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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Tufillo (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI TUFILLO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di TUFILLO (Ch) (m. 587 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Tufillo: 41°55′N - 14°37′E
     
  CAP: 66050 -  0873 -  0873.  - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI TUFILLO 0873.956131   0873.956797       0873.956131  -  83000570693
Raggiungere Tufillo Satzione: Chieti   Aeroporto d'Abruzzo a 96 Km.  Uscita: Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo
 
HOTELS ED ALBERGHI TUFILLO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Tufillo (Ch). Borgo fortificato: Il primo impianto è precedente al XV secolo con un ampliamento verso la chiesa extra moenia di San Vito in un'epoca posteriore al XV-XVI secolo. L'insediamento sul crinale ha una forma sottile ed allungata con i caseggiati a pettine su un asse con orientamento nord-ovest/sud-est. Il mercato, l'ospedale con l'annessa chiesa di Sant'Antonio e la fontana pubblica sono siti a nord. La cerchia muraria terminava nei pressi un sotto-portico identificato con la Porta da Piedi. Chiesa di Santa Giusta: È sita in Piazza Marconi. È stata costruita antecedentemente al XVI secolo, con trasformazioni successive nel XVIII secolo. La chiesa è posta nel punto più alto del borgo presso la Porta da Capo e della piazza del mercato detta anche largo fuori la porta. La facciata consta di frontone curvilineo posto nel coronamento superiore. La zona centrale è delimitata da paraste e due ali. Un cornicione suddivide la facciata in due registri. Il portale è in pietra scolpita in stile tardogotico con elementi rinascimentali nelle lesene laterali. L'interno è a tre navate. Il campanile è a pianta quadrata e consta di un cuspide piramidale. La chiesa è stata riconosciuta monumento nazionale italiano. Chiesa di San Vito: È sita in Via Sant'Antonio Abate. È stata allestita nel 2006. La mostra consta di reperti rinvenuti nel Monte Farano tra cui una chiave in bronzo con un'iscrizione osca dedicata alla dea Herentas, una divinità italica identificabile con Afrodite. Altre ricerche hanno riportato alla luce dei resti di capanne dell'inizio dell'età del ferro e di un centro forse fondato intorno ad un tempio di Herentas che fu abitato dal V al II secolo a.C. Fontana Grande: È sita in via fontana grande. È stata costruita tra il 1751 e il 1761. Un restauro o la sua ricostruzione fu eseguita nel 1816. La fontana è immersa nella vegetazione e nel fango dovuto a perdite d'acqua della fontana che rendono difficoltoso l'avvicinamento. Il prospetto principale è in conci di pietra con archetti posti su lastre di pietra. Le altre pareti sono ricoperte dalla vegetazione. Palazzo marchesale dei Bassano: Risale al XVIII secolo.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE TUFILLO (CH)
Tufillo domina su uno sperone roccioso uno dei tratti più selvatici della media valle del Trigno. E' un comune italiano della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese. Una leggenda vuole che un'invasione di formiche fece traslocare gli abitanti dal Monte Farano ad un sito più in basso. Il paese attuale si è espanso a partire dal XII-XIII secolo ed attualmente conserva reperti dell'epoca. Degli scavi archeologici sul Monte Farano hanno portato alla luce delle ceramiche di un periodo compreso dal VI al II secolo a.C. e di un paio di locali in opus signinum di un edificio del II secolo a.C. Sempre sul Monte Farano è stata ritrovata una chiave votiva bronzea del IV secolo a.C. con un'iscrizione osca dedicata alla dea Venere e conservata presso il Museo archeologico del Vastese a Monteodorisio.
CAMPEGGI TUFILLO (CH)
Cosa vedere a Tufillo (Ch) Borgo Fortificato: Il primo impianto è precedente al XV secolo con un ampliamento verso la chiesa extra moenia di San Vito in un'epoca posteriore al XV-XVI secolo. L'insediamento sul crinale ha una forma sottile ed allungata con i caseggiati a pettine su un asse con orientamento nord-ovest/sud-est. Il mercato, l'ospedale con l'annessa chiesa di Sant'Antonio e la fontana pubblica sono siti a nord. La cerchia muraria terminava nei pressi un sotto-portico identificato con la Porta da Piedi. Chiesa Di Santa Giusta: È sita in Piazza Marconi. È stata costruita antecedentemente al XVI secolo, con trasformazioni successive nel XVIII secolo. La chiesa è posta nel punto più alto del borgo presso la Porta da Capo e della piazza del mercato detta anche largo fuori la porta. La facciata consta di frontone curvilineo posto nel coronamento superiore. La zona centrale è delimitata da paraste e due ali. Un cornicione suddivide la facciata in due registri. Il portale è in pietra scolpita in stile tardogotico con elementi rinascimentali nelle lesene laterali. L'interno è a tre navate. Il campanile è a pianta quadrata e consta di un cuspide piramidale. La chiesa è stata riconosciuta monumento nazionale italiano.
VILLAGGI TURISTICI TUFILLO (CH)
Cosa vedere a Tufillo (Ch) Fontana Grande: La Fonte Grande, che è stata riportata all'antico splendore grazie agli ultimi lavori eseguiti nel corso del 2008, è del tipo a muro a nicchie incassate, con terminazione orizzontale sottolineata da una semplice cornice. La parete, realizzata con conci regolari di pietra calcarea, è scandita da tre semipilastri con superiore mensola aggettante che delimitano due distinte zone: una destinata alla Fontana, posta a sinistra; l'altra all'abbeveratoio, posto a destra. Semplici lastre allineate di pietra formano le due vasche. I recenti lavori hanno fatto riemergere le bucature presenti sulla facciata; la loro occlusione ha permesso una buona conservazione nel tempo e ha dato maggiore staticità al manufatto, ma ne ha impedito per lungo tempo la immediata lettura. Con gli ultimi lavori è stato riscoperto l'arco che incornicia la Fontana e che in profondità funge da copertura della vasca e sono state riaperte le sei aperture, concluse in alto da archetti appena in rilievo, che caratterizzano l'abbeveratoio. La data 1751 o 1761 della sua costruzione o di un probabile restauro è incisa su un concio di pietra. Nel 1816 invece si ha notizia di un restauro o di una ricostruzione ad opera del capomastro Carlo Di Fonzo. Chiesa di San Vito: Il patrono di Tufillo è San Vito che viene festeggiato il 15 giugno. Fin dal 1568 era stata dedicata una chiesa a San Vito situata nella parte bassa del paese. La devozione dei tufillesi a San Vito è forse da far risalire all'influenza apostolica esercitata nella zona dai monaci cistercensi dell'Abbazia di San Vito e Salvo, esistente fin dal 1247 alla foce del fiume Trigno. Palazzo Marchesale dei Bassano: Il palazzo Bassano risale al XVIII secolo, ora sede del comune, è stato edificato nel XVIII secolo dai marchesi Bassano di Tufillo.
AFFITTACAMERE TUFILLO (CH)
Cosa vedere a Tufillo (Ch) Monumento ai Caduti: Il monumento ai caduti è collocato su uno spiazzo rialzato in corrispondenza della fiancata destra della Chiesa di Santa Giusta. Si compone di un obelisco in marmo, sormontato da un’aquila bronzea, allegoria della vittoria, che si erge su un basamento. Quest’ultimo, nella sporgente parte centrale reca un’iscrizione commemorativa ai caduti di tutte le guerre, insieme alla data di esecuzione (1956) e a quella del restauro (1980). Sulla Lapide destra vi sono i nomi dei caduti nella guerra 1915-1918 e di Livia. Sulla Lapide sinistra vi sono i nomi dei caduti nella guerra 1940-1945 e di Spagna. Si segnala inoltre il nominativo del flammiere pluridecorato Mario Iacovitti. Mostra archeologica "PRIMA DI TUFILLO". È sita in Via Sant'Antonio Abate. È stata allestita nel 2006. La mostra consta di reperti rinvenuti nel Monte Farano tra cui una chiave in bronzo con un'iscrizione osca dedicata alla dea Herentas, una divinità italica identificabile con Afrodite. Altre ricerche hanno riportato alla luce dei resti di capanne dell'inizio dell'età del ferro e di un centro forse fondato intorno ad un tempio di Herentas che fu abitato dal V al II secolo a.C. “Prima di Tufillo” è il titolo della mostra che a Tufillo ospita i reperti più rappresentativi tra quelli rinvenuti sul vicino Monte Farano. Tra essi spicca una chiave di bronzo, che reca un’iscrizione osca con dedica alla dea Herentas, una divinità Italica assimilabile alla greca Afrodite.
BED & BREAKFAST TUFILLO (CH)
BED & BREAKFAST HERENTAS
Via Sant'antonio Abate - Vico 1, 13 - 66050 Tufillo (Ch)
tel. 0873 362830 / mobile 348 7502013 - 388 6979243
CASE PER VACANZA TUFILLO (CH)
L’archeologia a Tufillo (Ch) Le recenti indagini archeologiche, di cui la mostra presenta in sintesi i primi risultati, hanno consentito di individuare resti di capanne della prima età del ferro e di un insediamento, probabilmente sorto attorno al santuario di Herentas, che dal V secolo a.C. mostra continuità di vita almeno fino al secondo secolo d.C., confermando l’importanza strategica che dovette avere il sito nel panorama religioso e politico del territorio frenano prima e dopo la romanizzazione.» a sera della vigilia di Natale, si innalza nella piazza principale una grande catasta di legna, a cui si dà fuoco per illuminare la notte più santa dell'anno. Dalle prime ore del pomeriggio uomini, giovani e bambini cominciano a radunarsi di fronte alla chiesa di San Vito per preparare la farchia, ovvero un tronco lungo e diritto, che può arrivare anche a venti metri, intorno al quale, mediante l'apertura di tacche, vengono inseriti altri tronchi minori, fino a formare un grosso fascio, tenuto insieme da cerchi di ferro.
APPARTAMENTI PER VACANZA TUFILLO (CH)
Sagra dei Cavatelli a Tufillo (Ch) La sagra dei cavatelli, è riuscita nel tempo a trasformarsi da evento locale a manifestazione conosciuta anche fuori regione che, appunto, richiama in paese migliaia di turisti, paesani emigrati e visitatori, provenienti da ogni parte d’Italia. Grazie alla Pro-Loco del paese e alle varie amministrazioni comunali succedutesi nel tempo, la sagra prevista per l’11 agosto di ogni anno, è diventata la punta di diamante dell’estate Tufillese. Bellissimo partecipare non solo alla serata, ma a tutti i preparativi. I cavatelli, infatti, vengono sapientemente preparati dalle donne del paese, che “ammassano” chili e chili di farina e “arricciano” migliaia e migliaia, forse milioni di rettangolini di morbida sfoglia per ottenerne migliaia e migliaia, forse milioni di cavatelli, pronti per deliziare il palato e lo spirito delle migliaia di visitatori. I cavatelli sono una pasta tradizionale molisana, successivamente acquisita da parti della puglia. I cavatelli sono una pasta lavorata a mano ricavata con un impasto di farina e acqua hanno una forma allungata con una incavatura all'interno. Vengono gustati e serviti col ragù oppure con verdure tipo broccoli o cardoncelli. I cavatelli rappresentano il piatto regionale per eccellenza in Abruzzo e Molise, dove vengono serviti tipicamente con sugo di carne di maiale o con spigatelli e carne macinata.
CASE PER LE FERIE TUFILLO (CH)
La festività di San Giuseppe a Tufillo (Ch), il 19 marzo, viene associata  alla devozione della distribuzione delle panettelle. La devozione prevede un rituale ben codificato: dopo la messa mattutina, il parroco si reca nella casa degli offerenti e procede alla benedizione delle panettelle, dei taralli e del bastone; dopo questa cerimonia, tutti i famigliari si recano in tutte le case del paese e distribuiscono le panettelle, in genere una per nucleo famigliare. Il bastone viene portato in chiesa ed esposto ai fedeli durante la celebrazione della messa. la festa religiosa del santo patrono: San Vito. Si festeggia il 15 giugno. L'antico nucleo urbano di Tufillo, le cui origini si perdono negli albori della nostra storia, come attestano i numerosi reperti ivi rinvenuti, sorge oggi abbarbicato su un crinale roccioso del Medio Vastese, dominante un vasto panorama che va dal mare alla montagna. Il primo insediamento, tuttavia, sembra fosse attestato ad una altezza superiore. Secondo la leggenda l'abbandono del sito originario e il trasferimento nel luogo attuale sarebbe stato provocato da un'invasione di grosse formiche. La vivace località è nota in Abruzzo per l'antica e spettacolare tradizione della 'Farchia', la vigilia di Natale. Il suo calendario di eventi è comunque molto ricco e stimolante per l'intero anno. Tra le manifestazioni più attese vanno annoverate il Presepe vivente, la Sagra dei cavatelli e le feste religiose di Santa Giusta e San Vito, di cui custodisce le relative chiese. La devozione per San Vito trova momento di condivisione festiva il 15 giugno, suo dies natalis. Assolto agli incontri della novena, in cui i devoti elevano preghiere e canti in onore del festeggiato, la mattina del 15 i tufillesi partecipano alle sante messe e alla tradizionale processione per le vie principali dell'abitato. Nelle ore serali si radunano per gli spettacoli musicali e di intrattenimento.
COUNTRY HOUSE TUFILLO (CH)
Il territorio di Tufillo, come si può ricavare dalla bolla di papa Niccolò II, fa parte della Diocesi di Chieti almeno dall’inizio dell’XI secolo, infatti il Pontefice, nel maggio 1059, così delimita il confine sud della diocesi teatina: …passa al monte di Schiavi, al Trigno e, lungo il fiume, arriva al mare”. In precedenza, nel Catalogus Baronorum del XII secolo, si trova menzionato Lupeczanum, attuale Colle Vezzani, come feudo di Philippus Grandenatus di probabile origine longobarda.  Il toponimo Lipuzani nel 1115 si ritrova nella descrizione dei confini del Castrum Doliolae, donato da Ugo Grandenatus all’abate Giovanni del monastero di Sant’Angelo in Cornacchiano. Secondo una leggenda Tufillo era ubicata a Monte Farano, ma un'invasione di grosse formiche avrebbe costretto i suoi abitanti ad abbandonare le abitazioni originarie e a riedificarle più in basso, dove sorge l'attuale paese. Questa, come tutte le leggende, trae ispirazione da elementi reali: il topos dell'invasione dei formiconi, come avviene in altre località abruzzesi, adombra il ricordo di un antico insediamento, e recenti ricognizioni condotte su Monte Farano hanno avvalorato tale ipotesi, confermata dal reinvenimento di materiali ceramici databili tra il IV ed il III sec. a.C. e dalla individuazione dell'angolo settentrionale di un ambiente con pavimento in signino. E' inoltre noto che dalle pendici del monte proviene una chiave bronzea famosa per l'iscirizione in lingua osca herettates:sum /agerllud (sono di Herentas/da Agello), che menziona la divinità cui era destinato l'ex voto, Herentas (Afrodite), ed Agello, probabile denominazione del vicus, ossia dell'antico nucleo abitato che dedica la chiave alla dea.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' TUFILLO (CH)
Il Territorio di Tufillo ha restituito anche una statuetta in bronzo, alta cm 17, raffigurante forse Giove giovanile: manca infatti la pelle leonina, tipico attributo di Ercole, sostituita da un mantelletto drappeggiato intorno al braccio sinistro, e l'oggetto tenuto nella mano destra della figura sembra proprio il fulmine che contraddistingue le rappresentazioni di tale divinità. La statuetta, che per stile e struttura del corpo non può esser datata prima del III sec. a.C., proviene quasi certamente da un santuario, ma non sappiamo se fosse localizzato anch'esso su Monte Farano o in altra zona dell'agro di questo comune. L'antica frequentazione del territorio di Tufillo trova ulteriore conferma nella presenza di vari siti di indubbio interesse archeologico che, benchè non siano stati ancora oggetto di indagini sistematiche, riservano sicuramente degli aspetti interessanti ai fini della ricostruzione della topografia antica e della storia locale. La località Piana S. Pietro, ad esempio, situata sulle pendici sud-orientali di Monte Fanino, era sede di un antico monastero la cui memoria è stata mantenuta viva dalla tradizioe orale anche attraverso la denominazione "Fonte dei monaci" attribuita ad una vicina sorgente. L'esistenza del monastero è attestata da un documento piuttosto tardo, la relazione della visita pastorale del 13 maggio 1568 che, tra gli edifici religiosi esistenti nell'oppidum Tufilli, menziona la ecclesia sul vocabulo S. Petri constructa in territorio Tufillo in loco ubi dicitur la defensa della Corte. La frequentazione dell'area, certa fino al XVI sec., sembra tuttavia risalire ad età ben più antica, a giudicare dalla cronologia attribuibile ai frammenti ceramici (vernice nera, sigillata africana, etc.)facilmente reperibili in superficie. Probabilmente l'edificio religioso venne ad installarsi su strutture precedenti, forse una villa di mezza costa nata in età ellenistica ed utilizzata fino all'avanzata età imperiale.
RIFUGI E BIVACCHI A TUFILLO (CH)
Tufillo (Ch) Particolare attenzione merita poi la località indicata nell'attuale cartografia come Colle Vezzani, corrispondente all'antica "Lupezzano", il cui toponimo, conservatosi attraverso la tradizione orale, è attestato in fonti documentarie medievali. Dal Catalogus Baronum apprendiamo infatti che nel XII sec. Lupeczanum era feudo di Philippus Grandenatus, esponente di una famiglia feudale di probabile origine longobarda e feudatario di Joczolinus, conte di Loreto. Successivamente compare la citazione del limites Lipuzani nella descrizione dei confini del castrum Diliolae, chenel 1115 viene donato ad Ugo Grandenatus all'abate Giovanni del monastero di Sant'Angelo in Cornacchiano, e all'anno 1324-25 risale infine la menzione dei clerici de Tufillis e di altri paesi, dipendevano dal citato monastero di Sant'Angelo. Mostra Archeologica "Prima Di Tufillo". "Prima di Tufillo" è il titolo della mostra che a Tufillo ospita i reperti più rappresentativi tra quelli rinvenuti sul vicino Monte Farano. Tra essi spicca una chiave di bronzo, che reca un'iscrizione in osco con dedica alla dea Herentas, una divinità italica assimilabile alla greca Afrodite. Le recenti indagini archeologiche, di cui la mostra presenta in sintesi i primi risultati, hanno consentito di individuare resti di capanne della prima età del ferro e di un insediamento, probabilmente sorto attorno al santuario di Herentas, che dal V secolo a.C. mostra continuità di vita almeno fino al II secolo d.C., confermando l'importanza strategica che dovette avere il sito nel panorama religioso e politico del territorio frentano prima e dopo la romanizzazione.
La Farchia. A Tufillo, nella notte della vigilia di Natale, il protagonista è il fuoco della “farchia”; un fascio di tronchi lignei tenuti insieme da cerchi in ferro. Di antica tradizione, la “farchia” viene realizzata nel pomeriggio del 24 dicembre, nello spazio antistante la chiesa di San Vito, per poi essere portata, in corteo, attraverso i caratteristici vicoli del borgo, fin davanti la Chiesa di Santa Giusta, per essere accesa in onore della nascita di Gesù. Lungo il percorso, gli abitanti del centro, deliziano gli addetti e gli ospiti con vino cotto e dolci, quali torcinelli, cagionetti e biscotti alle mandorle. Il rito si compie a mezzanotte, nello spazio antistante la chiesa di Santa Giusta, dove, tra canti natalizi, viene accesa la “farchia” previa benedizione da parte del parroco.
Le Panettelle di San Giuseppe. Da tempi immemorabili a Tufillo, la festività di San Giuseppe, il 19 marzo, viene associata  alla devozione della distribuzione delle panettelle. In tempi avari di cibo, come quelli che si sono avuti nelle nostre zone fino alla prima metà del secolo scorso, la panettell – almeno per un giorno - permetteva di assaggiare un po' di buon pane anche ai più poveri. Si racconta che alla festa di San Giuseppe di Tufillo, partecipavano anche molti abitanti dei paesi vicini, che vi accorrevano numerosi con la scusa di far visita ai propri parenti e se ne tornavano a casa con le bisacce piene. La procedura osservata per la loro preparazione – almeno in antico - era assai elaborata: si sceglieva il grano migliore al momento della trebbiatura; poi lo si mondava scrupolosamente dalla pula e lo si lavava fino a renderlo ben pulito; infine, si richiedeva al mugnaio una particolare attenzione affinché separasse la farina più raffinata da quella più grezza. Al Santo veniva riservata, naturalmente, solo la prima scelta e solo con essa si sarebbero impastate le panettelle. L'utilizzo di una farina più scadente avrebbe invalidato l'offerta. Oggi le pagnottelle vengono commissionate a qualche fornaio di fiducia. La tradizione, però, richiede che, insieme alle panettelle, i devoti debbano preparare anche il tarallo ed il bastone di San Giuseppe, il primo da consumare generalmente in famiglia, mentre il secondo viene donato alla chiesa. Attualmente questa tradizione è mantenuta in vita da un ramo della famiglia Iacovitti, ma nel passato essa fu praticata da più famiglie: si ricordano fra le ultime quella dei Caruso e dei Barisano. All'origine della devozione vi è sempre un voto fatto dalla famiglia al Santo, mentre l'incentivo a proseguirla spesso riposa sulla paura che chi la interrompesse potrebbe incorrere in qualche disgrazia. Gli anziani raccontano che alcune di queste famiglie, avendo interrotto la tradizione, vennero colpite da gravi sciagure e perciò, temendo il peggio, la ripristinarono alla prima occasione. La devozione prevede un rituale ben codificato: dopo la messa mattutina, il parroco si reca nella casa degli offerenti e procede alla benedizione delle panettelle, dei taralli e del bastone; dopo questa cerimonia, tutti i famigliari si recano in tutte le case del paese e distribuiscono le panettelle, in genere una per nucleo famigliare. Il bastone viene portato in chiesa ed esposto ai fedeli durante la celebrazione della messa. La famiglia che riceve la panettell, per tradizione, la mangia senza companatico, non la taglia col coltello, ma la spezza con le mani e la ripartisce in parti uguali fra i suoi componenti. Questo rituale non può non rievocarci l'ultima cena di Cristo.
La chiesa di Santa Giusta va annoverata fra le più antiche di Tufillo. Alcuni documenti ne attestano l’esistenza a partire dal XIV secolo. Nel corso del tempo, però, l’edificio ha subito notevoli trasformazioni, la più radicale delle quali – come testimonia la data incisa sull’architrave del portale – risale al 1758. Intorno alla metà del Settecento, Tufillo assistette ad una vera e propria rivoluzione urbanistica, di cui restano le più interessanti testimonianze nei pressi dell’attuale Piazza Marconi, l’antico quartiere Piazza, che sorge sul punto più elevato del vecchio nucleo urbano. Il Palazzo marchesale dei Bassano di Tufillo, uno degli esempi più rappresentativi di quel rinnovato fervore edilizio, risale appunto al 1755. La data, ben incisa sulla chiave di volta dell’ingresso principale, non lascia spazio a dubbi. Un altro esempio è la facciata della chiesa di Santa Giusta e Maria, edificata nelle forme attuali nel 1758, con ogni probabilità dai marchesi Bassano di Tufillo, ma sicuramente da loro utilizzata come cappella palatina. Un corridoio unisce ancora oggi il palazzo alla chiesa in corrispondenza di un coretto, dal quale i marchesi, al riparo della plebe, assistevano alle sacre funzioni. Attualmente esso funge da supporto alle canne dell’organo e non è più collegato al corridoio annesso al palazzo.
La Festa di Santa Giusta a Tufillo (Ch) Tra le feste tradizionali va annoverata quella del 1° agosto in onore di Santa Giusta, alla quale i tufillesi hanno intitolato la chiesa parrocchiale, che svetta alla sommità del paese con le sue forme imponenti. Il giorno della festa si svolgono le celebrazioni liturgiche, la processione con la banda e la sera si condividono momenti di gioia collettiva con spettacoli musicali. Il Presepe Vivente a Tufillo (Ch) Nel caratteristico centro storico di Tufillo, arroccato su di un crinale roccioso, caratterizzato dalle strette viuzze che serpeggiano tra le abitazioni, si svolge ad inizio gennaio intorno alle ore 15,00 circa, la rappresentazione del Presepe Vivente a cui partecipa buona parte degli abitanti, che in costume d'epoca fanno rivivere le emozionanti scene della natività e ripropongono gli antichi mestieri.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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