche strade asfaltate, tocca i comuni molisani e abruzzesi di Cerro al Volturno, Pizzone, Alfedena, Barrea, Villetta Barrea, Scanno e Villalago. La chiesa della Madonna di Loreto è sita nel centro storico di Villalago, di cui è la chiesa parrocchiale, in provincia dell'Aquila. La chiesa venne citata per la prima volta nelle cronache valvensi nel XIV secolo con nome di Santa Maria della Villa. La struttura dell’eremo di San Domenico: La facciata è in stile romanico. La facciata presenta un bassorilievo con un angelo. L'interno è ad una navata con una navata più piccola che si dirama sulla destra di fronte all'altare. Sulla navata principale si ergono degli altarini tra cui i principali sono: quello della Madonna del Rosario (con un olio del 1581) e di Michele Arcangelo. L'altare maggiore è in stucco marmorizzato. L'altare della navata minore è dedicato a San Domenico di Sora ed ospita una statua del santo e, sotto l'altare, un resto ligneo del letto di San Domenico proveniente dall'eremo di San Domenico. Nella sagrestia si trova un reliquiario con il molare che San Domenico donò agli abitanti di Villalago.
CASE PER LE FERIE VILLALAGO (AQ)
La chiesa della Madonna Addolorata si trova a Villalago, in provincia dell'Aquila. Vi si accede per mezzo di un cortile annesso al Palazzo Lupi, un tempo sede di una delle più facoltose famiglie locali. La chiesa nasce come cappella privata, donata alla locale parrocchia di Villalago sul finire del Novecento dagli originari proprietari. Sicuramente è antecedente il 1652 quando fu visitata dal vescovo di Sulmona. Alla fondazione fu chiamata "Oratorio di Santa Maria della Pietà o delli Morti". Durante il feudo dei Lupi, che fecero costruire il palazzo che da loro prese il nome, la chiesa divenne cappella interna al palazzo. L'interno è di forma quadrata in stile barocco-romanico con altare in stucco marmorizzato. Dietro l'altare vi è un'edicola con la statua della santa titolare della chiesa. Ai lati, in alto, vi sono 2 cantori. Ai tempi in cui la chiesetta apparteneva ancora alla famiglia Lupi la festa dell'Addolorata consisteva nel portare in processione la statua della Vergine, il tutto seguito da un rinfresco finale offerto dai proprietari. Oggi la processione si svolge appena all'imbrunire e il rinfresco viene sostituito dalla distribuzione di una ciambella e un bicchiere di vino rosso, destinati a tutti coloro che hanno partecipato alla processione. La chiesetta di San Michele Arcangelo all'Arapezzana si trova nel centro storico di Villalago in provincia dell'Aquila. Fu probabilmente costruita dai longobardi quando installarono sul monte Argoneta un avamposto difensivo dell'abitato. Sopra la porta d'accesso vi è una lunetta in stile romanico del Cristo Pantocrate (anche se il Cristo Pantocrate richiama l'arte bizantina) che regge in mano il "libro della vita" con, ai lati due angeli inginocchiati. Dietro l'altare, in un'edicoletta, vi è la statua di San Michele Arcangelo nell'atto intimidatorio con la spada verso un drago. Il vecchio municipio è sito nel centro storico di Villalago in provincia dell'Aquila. Risale alla seconda metà dell'800 ove sorgeva la chiesa di San Giovanni Battista. La torre campanaria è stata convertita in torre civica, e, nel 1887, provvista di orologio. L'aspetto esterno è barocco, mentre alcuni interni sono molto moderni. Alcuni locali all'interno ospitano la biblioteca comunale e al piano superiore vi è una scuola per operatori forestali.
COUNTRY HOUSE VILLALAGO (AQ)
Il lago di Scanno, appartenente per tre quarti al comune di Villalago e per un quarto a quello di Scanno, si trova in Abruzzo, nella bassa provincia dell'Aquila, tra i Monti Marsicani, nell'alta valle del fiume Sagittario, originatosi per un'antica frana staccatasi dal soprastante monte Genzana, tra 12.820 e 3.000 anni fa, che ha sbarrato il fiume Tasso. La descrizione del lago di Scanno: Il lago, situato a un'altitudine media di 922 metri s.l.m. e contornato da alcune cime dei Monti Marsicani come la Montagna Grande e Monte Genzana, ha coste molto ridotte e per alcuni brevissimi tratti sono state adattate per la ricezione di bagnanti formando delle spiagge artificiali di sassi. Si trova a metà strada tra Villalago e Scanno, ed è il lago naturale più grande della regione. Da alcune visuali si presenta in forma di cuore, come ad esempio dal belvedere di Frattura Nuova, non molto distante dalla enorme frana del monte Rava che generò il lago sbarrando la valle del Sagittario. Il lago ha come immissari il torrente Tasso ed il torrente Giordano nonché alcuni corsi d'acqua minori e stagionali; non sembra avere emissari superficiali perché a causa del fenomeno carsico le acque del lago fuoriescono dal terreno poco più a valle, nel comune di Villalago, dando vita al fiume Sagittario. Durante l'inverno a volte un corso d'acqua attraversa la valle dal lago a Villalago generando altri laghi minori, alimentati dalle acque piovane e dal disgelo delle nevi fino alla tarda primavera, detti Cupaglione, Lago Secco o Laguccio, Lago Pio o Cupìa e Lago Buono. La profondità massima che raggiunge varia da un minimo di 30 metri a 32 metri quando c'è la piena. La geologia del lago di Scanno: Il tratto della valle del Sagittario in cui si trova il lago di Scanno è compreso fra due grossi massicci calcarei: in sinistra idrografica si ha il complesso di Montagna Grande (calcari in facies di piattaforma), mentre a destra il gruppo del monte Genzana-Monte Greco, caratterizzato invece da sedimenti calcareo-marnosi. Tutto il bacino imbrifero del lago è fortemente condizionato dalla vicina faglia di monte Genzana, che a pochi chilometri ad est del lago, dal borgo di Iovana raggiunge attraverso la località "I Giardini" l'abitato di Frattura, e da una supposta faglia minore che dovrebbe seguire approssimativamente il fondovalle del fiume Tasso, cosicché un vasto affioramento di marne è entrato direttamente a contatto con i calcari marnosi del monte Genzana; per le stesse ragioni i conglomerati di brecce fluviali ben cementati risultano leggermente rialzati rispetto al fondovalle del Tasso a causa dei movimenti quaternari della faglia. Questa particolare conformazione del territorio ha permesso, a seguito della grande frana, la stabilizzazione di un bacino lacustre alimentato dalle acque del fiume Tasso, che alimenta il lago con una portata media di circa 350 l/s, insieme ad una serie di sorgenti minori che si ipotizza siano attive al di sotto della superficie lacuale. La flora e fauna nei pressi del lago di Scanno: La vegetazione igrofila del lago è carente di specie. Non vi sono entità floristiche di grande importanza naturalistica e il paesaggio vegetale è molto povero lungo tutto l'intero tratto costiero, a causa anche della ripida uniformità delle sponde e dall'assenza di un emissario stabile, infatti nelle aree più prossime al lago non vi sono né pantani né torbiere. L'associazione vegetale dominante è il Phragmitetum communis, in cui domina assolutamente la specie acquatica più comune del lago, la cannuccia di palude (Phragmites australis); tra le natanti, dove le acque sono più ossigenate da piccoli immissari, vegetano sporadiche associazioni di brasche (Potamogeton natans) e gamberaie (Callitriche stagnalis). Le specie arboree prevalenti sono salici (Salix alba, Salix eleagnos) e pioppi (Populus alba, Populus nigra, Populus tremula) e presso la foce del Tasso il tiglio (Tilia platyphyllos). L'intenso sfruttamento del terreno circostante ha impedito la formazione di boschi igrofili, dal momento che le proprietà erano prevalentemente occupate da pascoli o da frutteti di pomi (Malus domestica, Pyrus communis) e pruni (Prunus avium o ciliegio, Prunus cerasus o vìsciolo e Prunus domestica o susino). Tra i mammiferi si possono ammirare i lupi appenninici, gli orsi marsicani e le volpi rosse. La fauna avicola è composta soprattutto da germani reali e altre anatre selvatiche, folaghe europee, falchi pellegrini, falchi di palude, allocchi, gufi, astori, aquile, oltre altre numerose specie soprattutto di passeriformi. La fauna ittica è composta prevalentemente da persici reali, trote, coregoni, pesci gatto e lucci. Da segnalare la presenza di anguille e della rara tartaruga tigrata (Emys orbicularis). I monumenti e luoghi d'interesse nei pressi del lago di Scanno: Chiesa della Madonna del Lago; Eremo di San Domenico e Eremo di Sant'Egidio: Tradizioni popolari nelle vicinanze del lago di Scanno: Alcune leggende locali, del tutto neglette nella favolistica nazionale italiana, spiegano la nascita del lago come un fenomeno soprannaturale avvenuto per difendere dagli attacchi esterni provenienti dalla valle le piccole comunità locali. La minaccia esterna generalmente è rappresentata ora dall'«imperatore di Roma» che attacca il reggente indigeno, ora da Orlando, dai crociati o dai paladini francesi che assediano una torre in cui è nascosta una vergine, ora dal temibile mago Baialardo che sfida una Madama Angiolina che tra i monti dell'Abruzzo ha trovato esilio. Il re di Bettifolo e l'imperatore di Roma. Le magie di Angiolina e Baialardo. Il mistero della bussola impazzita: Nel 2012, si è verificato lo strano fenomeno delle bussole impazzite dei sommozzatori che non trovano più il nord una volta immersi nelle acque del lago. Sempre nello stesso anno si sono verificate delle onde anomale sul lago. Questi strani fenomeni hanno richiamato degli studiosi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma che hanno trovato, utilizzando dei magnetometri ed il GPS, dei campi magnetici perlopiù nella zona nord del fondo del lago, nel territorio di Villalago.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' VILLALAGO (AQ)
l lago Pio è un lago sito a Villalago tra il monumento degli Alpini, il monumento ai Caduti e l'arboreto forestale gestito dalla guardia forestale del paese stesso, in provincia dell'Aquila. L'aspetto fisico del lago Pio: Il lago non ha emissari e immissari. Secondo recenti studi, il lago avrebbe origini carsiche, le acque proverrebbero dal lago di Scanno mediante cunicoli sotterranei e non si tratterebbe di un semplice stagno che raccoglie solamente acqua piovana. Ha una profondità massima di 6,5 metri ed una larghezza massima di 10. La fauna nel lago Pio - Ittiofauna. Recentemente nel lago sono stati immessi: carpe, trote, lucci, tinche. Entomofauna. Si segnala: "Cavalletta nana del Sagittario" (Batrachidea inermis sagipta). Questa sottospecie fu segnalata per la prima volta nel 1923 (Hebard, 1923, "Trans. Amer. Entomol. Soc.", 49:174, Batrachidea inermis), poi riveduta negli aspetti tassonomici nel 1956 perché ci si accorse che essa presentava una varietà specifica molto localizzata nell'ambito dell'Alta Valle del Sagittario, da cui derivò la sottospecie sagipta (Grant Jr. H.J., 1956, "Trans. Amer. Entomol. Soc.", 82:79, Batrachidea inermis sagipta). Si pensava estinta finché non sono stati rinvenuti degli esemplari nel 1999 proprio nell'area del Lago Pio (Buzzetti & Carotti, 1999, "Atti Acc. Rov. Agiati", 8 B 7:42, Batrachidea inermis sagipta). Rara specie di insetto appartenente agli ortotteri tetrigidi. La sua peculiarità è legata alle ridotte dimensioni (l'adulto può raggiungere una lunghezza media massima di 15 mm) dovute all'isolamento geografico (nanismo insulare) a cui la specie è stata sottoposta nel corso della sua evoluzione, da qui la necessità di istituire la sottospecie sagipta, ben integrata nel territorio dell'Alta Valle del Sagittario. Dalla caratteristica colorazione bruna, assomiglia agli acrididi, ma si distingue facilmente per il pronoto prolungato all'indietro e raggiunge l'estremità dell'addome. Le ali anteriori sono ridotte a piccole scaglie, mentre quelle posteriori sono ben sviluppate, specialmente in determinate specie. Questo insetto vive sul suolo, in zone dove la vegetazione non è troppo fitta e spesso si trova sulle rive degli stagni e dei corsi d'acqua, avendo spiccate qualità natatorie. È diurno e la sua attività è influenzata dalla temperatura. Non produce alcun suono udibile e non possiede organi uditivi. Si nutre principalmente di muschi e alghe e trascorre l'inverno allo stadio larvale o di adulto giovane. Le uova sono disposte a grappoli, incollate le une alle altre, ma non sono riunite da alcun involucro protettivo. Sono deposte nel suolo o nel muschio e le giovani larve escono nel giro di un mese. Il lago di San Domenico è sito nel comune di Villalago, in provincia dell'Aquila. Nei suoi pressi si trova l'eremo di San Domenico. Prende origine da una diga completata nel 1929 per conto delle Ferrovie dello Stato per convertire la linea Roma-Sulmona alla trazione elettrica. Le acque del lago, mediante una condotta forzata lunga 6 chilometri prevalentemente scavata nella roccia, alimentano la centrale idroelettrica del Sagittario, situata a valle di Anversa. L'affluente principale è il Sagittario, che è anche l'unico fiume che sgorga dalla diga; il lago è pure dotato di affluenti di infima importanza come le cascatelle della sorgente Sega ed il fiumiciattolo di Prato Cardoso che si immette carsicamente nel lago; quest'ultimo è un corso d'acqua occasionale spesso a regime torrentizio creato dalle piogge o dallo scioglimento delle nevi. La flora del lago di San Domenico - La flora è la stessa del Parco Nazionale d'Abruzzo. La fauna del lago di San Domenico: L'avifauna è composta da germani reali ed affini. L'ittiofauna è composta da persici e trote anche della varietà salmonata. I mammiferi presenti nei dintorni sono: volpi; scoiattoli; moscardini; orsi marsicani; lupi marsicani; ghiri; ecc. Sul lato di Prato Cardoso vi è l'unica spiaggetta, ove vige il divieto di balneazione e di pesca: dalla spiaggetta si diramano dei sentieri adatti agli amanti del trekking estremo, vista la difficile praticabilità dei sentieri stessi.
RIFUGI E BIVACCHI A VILLALAGO (AQ)
I Monumenti a Villalago: Il centro storico di Villalago si caratterizza per la bellezza dell’insieme delle masse murarie. Dai punti di vista delle colline circostanti, si nota il suo ergersi armonico e proporzionato, digradante sulla montagna chiamata Argoneta (mt. 930 s.m.l.). L’andamento dei vicoli più antichi è la risultante attuale delle antiche cinte murarie, sulle quali vennero ricavati i tipi abitativi in verticale, caratteristici di queste contrade. All’interno di queste abitazioni vennero inglobate anche le torri difensive , a pianta circolare, che fanno giusto coronamento alla Torre medievale, cerniera sulla quale ruota tutto il nucleo antico. La Chiesa Parrocchiale a Villalago: Quando il piccolo borgo di Villalago si espanse lungo il versante meridionale, meno impervio di quello settentrionale a picco sulle gole del Sagittario, venne stabilita l’erezione di una chiesa più grande, sulla piazzola a metà della scenografica scalinata che sale verso la parte vecchia del paese. La chiesa, oggi intitolata alla Madonna di Loreto, è ricordata per la prima volta gli inizi del sec. XIV nei registri delle decime valvensi col nome di “Santa Maria della Villa”. La facciata si presenta attualmente nella veste assunta dopo il recente restauro che ha permesso il recupero dell’antico parametro in pietra e della bella finestra circolare ornata con un motivo a traforo, sicuramente appartenente all’impianto originario. Di fianco alla chiesa, tra la facciata e il campanile, è murato un bassorilievo con un angelo, che ricorda quelli genuflessi della lunetta di S. Michele Dall'’archivolto del semplice portale in pietra locale, sono emerse un epigrafe in caratteri gotici assai consunti, e una data che sembra potersi interpretare come MCCC..., L’interno è costituto da un’aula con copertura a volta e altari laterali, di cui si segnala quello della Madonna del Rosario per il bel dipinto su tela di analogo soggetto recante la data 1581 e un distico latino in onore della Vergine. In fondo alla navatella laterale, popolarmente detta “il cappellone”, si erge l’altare di San Domenico Abate, che ospita nella nicchia centrale una statua del santo. Il dossale dell’altare, risalente al 1621, è modellato in stucco e poggia sua una mensa in pietra, probabilmente da identificare con l’altarino che la tradizione vuole portato a Villalago, insieme con una piccola campana, dal monastero di San Pietro. Sotto la mensa sono state sistemate a vista le travi lignee che costituivano il letto di S. Domenico nel ritiro di Prato Cardoso. Nella sacrestia si conserva un interessante reliquiario in argento deò sec. XV a forma di tempietto gotico, che contiene la reliquia del dente morale di S. Domenico.
Il Comune di Villalago: Situato sulle sponde del lago di Scanno, nello splendido e selvaggio scenario della Valle del Sagittario. Confina con i Comuni di Scanno, Ortona dei Marsi, Anversa degli Abruzzi e Bisegna. Villalago, al visitatore che viene da Sulmona attraverso le aspre Gole del Sagittario, appare all’improvviso in alto, sulla sommità del Monte Argoneta, a 930 m. s.l.m. Le case, allineate, su precipizi e dirupi stupiscono il visitatore. In basso il fiume Sagittario, folti pioppeti e la ridente valle dove il paese si adagia e dove sorgono i suoi laghi. il Lago di San Domenico, dalle acque limpide e verdi, meta preferita dai pescatori di trote. Il lago di Scanno, primo per estensione e bellezza, si situato in massima parte nel territorio di Villalago. Il lago Pio, oasi naturale di uccelli acquatici e meta di bambini e di quanti amano la natura. Dalla piazza principale il paese si arrampica ad anfiteatro sul versante orientale del Monte Argoneta, in una suggestiva sequenza di gradinate, vicoli e piazzette, circondato da montagne con boschi di cerri e faggi, ai confini del Parco Nazionale d'Abruzzo. Salendo su per le scalinate, s'accede al cuore del paese. S'incontra subito la Chiesa Parrocchiale, di stile Romanico-abruzzese. Vi si conservano un dipinto in tela del 1521 raffigurante la Madonna del Rosario, e l’altare di San Domenico: prezioso monumento del XII sec. scolpito in pietra. Salendo ancora, si giunge alla “Porticella”, dove anticamente era sita una piccola porta che dava l’accesso all’abitato quindi al vecchio Municipio, (seconda metà del 1800, dove sorgeva la Chiesa di San Giovanni Battista. Di seguito la torre campanaria che venne trasformata in torre civica e dotata di orologio nel 1887. Da qui si arriva al Palazzo della Cancelleria (XVI sec.), sede dell’antica Università, attualmente adibito ad abitazioni. Sono ancora visibili i resti di bifore e gli architravi in pietra. La Torre Medievale di Villalago: Villalago sorse nel secolo XI, con l’aggregazione di piccoli agglomerati rurali che precedentemente vivevano sparsi in zone più adatte all’agricoltura. Questo fenomeno urbanistico-territoriale, chiamato appunto “incastellamento”, ha modificato radicalmente l’assetto insediativo di queste terre nel passaggio tra il primo ed il secondo millenio, dando luogo a piccoli borghi d’altura fortificati in luoghi naturalmente idonei alla difesa dalle aggressioni esterne. Dunque il sito del nuovo abitato fu scelto strategicamante sulla cresta di un colle a dominio dell’Alta Valle del Sagittario, allora denominata Valle di Flaturno, espressione che designava l’intero comprensorio tra Scanno e Cocullo. Fulcro di questo primitivo nucleo di Villalago è il “Torrione”, un’antica torre cilindrica troneggiante che ebbe la funzione di difesa e di avvistamento, oltre che di prigione, risalente all’epoca dell’occupazione longobarda. La Chiesetta di San Michele a Villalago: Il primitivo nucleo di Villalago, ancora riconoscibile per l’aspetto antico delle costruzioni, era limitato alla sommità del colle, avendo come fulcro la torre cilindrica con funzione di difesa e di avvistamento, sin dall’epoca dell’occupazione longobarda. Proprio qui, nella parte alta del paese, si erge il piccolo gioiello della chiesetta di S. Michele Arcangelo all’Arapezzana, probabilmente costruita dai Longobardi stessi quando occuparono l’importante postazione del monte Argoneta.
Il Vecchio Municipio di Villalago: Fu costruito nella seconda metà del 1800, dove sorge la chiesa di S. Giovanni Battista. La torre campanaria venne trasformata in torre civica e dotata di orologio nel 1887. I locali dell’edificio, oggi ospitano la Biblioteca Comunale al pian terreno, mentre al piano superiore vi è una Scuola Permanente per Operatori Forestali. In alcuni locali, inoltre, è stato inaugurato nel 2003 un museo che, attraverso l’esposizione di oggetti d’uso quotidiano e l’ausilio di tecnologie informatiche, illustra la vita, il lavoro e le tradizioni della gente di Villalago, la cui economia, fino ad un recente passato, era essenzialmente basata sull’agricoltura, sulla pastorizia e sulla pesca, oggi quasi completamente abbandonate e sostituite in prevalenza da attività nel settore dei servizi e nel turismo. Il Palazzo della Cancelleria a Villalago: La chiesa della Madonna Addolorata, sita sulla sommità del paese, nel cortile del palazzo Lupi, è di origine antica, sicuramente anteriore al 1652, data della visita del vescovo di Sulmona. Originariamente denominata Oratorio di Santa Maria della Pietà o delli Morti, con l'avvento dei Lupi, divenne la cappella annessa al loro palazzo, acquisendo l'attuale titolo e conformazione. All'interno della chiesa è custodita una bellissima miniatura dell'immagine della Madonna Addolorata, risalente al XVIII secolo. L'aspetto della chiesa, nel complesso, è molto gradevole e conciliante per il penitente. Particolarmente suggestiva è l’omonima festa, celebrata in suo onore annualmente e con gran solennità, accompagnata da una caratteristica e struggente processione serale. Un tempo, la festa era patrocinata dalla famiglia Lupi, proprietaria della chiesa ed era tradizione che, alla fine della processione di rientro della statua, i partecipanti all'evento religioso fruissero di un piccolo rinfresco, offerto dalla famiglia ospite.
Cosa fare a Villalago: A Villalago, data la particolarità del clima, piacevolmente mite, e le caratteristiche territoriali ed ambientali, è possibile praticare ogni tipo di attività sportiva all’aria aperta. Numerosi sono i luoghi che consentono rilassanti passeggiate ed escursioni in tutto il comprensorio dell’Alta Valle del Sagittario; alla scoperta di una vegetazione ricca di specie caratteristiche, anche endemiche, e con la probabilità di fare incontri con la fauna più tipica dell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo. Sia a cavallo che con la mountain bike, le possibilità offerte sono tante, basta scegliere . Per chi ama il tennis, il C.T. Villalago offre la possibilità di due campi, e organizza nel periodo estivo anche tornei di rilievo per chi vuole cimentarsi nell’agonismo. Naturalmente nel centro sportivo denominato Villalago Sports può praticarsi anche il tiro con l’arco, il tennis da tavolo e il calcio, quest’ultimo portato a buoni livelli agonistici dal locale Gruppo Sportivo, che ne cura le diverse iniziative con animoso spirito partecipativo. I laghi sono meta di esperti nuotatori; ma vi è anche la possibilità di fare gite in barca o di praticare windsurf. Per gli amici della pesca sportiva le possibilità offerte sono numerose; consigliamo per gli appassionati della trota fario, il bacino di S. Domenico. Un nutrito cartellone di manifestazione culturali e di spettacolo, inoltre, rende ancor più piacevole il soggiorno a Villalago. Tradizioni e folclore a Villalago - Le Fanoglie: Il 22 Gennaio, giorno della ricorrenza della morte di San Domenico, i cittadini di Villalago accendono in ogni rione del paese dei fuochi devozionali detti, appunto, “Fanoglie”. Queste sono alte costruzioni in legno costituite da una struttura su cui vengono appoggiati dei tronchi, solitamente di faggio (pianta abbastanza comune nelle montagne circostanti), a formare una sorta di cono (pira), sulla cui sommità, da come si vede nella figura al lato, vengono poste delle frasche secche. La legna viene raccolta giorni prima dai ragazzi entusiasti del prossimo evento, che vagano di casa in casa chiedendola agli abitanti del paese. Tutta questa legna viene quindi accatastata in una zona ampia del centro (nell’immagine qui accanto la pira si trova in Piazza Lupi Celestino) e nel tardo pomeriggio del 22, dopo aver recitato i vespri, ogni famiglia si raduna attorno alla propria fanoglia accesa, che arderà fino a notte inoltrata. Nella serata viene inoltre consumato un appetitoso pasto a base di salsicce, patate e cibi alla brace, tra cui anche dell’ottimo pesce di cui il lago ed i bacini idrici della zona di Villalago, sono estremamente ricchi.
L’Eremo di San Domenico a Villalago: San Domenico Abate, monaco benedettino ed eremita itinerante nato a Foligno nel 951, morto a Sore nel 1031, intorno al 1010 passò dalla valle dell’Aventino, sul versante orientale della Maiella, in quella del Sagittario, fissando la sua dimora, denominata Prato Cardoso, in un antro naturale dirimpetto alla sorgente del fiume Sega. Qui visse alcuni anni in solitudine, nella preghiera e nelle penitenze più austere, guadagnandosi, per la santità e la fama dei miracoli, l’ammirazione degli abitanti del luogo, che presero a venerarlo come loro patrono e nume tutelare. Il ritiro di Prato Cardoso divenne presto luogo di culto e vi fu costruito un eremo, che oggi si specchia nelle limpide acque del bacino artificiale creato negli anni ‘20 con una diga sul Sagittario. Nel piccolo portico antistante la facciata, che si apre sul lago con una graziosa bifora cinquecentesca, sono dipinte 4 scene illustranti altrettanti miracoli di S. Domenico. All’interno, cui si accede attraverso un bel portalino in pietra di epoca rinascimentale purtroppo pesantemente ridipinto, si erge un altare in stile neogotico che accoglie la statua del santo. Il paliotto in scagliola dipinta è di epoca più antica, essendo stato realizzato nel 1761 da tal Giuseppe Mancini su commissione dell’eremita villalaghese Francesco Iafolla, come si legge sull’iscrizione commemorativa. Una porta in fondo all’edificio immette in una ripida e stretta scala in pietra che conduce alla buia spelonca dove fino a pochi anni fa si conservavano le travi di legno su cui dormiva il santo, ora trasferite nella chiesa parrocchiale dopo esser state gravemente danneggiate da un incendio. L’eremo di Prato Cardoso, conosciuto anche col nome di Eremo di San Domenico, non è l’unico segno della presenza del santo nel territorio: con l’aiuto dei conti di Valva Beraldo, Teodino e Randuisio, infatti, egli fondò nel secondo decennio del sec. XI, il monastero di San Pietro del Lago, di cui oggi restano solo pochi ruderi qualche Km a nord del paese, ma un tempo ricco e fiorente, come testimoniano le sue numerose proprietà nelle aree limitrofe. Nel 1607 i discendenti di quei conti valvensi donarono il monastero col territorio di pertinenza, le celle dipendenti e l’eremo di Prato, a Montecassino. L’acquisizione della proprietà fu successivamente sancita incidendo il nome del monastero su uno dei pannelli delle celebri porte bronzee fatte realizzare dall’abate Oderisio e miracolosamente scampate ai bombardamenti dell’ultima guerra. Da allora il territorio rimase formalmente sotto la giurisdizione dei Montecassino, seppur contrastati dai vescovi di Valva e dai feudatari locali. La vita di San Pietro in Lago durò con alterne vicende fino al ‘400, poi iniziò una irreversibile decadenza che culminò nel secolo successivo con l’abbandono del monastero da parte dei monaci. Gli edifici conventuali, privi di cure, decaddero rapidamente e alcuni elementi architettonici furono asportati. Fra questi, il più interessante è la lunetta in pietra che adorna la porta di San Michele Arcangelo all’Arapezzana. Lasciando Villalago, e andando verso Villalago Riviera, a pochi passi dalla piazza, si incontra la Chiesa di Santa Maria, fatta costruire dai monaci di San Pietro in Lago e ristrutturata, con alcune modifiche, nel 1575. Solo recentemente, in seguito ad un altro restauro, si è riusciti a recuperare l’antico parametro in pietra: di notevole interesse è una bella finestra circolare ornata con un motivo a traforo, sicuramente appartenente all’impianto originario.
Tradizioni e folclore a Villalago - Processione di Pasqua: E’ la seconda festa che si tiene sempre in onore di San Domenico, patrono di Villalago. La processione si celebra il lunedì di Pasqua, periodo durante il quale l’intero paese vive un profondo senso religioso e spirituale, in occasione dell’anniversario della nascita del Santo, avvenuta nell’anno 951 in un paesino dell’Umbria, Colfornaro di Capodacqua, frazione di Foligno. Durante quest’evento, la processione procede, in sentito raccoglimento, per la Traslazione delle Reliquie del Santo, e tutto il popolo si reca in preghiera presso l’Eremo di San Domenico, che si specchia nelle verdi e smaglianti acque dell’omonimo lago e si trova più a valle, in una culla di ricca e profumata vegetazione. Al termine della processione avviene la piacevolissima sosta lungo le rive del lago, dove tutti gli abitanti di Villalago si organizzano con pic-nic all’aperto, a godersi le prime belle giornate primaverili di Pasqua, completamente immersi nella rigogliosa natura di quella zona. Tradizioni e folclore a Villalago - Sant'Emidio: La festa in onore di Sant'Emidio vescovo e martire, si svolge nelle ultime settimane del mese di maggio. Il culto per questo Santo è molto radicato nei villalaghesi, come dimostra l’immagine qui accanto del 1994, in cui tutti gli abitanti del paese si radunano numerosi nella processione. Nei magazzini della chiesa parrocchiale esiste una statua raffigurante Sant'Emidio che risale senz'altro ai primissimi decenni del secolo scorso e nel fondo della chiesa, a sinistra dell'altare maggiore, c'è un bel dipinto del Santo, risalente alla metà del XX, che nasconde una nicchia dove precedentemente era esposta quell'antica immagine. L'origine del culto è nella qualità del Santo che protegge contro i terremoti: l'appennino centrale è particolarmente sensibile a tali tipi di fenomeno e la fede in questo prescelto da Dio è estremamente diffusa. Questa tradizione, probabilmente esistente fino agli anni '30, è stata recuperata solo dal 1985, l'anno successivo al terremoto del maggio 1984 che scosse l'Abruzzo meridionale, il Lazio meridionale ed il Molise occidentale. Tradizioni e folclore a Villalago - Agosto Villalaghese: Agosto è senz'altro il mese più caldo e popolato per Villalago; vengono molti turisti, tornano parecchi emigranti italiani dall'estero e la popolazione locale è più motivata ad uscire e ad incontrarsi. Nel periodo che va dall’ 1 agosto al 22 dello stesso mese, ogni anno la Pro-Loco di Villalago organizza e gestisce una serie di svariate manifestazioni culturali e ricreative denominate, per l’appunto, 'Agosto Villalaghese'. Tali iniziative richiamano l'attenzione di un numeroso pubblico che assiste e partecipa divertito. Si tratta di sagre, concerti, giochi, fuochi pirotecnici, proiezioni di film, spettacoli teatrali, mostre e lotterie che contribuiscono in maniera importante a migliorare la qualità dell'accoglienza del turista invogliandolo a ritornare o più semplicemente lasciandogli indelebile nella mente il piacevole ricordo di villeggiatura in un paese cordiale ed ospitale come è quello di Villalago.
Tradizioni e folclore a Villalago - San Domenico: Le prime forme di associazione sotto la figura di S. Domenico vi furono nel XVI sec., ma solo nel 1790 si concretizzò, con la fondazione della Confraternita di S. Domenico Abate, grazie all’aprovazione formale del Re Ferdinando IV delle Due Sicilie. Oggi oltre 400 persone fanno parte della Confraternita, il cui obiettivo è mantenere e sostenere la vocazione cristiana dei confratelli, le manifestazioni di culto pubblico, di religiosità popolare e di suffragio per i defunti. Una parte degli iscritti alla confraternita è di Fornelli (IS), paese dal quale secondo la tradizione, risalente già intorno al XVI secolo, partiva un pellegrinaggio che, seguendo il percorso del tratturo magno, arriva a Villalago, secondo una allora consolidata usanza sei contadini e pastori dell’epoca. Ancora oggi questo pellegrinaggio ha luogo: si parte da Fornelli la sera del 19 Agosto e si transita per monte Pizzone, per la montagna di S. Francesco, per la diga della montagna spaccata, attraverso Villetta Barrea, Passo Godi di Scanno, ed infine il santuario della Madonna del Lago, per giungere alla meta dell’Eremo di S. Domenico a Villalago, il pomeriggio del 21 Agosto, dopo aver affrontato ben 80 chilometri di cammino. I pellegrini, forniti di torce, indossando lo scapolare di S. Domenico e appoggiandosi al bastone, partono recitando canti devozionali e seguendo riti ed usanze che fanno parte di una rigorosa tradizione. Il 22 Agosto ha luogo la festa di S. Domenico con la Processione per le vie del paese. Tradizioni e folclore a Villalago - Presepe Subacqueo: La manifestazione si svolge nel periodo natalizio, solitamente il 26 dicembre, appena dopo il tramonto nelle acque del Lago di S. Domenico. Il Tortuga Club Teramo organizza presso il Lago di S.Domenico di Villalago un pittoresco Presepe Subacqueo, con la collaborazione del Comune di Villalago, e del MSP Italia. Partecipano quale "supporto" ed assistenza la Croce Rossa Italiana ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. La stupenda manifestazione consiste in una scenografica processione, sulla superficie del lago, di sub che, per mezzo di apposite zattere, trasportano le statue in ceramica di Castelli fino al punto dove esse verranno posizionate su una zona del fondale del lago. Il Presepe è costituito da sei statue realizzate dall'Istituto d'Arte di Castelli (Teramo) in ceramica e rappresentano i Re Magi, San Giuseppe, La Madonna e Gesù bambino. Ogni anno i sub provvedono a riposizionare le statue raffiguranti San Giuseppe, La Madonna e Gesù bambino nel loro sito "subacqueo". Il tutto in uno scenario di fiaccole, ceri accesi tutto intorno al lago e fuoci d'artificio. L’evento è unico nel suo genere in tutto l’Appennino e anche la RAI TV nazionale ne da’ importante rilievo ogni anno, ad esso assiste un numero sempre crescente di subacquei provenienti da tutta Italia e tanti incantati spettatori. Abbarbicato sulla sommità del Monte Argoneta a 930 metri di quota e circondato dai laghi e numerosi corsi d'acqua e da un anfiteatro montano incontaminato e di incomparabile bellezza, Villalago è un caratteristico Borgo tra le acque. Per la sua posizione dominante rispetto alla vallata, fu scelto già intorno all'anno 1000 come sito ideale per costruirvi un villaggio. L'allora Villa de Lacu, fu eretta dai coloni richiamati da ogni parte d'Italia per conto del Monastero di San Pietro in Lago, che rappresentava una forte attrattiva religiosa. L'attuale centro storico, disposto ad anfiteatro sul versante orientale del Monte Argatone è caratterizzato da suggestivi scorci con gradinate, vicoli e piazzette. I caratteristici "supporti" (in dialetto i suppuort) posti fra le case, i portali, le scalinatelle, le antiche case in pietra, creano magiche atmosfere. I numerosi percorsi che attraversano boschi di vario tipo, radure, conche vallive e crinali immettono il visitatore in scenari mozzafiato. La cordialità delle persone di montagna, gelose custodi di antiche tradizioni artigianali, gastronomiche e folkloristiche, impreziosisce e valorizza ulteriormente questo magico lembo d'Abruzzo. Nell'ambito della valorizzazione turistica, Villalago ha aderito, da diversi anni, al club dei Borghi più belli d'Italia a testimonianza anche della voglia di rendere questo ambiente sempre più fruibile e pronto ad accogliere al meglio i turisti, predisponendoli a vivere un'affascinate vacanza a tu per tu con la natura. E' inoltre uno dei paesi d'Abruzzo che può vantare le ambite certificazioni EMAS (inerente la qualità dell'aria e delle acque) e ISO 14001. Al visitatore che arriva da Roma o da Sulmona, attraverso le suggestive Gole del Sagittario, Villalago appare all'improvviso in alto appollaiato sul Monte Argoneta. Al di sotto tra folti pioppeti vi è il fiume Sagittario, che spumeggia impetuoso. Lo stupore è per quelle case, allineate su precipizi e dirupi, per i suoi laghi, primo fra tutti quello di Scanno, per la sua estensione e bellezza, poi il Lago di San Domenico, dalle acque limpide e verdi, luogo di una Riserva Naturale, per arrivare al Lago Pio, oasi naturale di uccelli acquatici e paradiso per i botanici. Per finire con i suoi monti ricoperti di boschi di cerro e faggio, ai confini del Parco Nazionale d'Abruzzo, che fanno da corollario a questi stupendi scenari.
Villalago (930 m. s.l.m.) Villalago (930 m. slm. e circa 650 abitanti nel comune) è un antico borgo fortificato di notevole bellezza (figura, infatti, nel prestigioso club de "I Borghi più belli d'Italia") posto sulla sommità del Monte Argoneta, tra l'incantevole lago artificiale di S. Domenico e il suggestivo lago naturale di Scanno. La parte più antica del borgo, arroccata attorno al palazzo baronale (o palazzo Lupi) e alla torre medievale, presenta numerose abitazioni a strapiombo sul picco roccioso che le sorregge e tutto il centro storico è caratterizzato dalla presenza di stretti vicoli, panoramiche piazzette e scalinate più o meno ampie. All'interno del nucleo abitato sono da vedere, oltre al palazzo baronale e alla torre medievale, l'antica chiesa parrocchiale di S. Maria di Loreto (XIV sec.); il vecchio palazzo municipale; la chiesa della Madonna dell'Addolorata (XVIII sec.), situata nel cortile del palazzo Lupi, e l'antica chiesa di S. Michele Arcangelo. A breve distanza dal paese, lungo le spettacolari Gole del Sagittario, si trova l'antico e suggestivo eremo di S. Domenico, situato sulla sponda dell'omonimo lago e raggiungibile attraverso un ponte che scavalca il sottostante bacino. La zona in cui sorge Villalago è una delle più apprezzate e frequentate della regione, sia per la spettacolarità dei luoghi; sia per la notevole vicinanza del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il più antico d'Italia; sia per la presenza di altri incantevoli borghi, tra i quali spiccano Anversa degli Abruzzi e Scanno, entrambi classificati tra "I Borghi più belli d'Italia".
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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