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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Tornimparte

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI TORNIMPARTE (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di TORNIMPARTE (Aq) (m. 830 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Tornimparte: 42°17′47″N - 13°18′03″E
     
  CAP: 67049 -  0862 -  0862.728242 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI TORNIMPARTE 0862.72372   0862.728445       0862.72372 - P. IVA: 00190240663
Raggiungere Tornimparte:(Satzione Sassa-Tornimparte)  (Uscita  L'Aquila Ovest) -Aeroporto d'Abruzzo a 110 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI TORNINPARTE (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a Tornimparte: Chiesa di San Panfilo, Villagrande (XI secolo). Tra i monumenti di maggior interesse architettonico di Tornimparte, presenta un'originale pianta a quattro navate e la commistione di elementi stilistici romanici e barocchi. La data di costruzione è incerta, anche se è possibile datare attorno all'anno mille il primo nucleo architettonico. Gli affreschi della chiesa sono stati realizzati tra il 1490 e il 1494 da Saturnino Gatti. Chiesa di Santo Stefano, Rocca S. Stefano (XIII secolo). La chiesa sorge appena fuori gli abitati di Colle Marino, Rocca S. Stefano e Forcelle in posizione rialzata e dominante rispetto alle tre frazioni. Non si conosce con precisione la data della sua costruzione, che è comunque sicuramente anteriore al 1178, dato che in quell'anno veniva menzionata nella bolla di Papa Alessandro III al vescovo di Forcona (l'attuale Bagno). Più volte danneggiata e ricostruita nel corso della storia, non è più utilizzata per cerimonie religiose dopo che nel 1985 un terremoto ha provocato il crollo del tetto e del campanile. È stata ora restaurata e inaugurata alla fine del 2011. Altre chiese minori sono poste nelle frazioni di Colle San Vito, Barano, San Nicola, Piedi La Costa, Case Tirante, Capo la Villa. Ruderi del Castello di Sant'Angelo (detto anche il Castellaccio) presso Castiglione (VIII secolo). Luoghi d'interesse naturalistico a Tornimparte: Monte Cava, Bosco di Cerasuolo-San Giovanni, Valle di Ruella, Piana di Castiglione, Grotte di Vaccamorta, Attrazioni turistiche a Tornimparte: Il comune offre possibilità di escursionismo a piedi, a cavallo e mountain bike, sci escursionismo e scialpinismo sulle montagne del territorio e nei luoghi sopraesposti. Anche il fondovalle offre possibilità di escursionismo a piedi, in mountain bike e a cavallo grazie anche alla presenza di alcuni agriturismi e bed and breakfast. Grazie alla vicinanza con la città di L'Aquila nei decenni passati il comune ha resistito molto più di altri comuni dell'Appennino allo spopolamento in favore dell'urbanizzazione nei grandi centri urbani del Centro-Italia, con la popolazione che è stabile intorno alle 3000 unità sin dall'inizio degli anni settanta.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE TORNINPARTE (AQ)
Il dialetto di Tornimparte: Il dialetto tornimpartese è il dialetto aquilano, appartenente al gruppo dei dialetti sabini, parlato in tutta l'area dell'Aquilano-Cicolano-Reatino con varie possibili sfumature a livello locale. Le Frazioni: Barano, Capo La Villa, Case Tirante, Castiglione, Colle Farelli, Colle Farni, Colle Fiascone, Colle Marino, Colle Massimo, Colle Perdonesco, Colle Santa Maria, Colle San Vito, Forcelle, Molino Salomone, Palombaia, Piagge, Pianelle, Piè La Costa, Piè la Villa, Rocca Santo Stefano (Collecastagno), San Nicola, Viaro, Villagrande (sede comunale). L’economia di Tornimparte: Attualmente la vicinanza con L'Aquila permette ai Tornimpartesi di vivere prevalentemente di terziario con rilevante occupazione anche nel polo industriale aquilano (farmaceuticaed elettronica) e in settori tipici quali l'edilizia con una forte e progressiva trasformazione socio-occupazionale-culturale a partire dai decenni passati. In passato infatti, come in altre zone rurali dell'Appennino, l'emigrazione stagionale e stanziale era diffusa nella maggior parte delle famiglie, prevalentemente di stampo matriarcale, ed i mestieri tipici fino agli inizi degli anni settanta del XX secolo, cioè prima dell'avvento dell'industrializzazione, del terziario e la realizzazione delle importanti vie di comunicazioni autostradali abruzzesi (A24 e A25), erano quelli radicalmente diversi di contadino, agricoltore, pastore, allevatore, boscaiolo e carbonaio spesso quasi unicamente a scopo di sussistenza. Infrastrutture e trasporti: È raggiungibile da Roma (90 km) e da Teramo (80 km) grazie all'omonima uscita autostradale "Tornimparte-Campo Felice" dell'A24 Roma-Teramo (valico di Monte San Rocco, 1100 m s.l.m., punto più elevato della Roma-Teramo) e da Rieti-Antrodoco o L'Aquila tramite la statale SS17 e la provinciale SP1 "Amiternina". Da L'Aquila è attivo nei giorni feriali un servizio di trasporto pubblico locale bidirezionale tramite corriere ARPA. Ferrovie: A breve distanza dal confine comunale passa la ferrovia Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona; il territorio è servito dalla stazione di Sassa-Tornimparte, che si trova poco fuori Sassa, nel territorio comunale dell'Aquila, a circa nove chilometri dalla sede comunale di Villagrande. Le Tradizioni a Tornimparte: Il territorio di Tornimparte è noto nell'Aquilano, assieme ad altri comuni abruzzesi e dell'Appennino, per la produzione fino agli anni 70' del XX secolo del carbone vegetale attraverso le carbonaie (in dialetto locale ju catozzu) grazie alla presenza di folti boschi di faggio. Altra importante tradizione locale è quella de Ju calenne, antico rito pagano che consisteva nel taglio del tronco di un albero poi eretto in primavera in varie piazze delle frazioni il 1º maggio come buon auspicio per i futuri raccolti dei contadini. Oltre alle feste patronali nelle varie frazioni il comune, a mezzo di Associazioni Locali di promozione del territorio, organizza annualmente: Antica Fiera - fiera di animali e commercianti il 15 ottobre presso Villagrande; Festa della Montagna (Sagra del Prosciutto) a cura della Pro Loco, seconda domenica di Agosto; Ghiottonata d'Autunno, presso Villagrande, a cura dell'Associazione Fonte Vecchia, ultima domenica di Settembre; Festa della Trebbiatura, presso la frazione di Colle San Vito, a cura dell'Associazione Rocca San Vito, ultima decade di Luglio. Persone legate a Tornimparte: Pietro dell'Aquila, detto "Scotellus", (Tornimparte, 1275 - Agnone, 1361), vescovo francescano e teologo; Natalia Ginzburg, (Palermo, 1916 – Roma, 1991), scrittrice. Nel 1942 pubblicò il suo primo romanzo (La strada che va in città) sotto lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte. Il nome, adottato forzatamente a causa delle leggi razziali fasciste, univa il nome di sua figlia a quello del comune, geograficamente vicino alla località del suo confino (Pizzoli). Lo sport a Tornimparte: Tornimparte dispone di una squadra di calcio (Tornimparte Calcio) e di una squadra di basket (Tornimparte Basket) impegnate nei rispettivi campionati provinciali e regionali di categoria. Sono presenti anche una squadra di rugby (Amiternum Aq Rugby) che però per alcuni motivi logistici si allena e gioca sempre fuori sede ed un paio di Associazioni Sportive di MTB dedite alla promozione del territorio attraverso cicloscampagnate sui percorsi montani più interessanti del territorio e limitrofi.
CAMPEGGI TORNINPARTE (AQ)
La Conca Aquilana è una conca, appartenente al medio corso della Valle dell'Aterno, che si trova nell'Abruzzo interno, nel circondario della città dell'Aquila, da cui trae il nome. Gran parte del territorio rientra all'interno della comunità montana Amiternina. La popolazione attuale dell'intera area è di circa 120.000 abitanti. È una delle macroaree di bassa quota della provincia dell'Aquila (assieme al Fucino, alla Valle Peligna e all'Alto Sangro), caratterizzata da un territorio mediamente vasto, in buona parte pianeggiante, circondato a nord-est dalla catena del Gran Sasso d'Italia, a sud dalla catena del Velino-Sirente ed il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno, a ovest da altre dorsali montuose minori (gruppo montuoso Monte San Rocco-Monte Cava e di Monte Calvo) e a nord dai Monti dell'Alto Aterno, sviluppandosi ad un'altitudine media di circa 700 m sul livello del mare. Tali catene la separano geograficamente dalle sub-regioni del Teramano a nord-est, della Marsica a sud-ovest, dal Cicolano ad ovest, il Reatino a nord-ovest, mentre trova sbocco nella media Valle dell'Aterno, la Valle Subequana e la Piana di Navelli. Dalla conca aquilana partiva anticamente il Tratturo L'Aquila-Foggia. L'intera area della Conca Aquilana , assieme a tutta la Valle dell'Aterno, è classificata a rischio sismico 1 e 2 e ed alta pericolosità sismica con vari importanti terremoti in epoca storica (vedi terremoti dell'Aquila). Ancora più a rischio sono le zone più basse della conca con terreni alluvionali nei pressi del corso del fiume Aterno soggetti a fenomeni di amplificazione sismica. Il clima nella Conca Aquilana è quello tipico delle zone interne appenniniche con accentuata continentalità che favorisce accentuate escursioni termiche sia giornaliere che annuali mantenendo relativamente bassi i livelli di umidità relativa. Il territorio è noto anche per vistosi fenomeni di inversione termica sia d'inverno che d'estate. D'inverno si assiste a frequenti e diffuse gelate mentre le nevicate dagli anni ottanta in poi sono diminuite sia in frequenza che in accumulo in linea con i cambiamenti climatici che hanno coinvolto l'Italia peninsulare e l'intero arco appenninico. La Storia della Conca Aquilana: Nel pleistocene la conca costituiva un bacino chiuso ed ospitava, con ogni probabilità, un gigantesco lago che si estendeva da Cagnano Amiterno fino oltre San Demetrio ne' Vestini e che costituiva un unico bacino lacustre con quello di Sulmona. Proprio sul fondale lacustre, protetto da limo, venne trovato nel 1954, nel territorio dell'attuale comune di Scoppito, il famoso scheletro di mammuth, poi esposto nel Forte spagnolo dell'Aquila. Con la fine dell'era glaciale si è assistito al prosciugamento del lago, ma la zona è storicamente considerata ricca d'acqua come testimoniano i nomi della città dell'Aquila (daAcquilis) e le frazioni di Onna (da Unda, onda) e Bagno; la conca è oggi attraversata in tutta la sua lunghezza dal fiume Aterno, oltre che da numerose altre sorgenti e torrenti. In epoca romana era parte della regione geografica della Sabina. La conca fu colpita da gravi terremoti nel 1703 e nel 2009. I monumenti e i luoghi di interesse nella Conca Aquilana. Città d'arte: L'Aquila, Santo Stefano di Sessanio, Ocre, Calascio, Scoppito, Assergi, Paganica. Architetture religiose: Duomo dell'Aquila, Basilica di Santa Maria di Collemaggio (L'Aquila), Basilica di San Bernardino (L'Aquila), Basilica di San Giuseppe Artigiano (L'Aquila), Chiesa dei Santi Marciano e Nicandro (L'Aquila), Convento di Sant'Angelo (Ocre), Monastero di Santo Spirito (Ocre), Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa), Chiesa di Santa Maria Paganica (L'Aquila), Santuario della Madonna d'Appari (Paganica). Castelli e fontane nella Conca Aquilana: Forte cinquecentesco dell'Aquila, Fontana delle 99 cannelle (L'Aquila), Fontana luminosa (L'Aquila), Forte spagnolo (L'Aquila), Castello di Ocre (Ocre), Rocca Calascio (Calascio), Mura dell'Aquila, Castello di Fossa (Fossa), Torre civica (L'Aquila). Palazzi: Palazzo Margherita (L'Aquila), Palazzo Centi (L'Aquila), Casa Museo Signorini-Corsi (L'Aquila), Casa natale di Jacopo di Notar Nanni (L'Aquila). Siti archeologici nella Conca Aquilana: Amiternum (L'Aquila), Ocre, Necropoli di Fossa (Fossa). L’economia nella Conca Aquilana: La Conca Aquilana ospita uno dei 4 poli industriali della provincia dell'Aquila (gli altri sono localizzati a Carsoli-Oricola, Avezzano-Fucino e Sulmona-Conca Peligna) nelle località di Sassa Scalo/Scoppito a ovest e Pile/Bazzano/San Demetrio ad est. È presente un polo farmaceutico con Sanofi-Aventis, Dompè e Menarini e un polo elettronico-ingegneristico con Thales-Alenia Space e Technolabs oltre ad altre aziende come Edimo ecc...
VILLAGGI TURISTICI TORNINPARTE (AQ)
Il Gruppo montuoso di Monte San Rocco-Monte Cava è una breve dorsale montuosa dell'Appennino centrale situata al confine tra Lazio e Abruzzo, facente parte dello spartiacque appenninico primario e che separa la conca aquilana ad est dalla zona laziale del basso Cicolano ad ovest. Raggiunge l'elevazione massima con il Monte Cava (2000 m) mentre sulla stessa linea di cresta a sud è presente il Monte San Rocco (1888 m) al di sotto del quale passa l'omonima galleria San Rocco dell'autostrada A24 Roma-Teramo, la seconda galleria più lunga (4195 m) dell'A24 dopo il Traforo del Gran Sasso. La naturale prosecuzione verso sud è costituita dalle Montagne della Duchessa in territorio laziale e dal massiccio del Monte Velino in territorio abruzzese e verso nord dai Monti del Cicolano con il gruppo montuoso del Monte Nuria in territorio laziale. Tra i contrafforti nord-orientali si ricordano Colle Polledrasino (1.824 m), Colle Acetoni (1804 m) e Carditola (1754 m), che racchiudono la Valle di Ruella, cui si aggiungono più a valle Monte Ruella (1524 m) e Monte la Piaggia (1643 m) e il Cocuruzzo (1740 m) nel versante laziale. Il massiccio montuoso ha natura tipicamente carsica ed alle sue pendici sud-est sono situate le Grotte di Vaccamorta. L'aspetto tipico di questa dorsale è l'essere caratterizzato dal versante ovest laziale, all'interno del comune laziale di Borgorose, quasi totalmente privo di vegetazione già a partire dai 1350m di quota, mentre quello est abruzzese, all'interno del comune di Tornimparte, coperto da vaste distese forestali quali il Bosco di San Giovanni dal fondovalle fino ai 1800 m di quota. Il versante sud-ovest rientra inoltre nella Riserva regionale Montagne della Duchessa presentando alcune rare specie arboree. Il resto del gruppo ha una forte vocazione alla pastorizia e al pascolo su entrambi i versanti. Dalla cima, facilmente raggiungibile da entrambi i versanti, si ha ampia veduta su tutti gli altri gruppi montuosi limitrofi, sul Gran Sasso e Monti della Laga, sul Terminillo, sui Monti Carseolani e sui Monti Cantari. Nelle notti limpide è inoltre possibile scorgere le luci della città di Roma.
AFFITTACAMERE TORNINPARTE (AQ)
AFFITTACAMERE VILLA DELLE ROSE
Via Colle Marino - 67049 Tornimparte (Aq)
BED & BREAKFAST TORNINPARTE (AQ)
BED & BREAKFAST PIAGGE DI TORNIMPARTE
Via Del Fabbro, 2 - Piagge di Tornimparte - 67049 Tornimparte (Aq)
CASE PER VACANZA TORNINPARTE (AQ)
La chiesa di San Panfilo è un edificio religioso che si trova nel comune di Tornimparte in provincia dell'Aquila ed è monumento nazionale dal 1902. La chiesa parrocchiale sita nella sede comunale di Villagrande è dedicata a Panfilo di Sulmona. La sua costruzione si fa risalire attorno all'anno 1000, anche se subì profondi rifacimenti a seguito del terremoto dell'Aquila del 1461 ed il terremoto dell'Aquila del 1703. L'intervento più importante si ebbe però nel 1495 con la realizzazione nell'abside di un ciclo di affreschi da parte di Saturnino Gatti, che comprende una rappresentazione del paradiso nella volta e scene della passione sulle pareti laterali. La scena della crocifissione è stata rovinata nel 1922 con l'apertura di una finestra sull'abside. Importanti restauri sugli affreschi dell'abside si ebbero poi negli anni '50 per riparare i danni provocati dall'incendio scoppiato nella notte tra il 5 ed il 6 ottobre 1958. Architettura della chiesa di San Panfilo  - Esterno: Dal sagrato della chiesa si può ammirare la facciata, con la parte bassa che conserva ancora strutture medioevali costituita da un porticato in legno con copertura a capanna sorretto da pilastri in muratura, realizzato presumibilmente per proteggere gli affreschi esterni del XIV secolo. Al periodo iniziale della chiesa risalgono anche il portale centrale e quello di destra. La parte superiore della facciata ed il campanile, invece, sono strutture settecentesche, con il rosone abbellito da una figura del santo protettore. Interno: Lo spazio interno della chiesa è organizzato su quattro navate, delle quali due a destra della centrale ed una a sinistra. Nella navata laterale sinistra si trova la cappella del Crocifisso ed i due altari dedicati rispettivamente a San Francesco ed a San Panfilo. Nella navata di destra si trova l'altare della Natività, mentre nella navata attigua si trova la cappella della Visitazione ed altri due altari dedicati al Santo Rosario ed a San Giuseppe. L'altare maggiore posto in fondo alla navata centrale è dedicato alla Madonna Addolorata. L’abside in fondo alla navata centrale è decorata dagli affreschi del 1495 di Saturnino Gatti. L'arco sovrastante l'altare maggiore è decorato con le figure dei profeti che predissero la venuta del redentore, mentre lateralmente è rappresentato l'arcangelo Gabriele mentre annuncia a Maria la nascita di Gesù. Il paradiso è rappresentato in mezzo alla volta dell'abside, con il Padre Eterno al centro circondato da angeli e beati. Sulle pareti dell'abside sono stati dipinti cinque riquadri con la cattura di Gesù e il bacio di Giuda, la flagellazione, la crocifissione (al centro dell’abside), la deposizione della croce e la resurrezione.
APPARTAMENTI PER VACANZA TORNINPARTE (AQ)
Storia del comune di Tornimparte (Aq) Quando, nel 773 i Franchi sconfissero i Longobardi Tornimparte passò, insieme a tutta l’Italia centrosettentrionale, a far parte del Sacro Romano Impero facendo parte della contea di Celano. Il primo conte fu Berardo detto il Francico, che fece fortificare il territorio. I resti di tali fortificazioni sono ancora presenti in vari centri abitati del comune. I feudi divennero piccoli stati indipendenti spesso in guerra con i vicini e ,quindi, ciascun feudatario sentì il bisogno do proteggere il proprio borgo con opere di fortificazione. In quest’ottica è inquadrata la nascita del Castello di S. Angelo di Castiglione, forte di un’estensione di circa 600 mq, con mura perimetrali di circa 1.20 m di larghezza. Una così imponente costruzione è giustificata dalla posizione strategica occupata, dominando la vallata di collegamento tra la conca aquilana, la Valle del Salto e la zona di Sella di Corno. Nel 1173 le comunità di Tornimparte erano divise in due feudi, precisamente Rocca S. Vito (Colle S. Vito) e Collerinico (Forse l’attuale colle S. Maria), ambedue con l’obbligo di un soldato e mezzo a cavallo da cui si deduce che erano abitati da circa 36 famiglie. Nel 1178, dalla bolla di papa Alessandro III al Vescovo di Forcona i feudi risultano essere Tornimparte, Rocca S. Vito, Collerinico e Castello di Balio. Il Castello di S. Angelo di Castiglione fu tra quelli distrutti, nei primi anni del 1200, dalle sollevazioni popolari a seguito delle pesanti tasse imposte dai feudatari. L’episodio è ricordato da Buccio da Ranallo nella sua "Cronaca Aquilana rimata": "Multe castella strussero, non se porria cuntare Ocre et Castelluni fecero derupare La roba che recarono anco se tè ad redare" Fu a seguito di tali drammatici eventi che gli abitanti di vari castelli decisero di unirsi in una sola grande città e scelsero come sede di questo insediamento il castello di Acquili. L’imperatore Corrado IV diede il suo assenso alla fondazione della città di L’Aquila nel 1254. Le genti di Tornimparte, Rocca S. Stefano e Castiglione si stabilirono nel quartiere S. Giovanni di Lucoli, divenuto poi S.Marciano, nella zona della Rivera. I cittadini più numerosi erano quelli di Colle S.Vito che eressero la chiesa dedicata appunto a S.Vito ed una parte della cinta muraria della città. La gente di Tornimparte contribuì, insieme agli altri abitanti del quartiere, ad erigere, nel 1272, la mirabile fontana delle 99 Cannelle. Tornimparte ebbe un ruolo di primaria importanza nel governo della città eleggeva, infatti, un proprio sindaco alla "Camera Aquilana" e forniva soldati a piedi e a cavallo per le guerre che furono combattute in quel periodo. La ricostruzione delle fortezze diroccate, tra cui quella di S. Angelo di Castiglione, voluta da Giovanna I di Napoli nel 1364 avvenne negli anni successivi, così come ricorda il poeta Antonio Boezio "Reficero Castelluni la forte roccatura, che a disfare ad Aquila illo sone tanto dura, E sone la prima che poterasse trovailo n’escrittura; Lu libru de Buczu de Ranallu recontava la storia". Ancora una volta Castiglione ebbe un ruolo di primaria importanza data la sua posizione al confine tra il Regno di Napoli e lo Stato della Chiesa. Proprio attraverso la vallata di Castiglione il 26 luglio 1461 entrò nell’aquilano l’esercito pontificio alleato degli aragonesi nella guerra contro gli angioini. I soldati, comandati da Guido di Montefeltro, duca di Urbino, si fermarono nel piano di Castiglione, in contrada Pozzelle. Alcuni abitanti di Tornimparte si precipitarono ad avvertire la Camera Aquilana ma non furono creduti così che la città, alleata degli angioini, fu esposta al saccheggio degli aragonesi. In quello stesso periodo ci furono vari terremoti, in particolare quello del 1456 che distrusse buona parte della città di L’Aquila, che arrecarono sicuramente ingenti danni alle ville del territorio di Tornimparte anche se mancano documenti che riportano le stime dei danni. Nel 1529 il territorio di Tornimparte ospitò l’accampamento dell’esercito guidato da Filiberto di Chalon principe d’Orange Vice Re di Napoli giunto nella zona per sedare la rivolta degli aquilani e delle ville circostanti. Gli aquilani furono costretti al pagamento di 100.000 a titolo di risarcimento e perse, inoltre, l’egemonia sul contado che fu diviso ed assegnato in feudo ai capitani spagnoli. Tornimparte con tutte le sue ville fu assegnato al capitano Pietro Consales de Mendoza. Negli anni si successero vari feudatari fino a quando, nel 1662 fu acquistato da Maffeo Barberini, principe di Palestrina. Il feudo rimase ai Barberini fino al 7 dicembre 1797, giorno della morte di Cornelia Costanza Barberini che era l’ultima erede del ramo della famiglia. Il feudo passò allora al ramo Barberini Colonna che lo tenne fino al 2 agosto 1806 cioè fino a quando il Re di Napoli Giuseppe Bonaparte abolì la feudalità. I segni della presenza della famiglia Barberini sono ancora presenti sul territorio come testimonia palazzo Barberini a Villagrande. Tra le calamità che hanno colpito il Comune sono da ricordare la peste del 1656 che fece numerosissime vittime (a seguito di tale calamità, nel 1658, la città di L’Aquila contava 3743 abitanti: la punta più bassa riscontrata) ed il terremoto del 2 febbraio 1703. Mancano documentazione certe dei danni subiti dalle ville di Tornimparte tuttavia si può ipotizzare che siano stati molto gravi in quanto le attuali abitazioni sono tutte posteriori al ‘700 e le chiese, se si eccettua la chiesa di San Panfilo a Villagrande e quella di Rocca Santo Stefano, sono tutte in stile barocco. Nel 1813 il Comune di Rocca Santo Stefano, di circa 400 abitanti, veniva unito al comune di Tornimparte, di circa 1700 abitanti; Tornimparte faceva parte del Circondario di Sassa insieme ai comuni di Lucoli, Civitatomassa, Preturo, Scoppito e Poggio Santa Maria. Il primo sindaco del Comune riunito di Tornimparte fu Giuseppe Gianforte.
CASE PER LE FERIE TORNINPARTE (AQ)
Storia del comune di Tornimparte (Aq) Con il Congresso di Vienna del 1814 tornò sul trono Ferdinando I di Borbone, Re delle due Sicilie. Venne confermata la divisione dell’Abruzzo in tre province: Tornimparte faceva parte dell’Abruzzo Ulteriore II che aveva per capoluogo L’Aquila. A seguito del plebiscito del 21 ottobre 1860 il Regno delle due Sicilie veniva annesso al Piemonte fino alla proclamazione del Regno d’Italia del 17 marzo 1861. A seguito di questi avvenimenti Tornimparte fu interessato, come tutto il territorio del Regno delle Due Sicilie, dal fenomeno del brigantaggio. Tra le varie bande che operarono sul territorio del comune ricordiamo quella di Giovanni Colaiuda, originario della frazione Barano, e quella di Berardino Viola. Per arginare il fenomeno i nostri territori ospitarono anche presidi dell’esercito. Come tutto l’Abruzzo, Tornimparte fu sconvolto dal terremoto del 13 gennaio 1915 che rase al suola la città di Avezzano. Crollarono diverse abitazione e, nella frazione di Villagrande ci furono 9 morti; la chiesa della frazione Colle S. Vito fu totalmente distrutta mentre quella di Piedi la Costa subì gravissimi danni. La popolazione si precipitò fuori dalle abitazioni e rimase nelle baracche per molto tempo. La situazione fu aggravata da un’abbondante nevicata che si riversò sul Comune. Dopo l’armistizio dell’otto settembre del ’43 il Comune dovete subire l’occupazione tedesca e le requisizioni di animali e generi alimentari che ne seguirono. Particolarmente feroce fu il passaggio di vari reparti di alpini austriaci che scesero in paese il giorno 10 giugno 1944 e ripartirono il giorno 11 dopo aver requisito tutto il possibile. In quegli anni operò nel territorio del Comune e nei paesi limitrofi la formazione partigiana "La Duchessa" inquadrata nel raggruppamento Gran Sasso del Centro Militare Clandestino con a capo l’ufficiale medico Luigi Marrone di Rocca S. Stefano. I caduti del secondo conflitto mondiale, così come quelli del primo, sono ricordati da un monumento adiacente al palazzo municipale nella frazione Villagrande. E’ doveroso ricordare in questo ambito anche la figura di due vittime di Tornimparte: Francesco Colaiuda, originario di Pianelle, è uno dei Nove Martiri aquilani e Angelo Gigante, originario di San Nicola, ucciso dalle truppe tedesche in località Castiglione.
COUNTRY HOUSE TORNINPARTE (AQ)
Chiesa: Madonna Delle Grazie di Tornimparte (Aq) - Rocca S. Stefano: E’ una piccola Chiesa costituita da un’unica navata con un solo altare. Anche questa chiesa è stata oggetto di restauri nel 1985. In questa chiesa è conservata una statua lignea di S. Stefano, risalente al XVII secolo, alta 1.50 m. Vi è, inoltre, un ciborio in legno intagliato dorato anch’esso risalente al XVII secolo. Tra gli arredi sacri meritano menzione un turibolo in argento e una croce professionale d’argento sbalzato di dimensioni 0.60 m x 0.50 m. Chiesa: Madonna della Strada di Tornimparte - Madonna della Strada: E’ dedicata alla Vergine Santissima e dipende dalla parrocchia di Rocca Santo Stefano. Dalla iscrizione posta sull’architrave della porta si evince che l’anno di costruzione è il 1614. La sua struttura è a singola navata con tre altari, di cui quello principale è appunto dedicato alla Vergine Santissima. È stata oggetto di vari restauri l’ultimo dei quali è stato fatto nel 1985 dal Genio Civile di L’Aquila. La Chiesa: Santo Stefano di Tornimparte: La chiesa sorge appena fuori dagli abitati di Rocca S. Stefano e di Forcelle, alle falde della montagna Non si conosce con precisione la data della sua costruzione, quel che è certo è che è anteriore al 1178, poiché in quell’anno veniva menzionata nella bolla di Alessandro III al vescovo di Forcona. L’edificio è stato più volte danneggiato e ricostruito. Il terremoto del 1703 la distrusse quasi completamente. Un altro evento catastrofico per questa costruzione fu il terremoto del 1915 che rese necessario un profondo restauro, terminato nel 1928. Nel 1952 il Parroco informo la Sovraintendenza ai Monumenti e l’Ufficio Amministrativo diocesano dello stato di conservazione particolarmente disagiato della chiesa. In seguito a questi avvenimenti le funzioni religiose si sono svolte nelle chiesa della Madonna delle Grazie a Rocca S. Stefano e nella chiesa di S.Sebastiano a Forcelle. I terremoti degli anni ’80 fecero crollare definitivamente il tetto. La Chiesa: Santa Maria Abbarano di Tornimparte: Questa chiesa è nella frazione di Colleperdonesco e sorge in aperta campagna, in mezzo ad un querceto. originariamente appartenne alla diocesi di Forcona. Attualmente ne rimangono soltanto i ruderi, mentre il beneficio parrocchiale nel 1976 venne trasferito alla chiesa di S. Maria della Neve di Barano. Nella relazione della visita pastorale fatta dall'arcivescovo Luigi Filippi, questa chiesa, allora funzionale, viene così descritta: «Questa chiesa è molto ampia ed è a tetto. non è proporzionata, poiché l'altezza non corrisponde alla larghezza, è perciò molto bassa. Ha un solo altare, sul quale è un tratto di soffitta in tetto che si estende su tutta la parte superiore della chiesa. Questa oggi è addetta alla sepoltura dei cadaveri e vi si funziona rare volte. La sagrestia risponde alla miseria della chiesa». Fin dal secolo scorso la gente smise di frequentare questa chiesa e incominciò a recarsi, specialmeNte alla domenica, a quella della Madonna del Rosario, che è in mezzo al paese, anche se è una cappella capace di contenere soltanto pochissime persone. Chiesa: Santa Maria Della Neve di Barano di Tornimparte: Questa piccola chiesa dedicata a S. Maria della Neve, al tempo della visita pastorale fatta dall'Arcivescovo Luigi Filippi il 26 luglio 1877, venne così descritta da D. Enrico Gualtieri, segretario episcopale per le visite pastorali: «E' piuttosto ampia, ma è a tetto; ha un solo altare. La facciata di questa chiesa minaccia, ed altrettanto è a dire de fondamenti che chiedon vengan risarciti. Siccome era mantenuta da Luogo Pio, così il restauro starebbe ora a carico della Congregazione di Carità. A carico della stessa dovrebbesi celebrarsi la Messa in tutte le Domeniche e più altre Messe 12 per legato di persona di cui s'ignora. Questo secondo legato non si adempie perchè non si conoscono i titoli. Il primo si adempie nel Sabato e non già nelle Domeniche per mancanza di Sacerdoti». Attualmente la chiesa è restaurata in tutte le sue parti. E' stata elevata a chiesa parrocchiale nell'anno 1976, con il trasferimento in essa del beneficio di S. Maria Abbarano di Colleperdonesco.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' TORNINPARTE (AQ)
Chiesa: Madonna Delle Grazie di Tornimparte (Aq) - Rocca S. Stefano: E’ una piccola Chiesa costituita da un’unica navata con un solo altare. Anche questa chiesa è stata oggetto di restauri nel 1985. In questa chiesa è conservata una statua lignea di S. Stefano, risalente al XVII secolo, alta 1.50 m. Vi è, inoltre, un ciborio in legno intagliato dorato anch’esso risalente al XVII secolo. Tra gli arredi sacri meritano menzione un turibolo in argento e una croce professionale d’argento sbalzato di dimensioni 0.60 m x 0.50 m. Chiesa: Madonna della Strada di Tornimparte - Madonna della Strada: E’ dedicata alla Vergine Santissima e dipende dalla parrocchia di Rocca Santo Stefano. Dalla iscrizione posta sull’architrave della porta si evince che l’anno di costruzione è il 1614. La sua struttura è a singola navata con tre altari, di cui quello principale è appunto dedicato alla Vergine Santissima. È stata oggetto di vari restauri l’ultimo dei quali è stato fatto nel 1985 dal Genio Civile di L’Aquila. La Chiesa: Santo Stefano di Tornimparte: La chiesa sorge appena fuori dagli abitati di Rocca S. Stefano e di Forcelle, alle falde della montagna Non si conosce con precisione la data della sua costruzione, quel che è certo è che è anteriore al 1178, poiché in quell’anno veniva menzionata nella bolla di Alessandro III al vescovo di Forcona. L’edificio è stato più volte danneggiato e ricostruito. Il terremoto del 1703 la distrusse quasi completamente. Un altro evento catastrofico per questa costruzione fu il terremoto del 1915 che rese necessario un profondo restauro, terminato nel 1928. Nel 1952 il Parroco informo la Sovraintendenza ai Monumenti e l’Ufficio Amministrativo diocesano dello stato di conservazione particolarmente disagiato della chiesa. In seguito a questi avvenimenti le funzioni religiose si sono svolte nelle chiesa della Madonna delle Grazie a Rocca S. Stefano e nella chiesa di S.Sebastiano a Forcelle. I terremoti degli anni ’80 fecero crollare definitivamente il tetto. La Chiesa: Santa Maria Abbarano di Tornimparte: Questa chiesa è nella frazione di Colleperdonesco e sorge in aperta campagna, in mezzo ad un querceto. originariamente appartenne alla diocesi di Forcona. Attualmente ne rimangono soltanto i ruderi, mentre il beneficio parrocchiale nel 1976 venne trasferito alla chiesa di S. Maria della Neve di Barano. Nella relazione della visita pastorale fatta dall'arcivescovo Luigi Filippi, questa chiesa, allora funzionale, viene così descritta: «Questa chiesa è molto ampia ed è a tetto. non è proporzionata, poiché l'altezza non corrisponde alla larghezza, è perciò molto bassa. Ha un solo altare, sul quale è un tratto di soffitta in tetto che si estende su tutta la parte superiore della chiesa. Questa oggi è addetta alla sepoltura dei cadaveri e vi si funziona rare volte. La sagrestia risponde alla miseria della chiesa». Fin dal secolo scorso la gente smise di frequentare questa chiesa e incominciò a recarsi, specialmente alla domenica, a quella della Madonna del Rosario, che è in mezzo al paese, anche se è una cappella capace di contenere soltanto pochissime persone.
RIFUGI E BIVACCHI A TORNINPARTE (AQ)
Chiesa: Santa Maria Della Neve di Barano di Tornimparte: Questa piccola chiesa dedicata a S. Maria della Neve, al tempo della visita pastorale fatta dall'Arcivescovo Luigi Filippi il 26 luglio 1877, venne così descritta da D. Enrico Gualtieri, segretario episcopale per le visite pastorali: «E' piuttosto ampia, ma è a tetto; ha un solo altare. La facciata di questa chiesa minaccia, ed altrettanto è a dire de fondamenti che chiedon vengan risarciti. Siccome era mantenuta da Luogo Pio, così il restauro starebbe ora a carico della Congregazione di Carità. A carico della stessa dovrebbesi celebrarsi la Messa in tutte le Domeniche e più altre Messe 12 per legato di persona di cui s'ignora. Questo secondo legato non si adempie perchè non si conoscono i titoli. Il primo si adempie nel Sabato e non già nelle Domeniche per mancanza di Sacerdoti». Attualmente la chiesa è restaurata in tutte le sue parti. E' stata elevata a chiesa parrocchiale nell'anno 1976, con il trasferimento in essa del beneficio di S. Maria Abbarano di Colleperdonesco. Chiesa: Santa Maria di Lourdes Di Castiglione di Tornimparte: L'antico castello di Castiglione, con le poche case sparse qua e là sui monti e nelle piccole valli, appartenente alla parrocchia di S. Nicola di Tornimparte, ha una chiesetta dove, di rado, ascoltano la Messa festiva gli abitanti di S. Nicola che salgono per raccolte estive e per il pascolo delle greggi. Attualmente è dedicata a S. Maria di Lourdes. Fu fondata nel 1350 dagli abitanti di S. Nicola col consenso del Vescovo de L'Aquila, Paolo Rinaldi. Distrutta dal terremoto del 1915, fu riedificata nel 1933. La perizia fu redatta il 23 ottobre 1933. Un altro restauro di questa chiesa fu iniziato il 19 agosto 1953, per essere stata distrutta per rappresaglia dalle truppe tedesche, accampatesi nelle sue vicinanze. Venne ricostruita in località prospiciente la strada Provinciale "Amiternina", a circa 100 metri dalla vecchia costruzione. I lavori iniziarono con la benedizione e la posa della prima pietra auspicale da parte del Mons. Costantino Stella, Arcivescovo de L'Aquila. Ma la parte più commovente la rappresentarono gli innumerevoli bambini della colonia pontificia di S. Nicola di Tornimparte che, trasportati lassù con pullman, si schierarono attorno ai muri perimetrali delle fondamenta, come tante colonnine viventi, per sostenere centinaia di bandierine tricolori e per cantare e pregare con la loro innocenza. A perpetuo ricordo di quella cerimonia solenne ed eccezionale, fu inserita e murata nella pietra benedetta una lussuosa pergamena, dopo essere stata firmata, letta e commentata. Eccone il testo: IN NOMINE DOMINI COSTANTINO STELLA Arcivescovo de L'Aquila il giorno 19 agosto dell'anno del signore 1961 sedendo sul trono di Pietro il Sommo Pontefice Giovanni XXIII, essendo Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi, benedisse questa pietra auspicale della Chiesa di S. Maria in Castiglione di Tornimparte. La Parrocchia di S.Nicola, per raggiungere i suoi Figli, che molteplici lavori portano su questo lontano altipiano, per richiamarli a sentimenti spirituali e a conforto religioso, fa risorgere questa sua succursale. Essendo promotore e animatore Don Nicola Tarquini di Bazzano, Parroco di S. Nicola di Tornimparte, il Genio Civile de L'Aquila, a spese dello Stato, col favore delle leggi sui danni bellici, ricostruisce questa chiesa sotto il nuovo titolo della Madonna di Lourdes, per richiamare i solerti agricoltori della terra all'insopprimibile lavoro per il Cielo, per far sentire ai pastori e ai viandanti la città di Dio contro la città di Satana. Questa Pietra, quindi, consacra la Storia. Chiesa: San Nicola di Tornimparte: Questa chiesa è situata sopra una piccola altura, in fondo alla frazione di S. Nicola. E' ad una sola navata con tre altari. Il restauro più antico di questo edificio sacro, di cui si è a conoscenza, risale ai mesi di ottobre - novembre del 1834. Furono rinnovati il tetto, la volta, la sagrestia, la casa parrocchiale e le porte della chiesa e dell'organo. Nel 1933, su perizia del geometra Romolo Ranieri, la chiesa fu restaurata nelle seguenti parti: rifacimento del tetto con tegole comuni su tavolato di abete; copertura della navata con solaio; costruzione di due muri per il vano della confraternita. Due anni dopo la chiesa venne ampliata a cura della S. Sede, che costruì anche la casa canonica. Un altro restauro la chiesa lo ebbe nel 1953 per interessamento del parroco D. Nicola Tarquini. La perizia dei lavori fu redatta dal geometra Angelo Selli il 3 settembre 1952. Altri lavori furono eseguiti nel 1962 riguardanti la realizzazione dell'impianto elettrico, degli incavi per finestre e nicchie, degli infissi in ferro con vetri, dell'altare maggiore con ciborio in marmo, del fondo battesimale in pietra, della decorazione dell'abside con stucchi e dorature, di due croci in ferro per il campanile e la facciata della chiesa e di quattro acquasantiere. A seguito degli eventi bellici andarono distrutti ed alcuni arredi sacri di questa chiesa. Il 27 ottobre del 1965 il Provveditorato Regionale delle Opere Pubbliche di L'Aquila, diede l'assenso all'inizio dei lavori che furono ultimati l'8 luglio 1966. S. Nicola di Mira o di Bari è il titolare di questa chiesa.
Tornimparte (Aq) Tornimparte, ubicato lungo la vallata che dai contrafforti del Velino e della Duchessa, sfocia nella piana dell’alta valle Aterno Aquilano. Posto ad una distanza di circa 20 Km a Sud Ovest di L’Aquila e sito ad un'altezza media di 850 m s.l.m., si presenta al visitatore, con i toni e i colori del verde intenso delle sue montagne, coperte per oltre il 60 % da folti boschi di faggio e castagno e con la varietà dei suoi 21 centri sparsi fin dall’ antichità lungo una fascia di 10 km. Il nome Tornimparte deriva, molto probabilmente, da Turres in partibus che vuol dire "Fortezze dislocate in varie parti". Tradizioni popolari a Tornimparte: Le tradizioni che legano il popolo tornimpartese al suo territorio sono numerose e di diversa tipo: alcune di origine religiosa ( sono molte le feste patronali che nel periodo primavera-estate celebrano i propri Santi protettori), altre di origine più prettamente pagana di derivazione magico-mitica); altre ancora rappresentano il legame che ci rimanda ala storia dei nostri avi, agli antichi (e oramai anacronistici) mestieri e alle vecchie usanze: Ju calenne, Ju catozzo. Feste patronali: L'antica fiera e la Sagra del prosciutto. Tradizioni popolari a Tornimparte - Ju calenne: Ju calenneE’un rito antichissimo, che si rinnova ogni anno nella notte tra il 30 aprile ed il primo maggio. Un gruppo di giovani taglia un albero, ”ju calenne” che poi, una volta spogliato di tutti i rami tranne quello sulla punta, viene piantato prima dell’alba nel sagrato della Chiesa Parrocchiale. Il proprietario ha il diritto di rientrare in possesso della pianta solo se sorprende le persone nella fase del taglio o del trasporto sulla sua proprietà; inoltre il proprietario può reclamare il diritto sulla pianta qualora non sia stata innalzata prima dell’alba. C’era un modo molto originale per stabilire l’ora dell’alba: si presentavano davanti al proprietario venuto a reclamare l’albero, persone di sua conoscenza, ad una distanza di cento passi: se venivano riconosciute era l’alba. L’albero veniva tolto il 31 maggio, venduto all’asta ed il ricavato andava alla Festa di Sant’Antonio. L’origine di questa tradizione ha radici antichissime, risalenti ai riti pagani (di origine longobarda) che celebravano la fertilità, il risveglio della natura dal torpore invernale. Proprio dal fatto di discendere da riti pagani è scaturita una certa avversione, nei primi secoli di diffusione del Cristianesimo, da parte della Chiesa. Negli statuti aquilani del 1300 si parla di divieto del rito de “ju calenne”. Tale divieto, come molti altri, mirava a sradicare tutti quei riti di origine pagana. Più avanti negli anni, comunque, il rito del Calenne ha trovato una sua identità anche all’interno del Cristianesimo, anche perché il carico di significati che portava con sé (fertilità, fecondità, festa) costituirono comunque un terreno di confronto tra cultura pagana e cultura cristiana. Il fatto poi che questa tradizione sia giunta fino ai giorni nostri praticamente inalterata è da ricondurre al fatto che lo sfruttamento del bosco, per la legna o per ricavare il carbone, è stato al centro dell’economia di Tornimparte fino a qualche decina di anni fa.
Chiesa: S.Panfilo di Tornimparte – Villagrande: E' la chiesa parrocchiale di Villagrande, dedicata a San Panfilo vescovo di Valva e Sulmona. Non si conosce la data esatta della sua costruzione ma appare assai probabile che sia avvenuta intorno all'anno 1000. L'edificio mostra chiaramente i segni di profondi rifacimenti, come testimonia la sovrapposizione di più stili architettonici. Sicuramente subì gravi danni a seguito del terremoto del 1461, come lascia supporre una data (1471) impressa su una pietra della facciata, che potrebbe rappresentare la data della ricostruzione parziale). Un altro terremoto che provocò gravi danni alla chiesa fu quello del 1703 il quale tutavia lasciò intatto l'abside con i magnifici affreschi realizzati nel 1495 da Saturnino Gatti. Sono prorpio questi affreschi che rendono questo monumento, comunque bellissimo, eccezionale. Nella volta vi è una rappresentazione del Paradiso mentre lateralmente sono riportati : la cattura di Gesù ed il bacio di Giuda, la flagellazio , la crocifissione, la deposizione della croce, la risurrezione del Salvatore. Purtroppo la scena della crocifissione è malridotta a causa dell'apertura di una finestra, praticata nel 1922.La facciata della chiesa è preceduta da un sagrato e da un porticato in legno che poggia su pilastri in muratura. Il sagrato, tra l'altro,è il luogo dove ogni anno, nella notte tra il 30 aprile ed il 1 maggio, si rinnova la tradizione del "calenne".Una particolarità architettonica della chiesa, unica nel circondario, consiste nel fatto di essere disposta su quattro navate : oltre a quella centrale ci sono due navate sul lato destrp ed una sul lato sinistro. Nella navata laterale sinistra c'è la cappella del Crocifisso e due altari: uno dedicato a San Francesco ed uno dedicato a S. Panfilo. Nella navata laterale destra c'è un solo altare, dedicato alla Natività di Gesù, nella navata attigua c'è la cappella della Visitazione e due altari dedicati al S. Rosario e a San Giuseppe. E' del 1832, per iniziativa della Congregazione laicale dell'Addolorata, che iniziarono i lavori per la costruzione dell'oratorio attiguo alla Chiesa. Tale costruzione occupò anche lo spazio del vecchio ossario che per l'incura era rimasto senza tetto. Grandi restauri della Chiesa Nel 1913 fu redatto un progetto per il restauro dell'edificio sacro per una spesa di duemila lire. E' in seguito a questo restauro che furono ricoperte le antiche colonne cilindriche. Nel 1926 il pittore Cesare Manila di L'Aquila restaurò gi affreschi di Saturnino Gatti. I lavori interessarono anche la facciata ed il sagrato oltre che l'organo costruito nel 1832. Negli anni '50 i lavori di restauro interessarono la casa canonica (attigua alla chiesa) e parte dell'oratorio oltre che l'interno dell'edificio. Particolarmente laborioro fu il restauro degli affreschi dell'abside, rimasti danneggiati in un incendio scoppiatato nella notte tra il 5 ed il 6 ottobre 1958 e che provocò danni notevoli. Gli ultimi lavori di restauro, svolti negli ultimi anni, hanno interessato il tetto, la sistemazione del pavimento per eliminare le infiltrazioni nonchè il tabernacolo in legno e varie tele. Chiesa: San Vito di Tornimparte: La vecchia chiesa parrocchiale di S. Vito di Tornimparte, situata fuori dal paese, era molto antica se già nel secolo XII apparteneva alla diocesi di Forcona, come si rileva nella Bolla di Alessandro III del 1178: «Rocca S. Viti cum Ecclesiis, Villis et suis pertinensis». Nella visita pastorale fatta dall'Arcivescovo Luigi Filippi il 26 luglio 1877 la chiesa viene così descritta: «La chiesa parrocchiale di S. Vito è piuttosto ampia e di buon disegno. E' a tre navate delle quali quella di mezzo a tetto, mentre le laterali sono a volta. Oltre l'altare maggiore, conta sei altari laterali simmetrici, de' quali uno privilegiato pei defunti, ed un altro di patronato. La chiesa non è consacrata». Tre altari erano posti: «dal lato del Cornu Evangelii relativamente al maggiore, de' quali il 1° dedicato alla Vergine SS.ma di Loreto di preteso patronato della famiglia Fischione di S. Nicola, il 2° a S. Giovanni Battista, ed il 3° a S. Antonio da Padova. Gli altri tre posti dal lato opposto: il 1° dedicato a S. Vito principale protettore e titolate della Parrocchia; il 2° alla Vergine SS.ma del Rosario; il 3° al SS.mo Crocifisso, ed è privilegiato per i defunti». Nell'altare maggiore era eretta la cura delle anime col titolo di Prepositura, di libera collazione. Successivamente vennero aggiunti alla prebenda parrocchiale altri benefici, fondi e legati. Purtroppo questa chiesa rimase gravemente danneggiata dal terremoto del 13 gennaio 1915. Caddero il campanile, la facciata, i muri perimetrali e la casa canonica. Essendo rimasta pressochè inservibile, urgeva la necessità di costruirne un'altra. Messisi d'accordo i più noti esponenti delle frazioni che compongono la parrocchia di S. Vito, il 9 gennaio 1933 si recarono dal parroco di S. Panfilo di Villagrande e lo pregarono di interessarsi al loro caso. D. Berardino Santucci, resosi conto della bontà di tale causa e del desiderio dell'Arcivescovo de L'Aquila, si mise subito all'opera. In un primo momento si rivolse al prefetto di L'Aquila Rivelli il quale dopo un abboccamento avuto dall'Arcivescovo e dopo aver invitato D. Giuseppe Staffetti, parroco di S. Vito, a recarsi in Prefettura per chiedergli ragione della mancata restaurazione della chiesa, mandò a S. Vito l'ingegnere Ettore Ciarletta per fare un sopralluogo della chiesa. Redatto il progetto della nuova chiesa, fu inviato al Ministero LL.PP. per l'approvazione e la concessione del sussidio dello Stato. Il Ministero, con decreto del 31.03.1928, n. 806, concesse la somma di 61.292 lire. A questo punto, ogni frazione componente la parrocchia pretendeva che la chiesa le venisse costruita il più vicino possibile. Dopo varie vicende, non sempre felici, una Commissione costituita dai rappresentanti della Curia Arcivescovile de L'Aquila, dall'ingegnere capo del Genio Civile e dalle autorità comunali, scelse l'aia di Colle S. Vito, sito comunale, equidistante dai vari paesi. La prima pietra fu posta il 21 novembre 1933, dopo essere stata benedetta dall'Arcivescovo Gaudenzio Manuelli. La costruzione fu affidata all'impresario Domenico Colaiuda, che portò a termine durante l'anno 1934. Il Genio Civile de L'Aquila ne effettuò il collaudo il 5 giugno 1935 e il 22 giugno seguente venne benedetta dall'Arcivescovo Manuelli. La nuova chiesa fu dotata di nuove campane, rifuse dalla ditta Pasqualini di Fermo, che furono benedette dal parroco di S. Panfilo l'11 novembre 1934.
Il Palio dei terzi a Tornimparte: Un torneo che faccia riferimento ai terzi non deve rappresentare un’ occasione per esaltare campanilismi e contrapposizioni sterili, ma un’ occasione che, ripartendo da alcuni dati storici oggettivi, consenta (attraverso una sana competizione) una maggiore dinamicità costruttiva nel nostro tessuto comunitario, la cui articolazione in tanti paesi non deve venir vista come un ostacolo, ma come una potenzialità. I Terzi: L’ articolazione in terzi del nostro territorio di Tornimparte risale già all’ indomani della decadenza dell’ impero romano e in epoca longobarda. Già prima dell’ anno 1000, infatti, erano strutturati gli insediamenti di Tornimparte ( l’ attuale territorio ricadente nella parrocchia di S. Panfilo) e di Rocca S. Vito ( da Pianelle a Barano). Esistevano, quindi, vari insediamenti nell’ ambito dell’ area di Castiglione che però, nel periodo 1000/1200, si spostarono a valle nell’ area di Colle Martoni ( l’ attuale S.Nicola, Colle Massimo, Colle Perdonesco). Erano presenti, invece, fin dall’ antichità, nell’ attuale conformazione, i vari centri facenti capo a Rocca S. Stefano, aggruppati amministrativamente, solo nel 1811, nel Comune di Tornimparte.Tale articolazione ha avuto, comunque, una più accentuata connotazione agli inizi del 1500. Infatti , per cause prettamente economiche, quelle della divisione degli erbaggi ( dei pascoli) e al fine di evitare contese e liti continue, i rappresentanti dei terzi si radunarono il 28 Maggio 1537 nel Sagrato della chiesa di S. Panfilo per sancire formalmente, con la presenza di un notaio e di rappresentanti del potere feudale, la ripartizione dei territori montani dei terzi. Il documento, nel quale è riportata questa descrizione, è contenuto in una pergamena esistente presso l’ archivio di Stato. La sua lettura è emozionante. Al suono a distesa della campana “della venerabilis ecclesia di Sancti Pamphili” si radunarono nel “cortilio” (sagrato) di questa chiesa i massari (i rappresentanti e i proprietari di allevamenti) dei terzi in un consiglio straordinario. Essi sono citati per nome e cognome. Molti cognomi sono ormai scomparsi, ma alcuni coincidono o quasi con quelli attuali: per il terzo di “ Ville Magne” ( Villagrande) si leggono infatti, Micantonius Tiratis, Petrus Carnicelli, Jacobus Angelini, Berardus Colantonius, Jacobus De Vecchioli, Liberatus Micarii ( Micarelli), Nicolaus Contis. Per il terzo S. Vito e il terzo S. Nicola si leggono Liberatus Cruciani, Sebastianus Santocci, Joannes Tofanacchio, Domenicus Buctaro (Buttari), Domenicus De Tresca. Particolarmente accurato è il testo che sancisce la divisione dei territori pascolativi ( in pratica tutta la nostra montagna). Per la sua importanza ve lo riproponiamo integralmente (dove compaiono i puntini è segno che la pergamena è ivi lacerata e quindi non leggibile). “In primis lo terzo di la Villagrande la contrada in loco che si chiame le confina Iacome sonto alle vene arze in capo li Talloni in sino alla Forcella deli arcadici, et seguita per li confini de Toella, ed esce in capo lo prato de Serpaolo, et po esce in capo lo prato de Carnicella dove si dici li coppi dentri ed ecse in capo la Pagliata, et seguita per li confini di lo monte per sino in capo lo vato di lo Vallone de lo Dente et era per fi allo Peschio de là dallo prato de Iacomo de Vecchiolo et seguita in lo colli che si dice la Coglietartera ad piede lo prato de le erede de santo piccolo et esce in capo le case de casa Monir et va fino alla Fonte del Puzzillo; po va seguitando li confini di Lucolo, et vene fino allo Vallone de Valle Iaroccia. Item di San Vito abbia il suo erbaggio, et per sua parte per defanza in loco, et giusta, che si dice Arditola incomensando del confino de Roella et poi piglia da canto lo monte come va lo Vallone di Colle Palombo, et com  e inpriani alle restoppole, et piglia la Terra di Valle Forana, et confina lo Monte secondo che vene lo ghiaccio da pede lo prato di Petridica, et confina in Capo la Plaia per lo deruto secondo com’ esce et va solo infino allo canale della Schiazza. Item al terzo San Nicola tocca in parte, et se li da per defenza, ed erbaggio lo loco, et giusta, che s’ incomincia vall’ ami, et lo panicaro circondato da questi confini videlicet da pede, da la banda verso San Nicola, de la Forca di Castiglione in quaggiù, et li se da’ la defenza di Lagrifoglio secondo è suo solito, et come piglia la strada di Valle Forana, et va infino allo stretto per la via dello Cantero, et poi se li dona per ristoro il panicaro sino allo canale della Schiazza come acqua penne, et confina colla Rocca S. Stefano”.
Tradizioni popolari a Tornimparte - Ju catozzo: Schema di funzionamento della carbonaia La carbonaia Schema e funzionamento della carbonaia. (disegno di Sandro Conti tratto da "La Stagione della Carbonaia", 1993).Il tempo di cottura della legna varia a seconda del tipo del legname utilizzato, dalla sua freschezza, dal volume, dalla posizione ed esposizione rispetto al vento. Un indizio sul processo di carbonizzazione è dato dal colore del fumo che esce dalle aperture laterali "sbirrumi" e "fumarole". Feste patronali a Tornimparte: San Panfilo: ultima domenica di aprile a Villagrande; Madonna delle Grazie: prima domenica di luglio a Rocca S. Stefano; San Vincenzo: prima domenica di giugno a Forcelle; San Vito: seconda domenica di giugno a Colle San Vito; San Pietro: ultima domenica di giugno a Piè la Villa; Maria SS.ma Addolorata: prima domenica di luglio a Case Tirante; Madonna della Libera: prima domenica di maggio a Madonna della Strada; S. Antonio: seconda domenica di luglio a Pianelle; S. Antonio e S. Vincenzo: penultima domenica di luglio a San Nicola; Madonna della Neve: 5 agosto a Barano; Maria del Carmine: penultima domenica di Luglio a Palombaia; San Gabriele: penultima domenica di agosto Capo la Villa; Maria SS.ma: penultima domenica di Agosto a Piè la Costa. L'Antica fiera a Tornimparte: La Fiera, proposta con deliberazione comunale del 30.11.1868, venne istituita con decreto prefettizio del 23.04.1873 per tre giorni consecutivi cioè il 15,16 e 17 ottobre di ogni anno. Vi fu abbinata la festa dell’Addolorata, istituita con deliberazione del 17.09.1758, per cui assunse la denominazione “festa e fiera dell’Addolorata”. Fin dalla sua istituzione la fiera rappresentò un ruolo importante in tutto il circondario, anche in considerazione del fatto che cade in autunno cioè quando gli allevatori usano fare una selezione dei capi da rimettere nelle stalle vendendo quelli che sono in eccesso o acquistandone di nuovi. Anche il mercato delle bancarelle, acquistò velocemente importanza. In tale mercato trovavano spazio finimenti per le bestie, botti, damigiane, oggetti in rame, arnesi da lavoro e quant’altro poteva servire in una casa di contadini ed allevatori. Con il passare degli anni lo svolgimento della Fiera si è ridotto ad un solo giorno: il 15 ottobre. Seguendo la trasformazione dell’agricoltura, che ha assunto sempre più carattere industriale, la fiera del bestiame ha perso un po’ di interesse ma l’intera manifestazione ha saputo rinnovarsi dando più spazio al mercato delle “bancarelle”, all’artigianato, ai prodotti tipici e di nic	chia. Negli ultimi anni è tornato il premio agli allevatori per i capi migliori, cercando di incentivando i piccoli allevatori i cui prodotti sono sempre più ricercati. E’ stato inoltre istituito recentemente un nuovo premio: “Una vita per………” dedicato a quegli operatori che hanno dedicato la vita ad una attività economica. Da non dimenticare che ogni anno è organizzato un ciclo di convegni riguardanti le problematiche socio-economiche legate all’allevamento e più in generale ai comuni montani. Anche la manifestazione religiosa sta vivendo una riscoperta: da qualche anno la Messa Solenne e la Processione si svolgono la sera del 14 ottobre. Suggestiva è la fiaccolata che accompagna la statua dell’ Addolorata per le vie del paese. Sagra del prosciutto a Tornimparte: Nello stesso anno della sua fondazione (1971), l'Associazione pro-loco Tornimparte organizza la Sagra del prosciutto al fine di valorizzare uno dei prodotti locali più caratteristici; per far si che la manifestazione avesse un grande successo di pubblico, viene svolta insieme al Festival dei nuovi canti di montagna (il primo in Abruzzo). Inutile dire che tale binomio ha funzionato perfettamente, tanto che ancora oggi il secondo week-end di agosto si svolge la Sagra del Prosciutto: è diventato oramai un appuntamento fisso per passare delle splendide giornate all'aria aperta degustando prodotti tipici locali. L'area sagra si trova in una splendida zona verde, appena fuori dall’abitato di Villagrande, sulle pendici del monte Ruella, lungo la strada provinciale Amiternina, al Km 14,200. Gli stands vengono aperti al pubblico il venerdì e la manifestazione prosegue, con rappresentazioni teatrali, animazioni per bambini, esibizioni musicali, fino alla domenica. Il luogo scelto per la Sagra permette di godere di uno splendido panorama sull’intera conca aquilana. Oltre al “classico” ma sempre squisito panino con dell’ottimo prosciutto, negli ultimi anni il menù si è via via arricchito arrivando a proporre pizze fritte (anche farcite con prosciutto), vari tipi di pasta, salsicce arrosto, arrosticini, bruschette, patatine fritte, ottimi dolci preparati in casa dalle nostre cuoche da gustare in tavoli al coperto. Negli ultimi anni, inoltre, la manifestazione si arricchita di spazi culturali proponendo alla ribalta le opere di artisti locali e non. Per i più giovani è attiva la più originale discoteca all’aperto. Da non dimenticare infine la vena sportivo-naturalistica della manifestazione: domenica mattina si svolge una ciclo-scampagnata che attraversa tutte le frazione del Comune. Inoltre è ormai conosciutissima la “Ruella Adventure”, una marcia non competitiva che, passando attraverso una decina di chilometri di sentieri, porta i protagonisti negli angoli più belli delle nostre montagne.
Il Palio dei terzi a Tornimparte - Cavalli e cavalieri: Un torneo con la partecipazione di cavalli e cavalieri è stato, per molti secoli, uno dei maggiori avvenimenti (non solo sportivi) che hanno caratterizzato la vita delle  Comunità, soprattutto di quelle dove insistevano –con particolare rilievo in età feudale- corti, castelli e città con forte valenza nobiliare. In aree più marginali e quindi in ambiti montani connotati da territori montani più chiusi e isolati economicamente, pur essendo minore l’ impatto con manifestazioni cavalleresche, tali aree vivevano anch’ esse momenti ludici e di combattimento virtuale (basti pensare alle rappresentazioni popolari durante il carnevale; alle contese che avvenivano nell’ innalzamento dell’ Albero del Maggio; alle “gare” nelle attività boschive, agricole e di allevamento). In tale contesto il ruolo del cavaliere e del cavallo, attraverso i quali il primo palio dei terzi vuole esprimere la sua valenza specifica, tale ruolo appunto era molto forte e diffuso. Nell’ambito tornimpartese è sufficiente citare alcuni esempi per avere un significativo riscontro: la presenza del cavallo e del cavaliere (San Giorgio) che sconfigge il “male” (il drago) nel dipinto esistente sotto il portico della facciata della chiesa di S. Panfilo il ruolo del cavallo legato all’economia agro-pastorale e boschiva con I cavalli che trasportavano legna e carbone fuori dai boschi; i cavalli, i carri e gli uomini ad essi dedicati (chi non ricorda Battaglia, Giulio Tiberi di Piè la Villa) che trasportavano legna e carbone verso la città giungendo a rifornire persino Roma durante la seconda guerra mondiale; i cavalli per la trita (la trebbiatura) guidati da allevatori che gestivano questi mestieri quasi a livello professionale (i Greco di Pianelle, i Colaiuda di Barano, Buttari di San Nicola, i Panella di Forcelle) girando per le aie dell’Abruzzo e del Lazio durante tutto il periodo estivo. A livello storico è opportuno ricordare che l’ampiezza demografica dei nostri paesi e la forza economica di essi era rappresentata non solo dal numero dei fuochi, ma dal numero dei soldati a cavallo. Per legittima curiosità si può precisare che nei 1173 il Castrum di Tornimparte (l’ attuale parrocchia di S. Panfilo) era rappresentata da un soldato e mezzo a cavallo (poiché per ogni 24 famiglie si conteggiava un soldato a cavallo, a quel tempo le famiglie residenti ammontavano a 36). Da ultimo, come ci informa il Prof. Pasquale Di Prospero, si deve ricordare che nel territorio di Tornimparte sembra esistessero anche i Gerosolimitani, ordine cavalleresco molto importante, legato probabilmente alla nascita e alle vicende del Castello di Castiglione. Ce n'è, quindi, in abbondanza per legare un palio a cavalli e cavalieri, sia pure in una dimensione diversa da quella tipica della alte corti baronali e principesche. Il territorio diviso in terzi di Tornimparte aveva nei cavalli e nei cavalieri una forza economica e sociale di tutto rispetto. Rifondando oggi un torneo con essi su di un piano di civile contesa, significa allora non disperdere il passato, ma da esso ripartire per costruire insieme prospettive più solide di modo che, nella nostra Comunità, non prevalga il disfattismo e l’ indifferenza che non portano da nessuna parte, ma prevalga, anche attraverso la dinamicità di una contesa, uno spirito costruttivo, nuovo, libero da laccioli, capace di valorizzare le potenzialità (e non sono poche) dei nostri territori e della nostra gente.
Tutto pronto, a Tornimparte (L’Aquila), per la 146esima edizione dell’antica fiera del paese e per la 215esima edizione della Festa dell’Addolorata. I festeggiamenti inzieranno domenica 11 ottobre, con un cartellone pieno di iniziative culturali e di divertimento, all’insegna di eventi incentrati sulla storia e sulla cultura. Si inizia, appunto, domenica 11 ottobre alle ore ore 14.45 con la nona edizione della visita guidata del Fai agli affreschi di Saturnino Gatti nella monumentale chiesa di San Panfilo. Alle 16.30 dello stesso giorno nella stessa location è in programma la nona edizione del premio regionale ‘Il Saturnino’ e la 18esima edizione del festival regionale ‘Nuovi canti per l’Abruzzo’. I giorni 12 e 13 ottobre saranno invece dedicati alla Madonna, con il triduo, le messe e l’Adorazione Eucaristica con padre Cristoforo Simula. Il 14 ottobre, alle ore 20.30, è poi prevista una messa solenne con fiaccolata e processione e la deposizione di una corona al monumeto ai caduti in occasione dei 100 anni della Grande Guerra e commemorazione. Al termine fuochi d’artificio. Il 15 ottobre è invece la giornata della Fiera animali e mercato: bancarelle dal mattino sino a sera con presenze di espositori locali di prodotti tipici e stand della storia e cultura di Tornimparte organizzato dalla pro loco e dalle associazioni del Comune e Mostra micologica organizzata dalla Gema sezione dell’Aquila. Per tutto il pomeriggio la festa sarà allietata dal gruppo ” I Briganti della Maiella”. In serata, nella chiesa di San Panfilo, è in programma anche il concerto del gruppo strumentale ” Serafino L’Aquilano”, nel corso dell’iniziativa si svolgerà l’assegnazione del riconoscimento ” Una Vita per”, il premio che va ad attori economici del territorio per la loro lunga attività e per il servizio reso alla cittadinanza. Il 16 ottobre, alle ore 21, sketch comici a cura del Gruppo Teatrale di Tornimparte ed esibizione di organetti, il tutto allietato da ottimo vin brulè e castagne. Al termine Ballo della Pupa.
MERAVIGLIE DELLA NATURA: GROTTA DI VACCAMORTA (TORNIMPARTE, AQ) La grotta di Vaccamorta è una risorgenza attiva (ovvero fa da sorgente ad un corso d’acqua) nel gruppo del monte Velino, Valle del Puzzillo, territorio del comune di Tornimparte (AQ). Scoperta nel 1963, può essere giustamente considerata una delle più belle cavità sotterranee del comprensorio aquilano oltre che una delle più lunghe d’Abruzzo. Ma attenzione, la visita dell’interno della grotta è consigliata solo se accompagnati da esperti speleologi. Al suo interno il percorso è angusto e leggermente in salita, non adatto ai visitatori meno esperti: si possono trovare canyon, salette e una miriade di concrezioni. Particolarità poco felice di questa bellissima grotta è la sua radioattività. Alcuni studi sulla radioattività risalgono già al alcuni anni orsono: Moretti, Ferrini, Di Sabatino e Sciocchetti per il Dipartimento di Scienze Ambientali, Università dell’Aquila e per l’ENEA. “La grotta di Vaccamorta è nota già da molti anni per essere interessata da valori di radioattività molto alti” – si legge all’inizio del loro studio. “Per questo motivo i ricercatori del Laboratorio di Geologia Ambientale e Radioprotezione dell’Università dell’Aquila hanno intrapreso una campagna sistematica di misure di radioattività all’interno dell’ipogeo, sia per conoscere meglio il fenomeno e, se possibile, scoprirne le cause, sia per valutare l’eventuale esposizione alla radioattività degli speleologi.” Per chi volesse approfondire, in questo documento lo studio indicato. Nella gallery che segue, alcune foto di questa comunque affascinante grotta, molto attiva in questo periodo. La portata di acqua, e la bassa temperatura della stessa, richiedono fra l’altro una muta di almeno 5mm di spessore e calzari in neoprene di almeno 3mm. Consigliati in questo periodo anche guanti e cappuccio in neoprene (specie dove la testa viene a contatto con l’acqua fredda)  per esplorarla ed ammirarla con sufficiente tranquillità. E se le grotte vi appassionano, vi consigliamo di prendere contatti con il Il Gruppo Grotte e Forre “Francesco De Marchi” (GGFAQ), che opera all’interno della Sezione CAI L’Aquila per praticare e promuovere l’attività di speleologia e torrentismo, con corsi che vi consentiranno di apprendere o approfondire l’organizzazione e le tecniche per avventurarvi in sicurezza in questi luoghi spettacolari, spesso molto vicino a noi.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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