Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Scoppito - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Scoppito

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SCOPPITO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di SCOPPITO (Aq) (m. 770 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Scoppito: 42°22′26″N - 13°15′21″E
     
  CAP: 67019 -  0862 -  0862.717419 - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI SCOPPITO 0862.717841   0862.713220       0862.713210 - P. IVA: 00183860667
Raggiungere Scoppito:(Stazioni di Scoppito: Vigliano, Sella di Corno e Sassa Scalo (L'Aquila Ovest) Aeroporto d'Abruzzo a 110 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI SCOPPITO (AQ)
** HOTEL MARRONE
Via Roma, 208 - 67019 Scoppito (Aq)
tel. 0862 717089 - fax 0862 65994
 Servizi offerti dalla struttura








RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE SCOPPITO (AQ)
Monumenti e luoghi di interesse a Scoppito. Architetture religiose: Chiesa di San Giacomo Apostolo: chiesa del XIV secolo, costruita in pietra con intonaco rinascimentale. Ha pianta rettangolare a navata unica, con campanile a torre, ma terminante a vela. Ha portale cinquecentesco. Abbazia di San Bartolomeo Apostolo: si trova fuori il centro, nella contrada omonima. Fu costruita nel XIII secolo, e nel XV risultava già una chiesa di campagna. Si distingue bene dalle altre chiese per la struttura imponente e fortificata, con i bastioni laterali. Ha pianta rettangolare irregolare a tre navate, con rivestimento esterno in pietra. Il campanile è a vela, e si trova accanto l'abside. La facciata è piuttosto anonima, perché costruita con materiali di fortuna dopo il terremoto del 1703. Chiesa di San Giovanni in Civitatomassa: si trova nella contrada omonima. Risale circa al XV secolo. Ha una imponente pianta rettangolare, con ampia facciata rinascimentale. Ha due oblò laterali, una architrave barocca decorata da cinque pinnacoli, e un portale rinascimentale. La cornice di pietra mostra un angelo centrale Siti archeologici a Scoppito (Aq): Sito archeologico di Amiternum (a confine con la località di San Vittorino); Ponte romano. Riserve naturali all’interno del territorio del paese di Scoppito: Parco naturale di Sella di Corno e il Parco naturale di Monte Calvo Il comune di Scoppito offre possibilità di escursionismo, sci escursionismo e scialpinismo sulle montagne del territorio (gruppo di Monte Calvo). È presente anche un laghetto di pesca sportiva[4] ed un centro sportivo polifunzionale centrale all'avanguardia. Aeroporto L'Aquila – Preturo: Si trova molto vicino al comune, in direzione della contrada Preturo. La vicinanza con la città dell'Aquila, la conformazione del territorio abbastanza agevole e la presenza di alcune importanti industrie hanno favorito un andamento demografico del tutto opposto rispetto a quello della maggior parte dei comuni dell'entroterra appenninico con la popolazione che è in costante aumento sin dagli anni settanta. Dopo il terremoto del 6 aprile 2009, la popolazione si è quadruplicata ed ha portato all'apertura di numerose attività commerciali.
CAMPEGGI SCOPPITO (AQ)
Il clima del territorio di Scoppito è tipicamente continentale con forti escursioni termiche giornaliere e annuali. L'inverno è freddo e a volte non manca la neve anche nel fondovalle. L'autunno è la stagione più piovosa seguita dalla primavera. L'estate è normalmente calda e secca. Il paese di Scoppito è raggiungibile sia dall'Aquila (13 km) che da Rieti (45 km) tramite la strada statale 17; in alternativa da Roma si può utilizzare l'uscita Tornimparte-Campo Felice dell'autostrada A24 e, successivamente, la viabilità interna tra Tornimparte e Scoppito. È possibile anche utilizzare la stazione di Vigliano d'Abruzzo, fermata ferroviaria posta sulla linea Terni-Sulmona. Da L'Aquila è attivo nei giorni feriali un servizio di trasporto pubblico locale bidirezionale tramite corriere ARPA. La Storia del paese di Scoppito (Aq) Fu fondata dai Sabini, presso l'attuale contrada Vigliano, dove sono state fatte scoperte archeologiche. Successivamente una parte del popolo si trasferì ad Amiternum. In epoca romana il villaggio si trasferì nella vicina Foruli, oggi contrada Civitatomassa. In età medievale il borgo fu costruito ex novo, con mura di fortificazione. Venne eretta anche un'abbazia dedicata a San Bartolomeo. Fu scosso dai terremoti del 1461 e del 1703. Il nuovo terremoto del 2009 ha lesionato soltanto delle case pastorali abbandonate, benché l'area fosse sottoposta a un controllo generale, con la costruzione di alcune case nuove, con la legge di Silvio Berlusconi, presso contrada San Bartolomeo. Il centro è uno dei più grandi della zona, essendo stato praticamente costruito un nuovo borgo nuovo più a valle, sotto il paese vecchio, ed è facilmente collegato alla contrada di Preturo, dove vi è anche l'Aeroporto dei Parchi.
VILLAGGI TURISTICI SCOPPITO (AQ)
La Cultura a Scoppito. Le Festività: Oltre alle feste patronali nelle varie frazioni il comune organizza annualmente presso San Bartolomeo nella prima decade di Agosto, la Sagra del Tartufo molto presente nel territorio. Nella frazione di Civitatomassa si tiene annualmente ad Agosto il Foruli Rock Festival, festival rock con gruppi musicali abruzzesi e non. Persone legate a Scoppito: Anna Maria Campi, partigiana ligure durante la seconda guerra mondiale, deceduta a Scoppito. Lo Sport a Scoppito: La principale realtà sportiva della cittadina è la Società Polisportiva Dilettantistica Amiternina, sorta negli anni settanta e che nel 2012-2013 disputa per la prima volta nella sua storia il campionato di Serie D. L'Amiternina disputa le partite casalinghe allo stadio comunale di Scoppito, un moderno impianto rinnovato dopo il terremoto del 2009 ed oggi dotato di campo in erba sintetica, tribuna da 500 posti e club house. La Comunità montana Amiternina era una comunità montana istituita con la Legge regionale 6 luglio 1976, n. 35 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata accorpata alla Comunità montana Montagna di L'Aquila dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. La Regione Abruzzo ha abolito la nuova Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Comunità montana Amiternina traeva il suo nome dall'antica città italica di Amiternum. Aveva sede nel comune dell'Aquila e comprendeva i territori di tredici comuni della Conca Aquilana e dell'alta Valle dell'Aterno in provincia dell'Aquila: Barete, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Fossa, Lucoli, Montereale, Ocre, Pizzoli, Scoppito, Tornimparte, Villa Sant'Angelo e Sant'Eusanio Forconese.
AFFITTACAMERE SCOPPITO (AQ)
AFFITTACAMERE UN LETTO SUL LAGO
Via S. Andrea, snc - 67019 Scoppito (Aq)
tel. 0862 717850 - mobile 333 7169320
BED & BREAKFAST SCOPPITO (AQ)
BED & BREAKFAST ANTICA FORULI
Via Ponte San Giovanni, 5 - Frazione Civitatomassa - 67019 Scoppito (Aq)
tel. 348 0869997
BED & BREAKFAST LA MINIERA
Via Provinciale n. 7 - 67019 Scoppito (Aq)
tel. 0862 717454
BED & BREAKFAST LA PINETINA
Via Roma, 123 - Madonna Della Strada - 67019 Scoppito (Aq)
tel. e fax 0862 717351
BED & BREAKFAST MASSARI
Via Roma, 18 - 67019 Scoppito (Aq)
tel. 0862 717216 - fax 0862 718039
BED & BREAKFAST PRATO NUOVO
Via Roma, 113 - 67019 Scoppito (Aq)
tel. 0862 72712 / mobile 347 8487857 - fax 0862 72712
CASE PER VACANZA SCOPPITO (AQ)
La Conca Aquilana è una conca, appartenente al medio corso della Valle dell'Aterno, che si trova nell'Abruzzo interno, nel circondario della città dell'Aquila, da cui trae il nome. Gran parte del territorio rientra all'interno della comunità montana Amiternina. La popolazione attuale dell'intera area è di circa 120.000 abitanti. È una delle macroaree di bassa quota della provincia dell'Aquila (assieme al Fucino, alla Valle Peligna e all'Alto Sangro), caratterizzata da un territorio mediamente vasto, in buona parte pianeggiante, circondato a nord-est dalla catena del Gran Sasso d'Italia, a sud dalla catena del Velino-Sirente ed il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno, a ovest da altre dorsali montuose minori (gruppo montuoso Monte San Rocco-Monte Cava e di Monte Calvo) e a nord dai Monti dell'Alto Aterno, sviluppandosi ad un'altitudine media di circa 700 m sul livello del mare. Tali catene la separano geograficamente dalle sub-regioni del Teramano a nord-est, della Marsica a sud-ovest, dal Cicolano ad ovest, il Reatino a nord-ovest, mentre trova sbocco nella media Valle dell'Aterno, la Valle Subequana e la Piana di Navelli. Dalla conca aquilana partiva anticamente il Tratturo L'Aquila-Foggia. L'intera area della Conca Aquilana , assieme a tutta la Valle dell'Aterno, è classificata a rischio sismico 1 e 2 e ed alta pericolosità sismica con vari importanti terremoti in epoca storica (vedi terremoti dell'Aquila). Ancora più a rischio sono le zone più basse della conca con terreni alluvionali nei pressi del corso del fiume Aterno soggetti a fenomeni di amplificazione sismica. Il clima nella Conca Aquilana è quello tipico delle zone interne appenniniche con accentuata continentalità che favorisce accentuate escursioni termiche sia giornaliere che annuali mantenendo relativamente bassi i livelli di umidità relativa. Il territorio è noto anche per vistosi fenomeni di inversione termica sia d'inverno che d'estate. D'inverno si assiste a frequenti e diffuse gelate mentre le nevicate dagli anni ottanta in poi sono diminuite sia in frequenza che in accumulo in linea con i cambiamenti climatici che hanno coinvolto l'Italia peninsulare e l'intero arco appenninico. La Storia della Conca Aquilana: Nel pleistocene  la conca costituiva un bacino chiuso ed ospitava, con ogni probabilità, un gigantesco lago che si estendeva da Cagnano Amiterno fino oltre San Demetrio ne' Vestini e che costituiva un unico bacino lacustre con quello di Sulmona. Proprio sul fondale lacustre, protetto da limo, venne trovato nel 1954, nel territorio dell'attuale comune di Scoppito, il famoso scheletro di mammuth, poi esposto nel Forte spagnolo dell'Aquila. Con la fine dell'era glaciale si è assistito al prosciugamento del lago, ma la zona è storicamente considerata ricca d'acqua come testimoniano i nomi della città dell'Aquila(da Acquilis) e le frazioni di Onna (da Unda, onda) e Bagno; la conca è oggi attraversata in tutta la sua lunghezza dal fiume Aterno, oltre che da numerose altre sorgenti e torrenti. In epoca romana era parte della regione geografica della Sabina. La conca fu colpita da gravi terremoti nel 1703 e nel 2009. I monumenti e i luoghi di interesse nella Conca Aquilana. Città d'arte: L'Aquila, Santo Stefano di Sessanio, Ocre, Calascio, Scoppito, Assergi, Paganica. Architetture religiose: Duomo dell'Aquila, Basilica di Santa Maria di Collemaggio (L'Aquila), Basilica di San Bernardino (L'Aquila), Basilica di San Giuseppe Artigiano (L'Aquila), Chiesa dei Santi Marciano e Nicandro (L'Aquila), Convento di Sant'Angelo (Ocre), Monastero di Santo Spirito (Ocre), Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa), Chiesa di Santa Maria Paganica (L'Aquila), Santuario della Madonna d'Appari (Paganica). Castelli e fontane nella Conca Aquilana: Forte cinquecentesco dell'Aquila, Fontana delle 99 cannelle (L'Aquila), Fontana luminosa (L'Aquila), Forte spagnolo (L'Aquila), Castello di Ocre (Ocre), Rocca Calascio (Calascio), Mura dell'Aquila, Castello di Fossa (Fossa), Torre civica (L'Aquila). Palazzi: Palazzo Margherita (L'Aquila), Palazzo Centi (L'Aquila), Casa Museo Signorini-Corsi (L'Aquila), Casa natale di Jacopo di Notar Nanni (L'Aquila). Siti archeologici nella Conca Aquilana: Amiternum (L'Aquila), Ocre, Necropoli di Fossa (Fossa). L’economia nella Conca Aquilana: La Conca Aquilana ospita uno dei 4 poli industriali della provincia dell'Aquila (gli altri sono localizzati a Carsoli-Oricola, Avezzano-Fucino e Sulmona-Conca Peligna) nelle località di Sassa Scalo/Scoppito a ovest e Pile/Bazzano/San Demetrio ad est. È presente un polo farmaceutico con Sanofi-Aventis, Dompè e Menarini e un polo elettronico-ingegneristico con Thales-Alenia Space e Technolabs oltre ad altre aziende come Edimo ecc...
APPARTAMENTI PER VACANZA SCOPPITO (AQ)
Il Sirente-Velino è una catena montuosa dell'Appennino centrale, ed in particolare dell'Appennino abruzzese, di cui occupa la dorsale centrale fra quella dei Monti della Laga ed il Gran Sasso a nord-est e la serie dei Monti Carseolani, Monti Simbruini, Monti Cantari e Monti Ernici ad ovest. L'area si trova principalmente nell'Abruzzo occidentale (provincia dell'Aquila), con una piccola parte ad ovest nel Lazio (Cicolano). È delimitato a nord-est dalla Valle Subequana, la valle dell'Aterno e la conca aquilana, a nord-ovest da quella del Salto e a sud-ovest dalla piana del Fucino, a sud-est dalla Valle Peligna. A nord-ovest si trovano i gruppi montuosi minori del Monte Cava-Monte San Rocco e del Monte Nuria (Monti del Cicolano), che ne costituiscono il collegamento geomorfologico con il massiccio del Terminillo e i monti dell'alto Lazio (Monti Reatini), a sud-est si trova invece il massiccio della Majella. La catena è la terza per altezza dell'Appennino continentale dopo Gran Sasso e Majella e raggiunge l'altezza massima con il Monte Velino (2.487 m). Nel territorio sono presenti due aree naturali protette: la Riserva regionale Montagne della Duchessa ed il Parco regionale naturale del Sirente - Velino. La catena, di lunghezza circa 40 km, larghezza massima di 20 e perimetro di oltre 100 km, ha un'orografia piuttosto articolata composta da diversi gruppi montuosi, separati da profonde valli ed altopiani. I due gruppi principali sono quelli del Velino a ovest, e quello del Sirentead est, separati centralmente dall'altopiano delle Rocche. Il gruppo del Velino a sua volta è composto da una serie di sottogruppi: il principale, ove sono le cime più elevate, è quello composto dal Monte Velino vero e proprio e dal vicino Monte Cafornia, a nord-ovest di questi si trova il sottogruppo dei Monti della Duchessa, separato dal Monte Velino dalla Valle di Teve, mentre ad est si trova il sottogruppo dei Monti della Magnola, a nord si trova infine il sottogruppo dei Monti di Campo Felice. Il gruppo del Sirente ha una conformazione più semplice essendo composto da due soli sottogruppi: il Monte Sirente ed il Monte Tino (o Serra di Celano), separati fra loro dalle Gole di Celano. Velino – Cafornia: Questo sottogruppo è delimitato a nord e nord-ovest dalla Valle di Teve, che lo separa dai Monti della Duchessa, a est e nord-est dalla Valle di Majelama, che lo separa dai Monti della Magnola, ed a sud dalla Piana del Fucino. La cima principale è il Monte Velino (2487 m) che si alza con una prominenza di oltre 1700 m sopra la piana del Fucino. A est del Velino è posto Pizzo Cafornia (2424 m), la seconda vetta della catena, separata dal Monte Velino da una canalone detto Canalino. A ovest del Velino le cime minori del Costognillo (2339 m) e poi lungo la costa a scendere verso la Val di Teve: Monte di Sevice (2331 m) e il Monte Rozza (2064 m). A nord del Velino e Cafornia, il Monte Il Bicchero (2161 m) che separa la valle di Teve dalla valle Majelama. Monti della Duchessa: Questo sottogruppo è delimitato a nord-ovest dalla Valle Amara, che lo separa dal gruppo montuoso Monte San Rocco-Monte Cava, ed a sud-est dalla valle di Teve che lo separa dal Velino. Si trova interamente nel territorio del Lazio e le principali cime sono: Murolungo, Monte Morrone, La Torricella, Punta dell'Uccettu e il Costone occidentale (2239 m) che è la vetta più alta. Il Murolungo (2184 m), la seconda cima maggiore, si trova nella parte meridionale e sul versante a sud presenta una parete di roccia selvaggia e scoscesa che cade quasi a picco nella Val di Teve. Il versante nord invece digrada più dolcemente verso il Lago della Duchessa. A nord-ovest del lago si trova il Monte Morrone (2141 m), mentre a nord-est la punta dell'Uccettu. A nord-est del Monte Morrone si trova il Monte Ginepro (1934 m), che domina la sottostante valle dell'Asino ricoperta in gran parte da boschi. A est del Morrone si trova il monte Torricella (2071 m), una cresta lunga e panoramica, con orientamento nord-ovest sud-est che sovrasta la valle Morretana al confine con il sottogruppo dei Monti di Campo Felice. All'altezza del Monte Puzzillo, la dorsale della Torricella piega prima verso sud a formare il Costone (2270 m) e poi a est con la cima Vena Stellante, che segna il confine est con i Monti di Campo Felice, a sud con quelli della Magnola, a ovest con il massiccio del Velino. Monti della Magnola: Si trovano fra il gruppo del Velino-Cafornia ed il Monte Sirente, separati dai primi dalla Valle Majelama e dal secondo dall'altopiano delle Rocche. Sono delimitati a nord daiPiani di Pezza ed a sud dalla Piana del Fucino. Sono formati dalla catena della Magnola a sud e dal Costone della Cerasa e la catena di Capo di Pezza a nord. La catena della Magnola culmina con il Monte Magnola (2220 m.), il versante est e nord-est è piuttosto ripido ed ospita nella parte orientale la stazione sciistica di Ovindoli, mentre il versante meridionale digrada in modo più dolce verso la cittadina di Forme. A nord si trova il Costone della Cerasa che delimita a sud l'altopiano dei Piani di Pezza. La vetta più alta del costone è la Costa della Tavola (2182 m.). Spostato un po' a sud-ovest rispetto al costone si sviluppa la catena di Capo Pezza. Vi troviamo nell'ordine (da sud-est a nord-ovest): Capo di Pezza (2201 m.), Vena Stellante (2271 m.), Punta Trieste (2230 m.), Punta Trento (2243 m.) che è la cima più alta e la catena termina a ovest con il Colle dell'Orso al confine con il massiccio del Velino. Monti di Campo Felice: Si trovano nell'area settentrionale del gruppo e circondano l'omonima Piana di Campo Felice con la relativa stazione sciistica. Nella parte a sud si trova il Monte Puzzillo (2174 m) e proseguendo verso nord-ovest il Monte Cornacchia (2010 m) ed il Monte Fratta (1878 m) fino ad arrivare al Valico della Chiesola di Lucoli (1656 m) che separa la piana di Campo Felice da Tornimparte.
CASE PER LE FERIE SCOPPITO (AQ)
Il Sirente-Velino. A nord del Valico della Chiesola si trova il Monte Orsello (2043 m). A est dell'Orsello, il Monte Cefalone (2142 m) che delimita a nord l'altopiano di campo Felice, compreso all'interno del gruppo del Monte Ocre - Monte Cagno che forma il limite settentrionale della catena del Sirente Velino. A sud-est del Cefalone si trova il Monte Rotondo, sulle cui pendici nord-occidentali sorge la stazione sciistica di Campo Felice, e le creste di Serralunga, Cisterna, Colle del Nibbio, Punta dell'Azzocchio, Cimata di Pezza e Cimata del Puzzillo fino a ricongiungersi a Capo di Pezza. Gruppo del Sirente: Il gruppo del Sirente si trova ad est del gruppo del Velino da cui è separato dall'Altopiano delle Rocche; si sviluppa per circa 20 km di lunghezza in direzione nord-ovest sud-est, fra la frazione di Rovere sul suddetto altopiano, fino al passo di Forca Caruso. Il gruppo è formato da due sottogruppi; il massiccio del Sirente e la Serra di Celano. Le principali cime del Sirente sono ( da nord a sud): Monte di Mandra Murata (1949 m), Punta Macerola (2258 m), Monte Sirente (2348 m), Montagna di Canale (2207 m), Monte San Nicola (2012 m). La Serra di Celano, si trova a sud-ovest rispetto al Sirente. La punta principale è a sud (1924 m) e sovrasta l'abitato di Celano sviluppandosi in direzione est-ovest, il crinale volge poi verso nord a formare la Serra dei Curti. Fra la Serra di Celano ed il Sirente si trovano le Gole di Celano che proseguono in direzione ovest nella Valle d'Arano che sfocia nella più ampia piana di Ovindoli. A ovest della Serra dei Curti si trovano due cime minori: il Monte Faito (1704 m) ed il Pizzo di Ovindoli (1504 m). Rilievi principali nella catena montuosa del Sirente-Velino: Monte Velino m. 2487, Monte Cafornia m. 2424, Monte di Sèvice m. 2355, Monte Sirente m. 2349, Monte Costone m. 2274, Punta Trento m. 2243, Punta Trieste m. 2230, Monte Magnola m. 2220, Monte d'Ocre m. 2204, Murolungo m. 2184, Costa della Tavola m. 2182, Monte Puzzillo m. 2174, Monte Cagno m. 2153, Monte Cefalone m. 2142. Le principali vette della catena Velino-Sirente sono: Monte Morrone m. 2141, Costone della Cerasa m. 2119, La Torricella m. 2071, Monte Rotondo m. 2064, Monte Orsello m. 2043 e il Monte San Nicola di m. 2012. I rifugi sul Sirente-Velino: Sul territorio del gruppo si trovano diversi rifugi, alcuni gestiti da strutture pubbliche, altri di privati. Di seguito una lista (non esaustiva). Rifugio Vincenzo Sebastiani: si trova a 2102 m. sul Colletto di Pezza, all'interno del comune di Rocca di Mezzo, è gestito dal CAI di Roma. Data la sua posizione vi si incrociano vari sentieri CAI che permettono l'accesso sia ai Monti della Duchessa, che a varie cime del gruppo del Velino. Rifugio Capanna di Sevice: si trova nel gruppo del Velino, sul monte di Sevice, a 2119 m. lungo il sentiero CAI 3 che porta da Santa Maria in Valle Porcianeta al Monte Velino. Il rifugio è attrezzato ed è gestito dal Gruppo Escursionisti monte Velino di Magliano de' Marsi. Rifugio Telespazio: si trova sul Monte Magnola, a 1980 m. lungo il sentiero CAI 9A. È arredato con diversi posti letto. È gestito dal CAI di Avezzano. Rifugio Gigi Panei: dedicato alla guida alpina Gigi Panei, si trova a 2178 m. sul Monte Magnola. Si trova in cattivo stato ed è scarsamente arredato. Rifugi Le Caparnie (o Le Capannie): si trova a 1700 m, sui Monti della Duchessa, tra il Murolungo ed il Morrone, lungo il sentiero CAI 2B che porta da Cartore al Lago della Duchessa. Si tratta di piccoli edifici in muratura, non arredati, a uso dei pastori della zona. Rifugio Forestale di Campitello: si trova sui Monti della Duchessa, a 1720 m in una vallata a nord della Punta dell'Uccettu. È raggiungibile con il sentiero CAI 1F che parte dal Prato Capito e attraversa i Prati di Cerasolo e si inoltra nella Valle Quartarone. È un ex edificio della Forestale in muratura privo di arredi. Rifugio la Vecchia: si trova sulla cresta nord-ovest del Monte Sirente, a 1900 m. Non segnato sulle carte, è attrezzato con posti letto, stufa e altri arredi. I Comuni interessati nel territorio del Sirente-Velino. Il territorio della catena interessa i seguenti comuni: L'Aquila, Lucoli, Ocre, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Ovindoli, Secinaro, Castelvecchio Subequo, Gagliano Aterno, Castel di Ieri, Collarmele, Aielli, Celano, Massa d'Albe, Magliano dei Marsi e Borgorose.
COUNTRY HOUSE SCOPPITO (AQ)
Il Gruppo Montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno è una breve dorsale montuosa interna dell'Appennino centrale situata in Abruzzo in provincia dell'Aquila. Fa parte della catena del Sirente-Velino e ricade in parte all'interno dell'omonimo parco regionale naturale del Sirente-Velino. Descrizione del Gruppo Montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno: Esso è mediamente disposto da nord-ovest verso sud-est, parallelamente a molte altre dorsali appenniniche come quella limitrofa di Monte Orsello, e sovrasta la valle dell'Aterno in corrispondenza del capoluogo abruzzese L'Aquila e della parte bassa della conca aquilana. Interessa il territorio del comune dell'Aquila con le frazioni (ex comuni) di Bagno e Roio e i comuni di Lucoli, Ocre e Rocca di Cambio. Con una lunghezza di circa 16 km ed una larghezza massima di circa 7 km, dal punto di vista geomorfologico e geografico separa la conca aquilana e la piana di Roio dalla vallata di Lucoli e la piana Campo Felice. Raggiunge la quota altimetrica più elevata con il Monte Ocre (2204 m) seguito da Monte Cagno (2156 m) posto sulla stessa cresta montuosa a sud-est, i Monti di Bagno (2077 m) e Monte Cefalone (2145 m), mentre l'intera dorsale prende origine e consta di altre cime minori come il Colle Cerasitto (1760 m) e il suo gemello Monte Le Quàrtora (1783 m) in direzione nord-ovest posti nel territorio di Bagno; ai prodromi nord-occidentali è posto Monte Luco, nel territorio di Roio. La naturale prosecuzione geomorfologica verso sud-est della dorsale è di fatto il gruppo Sirente-Velino interrotto dall'altopiano delle Rocche nel mezzo e, verso l'interno, la cresta del Serralunga, Monte Rotondo e Monte Magnola. L'aspetto tipico di questa dorsale è l'essere totalmente priva di vegetazione nel versante sud-ovest e quasi del tutto spoglia anche nel versante nord-est a maggior dislivello. La cima si raggiunge abbastanza facilmente da Campo Felice e Rocca di Cambio oppure salendo progressivamente dalla vallata di Lucoli o da Roio; da essa si può godere di una panoramica completa della conca aquilana con il sottostante capoluogo abruzzese, delle vicine cime del Monte Velino, delle Montagne della Duchessa, del Monte Sirente nonché dell'intera catena del Gran Sasso d'Italia, i Monti della Laga a nord fino ai Monti Sibillini con il Monte Vettore e il Terminillo. La comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinque Miglia è stata una comunità montana comprendente l'alta valle del fiume Sangro e l'altopiano Maggiore. Il nome, Alto Sangro e altopiano delle Cinque Miglia  derivava dall'alta valle del fiume Sangro e dell'Altopiano delle Cinquemiglia che rappresentano le due aree adiacenti di cui il territorio della comunità montana era composta. Il territorio della comunità montana era inserito per buona parte nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: Barrea, Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli e Villetta Barrea. Comprendeva inoltre le maggiori località sciistiche del centro-sud Italia: Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso, cui si aggiunge quella di Pescasseroli. La Regione Abruzzo ha abolito la Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La sede si trovava a Castel di Sangro. Elenco dei comuni facenti parte della comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinque Miglia: Alfedena, Ateleta, Barrea, Castel di Sangro, Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli, Pescocostanzo, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccaraso, Scontrone, Villetta Barrea.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SCOPPITO (AQ)
Scoppito (Aq) (Amiternum, si trova nella Frazione di San Vittorino a Scoppito. Tipologia dei resti archeologici: Sito romano (Anfiteatro - Necropoli - Teatro -Terme - Catacomba). Come arrivare: A24 RM-TE uscita L'Aquila Ovest/ proseguire in direzione Teramo/ Lago di Campotosto/ San Vittorino da Napoli: A1 NA-RM uscita Cassino/ proseguire in direzione Sora/ Avezzano/ A25 direzione L'Aquila-Teramo/A24 uscita L'Aquila Ovest/ proseguire in direzione Teramo/ Lago di Campotosto/ San Vittorino. Nota città Sabina, seconda per importanza solo a Rieti, è l'odierna San Vittorino, a circa dieci km a nord-est dell'Aquila. Il nome deriva dal fiume Aterno che scorre vicino, o come ricorda Strabone attraversava l'abitato (V 4,2) e Varrone (De ling. Lat. V 28) ricorda che "gli Atermini sono chiamati così perché abitano intorno all'Aterno". Catone (citato da Dionigi d'Alicarnasso, II 49) afferma che "il più antico insediamento sabino, Testruna, sarebbe stato in prossimità di Amiterno", dove Varrone (Dionigi, I 14) colloca anche Lista, considerata il principale centro degli Aborigeni. Viene ricordata per la sua pianura fertile anche se la sua urbanizzazione è molto tarda. Molto probabilmente sul colle S.Vittorino sorgeva un vicus iniziale, scelto come centro amministrativo comunale. Il successivo abbandono medioevale ci fa rivivere la situazione originaria di abitati sparsi e che questi vici fossero ancora fervidi in epoca imperiale, come testimoniano i ritrovamenti archeologici (villaggi attuali di Scoppito, Pizzoli, Preturo, Coppito). La storia costituzionale e amministrativa di Amiternum riflette una particolare situazione economica-sociale comune in tutta la zona. L'oppidum venne occupato dai romani nel 293 a.C. durante la terza guerra sannitica (Livio, X 39, 2-4), nel corso sarebbero stati uccisi 2800 uomini e catturati 4270. Nel 290, con il definitivo assoggettamento della Sabina il centro entrò a far parte dello stato romano ottenendo la cittadinanza sine suffragio (senza diritto di voto), che dovette tramutarsi in optimo iure (piena cittadinanza) nel corso del II sec. al massimo. Fino ad Augusto la città restò semplice prefettura governata da octoviri e solo allora dovette accedere a statuto di municipio anche se, recentemente, la scoperta dell'iscrizione con la menzione di duoviri fa pensare all'esistenza di una colonia anteriore alla costituzione del municipio. Il culto imperiale era amministrato da tresviri augustales invece che dai seviri, anche questo segno di un'amministrazione municipale non del tutto sviluppata. La città diede i natali al celebre storico Sallustio nell'86 a.C.. Tra i più noti culti locali ricordiamo quelli di ferocia, di Ercole e di Fortuna il cui tempio fu ricostruito dopo un incendio come ci attesta un'iscrizione di epoca imperiale (CIL IX 4181). La città conservò importanza anche in epoca medievale e sede episcopale nella metà del XIII sec., sede trasferitasi in un secondo momento all' Aquila: questo atto sancì l'abbandono definitivo dell'antico centro. L'oppidum primitivo conquistato dai romani nel 293 occupava la sommità del colle San Vittorino e nel corso della tarda repubblica e l'inizio dell'impero, con la progressiva urbanizzazione dell'abitato, il centro si spostò ai piedi del colle verso l'Aterno, dove evidenti sono i resti archeologici (teatro e anfiteatro). Il perimetro privo di mura non doveva superare i 3 km, i limiti sono definibili a ovest dalla Salaria per Cermone e a sud in base alla presenza di necropoli (località Torroncino). Il foro era probabilmente situato a sud dell'Aterno, tra il teatro e l'attuale strada statale che collega la provincia a Teramo, da qui proviene il famoso calendario conservato al Museo dell'Aquila. La città presentava anche un impianto termale sulla destra del fiume, alimentato da un acquedotto, poco conservato, e al quale si riferisce un'iscrizione, scoperta nel 1890 e databile tra la fine della repubblica e Augusto, in cui si menziona il percorso dell'acquedotto dal serbatoio (castellum) fino al punto di distribuzione circa 2568m. Un secondo acquedotto, molto più lungo del precedente, alimentava la zona centrale della città, posto a sinistra del fiume ma aveva origine dalle sorgenti del Rio Grande (odierna villa Raiolo a Pizzoli) e terminava nella località Ara di Saturno (vicino il teatro) dopo un percorso di circa 3.5 m. Un'iscrizione di bronzo, patronato della famiglia Sallii menziona il nome del primo acquedotto Aquae Arentani, ne ricorda il restauro datato 325 d.C., la sistemazione delle terme ad opera di C. Sallio Sofronio Pompeiano, della curia Septimiana Augustea (curia della città) e del teatro. La seconda iscrizione menziona l'altro acquedotto denominato aqua Augusta di età tiberina, e le terme costruite da un certo L. Iulius Pompilius Betulenus Apronianus vengono menzionate da una terza iscrizione (CIL IX 4196). Il teatro di Amiternum, scavato a partire dal 1878, è situato al centro della città in località Ara di Saturno, presenta la cavea ricavata ad est in buona parte dal pendio della collina e a ovest costruita con otto muri di sostruzione. Essa, con diametro di 80 m. circa poteva contenere 2000 spettatori e doveva comprendere due ordini: il prima prevedeva 18 gradini è conservato fino alla praecinctio (passaggio con parapetto che divideva la cavea del teatro dai settori concentrici) e tre scalette la dividevano in quattro, la scena a esedre rettangolari al centro e ai lati misurava 57 m.. L'edificio realizzato con opera quadrata per le testate esterne e la reticolata di calcare locale datano il monumento all'epoca di Augusto, abbandonato dopo il IV sec. d.C. secondo un'iscrizione, e come ci testimoniano gli scavi, usato nella tarda antichità come necropoli. L'anfiteatro si trova al margine della città, a destra del fiume (incrocio della strada tra Teramo e Preturo) si tratta di un piccolo edificio (asse maggiore misura 68 m. e quello minore 53 m.), il perimetro comprendeva 48 arcate su due piani, ancora oggi conservate. Gli ingressi principali, disposti a est e ovest, sono quasi il doppio degli altri. L'arena doveva misurare 46x30 m. purtroppo oggigiorno quasi del tutto interrata, non vi sono tracce di gradinate che in origine dovevano ospitare 6000 spettatori.
RIFUGI E BIVACCHI A SCOPPITO (AQ)
Scoppito (Aq) (Amiternum, si trova nella Frazione di San Vittorino a Scoppito. Tipologia dei resti archeologici: Sito romano (Anfiteatro - Necropoli - Teatro -Terme - Catacomba). La tecnica edilizia, l'opera cementizia con rivestimento a mattoni, permette di datare l'edificio al I sec. d.C.. Si nota un rifacimento più tardo nel settore nord, in rozza opera mista, dove vennero chiuse delle arcate. Vaste e ricche necropoli dovevano circondare l'abitato: vennero riportate alla luce, in due riprese, tombe tardo-repubblicane, con letti funebri ellenistici in bronzo, oggi conservati uno al Museo di Chieti e l'altro al Museo dei Conservatori a Roma. San Vittorino Sotto la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo vi è una piccola catacomba legata alla memoria del martire locale (San Vittorino). L'ambiente A, riutilizza strutture romane ed in parte ricostruita con resti antichi di un edicola eretta nel V sec. dal vescovo Quodvultdeus sul corpo del martire. Vi sono rappresentati due apostoli e un defunto presentato a Cristo da Vittorino. La persistenza arcaica paganico-vicana fino all'età augustea è dimostrata scoperta di numerose tombe monumentali nei villaggi circostanti Amiternum. Recenti scavi presso la presenza di un importante tempio di età repubblicana, che le iscrizioni permettono di attribuirlo a Feronia, del tempio rimangono notevoli elementi architettonici: capitelli corinzi e parti di fregio con eroti e ghirlande, in pietra calcarea locale datati stilisticamente, all'inizio del I sec. a. C. e conservati nel Museo Archeologico di Chieti. Informazioni: Ufficio I.A.T. dell'Aquila tel. 0862-410808; Municipio dell'Aquila tel. 0862-6451. Come raggiungere Scoppito: In Macchina: Via Autostrada: Da Roma, prendere la A24 per L'Aquila-Teramo, uscita L'Aquila Ovest. Successivamente imboccare la Statale 17 per Rieti, Scoppito è a meno di 10Km. Via Salaria: Da Rieti, il primo comune che si incontra in Abruzzo è quello di Scoppito, con il paese di Sella di Corno. In Autobus: Dall'Aquila partono corse tutto il giorno con le Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi (ARPA). Gli orari sono consultabili sul sito www.arpaonline.com. In Treno: Sulla tratta Terni-Sulmona, il comprensorio di Scoppito ha tre stazioni: Sassa Scalo, Vigliano e Sella di Corno. Persone legate ad Amiternum: Diversi personaggi di rilievo nella storia romana nacquero ad Amiternum, come testimoniano i fastosi palazzi e le ville rinvenuti nell'area. Il più antico di cui si hanno notizie è il console Appio Claudio Cieco, importante figura nel periodo delle guerre di Roma contro i Sanniti e ricordato soprattutto per aver avviato la costruzione della Via Appia nel 312 a.C. Nell'86 a.C. nacque in città lo storico Sallustio e, alcuni decenni dopo, secondo alcune leggende, vi nacque Ponzio Pilato, futuro prefetto della Giudea, noto per aver processato e condannato Gesù ed in seguito condannato a morte da Tiberio. La regione circostante sarebbe legata anche all'ultima parte della vita di Pilato: secondo alcune leggende, il corpo del procuratore sarebbe stato lasciato insepolto e, chiuso in un sacco, affidato ad un carro di bufali lasciati liberi di peregrinare senza meta e sarebbe precipitato nel lago di Pilato, sui Monti Sibillini a circa 50 km da Amiternum, dall'affilata cresta della Cima del Redentore, come ulteriore punizione. Inoltre, sempre secondo la leggenda, Pilato avrebbe posseduto la villa romana rinvenuta nel luogo detto oggi Montagna di Pilato, presso San Pio di Fontecchio. Sempre ad Amiternum fu martirizzato, secondo la tradizione, San Vittorino. Di Amiternum, inoltre, fu vescovo Castorio, personaggio descritto da Gregorio Magno nei suoi Dialoghi e dove uno dei personaggi centrali è Sant'Equizio, precursore di San Benedetto e nato e vissuto nell'area amiternina.
Amiternum era un'antica città italica fondata dai Sabini, le cui rovine sorgono nei pressi di San Vittorino, a circa 11 km a nord dell'Aquila. Oggi è possibile vedere solamente un teatro, un anfiteatro e la pianta di una domus, che costituiscono il sito archeologico principale di epoca romana, ma altre importanti testimonianze, tra cui una villa d'epoca romana, sono state rinvenute recentemente nell'area circostante, nei pressi di Coppito e Pizzoli. La città di Amiternum ha dato i natali ad uno dei maggiori storici romani, Sallustio ed è stata sede di diocesi insieme alle vicine città di Forconae Pitinum. Pur essendo sopravvissuta alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, Amiternum visse un periodo di grande decadenza fino a scomparire completamente nel X secolo. Il suo nome ha dato vita nei tempi a seguire prima al contado Amiternino, come generica indicazione dell'attuale Conca aquilana, fino all'attuale Comunità montana Amiternina e alla Strada provinciale n. 1 Amiternina. La Storia di Amiternum. Prima della conquista di Roma: La città di Amiternum (da amnis (intorno) e Aternum, sui lati del fiume Aterno), da non confondersi con la contemporanea Amiternum sannita, precede di molto l'epoca romana e fu una delle più importanti città sabine. Secondo Marco Porcio Catone è proprio da un villaggio nelle vicinanze di Amiternum, Testruna, che trae le sue origini il popolo dei Sabini. L'antico centro italico si sviluppava sui lati del colle oggi chiamato San Vittorino ed era un importante centro di scambi tra il Tirreno e l'Adriatico. Gli amiternini vinsero una guerra contro gli aborigeni al tempo di Romolo (fine dell'VIII secolo a.C.), conquistando le loro città più importanti, Lista e Cutiliae, in un attacco notturno e furono la popolazione che dominò l'alta valle dell'Aterno fino al VI secolo a.C. Il periodo romano di Amiternum: Nel 290 a.C., durante la loro espansione nell'Italia centro-meridionale, i romani, guidati dal console Manio Curio Dentato, conquistarono l'intero territorio dei sabina, compresa Amiternum. In quell'anno la città ricevette la cittadinanza sine suffragio, cioè senza diritto di voto, e nel 268 a.C. gli fu concessa la cittadinanza ottimo iure, che dava la possibilità agli amiternini di contare politicamente in tutto lo stato. La città divenne quindi una praefectura e, sotto il dominio di Roma, l'Amiternum sabina venne abbandonata per dare origini ad un nuovo centro poco più a valle. La città crebbe e diventò un grande centro urbano contando, nei periodi di massima espansione, una popolazione di decine di migliaia di abitanti. Durante la guerra sociale e leguerre civili del I secolo a.C., però, si spopolò notevomente, riuscendo però a uscire da questa crisi. In età augustea era ancora abitata dai sabini e proprio in quel periodo venne promossa a municipium. La città era inoltre un importante nodo stradale: situata lungo l'antica Via Cecilia che arrivava fino ad Hatria, da essa partivano inoltre la Via Claudia Nova e due diramazioni della Via Salaria. Per almeno quattro secoli, Amiternum ha rivestito il ruolo di centro del potere, continuando a svilupparsi in maniera marcata, e vi hanno risieduto gli esponenti delle più importanti famiglie di Roma, mentre i normali cittadini vivevano, con ogni probabilità, nelle colline circostanti, le cosiddette Ville di Preturo. Nel III secolo la città era ancora una sede vescovile ma già nel secolo successivo perse questo onore. Nel 346-47la città fu colpita da un terremoto, ma che probabilmente non causò danni poiché l'epicentro era abbastanza lontano dalla città, e nel corso del IV secolo fu devastata dalla guerra gotica. L’Amministrazione e le famiglie di Amiternum: Quando era una praefectura, Amiternum era sede di un prefetto, assistito da un collegio di otto membri della nobiltà locale, il quale sembra essere antecedente alla conquista romana. Dopo che la città cambiò il suo status in municipium si crearono un collegio di duumviri edecurioni, che si riunivano nella Curia Septimiana Augustea. Era presente anche un'influente classe sacerdotale e dei tresviri augustales, addetti al culto dell'imperatore. Già nel tardo periodo repubblicano si era sviluppata nella città una facoltosa classe dirigente, che comprendeva equites e senatori. Il più famoso esponente di questa classe è il poeta Gaio Sallustio Crispo (nato nell'86 a.C.) ma molte altre famiglie raggiunsero alti gradi dell'amministrazione statale, come gli "Attii", i "Sallii" e i "Vinii". Il declino della città di Amiternum: L'inizio del declino risale al V secolo quando, ormai caduto l'Impero romano d'Occidente, gli abitanti della città dovettero rifugarsi in luoghi più facilmente difendibili sulle alture: il centro abitato iniziò a spostarsi nell'attuale San Vittorino. Proprio in quegli anni il vescovo della città Quodvultdeus, di origini africane, ristrutturò e potenziò le catacombe realizzando un mausoleo in stile paleocristiano. Tra il VI e ilVII secolo la città vide l'inizio di un periodo di destrutturazione, come suggeriscono delle abitazioni di legno nella zona del teatro. Le strutture pubbliche e molte abitazioni vennero smontate al fine di rinforzare le strutture difensive della città e abbondanti porzioni dell'abitato furono abbandonate. Nel Medioevo, fino a circa l'anno 1000, era ancora presente ed ha dato i natali ad una serie di vescovima venne successivamente unita alla diocesi di Rieti. La città visse, seppur in maniera evanescente, fino al XIII-XIV secolo, quando perse definitivamente vitalità a causa della fondazione della vicina città dell'Aquila.
La Valle Peligna, o Conca Peligna o Conca di Sulmona, è un altopiano dell'Abruzzo interno centrale, in provincia dell'Aquila, ad una quota di circa 400–500 m s.l.m. È una delle macroaree di bassa quota della provincia dell'Aquila assieme alla Conca Aquilana e al Fucino. La Valle Peligna, deriva il suo nome dal greco peline = pelagus -pelagio ovvero fangoso, limaccioso. In età preistorica, la conca di Sulmona era infatti occupata da un vastissimo lago al pari della zona del Fucino; in seguito a disastrosi terremoti ed alluvioni, la barriera di roccia che ostruiva il passaggio verso il mare, nella gola di Popoli, crollò ovvero fu erosa dalla portata dei due fiumi che con la confluenza del Tirino prende - oggi - il nome di fiume Aterno-Pescara. Ha superficie di 100 km quadrati ed un'altitudine media di 300–440 m dal livello del mare. Posta tra le coordinate geografiche da 41°48'10" a 42°11'45" di latitudine nord e da 13°46'10" a 13°69'42" di longitudine est. È attraversata dai fiumi Aterno e Sagittario che confluiscono nel Pescara. Confina a nord-ovest con la conca del Fucino, a sud con la valle del Sagittario e i Monti Marsicani a sud-ovest, a nord-est con la valle dell'Aterno tramite il massiccio del Monte Sirente e la valle Subequana, a est e sud-est con il massiccio della Maiella. Fanno parte di questa valle le cittadine di Popoli, Raiano, Vittorito, Corfinio, Roccacasale, Pratola Peligna, Prezza, Sulmona, Introdacqua, Bugnara, Pacentro, Pettorano sul Gizio. Eccetto la prima, sono tutte ricomprese sotto la tutela della Comunità Montana Peligna. La Comunità montana Peligna e il paese di Frezza (Aq). La Comunità montana Peligna era stata istituita con la Legge Regionale 30 dicembre 1975, n. 66 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. Prendeva il nome dalla Valle Peligna e dall'antica popolazione italica dei Peligni. Dopo la Legge Regionale n. 10 del 27 giugno 2008 hanno fanno parte della Comunità montana Peligna, con sede a Sulmona, i seguenti sedici Comuni: Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Campo di Giove, Cansano, Cocullo, Corfinio, Introdacqua, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pratola Peligna, Prezza, Raiano, Roccacasale, Scanno, Sulmona, Villalago, Vittorito. La Regione Abruzzo ha abolito la Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Valle Peligna (Aq). Geologicamente è una fossa di sprofondamento tettonico dovuta a fenomeni distensivi per slittamento delle circostanti montagne. Nell'era Mesozoica l'area era in buona parte una piattaforma carbonatica, cioè un mare poco profondo, affiancata da bacini pelagici più profondi. Ciò è confermato dal ritrovamento di calcari giurassici costituiti da resti di invertebrati che abitavano mari poco profondi e caldi. Nel Pleistocene la Valle era occupata da un lago prosciugatosi con il collasso di uno sbarramento naturale posto nelle gole di Popoli, all'incirca presso la stazione ferroviaria di Bussi. Tale collasso avvenne nel Pleistocene, come testimoniato dalla presenza di depositi lacustri risalenti nel periodo 700000-300000 anni fa. Successivamente si alternarono climi aridi e freddi (glaciazioni) a climi caldi e questo comportò una notevole erosione delle montagne, i cui depositi riempirono la valle, fino alla conformazione attuale. In base a quanto riportato nelle note integrative al foglio "Sulmona" della carta geologica 1:50000 lo spessore dei depositi quaternari è di circa 40 metri nei pressi di Pratola Peligna. Al di sotto è stata individuata una paleovalle: quel che resta del fondo del lago, in parte eroso durante la fase di svuotamento. La Storia della Valle Peligna e il paese di Frezza (Aq). La Valle Peligna costituisce uno dei territori dell'Abruzzo abitati sin dall'antichità, si ricorda la fondazione leggendaria di Sulmona avvenuta per l'eroe troiano Solimo nel 1180 a.C. Questa terra è stata la patria dell'antico popolo italico dei Peligni e la città di Corfinium fu la capitale della Lega Italica, alleanza di popoli italici, che nel 91 a.C. si ribellò a Roma. Sulmona, patria di eminenti personaggi della cultura e città d'arte, è stato Municipio romano. In epoca sveva e per gran parte del medioevo fu il centro amministrativo dell'Abruzzo.
Sella di Corno è una frazione del comune di Scoppito, in provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Sella di Corno  è posta a circa 1000 m s.l.m. e sovrastata dal gruppo montuoso di Monte Calvo a nord e da quello di Monte Nuria a sud, in prossimità del confine regionale tra Lazio e Abruzzo, prende il nome dall'omonimo valico (1005 m s.l.m.) dell'Appennino Abruzzese che mette in comunicazione la valle dell'Aterno a est (provincia dell'Aquila) con quella del Velino a ovest (provincia di Rieti) attraverso la Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico nel tratto che collega Rieti-Antrodoco con L'Aquila, rappresentando di fatto la via di collegamento stradale più diretta tra le due città. In epoca pre-Romana Sella di Corno, questo altopiano era il limite occupato dai Sabini che si spinsero poi fino alle vallate di Rieti e della bassa valle del Tevere. Nel 268 a.C. i Sabini ottennero la cittadinanza romana. Fu in questo periodo che si costruì la via Salaria che collega ancor oggi Roma alla costa adriatica di Ascoli Piceno. Da questa via, a partire da Interocrium, l'attuale Antrodoco, fu costruita la via Cecilia (attualmente parte della strada statale 17); questa via, attraverso il valico di Sella di Corno, raggiungeva la città di Amiternum. Nella piazza di Sella di Corno è tuttora presente la pietra miliare che indica, in miglia romane la distanza dalla città eterna: LXXII (ovvero 72). In seguito alla distruzione da parte dei Romani di Amiternum (293 a.C.), la popolazione superstite si rifugiò anche nella valle di Corno. Così chiamata perché al centro della fertile vallata c'è un'altura, ben visibile specialmente per chi proviene da Antrodoco, proprio a forma di Corno. Su questo Corno fu costruita una fortificazione e il paese continuò ad espandersi nel tempo attorno alla rocca. Risale al 1145 il primo documento che attesta l'esistenza di Sella di Corno, all'epoca chiamata Rocca di Corno (attualmente esiste questo paese, a circa 5 km verso Antrodoco, ma non è da confondersi con l'antica Rocca di Corno che è appunto l'attuale Sella di Corno). Con i riconoscimenti feudatari l'Università di Sella (Rocca) di Corno costruì anche la sua chiesa di San Pietro Apostolo. All'epoca Università era qualunque agglomerato abitativo. A questo punto la storia di Sella (Rocca) di Corno si fonde con quella di L'Aquila: Sella di Corno con altri 98 Castelli del circondario aquilano partecipò all'edificazione di questa città nel 1254 per volontà di Federico II, costruita, secondo alcuni, sul modello della pianta di Gerusalemme. Sella di Corno ebbe poi lo spazio per costruire la propria piazza, la propria fontana e la propria chiesa, sotto lo stesso titolo di San Pietro apostolo, nel quarto di San Marciano. Purtroppo il terremoto del 1462 distrusse completamente la chiesa. Al suo posto oggi c'è la via delle Bone Novelle. Un aneddoto vuole che San Bernardino, il santo senese morto all'Aquila, il 20 maggio 1444 ammalato e non più in grado di viaggiare, giunto a Sella di Corno, ebbe la visione di Celestino V che gli affidava la città. A terra vicino alla fontana e all'attuale chiesetta a lui dedicata ripeteva: ..eamus Aquilam…ad Aquilam missus sum… gli viene chiesto se si voleva liberare il somarello dato che non poteva più essergli utile. Rispose di no perché sul suo asino doveva entrare nella città, come Celestino e prima ancora Gesù a Gerusalemme. L'ideogramma di San Bernardino IHS si ritrova sui portali delle antiche case della zona aquilana: grazie anche a questo ed alle prerogative esoteriche della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, L'Aquila è considerata da alcuni come la Gerusalemme d'Occidente. Viabilità di Sella di Corno: La Sella è attraversata dalla ferrovia Terni-Sulmona (stazione di Sella di Corno), e dalla Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico. Il luogo di Sella di Corno  è punto di accesso per escursioni nei vicini gruppi montuosi dell'Appennino abruzzese con presenza di diversi piccoli altopiani e laghetti montani, boschi di faggio ecc. A est è possibile salire sul Monte Calvo, a ovest è possibile raggiungere l'Altopiano di Cornino e quello di Rascino.
L'Amiternum sannita: Esiste un'altra città italica di nome Amiternum, appartenente ai Sanniti, che si trovava a metà strada fra Interamna Lirenas, nei pressi di Casinum, e Atina, in territorio dei Sanniti Pentri e nell'attuale territorio di Sant'Elia Fiumerapido (nell'area fra i fiumi Liri, Rapido e Melfa), dove restano, ancora evidenti, estesi resti di fortificazioni megalitiche poligonali. Nel 293 a.C., durante la terza guerra sannitica, i romani si espandevano nel territorio dei Sanniti: fu in quell'anno che il console Spurio Carvilio Massimo conquistò la città di Amiternum, uccidendo 2800 nemici, facendo 4270 prigionieri e distruggendo la città. L’urbanistica di Amiternum: Il primo vicus originario da cui si sviluppò la città sorgeva sul colle di San Vittorino e, con ogni probabilità, questo insediamento costituì il primo oppidum romano. Subito dopo la conquista romana, nel IV secolo a.C., la valle dell'Aterno costituiva un centro di passaggio tra il Tirreno e l'Adriatico e il principale asse viario che vi fu costruito è quello intorno al quale sorga la città amiternina. Nel II secolo a. C. la strada fu notevolmente migliorata dal censore Lucio Cecilio Metello e prese quindi il nome di Via Cecilia. La strada inizialmente non passava per il centro della città, ma correva sul fondovalle, e lì incontrava un ramo della Via Salaria, importantissima via di comunicazione nel mondo romano. Nel corso degli anni, in epoca repubblicana, il centro si spostò verso l'Aterno, nell'area dove sono stati riportati alla luce i maggiori resti archeologici, tuttora in attesa di una miglior valorizzazione culturale ed economico-turistica. Conseguentemente allo spostamento della città, nel I secolo a.C. venne approntato un piano urbanistico che ne regolasse lo sviluppo. La prima grande struttura pubblica che venne edificata nella nuova città fu il teatro, databile nell'età Augustea, successivamente, nel I secolo, venne edificato l'anfiteatro e nei due secoli successivi due acquedotti e un edificio termale. Nel 2008, dopo degli studi eseguiti con dei rilevamenti magnetici, è stata scoperta in linea di massima l'organizzazione della città: il teatro si trovava nei limiti settentrionali del centro, che si sviluppa verso nord per altri 50 metri circa, mentre verso sud sono presenti edifici per almeno un chilometro. L'asse nord-sud era la Via Cecilia, bordata nella parte meridionale da piccoli abitazioni e botteghe di dimensioni ridotte. La Cecilia passava ad ovest dell'anfiteatro, dove è stata riportata alla luce una parte lastricata, e ad est del teatro, attraversando l'Aterno su un ponte i cui resti sono andati distrutti. Dei muri di contenimento delle acque fluviali sono ancora visibili e ciò fa pensare che il corso del fiume non sia cambiato. La città aveva un piano ortogonale ed erano presenti molte strade perpendicolari all'asse principale nella parte meridionale. Ad est dell'anfiteatro, sulla Cecilia, era situato un tempio di 50x40 metri circa, a nord di questo un'ampia area termale e a sud un'area densamente edificata, probabilmente un mercato. A sud dell'anfiteatro erano presenti un altro piccolo tempio, dei giardini e un grande edificio domestico; subito a nord del fiume c'era probabilmente il Foro e nella sua parte occidentale era presente una basilica o un sacellum e subito a nord di queste un ampio complesso commerciale. A nord del Foro, vicino al teatro, l'acquedotto entrava in città e a sud- est del teatro c'era una serie di grandi domus.  Resti archeologici ad Amiternum: I resti dell'Amiternum sabina sono diversi e ben conservati, situati in località San Vittorino, vicino L'Aquila. Tra i più interessanti vi sono l'anfiteatro, il teatro di età augustea ed una villa di tarda età imperiale, con mosaici e affreschi. Vi sono inoltre resti di terme e di un acquedotto risalenti anch'essi all'età di Augusto. Diverse sono poi le epigrafi ed il materiale scultoreo ed architettonico rinvenuto nell'area e conservato in strutture del circondario, soprattutto nel Museo nazionale d'Abruzzo e nel Museo archeologico dell'Aquila, tra cui va ricordato la statua cosiddetta del Signore di Amiternum esposta durante il summit del G8 del 2009. Nei pressi dell'area archeologica, vicino l'abitato di San Vittorino, si possono poi visitare le catacombe paleocristiane, presenti nel sottosuolo della chiesa di San Michele Arcangelo. Resti di possenti mura poligonali dell'Amiternum sannita si trovano, a loro volta invece, sui colli prospicienti il Monte Cifalco, nella valle del fiume Rapido, non distante dalla città di Cassino (l'antica Casinum dei romani). L’Anfiteatro romano di Amiternum. Sulla Via Amiternina sorgono i resti dell'anfiteatro di Amiternum, una struttura risalente al I secolo d.C. in grado di contenere fino a 6000 persone. Le prime indagini archeologiche che l'hanno riportato alla luce risalgono al 1880, mentre i moderni lavori di consolidamento e restauro sono cominciati nel 1996 per mano della Soprintendenza. Dalla caratteristica forma a ellisse, era quasi interamente circondato da gradinate, oggi scomparse. La struttura prevedeva 48 arcate su due piani ed era rivestita completamente in laterizio. Adiacenti all'anfiteatro son i resti di una villa a carattere e funzione pubblica con corte centrale e porticato, di cui rimane qualche debole traccia. Il Teatro romano: Più a nord dell'anfiteatro, ai piedi del colle di San Vittorino è invece il teatro, probabilmente risalente all'età augustea e rinvenuto nel 1878. La struttura, ricavata sul pendio della collina e caratterizzata da una notevole acustica, era costituita da una gigantesca gradinata circolare, la cavea, di 80 metri di diametro disposta su due livelli. Il teatro era costituito da blocchi di pietra squadrati e poteva ospitare circa 2000 persone. Abbandonato dopo il IV secolo d.C. venne successivamente utilizzato con funzione di necropoli. Chiesa di San Michele Arcangelo e catacombe paleocristiane.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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