Ospitalità nel chietino – Dove dormire a San Martino sulla Marrucina (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Ospitalità nel chietino – Dove dormire a San Martino sulla Marrucina (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (Ch) (m.  s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di San Martino sulla Marrucina
     
  CAP: 66010  - 0871 -  0871.82468 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI SAN MARTINO SULLA MARRUCINA 0871.82515   0871.800131       0871.82515  -  00261340699
Raggiungere S.Martino sulla Marrucina:  Satzione: Pescara a 38 Km.   Aeroporto d'Abruzzo a 36 Km.  Uscita: Pescara/Ovest/Chieti
 
HOTELS ED ALBERGHI SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
Cultura a San Martino sulla Marrucina. Eventi: 23 gennaio - Festa dei "Santi Sposi". Rievocazione dello sposalizio tra la Madonna e San Giuseppe. Serata tra il 16 ed il 17 gennaio - La Farchia. L'accensione di una enorme pira di canne, sapientemente creata secondo antiche tradizioni (caratteristica del vicino comune di Fara Filiorum Petri). Attorno alla pira, al suono della musica folkloristica, vengono distribuite bevande e dolci. 18 e 19 marzo - San Giuseppe. Ultimo sabato di luglio o primo sabato di agosto - "San Martino borgo di..vino". Evento gastronomico con alcuni tra i migliori vini del mondo, artisti di strada, artigiani e animazione. Primo week end dopo il Ferragosto - La Madonna del Colle e la Processione delle Torciere. Festa religiosa caratterizzata dal culto della Beata Vergine e dall'antica tradizione delle "Torciere", giovani ragazze di ogni contrada martinese che percorrono le strade della cittadina recando in offerta per la Madonna enormi ceri.
RESIDENZE ALBERGHIERE SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
Persone legate a San Martino sulla Marrucina. Gianni Masciarelli (San Martino sulla Marrucina, 2 maggio 1956), produttore vitivinicolo. Tito Livio De Sanctis (San Martino sulla Marrucina, 1817), preside della Facoltà di Medicina di Napoli e chirurgo. Padre Giuseppe Carlucci (San Martino sulla Marrucina, 1889). Missionario in Messico. Muore nel 1959 in El Salvador. Giovanni di Paolo (San Martino sulla Marrucina, 1889). docente di economia e giurisprudenza a Roma, è Direttore Generale della Finanza Straordinaria nel 1948 e Direttore Generale delle Imposte Dirette. Dal 1953 è Direttore Generale dell'Ufficio Entrate al Ministero delle Finanze. Nel 1960 viene insignito con la Medaglia d'oro al merito per la Pubblica Finanza. Giovanni de Sanctis (San Martino sulla Marrucina, 1949). Astronomo presso l'Osservatorio di Torino, ha scoperto più di 40 asteroidi nella sua carriera e l'International Astronomic Union per la sua preparazione e il suo apporto all'astronomia gli ha dedicato un pianetino. Ha scoperto tra gli altri i pianetidini "Rita Levi Montalcini", "Torino", "Alba" e "Marrucino". Vive a San Martino sulla Marrucina. Morgan De Sanctis (Guardiagrele, 26 marzo 1977). Garry Marshall nome d'arte di Garry Masciarelli (New York, 13 novembre 1934) regista, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico figlio di emigranti martinesi. Ha una stella sulla Walk of Fame. Penny Marshall nome d'arte di Carole Penelope Masciarelli (New York, 15 ottobre 1942), regista e attrice sorella di Garry. Ha una stella sulla Walk of Fame dedicata al suo personaggio più famoso, Laverne. Anthony Masciarelli figlio di emigranti martinesi. È stato direttore del porto di New York, e Presidente del Comitato per i festeggiamenti del Columbus Day a New York per un decennio. Nel 1956 è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale della Stella della Solidarietà Italiana dal Presidente della Repubblica per i suoi meriti negli USA. Muore nel 1992 negli Stati Uniti.
CAMPEGGI SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
Storia del comune di San Martino sulla Marrucina. La Preistoria e il Periodo Italico:  	San Martino è una delle cittadine più antiche della provincia di Chieti, tra le poche ad aver mantenuto la sua collocazione sul sito originario di fondazione già prima dell’arrivo longobardo. In periodo preistorico di sicuro la zona era territorio di caccia per i primi ominidi, che poi riparavano in grotte nascoste ai piedi della Majella, come certificano i ritrovamenti ad esempio nella Grotta del Colle nella vicina Rapino. Sicuramente gruppi di uomini primitivi scendevano sino alla pianura sotto San Martino per avere un territorio di caccia più facile, anche per la vicinanza del torrente Vesola. Nel periodo italico la zona era certamente abitata da popolazioni di origine sannitica, molto evolute per quanto riguarda la loro civiltà, come certifica anche il loro culto dei morti, complesso e ricco di arredi funebri. Numerose le tombe italiche risalenti a 3000 anni fa rinvenute a Guardiagrele e si hanno notizie certe anche di tombe ritrovate nel territorio di San Martino sulla Marrucina, dove la pianura sottostante al colle principale era considerata una zona sacra di sepoltura per la popolazione italica dei Marrucini. Il territorio di San Martino era certamente abitato da questo popolo, di cui rappresentava l'ultimo baluardo di confine con il territorio Frentano.
VILLAGGI TURISTICI SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
Storia del comune di San Martino sulla Marrucina. L’era romana: Poche le notizie in periodo romano, sia per la scarsità dei ritrovamenti sia per le poche notizie nei testi latini. Tuttavia sono stati scoperti negli ultimi anni numerosi siti con presenza di ville romane e resti di vasellame. A San Martino con molta probabilità vi erano alcune ville romane di grandi dimensioni, probabilmente di discendenti della  gens romana dei Pompilio, di cui il cognome sopravvive ancora in molti nuclei familiari del paese. Storia del comune di San Martino sulla Marrucina. Il medioevo: Nell’800 d.c. San Martino è già censita tra i castelli del teatino prima delle conquiste longobarde, nel 900 d.c. venne scelta come dimora per gli ultimi anni di vita da Aldamario da Capua, successivamente proclamato santo e che, conquistato dalla quiete del luogo e dalla natura vi edificò il suo eremo. A questo periodo risale la fondazione dell’abazia benedettina di San Martino, dalla lunga e ancora misteriosa storia e che nel 1030 è già censita in numerosi documenti. Nel 1151, Maestro Nicodemo nativo del luogo edificò qui la sua unica chiesa e scolpì il primo dei suoi meravigliosi cibori. A San Martino venne fondato uno dei primi conventi campestri francescani d'Abruzzo, nella seconda metà del XII secolo. Nel 1330 il centro storico del borgo contava già 6 chiese, a certificare la forte religiosità della popolazione, rimasta nei secoli sempre fedele alla Chiesa. In questo periodo il primitivo "castrum" si è già ampliato con la costruzione del borgo fortificato, caratterizzato dalla presenza di case-mura e di 3 Porte.
AFFITTACAMERE SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
Storia del comune di San Martino sulla Marrucina. Il rinascimento: Nel XVI secolo viene realizzata l’ultima croce processionale della scuola di Nicola da Guardiagrele, tra le poche ancora conservate e che viene esposta ogni anno il 19 marzo. Sempre in questo secolo vengono realizzati i dipinti della chiesa di San Cristinziano, il cui nucleo originale risale al XII°. In questo periodo viene anche dipinto il ciborio realizzato dal maestro Nicodemo e viene restaurata l’abazia presente nella cittadina dal 900 d.c. Nel 1600 inizia l’era dei “polverieri”, mercanti contrabbandieri caratteristici di San Martino, che secondo una antica e segretissima ricetta realizzavano con il carbone di vite polvere da sparo per la vendita e la difesa. Storia del comune di San Martino sulla Marrucina. Dall’Unità d’Italia ai nostri giorni: Tra la seconda metà del XVII secolo e la fine del XVIII San Martino diventa feudo dell'importante ed antichissima famiglia de Pizzis, che riceve dal re a Barcellona il titolo di "Marchesi di San Martino" Nel 1700 la cittadina è animata dall’attività dei polverieri, che durante l’invasione francese impediscono agli invasori di entrare con la forza a San Martino, dirottandoli verso Guardiagrele. Il successivo periodo del brigantaggio risparmia la comunità martinese, protetta anche in questo casa dalla sua polvere da sparo. Con l’unità d’Italia viene aggiunto il toponimo “sulla Marrucina”, ispirato all’antica strada preromana che passa proprio sotto la collina del borgo. Nella prima metà del 1900 termina l’era dei polverieri, e con la seconda guerra mondiale l’abitato subisce danni notevolissimi, perdendo l’antico castello e buona parte della cinta di case mura. Le colline della cittadina si trovano nella tenaglia dei bombardamenti alleati e tedeschi. Oggi San Martino sulla Marrucina è un borgo di poco più di 1000 abitanti, con una agricoltura fiorente, una campagna bellissima e il panorama mozzafiato della Majella, che da secoli veglia sui martinesi, sulle loro vite e sulla loro quiete.
BED & BREAKFAST SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
BED & BREAKFAST A CASA DI NONNA MARIA IN ABRUZZO
Via Porta Da Capo, 98 - 66010 San Martino sulla Marrucina (Ch)
tel. 392 9994828 - 06 99196621
BED & BREAKFAST IL GHIRO
Via Giovanni Di Paolo, 14 - 66010 San Martino sulla Marrucina (Ch)
tel. 0871 84845 - fax 0871 82213
BED & BREAKFAST LA SORGENTE
Via Fontana, 11 - 66010 San Martino sulla Marrucina (Ch)
tel. 0871 809099 - mobile 339 2357354
BED & BREAKFAST MAIELLA
Via Porta Da Capo, 68 - 66010 San Martino sulla Marrucina (Ch)
CASE PER VACANZA SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
Percorso naturalistico del torrente vesola a San Martino sulla Marrucina: La pianura della Vesola è l’area sacra per i sanmartinesi. Abitata sin dal periodo italico e oggi una zona bellissima che alterna campi a boschi, il tutto lungo una strada sterrata che si snoda per 4 km, perfettamente pianeggiante e con il torrente Vesola che la costeggia. Tantissime le specie animali: tra i mammiferi il tasso, la faina, la martora, la volpe, la donnola, il riccio, lo scoiattolo, il ghiro, il moscardino e tante altre specie; tra gli uccelli, lo sparviero, la poiana, il gheppio, il barbagianni, il gufo reale, l’allocco e innumerevoli  varietà, soprattutto di passeriformi; numerose specie di salamandra e anche il raro granchio di acqua dolce fanno la loro comparsa. Numerose le specie arboree presenti e diversi tipi di orchidee. Il gran numero di sentieri sterrati, pianeggianti e con saliscendi, permette escursioni in mountain bike.
APPARTAMENTI VACANZA SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
San Martino sulla Marrucina. Percorso dei polverierie grotta della neve: Il percorso dei polverieri porta a raggiungere, attraverso un sentiero nascosto proprio sotto la chiesa di San Cristinziano, le antiche e segretissime grotte scavate a mano, dove i sanmartinesi lavoravano la loro preziosa polvere da sparo. Il sentiero corre lungo il pendio del colle e transita davanti a numerose piccole grotte sino a raggiungere la grotta più segreta e più grande dei polverieri, quella usata nei casi di massimo pericolo: la grotta della neve. Un percorso istruttivo che riporta indietro nel tempo ad una tradizione unica e fondamentale per i sanmartinesi e la loro libertà. (in realizzazione). Centro Storico di San Martino sulla Marrucina. Il centro storico di San Martino comprende l’intera superficie che anticamente era occupata dal castello prelongobardo che qui sorgeva. La parte antica presenta ancora costruzioni caratteristiche, vicoli nascosti e splendide scorci che all’improvviso si aprono sul panorama mozzafiato della Majella. All'interno del centro storico e in altri punti salienti del territorio è possibile effettuare un percorso turistico guidato da una dettagliata cartellonistica, che al momento comprende 7 differenti punti: Porta da Piedi, Chiesa di San Cristinziano, Piazza della Corte, Grotta della Neve, Chiesa di San Martino, Chiesa della Madonna del colle, Fontana del miracolo di San Giuseppe.
CASE PER LE FERIE SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
La Chiesa di San Cristinziano a San Martino sulla Marrucina. La chiesa di San Cristinziano è la principale di San Martino. Situata nella piazza centrale del Comune, è la più antica del paese, già censita nel XIII secolo. Rappresentava nell’antichità la chiesa del castello e il suo campanile era anticamente la torre che sorgeva di fianco alla porta di accesso della ”corte” dell’antico castrum. Dagli abitanti di San Martino viene anche chiamata “chiesa di San Giuseppe” perché al suo interno è esposta la statua di questo Santo, patrono del paese. La chiesa ha subito nel corso dei secoli notevoli cambiamenti strutturali che danno all’edificio un aspetto barocco piuttosto che evidenziarne le antichissime origini. Splendide le volte affrescate dall’artista della scuola guardiese Palmerio, nel XIX secolo. Si possono ammirare sulle volte un affresco di San Cristinziano, Santo dalla storia misteriosa e poco conosciuto e un altro affresco raffigurante i Santi Sposi, ovvero lo sposalizio di San Giuseppe con la beata Vergine.
COUNTRY HOUSE SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
La Chiesa Madonna del Colle di San Martino sulla Marrucina. La seconda chiesa, per grandezza, di San Martino è quella della Madonna del Colle. Essa sorge alla fine di via Porta da Capo proprio quando il colle principale del borgo inizia a degradare. Gia’ censita nel XIV secolo, quasi sicuramente il nucleo originale sorgeva sul colle di fronte all’attuale edificio. La chiesa come oggi appare è stata realizzata nel XVIII secolo dalla popolazione di San Martino che ogni domenica si recava al torrente Vesola o nei campi per prender sassi e ciotoli con i quali edificare la costruzione. Nell’edificio è evidente il riutilizzo di molte componenti dell’antica chiesa che sorgeva sul colle di fronte. La chiesa della Madonna del Colle è dedicata a quest’ultima, la cui statua, narra la leggenda, scelse il luogo dove doveva sorgere il suo nuovo luogo di culto. Per secoli fino al 1960 e saltuariamente negli ultimi anni, è in questa chiesa che si teneva la cerimonia delle “Torciere”, grandi ceri votivi che ogni contrada del paese doveva donare alla Madonna, facendoli trasportare dalla più bella della contrada “scortata” dai contradaioli e dalla banda.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
La Chiesa Madonna del Suffragio di San Martino sulla Marrucina. La chiesa della Madonna del Suffragio sorge proprio ai piedi del colle principale ove sorge San Martino. La salita che porta alla vetta del colle infatti viene anche chiamata dagli abitanti “salita del Suffragio”. La chiesetta è molto piccola ed è stata edificata nel XIX secolo anche se probabilmente ricostruita sui ruderi della chiesa di San Silvestro, censita già nel XIII secolo (la contrada ove sorge la chiesa della Madonna del Suffragio a tutt’oggi si chiama San Silvestro). Ogni anno tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre si festeggia la Madonna del Suffragio con canti e balli proprio nei pressi della sua chiesa. A gennaio, in onore di San Antonio, vengono accese di fianco alla chiesa “le farchie”, enormi torce alte 3-4 metri e realizzate con canne intrecciate tra loro. Durante l’accensione delle farchie vengono distribuiti ceci e vino ai presenti. Il Monumento alle vittime civili di guerra di San Martino sulla Marrucina. Il monumento alle vittime civili di guerra si trova all’entrata del più grande parco pubblico di San Martino che viene solitamente indicato con il nome di “Villa Comunale”. Realizzato interamente in pietra della Majella è opera dello scultore Giustino Spoltore ed è formato da tre grandi blocchi che si incastrano tra tra di loro e su cui sono rappresentate in rilievo figure umane. Il tutto a simboleggiare come la guerra stravolga totalmente la vita degli uomini, portando ovunque dolore e rovina. Il monumento è realizzato a ricordo delle numerose vittime civili di guerra il cui numero a San Martino fu percentualmente molto superiore ad altri comuni del circondario, dato che il paese si trovò al centro dei bombardamenti tra Alleati e Tedeschi.
RIFUGI E BIVACCHI A SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH)
I polverieri di San Martino sulla Marrucina. La figura del polveriere è tipica di San Martino sulla Marrucina e rispecchia appieno le caratteristiche di questa gente e della sua terra. Il periodo dei polverieri inizia(ma forse è addirittura precedente) nella seconda metà del 1500 e giunge a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, ovvero alla metà del 1900 quando per la prima volta in oltre un millennio la cittadina viene presa con la forza, dato che era una delle poche dell’intera provincia a restar per secoli e secoli libera da invasori. Il polveriere è una figura alquanto complessa e difficile da definire in poche righe: era un mercante scaltro, era un soldato difensivo formidabile se doveva difendere la sua cittadina e la sua gente, era un valente artigiano che sfruttava le poche risorse che aveva unendole alle proprie conoscenze. Nessuno sa con certezza come la ricetta della polvere pirica giunse a San Martino, forse portata da un monaco assegnato all’antichissima abazia che qui sorgeva. Di certo  c’è che quanto vi giunse, venne subito migliorata e mantenuta per secoli segreta, tramandata solo di padre in figlio e all’interno della comunità di San Martino. Allo stesso modo venivano tramandati gli utensili per la sua lavorazione: il maglio, il martellino realizzato esclusivamente in legno e che non doveva avere parti metalliche e la pila, il masso dove la polvere veniva battuta per la lavorazione. E ogni polveriere aveva la sua grotta scavata lungo il pendio di San Martino che guarda alla Majella, il più boscoso e selvaggio. La ricetta segreta era formata da zolfo, salnitro( una muffa che cresce naturalmente nelle grotte di San Martino sulla Marrucina) e carbone di vite, la pianta sacra della comunità, che dava uva per sfamarsi, vino per dissetarsi e il carbone dei tralci della potatura per realizzare la polvere da sparo. Le famiglie dei polverieri vivevano principalmente nel centro storico dato che erano per lo più povere e non avevano appezzamenti di terra da coltivare. La fame e la conoscenza della ricetta segreta le portarono a sviluppare un segreto complesso di grotte scavate nella collina della cittadina e nascosta alla vista degli estranei, insieme ad un sistema di vedette che impedivano alle truppe borboniche, ai finanziari e agli stranieri di sospettarne l’esistenza. Anche perché i peggiori nemici erano proprio le forze dell’ordine, dato che i polverieri erano dei veri e propri contrabbandieri. Piu’ volte vi furono scontri a fuoco tra le forze dell’ordine e i polverieri, con un assedio durato quasi un anno nel 1700, ma mai la cittadina fu presa e i polverieri annientati. La polvere pirica prodotta poteva così essere venduta in tutta la provincia e anche molto fuori regione, sino alla Campania, tanto si spostavano a dorso di mulo i polverieri per vendere la loro mercanzia. La polvere da sparo veniva utilizzata infatti in massima parte per scopi agricoli, per sgretolare grandi massi presenti nei fondi agricoli o per ridurre in ciocchi i grandi tronchi di albero. Il polveriere era un mercante molto risoluto e la sua forza consisteva nella merce stessa che vendeva: la polvere era il suo mezzo di sostentamento economico ma anche la sua difesa. Ecco perché quando alla fine del 1700 le truppe napoleoniche cercarono di prendere San Martino furono ricacciate da quel piccolo borgo che aveva misteriose ed ingenti scorte di polvere. Quest’ultima unita alla combattività  dei sanmartinesi, aveva salvato il paese dalla razzia. Ed ecco perché i briganti che nel 1800 depredavano tutti i paesi intorno a San Martino risparmiarono sempre quest’ultimo, temendo la rappresaglia dei polverieri. Quest’ultimo era un tipico sanmartinese, come ancora oggi sono gli abitanti della cittadina: orgoglioso del suo piccolo paese, testardo, scaltro, ospitale ma tremendamente ostile se si minaccia la sua libertà. E il polveriere era legato alla sua cittadina visceralmente: era un figlio della sua terra come la vite che da sempre in questo paese cresce e prospera amata e rispettata e che insieme alla ricetta segreta della polvere pirica per secoli preservò il bene maggiore di San Martino e dei sanmartinesi: la sua libertà.
La Polvere di vite di San Martino sulla Marrucina. Il primo libro scritto su San Martino sulla Marrucina non poteva parlare che dei polverieri. Una storia particolarissima di gente semplice, un piccolo paesino al centro dell’Abruzzo che riesce a mantenere la sua libertà grazie ad una ricetta segreta e alla sua vite. Edito da uno dei migliori editori del centro Italia, Menabo’ Edizioni di Ortona, la storia unica di una cittadina unica. Scritta da Marco Pantalone in collaborazione con Mauro di Federico e Mammarella Carlo, realizzato grazie all’aiuto dell’amministrazione comunale di San Martino sulla Marrucina e dell’azienda vitivinicola “Masciarelli Vini Pregiati” di San Martino sulla Marrucina. Prefazione di  Gianni Masciarelli, miglior produttore vitivinicolo d’Italia nel 2004 per Gambero Rosso e Slow Food. Nelle migliori librerie Per informazioni sul libro scrivi a: sanctimartini@libero.it Core de pruvelare di San Martino sulla Marrucina. La prima opera teatrale dedicata alla storia dei polverieri di San Martino sulla Marrucina, rappresentata dalla sezione giovani dell’A.C.M., l’Associazione Culturale Martinese, sezione teatro. La storia di come un padre polveriere lavori duramente la polvere pirica, salvandosi dai pericoli per garantire un matrimonio dignitoso alla propria figlia, futura sposa. Una storia divertente ricca di veri aneddoti. Scritta(nel 2002) e diretta da Elsa Masciarelli, con le scene e i costumi di Zulli Aquilino, Di Federico Pino e Adorante Angelo. Oltre 30 rappresentazioni nel primo anno, uno speciale televisivo a livello regionale per una storia ben scritta e particolare. Da vedere.
Le festività religiose a San Martino sulla Marrucina. San Giuseppe: La festa di San Giuseppe è un evento religioso molto particolare e complesso, in quanto legata alla venerazione del santo che si oppose all’invasione della cittadina da parte dei francesi nel 1799 (vedi la nota e piè pagina). La festa civile è organizzata dal “Comitato”, che ogni anno si istituisce circa un mese prima della festa, che si tiene il 18 e 19 marzo di ogni anno. A questo sorta di associazione aderiscono tutti i cittadini che vogliono partecipare all’organizzazione della festa. Compito del Comitato è quello di reperire i fondi e questo, da secoli, avviene in un modo molto particolare. In paese si realizzano piccoli pani,  chiamati “il pane di San Giuseppe” nel cui impasto viene messa dell’anice, e viene raccolta una certa quantità di vino, esclusivamente prodotto in paese e categoricamente rosso. Il pane ed il vino vengono quindi benedetti in chiesa e il Comitato, divisosi in piccoli gruppi, al suono di un tamburello, si reca nei paesi vicini, distribuendo il pane ed il vino benedetti in cambio di offerte (il pane va baciato prima di essere mangiato e quando si beve il vino bisogna recitare una preghiera, a simboleggiarne la sacralità per gli abitanti del paese). Si arriva quindi al 18 di marzo, quando alla sera vi è “l’Esposizione”, una cerimonia in cui la statua del santo e l’intera chiesa gremita di fedeli vengono lasciate al buio per poi essere illuminate improvvisamente e inondate della musica della banda musicale che da fuori inizia a suonare, il tutto a rievocare il fragore dell’apparizione del Santo ai francesi. Il giorno dopo, inoltrandosi per la cittadina, il visitatore viene proiettato fuori dal tempo. Il centro storico brulica di venditori, come negli antichi mercati e si può assistere alla Processione del Santo, che deve raggiungere i 4 angoli del paese per benedirli. I fedeli procedono dietro la statua di San Giuseppe, mentre il corteo è guidato dall’antica “Congrega di San Giuseppe” dalla caratteristica mantellina azzurro cielo e dal saio bianco. E’ questa che trasporta le insegne del Santo e una antica croce processionale che viene esposta solo una volta l’anno, in questa occasione. Un improvviso fuoco pirotecnico potrebbe farvi sobbalzare il cuore,  i tipici dolci del paese, di vari tipi e sapori, potrebbero attirarvi o potreste esaltarvi a partecipare al “Carro”, una vera e propria asta di prodotti enogastronomici tipici, offerti dai cittadini. Il consueto concerto finale vi condurrà alla mezzanotte, quando lo spettacolo pirotecnico più grande chiuderà la festa, rievocando gli antichi tornei in cui nei secoli scorsi gli antichi maestri polverieri di San Martino si sfidavano in onore del Santo. San Giuseppe, il difensore: Il culto del santo è molto antico a San Martino. La prima cappella venne realizzata tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Ad esso sono legate molte leggende, la più famosa delle quali racconta che un povero vecchio intimò alle truppe napoleoniche, nel 1799, di non assalire la cittadina. Queste sorrisero della minaccia e si lanciarono al galoppo per raggiungere il paese, cercando di travolgere l’anziano. Ma una immensa luce inondò l’uomo che si manifesto per quel che in realtà era, San Giuseppe. I cavalli francesi si inginocchiarono e i soldati fuggirono atterriti, rivolgendo i loro attacchi alla vicina Guardiagrele e risparmiando il paese.
Le festività religiose a San Martino sulla Marrucina. I Santi Sposi: La ricorrenza dei “Santi Sposi” è un evento religioso molto particolare ed è unico nel panorama mondiale, con origini ancora misteriose. Si  tratta  di una delle prime feste dell’anno, che da sempre ha ricorrenza il 23 di gennaio e alla quale partecipa tutta la cittadinanza e molti curiosi provenienti da tutta la provincia. Come quasi tutte le feste della cittadina, anche questa è legata al culto del santo patrono, San Giuseppe, che viene festeggiato anche in altre due ricorrenze, il giorno del 19 di marzo (questa data è anche quella della festa patronale) e il Patrocinio di San Giuseppe (che si tiene 2 settimane dopo la Pasqua) . La celebrazione dei Santi Sposi è un modo per ricordare e festeggiare il matrimonio tra La Beata Vergine e San Giuseppe. Si tratta quasi di una vera a propria ricostruzione di un matrimonio reale, anche se di fatto è simbolico. Tutta la festa si svolge al mattino. Si inizia con la Santa Messa, durante la quale vengono esposte le statue della Beata Vergine e di San Giuseppe. Alla fine della festa, le due statue vengono portate in processione, uscendo dalla chiesa di San Cristinziano e percorrendo il perimetro intero del centro storico, quasi che i novelli sposi volessero benedire tutta la cittadina. E’ questa processione di due statue una delle particolarità della festa. I cittadini seguono il corteo, a capo del quale si mettono i membri della congrega di San Giuseppe, antichi custodi dei riti del santo e vestiti con la loro caratteristica mantellina azzurra e tunica bianca. Una volta che le statue tornano alla chiesa e vengono ricollocate davanti all’altare, come in un vero matrimonio vengono distribuiti confetti benedetti, quasi che la Beata Vergine Maria e San Giuseppe volessero rendere partecipi i fedeli della loro gioia per la loro unione. I confetti sono considerati beneauguranti  per chi li riceve e soprattutto per le giovani coppie che si sposeranno entro l’anno.
L’enogastronomia a San Martino sulla Marrucina. San Martino sulla Marrucina è famosa in tutta Italia e nel mondo per la qualità del vino che qui viene prodotto. I vitigni qui godono di un territorio unico, dove le brezze marine si incontra con i venti freddi provenienti dalla vicinissima Majella, creato un clima unico. Il Montepulciano d’Abruzzo qui trova la sua casa ideale e con caratteristiche uniche, e altrettanto bene crescono altri vitigni da cui vengono prodotti cerasuolo e trebbiano. Particolarissimo è il terreno e il tutto viene lavorato con tecniche che uniscono tradizione e innovazione, soprattutto nella più grande azienda vitivinicola di San Martino sulla Marrucina, “Masciarelli Vini Pregiati” ai vertici nel panorama internazionale per la qualità dei suoi vini. AZIENDA VITIVINICOLA MASCIARELLI VINI PREGIATIMASCIARELLI VINI PREGIATI a San Martino sulla Marrucina. La tradizione culinaria di San Martino tuttavia è sempre stata specializzata nei dolciumi, in particolare in dolciumi cosiddetti poveri, ovvero realizzati con ingredienti poco costosi ma che davan vita a vere prelibatezze. Tra questi famosi sono i calcio netti (dolci con ceci e mosto), i cellucci ( dolci alla  marmellata d’uva), i finocchietti(semplicissimi dolci di uova e farina), gli amaretti (con pasta di mandorle), la cicerchiata, i bocconotti e il buonissimo parrozzo, zuccotto di pasta di mandorle e ricoperto di cioccolato. Particolare di San Martino è la lavorazione della pasta mandorla a creare figure umane quali “La Pupa” e il “Cavallino” che nei giorni di festa vengono regalati ai grandi e soprattutto ai bambini (la Pupa alle bambine, il Cavallino ai bambini). Tipico di San Martino è un altro dolce, I pensieri del poeta, realizzato con miele e mandorle, delicatissimo e dalla storia antica.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu