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Dormire a Torre de' Passeri

Pescara > Ospitalità nel pescarese
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI TORRE DE' PASSERI (PE)
 
Ospitalità nel Paese di TORRE DE' PASSERI (Pe) (m. 172 s.l.m.)
     
  CAP: 65029  - 085 -  085.888 4752   - Da visitare:   
 MUNICIPIO DEL PAESE DI TORRE DE' PASSERI:  085.8884321  085.8884640     334.1292225 - C. F.: 00192970689  
Raggiungere Torre dè Passeri: (Satzione Torre De' Passeri)   (Uscita Torre De' Passeri/CasauriaAeroporto d'Abruzzo a 34 Km.
 
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Torre de' Passeri. Una Perla nel pescarese. Tutto nasce dalla vecchia Bectorrita: Il definitivo nome "Torre de' Passeri" deriva dal più antico "Turris Passum" (Torre del passo), col quale veniva indicata una torre collocata nei confini dell'Abbazia di San Clemente a Casauria. La torre sorgeva nel punto in cui il fiume Pescara di divideva in tanti ruscelletti, che potevano essere attraversati con un passo o poco più. Di notte vi si accendeva un lume per facilitare i viandanti nell'attraversamento, che doveva essere pagato con un pedaggio. Dalla vasta documentazione casauriense, emerge che precedentemente al Monastero esisteva una villa e un casale chiamati "Bectorrita" o "Vectorrita", che Romano, il primo Abate, inglobò nel Monastero tra gli anni 873 e 882, tramite acquisizioni e donazioni. Successivamente, nel X secolo, il processo di "incastellamento", che riguardò tutta l'Italia, investì anche il territorio di Bectorrita e quello in cui operava il Monastero. Lo sviluppo sociale, ma soprattutto le scorrerie saracene resero necessarie l'accentramento dei territori in un sistema che avesse prevalentemente ruolo difensivo. Ci fu quindi un'innovazione territoriale, che permise uno sviluppo economico e sociale; ma la formazione di castelli abbaziali, dati dall'accorpamento delle ville e dei casali, era dettata soprattutto dalla necessità di pianificazione economica e strutturazione del potere abbaziale rispetto alle iniziative di quello signorile laico. Un primo riscontro documentario dell'incastellamento di Bectorrita si ha nel 992, ma l'accertamento è del 1005 con la penetrazione di Bernardo di Liuduino, che permutò con l'Abate diversi terreni che aveva nel territorio pennese. Secondo i cronisti dell'epoca, quei territori però tornarono nelle mani del MOnastero, poichè lo stesso Bernardo si fece monaco nell'Abbazia di Casauria, morendovi di vecchiaia.
RESIDENZE - RESIDENCE A 
La storia di Torre dè Passeri (Pe) Nel 1035 l'Abate diede in concessione dei terreni alla famiglia Sansonesca, con l'impegno per quest'ultimo di non fare costruzioni nel territorio dell'Abbazia senza il consenso dell'Abate stesso. Lo scopo era quello di preservare "l'isola" del Monastero da insediamenti signorili. Ma per tutto l'XI sec. la famiglia dei Sansoneschi riesce ad avere le terre del Monastero e ad imporsi come una delle più importanti signorie territoriali della zona. Quindi nel 1111 il "Castrum Bectorrite" è in piena terra Sansonesca, e nel 1150 nei registri dei feudi della casata viene elencata "Turris Passerum". E' in questo periodo che si ha il passaggio del nome, per cui con "Torre de' Passeri" si cominiciò a intendere l'antica "Bectorrita".
CAMPEGGI - CAMPSITES A 
Castello dei Gizzi a Torre dè Passeri (Pe) Costruito nel sec. XVIII° su resti più antichi da Smeralda Mazzara. Ora sede dell’Istituto di Ricerche su Dante fondato da Corrado Gizzi. Da vedere il Museo dantesco, la Biblioteca Caldora, eventuali mostre temporanee, la torre, il parco di 8 ettari e il panorama.  Telefono: 085.8884220 e 8884239.
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La Casa di Dante in Abruzzo a Torre dè Passeri (Pe) Il primo nucleo dell'attuale Castello è da ubicarsi nella zona sottostante alla odierna fabbrica, a ridosso della collina che sovrasta il paese. Ciò è confermato da vari elementi architettonici che ne fanno presumere la nascita intorno all'anno Mille, come risulta dalla lettura del Chronicon Casauriense. Infatti l'abbazia di San Clemente a Casauria era fornita di un complesso di torri e fortificazioni a sua difesa, nella zona del fiume Pescara, e tra queste quella di Torre de' Passeri, destinata a segnalazione e sorveglianza della via Valeria Claudia. Tracce di fortificazioni e di elementi gotici, come l'ingresso a sesto acuto, nella zona della cantina, sono gli unici elementi architettonici che oggi ci permettono di verificare questa ipotesi. Altra prova inconfutabile di questa osservazione ci viene dalla lettura del portone principale dell'abbazia di San Clemente, dove è raffigurata la torre dell'attuale Castello. Castello che nasce per volere della famiglia Mazara di Sulmona, sotto l'egida della marchesa Smeralda, che dà inizio ai lavori il 17 dicembre 1719. La fabbrica del Castello è da ritenersi una ristrutturazione più che costruzione ex novo, poiché si ricostruisce sulle fondamenta di uno più vetusto e sfrutta gli apparecchi murari della vecchia torre daziaria.
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La casa di dante a Torre dè Passeri (Pe)  Il complesso, vincolato dal Ministero per i Beni Culturali, si compone del Castello vero e proprio e di una dépendance, di un fabbricato adibito a cantina, un vasto parco e al suo interno un sistema di fontane, ora distrutte, che servivano una conceria, una pescheria e un'osteria. Il Castello o "casa palaziata", così com'è definito negli atti del catasto onciario, è composto da quattro livelli, di cui i primi due, interrato e seminterrato, erano adibiti alla trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli. Al piano terreno e al piano nobile sono localizzati gli ambienti di rappresentanza e residenza. Si evidenzia il cortile stuccato e pieno di decori, il grande portale di pietra, sormontato da un balcone su cui campeggia lo stemma dei marchesi Mazara, e una serie di cinque archi continui medievali aperti in un muro di cinta. All'origine esisteva un'altra sopraelevazione abbattuta in seguito ai danni subiti dalla fabbrica nel sisma del 1915. Nel suggestivo piazzale sono sistemati un sarcofago del IV secolo a.C. e due rocchi di colonne dell'epoca imperiale. Da esso si accede in uno spazioso belvedere il quale continua in un ampio viale, limitato da una parte da un filare di alberi, dall'altra da un'alta costa tufacea costellata di grotte. Il viale si snoda in un parco di sette ettari, sboccando in una piazzetta del paese, per mezzo di un cancello settecentesco. Acquistato dalla famiglia Gizzi nel 1967 e ristrutturato dalle fondamenta, dal 1979 è sede dell'Istituto di Studi e Ricerche Casa di Dante in Abruzzo, fondato legalmente a Pescara il 28 dicembre 1979, nello studio del notaio Francesco Anchini, da Corrado Gizzi, Ermanno Circeo, Luigi Iachini Bellisarii, Piero De Tommaso, Dante Marramiero e Giuseppe Profeta.
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Via Del Palazzo, 30 - 65029 Torre dè Passeri (Pe)
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La casa di dante Alighieri a Torre dè Passeri (Pe) L'istituto ha lo scopo precipuo, come vuole lo Statuto, di diffondere l'opera e il pensiero di Dante, grazie all'apporto dei maggiori dantisti nazionali e internazionali. Agisce da Pescara per tutta la regione. È presieduto da Francesco Mazzoni, Presidente della Società Dantesca Italiana, e amministrato da un Comitato scientifico e da un comitato esecutivo, di cui fanno parte docenti e studiosi delle quattro province d'Abruzzo. Sulle orme delle città dantesche, come Firenze, Ravenna e Roma, e di altri centri di rilevante espressione civile, promuove dibattiti, convegni, tavole rotonde e conferenze, allo scopo non solo di suscitare in Abruzzo l'interesse per il sommo poeta, ma di far sì che la Regione possa degnamente affiancarsi a quelle culturalmente più avanzate. L'attività della Casa di Dante in Abruzzo ha avuto inizio nel 1980, con una conferenza di Giorgio Petrocchi, a Pescara, sul tema "Politica e autobiografia in Dante", ed è proseguita ininterrottamete fino ad oggi. Tra le manifestazioni di maggior rilievo ricordiamo: – la conferenza a Pescara, nel 1980, dell'arcivescovo monsignor Giovanni Fallani, eminente dantista e Presidente dell'Arte Sacra del Vaticano, sul tema "San Benedetto e Dante", in occasione del XV centenario della nascita del fondatore dei Benedettini; – la tavola rotonda, a Pescara, nel 1981, sul tema "Dante e il Rossettismo". Il convegno a Pescara, nello stesso anno, per il bimillenario virgiliano, in collaborazione col Liceo classico "Gabriele D'Annunzio" e la Delegazione pescarese dell'A.I.C.C. Con altri eminenti studiosi, vi hanno partecipato il professor Charles Dèdêyan, della Sorbona di Parigi e Consigliere del Premio Nobel, che ha parlato sul tema "Virgilio e Dante"; e monsignor Giovanni Fallani che ha illustrato "Le miniature del Codice Urbinate Vaticano Latino n° 365" (Dante e Virgilio); – il convegno a Pescara, nel 1982, su "Dante e San Francesco", in occasione dell'VIII centenario della nascita del Santo.
APPARTAMENTI PER VACANZA - APARTMENTS A 
San Clemente a Casauria a Torre dè Passeri (Pe) Rappresenta il gioiello dell’architettura romanico-gotica abruzzese. Situato nel territorio di Castiglione a Casauria a pochi metri dall'uscita autostradale di Torre De' Passeri sull’estremo versante orientale del Gran Sasso, il complesso benedettino ha uno schema longitudinale a tre navate con transetto, coro e portico antistante. La fondazione dell’abbazia, in origine dedicata alla SS. Trinità, risale all’871, per volere di Ludovico II. L’anno successivo venne dedicata a S. Clemente, in occasione del trasferimento delle spoglie del Papa Martire. Trovandosi proprio sul confine tra il Ducato di Spoleto e quello di Benevento, subì diversi saccheggi ad opera dei Saraceni e dei Normanni fino al 1105, quando l’Abate Grimoaldo fece riconsacrare il complesso. Ma la fabbrica attuale si deve all’Abate Leonate che, a partire dalla seconda metà del XII secolo, promosse la rinascita dell’abbazia, chiamando maestranze cassinesi di grande valore artistico.  Nel XII secolo S. Clemente divenne un centro assai importante, quasi quanto Montecassino, tanto che la celebre Cronaca (Chronicon Casauriense), redatta dal monaco Giovanni, costituisce uno dei più importanti documenti storici del medioevo italiano. All’esterno, il solenne prospetto del portico, sul quale si aprono tre archi di gusto borgognone in corrispondenza dei portali impreziositi da ornamenti e figure che celebrano, insieme alla gloria di Dio e dei Santi, la potenza dell’Abbazia; quello mediano è chiuso da battenti in bronzo databili intorno al 1191, sui quali si ammirano 48 delle 72 lastre originarie. L’interno è a tre navate scandite da pilastri e semi colonne, con transetto raccordato all’aula da gradoni, ed abside unica. Balza subito all’occhio nella navata centrale lo sfarzoso pulpito (XII secolo), con ricercati fregi decorativi che inquadrano rosoni magnifici tanto per ampiezza quanto per rilievo; di particolare interesse anche il candelabro per il cero pasquale, che poggia su una colonna romana in granito, ed il ciborio trecentesco alle spalle dell’altare maggiore, ricavato da un sarcofago paleocristiano adorno di motivi floreali.
CASE PER FERIE - HOLIDAY HOMES A 
COUNTRY HOUSES A 
OSTELLI DELLA GIOVENTU' - YOUTH HOSTEL A 
RIFUGI e BIVACCHI - MOUNTAIN HUTS A 
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel territorio abruzzese, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.
La fisionomia della Regione è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte program-mata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

 
 
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