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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Taranta Peligna (Ch)

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI TARANTA PELIGNA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di TARANTA PELIGNA (Ch) (m. 460 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Taranta Peligna: Lat.: Nord 42°01'12" - Long.: Est 14°10'18"
     
  CAP: 66018 -  0872 -  0872.910181 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI TARANTA PELIGNA 0872.910118   0872. 910118       0872.910118  - 00153460696 
Come raggiungere Taranta Peligna:  Satzione: Palena a 20 km.   Aeroporto d'Abruzzo a 70 Km.  Uscita: Val di Sangro
 
HOTELS ED ALBERGHI TARANTA PELIGNA (CH)
La Chiesa di San Biagio a Taranta Peligna: Al centro del paese si trovano le rovine della chiesa di S. Biagio (sec. XVI), di cui sono rimasti in piedi alcuni tratti delle mura, la zona absidale e la facciata in pietra, col grande portale che conserva i battenti lignei intagliati, recanti le figure dei santi Biagio e Rocco entro edicole, busti di santi e angeli; a sinistra i resti della possente torre campanaria, eretta dal 1564 al 1616, come testimoniano due iscrizioni alla base del campanile medesimo: un tempo a cinque piani, ne restano due, divisi da una cornice marcapiano. La chiesa fu fatta saltare in aria dalle truppe naziste (primi del 1944) che ripiegavano sulle montagne della linea Gustav, ricacciati dagli Alleati verso Cassino.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE TARANTA PELIGNA (CH)
Turismo nel paese di Taranta Peligna. Valle di Taranta: La Tagliata, l'antico nome della Valle di Taranta, è una grandiosa fenditura che incide profondamente per oltre sette chilometri il versante orientale della Majella. Ha origine alla Sella del Macellaro (2646 m), piccola depressione situata tra il monte Macellaro e la grotta Canosa. La valle offre un ambiente naturale che annovera fenomeni carsici, rarità botaniche e fauna particolare. Vi si aprono numerose cavità come la grotta dell'Asino, del Bove e la grotta turistica del Cavallone, raggiungibile con un impianto funiviario. Molto frequentata nel periodo estivo è luogo ideale per l'escursionismo, il rifugio Macchia di Taranta (1703 m) facilita le escursioni per il Colle d'Acquaviva (2200 m), il monte Macellaro (2646 m), l'Altare dello Stincone (2426 m) e il più lontano monte Amaro (2793 m), la seconda cima più elevata dell'Appennino. Grotta del Cavallone: La grotta del Cavallone si apre sullo strapiombo della parete rocciosa posta sul lato sinistro della Valle di Taranta a quota 1475 e si sviluppa per oltre 1400 metri. Ricca di formazioni concrezionali, offre visioni di grande suggestione. Dalla base l'apertura è simile ad un grosso nido di volatili; in realtà colpisce la grandiosità e l'imponenza dell'imbocco sulla fantastica parete. La grotta è costituita da una serie di condotti e di sale concrezionate, attrezzate per la visita turistica per circa 800 metri, la cui toponomastica è in gran parte regolata su personaggi della tragedia dannunziana La figlia di Iorio e da similitudini più o meno felici. È detta anche Grotta della figlia di Iorio in quanto Francesco Paolo Michetti, trasse ispirazione dall'antro d'ingresso per la scenografia del secondo atto della tragedia dannunziana che venne messa in scena al Teatro lirico di Milano il 4 marzo 1904; e sull'onda del successo arriso all'opera del vate, la grotta richiamò numerosi visitatori ed eruditi, molti dei quali la descrissero con termini fantasiosi e ricchi di ispirate metafore. Grotta Canosa: La cavità è un riparo sotto roccia a quota 2604, tra la valle di Femmina Morta e la valle Cannella, ben visibile da lontano e punto di convergenza di alcuni itinerari per il monte Amaro. I finitimi comuni di Taranta Peligna, Lama dei Peligni e Pacentro la scelsero come termine di confine dei rispettivi territori. Le Acquevive: La Majella è un massiccio di chiara origine calcarea che "poggia", però, su terreno argilloso. La roccia calcarea è una roccia molto tenera che si lascia attraversare e modellare dall'acqua; la permeabilità all'acqua della roccia calcarea insieme alla presenza di argilla, premette la nascita, in diversi paesi del parco nazionale della Majella, di numerose sorgenti naturali, tra le quali le più caratteristiche sono sicuramente quelle del parco fluviale "Le Acquevive" posto ai piedi del paese di Taranta Peligna.
CAMPEGGI TARANTA PELIGNA (CH)
Il territorio di Taranta Peligna, Comune in Provincia di Chieti di circa 400 abitanti, si estende lungo 2000 metri d’altitudine. Il suo punto più basso è il fiume (378 s.l.m), quello più alto il Monte Macellaro (2646 metri s.l.m.). La Valle di Taranta offre meravigliosa ricchezza naturalistica ed è per questo meta ideale per l’escursionismo: numerose sono le cavità, tra le quali la Grotta del Cavallone; flora e fauna sono rare, particolari, avvolgenti. A quota 1703 troviamo il Rifugio Macchia di Taranta, curatissimo, proprio nel cuore della Maiella, ideale per l’accesso ai tipici pianori ed alla sua vetta più alta (Monte Amaro, 2793 m. s.l.m.). Alle radici del paese scorre il fiume Aventino, sulle cui sponde si trova il Parco Fluviale delle Acque Vive. Taranta fa parte della Comunità montana dell’Aventino-medio Sangro e del Parco Nazionale della Majella. Eventi e manifestazioni a Taranta Peligna. 3 febbraio; San Biagio, il 1º febbraio si rinnova il secolare, antico rito delle "panicelle". Fine aprile; Il Sentiero della Libertà, dal 2001 è la marcia rievocativa del sentiero: Sulmona-Campo di Giove-Guado di Coccia-Taranta Peligna-Casoli che superava attraverso la Majella la Linea Gustav, negli anni dell'occupazione tedesca, e raggiungeva la terra liberata dagli Alleati. 16 maggio: festa patronale di Sant'Ubaldo. 1-2 luglio: festa della Madonna della Valle. agosto: Taranteno, concorso che mette a confronto il giudizio dei valutatori in erba con quello degli esperti internazionali nel giudicare vini di piccole produzioni e di nicchia. 16 agosto: festa di San Rocco.
VILLAGGI TURISTICI TARANTA PELIGNA (CH)
La Grotta di Taranta Peligna. Il territorio di Taranta Peligna, Comune in Provincia di Chieti di circa 400 abitanti, si estende lungo 2000 metri d’altitudine. Il suo punto più basso è il fiume (378 s.l.m), quello più alto il Monte Macellaro (2646 metri s.l.m.). La Valle di Taranta offre meravigliosa ricchezza naturalistica ed è per questo meta ideale per l’escursionismo: numerose sono le cavità, tra le quali la Grotta del Cavallone; flora e fauna sono rare, particolari, avvolgenti. A quota 1703 troviamo il Rifugio Macchia di Taranta, curatissimo, proprio nel cuore della Maiella, ideale per l’accesso ai tipici pianori ed alla sua vetta più alta (Monte Amaro, 2793 m. s.l.m.). Alle radici del paese scorre il fiume Aventino, sulle cui sponde si trova il Parco Fluviale delle Acque Vive. Taranta fa parte della Comunità montana dell’Aventino-medio Sangro e del Parco Nazionale della Majella. Eventi e manifestazioni a Taranta Peligna. 3 febbraio; San Biagio, il 1º febbraio si rinnova il secolare, antico rito delle "panicelle". Fine aprile; Il Sentiero della Libertà, dal 2001 è la marcia rievocativa del sentiero: Sulmona-Campo di Giove-Guado di Coccia-Taranta Peligna-Casoli che superava attraverso la Majella la Linea Gustav, negli anni dell'occupazione tedesca, e raggiungeva la terra liberata dagli Alleati. 16 maggio: festa patronale di Sant'Ubaldo. 1-2 luglio: festa della Madonna della Valle. agosto: Taranteno, concorso che mette a confronto il giudizio dei valutatori in erba con quello degli esperti internazionali nel giudicare vini di piccole produzioni e di nicchia. 16 agosto: festa di San Rocco. La sua unica frazione, Stiffe, ospita una delle maggiori attrazioni carsiche della Provincia dell’Aquila: Le Grotte di Stiffe. Dalla sommità del paese, tra i viottoli stretti e scoscesi ha inizio un sentiero che si inerpica fino all’altezza di un antico fortilizio diroccato che conduce alle grotte. L’ingresso della grotta è situato a circa 700 m. s.l.m. Si tratta di una risorgenza le cui acque provengono dall’inghiottitoio nell’altopiano di Rocca di Mezzo a quota 1253 m. s.l.m. Il torrente sotterraneo scorre dentro la grotta per circa 600 m. formando concrezioni dai più vari colori che si tuffano nei laghetti creando uno scenario fantastico. il dislivello di circa 70 m. crea cascate di incantevole suggestione. Il rumore dell’acqua che scorre, che cade, intimidisce e affascina il visitatore. E’ meta di numerosi gruppi turistici che giungono da tutta Italia per apprezzare un fenomeno naturale ancora attivo come pochi nel nostro paese. Vai alla pagina dedicata alle Grotte di Stiffe. Nel corso dell'anno all'interno delle Grotte vengono effettuate numerose manifestazioni quali, il Presepe in Grotta (8 dicembre - 6 gennaio) oltre al Presepe vivente in Grotta. Nell'abitato di Stiffe leggermente isolata dal borgo di erge la Chiesa di "Sant'Andrea" risalente al nono secolo riportata in pietra attraverso un restauro pre-terremoto 2009. Evidenzia elementi architettonici di diverse epoche; all'interno alcune Statue del XVI e del XVII secolo in terracotta policroma; di rilievo il ciborio ligneo del XVII.
AFFITTACAMERE TARANTA PELIGNA (CH)
Un po' di storia del paese di Taranta Peligna. Taranta Peligna era già abitata durante la Preistoria come dimostra il ritrovamento di un’ascia di bronzo della prima metà del II millennio a.C. Il nome Taranta, Tarantola fino al 1881, è strettamente correlato alla sua antica tradizione laniera. Le Tarantole erano famosi panni in lana pesante, risultanti da un particolare tipo di lavorazione cardata. Questi panni in lana, principalmente utilizzati dai marinai e per le vele delle barche, costituivano la produzione maggiore del paese. A Taranta venivano esaurite tutte le fasi produttive dell’industria laniera ed ogni suo abitante ne era coinvolto: dal pascolo dei greggi sulla Majella, alla tintura delle stoffe, alle frange delle coperte, al commercio del prodotto finale. Il ragno tessitore è l’emblema, documentato, di Taranta, da secoli. I lanifici di Taranta producevano tessuti e coperte famose in tutta Italia. Inoltre Taranta aveva l’esenzione dai balzelli reali perché forniva le vele agli arsenali napoletani. La centralità della lavorazione della lana per la città portò allo sviluppo del culto di San Biagio, protettore dei lanari, e la costruzione della chiesa ad esso dedicata del XVI secolo, della quale purtroppo oggi rimangono solamente le sue rovine al centro del paese: alcuni tratti delle mura, la zona absidale e la facciata in pietra, col grande portale che conserva i battenti lignei intagliati, i resti della possente torre campanaria, eretta dal 1564 al 1616, come testimoniano due iscrizioni alla basa del campanile medesimo un tempo di cinque piani. L’aggettivo Peligna, invece, sembra essere stato aggiunto erroneamente in seguito. Come per il vicino comune di Lama dei Peligni, anche per Taranta il riferimento al popolo dei Peligni è dovuto alla falsa convinzione di alcuni storici della loro presenza sul territorio. In realtà, questi luoghi furono abitati dalle popolazioni dei Carecini, un’altra tribù italica. Il passaggio successivo dei Longobardi è attestato invece da un castello eretto nel luogo in cui ora sorge la chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, le cui origini si fanno risalire al tardo Medioevo.
BED & BREAKFAST TARANTA PELIGNA (CH)
Grotte del Cavallone a Taranta e Lama dei Peligni (CH) Ci troviamo nel cuore del versante orientale della Majella, solcato da profondi e lunghi valloni, spesso veri e propri canyons, scavati dalle acque. Qui si collocano le maggiori cavità della Montagna Madre, tra le quali la Grotta del Cavallone. Scesi dalla cestovia, col naso all’insù, non si farà fatica ad immaginare l’entrata della Grotta come un occhio di cavallo gentilmente incastonato nella parete rocciosa dalle forme che ricordano il suo muso. Da questo richiamo sembra derivi il nome Cavallone. La grotta è anche chiamata della Figlia di Jorio, in onore all’omonima tragedia dannunziana: Paolo Michetti, pittore e scenografo, si ispirò ai suoi ambienti per la rappresentazione degli scenari della tragedia pastorale. Di certo, già soffermandoci da lontano sulla forma dell’entrata della Grotta, possiamo iniziare a mettere in moto la nostra immaginazione. Immaginazione di giochi di forme che verrà stimolata in pieno lungo tutto il percorso visitabile. Ci stupiremo dei prosciutti appesi, della Torre di Pisa, della Foresta Incantata, del paesaggio lunare. Ci stupiremo della forza e della magia delle creazioni alle quali l’acqua dona vita nuova. Per accedere al suggestivo atrio di entrata della Grotta ci sono 280 scalini, scavati nella roccia da abili scalpellini. Dal Belvedere, proprio di fronte all’ingresso di questo suggestivo monumento sotterraneo nel cuore della Majella, possiamo riprendere fiato e stendere lo sguardo lontano, dalla valle, alle vette, ai giochi di rocce e colori. Durante la discesa, avvolti nei profumi e nei suoni della Montagna Madre, ci sentiremo ancora colmi di meraviglia, stupore e bellezza, con le scarpe sporche ed il cuore pieno. La Grotta del Cavallone si trova a 1475 m s.l.m., nel cuore del Parco Nazionale della Majella. Di origine carsica, si sviluppa per più di due chilometri e si divide in una galleria principale e tre diramazioni secondarie. Il percorso visitabile, o ramo turistico, è di circa 1360 metri e si conclude nell’Anfiteatro, con la sua meravigliosa volta di stalattiti. Gli speleologi possono invece continuare l’esplorazione di questo buio mondo sotterraneo nel ramo non turistico. Inoltrandosi nella cavità, accompagnati da appassionate guide, a pochi passi dall’atrio, ci si trova all’ingresso della Galleria della Devastazione, dove il caos del tempo ha il sopravvento sull’armonia delle forme e dell’immaginazione. Proseguendo per la strada principale, ancora accompagnati da raggi di luce esterna, si giunge alla Sala di Aligi: questa prende il nome dal protagonista della tragedia dannunziana che lì si nascose con la sua amante e fu anche una delle sale dove si rifugiarono gli abitanti di Taranta Peligna durante la II Guerra Mondiale, nell’autunno 1943, quando il fronte bellico si era immobilizzato lungo la linea Gustav. Le firme dei rifugiati sono ancora presenti all’interno della cavità, soprattutto nella spaziosa Sala degli Elefanti. Alla fine della Sala di Aligi ci troviamo al cospetto delle Sentinelle, formazioni di stalattiti e stalagmiti che salutano il nostro ingresso nella Galleria principale, ormai lontana dai raggi del sole. Da qui, per circa un’ora, alla temperatura costante di 10 gradi e con l’umidità percepita del 96%, è tutto un susseguirsi di formazioni calcaree, di giochi di fantasia sulle forme createsi, di bambinesca curiosità.
CASE PER VACANZA TARANTA PELIGNA (CH)
Ruderi chiesa San Biagio a Taranta Peligna. La costruzione della chiesa dedicata a San Biagio, protettore dei lanieri è del XVI secolo. Oggi rimangono solamente le sue rovine al centro del paese: alcuni tratti delle mura, la zona absidale e la facciata in pietra, col grande portale che conserva i battenti lignei intagliati, i resti della possente torre campanaria, eretta dal 1564 al 1616, come testimoniano due iscrizioni alla basa del campanile medesimo un tempo di cinque piani (oggi ne rimangono solamente due). La chiesa fu fatta saltare in aria dalle truppe naziste (primi del 1944) che ripiegavano sulle montagne della linea Gustav, ricacciati dagli Alleati verso Cassino e ha subito la forza distruttiva di diversi terremoti che hanno toccato la zona.
APPARTAMENTI PER VACANZA TARANTA PELIGNA (CH)
Chiesa di san Nicola di Bari a Taranta Peligna. Su una rupe, che precipita sul fiume Aventino, si eleva la chiesa parrocchiale dedicata a S. Nicola di Bari, le cui origini sono antecedenti al 1300. In essa sono conservate alcune tele del '600 e un pregevole quattrocentesco crocifisso su tavola, attribuito ad Antoniazzo Romano. La facciata è tripartita da lesene ed è strutturata a salienti, un orologio è posto nella sezione in alto a destra, mentre un portale è sito nella parte centrale, anch'esso è sito tra lesene, in più sopra vi è un timpano triangolare spezzato. Una scalinata a due rampe precede l'ingresso.
CASE PER LE FERIE TARANTA PELIGNA (CH)
Santuario Madonna della Valle a Taranta Peligna. Il Santuario della Madonna della Valle si trova nella parte alta del paese a ridosso di un meraviglioso costone roccioso, dal quale si raggiunge la Loggetta, parte di un condotto benedettino scavato nella roccia viva. Di recente ristrutturazione, in origine fu una cappelletta aperta al pubblico di proprietà della famiglia de Simeonibus. Nel 1706 fu l'unica costruzione che restò indenne dal terremoto. Al primo Ottocento risale, con i dovuti rifacimenti, la chiesa attuale elevata a Santuario diocesano nel 1991. La chiesa, di grande devozione, sorge nella parte alta del paese a ridosso di un costone roccioso. L'interno è a navata unica e copertura in legno a due falde.
COUNTRY HOUSE TARANTA PELIGNA (CH)
Sacrario Brigata Majella a Taranta Peligna. Su uno sperone roccioso proteso come un balcone sul paese, si erge la cappelletta dedicata ai 55 caduti della Brigata Majella, una formazione partigiana unica nel suo genere ad essere stata fregiata di medaglia d'oro al valor militare pur non essendo una formazione militare. La formazione patriottica, sorta a Casoli nel dicembre del 1943, operò per la Resistenza in Abruzzo e in tutta l'avanzata della Liberazione, fino a Bologna e ad Asiago. Lo scioglimento avvenne a Brisighella il 15 luglio 1945.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' TARANTA PELIGNA (CH)
Palazzo dei Malvezzi a Taranta Peligna. Sito accanto alla chiesa di San Nicola, fu ricostruito dopo il terremoto del 1706. Il palazzo fu la residenza dei Malvezzi, famiglia di origine bolognese, sino al 1747 quando questo ramo ereditario si estinse. Il palazzo successivamente venne suddiviso tra vari proprietari sino al 1984, quando a seguito del terremoto venne acquisito dal Comune che provvide al suo restauro. Adibito oggi a sede di varie associazioni e manifestazioni culturali, ospita la mostra permanente intitolata allo scrittore italoamericano di origine tarantolese Pietro Di Donato; inoltre, nei suoi ambienti si possono ammirare le sculture scaturite dal simposio di scultura tenutosi nel Parco Fluviale delle Acquevive durante l'estate 2015.
RIFUGI E BIVACCHI A TARANTA PELIGNA (CH)
Parco fluviale delle Acquevive a Taranta Peligna. Il Parco fluviale, sulle due sponde del fiume Aventino, dove è presente la Sorgente delle Acquevive, è assolutamente uno dei posti d’Abruzzo da non perdere. Rilassante, avvolgente, profumato, innovativo, dove la natura ed il corpo fanno tutt’uno. E lo spirito gioisce. Nel 2012 il Parco è stato ristrutturato dall’Amministrazione comunale e si arricchisce di servizi: un percorso fitness attrezzato; l'area pic-nic; l'area giochi; gli orti del parco ed il punto vendita di prodotti locali. Specchio del territorio sono le piante ed i fiori che il Parco avvolgono e proteggono. Un vero e proprio, imperdibile, museo di botanica!
Chiesa di San Nicola e Clemente a Lama dei Peligni. E' una delle poche chiese abruzzesi del Rinascimento di forma basilicale. La facciata costruita nella seconda metà del '500 presenta un rosone a raggiera decorato da testine d'Angelo, perfettamente conservato. Nell'interno si possono ammirare un pulpito ligneo di fattura michelangiolesca risalente alla seconda metà del XVI secolo, una statua di cera di Gesù Bambino conservata in urna d'argento e l'organo del XVIII secolo. Nel 1589 fu ampliata e fu aggiunto il campanile raggiungendo probabilmente forma e dimensioni attuali.
Itinerari a piedi, in bicicletta ed a cavallo a Taranta Peligna. Madonna della Valle/Croce di Pietra/Madonna del Carmine - Percorso breve collocato nella parte alta del paese. Dalla Madonna della Valle, imboccando un sentiero sulla destra, è possibile raggiungere la Croce di Pietra, per poi riscendere lungo la strada dove è collocata la suggestiva chiesetta della Madonna del Carmine, subito fuori da paese. Ideale per una passeggiata appena svegli. Madonna della Valle/Loggetta/sacrario della Brigata Majella - Sentiero di media difficoltà, di recente ristrutturato, che collega Il Santuario della Madonna della Valle al Sacrario della Brigata Maiella. Lungo il sentiero, della durata di circa 40 minuti, è possibile visitare la Loggetta. Anello del Parco Fluviale/Area camper/ Chiesa Ss. Trinità - Nella parte bassa di Taranta, è possibile passeggiare lungo il corso del fiume aventino e immergersi nella in un vero e proprio museo di botanica. Dopo aver effettuato l'anello del Parco, che si dispiega lungo le due sponde del fiume, tornando sulla strada principale ed attraversando il ponte, si può continuare il percorso verso l'area camper, dove si trova la Chiesetta della SS.ma Trinità.
Itinerari a piedi, in bicicletta ed a cavallo a Taranta Peligna. In bicicletta: Madonna della Valle/Madonna del Carmine - Pista ciclabile che collega la Madonna della Valle alla Madonna del Carmine, per ciclisti esperti. Strada per Colledimacine/Centrale solare/Lettopalena/Taranta Peligna - Da Taranta si può percorrere l'antica strada di collegamento ad uno dei paesi della valle di fronte, Colledimacine. Dopo aver raggiunto la centrale solare, ci si dirige verso Lettopalena, per poi tornare a Taranta seguendo la strada principale (SS84). Taranta/Lama/Palena/Fonte della Noce/Lettopalena/Taranta. Trekking: Altare dello Stincone/Monteamaro (Secondo tratto Alta valle di Taranta) Sentiero della Valle (Primo Tratto)/Rifugio Macchia di Taranta) Macchia di Taranta/Fonte Tarì/Bosco dei Camosci. Antica strada per Lettopalena - Dalla strada chiusa verso l'antica centrale idroelettrica di Taranta, passando per il bosco che sovrasta il paese, è possibile raggiungere il borgo antico di Lettopalena. Il sentiero è di media difficoltà ed è molto esposto in alcuni punti.
Gli abitanti di Taranta Peligna hanno in genere due certezze.  La prima: l’aggettivo Peligna c’entra poco con la storia del paese, è un regalo un po’ maldestro del Regno D’Italia, frutto di una conoscenza del territorio un po’ troppo distante, in quanto i Peligni erano una popolazione preromanica presente dall’altra parte della montagna. Nella zona di Taranta c’erano i Carecini, altra tribù italica.  Poi si susseguirono i Longobardi, che lasciarono un castello sulla morgia del fiume dove ora sorge la chiesa parrocchiale di San Nicola e prima ancora romani, che lasciarono diverse tombe sparse sul territorio; una di queste, di un tale Brinnia Procula, venne recuperata nel 1500 circa da Lorenzo Malvezzi Medici (parente di quel Lorenzo il Magnifico) toscano che era sceso a Taranta per diffondere l’arte laniera. Taranta e la lana sono due realtà che per secoli sono andate insieme: la fortuna del paese, dove la rivoluzione industriale arrivò quando in altri posti del Regno delle Due Sicilie o dell’Abruzzo citeriore si era ancora in pieno feudalesimo, è ruotata da sempre attorno ai suoi lanifici che sfornavano tessuti e coperte famose in tutta Italia. Taranta aveva l’esenzione dai balzelli reali perché forniva le vele agli arsenali napoletani e i tarantolesi erano un popolo di mercanti, di pastori e di operai.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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