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Dormire a Villa Celiera

Pescara > Ospitalità nel pescarese
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI VILLA CELIERA (PE)
 
VILLA CELIERA Furono circa 500 i monaci Cistercensi, fondati da S. Bernardo, appartenenti all’Ordine benedettino, di stretta osservanza, cioè dediti ad una rigida vita monastica. Avevano per emblema un AGNELLO CON CROCE, scolpiti su pietra con figure a rilievo. Monaci, i Cistercensi, dediti alla preghiera, allo studio, al lavoro e alle belle arti. I loro possedimenti si estendevano dalla montagna di VILLA CELIERA sino a Lucera di Puglia, alle isole Tremiti e, per quello che più ci riguarda, comprendevano anche i territori di Cordano, di S. Benedetto e Camposacro, tra Civitella e Pianella, e quelli di Vestea, Carpineto e Brittoli. Si può affermare che i Benedettini di Casanova costituirono una centrale operativa che dava lavoro a molta gente e teneva unita intorno a sé varie comunità. Essi, divenuti maestri nell’agricoltura e nella conduzione degli allevamenti, seppero, da par loro, mettere a frutto le risorse naturali presenti nelle loro terre, avvalendosi appunto dell’opera dei “ laici ”.
Ospitalità nel Paese di VILLA CELIERA (Pe) (m. 714 s.l.m.)
     
  CAP: 65010  - 085 -  085.846100   - Da visitare:     
 MUNICIPIO DEL PAESE DI VILLA CELIERA 085.846106   085. 846708       085.46106  P. IVA: 00230080681
Raggiungere Villa Celiera:(Satzione Castel di Sangro a 40 Km.)   (Uscita Val di Sangro) Aeroporto d'Abruzzo a  80 Km.
 
HOTEL ED ALBERGHI A 
* ALBERGO IL FUNGAROLO
Contrada Santa Maria, 145/a - 65010 Villa Celiera (Pe)
tel. e fax 085 846645
 Servizi offerti dalla struttura 









RESIDENZE - RESIDENCE A 
VILLA CELIERA Di fondazioni benedettine erano, si può dire, piene le regioni d’Abruzzo di quell’epoca. Ai Cistercensi di Casanova vennero ad aggregarsi nel 1258, con il benestare del Re Manfredi, per espressa volontà di Papa Alessandro IV°, i frati del Cenobio, già celebre, di S. Bartolomeo in Carpineto, sicché venne rafforzata l’orbita abbadiale di Casanova. E si trovarono uniti nel medesimo scopo dell’ “Ora et labora”, Cistercensi e Benedettini, questi ultimi già presenti in Carpineto fin dal 962 e provenienti dal quel convento ancora oggi visibile con la torre ed i ruderi. Vi si aggiunse, nel 1311, essendo Papa Clemente V°, anche il Monastero di S. Giovanni in Lamis.
CAMPEGGI - CAMPSITES A 
VILLA CELIERA, dunque, in mezzo a tanti cenobi, al centro di una vasta zona di insediamento monacale, doveva avere, ed ebbe, un suo ruolo preciso. Si sa infatti che il paesino funzionava da deposito del convento di Casanova e forse degli altri conventi aggregati e ruotanti nello stesso àmbito cenobitico. Lo dimostrerebbe il suo stesso nome che, originato dalla primitiva destinazione a “ Cella ” vinaria, olearia, frumentaria eccetera, fu in un primo tempo CELLARIA, derivante da latino del basso medioevo Celleria, alterato in Celeria, ed infine di CELIERA. A questo nome, usato da solo fino ai primi anni del nostro secolo, è stato premesso il termine di VILLA, dopo la separazione amministrativa del comune di Civitella Casanova, di cui prima era stata una frazione. Per le popolazioni della zona e di quelle limitrofe, è però rimasto inalterato l’originario significato: solo nel linguaggio ufficiale o tra i forestieri si suol dire “Vado a Villa Celiera, è di Villa Celiera” ; i conterranei per così dire periferici parlano di Celiera, quelli più vicini reintroducono addirittura l’articolo e dicono “La Celiera”,o “ La Cilire”.
VILLAGGI TURISTICI - TURIST RESORT A 
VILLA CELIERA L’Abate di Vestea, nella sua opera “PENNE SACRA”, ci informa che Santa Maria Casanova si mantenne per oltre sette secoli una delle più famose e ricche abbazie dell’Abruzzo. L’importante cenobio di Casanova fu investito anche di speciali incarichi da Carlo d’Angiò, il quale, a ricordo della grande vittoria conseguita a Tagliacozzo su Corradino di Svevia, fece erigere una chiesa con annesso monastero. Della fondazione, intitolata a Santa Maria della Vittoria, furono incaricati i Cistercensi di Casanova. Fu una comunità che senza dubbio godette di meritata risonanza e di grande prestigio: da essa provennero alla chiesa due vescovi, entrambi assegnati alla sede pastorale di Penne, rispettivamente Gualtiero nel 1200 e Giacomo nel 1251.
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VILLA CELIERA Per lunghi secoli il monastero si rese famoso per la presenza di monaci illustri e di eminenti studiosi che, con la loro opera, salvarono l’antica cultura e crearono cultura nuova, lasciando interessanti manoscritti di storia e copie di scrittori classici greci e latini in caratteri longobardi. Basti ricordare per tutti l’abate Erimondo, che produsse lavori di tecnologia e su argomenti sacro-religiosi molto importanti, e tali che il grande cardinale Federico Borromeo, in visita ai Cistercensi di Casanova, volle portarseli con sé, lasciando, in segno di tangibile ricordo e riconoscimento, i suoi paramenti prelatizi. Questi, insieme con gli altri arredi e con le opere d’arte furono asportati nel 1807 dai Civitellesi, nella cui chiesa si possono ammirare, oltre al coro in noce e all’organo, la Madonna Assunta, bellissima statuetta su base di pietra, in stile corinzio, vero cimelio di autentico valore storico e artistico.
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VILLA CELIERA I segni della nostra storia e della nostra cultura sono sicuri e documentati: è certo che buona parte della biblioteca del convento si trova nella celebre biblioteca Ambrosiana di Milano, fondata da S. Carlo Borromeo, del quale Casanova fu commenda. Dopo il saccheggio del 1807 il convento, con il beneplacito dei Borboni, fu affidato ai Carmelitani, che però furono molto presto richiamati a Penne. Dopo di che, dice lo scrittore “vesteiese” Massimo Di Zio, “la spoliazione del convento fu continuata da cima a fondo”, fino, secondo lo storico Straforelli.
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Contrada Santa Maria, s.n.c. - 65010 Villa Celiera (Pe)
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel territorio abruzzese, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.
La fisionomia della Regione è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte program-mata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

 
 
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