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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Sante Marie

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SANTE MARIE (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di SANTE MARIE (Aq) (m. 850 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Sante Marie: 42°06′16″N - 13°12′05″E
     
  CAP: 67067 -  0863 -  0863.679157 - Da visitare:      
 MUNICIPIO DI SANTE MARIE 0863.679132   0863.679722       0863.863679132 - C.F.: 00191110667 
Raggiungere Sante Marie:(Stazione di Sante Marie (Uscita: Tagliacozzo) -Aeroporto d'Abruzzo a 85 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI SANTE MARIE (AQ)
** ALBERGO LOCANDA BORGONOVO
Via Pescara, 2 - 67067 Sante Marie (Aq)
tel. 0863 3679511 - mobile 339 5341283
 Servizi offerti dalla struttura



RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE SANTE MARIE (AQ)
La Storia del paese di Sante Marie (Aq) Origini del Paese: Alcuni sono propensi a sostenere che l'abitato sia stato fondato prima dell'anno 1000 in seguito alla distruzione operata dai saraceni nella contrada di Varri. Ma la più antica testimonianza dell'esistenza del centro è del 1187 e si trova nel cosiddetto Catalogo de Baroni, straordinaria forza militare arruolata dall'imperatore normanno Guglielmo II detto il Buono per una crociata in terrasanta a Gerusalemme. La seconda testimonianza ci arriva da una bolla di Papa Clemente III del 1188 in cui venivano elencate le chiese marse di giurisdizione vescovile tra cui: Sancti Quirici, Sancti Marcelli, Sanctae Mariae, Sancti Nicolai, Sancti Andreae, Sanctae Justae, Sancti Veri, S. Joannis in Alto (Castro) Sanctae Mariae. Feudalesimo (1187 ca. - 1806): Le prime testimonianze riguardo al feudo di Sante Marie ci arrivano dal sopracitato catalogo dove viene elencato il numero di militi da prestare all'imperatore, in base alla consistenza demografica dei vari feudi, e i feudatari dell'epoca. Sante Marie era nelle mani dei figli di Oderisio De Pontibus; Rainaldo signore diTagliacozzo e Teodino signore di Tremonti. All'indomani della Battaglia di Tagliacozzo, risulta investito come feudatario di Sante Marie, Scanzano e Saluro, Francesco De Pontibus e nel 1279 risulta essere il Conte di Albe, Oddo di Toucy. Dal 1294 al 1497 feudataria di Tagliacozzo e dintorni fu la famiglia degli Orsini a cui seguirono i Colonna quando a Ferdinando II di Napoli successe Federico I di Napoli. I Colonna rimasero al potere fino al 1806 quando il re di Napoli Giuseppe Bonaparte abolì i feudi. Nel periodo della dominazione colonnese, le terre di Sante Marie furono sotto il dominio spagnolo. Nel 1743, quando gli austriaci penetrano nel regno di Napoli, viene registrata la loro presenta anche a Sante Marie. Negli anni a seguire ci fu una carestia (1764) e un enorme siccità (1779). XIX secolo: Con l'Editto di Saint Cloud (1804 Napoleone stabilì che le sepolture venissero effettuate fuori dalle mura cittadine) Sante Marie si adeguò cessando di seppellire i propri morti nell'ossario della chiesa di San Nicola e aprendo un nuovo cimitero (ora andato perduto) alle porte del paese. Con il ritorno dei Borboni nel 1815 cominciarono ad esser migliorate le vie di comunicazione con il Lazio e il resto dell'Abruzzo. La situazione resta tuttavia ancora critica perché agli itinerari che passano per Sante Marie vengono preferiti quelli suggeriti daAvezzano. Nel 1861 Sante Marie si aggrega al Regno d'Italia in seguito ai plebisciti popolari indetti in quello stesso anno nel sud d'Italia. Nel luglio del 1888 venne inaugurata la tuttora esistente ferrovia Roma-Pescara passante per Sante Marie. Questa fu una delle opere previste dai governi post-unitari per rammodernare il paese. Tra Colli di Monte Bove e Sante Marie venne scavata la galleria di Monte Bove (è lunga quasi 6 km) e durante le fasi di scavo si estrasse talmente tanta terra che servì per costruire il terrapieno su cui passa la ferrovia tra Sante Marie e Poggetello, frazione di Tagliacozzo. L’uccisione di Josè Borjés (1861): Sante Marie destò l'attenzione della nazione quando nel 1861, subito dopo l'Unità e nel pieno del Brigantaggio, si trovò a passare per la Valle di Luppa il generale catalano José Borjés, ex alleato del brigante lucano Carmine Crocco. Questi, inseguito dalle forze piemontesi, condusse un gruppo di 11 soldati fedeli ai Borboni nel tentativo di incontrarsi con il sovrano Francesco II, per informarlo dell'alleanza rotta con Crocco. Egli si servì per la fuga di una guida santemariana che però appena possibile avvisò la guardia nazionale del paese che il bandito si trovava presso il casale Mastroddi nella Valle di Luppa. La guardia nazionale santemariana partecipò all'assalto insieme alle forze militari piemontesi. Borjés e i suoi soldati vennero catturati alle porte del paese e fucilati a Tagliacozzo, i cadaveri vennero bruciati, eccetto quello di Borjés che venne consegnato all'ambasciata francese presso lo Stato Pontificio. Le esequie furono celebrate nella chiesa del Gesù a Roma. Nel 1966 il comune fece apporre un cippo nel luogo della battaglia in cui veniva esaltata la figura del comandante Enrico Franchini, dei suoi soldati e delle guardie nazionali di Sante Marie "fidenti nell'Unità d'Italia". Questo cippo è stato rimosso e sostituito da un'associazione "monarco-borbonica" con un altro che inneggia al martirio dell'eroe Borjés su cui capeggia il vessillo borbonico. Ogni anno un piccolo gruppo di questa associazione ricorda quest'evento in chiave revisionista.
CAMPEGGI SANTE MARIE (AQ)
Il terremoto del 1915 a Sante Marie (Aq) La notizia del disastroso del terremoto che all'alba del 13 gennaio 1915 sconquassò gran parte del territorio della Marsica fu segnalata da Sante Marie soltanto nel tardo pomeriggio. Gli effetti del sisma furono tali da bloccare per diverse ore i rudimentali mezzi di comunicazione dell'epoca. Il paese e le sue frazioni subirono gravi danni, tuttavia, nonostante l'immane tragedia, anche questi territori seppero risollevarsi. Il bombardamento del 20 gennaio 1944 a Sante Marie (Aq) Il 20 gennaio del 1944, alle ore 10 circa, 12 caccia-bombardieri americani attaccano il piccolo paese che in quel periodo, per via degli sfollati da Avezzano, contava più di 2000 abitanti. Quando videro i 12 aerei i paesani non si preoccuparono di mettersi al riparo perché più volte era successo che passassero aerei per bombardare le grandi città del nord, ma questa volta fu diverso. Gli abitanti, sgomenti, ebbero a malapena il tempo di ripararsi nelle loro povere case. Le vittime furono 28. L'azione fu rapida e durò meno di 10 minuti, un arco di tempo in cui le bombe distruggono il palazzo di Serafino Rossi alla Casata, abbattono un piano del caseggiato all'angolo tra via delle Tre Cannelle e via Roma e radono al suolo un intero agglomerato di case a Palatera, esattamente a via Como, ribattezzato lo Spallato per ricordare la distruzione delle bombe. Inoltre molte bombe non esplodono subito e danno così il tempo di evacuare la zona di via Castello dove sono cadute, esploderanno solo la sera procurando ingenti danni nell'attuale Largo 20 gennaio. Questa azione difficilmente può trovare una giustificazione, forse la causa è stata un errore di valutazione della Resistenza locale. Infatti nei pressi di Tagliacozzo agiva una cellula che segnalava gli spostamenti delle truppe tedesche e gli obiettivi da colpire. A Sante Marie i tedeschi avevano requisito la villa dell'avvocato Mari e vi avevano installato un'officina dove lavoravano delle Osttruppen, la villa si trova a circa un chilometro dal paese e a pochi metri dalla stazione. I tedeschi si dimostrarono subito crudeli nei confronti della popolazione tanto che il quarantasettenne Francesco Di Berardino fu passato per le armi con l'accusa di aver tagliato i cavi del telefono sul Monte Faito ed Antimo Ermili fu ucciso da un colpo di rivoltella mentre reclamava la restituzione del bestiame requisito. Una quarantina di antifascisti invece si radunò intorno al parroco e capo partigiano don Beniamino Vitale che formò la cosiddetta banda del Bardo. Dunque l'obiettivo del bombardamento sarebbe dovuto essere quello di cercare di interrompere la ferrovia Roma-Pescara, bombardando la stazione, e di colpire il comando tedesco presso la villa dell'avvocato Mari, ma, forse per via di una segnalazione errata del controspionaggio, gli esiti del bombardamento sono stati ben diversi. Al momento di ritirarsi la villa dell'avvocato venne fatta saltare in aria con l'esplosivo. Una parte della villa, che non fu completamente distrutta, è tuttora abitata dagli eredi dell'avvocato e all'interno si possono apprezzare delle vetrate costruite dai soldati durante l'occupazione. Dove sorgeva il resto della villa è ora presente il giardino in cui sono visibili i resti dei muri abbattuti e su cui è stata posta una targa per ricordare l'occupazione tedesca. Il toponimo di Sante Marie (Aq) Sante Marie deve il suo nome ad un'antica denominazione presente in documenti d'epoca: Altum Sanctae Mariae. Questo nome originariamente stava ad identificare un tempio posto su di un luogo elevato evidentemente dedicato alla vergine. Dopo l'aggettivo Altum è sottintesa la parola Castrum con cui si indicavano i piccoli centri abitati. La conferma arriva da un'antica bolla con l'araldica comunale dove li legge Alto Castro S. Marie. L'odierno nome Sante Marie deriva dalla pronuncia del genitivo latino caratterizzato dal dittongo ae (in realtà nel latino imperiale questo dittongo veniva pronunciato con i anziché con e). La traduzione corretta sarebbe quindi Alto Castello di Santa Maria.
VILLAGGI TURISTICI SANTE MARIE (AQ)
Le Tradizioni e il folclore nel paese di Sante Marie (Aq) metà luglio, feste patronali in onore dei santi protettori San Quirico (di cui è custodita una reliquia) e Santa Giulitta e festa della Madonna delle Grazie; fine agosto festa patronale in onore di San Nicola di Bari, Santa Filomena. Caratteristica la processione lungo le vie del paese con i santi portati a spalla; 6 e 7 agosto: feste patronali a Val dei Varri e a Santo Stefano; 13 e 14 agosto: feste patronali a San Giovanni e a Castelvecchio; 14 e 15 agosto: festa patronale a Scanzano dei Marsi; Sagra della Castagna, con l'allestimento del "Villaggio della castagna" e percorso eno-gastronomico attraverso i vicoli del borgo antico. Riapertura di cantine ed osterie in una scenografia molto caratteristica. La sagra, tra le più partecipate della Marsica, è giunta ben oltre le 40 edizioni e si svolge annualmente tra ottobre e novembre. La cultura a Sante Marie (Aq) Museo del Brigantaggio e dell'Unità d'Italia: Ospitato nel palazzo Colelli il museo permette di conoscere gli aspetti precedenti e successivi all'Unità d'Italia. Sono esposti abiti e comunicazioni dell'epoca, gli armamenti, la doppia monetazione dei Borboni e dei Savoia e le divise militari di tre eserciti: Pontificio, Borbonico e Savoia. Museo multimediale di astrofisica: Realizzato all'interno di alcune sale di palazzo Colelli si propone come una moderna mostra rivolta alle stelle, ai pianeti e alle galassie. Tre le sale espositive: sistema solare, stelle e universo. Il telescopio, dotato di un filtro H-alfa, permette di osservare i fenomeni e i particolari del sole. Persone legate a Sante Marie: José Borjés, (Vernet, 1813 – Tagliacozzo, 8 dicembre 1861), è stato un generale spagnolo e catalano. Giorgio Gatti, (Poggio a Caiano, 1º novembre 1948), è un baritono italiano. Le Frazioni di Sante Marie (Aq) Castelvecchio (detto anche Castelvecchio in Val di Luppa); San Giovanni (anticamente chiamata San Giovanni in Via Romana o Villa San Giovanni) Santo Stefano; Scanzano; Tubione: Val dei Varri (da non confondere con la località delle grotte di Val de' Varri in comune di Pescorocchiano). Infrastrutture e trasporti. Strade: Sante Marie può essere raggiunta tramite la SS5 quater costruita negli anni '60 -'70. Conosciuta anche come "la variante", serve a creare un'alternativa più comoda e veloce alla SS5 che passa sul Monte Bove e che inizialmente era l'unica strada per raggiungere Carsoli e da lì Roma. La SS5 si ricongiunge alla SS5 quater appena dopo l'abitato di Carsoli dopo essersene separata a Tagliacozzo. La SS5 quater collega Sante Marie ai comuni di Tagliacozzo, direzione Pescara, e Carsoli, direzione Roma, nonché all'Autostrada A24(uscita di Tagliacozzo) e all'Autostrada A25 (uscita di Magliano dei Marsi).
AFFITTACAMERE SANTE MARIE (AQ)
La Riserva naturale regionale Grotte di Luppa è una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 2005. Ricade totalmente per circa 435 ettari nel territorio comunale di Sante Marie, in provincia dell'Aquila. La riserva prende il nome dalla grotta della val di Luppa, situata al confine del comune di Sante Marie con quello di Carsoli nella Marsica, tra i monti Carseolani posti al confine dell'Abruzzo con il Lazio. Descrizione della Riserva naturale regionale Grotte di Luppa: Nel territorio della riserva naturale controllata ricade l'inghiottitoio della Val di Luppa immerso tra i castagneti di cui è ricco il territorio montano di Sante Marie. I confini sono rappresentati a nord est dal tracciato della variante (denominata "quater") della strada statale 5 Via Tiburtina Valeria, arteria che permette di raggiungere l'area, e a sud ovest, dai rilievi di Colle Pagliare (1206 metri slm) e Pietra Pizzuta (1264 metri slm) che segnano il confine comunale. Non distante dall'area protetta di Sante Marie si estende la riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca in un territorio ricco di importanti fenomeni carsici. In particolare a nord del monte Guardia d'Orlando, a circa 1.315 metri s.l.m. si apre l'inghiottitoio della Val di Luppa, una cavità nascosta tra la ricca vegetazione attraversata da un torrente sotterraneo. L'origine del nome dell'inghiottitoio non è chiara, potrebbe essere collegata al nome dialettale dell'upupa o al termine latino "lapis" (ovvero "pietra"). Di certo il toponimo "Uppa" o "Ippam" risulta citato in alcuni documenti ecclesiastici risalenti tra l'XI e il XII secolo e successivamente nelle opere Historiae Marsorum di Muzio Febonio, Memorie Istoriche delle tre Provincie d'Abruzzo di Anton Ludovico Antinori e da una carta del 1735 di Didacus de Revillas, in cui nell'area denominata Luppa appariva chiara una consistente circolazione idrica sotterranea. L'ingresso della cavità fu scoperto alla fine del 1800 da due escursionisti, Giovanni Voltan e Ignazio Carlo Gavini, molto attivi nella Marsica. Tuttavia le esplorazioni dell'area ebbero inizio soltanto alla fine degli anni venti del secolo successivo grazie al circolo speleologico romano guidato dal Carlo Franchetti. Furono esplorati inizialmente 400 metri, mentre negli anni successivi si arrivò ad avere una descrizione topografica di almeno 2000 metri. La Flora della Riserva naturale regionale Grotte di Luppa: Il paesaggio vegetale è caratterizzato dalla presenza di castagneti, faggete e orno ostrieti. Oltre alla distribuzione preponderante di Castanea sativa e Fagus sylvatica nel territorio si trova anche l'Acer pseudoplatanus e il Corylus avellana. La Fauna della Riserva naturale regionale Grotte di Luppa: Avifauna: upupe, poiane, ghiandaie, gazze, gheppi, allocchi, civette, picchi, merli, fringuelli. Mammiferi: volpi, faine, martore, lepri, scoiattoli, tassi, istrici e ricci.
BED & BREAKFAST SANTE MARIE (AQ)
Santo Stefano è una località marsicana, frazione di Sante Marie, in Provincia dell'Aquila. Il paese sorge a 1037 m s.l.m. a ridosso di Monte Faito (1455 m s.l.m.), nel cuore dell'Appennino laziale-abruzzese. Dista circa 90 chilometri da Roma, 63 dall'Aquila e 26 da Avezzano. La Storia del paese di Santo Stefano: Le prime attestazioni storiche note dell'abitato moderno risalgono al 1188 quando, nella bolla del 31 maggio, papa Clemente IIIelenca al vescovo Eliano tutte le chiese di pertinenza della Diocesi dei Marsi e fra queste menziona anche la "ecclesia Sancti Stephani in Caprili". Tale chiesa, connessa con un cenobio benedettino, rimase l'unica attestazione della presenza monastica anche dopo la scomparsa dei religiosi e attorno ad essa si aggregarono le prime moderne forme insediative, che dal protomartire Stefano, titolare del luogo di culto, derivarono il toponimo. Il paese di Santo Stefano, secondo lo storico abruzzese Pietro Bontempi segnava il confine dei Marsi albensi, nella vicina località Le Colonnelle di Val dei Varri, venne rinvenuta una lapide che riportava l'iscrizione "Albensium fines". Tale lapide custodita nella chiesa di Santa Maria in Scanzano è andata persa. Monumenti e luoghi d'interesse a Santo Stefano. Architetture religiose: Chiesa parrocchiale di Santo Stefano Protomartire, risalente con ogni probabilità al XII secolo come attestato dalla bolla di Papa Clemente III al vescovo dei Marsi, Eliano. Nel prezioso documento la chiesa venne chiamata Sancti Stefani in Caprili; Chiesa della Madonna della Neve. Siti archeologici a Santo Stefano: Prima della romanizzazione della zona a cui appartiene Santo Stefano, avvenuta a partire dalla fine della seconda guerra sannitica(304 a.C.), l'intero territorio corrispondente alla contemporanea Marsica occidentale e, in parte, al Cicolano era abitato dal popolo degli Equi, veteres hostes dei Romani, che utilizzavano una forma di insediamento per abitati sparsi: gli ocres. Proprio a ridosso di monte Faito è stato individuato uno di questi insediamenti. Al periodo che segue la romanizzazione risale, invece, il vicus individuato tra Santo Stefano e Scanzano. Questo villaggio, con ogni probabilità ospitava al suo interno un santuario cultuale legato alle pratiche della sanatio, come è attestato dal rinvenimento di alcuni ex voto fittili. Per il periodo medievale, infine, oltre al già citato cenobio, sul territorio di stretta pertinenza santostefanese insistevano le presenze monastiche di Santo Petri, Santi Janni e Santa Maria Moneta, rintracciabili oramai solo nei toponimi. Aree naturali a Santo Stefano: Il paese, che gode di una posizione amena sul pianoro delimitato dai Monti Carseolani, conta poco più di 250 residenti. Le bellezze naturalistiche, i boschi di faggio, quercia, castagno; la fauna selvatica, che annovera il cinghiale, il cervo, il capriolo, la lince, la volpe, il tasso, l'istrice e numerose specie di uccelli, fra cui la poiana e la civetta. Il territorio offre svariate possibilità di escursioni a piedi, a cavallo o in mountain bike. Tutto ciò rappresenta per Santo Stefano un'importante attrattive turistica. Il sentiero di Corradino: Ripercorre le tappe del giovane Corradino di Svevia attraversando tutto il territorio di Sante Marie, raggiungendo il monte Faito e i paesi di Scanzano e Santo Stefano, proseguendo verso Castelvecchio e la Valle di Luppa. Tradizioni e folclore a Santo Stefano: La notte fra il 24 ed il 25 dicembre si rievoca una delle tradizioni più caratteristiche: il fuoco della Capanna e la processione delle 'ntosse. All'imbrunire, subito dopo la funzione religiosa che fa da preambolo ai riti del Natale, sulla cresta inferiore del monte Faito viene acceso un enorme falò, "La Capanna", visibile a diversi chilometri di distanza, dalla quale anticamente i contadini traevano gli auspici per il raccolto dell'anno venturo. In base alla direzione che prende il fumo si prevede abbondanza di castagne (se il fumo piega verso ovest), di prodotti agricoli (se il fumo si dirige a sud), di uva (se la direzione del fumo è l'est), scarsità generale (per il nord). Poco prima della mezzanotte la processione delle 'ntosse, una sfilata di fiaccole, anima le vie del borgo.
CASE PER VACANZA SANTE MARIE (AQ)
Scanzano è una frazione del comune di Sante Marie, in provincia dell'Aquila (Abruzzo). Scanzano è situato nella Marsica, alle pendici del Monte Faito a quota 896 metri slm, ed è confinante con i paesi di Santo Stefano di Sante Marie, Gallo, Poggetello e Tubione. Tra le particolarità si nota che, visto dall'alto, il paese assume la forma di una "S". Conta circa 180 abitanti. Dista circa 85 chilometri da Roma, 60 dall'Aquila e 23 da Avezzano. La Storia del paese di Scanzano: Già nel 1187 Scanzano figurava nel Catalogo de Baroni creato da Guglielmo II di Sicilia detto "il Buono", nel quale erano registrati feudi appartenenti all'antica famiglia ghibellina dei De Pontibus, passati poi a Giovanni Duca. La Contea di Tagliacozzo, a cui Scanzano apparteneva, fu prima sotto il controllo degli Orsini, in seguito fu soggetta al ducato deiColonna. Il nome di Scanzano dei Marsi riappare nella Bolla di Papa Clemente III del 1188, nel prezioso documento vengono descritti i confini della diocesi dei Marsi. Nel 1630nell'università di Scanzano erano presenti due sindaci. L'8 agosto del 1806 Giuseppe Bonaparte (fratello di Napoleone e Re di Napoli) abolì i feudi e Scanzano perse la secolare autonomia di comune della Marsica. L'ultimo sindaco in attività a Scanzano fu Silvestro Antenucci. Tra i suoi concittadini più illustri c'è monsignor Giulio Tommasi (13 agosto 1855- 15 agosto 1936), che fu vescovo di Sant'Angelo dei Lombardi dove morì. Scanzano è più volte nominata nel libro storico "Agglomerazioni delle popolazioni della Diocesi dei Marsi" (1869) dello studioso e storico Andrea Di Pietro. L'opera riporta che Scanzano dei Marsi, nel XIX secolo, vantava una popolazione di 570 abitanti. Le chiese più importanti erano quella di S. Cipriano (ancora presente e attiva, al centro della piazza principale di Scanzano), quella di S. Maria (anch'essa presente e attiva, adiacente al cimitero del paese), e infine quelle di San Michele Arcangelo e San Giovanni. « Oh Atanasio, amabil Santo della Chiesa di Scanzano, a te sale ardente il coro della lode e dell'onor, i sospiri e le preghiere del tuo popolo fedel». Il 13 gennaio del 1915 il Terremoto della Marsica colpì in pieno anche Scanzano, dove però si registrò una sola vittima. A "peatera" (la parte finale del paese verso nord) il castello era andato completamente distrutto, compresa la chiesa di S. Giovanni che si trovava in esso. In quel tremendo 1915 a Scanzano si ebbero grossi problemi a causa del freddo, per via delle copiose nevicate, e all'impraticabilità delle vie di comunicazione messe fuori uso da numerose frane causate dal sisma. Nel 1988 venne ricostituita la "Banda di Scanzano", impegnata durante le feste patronali del borgo marsicano. Il paese di Scanzano attraverso gli stemmi familiari e quelli conservati all'interno della chiesa madre mantiene la fierezza che le deriva dall'antica autonomia amministrativa. I monumenti e luoghi d'interesse nel paese di Scanzano. Architetture religiose: Chiesa di San Cipriano e Santa Giustina, chiesa principale di Scanzano. Fu completamente distrutta a causa del terremoto del 1915 e ricostruita nel primo dopo guerra. Qui è custodita una statua di Sant'Atanasio, santo protettore del paese; Chiesa di Santa Maria, situata nell'area cimiteriale, alle porte del paese. Siti archeologici a Scanzano: Un vicus risalente al periodo che segue la romanizzazione è tornato alla luce nei pressi della strada che collega il paese a Santo Stefano, in località Colle Nerino. Questo insediamento equo posto al confine con i territori che furono dei marsi, con ogni probabilità, ospitava al suo interno un santuario cultuale legato alle pratiche della sanatio, come è attestato dal rinvenimento di alcuni ex voto fittili. Sito archeologico di Santa Maria, situato nei pressi dell'antica chiesa del cimitero da cui sono emersi vari reperti e una iscrizione funeraria di L. Vettius Varvelus. Ruderi dell'antico castello intorno al quale nel medioevo si costituì il borgo antico di Scanzano. Sono visibili parti della mura e la torretta quadrangolare. Aree naturali a Scanzano: Il sentiero di Corradino, ripercorre le tappe del giovane Corradino di Svevia attraversando tutto il territorio di Sante Marie, raggiungendo il monte Faito, il paese e le aree limitrofe di Scanzano. Tradizioni e folclore a Scanzano: La chiesa di Santa Maria è meta di pellegrinaggio dei credenti dal pomeriggio del 14 agosto di ogni anno: i fedeli giungono in chiesa dai paesi vicini per l'indulgenza plenaria, che si può ottenere pregando durante "le Passate", ovvero il passaggio lungo le navate della chiesa, che terminano nella serata del giorno successivo. Secondo la tradizione religiosa, la chiesa durante tutto il periodo delle "Passate" non deve mai rimanere vuota, ma deve sempre essere presente almeno un fedele. Altra usanza importante nel paese è quella del pellegrinaggio al santuario della Santissima Trinità. Il pellegrinaggio avviene solitamente nella prima settimana di agosto: i pellegrini partono dal paese fino ad arrivare al santuario distante circa 30 km, situato a circa 1335 metri slm nel comune di Vallepietra in (provincia di Roma). Terminata la visita al santuario, posto al confine del Lazio con l'Abruzzo, i cittadini ripartono alla volta di Scanzano, dove la cerimonia si conclude con una messa celebrata nella chiesa madre di San Cipriano e Santa Giustina.
APPARTAMENTI PER VACANZA SANTE MARIE (AQ)
Mu.M.A. Museo Multimediale di Astrofisica di Sante Marie. Il museo nasce come primo tassello del nuovo Polo Astronomico che prevede la realizzazione di un planetario e di un vero osservatorio astronomico. Il Mu.M.A., realizzato nelle sale di Palazzo Colelli, si presenta come una moderna mostra dove il visitatore potrà avvicinarsi alle bellezze del Cosmo guidato da personale esperto (dottorandi, laureati, ricercatori e tecnici professionisti in astrofisica ) fornito dall’Associazione Culturale “Estrellas y Planetas” che dal 2009 si occupa di divulgazione scientifica e che ha curato il progetto e l’allestimento del museo. Pannelli esplicativi, video, exhibit interattivi consentiranno a studenti e appassionati di toccare con mano stelle, pianeti, galassie in un viaggio fantastico dal sistema Solare fino al confine estremo del nostro Universo. Al momento saranno aperti tre spazi espositivi: la sala del Sistema Solare, la sala delle Stelle e la sala dell’Universo. Inoltre sarà possibile effettuare osservazioni del Sole grazie al telescopio solare installato sul terrazzo della Sala delle Stelle; il telescopio è dotato di un filtro H-alfa e consente l’osservazione di molti particolari della nostra stella. Macchie solari, filamenti, granulazione, non saranno più fenomeni misteriosi. Il museo sarà aperto rigorosamente su prenotazione a scuole di ogni ordine e grado il mercoledì ed il venerdì dalle 9:30 alle 13:30. In occasione della Sagra della Castagna  il museo sarà eccezionalmente aperto ad un prezzo promozionale. Durante le visite mattutine è prevista l’osservazione del Sole mentre per le visite serali si effettuerà l’osservazione di Giove e dei suoi principali satelliti. Infine, da dicembre 2011, il museo sarà aperto una volta al mese per serate osservative al telescopio durante le quali si impareranno a conoscere il cielo e le costellazioni accompagnati dagli esperti di “ Estrellas y Planetas” I prezzi di ingresso sono: €4,00 per le scuole e €5,00 per i privati. Per tutti i dettagli sul museo, sulle visite serali e per le prenotazioni: www.estrellasplanetas.org; info@comune.santemarie.aq.it ; tel. 0863.679132 fax 679722.
CASE PER LE FERIE SANTE MARIE (AQ)
Museo del Brigantaggio. Il comune di Sante Marie ha da qualche anno posto la sua attenzione sul brigantaggio, fenomeno che ha avuto grande rilievo nel territorio marsicano. L’8 dicembre 1861 infatti, proprio alle porte di Sante Marie, a Casale Mastroddi, venne catturato il brigante Josè Borjes generale catalano mandato in Italia per riportare sul trono Francesco II. Questo episodio storico ha spinto gli amministratori locali a realizzare ed inaugurare nel 2008 la mostra-museo sul Brigantaggio a Palazzo Colelli. Nel corso degli anni si è cercato poi di ampliare il discorso arricchendo la collezione iniziale di cimeli e documenti inediti con armi, foto e lettere d’epoca reperite da antiquari e da aste nazionali. Visitando le sale del Museo del Brigantaggio e dell’Unità d’Italia si potranno osservare da vicino tutti gli aspetti del periodo pre e post unitario, attraverso gli abiti dell’epoca, le comunicazioni e gli armamenti. Saranno quindi esposte armi da sparo appartenute ai due eserciti in lotta all’epoca dei fatti, armi bianche, la doppia monetazione dell’Unità d’Italia appartenuta ai Borboni e ai Savoia e infine le divise militari dei tre eserciti protagonisti in quegli anni (Pontificio, Borbonico e Savoia). Per l’esposizione, curata dal direttore scientifico Gianvincenzo Sforza, rappresentante dell’Archivio Sforza di Celano, crescerà nei prossimi cinque anni grazie all’acquisto di nuovi reperti storici, all’apertura di un sito internet grazie al quale sarà possibile visitare virtualmente il Museo, e alla collaborazione con l’Archivio di Stato dell’Aquila e l’Archivio Sforza di Celano. Per i giorni di apertura del Museo e prenotazioni: info@comune.santemarie.aq.it Tel. 0863.679132 – 679715 Fax 0863.679722 Mob. 339.2301774.
COUNTRY HOUSE SANTE MARIE (AQ)
Riserva Naturale Grotte della Luppa. La Riserva Naturale Regionale Grotte di Luppa, si estende all’interno del Comune di Sante Marie per una superficie di circa 435 ettari. A nord est il confine segue il tracciato della strada statale Tiburtina Valeria, mentre a sud ovest il confine coincide con quello amministrativo del Comune di Sante Marie, delimitato dai rilievi di Colle Pagliare (1206 m) e Pietra Pizzuta (1264 m). L'inghiottitoio si trova nascosto tra i vari boschi di castagni di Sante Marie. Per raggiungerlo bisogna percorrere la S.S. Tiburtina Valeria direzione Carsoli fino all'entrata della Riserva, segnalata da un'apposita tabella informativa. Entriamo ricordando che ora siamo all'interno di una Riserva Naturale e iniziamo la nostra passeggiata a piedi, seguendo a sinistra il percorso del letto ciottoloso del fiume, che ci accompagnerà fino all'ingresso dell'inghiottitoio, godendoci il verde che ci circonda, i suoni e i profumi della natura. Passeggeremo all'ombra del boschetto costituito da alberi di castagno, faggi aceri e noccioli, che danno casa e riparo a numerose specie di uccelli quali l'upupa, la ghiandaia, la gazza, la poiana, i gheppi, gli allocchi, i merli, le civette, di cui, se faremo silenzio, potremo ascoltare i versi. Proseguiamo nel nostro cammino ed ora si apre ai nostri occhi, il maestoso Inghiottitoio di Luppa, fiore all'occhiello della Riserva e che da sempre suscita un grande fascino nel mondo speleologico. Da qui possiamo visitare la grotta, ma solo accompagnati da una esperta Guida Speleo. Dopo aver visitato la grotta, possiamo ripercorrere il sentiero al contrario e seguendo i cartelli segnalatori, giungiamo a delle piazzole dove poterci rilassare. La Riserva vi offre numerosi punti dove poter sostare per vivere un momento di relax o fare un pic nic, attrezzati con panche, tavoli e punti fuoco. Pannelli didattici idonei illustreranno le caratteristiche morfologiche e vegetazionali dell’area. Regolamento: La fruizione turistica all’interno della Riserva Naturale Regionale della Grotta di Luppa può avvenire sui percorsi segnati o all’interno della cavità; Nel territorio della Riserva la circolazione dei mezzi a motore è consentita solo sulla rete rotabile e fino alle aree predisposte a parcheggio. Nel resto del territorio la circolazione è consentita a piedi, a cavallo ed in bicicletta; Per la sosta i visitatori possono usufruire solo di apposite aree attrezzate per consumare i pasti. L’accensione dei fuochi viene regolamentato secondo le modalità indicate sul posto. Al di fuori di queste aree non è consentito né l’accensione dei fuochi, né il consumo di pasti; All’interno della Riserva è vietata la caccia, la pesca, la cattura di animali e l’introduzione di armi, esplosivi o altri mezzi distruttivi o atti alla cattura. L’accesso dei cani è consentito solo al guinzaglio; E’ vietata l’asportazione ed il danneggiamento di formazioni minerali, materiali litici e terrosi. E’ vietato, inoltre, il danneggiamento di esemplari vegetali e l’asportazione di essi; E’ vietato l’abbandono o la dispersione di rifiuti solidi o liquidi, che vanno depositati esclusivamente negli appositi contenitori localizzati nelle aree attrezzate; L’accesso alla Grotta è consentito solo con l’accompagnamento delle guide, fatte salve le deroghe autorizzate, per iscritto dall’Ente Gestore; Nella Grotta di Luppa è tassativamente vietato l’uso della acetilene e l’abbandono di ogni tipo di rifiuti. E’ consentito unicamente l’utilizzo di lampade elettriche; I visitatori sono tenuti al rispetto della tranquillità dell’ambiente naturale e sono vietate, di conseguenza, tutte le attività che possono recare disturbo o pericolo per le specie animali, vegetali ed alla morfologia dell’area; L’Ente Gestore ha facoltà di apportare ulteriori norme al presente Regolamento, in dipendenza delle necessità gestionali e per favorire la tutela e conservazione del patrimonio ambientale; I visitatori sono tenuti alla stretta osservanza delle norme contenute nel presente Regolamento e di adeguarsi a tute le prescrizioni comunicate verbalmente dal personale della Riserva o anche riportate sugli appositi cartelli. info@comune.santemarie.aq.it; tel. 0863.679132 fax 679722.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SANTE MARIE (AQ)
Il sentiero della castagna. Il Comune di Sante Marie, grazie al cofinanziamento del GAl Gran sasso Velino attraverso i fondi LEADER Misura 4.1.3 - Azione 313 “Incentivazione di attività turistiche”, ha realizzato un itinerario di promozione e valorizzazione del prodotto enogastronomico principe del territorio, la Castagna. Il progetto ha previsto, attraverso l’apposizione di alcuni pannelli la realizzazione di un “sentiero enogastronomico” capace di implementare l’offerta locale attraverso la valorizzazione dei castagneti locali, delle tradizioni e mestieri ad essi legate. Il sentiero incrocia la rete sentieristica della Riserva, completandola e caratterizzandola. A Fonte della Rocca nasce un Info Point Turistico: Al fine di garantire un adeguato accesso alle informazioni turistiche , è stato implementato in località. Fonte della Rocca, presso l’area attrezzata già esistente, un info point turistico capace di valorizzare le emergenze naturalistiche dell’area con particolare attenzione a quelle relative agli aspetti rurali e connesse alla raccolta ed alla lavorazione della castagna. Attraverso un allestimento con alcuni pannelli si è scelto di fornire ai visitatori informazioni sulla Riserva con un focus sui castagneti, sulla castagna, e sul suo fondamentale ruolo nella storia tanto da portare alla formazione di una “civiltà della castagna”. Si è deciso di inserire anche un pannello sulla rete sentieristica che aiutasse i visitatori ad individuare “l’itinerario della castagna” realizzato.
RIFUGI E BIVACCHI A SANTE MARIE (AQ)
Sito archeologico a Sante Marie (Aq) Tombe e strade di epoca romana tornano alla luce a Colle Nerino (S.Stefano) Tornano alla luce i segni di un'antica civiltà romana. il ritrovamento è avvenuto nell'area archeologica di Colle Nerino, in località Santo Stefano, dove sono spuntate delle tombe, una struttura poligonale e una stradina. La campagna scavi, è stata finanziata dal Comune di Sante Marie, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; ciò ha permesso la realizzazione di un percorso naturalistico, per raggiungere l'importante sito archeologico. Grazie ad una serie di ricerche avviate dal Comune e dirette dalla Dott.ssa Faustoferri, ispettore della Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Abruzzo, è stata avviata la promozione e la valorizzazione del sito. Finora le ricerche hanno portato alla luce una struttura circolare al di sotto del piano di campagna. All'interno, inoltre, sono presenti quattro nicchie di differente grandezza. Si tratta con ogni probabilità di una struttura funeraria d'epoca romana, forse utilizzata in un secondo tempo come fornace, Scoperta anche una seconda struttura di forma poligonale collegata a un percorso ancora inaccessibile. Dell'antica stradina è stato già individuato un accesso verso la parte superiore. per info e prenotazioni: 0863.679132 fax 679722 email info@comune.santemarie.aq.it
Da vedere a Sante Marie. Percorrendo i sentieri che vanno da Sante Marie alle frazioni di Castel Vecchio, Santo Stefano, San Giovanni, Scanzano, Valdevarri o Tubione, si possono scoprire specie protette di fiori o incontrare qualche animale in via di estinzione, data la straordinaria ricchezza naturalistica che circonda questo piccolo paese. Passeggiando per il borgo non si può fare a meno di notare che il comune di Sante Marie è una piccola oasi incontaminata dove regnano tranquillità e armonia, lontano da smog, chiasso e dai ritmi frenetici che caratterizzano la vita delle grandi città. Per gli appassionati di passeggiate e di bicicletta Sante Marie offre diverse possibilità di itinerari, soprattutto attraverso gli infiniti boschi di castagno che caratterizzano le terre marsicane, per scoprire le diversità biologiche di questo spettacolare paesaggio. Decisamente particolare è la conformazione della Riserva Naturale Grotta della Luppa, si tratta di una cavità complessa nascosta tra i boschi e difficile da localizzare, con un torrente sotterraneo dal carattere alternato a tratti irrequieto. Indizi morfologici significativi fanno presupporre che la grotta abbia uno sviluppo più ampio di quello oggi conosciuto, che ammonta a 2.000 metri. La grotta si trova immersa nell’ampio bosco di Sante Marie, per accedervi è necessario percorrere il letto ciottoloso del torrente, attraverso il quale si accede a un breve diverticolo a sinistra che assume la denominazione di galleria dei Tricotteri. Da qui inizia una sequenza di ambienti sotterranei caratterizzati da marmitte e piccoli salti, mentre le pareti connotano un ambiente molto stretto intervallato da alcuni laghi. Sante Marie è anche un borgo dalle origini antiche, con un interessante patrimonio artistico da offrire ai suoi visitatori. La chiesa di Santa Maria delle Grazie risale al 1580 e fu creata tramite una “bolla” vescovile che voleva l’unificazione delle tre parrocchie sino ad allora esistenti sul territorio. Verrà però nominata ufficialmente come chiesa parrocchiale solo nel 1912, tramite un documento ufficiale. Caratterizzata da una pianta rettangolare, la chiesa è costruita con muratura in pietra e intonaco. Il grande portale con arco a tutto sesto -anch’esso in pietra- è delimitato da una cornice a bugne quadrate ed è sormontato da un oculo in pietra attualmente chiuso. Il campanile, a sezione quadrata, è costituito da quattro ordini sovrapposti. Dopo il terremoto del 1915, il campanile ha subìto una trasformazione nella cuspide piramidale, che un tempo era foderata in lamiera di piombo, mentre attualmente è costituita da quattro bracci di ferro, mantenendo sempre però uno stile romanico. L’interno della Chiesa è stato rimaneggiato nel XVIII secolo e presenta pareti laterali e frontali decorate da altari barocchi. Sull’altare maggiore è posta la statua della Madonna in terracotta policroma, un lavoro abruzzese risalente al XVI secolo. È possibile inoltre ammirare anche diverse pale d’altare, come quella raffigurante la Madonna con le anime del Purgatorio, il martirio di S.Giulitta e S.Quirico, l’Assunta con i martiri e infine, la Crocifissione con S. Antonio e S. Andrea. La Marsica è la terra per eccellenza dei briganti, proprio per questo fenomeno che ha caratterizzato il passato storico della zona, il comune di Sante Marie ha deciso di inaugurare nel 2008 una mostra-museo sul brigantaggio,a Palazzo Colelli. Inizialmente limitato a una collezione di cimeli e documenti, nel corso degli anni si è arricchito con armi, foto e lettere d’epoca reperite da antiquari e da aste nazionali. Un viaggio nell’Italia del periodo pre e post unitario, dove è possibile ammirare i reperti storici che hanno determinato le sorti del nostro Paese, così come gli strumenti utilizzati durante la vita quotidiana. All’interno di Palazzo Colelli è inoltre possibile visitare il Museo Multimediale di Astrofisica (Mu.M.A), primo tassello del nuovo importante polo Astronomico che sarà realizzato a Sante Marie, nei prossimi anni. Il personale del museo guida gli ospiti attraverso le meraviglie naturali del cosmo, attraverso pannelli, video, exhibit interattivi che prevedono un completo coinvolgimento dei visitatori. Al momento le sale aperte sono tre: la sala del Sistema Solare, quella delle Stelle e quella dell’Universo.
Il territorio circostante di Sante Marie si presta molto bene all’escursionismo a piedi e a cavallo, grazie ai caratteristici boschi di castagno e ai sentieri che permettono di raggiungere le frazioni di Santo Stefano, Castelvecchio, Scanzano, così da coprire l’intero territorio del comune di Sante Marie. Di interesse per gli speleologi è “l’Inghiottitoio di Luppa” da cui si dipartono una serie di caverne che si addentrano nelle profondità del sottosuolo. Numerosi documenti testimoniano le origini antiche di questo borgo abruzzese, in cui si ritrova anche la derivazione etimologica dell’attuale nome, negli atti piú antichi infatti, il paese appare denominato come “Altum Sanctae Mariae”, trasformato in seguito in Sante Marie. Nella più antica testimonianza dell’esistenza del centro abitato -il Catalogo dei Baroni risalente al 1187- Sante Marie è indicata come feudo di due soldati, appartenente a Giovanni Duca. Nelle bolle pontificie del medesimo secolo, Sante Marie appare come il castello piú ricco di chiese di tutta la zona (S.Quirico, S.Marcello, S.Maria, S.Nicola, S.Andrea, S.Giusta, S.Vero, S.Giovanni di Casa Vetrana). La storia di questo paese, dal tardo medioevo in poi, si identifica con quella del grande feudo di Tagliacozzo, dapprima possesso dei conti Marsi e in seguito (dopo il distacco di Albe e Tagliacozzo da Celano) dominio dei De Pontibus, degli Orsini e infine dei Colonna che rimasero al potere fino al 1808. Se la struttura ecclesiastica di Sante Marie rimane pressoché immutata nei secoli, quella civile comincia, invece, a subire trasformazioni giá verso la metá del Seicento. È documentata, infatti, per quell’epoca, l’esistenza dei Massari, liberamente eletti dalla popolazione riunita in pubbliche assemblee annuali. Tutti i documenti (dal Seicento al primo Novecento) mostrano una popolazione dedita, in massima parte, all’agricoltura o a lavori stagionali nell’agro romano. Verso la seconda metá del XIX secolo, grazie alla costruzione della ferrovia, Sante Marie cresce demograficamente (per la presenza di numerosi “forestieri”), nonostante sia sempre soggetta a una forte emigrazione stagionale. La mancanza di una rotabile (dopo il 1861 si preferí realizzare il tracciato Roccacerro-Colli, piuttosto che quello Pietrasecca-Sante Marie), l’isolamento secolare, il terremoto del 1904, l’emigrazione continua, la miseria del dopoguerra, il forte decremento demografico degli ultimi tempi, hanno costituito elementi frenanti di uno sviluppo economico e turistico che solo oggi sta cercando di costruire solide basi.
“Mu.M.A.”, Museo Multimediale di Astrofisica –Nasce nel 2011 all’interno di Palazzo Colelli, già sede del Museo del Brigantaggio, come primo passo verso la costituzione di un vero e proprio Polo Astronomico di Sante Marie. Il museo è articolato in tre spazi dedicati rispettivamente al sistema solare, alla nascita ed evoluzione stellare e alla nascita ed evoluzione dell’Universo. Attraverso pannelli esplicativi, filmati, exhibit è possibile compiere un viaggio alla scoperta della nostra galassia e del sistema solare ma anche riflettere sulle più recenti e originali teorie sul futuro del nostro universo. La “Terrazza delle stelle” funge da vero e proprio osservatorio astronomico dove, grazie all’utilizzo di due telescopi, è possibile compiere osservazioni sia di giorno che di notte sul sole e sugli altri astri, il tutto sotto la guida di esperti dell’astrofisica, ricercatori e tecnici dell’Associazione Culturale “Estrellas y Planetas”. Per prenotare visite didattiche per gruppi e scuole e per altre informazioni ci si può rivolgere al numero di tel.0863/679132 o si può visitare il sito dell’Associazione www.estrellasplanetas.org/. Eventi a Sante Marie (Aq) – La Sagra della Castagna che ha luogo da oltre trent’anni l’ultimo finesettimana del mese di ottobre, testimonia l’importanza che  i castagneti, e di conseguenza il loro frutto prelibato, hanno sempre avuto per il paese di Sante Marie, sia dal punto di vista economico che naturalistico (il paese è oltretutto membro dell’Associazione Nazionale Città del Castagno). Il prodotto “principe” della manifestazione, la castagna appunto, non è però il solo a far gola; durante la sagra infatti, i visitatori possono gustare i piatti tipici della cucina abruzzese come dolci tradizionali, zuppe di legumi, polenta condita con salsiccia nostrana ed altre prelibatezze. Sante Marie è un paese che si trova in una posizione "strategicamente" molto interessante. A pochi chilometri dalla capitale Roma (60 Km di autostrada—A24). Meta di gite domenicali è contornato da boschi di castagneti ed il suo territorio è ricco di funghi e se volete anche di tartufi. I residenti, ad oggi, sono circa 1300, molti dei quali, per la sopraindicata vicinanza a Roma preferiscono fare i pendolari per andare a lavorare nella capitale, altri hanno scelto di andare ad abitare nella città, mantenendo pero' uno stretto legame con il loro paese d'origine. Le attrattive del luogo sono molteplici e le cose che vengono proposte ai visitatori sono veramente interessanti. Sovrana incontrastata è l'aria che si puo' respirare, la qualità dei prodotti locali e se volete l'ospitalità dei Santemariani. La Proloco nel corso dell'anno propone diverse manifestazioni, alcune propriamente per i residenti ed altre che contribuiscono a far conoscere il nostro Paese a tutti quelli che sono alla ricerca di sano divertimento. La principale di queste manifestazioni è sicuramente la Sagra della Castagna che ogni anno si svolge nell'ultimo fine settimana di ottobre. Il prodotto principe della nostra zona è il protagonista assoluto di questa manifestazione, capace di far partecipare l'intera collettività che si presta volontariamente a preparare molte cose buone. Dai meravigliosi dolci alle zuppe locali, all'immancabile polenta con le salsicce nostrane. Insomma l'apoteosi della « Castagna » e di quant'altro caratterizzi la cucina della nostra zona. Per gli appassionati di passeggiate e di bicicletta niente di meglio. I nostri boschi e diversi percorsi consigliati consentiranno a chi vorrà di cimentarsi in queste attività godendo dell'aria pura e dell'ambiente circostante. Per Vostra informazione segnaliamo due ottimi ristoranti che Vi daranno la possibilità di conoscere le nostre specialità. È chiaro che non possiamo parlare male del nostro Paese ed è proprio per questo che Vi invitiamo a venirci a trovare. I profumi e l'aria, purtroppo, non possiamo farveli provare via internet. A questo punto non Vi resta che passare una bella giornata insieme a noi! Per maggiori informazioni sulla storia del paese visitate Terre Marsicane. Sagra della castagna – Sante Marie (AQ) – 30 ott -1 nov. In un paese circondato da stupendi castagneti, il “cereale che cresce sull’albero” rappresenta da sempre il prodotto principe dell’economia agricola e della gastronomia. E così alla Sagra della castagna, che animerà il 30-31 ottobre, e ancora il 1 novembre il piccolo paese aquilano di Sante Marie, il centro storico sarà trasformato in un vero e proprio villaggio della castagna, con stand enogastronomici e di artigianato locale. Nelle suggestive cantine riaperte per l’occasione sarà possibile degustare tantissime ricette preparate secondo la tradizione culinaria abruzzese: dai meravigliosi dolci alle zuppe locali, dall’immancabile polenta con le salsicce del luogo alle scamorze ai broccoli con salsiccia, senza dimenticare l’uovo con tartufo, i tagliolini con patate e fagioli e le pizze fritte. Non mancheranno poi spettacoli itineranti e mostre dedicate al recupero e alla trasmissione degli usi e costumi di una volta, per un tuffo nel passato contadino che da queste parti è ancora più vivo che mai. Informazioni: 3408505381 – info@fuoriporta.org. Cosa vedere a Sante Marie: Il pittoresco centro storico e in particolare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e quella di San Martino a Castelvecchio. Nei dintorni: La Riserva naturale regionale Grotte di Luppa, Torano e Pietrasecca. Come arrivare a Sante Marie: Se arrivate da Roma prendete la A24 (Roma—l’Aquila) ed uscite al casello Tagliacozzo – Sante Marie e seguite le indicazioni Sante Marie. Se arrivate dall’Aquila o Pescara uscita Magliano dei Marsi prendete la Tiburtina Valeria, superate Tagliacozzo e seguite le indicazioni Sante Marie.
La gastronomia a Sante Marie. Sante Marie abbraccia a pieno la cultura gastronomica abruzzese, offrendo tra i suoi prodotti tipici: polenta con salsicce, quagliatelli con fagioli (piatto tipico di pasta fatta rigorosamente in casa) e gli arrosticini di pecora, il tutto accompagnato da un ottimo Montepulciano, oppure da un Trebbiano d’Abruzzo, prodotti di eccellenza della tradizione vinicola regionale. Il frutto più tipico della zona è la castagna utilizzata per produrre dolci, pane, liquori e tanti altri prodotti, primo tra tutti: il Castagnaccio Santemariano, versione locale della celebre torta fatta con farina di castagne. Cosa fare a Sante Marie: Durante tutto l’anno Sante Marie offre la possibilità di partecipare a feste religiose ed eventi folcloristici che richiamano numerosi visitatori. Si festeggiano lo Spirito Santo a Pentecoste, con il rito della consegna del simbolo al festarolo dell’anno e diversi santi protettori, tra cui: San Quirico (di cui è custodita una reliquia), San Nicola di Bari, Santa Filomena e la Madonne delle Grazie. Oltre alle luminarie e ai fuochi pirotecnici durante queste celebrazioni, si svolge la processione in paese con i santi a spalla. Una delle manifestazioni che riscuote più successo è senza dubbio la Sagra della Castagna, che si ripete ormai da più di 40 edizioni. Un’occasione per assaggiare il frutto tipico per eccellenza della zona e i suoi derivati come i dolci, il pane, i liquori e tanti altri prodotti. Non mancano inoltre spettacoli itineranti e mostre dedicate al recupero e alla trasmissione degli usi e costumi di una volta. Per i più “casarecci” vengono proposti anche polenta con salsicce, quagliatelli con fagioli e gli arrosticini di pecora, il tutto accompagnato da ottimo vino. La storia – Sante Marie, in origine Altum (castrum) Sanctae Mariae, cioè Alto Castello di Santa Maria, dove per “castello” si intende “piccolo centro abitato circondato da mura”, nasce intorno all’anno 1000, ma è nel 1187, nel cosiddetto “Catalogo dei baroni” che per la prima volta il nome del comune figura insieme a tanti altri paesi reclutati dall’imperatore normanno Guglielmo II detto il Buono per una crociata in Terrasanta. Sempre dal Catalogo dei Borboni  si evince che il feudo di Sante Marie appartenne ai figli di Oderisio De Pontibus, Rainaldo signore di Tagliacozzo e Teodino signore di Tremonti.  Dalla fine del 1200 fino alla fine del 1400 circa, tutti i feudi posti nelle vicinanze di Tagliacozzo appartennero alla potente famiglia degli Orsini a cui successe l’altrettanto illustre famiglia dei Colonna attraverso la quale Sante Marie fu effettivamente sotto il dominio spagnolo fino a quando nel 1806 il re di Napoli Giuseppe Bonaparte abolì i feudi. Il paese, che fino all’’800 era rimasto pressoché isolato, con il ritorno dei Borboni nel 1815 si apre all’esterno grazie al miglioramento delle vie di comunicazione con il Lazio e con il resto dell’Abruzzo. Ma la vera svolta si ha nel 1888 con l’inaugurazione da parte del governo post-unitario della tuttora esistente ferrovia Roma-Pescara passante proprio per il paese. A Sante Marie le vicende legate al fenomeno del Brigantaggio hanno lasciato il segno tanto che in paese è stato istituito un Museo del Brigantaggio e dell’Unità d’Italia. Una vicenda in particolare viene ricordata con estrema cura: poco distante dal paese infatti, venne fucilato nel 1861 il generale spagnolo filoborbonico Josè Borjes, ex alleato del brigante lucano Carmine Crocco che, in fuga dai piemontesi, fu infine “tradito” dalla sua guida e ucciso dalla guardia nazionale presso il casale Mastroddi nella Valle di Luppa. Il cippo posto in loco negli anni ’60 e poi sostituito da un’associazione monarchico-borbonica in tempi più recenti (che evidenzia l’eroismo del generale nel tentativo di restaurare la “legittima” dinastia borbonica) è meta tutti gli anni di alcuni rappresentanti di questa associazione che ricordano l’evento in chiave revisionista. Nel 1944 il tentativo delle truppe tedesche di bombardare la linea ferroviaria Roma-Pescara ebbe come esito la distruzione di gran parte del paese. La costituzione di poco successiva all’evento della “Banda del Bardo”, segnò la partecipazione degli abitanti di Sante Marie alla Resistenza contro l’occupazione tedesca.
 
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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