Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Torrebruna (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Torrebruna (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI TORREBRUNA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di TORREBRUNA (Ch) (m. 857 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Torrebruna: 41°52′N - 14°32′E
     
  CAP: 660 -  0873 -  0873.952139  - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI TORREBRUNA 0873.952131  0873.952473    0873.952131 - 83000550695 - 00254460694
Raggiungere Torrebruna:  Satzione: Chieti   Aeroporto d'Abruzzo a 104 Km.  Uscita: Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo
 
HOTELS ED ALBERGHI TORREBRUNA (CH)
* HOTEL DANENZA
Vico Del Popolo, 8 - 66050 Torrebruna (Ch)
tel. 0873 952146
 Servizi offerti dalla struttura










RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE TORREBRUNA (CH)
Origine del nome di Torrebruna (Ch) Non si conoscono con esattezza le cause che hanno dato origine al nome del paese. La leggenda racconta che il nome di Torrebruna abbia avuto origine da un'antica Torre posta nel punto più alto dell'abitato abbrunita dal tempo. Esiste, sempre in leggenda, un'altra versione in proposito: si racconta cioè che detta Torre fosse abitata da una nobildonna chiamata Bruna, per cui veniva chiamato "Torre di Bruna" e poi, man mano, si è trasformato in Torrebruna. Inoltre, si dice, che i pochi abitanti di allora della vicina Guardiabruna fossero di guardia alla donna predetta e quindi quel nucleo abitativo veniva a costituire la Guardia di Bruna e così venne fuori, col tempo il nome di Guardiabruna.
CAMPEGGI TORREBRUNA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Torrebruna (Ch) Borgo fortificato di Torrebruna. Il primo impianto risale al XIII secolo con trasformazioni nel XVIII secolo. L'impianto del borgo è costituito ad anelli concentrici nel cui punto più elevato è posta la chiesa parrocchiale. Il borgo era posto a sorveglianza del tratturo Ateleta-Biferno e del Passo Forca delli Colli e verosimilmente aveva una torre di avvistamento con tanto di recinto che man mano, forse, ha assunto i connotati di una forma urbana con un primitivo centro che era sito tra Via Orientale e Largo della Torre. Della cinta muraria attualmente si conserva la porta "da piedi" o Porta della Mirella e le case-mura di Via Orientale con torre circolare con mura a scarpa risalente al 1320 simile alle torri di Monteodorisio. Nonostante vari dissesti geologici nel XIX secolo che hanno portato susseguentemente a varie demolizioni il borgo mantiene ancora una certa compattezza ed integrità negli isolati, nei vicoli e nei sotto-portici. Borgo fortificato di Guardiabruna: Il primo impianto risale al XVI secolo con trasformazioni nel XVIII secolo. Il palazzo fortificato di Guardiabruna è posto in cima su una rupe scoscesa sul lato meridionale. Altri monumenti d'interesse del borgo sono i resti dell'ex chiesa benedettina di Santa Vittoria. Il palazzo fortificato, dei Piccirilli, è in stile barocco forse frutto di una trasformazione di un insediamento medievale e di un eventuale monastero fortificato. Il palazzo, nel lato meridionale è costituito da murature e contrafforti edificati direttamente sulla roccia influenzati dalla forma della rupe. Il lato sud-ovest è caratterizzato da una torre, mentre il lato opposto, presso il cortile, è contraddistinto da fuciliere. Le case poste intorno al palazzo ed al lato nord-ovest delimitano il perimetro del borgo, ove l'ex chiesa di Santa Maria Vittoria doveva svolgere la funzione di avamposto. Alcune aperture designavano probabilmente un ruolo di controllo e di difesa dell'edificio con vani stretti e di passaggio. Dei sotterranei, dei luoghi adibiti a carcere delle volte e dei dipinti murali nelle cucine stuccate nel piano nobile completano la descrizione del palazzo.
VILLAGGI TURISTICI TORREBRUNA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Torrebruna (Ch) Ruderi della chiesa di Santa Vittoria. È sita in Piazza Santa Vittoria. Una tradizione la vuole assegnata dall'abbazia di Montecassino ipotesi avvalorata dal fatto che la frazione di San Benedetto si vuole che esistesse un monastero dedicato al fondatore dei benedettini. Tra i resti è da menzionare un capitello in calcare locale dell'XI-XIII secolo. L'interno era a navata unica. Chiesa della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo. È sita in Piazza del Duomo. È stata costruita nel XVII secolo con trasformazioni nel XVIII e XIX secolo. La torre campanaria, terminata nel 1766 è stata demolita nel 1951 per essere ricostruita al termine degli anni novanta. La chiesa è stata frutto di vari lavori di consolidamento della facciata e della decorazione interna. La scalinata d'accesso è stata ricostruita nel 1853. Le facciate esterne sono in muratura con conci in pietra. L'interno, a navata unica, è stato intonacato e stuccato nel XVIII e nel XIX secolo. Inoltre all'interno vi è un organo ligneo dorato e dipinto del XVIII secolo costruito da Antonio Ciavarelli posto su di una cantoria lignea sorretta da una bussola il prospetto è ad un'unica campata con profilo piatto costeggiato da paraste e decorazioni floreali, il cornicione è decorato mediante un festone. L'organo è stato restaurato nel 1932. La cappella di San Rocco costruita nella seconda metà del Seicento al cui interno è conservata la statua di San Rocco. La chiesetta Alpina "Madonna delle Nevi" realizzata dal Gruppo Alpini di "Torrebruna" in località Sant'Onofrio.
AFFITTACAMERE TORREBRUNA (CH)
Manifestazioni ed eventi a Monumenti e luoghi d'interesse a Torrebruna (Ch) febbraio: sfilata di carri allegorici; luglio: anniversario inaugurazione chiesetta alpina; Prima decade di agosto: Sagra del Tartufo di Torrebruna; agosto: gara ciclistica "Juniores"; agosto: passeggiata ecologica; agosto: Festa della Montagna; 16 agosto: festa in onore di S. Rocco, patrono di Torrebruna; 5 ottobre: festa in onore del patrono S. Placido; 14 e 15 settembre: Festa patronale di Guardiabruna. Manifestazioni ed eventi a Guardiabruna, frazione di Torrebruna (Ch) 14 15 16 settembre: Festa patronale di Guardiabruna - Santa Vittoria (romana) e San Gaetano; 4 e 5 agosto Sagra Fsill e Pallotte Casce e Ov.
BED & BREAKFAST TORREBRUNA (CH)
Guardiabruna è una frazione di Torrebruna. Fa parte, insieme al capoluogo comunale, della provincia di Chieti in Abruzzo e della Comunità montana Alto-Vastese. Guardiabruna, sita a pochi chilometri dal capoluogo comunale di Torrebruna, Guardiabruna si poggia sulla cima di un rilievo appenninico, il che le consente di godere di un panorama variegato: verso sud si ha la vista della sottostante Valle del Trigno (segnante il confine fra le regioni di Abruzzo e Molise ) e della provincia di Campobasso che la fronteggia dall'altro lato del fiume trigno, verso nord si stagliano i contorni appenninici caratteristici delle zone montane d'Abruzzo e, verso est, particolarmente nei giorni estivi, si delinea il panorama di una parte di costa adriatica.
CASE PER VACANZA TORREBRUNA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse Guardiabruna, frazione di Torrebruna (Ch) Borgo fortificato di Guardiabruna. Il Borgo fortificato di Guardiabruna è arroccato su un ripido rilievo dove il Palazzo baronale Piccirilli domina da uno sperone di roccia a strapiombo il nucleo più antico del villaggio. Da qui si aveva un diretto controllo del territorio verso la valle del Trigno e le mulattiere che risalivano in direzione del Tratturo Ateleta-Biferno. La struttura di Palazzo Piccirilli si presenta con la sua imponenza nel lato Sud, con murature e contrafforti costruiti direttamente sulla roccia e punti d'affaccio che mal si prestavano a funzioni abitative e che testimoniano la funzione di controllo o di difesa dell'edificio. In questo lato, spicca per la sua possanza l'angolo Sud-Ovest, che si configura come una vera e propria torre a base quadrata. Nel lato opposto di Nord-Ovest si possono osservare ancora oggi le fuciliere per la difesa. La parte nobile conserva delle pregevoli volte con cornici in stucco, l'antica cucina in muratura ed interessanti dipinti murali con motivi vegetali. Nei sotterranei, alcune stanze erano adibite a luoghi di detenzione. Le case, disposte in circolo di fianco al Palazzo e nel lato Nord-Ovest, completano il perimetro del borgo fortificato dove l'ex chiesa benedettina di Santa Vittoria doveva svolgere un ruolo di primo piano quale avamposto.  Ruderi della chiesa di Santa Vittoria. È sita in Piazza Santa Vittoria. Una tradizione la vuole assegnata dall'abbazia di Montecassino ipotesi avvalorata dal fatto che la frazione di San Benedetto si vuole che esistesse un monastero dedicato al fondatore dei benedettini. Tra i resti è da menzionare un capitello in calcare locale dell'XI-XIII secolo. L'interno era a navata unica. Le Morge , rocce caratteristiche che sovrastano la piazza principale del paese, Piazza Aia della Porta, ed il sottostante parco dedicato alla memoria dei caduti e degli emigranti.
APPARTAMENTI PER VACANZA TORREBRUNA (CH)
La storia di Guardiabruna, frazione di Torrebruna (Ch) L'origine militare della localizzazione sarebbe confermata dallo stesso toponimo, di ascendenza germanica dal sostantivo warte ossia guardia, vedetta, osservatorio, la cui applicazione toponimica deriva senza dubbio dalla terminologia militare e presenta nell'ambito della diocesi triventina anche in guardia e S.Maria de guardia riferiti alle decime del 1309. L'uso in accoppiamento con il tardo latino burnus, a sua volta dal germanico bruna per colore scuro o viola, specifica invece un tipo di associazione aggettivale che si ritrova in modo similare nel contiguo toponimo di Torrebruna. In ambedue i casi, e in associazione con altri elementi territorialmente indicativi come le fare, essi possono in qualche modo ricollegarsi agli effetti dell'occupazione longobarda della regione e, indirettamente, confermare una possibile origine altomedievale dell'insediamento o, quantomeno di una primigenia postazione militare, sia essa torre o castello. L'occupazione del sito è comunque di per sé da considerarsi molto anteriore se tiene conto del ritrovamento, al di sotto della scuola, dei resti di un mosaico pavimentale. In ogni caso negli Archivi Angioini si accenna all'abitato nella formulazione distaccata, e corretta, di Guardia Bruna durante il corso del XII secolo. Tale formulazione è confermata dallo stesso Lorenzo Giustiniani nel suo dizionario geografico regionale del Regno di Napoli, allorché riferisce come signora di Guardiabruna fosse Bartolomea figlia di Filippo di Latro castri Jonathe et mediatis castri Guardiae Brunae. La comunità di Guardiabruna, e la sua consistenza, risulta inoltre dalla numerazione dei fuochi documentata a partire dal 1532 con 28 fuochi per poi salire a 32 nel 1545 e a 34 nel 1561, per poi discendere a 22 nel 1648 e infine a 19 nel 1669. A quei tempi Guardiabruna veniva collocata in quello che allora era il Contado del Molise. L'ultima famiglia che detenne Guardiabruna come feudo, fino alla eversione della feudalità, fu quella dei Piccirilli. L'autonomia amministrativa di Guardiabruna è cessata nel 1812, quando l'abitato fu aggregato, come frazione, al nascente comune di Torrebruna.
CASE PER LE FERIE TORREBRUNA (CH)
La Comunità montana Alto Vastese era stata istituita con la Legge regionale 3 settembre 1976, n. 50della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata accorpata alla Comunità montana Montagna Sangro Vastese dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. La Regione Abruzzo ha abolito la nuova Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Comunità montana Alto Vastese, la cui sede era situata nel comune di Torrebruna, comprendeva otto comuni della provincia di Chieti: Carunchio, Castelguidone, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Fraine, San Giovanni Lipioni, Schiavi di Abruzzo e Torrebruna.
COUNTRY HOUSE TORREBRUNA (CH)
Il Comune di Torrebruna (Ch) Torrebruna è un piccolo centro in Abruzzo, provincia di Chieti, situato alle pendici degli Appennini a 857 metri sul livello del mare. Il paese sorge a ridosso della montagna, detta “di Torrebruna”, a sud-est dei colli Carunchina e Civitella in una posizione dominante la vallata del fiume Trigno ed un rilevante territorio della provincia di Campobasso nel Molise. Dalla cima della montagna, 1150 metri di altitudine, si gode un panorama di incomparabile bellezza: l’ampia distesa del fiume Trigno, numerosissimi paesi di una parte del Molise, il Gargano, l’azzurro mare Adriatico con le stupende isole Tremiti. A nord-ovest si ergono le cime della Maiella e innumerevoli altri monti e colli coperti da fitta vegetazione. Torrebruna si colloca in una posizione geografica particolarmente felice in quanto può collegarsi, in breve tempo, con le zone costiere e con quelle delle più alte montagne. Se vi trovate in gita nei pressi di questo paese non potete certo lasciarvi sfuggire una visita alla chiesa parrocchiale della Trasfigurazione, esempio di arte barocca al cui interno spicca un antico organo ligneo. Ogni anno ad agosto si svolge la sagra del tartufo che ha assunto un ruolo di richiamo per il paese. Le origini di Torrebruna si perdono nella notte dei tempi. La presenza di insediamenti umani durante le guerre sannite e fino alla colonizzazione romana è testimoniata dal ritrovamento dei resti di un arcaico centro commerciale a S. Maria del Canneto, dalla presenza di ruderi di una villa romana in località “Inforchie Vecchie” di Castelguidone, dal ritrovamento di una scultura virile in bronzo nei pressi di S. Giovanni Lipioni, dalla scoperta della tomba del “guerriero sannit” in località Calvario e dai resti di molte tombe rinvenuti in località Vigne Vecchie, Cupello, S. Angelo, S. Rocco nel territorio di Torrebruna. Tracce della dominazione longobarda sono riscontrabili anche in alcuni termini “trocco”, “bruno”, “guardia” dal germanico “warte”. Con il progressivo affermarsi della regola benedettina cominciarono a sorgere i primi monasteri.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' TORREBRUNA (CH)
Il Comune di Torrebruna (Ch) La presenza di gruppi di monaci lungo il fiume Trigno è documentata dai resti di una chiesa su cui venne poi edificata Santa Maria del Canneto. Questo complesso monastico ha svolto un ruolo di notevole importanza nel corso dei secoli e ad esso più che agli altri ha fatto riferimento Torrebruna, i cui abitanti tuttora raggiungono a piedi il santuario in occasione di alcune ricorrenze. Durante il regno angioino si costruirono e si riadattarono centri fortificati, castelli e torri che portarono al lento decadimento delle abbazie. A questo periodo, infatti, risale lo sviluppo di una fitta rete di castelli, torri e centri fortificati da Palmoli a Carunchio, Montazzoli, Castiglione, Torrebruna e Guardiabruna, posti a guardia di passaggi fluviali e transcollinari. Queste fortificazioni erano fuori dei centri abitati. La prima testimonianza scritta riguardante Torrebruna risale al 1272, quando la terra apparteneva ad Odorisio di Sannibaldo, come si rileva dalla intimazione fatta dal re Carlo D’Angiò a tutti i feudatari del suo regno. Tra la fine del XIII secolo e l’inizio del successivo i vari territori dell’entroterra vastese confluirono nel feudo Caracciolo. Torrebruna viene di nuovo citata nel 1441, anno in cui Marino Caracciolo sposa Maria di Sangro divenendo, così, signore di molte terre nell’Abruzzo Citra, delle quali ebbe l’investitura dal re Alfonso D’Aragona (8 maggio 1441). Gli eredi di Marino Caracciolo dominarono queste terre fino al 1764, anno in cui morì Cosima Caracciolo e si estingueva, così, la dinastia dei Caracciolo. Successivamente vi si affermò il dominio dei D’Avalos, infatti il Ducato di Celenza, di cui faceva parte Torrebruna, passava a Carlo Cesare D’Avalos, figlio di Andrea e Cosima Caracciolo. Agli albori del XIX secolo, epoca dell’occupazione francese, Torrebruna era una terra in Provincia di Abruzzo Citeriore compresa nella diocesi di Trivento e posseduta dal barone D’Avalos, duca di Celenza. A questi succedette il principe Pignatelli, di cui esiste ancora lo stemma sia al di sopra del portale della Chiesa Parrocchiale sia alla base della Croce in Corso Piano Madonna. Con l’abolizione del regime feudale -legge 2-8-1806 di Giuseppe Bonaparte- Torrebruna, come altri comuni dell’Abruzzo e del Molise, dovette lottare per acquisire diritti su beni e servizi che i baroni precedentemente avevano usurpato, tra cui i beni ecclesiastici di patronato feudale e i beni del demanio comunale. I nuovi ordinamenti napoleonici impongono la riorganizzazione amministrativa: ad UNIVERSITA’ subentra il termine COMUNE (la Comune). Torrebruna faceva parte del circondario di Celenza su Trigno. Il corpo amministrativo era formato da persone scelte tra i capi famiglia che avevano una certa rendita. Nel 1811 la provincia fu divisa in tre distretti: Chieti, Lanciano, Vasto, quest’ultima a sua volta si articolava in 8 circondari tra cui quello di Celenza, costituito da 6 comuni, tra questi anche Torrebruna.
RIFUGI E BIVACCHI A TORREBRUNA (CH)
Il Borgo Fortificato di Guardiabruna (CH) Tipologia: Cerchia urbana con palazzo fortificato. Ubicazione: Centro storico di Guardiabruna (Torrebruna, CH). Utilizzazione: Fruibile, adibito ad abitazioni, attività commerciali e servizi. Epoca di costruzione: Primo impianto: XVI secolo; aspetto dopo le trasformazioni: XVIII secolo. Stato di conservazione: Pessimo stato di conservazione per il palazzo fortificato, mediocre per la chiesa annessa ed il borgo fortificato. Descrizione del Borgo fortificato di Guardiabruna. Il palazzo fortificato feudale di Guardiabruna costituisce l’elemento sommitale “sul vertice d’un affioramento roccioso” del borgo e quindi collocato a picco della rupe scoscesa sul lato Sud. Inoltre, come scrive V. Furlani (cfr. bibliografia): «Le corti interne ed esterne nonché l’avancorpo settentrionale sembrano indicare le ultime tracce di una struttura primitiva a carattere castellato o quantomeno di palazzo fortificato». In questo luogo si aveva un diretto controllo del territorio verso la valle del Trigno delle mulattiere che risalivano in direzione del Tratturo Ateleta-Biferno presente in quest’area del Vastese. Nel borgo la parte più elevata presenta oltre il palazzo fortificato “Piccirilli” con la chiesa annessa di Santa Vittoria i notevoli resti architettonici della ex chiesa benedettina di Santa Vittoria (cfr. scheda Resti del monastero di Santa Vittoria). Non è agevole per mancanza di indagini archeologiche urbane, oltre che per la scarsità di documentazione archivistica dire se il borgo munito di opere difensive sia sorto seguendo le vicende dell’insediamento benedettino ancora esistente nel XVIII secolo. Di conseguenza la costruzione del palazzo fortificato dei Piccirilli con caratteri marcati del “barocco maturo” (V. Furlani, Studio e progetto di fattibilità, cfr. bibliografia) ha probabilmente contribuito alla radicale trasformazione dell’insediamento medievale e di un eventuale monastero fortificato. La separazione oggi esistente tra l’ex chiesa di Santa Vittoria ed il palazzo Piccirilli deve essere il frutto di una riorganizzazione urbana che forse ha cancellato i resti delle strutture abitative e del cortile-chiostro dell’insediamento benedettino di cui rimangono possibili tracce nel cortile antistante del palazzo feudale e nel Largo Santa Vittoria. La struttura del palazzo dei Piccirilli si presenta con la sua imponenza nel lato Sud con murature e contrafforti costruiti direttamente sulla roccia e con profili e rientranze delle mura condizionati dal profilo roccioso del sito. In questo lato spicca per la sua possanza l’angolo Sud-Ovest dell’edificio, che si configura come una vera torre a base quadrata. Nel lato opposto (Nord-Ovest) di fianco al cortile un avancorpo si notano ancora oggi le fuciliere per la difesa da fiancheggiamento, forse la memoria dell’antico uso militare. Le case disposte in circolo di fianco al palazzo e nel lato Nord-Ovest completano il perimetro del borgo fortificato, dove l’ex chiesa di Santa Vittoria doveva svolgere un ruolo di primo piano quale avamposto.
All’interno del palazzo alcuni punti d’affaccio testimoniano ancora la funzione di controllo o di difesa dell’edificio con ambienti stretti e di passaggio, che mal si prestano a funzioni abitative. Inoltre va ricordata anche la presenza nei sotterranei di alcune stanze adibite a luoghi di detenzione. Nella parte nobile, pregiudicata da un intervento di ristrutturazione che ha causato non pochi danni, si conservano ancora delle pregevoli volte con cornici in stucco, l’antica cucina in muratura ed interessanti dipinti murali fitomorfi ed a soggetto paesaggistico.
Cenni Mitologici sulla Fonte di San Giuseppe di Turrebruna (Ch) Nelle valli di Aprilia, lontano dai rumori, i Rutuli veneravano Giuturna, ninfa delle acque sorgive. Virgilio nell'Eneide sottolinea l'importanza delle acque di Aprilia e Ardea, le quali protette da numerose divinità, rendevano fertile questo territorio, appartenete ai rutuli. Tra i principali personaggi, oltre a Turno, il loro Re, primeggiava Giuturna (ninfa delle acque sorgive) e a questo proposito gli storici parlano delle straordinarie virtù della fonte Giuturna usata da Giunone, per immergersi e mantenere il suo corpo giovane e bello. Il rinvenimento di numerose terrecotte raffiguranti parti del corpo umano, deposte presso alcune sorgenti (ivi fonte S. Giuseppe) con proprietà curative, fa pensare ad avvenute guarigioni. Valido esempio è l'acqua acetosa, frizzante, diuretica, digestiva, e gradevole S. GIUSEPPE. Una fitta rete di vene sotterranee alimenta numerose polle sorgive, una di queste è la fonte omonima, la quale, localizzata in territorio apriliano, è raggiungibile dalla pontina Vecchia, seguendo il tracciato viario interno denominato Torre Bruna. La fonte si trova in un intima vallata immersa nel verde di Torrebruna. Qualche visitatore beve ancora direttamente alla fonte, come si faceva originariamente ma, è cosa ardua imbottigliare l'acqua usufruendo delle numerose fontanelle a disposizione, grazie all'utilizzo di tubazioni e rubinetti di ultima generazione interamente in acciaio inox. Inoltre è consigliabile conservarla a temperatura ambiente, per un migliore risultato e per la gradevolezza di una buona e salutare bevuta di acqua, creata da Madre Natura.
Monastero di Santa Vittoria in Guardiabruna (CH) Tipologia: Resti architettonici e artistici con chiesa a navata unica. Ubicazione: Piazza Santa Vittoria – loc. Guardiabruna, Comune di Torrebruna (CH). Utilizzazione: Resti fruibili. Epoca di costruzione: «L’edificio religioso intitolato a Santa Vittoria, ormai ridotto allo stato di rudere, era la sede della parrocchiale di Guardiabruna. La tradizione vuole che sia stata una dipendenza dell’abbazia di Montecassino ed il collegamento non è da escludere in quanto diversi insediamenti dal nome Guardia figurano tra le dipendenze della famosa abbazia. L’ipotesi trova ulteriore appoggio nell’esistenza della frazione San Benedetto al di sotto dell’abitato, dove si vuole che esistesse un monastero intitolato al fondatore dell’ordine benedettino.  Tra i pezzi architettonici superstiti spicca un capitello in pietra calcarea locale databile all’XI-XII secolo.» Stato di conservazione: Cattivo stato di conservazione dei cospicui resti della chiesa monastica. Rischio di perdita di manufatti lapidei erratici. Antologia: «Guardia-Bruna, terra in Contado di Molise compresa nella diocesi di Trivento distante da Campobasso miglia 18. Con errore si è da altri situata nella provincia di Chieti, dalla quale città è lontana miglia 46 in circa. I suoi abitanti ascendono a 250. Nel 1532 la tassa de’ fuochi fu di 28, nel 1545 di 32, nel 1561 di 34, nel 1595 di 22, nel 1648 di 16, e nel 1669 di 19. Vi è un abadìa curata. Il suo territorio non è molto atto alle produzioni, essendo situata in un monte, e si tiene in feudo della famiglia Piccirilli. Ritrovo che Bartolommea figlia di Filippo Latro fu padrona castri Jonathe et medietatis castri Guardie Brune».
Torrebruna (Ch)- sagra del tartufo. Ogni anno, dal 1996, nella prima decade di agosto, l'Associazione Ecologica "CORVARA", con il patrocinio del comune di Torrebruna, della Provincia di Chieti e della Regione Abruzzo, cura l'organizzazione della sagra del tartufo nero. L'evento culturale-gastronomico ha assunto un livello di rilievo tra le manifestazioni estive dell'intero comprensorio. L'apertura degli stand avviene alle ore 19,00 con degustazione di prodotti tipici rigorosamente conditi con il tartufo locale. In caso di pioggia la manifestazione si svolge al coperto. Nel corso della sagra, fiera dei prodotti tipici e artigianato. Tutte le sere, musica dal vivo. In caso di maltempo, l'evento si svolge al coperto. L’edizione si terrà dall'8 al 12 agosto 2017.  Apertura stand ore 19,00. Prelibatezze proposte: bruschetta al tartufo,  Ravioli al tartufo, Risotto di farro con porcini e tartufo, Reale di vitello al tartufo, Medaglione di maiale al tartufo, Formaggio arrosto con tartufo, Ricottina al tartufo, Cantuccini e Gambrinus. Per ulteriori informazioni : Comune tel.0873952131 - 368-7200652 - www.associazionecorvara.it/
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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