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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Torricella Peligna (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI TORRICELLA PELIGNA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di TORRICELLA PELIGNA (Ch) (m. 910 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Torricella Peligna: 42°01′N - 14°16′E
     
  CAP: 66019 -  0872 -  0872.969411 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI TORRICELLA PELIGNA 0872.969412   0872.96968       0872.993250 - 00219260692
Come raggiungere Torricella Peligna Satzione: Pescara   Aeroporto d'Abruzzo a 69 Km.  Uscita: Val di Sangro
 
HOTELS ED ALBERGHI TORRICELLA PELIGNA (CH)
*** HOTEL CAPE'
Viale Delle Piane, 51 - 66019 Torricella Peligna (Ch)
tel. 0872 969295 - fax 0872 966923
 Servizi offerti dalla struttura







** HOTEL PARADISO
Viale Delle Piane, 62 - 66019 Torricella Peligna (Ch)
tel. 0872 969401
 Servizi offerti dalla struttura








RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE TORRICELLA PELIGNA (CH)
Per Torricella Peligna si ricorda un abitato medievale ancora nella località di Monte Moresco, sorto sull’area fortificata di epoca preromana; abitato da molte famiglie intorno all’anno 1000 sembra risultare abbandonato solo dall’inizio del XV secolo. Un castello è invece citato in alcuni documenti di Papa Niccolò II, che nel 1060 ne assegnava una metà ai frati benedettini delle Isole Tremiti. Il Medioevo è anche l’epoca dell’affermazione del cristianesimo, del monachesimo e dell’eremitismo. Sullo stesso sito di Monte Moresco è ricordata, ad esempio, anche la fondazione di un monastero benedettino noto come “Santa Maria di Monte Moresco”. Nel 1173 è costruita la chiesa madre dedicata a San Giacomo Apostolo, più volte modificata e restaurata. Essa, probabilmente, non conserva più le sue fattezze originarie, ma oggi custodisce sul fondo della navata centrale una tela raffigurante San Giacomo e realizzata dalla pittrice Tilli, allieva del più noto artista abruzzese Francesco Paolo Michetti. La stessa chiesa ha custodito sino ai nostri giorni i resti di un uomo mummificato del XVI secolo: il ritrovamento è un importante scoperta scientifica, poiché la mummificazione è avvenuta in modo naturale, ma sarebbe anche un meravigliosa scoperta storica se si potessero avere più informazioni sull’identità dell’uomo (la mummia è conservata nel Museo Antropologico).
CAMPEGGI TORRICELLA PELIGNA (CH)
Da Vedere a Torricella Peligna (Ch) PINETA COMUNALE “ANTONIO PORRECA”: La pineta di Torricella assisa sul dolce colle, delizia delle nuove generazioni cresciute sotto i suoi pini, si distingue come una delle più preziose oasi di verde per la vita piacevole e per la splendida posizione tra il mare e la Maiella. E’ nata nel 1922 su una collina arida e franosa grazie alla geniale idea di Antonio Porreca, suo ideatore, nato il 30.12.1880 e morto il 29.12.1953. Egli, oltre a progettare la realizzazione della pineta, dedicò molte energie per l’impianto e l’attecchimento dei pini, degli abeti e delle tuie. L’amore per la pineta contagiò subito tutti gli abitanti del paese che con grande partecipazione popolare hanno contribuito a fortificare  al nascere i giovani pini. La pineta è diventata ben presto il simbolo di Torricella Peligna. Insieme al geniale progettista, va ricordato, per lo stesso amore e dedizione alla pineta, un altro torricellano: Luigi Di Iorio (21.12.1904-08.02.1985), guardia comunale, per la pineta custode fedele ed inesorabile. Oggi è meta di molti turisti che godendosi la dolce frescura estiva, possono usufruire di aree pic-nic, percorsi per passeggiate nel verde e di attrezzati parchi gioco per bambini.
VILLAGGI TURISTICI TORRICELLA PELIGNA (CH)
Da Vedere a Torricella Peligna (Ch) CHIESA  DI  SAN GIACOMO APOSTOLO: La chiesa Di San Giacomo Apostolo risale all’ XI secolo. Nella Bolla di Papa Alessandro III che confermava gli antichi confini  della Diocesi di Chieti, figura l’ “Ecclesia Sancti Jacobi de Turcella”. La chiesa pur essendo molto antica nel tempo è stata piu’ volte ampliata e ristrutturata a seguito di numerosi  terremoti. Essa presenta in facciata caratteri dell’ architettura classica. Ha un impianto a tre navate con abside centrale, completamente trasformato in gusto barocco. La navata centrale risulta coperta da volte a botte lunettata,  mentre le due navate laterali sono definite da volte a vela ; nella parte esterna le lesene ne evidenziano le ripartizioni. L’alzato si sviluppa con una serie ritmata di paraste corinzie con sovrastante cornice a dentelli. La porta e la finestra centrale sono contornate da stipiti lavorati. Esternamente sull’ architrave c’è il timpano triangolare . Nella chiesa troviamo numerose opere di grande valore artistico: un quadro raffigurante San Giacomo Apostolo, dipinto dalla Signora Tilli, allieva del Michetti; una statua della Madonna  del Rosario scolpita in legno dorato e colorato di scuola Napoletana risalente al ‘700, una statua di San Marziale Martire,  in legno colorato e dorato proveniente da Roma ( prima metà del XVIII secolo); una statua di San Vincenzo Ferrari, in legno  dorato, opera  abruzzese del ‘700; la pisside grande  d’ argento di scuola napoletana (sec . XVII)e calici ed ostensori d’oro e d’ argento del ‘ 700.
AFFITTACAMERE TORRICELLA PELIGNA (CH)
Da Vedere a Torricella Peligna (Ch) SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE ROSE: Costruita nel 1550, la chiesa si presenta ancora oggi nella sua veste Rinascimentale sia nell’impianto che nell’ apparato decorativo. Tutta la struttura beneficia di un recente restauro, visibile dalle mura esterne e dalla facciata dalle linee Rinascimentali, che presenta un profilo a capanna con coronamento a spioventi di forma convessa, delimitati superiormente da una triplice fila di romanelle annegate nel muro. Il profilo si interrompe al centro con un campanile a vela. Il portale ,i cantonali , il campaniletto e le finestrelle ai lati dell’ingresso sono in pietra .Il portale , con stipiti e architravi decorati a fasce è coronato dall’arco della lunetta anch’essa decorata al centro da una rosetta .L’interno, ad aula unica è diviso in due campate da un arco trasversale e coperto con volte a vela. Il presbiterio è sopraelevato rispetto al resto della chiesa ed ospita l’ altare maggiore realizzato in stucco dipinto. Nella pala, all’interno della nicchia, si conserva l’ antica statua della Madonna col Bambino. La Madonna delle Rose è meta di pellegrinaggi nei giorni del Lunedi di Pasqua e dell’ ultimo sabato di maggio.
BED & BREAKFAST TORRICELLA PELIGNA (CH)
Da Vedere a Torricella Peligna (Ch) EREMO DI SAN RINALDO: Il piccolo centro di Fallascoso, frazione di Torricella Peligna, custodisce la dimora di San Rinaldo eremita. La grotta del Santo e l’adiacente chiesa rurale si trovano alla base di una grossa rupe, appena fuori dal centro abitato. Da un piccolo pianoro pavimentato a lastroni, si prende un ripido sentiero parzialmente scalinato che porta alla base della rupe. Di fronte ad essa si trova la cappella dedicata al Santo eremita (5,10×3,30 metri), con una piccola finestra posta in facciata e all’interno, in una nicchia sull’altare, la statua in cartapesta raffigurante S. Rinaldo. Il campanile è molto originale dal momento che sfrutta la rupe sovrastante la chiesa, ponendo sulla sua sommità un piccolo arco che sorregge la capanna. L’invito a costruire una cappella presso la grotta di S. Rinaldo venne dal Vescovo di Chieti Monsignor Saggese, come si legge nella Visita pastorale del 1838. Una lapide posta sull’ingresso della chiesa ricorda che venne realizzata grazie a Camillo Di Valerio e terminata nel 1844. A pochi metri dalla chiesa si apre la grotta in cui, secondo la tradizione, ha vissuto S. Rinaldo. La grotta è molto stretta e non presenta alcuna traccia di utilizzo. San Rinaldo viene festeggiato il 7 maggio, ricorrenza della morte, e il 28 agosto. Precedentemente il Santo veniva festeggiato sul pianoro della grotta stessa ma, a causa delle rocce pericolanti, la festa venne spostata nel paese.
CASE PER VACANZA TORRICELLA PELIGNA (CH)
Da Vedere a Torricella Peligna (Ch) I  MONUMENTI. LA TORRE: Sorge sulla parte vecchia del paese e precisamente sul punto più alto di Torricella. Eretta in ricordo delle 103 vittime civili del secondo conflitto mondiale, fu inaugurata il 3 settembre del 1961. Il monumento si alza per  venti  metri e dall’ interno è possibile salire fino al vertice per ammirare un panorama a 360 gradi che abbraccia il massiccio della Maiella, le vallate del Sangro-Aventino, Monte Pallano e il mare Adriatico. I nomi dei caduti civili sono scolpiti ai lati del monumento. STELE  AI  CADUTI  DI TUTTE LE GUERRE: Progettata dall’ artista Lucci di Pennadomo, dedicata ai 150 caduti della Prima guerra Mondiale, ai quali si aggiunsero  i caduti in  Russia e in Albania durante il Secondo Conflitto Mondiale, la Stele ai Caduti di tutte le guerre sorge sulla parte più alta della Pineta Comunale “Antonio Porreca”. MONUMENTO ALL’ ALPINO D’ABRUZZO: A 3 Km da Torricella Peligna e a 1038 m d’ altitudine, sorge un monumento  dedicato agli Alpini d’ Abruzzo . Inaugurato il 14 ottobre del 1967, è  caratterizzato da uno spuntone di roccia naturale, con la cima sovrastata da un’ Aquila ad ali aperte, poggiata sulla canna di un fucile. Ai lati troviamo due cannoni rivolti verso l’Adriatico. Il monumento è stato realizzato su iniziativa del gruppo Alpini di Torricella Peligna.
APPARTAMENTI PER VACANZA TORRICELLA PELIGNA (CH)
Per andare da Roma a Torricella Peligna si possono percorrere due itinerari. Il primo, più breve, è di circa 250 km, parte dal raccordo anulare di Roma. Uscendo all’uscita 14 del GRA si prende l'autostrada A24 direzione est fino a Tagliacozzo, circa 80 km, per poi immettersi nella A25 per Pescara. Si esce al casello di Pratola Peligna, circa altri 70 km, e si procede verso Sulmona prendendo la strada SS17 che porta a Roccaraso, attraversando uno dei luoghi più belli d'Abruzzo ossia l'altopiano delle Cinque Miglia. Prima di arrivare a Roccaraso, circa altri 45 km, si gira a sinistra verso Rivisondoli, e si procede sulla strada SS84 per altri 20 km verso Palena, attraversando la zona della Stazione di Palena, altra bellissima zona dove si vede l'inizio del massiccio della Maiella. Si attraversa il passo della Forchetta a 1200 metri circa e si scende verso Palena, attraversando la valle dove nasce il fiume Aventino. Dopo Palena si comincia a risalire verso la "Castelletta", altro bellissimo posto con i monti Pizi ed a circa 20 km c'è Torricella. Tempo di percorrenza circa 3 ore. La descrizione particolareggiata di questo percorso si può trovare su: Via Michelin Scegliendo  l’opzione: itinerario “il più rapido”. Il secondo tragitto e’ quello che si fa quando non si vogliono affrontare le curve oppure quando d'inverno c'è la neve. Si prende sempre l’autostrada A24 direzione est fino Tagliacozzo, circa 80 km e poi l'autostrada A25 per Pescara. Non si esce a Pratola Peligna, ma si prosegue per Pescara sino a quando si incontra l'autostrada A14, circa altri 120 km. Senza uscire dall'autostrada, si procede in direzione sud verso Bari sino al casello di Val di Sangro, circa altri 40 km, dove si prende la strada a scorrimento veloce della Val di Sangro SS652, verso ovest in direzione di Villa Santa Maria. Si esce all'uscita di Roccascalegna, altri 30 km, e si comincia a salire seguendo le indicazioni per Torricella Peligna. Dopo circa 15 km si è a Torricella. L'intero percorso è di quasi 300 km. E' più lungo ma è quasi tutta autostrada. Tempo di percorrenza circa 3 ore e 15 minuti. Lo stesso percorso si fa se si viene da Milano, da dove si prende l'autostrada A14 da Bologna e si procede sino all'uscita di Val di Sangro per la SS652. Tempo di percorrenza circa 3 ore.
CASE PER LE FERIE TORRICELLA PELIGNA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Torricella Peligna. Santuario di Santa Maria del Roseto. È sito in località Madonna delle Rose. La costruzione del santuario è avvenuta nel 1550 come riporta l'architrave del portale maggiore. Recentemente ha subito un restauro. La facciata è rinascimentale ha un profilo a capanna con coronamento a spiovente convesso. Al centro del tetto è posto un campanile a vela. La facciata è completamente intonacata e gli unici pezzi in pietra sono il prospetto sotto il portale, le pietre angolari, il campanile a vela e le piccole finestra ai lati del portale a vela. L'interno è ad aula unica diviso in due mediante due campate di cui una delle due sezioni ha le funzioni di presbiterio. Il presbiterio è sopraelevato dal resto della chiesa ed ospita l'altare maggiore realizzato interamente in stucco dipinto ad imitazione del marmo. In una nicchia si conserva una statua della Madonna con bambino. Eremo di San Rinaldo. È sito nella contrada Fallascoso. Fu edificato davanti alla grotta ove, nel XIX secolo avrebbe vissuto San Rinaldo. Il campanile è realizzato con un pinnacolo di roccia naturale ed è realizzato direttamente con la roccia che sostiene la campana. Chiesa di San Nicola. È sita nella contrada Fallascoso. Risale al XVIII secolo quando fu costruita su dei ruderi di un palazzo medievale di cui non si notano molte tracce a parte un portale con arco ogivale sulla facciata principale. Ad ogni modo lo stile architettonico dell'edificio è del XIX secolo, epoca in cui la chiesa venne ricostruita o restaurata dopo una sconosciuta calamità. la facciata principale è rivolta verso l'abitato ed il campanile verso la Maiella. La facciata è a capanna. Sopra il portale vi sono due monofore. Il portale ha degli stipiti con decorazioni classiche. L'interno è a tre navate con endonartece. Tutte le pareti sono stuccate in stile tardo barocco. Chiesa di San Giacomo. È sita nella parte alta del centro storico. Nulla si sa di certo sulla sua costruzione. Distrutta parzialmente dolo l'ultima guerra mondiale, la chiesa fu interessata da un drastico intervento di restauro. La chiesa è in stile rinascimentale. Un timpano corona la facciata. Tre portali danno l'accesso alle rispettive navate. Il campanile è decorato da una cornice, il registro superiore è caratterizzato da una monofora per lato. Le navate sono separate da pilastri cui sono addossate delle paraste. Gli stucchi sono bianchi e dorati. Chiesa di San Camillo. È sita in Via Bellini. Trattasi di una chiesa privata della famiglia Piccone. Lo stile della facciata fa supporre che la chiesa sia stata costruita tra il XVII ed il XVIII secolo. Il finestrone che sovrasta il portale è in stile Barocco così come la cantoria della chiesa. La facciata ha profilo a capanna e dei mattoni rossi angolari. Il coronamento è composto da un timpano triangolare. Il portale è incorniciato da paraste. L'interno è a navata unica con volta a vela mentre le pareti sono stuccate in riquadri azzurri e bianchi. Chiesa di Sant'Agata. È sita in contrada Colle Zingaro sulla strada che porta a Roccascalegna. Fu costruita subito dopo la II guerra mondiale. Sulla lunetta che sovrasta il portale è raffigurata la santa.
COUNTRY HOUSE TORRICELLA PELIGNA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Torricella Peligna (Ch). Palazzo Persichetti. È sito in Corso Umberto I. È un palazzo nobiliare. Dallo stile della facciata prospiciente il corso si evince che il palazzo è stato costruito tra il XIX ed il XX secolo. I restauri del II dopoguerra hanno mantenuto lo stile originario. I muri esterni sono realizzati con mattoni nello stile bugnato. Le cornici dei portali seguono i piedritti. Il cornicione è poro aggettante. Agli angoli vi sono delle paraste. Il palazzo è suddiviso in tre piani. Palazzo Fallascoso. Sito in contrada Fallascoso, sul colle ov'è il piccolo centro abitato. Presenta le tracce di garitte agli angoli. Fontane monumentali a Torricella Peligna. Fonte Nuova: Sita lungo la Strada Provinciale Peligna. Fu costruita alla fine dell'Ottocento presso una sorgente d'acqua naturale. Fonte Sant'Agata: È stata costruita nella Via Comunale Torricella-Roccascalegna presso l'omonima chiesa, anch'essa risale alla fine dell'Ottocento dai devoti a Sant'Agata. Viene chiamata anche "Fonte delle Sese" (In italiano "Fonte delle Tette", "Fonte del Seno Femminile" per via che la santa è patrona contro le malattie del seno, per questo anticamente le donne di Torricella Peligna che erano carenti di produzione di latte dal loro seno erano atte a frequentare questa fontana) Fontana delle Coste: Quest'altra fontana è posta sulla Via comunale eponima. Pure questa fontana risale all'Ottocento per convogliare in essa le acque provenienti dalla Sorgente delle Coste. Ha delle decorazioni con cornici classiche e delle pietre raffiguranti delle rosette. Il lavatoio venne aggiunto negli anni trenta. Fontana del Roseto: Questa fontana è sita presso la Strada Comunale delle Rose. Fonte del Purgatorio: Quest'altra strada comunale ancora è sita nella strada omonima. Anticamente veniva usata per lavare la lana tosata che veniva portata ai lanifici di Taranta Peligna. La Fonte: È posta sulla Via Comunale La Fontana. La fonte fu costruita tra il XIX ed il XX secolo. Ha delle decorazioni a rosette ed una a mascherone.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' TORRICELLA PELIGNA (CH)
Cosa vedere a Torricella Peligna (Ch). Borgo medievale di Fallascoso: Chiesa di San Nicola. Risale al XVIII secolo quando fu costruita su dei ruderi di un palazzo medievale di cui non si notano molte tracce a parte un portale con arco ogivale sulla facciata principale. Ad ogni modo lo stile architettonico dell'edificio è del XIX secolo, epoca in cui la chiesa venne ricostruita o restaurata dopo una sconosciuta calamità. la facciata principale è rivolta verso l'abitato ed il campanile verso la Maiella. La facciata è a capanna. Sopra il portale vi sono due monofore. Il portale ha degli stipiti con decorazioni classiche. L'interno è a tre navate con endonartece. Tutte le pareti sono stuccate in stile tardo barocco. Palazzo Fallascoso. Sito sul colle ov'è il piccolo centro abitato. Presenta le tracce di garitte agli angoli. Sito archeologico di Juvanum: Presso la strada tra Torricella e Montenerodomo, in località Madonna in Palazzo, c'è il parco archeologico di Juvanum, città dei Sanniti Carecini del VII secolo a.C diventata municipio romano nel II secolo a.C. Rimangono anche i resti della base di una Abbazia medievale. Persone legate a Torricella Peligna: Vincenzo Tobia Nicola Bellini, compositore; John Fante, scrittore e sceneggiatore statunitense; Ettore Troilo, prefetto.
RIFUGI E BIVACCHI A TORRICELLA PELIGNA (CH)
Cosa vedere a Torricella Peligna (Ch) Chiesa di Sant'Antonio - Festa di Sant'Antonio. Si trova nel Rione S. Antonio.  Durante la guerra, la chiesetta venne  distrutta dai tedeschi.  La nicchia che accoglieva la statua del Santo rimase miracolosamente intatta. L’incarico di ricostruzione della chiesetta fu dato al muratore Antonio Fedele, il Biondo; riuscì a completarla nel 1960. Ci sono 4 vetrate artistiche, raffiguranti gli evangelisti, e una vetrata posta in alto dietro l’altare, con simbologia pane e vino, realizzate tutte dall’artista Federico Tamburi.  Ci sono altre 2 vetrate, da tempo realizzate, poste ai lati dell’altare, raffiguranti la Madonna col Bambino e il Santo col Bambino. Chiesa Maggiore di S. Giacomo Apostolo: Edificata intorno all’anno mille. Al suo interno si possono ammirare calici e ostensorio in argento del 1700 e, in fondo alla navata centrale, una tela raffigurante S. Giacomo, opera della pittrice Tilli, allieva del grande artista abruzzese Francesco Paolo Michetti. Chiesetta degli Alpini: Si trova all’interno del Paese nei pressi della Pineta. La costruzione della Chiesetta fu ideata dal Gruppo Alpini di Torricella nell’anno 1984. Il Sindaco dell’epoca, Ing. Mario Martinelli, si interessò al progetto ed insieme ad un Assessore Regionale ottenne dalla Regione un contributo che permise l’inizio dell’opera. Nell’anno 1988 il Comune di Torricella concesse l’area per l’edificazione che inizio nel 1989. Con i fondi a disposizione un’Impresa fu incaricata  di iniziare i lavori, ma la costruzione fu completata nel 2000 con la partecipazione volontaria degli stessi Alpini. Oltre alla Chiesetta in superficie fu costruita, al di sotto, la Sede Sociale degli Alpini. La Signora Argia di Prinzio, una bravissima pittrice, è stata invitata ad affrescare le pareti. L’inaugurazione avvenne nel luglio del 2000 e per l’occasione ci fu il raduno regionale degli Alpini con la presenza del Presidente, Maresciallo Capannoli. L’attuale Presidente del Gruppo Alpini di Torricella è Marziale D’Ulisse (il gestore del Bar “Penna Nera”).
Cosa vedere a Torricella Peligna (Ch) Chiesa di San Camillo: La Chiesa fu progettata, costruita, arredata e sovvenzionata nel 1855 dal sacerdote Don Vincenzo Piccone insieme alla sua famiglia. Mentre Don Vincenzo diceva messa, la famiglia prendeva posto sul balcone, chiuso da una gelosia, che connetteva la Chiesa e l'adiacente casa Piccone. Attualmente la Chiesa è aperta soltanto in alcune occasioni speciali. Clicca sul collegamento qui sopra per vedere alcune foto della Chiesa e la documentazione originale relativa alla sua costruzione. Stele ai Caduti di Tutte le Guerre: Si trova al termine di una scalinata all’entrata della Pineta.  E’ una stele che s’innalza su un cubo di marmo sormontata da una Vittoria Alata.  L’opera è dell’Arch. Lucci di Pennadomo, la recinzione del basamento in ferro battuto venne eseguita su disegno di Nicola Piccone di Torricella. Uno dei primi monumenti eretti in Abruzzo (1922) per ricordare i caduti delle guerre, i 150 morti nella prima guerra mondiale ai quali si aggiunsero poi un centinaio morti in Albania e in Russia durante la seconda guerra mondiale. Torre ai Caduti Civili della Seconda Guerra Mondiale: Ubicata nella “piazzetta", il punto piu’ alto del paese dietro la Chiesa Maggiore di San Giacomo Apostolo.  Ricorda il sacrificio delle 103 vittime civili morte durante l’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale.  Alta 20 metri, con basamento in pietra e recintata da una ringhiera artisticamente lavorata. Tramite una scala, si accede al belvedere per avere in premio uno straordinario panorama che spazia dalla Maiella all’Adriatico, dalla valle al lago del Sangro sino ai monti Molisani.
Le chiese a Torricella Peligna (Ch) Chiesa della Madonna delle Rose: Il santuario, costruito nel 1552 e situato nei dintorni di Torricella, è meta di pellegrinaggi il Lunedì di Pasqua e l'ultimo sabato di maggio. All'interno sono conservati un meraviglioso quadro di Cristo crocifisso e la statuetta della Madonna con Gesù Bambino definita miracolosa dai pellegrini. Chiesa di Sant’Antonio: Si trova nel Rione S. Antonio.  Durante la guerra, la chiesetta venne  distrutta dai tedeschi.  La nicchia che accoglieva la statua del Santo rimase miracolosamente intatta. L’incarico di ricostruzione della chiesetta fu dato al muratore Antonio Fedele, il Biondo; riuscì a completarla nel 1960. Ci sono 4 vetrate artistiche, raffiguranti gli evangelisti, e una vetrata posta in alto dietro l’altare, con simbologia pane e vino, realizzate tutte dall’artista Federico Tamburi.  Ci sono altre 2 vetrate, da tempo realizzate, poste ai lati dell’altare, raffiguranti la Madonna col Bambino e il Santo col Bambino. Casa Natale di Vincenzo Bellini, Senior: In questa casa l’11 maggio 1744 nacque Vincenzo Bellini Senior, maestro ed autore di opere musicali morto a Catania l’8 giugno 1829. La casa si trova su Corso Umberto I vicino alla Chiesa di San Giacomo Apostolo e la farmacia. “Sono fuori di me per dolore. E’ morto il mio caro nonno a cui ho dei più alti obblighi per avermi per tanti anni ritirato in sua casa ove ho appreso la maggior parte dei musicali dogmi.” Vincenzo Bellini, Junior. Casa Avita della Famiglia D’Amico: In questa casa avita su Via Roma e vicino alla Chiesa di San Giacamo nacque Domenico D’Amico (1819-1901), maestro d’arte. Lasciò numerose testimonianze del suo operare in Roma dove promosse e incoraggiò la presenza degli artisti abruzzesi. In 1991 il Comune di Torricella Peligna e l’Associazione Amici di Torricella posero una lapide in suo ricordo e dei suoi discendenti, Silvio D’Amico (1887-1955), rinnovatore del teatro italiano e fondatore dell’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, e Fedele D’Amico (1912-1990), insigne musicologo e marito della famosa sceneggiatrice, Suso Cechi D’Amico.
La Storia del paese di Torricella Peligna (Ch) L’archeologia coinvolge anche altre epoche e dà informazioni sull’età tardo antica e sul medioevo. È testimoniata con sicurezza una continuità di insediamento in tutta la vecchia area carecina, anche se contraddistinta da un processo di riassetto socio-economico, spesso con indici di generale declino rispetto all’epoca romana; questo avviene soprattutto nell’alto medioevo (cioè tra la caduta dell’impero romano d’Occidente nel 476 d.C  e l’anno 1000) ed in particolare per l’area compresa tra l’Aventino e il Sangro. Fra gli eventi storici più rilevanti di questo momento non bisogna dimenticare la guerra greco-gotica nel VI secolo, che vede il coinvolgimento strategico dell’Abruzzo, essendo al centro fra i possedimenti bizantini e goti, e trovandosi nell’area più vicina a Roma. Secondo la storia infatti, nell’inverno tra il  537 e il 538 d.C., nella lotta per la conquista di Roma, i bizantini e i goti sconvolsero l’Abruzzo con il loro conflitto. Una testimonianza archeologica di questi conflitti si riconosce nel ritrovamento di uno Spangenhelme ostrogoto, cioè di un elmo “a fasce” in rame dorato e ferro, rinvenuto in località Santa Lucia, tra Torricella Peligna e Roccascalegna, ben nascosto all’interno di un edificio tardo romano e testimone probabilmente della presenza di stanziamenti militari ostrogoti nella zona (oggi è conservato nel Museo del Castello di Crecchio). Ben osservabile nel nostro territorio, a livello insediativo, è il fenomeno dell’”incastellamento”, che portò alla progressiva formazione di abitati fortificati d’altura, con una massima espressione fra l’XI e il XII secolo. Il medioevo è dunque il momento in cui tutta l’area comincia ad assumere una disposizione degli insediamenti e una suddivisione dei territori, molto simile a come è oggi; i territori furono divisi in feudi e gestiti da importanti famiglie o dalle istituzioni ecclesiatiche, che ebbero un ruolo fondamentale nella riorganizzazione sociale, territoriale ed economica. In sostanza Torricella e i suoi territori da questo momento passeranno politicamente nelle mani di ricchi feudatari e religiosi, secondo una consuetudine che si tramanderà sino all’Unità d’Italia.
Il comune di Torricella è composto da Torricella e da numerosi altri distretti denominati. Ci sono trenta di questi distretti, vedi sotto. Alcune di queste aree sono chiamate "frazione", altre "contrada", "località" e "rione" .Non sappiamo che queste non sono indipendenti in alcun senso, forse sono sorti da piccoli insediamenti che nel tempo sono stati incorporati "comune". Non siamo ancora chiari sul significato o l'origine di queste parole. La Morgia: Maestoso masso calcareo di panoramica bellezza, si erge fra Gessopalena e Torricella Peligna. Ad essa sono legate varie antiche leggende, come quella di Ercole (cristianizzato in Sansone) che vi lasciò l’impronta del proprio ginocchio. E’ stata deturpata dopo l’ultima guerra in conseguenza dell’attività estrattiva di una cava. Nel 1997 questa “ferita” inferta dall’uomo è stata “guarita” da un artista greco, Costas Varotsos con un’opera in vetro alta circa 11 metri e larga 20. Monumento ai Martiri di Sant’Agata: Nel dicembre del 1943 alcuni gruppi  famigliari di Torricella Peligna si erano rifugiati nella frazione di Santa Giusta.  Dopo qualche scaramuccia con i tedeschi, abbandonarono in massa S. Giusta e occuparono alcune masserie abbandonate di S. Agata, frazione di Gessopalena.  La mattina del 21 gennaio 1944 i tedeschi li presero, li ammucchiarono in un locale e li ammazzarono quasi tutti: 43 persone.  Si salvarono una ragazzina sedicenne, Nicoletta Di Luzio, e il suo fratellino Antonio di 10 anni. Fontana delle Rose: La Fontana delle Rose, semplice costruzione, immersa in piena campagna a ridosso di un ombreggiato fossato, raccoglie le acque sorgive che vengono convogliate nei lavatoi pubblici, impianti destinati alla lavatura a mano degli indumenti. Costruita nel 1862, per volontà dall’allora Sindaco Persichetti Camillo, dista 2 km dal paese. Per le donne di Torricella, nel passato, la Fontana delle Rose rappresentava non solo una sorgente dalle acque limpide fresche ed abbondanti, ma anche un luogo d'incontro e d'aggregazione, dove poter commentare gli ultimi avvenimenti del paese. La fontana era frequentissima, specialmente, quando, in primavera, la strada di campagna che vi ci conduce diventava un via vai di donne con in testa cesti ricolmi di biancheria, sottoposta precedentemente al tradizionale lavaggio con la cenere (la culate). Dopo il naturale candeggio gli indumenti avevano bisogna di un copioso risciacquo in acque limpide e abbondanti che solo La Fontana delle Rose poteva offrire. La biancheria, così trattata, si arricchiva del bianco candore e del profumo della natura. Lo sciabordio degli indumenti nelle limpide acque e lo stormire del fitto fogliame mosso dal vento, andavano a fondersi con il canto delle donne che, in coro, intonavano le più belle melodie paesane.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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