Ospitalità nel chietino – Dove dormire a San Salvo (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a San Salvo (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SAN SALVO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di SAN SALVO (Ch) (m. 100 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di San Salvo: 42°02′43.87″ - N14°43′53.48″E
     
Ospitalità nel Paese di San Salvo Marina (m. 5 s.l.m.)
  CAP: 66050 -  0873 -  0873.544511 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI SAN SALVO 0873.3401   0873.547712    0873.54113 - 00247720691
Raggiungere San Salvo  Satzione: Vasto/San Salvo   Aeroporto d'Abruzzo a 108 Km.  Uscita: Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo
 
HOTELS ED ALBERGHI SAN SALVO MARINA (CH)
*** HOTEL EDEN
Via Magellano, 18 - 66050 San Salvo Marina (Ch)
tel. 0873 803435 - fax 0873 802895
 Servizi offerti dalla struttura















*** HOTEL MILANO
Via E. Berlinguer, 1 - 66050 San Salvo Marina (Ch)
tel. 0873 803280 - fax 0873 803529
 Servizi offerti dalla struttura


*** HOTEL MIRAVERDE
Contrada Piana S. Angelo, 196 - 66050 San Salvo Marina (Ch)
tel. 0873 342524 - fax 0873 344173
 Servizi offerti dalla struttura



*** HOTEL TOMEO
Viale Dei Tigli, 3 - 66050 San Salvo Marina (Ch)
tel. 0873 54155 - fax 0873 547555
 Servizi offerti dalla struttura















* HOTEL LIDIA
Via Piana Sant'angelo, 132 - 66050 San Salvo Marina (Ch)
tel. e fax 0873 342953
 Servizi offerti dalla struttura









RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE SAN SALVO MARINA (CH)
Il centro storico di San Salvo (Ch)  Scendendo dal paese si incontra poi la Casa Di Falco (un tempo edificio monastico) quindi si passa sotto un piccolo arco, detto "La Cavuta", una piccola uscita ottocentesca dalla città storica. L'abside della Chiesa di San Giuseppe, interamente dritta, insiste invece su via Portanuova, cosiddetta perché al suo termine in Età moderna (verso la fine del Settecento) era stata eretta una seconda porta per l'uscita dal Borgo. Da qui, sulla destra si può osservare il muraglione di Via Fontana Vecchia, realizzato all'esterno dell’abitato murato per ripianare un terreno sensibilmente scosceso. Oltre la strada Fontana Vecchia si trova la caratteristica omonima Fontana che costituisce lo sbocco di un importante acquedotto romano ipogeo di età imperiale, tuttora integro e funzionante. Salendo lungo il muraglione si raggiunge l'incrocio tra via Fontana e via Savoia, con di fronte un altro muraglione su cui si affacciano due palazzi storici settecenteschi (uno della famiglia Artese) e l'ottocentesco palazzo Ciavatta, appartenenti alla prima fase di espansione dell'abitato fuori le mura che poi avrebbe prodotto l'edificazione del quartiere ottocentesco tra via Savoia e corso Garibaldi, con i caratteristici vicoli di collegamento. Risalendo a destra via Fontana, si ritorna alla nuova "Porta della Terra", sul lato ovest, all'incrocio tra corso Garibaldi (l'antico decumano romano, oggi strada commerciale al cui termine si trovano popolosi quartieri residenziali) e Corso Umberto I. Su quest'ultima strada, prima che immetta nella Piazza del Comune (Piazza Giovanni XXIII) s'incontrano i palazzi Sabatini e De Vito e, ai numeri civici 20A e 24, l'edificio che ospita "La Giostra della Memoria", un interessante museo demoantropologico privato, le cui stanze sono ognuna dedicata a custodire oggetti appartenuti ad una specifica tradizione (transumanza, medicina popolare, magia, ceramiche da mensa, corredo da sposa ecc.). Oltre la piazza Papa Giovanni XXIII corso Umberto incrocia via Roma, creando lo spazio triangolare del Giardinetto con il monumento ai Caduti e poi scende verso la Fontana Nuova e la chiesetta di San Rocco. Via Roma, strada commerciale della città, in parte pedonalizzata, giunge invece fino alla Villa Comunale consentendo lo struscio, cioè il passeggio di cittadini e turisti. Tra le altre chiese presenti in città ricordiamo: la Chiesa Vecchia di San Nicola, risalente al XVII secolo (il cui nuovo edificio templare è sorto – nei pressi - negli anni Settanta del ’900, con dedica a San Nicola Vescovo); la chiesa cinquecentesca della Madonna delle Grazie e la già citata chiesa di San Rocco, un tempo tutte fuori le mura, le ultime due sul percorso dell'importante tratturello di collegamento fra il tratturo costiero L'Aquila-Foggia a quello più interno Centurelle-Montesecco.
CAMPEGGI SAN SALVO MARINA (CH)
Le tradizioni popolari a San Salvo (Ch) Dei riti, delle feste e delle tradizioni popolari di un tempo non tutto è conosciuto o pervenuto fino ai giorni nostri. L’esistenza del monastero di Sant’Angelo in Salavento rimanda innanzitutto ai riti, peraltro molto diffusi e popolari nell’Alto Medioevo, di San Michele Arcangelo (una figura che si era sovrapposta a quella diffusissima di Ercole) e di San Martino, attestati fino a qualche secolo addietro; così come ai culti - popolari certamente nel Basso Medioevo -  per un San Salvo "confessore e pontefice", la cui festa veniva celebrata il 10 settembre. Anche le celebrazioni di San Vito e Sant’Antonio (nel mese di giugno) sembrano risalire al periodo medievale; mentre più recenti sono i culti e le feste di San Rocco (protettore della peste, frequente nel Cinque-Seicento), di San Nicola (dapprima da Tolentino, forse venerato dai pastori transumanti marchigiani, adesso di Bari), di San Carlo Borromeo, di San Sebastiano e di San Vitale. Delle reliquie di San Vitale, che oggi è patrono della città, conosciamo persino la data di arrivo: la notte del 20/21 dicembre 1745. Dono del cardinale Carafa, abate commendatario di San Vito del Trigno, le sacre spoglie di San Vitale, provenienti da Roma, furono accolte a San Salvo dalla popolazione festante e da un grande falò che illuminava a giorno la piazza. Quest'ultima tradizione, nota come “Il fuoco di San Tommaso”, sarebbe poi in seguito rimasta, a dimostrazione che l'evento risale senza dubbio all’età antica. Secondo alcuni studiosi, la data del 20/21 dicembre era dedicata allora a divinità quali Angizia o Cerere, protettrici dei raccolti e referenti dei riti di passaggio (la notte del 20/21 è la più lunga dell’anno e segna simbolicamente la transizione dalle tenebre alla luce, dalla morte del chicco di grano alla nascita del nuovo germoglio), molto sentiti sia in ambito italico che romano. Alla festa di San Vitale sono legate altre interessanti tradizioni, quali le “sagne” al mulino e “i taralli” (in origine impastati senza lievito) in ricordo probabilmente del pranzo un tempo offerto ai poveri in occasione delle festività patronali ma anche come riaffermazione della sacralità del pane (il tarallo viene distribuito solo dopo essere stato benedetto); e d'altronde le spighe del grano - la “messe futura” della simbologia cristiana - costituivano lo stemma dell’Abbazia di San Vito (poi divenuto, con l’aggiunta della botte, stemma del Comune di San Salvo). Tra gli altri riti più sentiti dalla popolazione sansalvese, ricordiamo quelli de “Lu Sand’Andonie” (protettore degli animali e nemico del demonio), de “Lu Sande Sebastiane” (patrono dei muratori), della “Settimana Santa” e infine del Carnevale (questi ultimi in parte mutati ma non certo scomparsi).
VILLAGGI TURISTICI SAN SALVO MARINA (CH)
** VILLAGGIO TURISTICO SOLEADO
SS. 16 Km 520  - 66050 San Salvo Marina (Ch)
tel. 0873 809114
 Servizi offerti dalla struttura





AFFITTACAMERE SAN SALVO (CH)
AFFITTACAMERE DA ITALIA
Via Il Caravaggio, 4 - 66050 San Salvo (Ch)
tel. 0873 341555 - fax 0873 547434
BED & BREAKFAST SAN SALVO (CH)
BED & BREAKFAST FONTE VECCHIA
Strada Fontana 2^, 38 - 66050 San Salvo (Ch)
tel. 0873 343380 / mobile 340 5570175
BED & BREAKFAST LE MUSE
Rione Istonio, 6 - 66050 San Salvo (Ch)
tel. 331 4455076 / mobile 328 1029070 - fax 0873 341736
CASE PER VACANZA SAN SALVO MARINA (CH)
San Salvo nella storia. Le vicende più remote di San Salvo (cittadina oggi di quasi 20.000 abitanti) risalgono fino alla Preistoria; ma è solo in età storica che il suo territorio, a controllo del basso Trigno e della costiera adriatica, si avvia a diventare un importante luogo di attività e di scambi. Nel II millennio a.C., l’affermarsi della cultura appenninica e i primi rapporti con il mondo miceneo impressero alla vita delle locali popolazioni un certo dinamismo; che tuttavia si accentuò nel corso del I millennio a.C., grazie all’avvento della civiltà italica (frentana nello specifico). Tracce significative della presenza degli antichi italici (secc. VI-III a.C.), si evidenziano in diverse, piccole necropoli o altre aree archeologiche intorno il paese: si tratta di tombe e siti dai ricchi corredi funerari con vasellame, cinture, oggetti domestici e di ornamento personale oppure armi, statuette bronzee e rare ma pregevoli testine votive in terracotta. La conquista e la conseguente romanizzazione del territorio (III-II sec. a.C.) produssero in seguito un intenso processo di urbanizzazione, che interessò la bassa valle del Trigno soprattutto nei secoli I e II d.C. Un originale acquedotto ipogeo e murature di età romana (con interessanti resti di ambienti interni, dai pavimenti in opera spicata, in marmo o a mosaico) sono venute recentemente alla luce nel centro storico di San Salvo, attestando la presenza di un cospicuo luogo abitato, dal nome ancora sconosciuto (forse Cluvia?); un emporio alla foce del Trigno viene esplicitamente citato da Plinio; mentre resti di cospicue ville romane e tracciati di antiche strade affiorano in numerosi luoghi del territorio rurale. La grave crisi, economica e demografica, dell’alto Medioevo fu lentamente superata grazie all’insediamento dì monasteri benedettini dipendenti da Farfa, Montecassino e  San Vincenzo al Volturno. Tra quelli noti, attestati tra IX e X secolo, si ricordano Sant’Angelo in Salavento, S. Maria della Cardia e il monastero di Santo Salvo (eponimo del paese, corrispondente all’ex convento dell’attuale parrocchiale di San Giuseppe); tutti sorgenti su ruderi di antichi templi o ville romane.
APPARTAMENTI PER VACANZA SAN SALVO MARINA (CH)
San Salvo nella storia. L'evento più significativo del periodo successivo al Mille è però senza dubbio l’insediamento (nel 1257 circa) dell'Abbazia cistercense di San Vito del Trigno, nella omonima pianura fluviale. I monaci cistercensi, autori di un’intensa, entusiasmante fase di bonifica e messa a coltura dei terreni acquitrinosi e boschivi, divennero così i protagonisti di una sensibile ripresa economica (secc. XIII-XIV) i cui effetti si sarebbero sentiti anche nel borgo di San Salvo. L’abbazia, decaduta nel XV secolo, venne poi affidata a degli abati commendatari, che (con il titolo di abati dei Santi Vito e Salvo) ne governarono da lontano i beni fino alla seconda metà del Settecento. Bene ha fatto, dunque, chi ha voluto definire San Salvo come la Terra dell’Abbazia; giacché la costante presenza sul territorio di monaci e possedimenti monastici per oltre un millennio ne ha modellato non solo lo schema urbano (con la chiesa al centro di una grande corte) e il paesaggio agrario (con terre lavorate da coloni o affittuari e poi prevalentemente da piccoli proprietari) ma la stessa cultura (ospitale, legata all’etica del lavoro, democratica nelle relazioni, persino tendenzialmente laica) degli abitanti. L'Ottocento e il primo Novecento hanno visto una lenta benché costante ripresa economica (basata sull’agricoltura e l’artigianato) e demografica, che ha trovato il suo coronamento nella fase di intenso sviluppo del quarantennio 1960-2000. Dopo le ultime grandi lotte contadine per la terra (1950), due grandi insediamenti industriali (SIV-Pilkington e M. Marelli-Denso 1963/1973), in parallelo alla crescita dell’indotto industriale e artigianale, del commercio, del turismo e dei servizi hanno infatti prodotto un nuovo, intenso processo di urbanizzazione, che ha portato San Salvo a divenire, in termini proporzionali, la cittadina a più veloce accrescimento demografico dell’Abruzzo. Riconoscimenti a tale ruolo sono venuti sia dalla visita del papa Giovanni Paolo II agli operai e alla popolazione locale (marzo 1983) sia dall'assegnazione (nel 1987), su segnalazione del CENSIS, del prestigioso titolo "Uno dei Cento Comuni della piccola grande Italia" per i progressi conseguiti nel campo del lavoro e dello sviluppo. Il presente e il futuro di San Salvo sono dunque legati ad un ritrovato suo ruolo di luogo produttivo e insieme di crocevia stradale, commerciale e culturale. Non a caso la sua popolazione si caratterizza come gente da una parte radicata alla propria terra e alle tradizioni, sensibile alla libertà e all’autonomia, e dall'altra aperta a chi e a quanto proviene dalla regione abruzzese-molisana, dall'Italia, dall'Europa e dal mondo.
CASE PER LE FERIE SAN SALVO MARINA (CH)
San Salvo Marina è una frazione di San Salvo, cittadina della provincia di Chieti. L'abitato si sviluppa tra la Strada statale 16 Adriatica ed il mare ed è raggiungibile dallo svincolo autostradale di Vasto Sud-San Salvo dell'Autostrada Adriatica, dalla Strada Statale 650 di Fondo Valle Trigno e dalla Stazione di Vasto-San Salvo. San Salvo Marina è un centro turistico-balneare del tratto sud della costa della provincia di Chieti, il più meridionale della riviera abruzzese, che da diversi anni detiene la Bandiera Blu conferitagli dalla FEE. I monumenti e i luoghi di interesse a San Salvo Marina: Il lungomare di San Salvo Marina, caratterizzato da lunghe spiagge sabbiose e fondali poco profondi; La chiesa della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo; Le dune costiere. Le dune di San Salvo Marina sono tutelate per preservare la morfologia dunale costiera e la vegetazione spontanea costiera; Il Giardino botanico Mediterraneo e l'osservatorio del Mare. L’economia: L'attività commerciale prevalente di San Salvo Marina è il turismo. A San Salvo Marina è stata già in parte realizzata il tratto locale della Ciclovia Adriatica.
COUNTRY HOUSE SAN SALVO MARINA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a San Salvo (Ch) Parco Archeologico del Quadrilatero, che comprende: Museo civico Porta della Terra: museo del 1997, che raccoglie reperti archeologici romani del territorio, riconducibili ai Frentani. Museo dell'Abbazia: si trova sotto la chiesa parrocchiale di San Giuseppe, ed è un percorso archeologico presso lo storico monastero dell'XI secolo, di cui si conserva la cripta. L'abbazia sorgeva nei dintorni di Cupello, di cui oggi non rimane nulla, e il Museo conserva gli strumenti dei monaci usati sino al XVII secolo. Sobborgo di San Nicola: borgo povero del centro storico, caratterizzato da alcune case del XVIII secolo e dalla piccola chiesa sconsacrata di San Nicola Vecchio. Isola archeologica del chiostro: si trova nella piazza ed è l'impluvium di una domus romana, ossia la vasca centrale per raccogliere l'acqua piovana. Isola archeologica del mosaico: si trova sotto la piazza ed è un grande mosaico del pavimento con decorazioni a cornice di elementi floreali e anfore. Acquedotto romano ipogeo: non è visibile al pubblico ma è ancora funzionante, dacché alimenta la cosiddetta Fontana Vecchia del XIX secolo. Chiesa parrocchiale di San Giuseppe: la chiesa è molto antica, risalente al XIII secolo. Dopo interventi barocchi all'interno, la facciata è stata ricostruita ex novo negli anni '60, rispettando lo stile romanico originale. Anche il campanile è stato ricostruito a torre. Resti della Torre del Trigno: era l'ultima delle torri costiere abruzzesi del XVI secolo per controllare il mare dagli attacchi Saraceni. Centro Culturale Aldo Moro, realizzato tra il 1976 e il 1980 su progetto di Giovanni Di Domenico.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SAN SALVO MARINA (CH)
Il centro storico di San Salvo è un quartiere di San Salvo in provincia di Chieti. Il centro storico di San Salvo si sviluppa intorno alla Piazza San Vitale fino a quando, nel 1950, era chiuso da molti edifici tra cui la Porta della Terra, la porta d'accesso al centro di San Salvo. La porta di fu abbattuta nel 1968 ma fu poi ricostruita nel 1997. Monumenti e luoghi d'interesse nel centro storico di San Salvo: Chiesa di San Giuseppe sita al centro del borgo medievale; fu restaurata nel XVII secolo e nella metà dell''800. Nell'interno era posta una pala d'altare riproducente la Sacra Famiglia chiamata volgarmente "Quadro di San Giuseppe" in stile rinascimentale; Resti dell'abbazia dei Santi Vito e Salvo; Cappella di San Vitale; è l'edificio religioso più importante della città; al suo interno sono conservate le reliquie del santo; Chiesa vecchia di San Nicola del XVII secolo; Chiesa di San Nicola vescovo risale agli anni settanta del '900; Chiesa di San Rocco che risale al XVI secolo; Chiesa della Madonna delle Grazie; Altri monumenti e luoghi d'interesse nel centro storico di San Salvo: Corso Umberto I; Piazza del Comune (Piazza Giovanni XXIII); Giardinetto del monumento ai caduti.
RIFUGI E BIVACCHI A SAN SALVO (CH)
Il Parco archeologico del Quadrilatero è sito nel centro storico di San Salvo in provincia di Chieti. In epoca romana il Quadrilatero era interessato da un intervento edilizio per rafforzare i collegamenti tra l'Italia ed i Balcani alcuni scavi archeologici hanno appurato che nel III secolo il centro era un importante mercato di prodotti destinati all'esportazione marittima e, allo stesso tempo era luogo di stoccaggio e organizzazione per il trasporto di vettovaglie per le legioni dislocate nella regione danubiana. Sul Trigno vi era un porticciolo che serviva i Balcani, forse identificabile col Trinium portuosum di Plinio il Vecchio. Nel Medioevo l'area del Quadrilatero assume la forma attuale: verso la fine del XIII secolo venne fondata l'abbazia dei Santi Vito e Salvo su di un preesistente insediamento tardo romano. I monaci riformarono la comunità benedettina già presente sul territorio dal 1173. Degli scavi in loco hanno portato alla luce un insediamento medievale riferibile all'abbazia. I musei del Quadrilatero. Museo civico Porta della Terra: Questo museo raccoglie i vari reperti provenienti dal territorio di San Salvo riconducibile agli scavi archeologici effettuati in zona nel 1997. I reperti archeologici ritrovati mostrano oggetti riferibili al periodo romano nonché la civiltà e la religiosità dei Frentani tra cui oggetti dedicati al culto dei defunti. Questo museo è stato allestito nel 2006. Museo dell'Abbazia: Questo museo raccoglie reperti dell'attività benedettina tra i fiumi Trigno ed Osento. Tra cui reperti archeologici dell'Abbazia di San Vito e San Salvo. Il museo è suddiviso nelle seguenti sezioni: i monaci, in conversi, l'alimentazione, le stoviglie di San Vito e San Salvo, le preghiere, il lavoro, il canto, le medicine, gli insediamenti, l'arte, l'architettura. Un'altra sezione mostra le presenze paleocristiane tra i fiumi Trigno ed Osento tra il V secolo ed il XIII secolo. Nel museo è possibile ammirare, previo accordi, una copia del Chronicon Casauriense (l'originale è del XII secolo eseguita nel 982 e donata dalla provincia dell'Aquila al comune di San Salvo. Questo museo è stato allestito nel 2007. Isola archeologica del Chiostro: In quest'isola archeologica vi sono i resti del chiostro della suddetta abbazia di San Vito e san Salvo e di una domus romana. Al centro del chiostro era posta un pozzo di cui rimane una spalto in calcestruzzo. Della domus , invece, rimane l 'impluvium. Isola archeologica del Mosaico Romano: In quest'altra isola archeologica sono presenti resti di alcune strutture romane risalenti al I ed al III secolo in opus reticolatum, latericium ed incertum, un mosaico policromo raffigurante tralci di vite che fuoriescono da vasi a due anse.
Acquedotto romano ipogeo a San Salvo. Ad un certo punto il quadrilatero archeologico è attraversato da un acquedotto romano ipogeo cadenzato da pozzi collegati con l'esterno. L'acquedotto è stato rimaneggiato nel suo tratto finale. A tutt'oggi risulta ancora funzionante dato che alimenta ancora la fontana vecchia. Fontane: Fontana Vecchia. È sita in Via Fontana o della Torretta di fronte alla Porta nuova del Quadrilatero. è stata costruita antecedentemente al 1950, attualmente versa in un mediocre stato di conservazione. La fontana è addossata ad un declivio, l'acqua proviene dal suddetto acquedotto ed è utilizzata per l'approvvigionamento idrico riservato ad orti e le campagne circostanti. La parete è caratterizzata da una cortina in laterizio con due vasche sottostanti una servita da due cannella e l'altra usata come acquario. Fontana Nuova. È sita presso la chiesa di San Rocco sulla strada che porta a Vasto. La fontana è stata costruita antecedentemente il XX secolo. Attualmente versa in cattivo stato di conservazione. È in stile rurale e semplice, consta di una vasca ed un prospetto semplice in muratura in laterizio. Viene ipotizzato che fosse servita dal suddetto acquedotto.
L’abbazia dei Santi Vito e Salvo, costruita nel 1255 a San Salvo in provincia di Chieti, è stata una delle cinque abbazie cistercensi in Abruzzo, insieme all'abbazia di Santa Maria di Casanova, l'abbazia di Santa Maria Arabona, il Monastero di Santo Spirito d'Ocre e l'abbazia di Santa Maria della Vittoria. La storia dell'abbazia è piuttosto complessa e coinvolge più edifici religiosi costruiti nell'area, sia sul terrazzo fluviale sul quale si trova l'attuale città di San Salvo, sia a valle nella piana dove scorre il fiume Trigno. Il primo edificio è il monastero benedettino cassinese di Santo Salvo, costruito tra il IX e X secolo sulle rovine della scomparsa città romana di San Salvo e nei pressi dell'attuale chiesa di San Giuseppe: questa presenta ancora sulla sua parete laterale due monofore che si possono far risalire a questa costruzione. La prima fonte storica relativa a questo monastero è una bolla del 1173 di papa Alessandro III che inserisce il monastero tra le proprietà del vescovo di Chieti. Tra il 1221 ed il 1222 chiedono di entrare nell'ordine cistercense i frati dell'abazia di San Vito de Monte Scarafano (San Vito di Monte Scarafano), presso Forca di Penne (Capestrano).[3] Nel 1255 il monastero viene accolto come filiazione dell'Abbazia di Santa Maria della Ferraria di Vairano Patenora, con il nome di San Vito de Piscaria (San Vito del Pescara). A causa dell'eccessiva vicinanza all'abbazia di Santa Maria di Casanova, nel 1270 il monastero di San Vito del Pescara viene trasferito nella piana al di sotto della città di San Salvo, con il nome di San Vito de Trineo (San Vito del Trigno). Nel 1300 l'abbazia di San Vito del Trigno abbandona la zona acquitrinosa inizialmente occupata per spostarsi su quella del precedente monastero di San Salvo, dando vita all'abbazia dei Santi Vito e Salvo de Trineo. L'abbazia dei Santi Vito e Salvo rimase attiva fino a circa il 1453, quando venne abbandonata dai monaci a seguito di un attacco subito da parte dei Turchi. L'area venne successivamente occupata, intorno al 1500, dagli edifici civili dell'attuale Quadrilatero.
La Costa dei Trabocchi corrisponde al tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti (Abruzzo), che si estende lungo la via della Strada Statale 16 Adriatica, caratterizzato dalla presenza diffusa del trabocco, macchina da pesca su palafitta. È un tratto di costa famoso in tutta Italia per la sua bellezza naturalistica e per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costa mantiene infatti le proprie caratteristiche e tradizioni. La costa non si presenta omogenea nei vari tratti che la compongono, ma, al contrario, muta notevolmente d'aspetto. Vi sono tratti di spiaggia bassa e sabbiosa (come a Francavilla, Ortona, nell'ultimo chilometro a sud della costa di Torino di Sangro in corrispondenza del lido Le Morge, Casalbordino, Vasto e San Salvo) e tratti a ciottolame (a Fossacesia, nella maggior parte della costa di Torino di Sangro, parte di Vasto), oltre a tratti alti e rocciosi (a San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Vasto). La fascia costiera si fa strada tra vallate e colli che, terminando sul mare, danno vita a paesaggi e ambienti naturali di vario genere. Dal punto di vista urbanistico, l'impianto urbano di questo tratto di litorale non condivide i caratteri di continuità e linearità proprio della cosiddetta città adriatica che si sviluppa in maniera più o meno continua da Ortona fino a Rimini anche se fenomeni di "francavillizzazione" in corso non mancano. I Comuni che compongono la Costa dei Trabocchi sono da nord a sud: Francavilla al Mare; Ortona; San Vito Chietino; Rocca San Giovanni; Fossacesia; Torino di Sangro; Casalbordino; Vasto e San Salvo Marina.
La Torre del Trigno era un edificio fortificato sito a San Salvo, presso la foce del fiume Trigno, in provincia di Chieti. Di essa rimangono solo tracce storiche. Il primo impianto risale al XVI secolo. La torre era punto di difesa del litorale della provincia di Chieti ed era posta in collegamento visivo con le torri di Punta Penna e di Petacciato. In una mappa di L. A. Antinori la torre viene raffigurata più a nord presso un corso d'acqua detto "forma o formale del mulino" e viene raffigurata più grande del normale con un piano merlato e con un annesso edificio che sormontava il corso d'acqua limitrofo. G. Artese afferma che la torre era chiamata "Torre di Pantanella" e attesta che invece era un mulino anziché una torre difensiva. Come tutte le torri abruzzesi era stata già terminata nel 1569, ma nei censimenti successivi non viene più nominata, evidentemente perché diruta nel corso del XVII secolo.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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