Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Schiavi di Abruzzo (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Schiavi di Abruzzo (Ch)

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di SCHIAVI DI ABRUZZO (Ch) (m. 1172 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Schiavi di Abruzzo: 41°48′57.73″N - 14°29′05.22″E
     
  CAP: 66045  - 0873 -  0873.970115 - Da visitare:   
MUNICIPIO DI SCHIAVI DI ABRUZZO:  0873.970121   0873.979366       0873.  -  83000490694 - 00278660691
Raggiungere Schiavi di Abruzzo:  Satzione:  Chieti   Aeroporto d'Abruzzo a 104 Km.  Uscita: Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo  
 
HOTELS ED ALBERGHI SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
*** HOTEL IL TEMPIO
Loc. Monte Pizzuto - 66045 Schiavi d'Abruzzo (Ch)
tel. 0873 367790 - fax 0873 979401
 Servizi offerti dalla struttura





RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
Schiavi di Abruzzo. Si ritiene che il comune di Schiavi di Abruzzo, sia stato fondato da una colonia di Slavi; ai tempi dei Normanni, esso divenne feudo di Roberto da Sclavo. Successivamente, fu in possesso dell'Abbazia di san Giovanni in Venere. Il nome del paese compare, per la prima volta, in alcuni atti e documenti diversi conservati nel Monastero di Monte Cassino. Nella storia di questo Monastero è coinvolto, in particolare, un atto di donazione (effettuata da Berardo Borrello di S. Eustachio di Pietrabbondante nel 922) nel quale si parla di beni posseduti in territorio di "Sclavi". L'aggiunta del nome "Abruzzo" si è avuta solamente dopo l'Unità d'Italia, con il Regio Decreto n. 1140 del 22 gennaio 1863. Fin dagli inizi del IX secolo, comunque, a Schiavi d'Abruzzo è affidato il ruolo di limes territoriale tra confini statali differenti; nella bolla di papa Nicola II del 1059, dove vengono confermati i confini della chiesa teatina, viene menzionato il paese di Schiavi di Abruzzo, attribuendo allo stesso monte di Schiavi il valore di spartiacque. E' questa la prima menzione storica di Schiavi di Abruzzo, che è riportata in un'altra bolla di Alessandro III nel 1173 (Balducci, Rag.,I, 88; II, 74). Nel sec. XIV, il paese è stato nominato in occasione delle decime dovute dai clerici de Schavis o Sclavi (Rat. Dec.It.,4778 e 5006). Poche sono le notizie riguardanti le vicende di Schiavi nei secoli successivi; si ritiene che il borgo abbia costituito, nel secolo XVIII, un infeudamento alla famiglia Caracciolo dei principi di Sanbuono. Nel 1991 èstato restituito al paese il suo stemma: si è trattato di un dono degli schiavesi residenti a Roma. Tutto ha avuto inizio dalla ricerca dell'antico stemma medioevale: effettuata preso l'Archivio di Stato di Napoli, ha permesso il suo inserimento n un gonfalone e, successivamente, la sua consegna al Sindaco durante una cerimonia ufficiale nel 1993. E' composto da un drappo di colore bianco-rosso, con la scritta dl nome del paese in argento che sovrasta lo stemma, raffigurante le antiche tre torri di ingresso al paese. Sotto lo stemma sono visibili un ramoscello d'ulivo ed uno di quercia, simboli delle tradizionali attività economiche - agricoltura e pastorizia - del centro montano.
CAMPEGGI SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
Una particolarità riguarda il fenomeno dell'emigrazione, che coinvolge Schiavi di Abruzzo in un modo davvero singolare: tre i tanti che hanno, per necessità, lasciato il paese, alcuni sono andati all'estero; per la maggioranza invece, si è trattato di una "migrazione interna": molti schiavesi si sono infatti trasferiti a Roma, dove lavorano come tassisti e gestori di autorimesse, trovando comunque impiego nell'ambito di attività legate ai trsporti. Schiavi di Abruzzo ha seguito, dunque, il medesimo destino degli altri centri montani teatini; se nel 1951 il paese contava 4.444 abitanti, oggi il numero è drasticamente ridotto: circa 1700, con un depauperamento annuale, secondo le stime del Sindaco, di 100 unità, nonostante il risveglio dell attività rtigianali e commerciali. Ad ogni modo gli schiavesi costituiscono una comunità attenta al rispetto delle proprie radici, sensibile al richiamo del paese lontano. Per questa ragione, in ogni estate, il ritorno è vissuto come una grande festa. Una personalità - di rilievo internazionale - originaria di Schiavi è quella di Almerindo Porfilio, nato nel 1887. Trasferitosi in America con la famiglia ai primi del '900, diede avvio ad una precoce carriera (strillone all'età di sette nani, edicolante a 12) sfociata poi in molteplici attività imprenditoriali che lo avrebbe condotto alla Presidenza del Banco di Sicilia. Amico fraterno di Fiorello La Guardia, forse il più famoso Sindaco di New York, egli resiedette a Roma presso l'Hotel Plaza dopo aver conosciuto Mussolini ed essere diventato suo consulente finanziario. Dal 1965, anno della scomparsa, Porfilio è sepolto nel cimitero di new york, accanto all'amico Fiorello La Guardia.
VILLAGGI TURISTICI SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
La Stipe Votiva di Schiavi di Abruzzo. Risale al 1971 il reperimento di una stipe votiva dietro la parete posteriore della cella del tempio "minore", insieme alla quale è stata portata alla luce una quantità pregevole, peraltro scarsa, di materiale votivo. Tra le possibili ragioni di tale carenza, si è ipotizzata una manomissione della stipe durante il periodo medievale o una sua ricollocazione in un luogo diverso da quello di origine. Soltanto una minima parte dei reperti analizzati denota un'ascendenza colta e attesta contatti con il mondo magno-greco; per tutti gli altri, si tratta di riproduzioni fittili di tradizione popolare, chiaramente indicative delle modeste condizioni economiche della popolazione. Questo secondo tipodi reperti, in numero preponderante tra quelli rinvenuti nella stipe, testimonia di una peculiarità di Schiavi Di Abruzzo e di aree interne similari: una produzione coroplastica lontana da ogni conoscenza di modelli ellenistici, ed affidata a manifatturieri locali di ceramiche d'uso comune, i quali eseguivano le parti delle statuette separatamente con il tornio da vasaio, e poi le univano prima della cottura, senza alcuna attinenza a canoni formali. Ciononostante, è notevole l'impegno profuso da questi antichi artigiani nel rendere anche minuti particolari anatomici, con i conseguenti esiti caratteriali spesso osservabili nelle statuette votive. Tra i materiali di tradizione colta conservati nella stipe, è opportuno qui citare tre foglie d'oro di forma romboidale con nervatura al centro, facenti parte senza dubbio di una corona, tipico ornamento tombale attestato in area magno-greca e in particolare a taranto (uno dei maggiori centri di produzione di tale artigianato). Databili tra il III e il II sec. a.C., esse costituiscono un'offerta votiva di pregio anche nell'ambito dei santuari.
AFFITTACAMERE SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
La parrocchia di Schiavi di Abruzzo. Agli inizi del '900 il paese contava numerose chiese: Sant'Antonio di Padova, Santa Maria, Santi Filippo e Giacomo, la Chiesa dell'Annunziata. La chiesa Madre di Schavi d'Abruzzo dedicata a San Maurizio Martire, è l'unica rimasta. Costruita intorno alla metà del XVI secolo, ha visto la luce per la seconda volta tra il 1856 e il 1866, quando il parroco Don Francesco Falasca la fece ristrutturare dalle fondamenta ed ampliare, fino ad ottenere la struttura a tre navate ed otto altari ancora oggi visibile. Al suo interno è possibile ammirare pregevoli opere di artisti locali, come il Capo Altare delle anime del Purgatorio, realizzato da Giuseppe Lallo di Castiglione, e il quadro della Vergine del Carmine, eseguito da mulattieri di Agnone. Inoltre un recente restauro ha donato nuovo splendore alla facciata ed al portale di ingresso, sormontato da una statua. Nella chiesa Madre è esposto il busto di una delle personalità di rilievo originarie di Schiavi di Abruzzo, quello del Mons. Mamertino, in Calabria. Fece ricostruire il palazzo vescovile e portare a termine i lavori della nuova cattedrale. Nel 1935 anno della scomparsa, era stato nominato Vescovo di Nardò.
BED & BREAKFAST SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
Schiavi di Abruzzo. Scriveva Papini di Auro D'Alba (pseudnimo di Umberto Bottone), poeta, giornalista, scrittore partecipe dell'esperienza futurista insieme con Marinetti,Palazzeschi, Frontini, Govoni, vincitore del Premio Viareggio, amico di Corazzini e, soprattutto, nobile figlio di Schiavi d'Abruzzo: "Auro D'Alba fra i poeti del '900, collocato nel Pantheon delle patrie lettere, rimase fra i più vivi e fedeli alla vera essenza della poesia". Nato nel 1888 a Schiavi e scomparso a Roma nel 1965, Auro D'Alba guadagnò fama ed onori nel mondo letterario ed ottenne prestigiosi riconoscimenti da parte della critica per la sua attività di scrittore e poeta. Tra le opere affidate alla posterità, offriamo la lettura dei versi composti da Auro D'Alba in memoria del suo paese natale, dalle vallate e dai panorami al cui orizzonte si scopre "l'occhio d Dio", e della sua gente col "cuore negli occhi": Schiavi di Abruzzo.
CASE PER VACANZA SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
I resti archeologici che documentano l'insediamento a carattere sacro nel territorio di Schiavi d'Abruzzo, ai limiti orientali del territorio dei Pentri confinante con quello dei Frentani, sono ubicati nella zona superiore della vallata del torrente Sente. L'altitudine e la buona esposizione permettono la visuale della maggior parte del territorio dell'alto Molise, di quel territorio cioè caro a gran parte dei Sanniti, ultima roccaforte delle guerre contro Roma. In questo luogo una delle più antiche famiglie sannite, quella dei Papi, una genia che si distinse sempre nella lotta per la libertà del proprio popolo, eresse un santuario intorno alla fine del III secolo a.C. Leggiamo come il prof. Adriano La Regina descrive il luogo sacro: Il santuario di Schiavi d'Abruzzo presenta, allo stato delle ricerche, due fasi edilizie ben definite: una prima databile alla fine del III secolo o agli inizi del II secolo a.C., a cui appartiene il tempio maggiore, e una seconda, degli inizi del I secolo, con l'altro tempio. Si trattava di un luogo di culto la cui influenza presso le comunità locali dovette subire un processo del tutto opposto a quello di Pietrabbondante: vi si manifesta un notevole impegno nella costruzione del primo tempio (peraltro mai condotta del tutto a termine, come dimostrano i capitelli appena sbozzati), con un netto scadimento allorché Veduta dell'area del santuario. viene costruito il secondo edificio, in coincidenza con la massima fioritura di Pietrabbondante. Le due costruzioni trovano posto sopra un'area terrazzata sostenuta da un muraglione in opera quasi quadrata. Muraglione in opera quasi quadrata. Il ripiano era stato concepito evidentemente per il tempio grande, che ne occupa lo spazio mediano con orientamento sud-est, divergente dal limite della terrazza. Esso è impostato su un grande podio di m 21x11 circa, alto m 1,79, nel quale è incassata la gradinata frontale; è prostilo, tetrastilo, con due allineamenti di colonne laterali e con ante corrispondenti a un terzo della profondità della cella. L'ambiente è quasi quadrato, ampio m 6,73 in profondità e 7,33 in larghezza. Le dimensioni adottate al momento della progettazione, ossia calcolando anche gli spessori dei muri, rivelano l'adozione del piede di mt. 0,275 come unità di misura, corrispondendo esattamente a 28x32 piedi, con un modulo di 4 piedi. Ricostruzione del tempio maggiore (Restituzione Camilloni - Cimini). Veduta degli scavi archeologici. La pianta del tempio, escluso il podio, era dunque di m 8,80 per una lunghezza calcolabile approssimativamente in mt. 16,50 circa (32x60 piedi). L'edificio presenta nel podio enfatiche modanature a gola rovescia, enormi blocchi lavorati con grande accuratezza e, nell'elevato, capitelli ionici abbinati con epistilio fittile decorato con un fregio dorico. Il tempio maggiore.
APPARTAMENTI PER VACANZA SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
I resti archeologici del tempio minore a Schiavi di Abruzzo. Caratteri del tutto diversi presenta il secondo edificio di Schiavi d’Abruzzo, disposto parallelamente all’altro ma più piccolo, privo di podio, con pianta di mt. 7,40x13,30 circa, prostilo, tetrastilo, con ante, un solo allineamento di colonne e cella unica quasi quadrata. È costruito dal pavimento della cella in gran parte conservato, un battuto di signino rosso con decorazioni di tessere bianche disposte a losanghe entro tre riquadri che, a guisa di tappeti, delimitano uno spazio riservato a un basamento di statua, di cui resta il nucleo in muratura. Il pavimento è di tipo ben noto, soprattutto in Campania, nel Lazio e a Roma, dove se ne trovano di simili negli ambienti sotto il Tabulario, anteriori all’anno 83 a. C., nella domus publica al Foro Romano, sotto l’ala settentrionale dell’Atrium Vestue, di età altosillana, nella prima fase della villa repubblicana di Anzio (metà del II secolo a.C. [?]), e nella rampa porticata occidentale del santuario della Fortuna a Palestrina, e ora anche a Saepinum. Il battuto di Schiavi è anteriore alla guerra sociale, perché presso la soglia reca un’iscrizione in lingua osca composta con tessere bianche, ove è rimasto tra l’altro il nome del costruttore: "G. Paapii(s)". Questo tempietto costituisce quindi un intervento contemporaneo alla costruzione del Tempio B di Pietrabbondante; nelle rispettive proporzioni si riflette il diverso interesse che veniva riposto nel santuario minore, tuttavia non trascurato, rispetto all’altro. Il tempio di Schiavi ebbe però vita più lunga, visto che presenta tracce di adattamenti e di Iscrizione con tessere bianche. manutenzione, quali la chiusura degli spazi tra le colonne angolari e le ante, nonché rifacimenti nella pavimentazione del pronao. Evidentemente solo i grossi centri che avevano esercitato una significativa funzione ideologica antiromana, come Pietrabbondante, subirono la cancellazione giuridica e la soppressione delle attività ufficiali. I santuari minori dovettero continuare a operare, seppure immiseriti e non più potenziati con interventi edilizi, nei confronti delle comunità rurali.
CASE PER LE FERIE SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Schiavi di Abruzzo. Case-mura del centro storico: Nel centro storico oltre la chiesa di San Maurizio Martire vi sono le case-mura con muri a scarpa con archi e sottoportici, molte case sono realizzate in pietra calcarea, inoltre non vi è una prova certa dell'esistenza di un castello tuttavia rimane una traccia toponomastica in Piazza largo castello, nella zona vi è inoltre una traccia di una costruzione semicircolare e la forma della piazza denota una forma rettangolare. Il centro storico risale a circa il XV secolo. I templi italici a Schiavi di Abruzzo. Nella valle 200 m sotto il paese si trovano i resti di due templi, che risalgono al periodo dell'Antichità classica, dal III secolo a.C. circa, fino al massimo sviluppo dell'Impero Romano. Conosciuti come i templi italici, riferendosi alle popolazioni italiche di cui facevano parte anche i Sanniti. Scavi archeologici degli templi sono stati condotti dal Dipartimento dei Beni Archeologici dell'Abruzzo. Il sito archeologico è situato nel distretto di Colle della Torre a 864 m sopra il livello del mare. È situate lungo la strada di campagna che porta dalla valle del Trigno al paese. La posizione panoramica dominante sulla valle sottostante e le catene montuose del Molise dove visse Pietrabbondante. Due templi paralleli, costruiti uno vicino all'altro ma in periodi diversi e usando una tecnica di costruzione diversa, sono visibili ancora oggi. Si trovano in una radura terrazzata da un lungo muro in muratura poligonale e ashlar, comprendente la parte occidentale del santuario. Recenti lavori di scavi hanno incrementato la conoscenza della zona grazie ad alcune nuove scoperte: L'altare monumentale opposta all'edificio minore, una necropoli che si estende sul versante a sud-est dei templi, usata dal X secolo a.C. fino all'apogeo dell'Impero Romano, e per questo è in parte contemporaneo al santuario vicino, e un altro sito religioso leggermente giù del versante, con un edificio composto di due camere abbandonato subito dopo la guerra sociale. La torre medievale di due piani è visibile oggi, costruita dietro il muro in muratura poligonale del santuario. Questa zona deve il suo nome, Colle della Torre, a questa struttura.
COUNTRY HOUSE SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
Cosa vedere a Schiavi di Abruzzo. Parchi comunali: Nel territorio comunale troviamo la passeggiata panoramica denominata "La Rotonda" dedicata a Salvo D'Acquisto. Nelle vicinanze vi è un piccolo giardino comunale dedicato a San Pio da Pietrelcina. Attrazioni a Schiavi di Abruzzo. Una replica della Grotta della Madonna di Lourdes è in via di costruzione nella valle sottostante il paese e i templi italici. Nel 1995 un abitante del paese ricevette una cura miracolosa dopo un pellegrinaggio a Lourdes. In una visione la Beata Vergine indicò che venisse fatta una grotta simile a quella presente a Lourdes a Schiavi di Abruzzo. Evoluzione demografica: I confini municipali coprono una superficie di 45 km². Con una popolazione di 1265 nel 2004, la densità di popolazione era di 28 persone per km². La popolazione nel 1861 raggiungeva i 3.657 abitanti. Come le altre regioni rurali dell'Italia Meridionale, il paese subì un'emigrazione di massa verso l'America settentrionale e l'America meridionale tra il 1861 e il 1914. L'emigrazione portò a un declino dell'economia agricola. La popolazione arrivò a un picco di 4.526 abitanti nel 1961; è poi vistosamente scesa fino ad oggi a causa della forte emigrazione dal paese verso le città più importanti d'Italia (in particolare a Roma) durante il boom economico.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
Lingue e dialetti nel paese di Schiavi di Abruzzo. Il dialetto presente è conosciuto come Schiavese parte dell'abruzzese orientale adriatico. Probabilmente ha mantenuto qualche influenza slava, ipotizzabile non soltanto dal supposto contributo di questi alla fondazione del paese, ma anche dalla vicinanza di Schiavi di Abruzzo ai paesi sul Trigno di eredità croata. La sola chiesa nel paese, la chiesa di San Maurizio, è cattolica e fa parte della diocesi di Trivento. L'edificio occupa la parte più alta del paese. C'è un'altra chiesa nella contrada Taverna più altre cappelle nelle varie frazioni. Prima della Seconda guerra mondiale c'era una chiesa evangelica dei Valdesi. L'edificio della chiesa Valdese è stato vuoto per molti anni e dal 2008 viene usato come una biblioteca e archivi, e fa parte dell'Archeoclub Italia. Inoltre nei dintorni, in località Badia, vi sono i ruderi del monastero di Santa Maria in Valle Rotana.
RIFUGI E BIVACCHI A SCHIAVI DI ABRUZZO (CH)
Eventi a Schiavi di Abruzzo. 1º giugno: San Maurizio Martire (festa patronale); Fine settimana di giugno: Festa della birra. agosto: sagra del tartufo e pallott casc' e ova. 10-26 agosto: ferragosto di Schiavi di Abruzzo. 22-23 settembre: San Maurizio Martire (festa patronale). Nel settembre del 2008, le reliquie di San Maurizio furono trasferite ad un nuovo reliquiario e ridedicate. Persone legate a Schiavi di Abruzzo: Almerindo Portfolio (1878-1966), editore di giornale, commerciante di beni, bancario, e tesoriere di New York sotto il sindaco Fiorello La Guardia. Auro d'Alba (1888-1965), poeta. Infrastrutture e trasporti a Schiavi di Abruzzo: Il comune è raggiungibile attraverso alcuni servizi di pullman da Roma. Il comune è anche raggiungibile in automobile: prendendo, sempre da Roma, l'autostrada A1 in direzione sud verso Napoli, si esce subito dopo Cassino, all'uscita San Vittore del Lazio e si seguono le indicazioni per Isernia per 36 km sulla strada statale SS 85. Arrivati ad Isernia seguire le indicazioni per Vasto e procedere 35 km sulla strada statale SS 650, fino all'uscita Schiavi di Abruzzo. Dall'uscita, la strada procede sul pendio della montagna per 13 km con un dislivello di 1170 metri.
La chiesa di San Maurizio Martire è sita in Piazza Vittorio Emanuele a Schiavi di Abruzzo, in provincia di Chieti. La chiesa è precedente al XVI secolo con trasformazioni nel XIX secolo, attualmente si trova in mediocre stato di conservazione. Fu tutelata dai Caracciolo di San Buono dal 1580 all'eversione della feudalità. Il sito geologicodoveva avere avuto delle instabilità geologiche per aver deciso di ristrutturarlo. Fu progettato dagli ingegneri Carlo Luigi Dau e Tommaso Mammarella con l'aiuto di Pasquale di Fonzo nel 1833 e 1837, ma successivamente danneggiato per nuovi crolli nel 1839, lavori poi completato nel 1872. La volta venne abbattuta nel 1939. La chiesa è sita nel lato sud-est del nucleo originario del borgo fortificato di Schiavi d'Abruzzo. La facciata è in conci di pietra in stile neoclassico con cornicione e volute. La torre campanaria ha degli elementi originali del primo impianto. L'interno è tre navate. Nell'interno vi è un organo con cassa lignea decorata attribuito a Francesco D'Onofrio, posto sopra la cantoria sopra l'ingresso principale. La cantoria è sorretta da due colonne con parapetto posto al centro.
Il santuario italico è un'area archeologica nella provincia di Chieti, in Italia. Si tratta di un santuario sannita del II secolo a.C. situato in località Colle della Torre, nel comune di Schiavi d'Abruzzo. Il primo impianto dell'area sacra risale agli inizi del II secolo a.C. (tempio maggiore e muro di terrazzamento). Il santuario venne ampliato agli inizi del I secolo a.C. con un secondo tempio. L'utilizzo, seppur in maniera sporadica, è attestato fino al IV secolo d.C. e sono stati rinvenute ceramiche che attestano una frequentazione fino in epoca medievale. Nel XIV secolo una frana ne segnò il definitivo abbandono. Nel 1955 è stata rinvenuta nei pressi una necropoli con tombe a cappuccina e nel 1997 ne è stata trovata un'altra con tombe a fossa risalente al IX-VI secolo a.C., con le sepolture in seguito distrutte da tombe ad incenerazione del II-I secolo a.C. Il santuario è impiantato su una terrazza sostenuta da un muro in opera poligonale e in blocchi squadrati sul lato occidentale. Sulla terrazza sorse un primo tempio di maggiori dimensioni (21 x 11 m), con quattro colonne in pietra sulla fronte e dotato di un podio, accessibile dalla scalinata frontale. Il fregio del tempio era rivestito da lastre in terracotta, rinvenute negli scavi. Successivamente vi sorse un secondo tempio minore (13,30 x 7,40 m), privo di podio, davanti al quale era presente un altare. La cella conserva il pavimento in signino decorato con tessere di mosaico bianche. Presso il tempio minore è stata trovata nel 1971 una stipe votiva con materiale risalente al III-II secolo a.C.
Almerindo Portfolio (Schiavi di Abruzzo, 23 maggio 1878 – Gabriels, 23 gennaio 1966) è stato un imprenditore italiano. Emigrò in USA alla fine dell'Ottocento e il 26 maggio 1908 cambiò legalmente il suo cognome da Porfilio a Portfolio. La sua carriera iniziò come fattorino e raggiunse la Presidenza della Bank of Sicily, la direzione di un'azienda di abbigliamento. Inoltre fu editore di giornali e commerciante di materie prime. Tra il 1917 e il 1919 regalò 300.000 lire (circa 600.000 euro attuali per la realizzazione della prima elettrificazione del suo comune d'origine. In seguito donò al suo paese di origine 50.000 lire per la creazione delle condutture idriche. Nel 1940 fu delegato per l'undicesimo distretto di New York alla Republican National Convention. Fu Tesoriere di New York durante l'amministrazione del sindaco Fiorello La Guardia.
Auro D'Alba, pseudonimo di Umberto Bottone (Schiavi di Abruzzo, 14 marzo 1888 – Roma, 15 aprile 1965), è stato un poeta italiano del periodo fascista e attivista del regime. Inizialmente seguace di D'Annunzio, fu un artista di un certo rilievo nel movimento futurista, componendo poesie come Baionette e collaborando con la rivista di Marinetti Poesia. In seguito, l'entusiasmo per il regime di Mussolini lo portò a dedicarsi soprattutto alla poetica della cosiddetta "ebbrezza fascista"; a questo periodo appartengono inni come Battaglioni M, Preghiera del legionario prima della battaglia e Inno della SS italiana, ma anche la Preghiera del vigile del fuoco del 1940. D'Alba fu ricambiato con riconoscimenti anche di rilievo, come la nomina di console generale a capo dell'ufficio stampa della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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