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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Scerni (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SCERNI (CH)
 
Ospitalità nel Paese di SCERNI (Ch) (m. 281 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Scerni: 42°07′N 14°34′E
     
  CAP: 66020 -  0873 -  0873.919134 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI SCERNI 0873.919125   0873.919044       0873.919125  -  00236730693
Raggiungere Scerni Satzione: Vasto/San Salvo a 24 Km.   Aeroporto d'Abruzzo a 65 Km.  Uscita: Casalbordino/Vasto Nord
 
HOTELS ED ALBERGHI SCERNI (CH)
La cucina tradizionale di Scerni (Ch) Primi piatti: n'durciullun (pasta alla chitarra molto spessa e sovente condita con sugo di castrato). Salumi: ventricina, un insaccato di carne di maiale e peperoncino dal gusto forte e molto piccante. Dolci scernesi: cavallo, un dolce secco di cioccolata con la forma caratteristica dell'animale; fiadone che viene mangiato a Pasqua; calcionetti o calcinitti, fritti natalizi ripieni di marmellata d'uva o di pasta di ceci, rotondi a forma di palline o di ceci ed impastati col miele; tarallucci, dolci rotondi col buco in mezzo con marmellata; pizzelle, che vengono realizzate con uno strumento tipico abruzzese detto lu ferre; scrippelle, dolci lunghi fatti con una particolare pastella e poi fritti.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE SCERNI (CH)
L'abbazia di Santo Stefano in Rivomaris è sita in località Scerni in provincia di Chieti. Storia: La chiesa originaria, chiamata anche "Santo Stefano in Rivomare" o "Santo Stefano di Rivomare", risale tra la metà del V ed il VI secolo in una diramazione della Via Flaminia che da Ancona conduceva a Brindisi nel municipio di Histonium. Alla fine del X secolo pare esistere una comunità di monaci benedettini protetta da Trasmondo II conte di Chieti. Nel 1257 l'abbazia fu annessa all'abbazia cistercense di Santa Maria d'Arabona. In quest'epoca l'abbazia svolgeva anche un ruolo di cimitero come attestano alcune sepolture rinvenute in una delle navate. Nel Cinquecento i Turchi invasero l'Abruzzo e anche l'abbazia fu colpita, e distrutta in maniera così violenta che non verrà più riportata agli antichi splendori. Attualmente l'abbazia versa in uno stato di rudere. Il complesso abbaziale era composto di una chiesa a tre navate separate da colonnati con un'abside e pastofori laterali con pavimentazione a mosaico. La zona presbiteriale è separata dall'abside mediante un gradino. Il mosaico dell'abbazia di Santo Stefano in Rivomaris: Il mosaico è caratterizzato da motivi geometrici e compositi (cornici con archetti intrecciati, nodi salomonici, pelte contrapposte) ed è caratterizza da elementi vegetali stilizzati (foglie cuoriformi e viticci). Il mosaico è strutturato in suddivisioni rettangolari tranne per un riquadro con tasselli mancanti in cui è raffigurato una testa di cervo. Dalle zone rimaste intatte si può intendere che il mosaico raffigurasse scene del Salmo 42.2. La pianta raffigurata nel mosaico a forma di vite rappresenterebbe l'albero della vita e quindi inerente all'Eden ed il cervo viene identificato con un fedele anelante dopo il battesimo. Il monastero: Il monastero versa nello stato di rudere. Attualmente sono visibili dei resti di mura realizzate con ciottoli di fiume. Accanto al monastero vi era l'antico edificio paleocristiano trasformato in piccola chiesa entro la navata centrale della prima basilica e dotata di piccola abside.
CAMPEGGI SCERNI (CH)
La ventricina è un salume insaccato tipico del territorio al confine tra Abruzzo e Molise, di diversi comuni del Teramano e di Olevano Romano. L'area a cavallo tra le due regioni comprende circa 30 comuni facenti parte delle ormai soppresse comunità montane Medio e Alto Vastese e di alcuni comuni molisani della valle del Trigno. Il nome deriva dal ventre del maiale - di cui anticamente veniva utilizzato lo stomaco per l'insaccatura - che conferiva allo stesso la sua tipica forma sub-ovoidale. Nella sua versione artigianale più comune (molisana o del vastese) risulta essere tra i più costosi salumi italiani: l'ingrediente principale è costituito da tagli nobili (magri) di carne suina per circa il 70-80%, e il restante da tagli grassi. La carne è rigorosamente tagliata a punta di coltello a formare cubetti irregolari di circa 3-4 cm (più piccoli invece i pezzetti della parte grassa). Come riportato nel disciplinare di produzione della Ventricina del Vastese è un insaccato crudo di carne suina di taglia grande, fermentato non affumicato di lunga stagionatura, a grana grande e privo di additivi e conservanti ad eccezione del sale e delle spezie (peperone secco tritato dolce o piccante, fiori o semi di finocchio, pepe). Tale principio si applica in linea di massima solo alle produzioni artigianali, essendo il prodotto industriale quasi mai esente da nitrati, nitriti e altri additivi. Si presta bene all'utilizzo nei primi, come nel ragù di ventricina, assieme ai formati di pasta tipici del territorio (spaghetti alla chitarra, cavatelli, fusilli, strozzapreti, ecc.). In commercio è disponibile l'impasto fresco non stagionato, da cuocersi nel sugo o allo spiedo. Quella molisana è tipicamente la Ventricina di Montenero di Bisaccia, mentre in Abruzzo vi sono due tipi di ventricina molto diversi: quella teramana e quella del vastese, differenti non solo per forma e zona di produzione ma soprattutto per gli ingredienti, essendo la prima molto più grassa. Di tutt'altro aspetto e fattura (ormai solo in parte artigianale) vi è infine la Ventricina olevanese, macerata in vino Cesanese di Olevano Romano DOC. In ragione dei successi ottenuti negli anni dal prodotto del vastese nel Campionato Italiano del Salame, l'Accademia delle 5T ha deciso di aggiungere al campionato la categoria "Ventricina del Vastese o del Molise".
VILLAGGI TURISTICI SCERNI (CH)
Ventricina del Vastese. Regolata da oltre un decennio da un disciplinare di produzione la Ventricina del Vastese sta guadagnandosi un nome grazie anche alla creazione di un marchio e di un logo (che in futuro potrebbero garantirle una DOP) a tutela del consumatore sulla qualità del prodotto, delle materie prime utilizzate e dei processi produttivi. Lo certificazione ha senz'altro lo scopo di proteggere il prodotto stesso dalla inevitabile volgarizzazione che l'interessamento dell'industria e della produzione di larga scala comporterebbe. Si raccomandano il 70% di tagli magri e il 30% tra pancetta e grasso di prosciutto. Sia le carni che la polvere di peperone dolce (varietà "corno di capra" o "paisanella") devono provenire dai territori esplicitamente autorizzati all'uso del marchio (corrispondenti grosso modo alle ex comunità montane del Medio e Alto Vastese) o da zone limitrofe. La stagionatura, da effettuarsi in ambienti a temperatura non superiore a 13 °C (non superiori a 6-7 °C nei primi 4-5 giorni) dura non meno di 100 giorni. Una spalmatura esterna di strutto oltre il 50º giorno aiuta la conservazione e previene il calo di peso. Nel 2009 e nel 2017 la Ventricina del Vastese ha vinto il Campionato Italiano del Salame, organizzato dall’Accademia delle 5T (Territorio, Tradizione, Tipicità, Trasparenza, Tracciabilità).
AFFITTACAMERE SCERNI (CH)
AFFITTACAMERE LA TANA DEL LUPO
Vico IV - Corso De Riseis, 2 - 66020 Scerni (Ch)
tel. 0873 914547 - 0873 919901 / mobile 334 3416593 - fax 0873 914547
BED & BREAKFAST SCERNI (CH)
BED & BREAKFAST IL COLLE
Via Colle Marrollo, 41 - 66020 Scerni (Ch)
tel. 392 3989094 - 392 3988714
CASE PER VACANZA SCERNI (CH)
Ventricina teramana. La Ventricina teramana, generalmente spalmabile, al contrario di quella molisana e del vastese viene prodotta con una percentuale di grasso che oscilla tra il 60 e il 70% (macinando finemente frattaglie e ritagli di prosciutti) e alle spezie solite si suole aggiungere buccia d’arancia, aglio, pasta di peperoni e rosmarino. La stagionatura molto più breve ne consente il consumo già poche settimane dopo la preparazione. In luogo della vescica o budello si usano talvolta budelli sintetici e anche barattoli di vetro. Non infrequente è l'uso di additivi quali correttori d'acidità, antiossidanti e conservanti.
APPARTAMENTI PER VACANZA SCERNI (CH)
Il Comune di Scerni è situato ad una ventina di chilometri dal mare Adriatico e nelle vicinanze di Vasto. Il territorio si estende su un paesaggio collinare per circa 4.100 ettari con una superficie prevalentemente coltivata. Gli abitanti vivono nelle molte località periferiche e nel capoluogo che si distende su una collina a 276 m. sul livello del mare. Adagiato sul crinale di una dolce collina, ha la fortuna della sua posizione geografica e strategica per chi intende visitarlo. Dista solo pochi chilometri dal mare Adriatico, dall'autostrada, dalla Maiella; dalla stessa Roma è a qualche ora di viaggio. Al suo interno si consiglia di visitare, oltre al centro storico, il bosco dell'Istituto Tecnico Agrario, il Colle dei Sospiri con il suo verde e con tanta aria buona. Le sue numerose località, prime fra tutte San Giacomo, evidenziano la laboriosità dei loro abitanti nel campo agricolo e soprattutto della viticoltura, produttrice di ottimo vino che si ottiene nella moderna Cantina Sociale. STORIA La prima menzione dell'attuale paese di Scerni risalirebbe all'883, secondo una fonte poco accreditata, il conte di Chieti Trasmondo II avrebbe donato il CASTELLUM SERNI al monastero di S. Stefano in rivo maris. Di certo, però, nel XI secolo il CASTELLUM DE SERNI era tra le pertinenze di tale monastero, come risulta da una bolla di papa Leone IX del 1503. Sappiamo poi che nel XII secolo il borgo fortificato di SARNEM era feudo di in cavaliere tenuto da Robertinus Altini, a sua volta feudatario dell'abate di S. Stefano in rivo maris, e documenti del XIV secolo attestano l'esistenza, in CASTRO SARNII, delle chiese di S. Maria e S. Panfilo, che pagavano le decime al monastero di S. Maria Arabona. E' probabile che tale castrum sorgesse sul punto più elevato della collina, lì dove nei pressi della chiesa parrocchiale sono ancora ben visibili murature di epoca medievale. La vocazione strategica del sito è confermata dal fatto che esso aveva ospitato in precedenza un insediamento pre-romano.
CASE PER LE FERIE SCERNI (CH)
Da vedere la Chiesa di San Panfilo a a Scerni (Ch) La chiesa di San Panfilo sorge su un antico tempio pagano dedicato alla dea Cerere a forma di croce greca. Nel 1601 fu trasformato a croce latina, ampliata nel 1718 e riparata dopo il terremoto del 1720, grazie all'aiuto dei cittadini, del Re Federico II e di un architetto francese che lavorava presso la corte dei Borboni. Nel corso degli anni fu ristrutturata varie volte. L'ultima ristrutturazione risale al 1980 - 83. Prospetto compiuto dopo il 1883, interni e stucchi del 1868 - 69. Facciata laterizia con scenografica piccola scala a due bracci, torre campanaria laterizia classicheggiante. All'interno organo barocco, statua lignea policroma e braccio argenteo del XV secolo di San Panfilo.
COUNTRY HOUSE SCERNI (CH)
Il santuario della madonna della strada a a Scerni (Ch) All'ingresso del paese si incontra il santuario della Madonna della Strada edificata negli anni sessanta. Esso sorge sui resti di un'antica chiesetta del 1400, costruita dai pastori nomadi affinchè la madonna li proteggesse durante il loro cammino. La chiesetta era preceduta da un portichetto per il ricovero dei pellegrini. L'interno, ad una sola navata, era arricchito con stucchi e decorazioni pittoriche ed un altare ligneo dipinto e dorato. Nell'attuale santuario sono conservati due statuette di legno policrome risalenti al XIV secolo e rappresentanti San Panfilo e San Donato, e la Statua della Madonna. Quest'ultima, nonostante le "ridipinture", si qualifica per importante opera dei primi del Cinquecento, vicina a Silvestro dell'Aquila. Essa avrebbe sostituito un più antico simulacro della Madonna che una leggenda vuole rinvenuto su un albero di fico e in seguito trafugato nottetempo da alcuni atessani, poi costretti ad abbandonarlo lungo la via del ritorno, sul luogo dove venne in seguito costruita la chiesetta, perché all'improvviso divenuto talmente pesante che neppure settanta paia di buoi riuscirono a spostarlo.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SCERNI (CH)
Chiesa di San Giacomo a Scerni (Ch) Questa chiesa sorge in Contrada San Giacomo che prese il nome, secondo una credenza popolare, dal ritrovamento nel luogo dove attualmente sorge la chiesa, di un quadro dell'Apostolo San Giacomo Maggiore, che, secondo alcuni, fu commissionato dal sindaco di allora ad un pittore artigiano locale di nome Ernesto Piscicelli, al fine di far prosperare questo territorio e la piccola cappella già esistente. L'Antica chiesa, rifugio per i pastori transumanti che passavano per il tratturo con le loro pecore, era tutta mattoni, decorata all'interno con marmi pregiati acquistati direttamente da parroco Don Giovanni De Risio. Durante i lavori di ristrutturazione, negli anni '80, i marmi vennero rimossi, le pareti furono intonacate, gli altarini secondari furono smantellati, e la chiesa assunse un volto più moderno. I lavori di ristrutturazione continuarono nel 2000 con la sistemazione dell'altare, dell'oratorio, del giardino, del portone principale con rilievi raffiguranti alcuni momenti della vita di San Giacomo e della cappella nella quale è custodito il dipinto originale del 1600. MURA E TORRI Resti di mura laterizie e di due torri a scarpa con sopraelevazioni in torre quadra laterizia più tarde. Il primitivo circuito è di epoca medievale. Nelle mura di cinta del paese si aprivano delle porte. La porta principale presenta una volta; nel passato, attraverso questa porta, che conduceva a palazzo Raimondi, arrivavano a Scerni, nei giorni di festa e per le fiere, i contadini che abitavano nelle contrade. PALAZZO RAIMONDI Ex municipio, al suo interno saloni con soffitti affrescati. Sulla facciata delle lesene che separano porte e finestre. E' qualificata come "casa palaziata" (nobiliare). Fu acquistata nel 1810 da Don Ferdinando Raimondi o dal Marchese Don Ferdinando D'Avalos. La sua costruzione risale al XVIII secolo. La pianta dell'edificio è a blocco appartato, il tetto è a padiglione, la muratura è a secco con mattoni faccia a vista. Presenta una cisterna cilindrica, resti di torretta e un sotterraneo. Ristrutturata nel 2000, è oggi, sede della casa canonica e di varie associazioni.
RIFUGI E BIVACCHI A SCERNI (CH)
Palazzo De Riseis a a Scerni (Ch) E' qualificato come palazzo baronale, costruito nel XVIII secolo, su resti del castello di Scerni e al posto di casette demolite. Pianta a blocco rettangolare, tetto a padiglione, muratura a secco, mista intonacata. Un tempo ospitava una biblioteca privata. PALAZZO D’AVALOS Qualificato come palazzo fortificato, fu costruito dai marchesi D'Avalos su un impianto preesistente, durante il rinascimento, nel XVI secolo. In Origine doveva presentare numerosi torri con feritoie; si osservano pietrame e mattoni risalenti a epoche diverse. Il lato settentrionale presenta pareti con muratura faccia a vista, capitelli ionici, all'angolo una torre quadrangolare in muratura con mattoni faccia a vista. Il palazzo D'Avalos faceva parte dell'intero complesso edilizio del castello con le mura di difesa che circondavano il paese. Il palazzo si estendeva dietro l'attuale chiesa parrocchiale verso la località denominata Pian Palazzo. Oggi nel castello sono stati ricavati dei mini appartamenti da affittare. Fonte: Comune di Scerni.
La Chiesa di San Panfilo a Scerni (Ch) Sorge su un antico tempio pagano dedicato alla dea Cecere a forma di croce greca. Nel 1601 fu trasformato a croce latina, ampliata nel 1718 e riparata dopo il terremoto del 1720 grazie all'aiuto dei cittadini, del Re Federico II e di un Architetto francese che lavorava presso la corte dei Borboni. Nel corso degli anni fu ristrutturata varie volte. L'ultima ristrutturazione risale al 1980 - 1983.Prospetto compiuto dopo il 1883, interni e stucchi del 1868 - 1869. Facciata laterizia con scenografica piccola scala a due bracci, torre campanaria laterizia classicheggiante. All'interno organo barocco, statua lignea policroma del XV secolo di San Panfilo e braccio argenteo di San Panfilo del XV secolo. Decorazioni pittoriche ed un altare ligneo dipinto e dorato. Nell'attuale santuario sono conservate due statuette di legno policrome risalenti al xiv secolo e rappresentanti San Panfilo e San Donato, e la statua della Madonna. Quest'ultima nonostante le "ripuliture", si qualifica per importante opera dei primi del Cinquecento vicina a Silvestro dell'Aquila. Essa avrebbe sostituito un più antico simulacro della Madonna che una leggenda vuole rinvenuto su un albero di fico e in seguito trafugato nottetempo da alcuni Atessani, poi costretti ad abbandonarlo lungo la via del ritorno, sul luogo dove venne in seguito costruita la chiesetta, perchè all'improvviso divenuto totalmente pesante che neppure sette paia di buoi riuscirono a spostarlo.
La Chiesa di San Giacomo a a Scerni (Ch) La chiesa prese il nome, secondo una credenza popolare, dal ritrovamento nel luogo dove attualmente sorge la chiesa, di un quadro dell'apostolo San Giacomo Maggiore, che , secondo alcuni fu commissariato dal Sindaco ad un pittore artigiano locale di nome Ernesto Piscicelli, al fine di far prosperare questo territorio e la piccola cappella già esistente. L'antica chiesa, rifugio per i pastori transumanti che passavano per il tratturo con le loro pecore, era tutta in mattoni, decorata all'interno con marmi pregiati acquistati direttamente dal parroco Don Giovanni De Risio. Durante i lavori di ristrutturazione, negli anni '80, i marmi vennero rimossi, le pareti furono intonacate, gli altarini secondari furono smantellati, e la chiesa assunse un volto più moderno. I lavori di ristrutturazione continuarono nel 2000 con la sistemazione dell'altare, dell'oratorio, del giardino, del portone principale con rilievi raffiguranti alcuni momenti di vita di San Giacomo e della cappella nella quale è custodito il dipinto originale del 1600.
La Chiesa della Madonna Della Strada a a Scerni (Ch) All'ingresso del paese si incontra il Santuario della Madonna della Strada edificata negli anni sessanta. Esso sorge sui resti di un'antica chiesetta del 1400 costruita dai pastori nomadi affinchè la Madonna li proteggesse durante il loro cammino. La chiesetta era preceduta da un portichetto, per il ricovero dei pellegrini. L'interno, ad una sola navata, era arricchito con stucchi e decorazioni pittoriche ed un altare ligneo dipinto e dorato. Nell'attuale santuario sono conservate due statuette di legno policrome risalenti al xiv secolo e rappresentanti San Panfilo e San Donato, e la statua dell Madonna. Quest'ultima nonostante le "ripuliture" si qualifica per importante opera dei primi del Cinquecento vicina a Silvestro dell'Aquila. Essa avrebbe sostituito un più antico simulacro della Madonna che una leggenda vuole rinvenuto su un albero di fico e in seguito trafugato nottetempo da alcuni Atessani, poi costretti ad abbandonarlo lungo la via del ritorno, sul luogo dove venne in seguito costruita la chiesetta, perchè all'improvviso divenuto totalmente pesante che neppure sette paia di buoi riuscirono a spostarlo.
Eventi e tradizioni popolari a Scerni (Ch) Feste e sagre: 28 aprile: festa patronale di San Panfilo; 29 aprile: festa patronale Sant'Emidio; 13 maggio: festa di San Nicola; 20 giugno: festa di San Silverio; 25 luglio: festa di San Giacomo; 15 agosto: festa della Madonna della Strada; 16 agosto: festa di San Rocco; agosto: sagra della lumaca. L’economia nel paese di Scerni (Ch) Si distingue per la produzione di olio, vino e salumi (specialità: la Ventricina). Persone legate a Scerni: Giuseppe De Riseis, (Scerni, 1833 - Roma, 18 gennaio 1924), uomo politico e senatore. Panfilo De Riseis, (Scerni, 20 agosto 1795 – Napoli, 10 agosto 1883), politico e senatore del Regno d'Italia nella XIII legislatura. Sergio De Risio, (Scerni, 28 agosto 1945 - Roma, 26 ottobre 2004), psichiatra, psicoanalista, poeta. Natale Di Fonzo, (Scerni, 8 marzo 1950 - Napoli, 20 febbraio 2011), scienziato genetista. Leonardo Umile, (Scerni, 1919 - Bastia di Licciana Nardi, 7 aprile 1945), operaio, partigiano; medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria. Umberto Piscicelli, (Scerni, 29 settembre 1927 - Roma, 22 luglio 2003), medico, cultore della psicosomatica e famoso per aver inventato il "metodo R.A.T" sulla preparazione al parto. Ercole Ottaviano, (Scerni, 23 ottobre 1937 - Milano, 7 giugno 1991), genetista.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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