Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a San Pio delle Camere - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a San Pio delle Camere

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di SAN PIO DELLE CAMERE (Aq) (m. 830 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di San Pio delle Camere: 42°17′14″N - 13°39′31″E
     
  CAP: 67020  - 0862 -  0862.931227   - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI SAN PIO DELLE CAMERE 0862.931017   0862.931374       0862.931017  P. IVA: 00197690662
Raggiungere San Pio delle Camere:(Stazione L'Aquila (Uscita L'Aquila Est) -Aeroporto d'Abruzzo a 70 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Castelnuovo. Castelnuovo, frazione di San Pio delle Camere, è un borgo fortificato che conserva un impianto urbano dall'impostazione romana. Sulla strada a pochi passi dal borgo si trova la chiesa tratturale di Santo Stefano, risalente al XIII sec. che svolgeva la funzione di ricovero per i pastori che percorrevano il tratturo durante la grande migrazione annuale rappresentata dalla transumanza. Fiore all'occhiello del territorio è il sito romano-vestino di Peltuinum, città attraversata dalla via Claudia Nova, abitata da 12.000 persone e sede di prefettura. Una metropoli in epoca romana che conobbe, con lo scorrere dei secoli, la totale decadenza ed i cui suggestivi ruderi possono oggi essere ammirati all'interno del parco archeologico all'aperto: le porte d'ingresso, ampi tratti delle mura, il basamento del tempio ed il teatro. Ai margini della città romana è la Chiesa di San Paolo di Peltuinum, di origini benedettine, sorta nel XII sec. su fondamenta di una chiesa preesistente edificata con materiali di spolio.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Storia del comune di San Pio delle Camere: La storia di San Pio delle Camere è documentabile a partire dall'anno 1001, quando Derisio I donò Villa San Pio al convento di Bominaco. Il piccolo insediamento era allora parte della Contea di Valva, compresa a sua volta nel Ducato di Spoleto. Nel 1092, in seguito alla donazione di Ugo Di Gerberto, San Pio divenne proprietà del Monastero di San Benedetto in Perillis. La specificazione "delle Camere" in origine assente allude verosimilmente al fatto che l'abitato poggia su un terreno percorso da numerose grotte, dovute alla litologia calcarea, in passato usate anche per il ricovero degli armenti. Si ricorda, a tal proposito, che il paese era attraversato in passato proprio dal Tratturo Magno. Non stupisce quindi che la Transumanza, che effettivamente rappresentava il nucleo forte dell'economia di San Pio, sia oggi il tratto più insistito della memoria locale. Il lavoro agricolo era invece dominato dalla coltivazione dello zafferano, che oggi continua in forma selettiva nell'ottica del prodotto tipico ad alta specializzazione. Vi erano inoltre nel comune numerose piantagioni di mandorli e noci. Un simbolo architettonico capace ancora di coagulare memorie comuni è il torrione pentagonale del XIII secolo, adagiato sul Monte Gentile a ridosso della strada statale. Molti ne ricordano più o meno analiticamente le vicende ed in particolare la sua distruzione (da parte di Braccio Fortebraccio da Montone durante l'assedio del 1423-1424). A qualche chilometro da San Pio ti trova la frazione di Castelnuovo, anticamente nota come Castronuovo. L'insediamento si costituì come punto di difesa e congiunzione tra i Castra di Camponesco, Bargionello, Santo Pii, San Nicandro, Tussio e il più lontano Castel del Monte. Oggi Castelnuovo si distingue per l'urbanistica dalla tipica organizzazione romana, ma i simboli che maggiormente condensano la memoria del passato riguardano l'edilizia associata alla pastorizia.
CAMPEGGI SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Luoghi di interesse a San Pio delle Camere. Il Castello Recinto: Il Castello di San Pio delle Camere merita una particolare attenzione per la sua pianta icnografica, ossia per il suo disegno. Mentre tutte le torri dell'Abruzzo e dell'Italia in genere si riconducono a tre principali schemi secondo i quali vengono classificate in quadrate, circolari e poligonali, la torre di San Pio è a puntone, cioè composta di un quadrato e di un triangolo equilatero. Inoltre alla torre è collegato un terreno, circondato e difeso da alte mura, per cui tutto l'insieme prende il nome di "castello recinto". Il puntone ha una direzione precisa e cioè rivolto verso il luogo da cui si presumeva che potesse venire l'attacco, in modo da offrire la maggior resistenza possibile. Lungo le mura del recinto, verso la metà, vi erano torri periferiche che, mentre facevano da rompitratta, concorrevano alla difesa. Gli storici concordano sul fatto che il castello non fu abitato, o lo fu solo occasionalmente e per breve tempo dai baroni che lo possedettero e che la sua costruzione avvenne in due tempi (la torre è certamente più antica, le mura della cinta posteriori e risalenti al Cinquecento). La Chiesa di San Pio I Papa e Martire: La Chiesa di San Pio I Papa e Martire apparteneva alla Commenda Gerosolimitana dell'Aquila. Forse è anch'essa antichissima; se esisteva anteriormente al 1400, certamente fu distrutta da Braccio, il quale sfogava sulle chiese e sui monasteri il suo odio contro i Papi. La sua ricostruzione avvenne intorno all'anno 1542 come testimonia l'affresco posto sopra l'altare che rappresenta San Pio I tra San Giovanni Battista ed un altro Santo di cui non si conosce il nome. Nel 1934 il podestà dell'epoca, Angelo Ferdinando Agrippa, chiese alla Curia Arcivescovile dell'Aquila il permesso di costruire nell'area della chiesa un asilo infantile, che in effetti fu aperto nel 1936 e che venne affidato alle Suore Francescane di Gesù Bambino. Funzionò fino al 1962. La Chiesa di Sant'Antonio da Padova: La Chiesa di Sant'Antonio da Padova si trova nella parte superiore del paese in aperta campagna. E' pericolante e spoglia di tutto perchè esposta ai furti ed ai danneggiamenti. Sull'altare è ben visibile la data dell'anno di costruzione 1657. Di essa si conservano due statue lignee di stile trecentesco. Molti abitanti di San Pio in essa furono seppelliti.
VILLAGGI TURISTICI SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Luoghi di interesse a San Pio delle Camere. Il sito archeologico di Peltuinum: La città di Peltuinum fu fondata fra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C. nel territorio abitato dal popolo dei Vestini. Essa si estende su un pianoro sopraelevato rispetto all'Altopiano di Navelli emergente tra la valle dell'Aterno e quella del Tirino, naturali vie di attraversamento dell'Appennino Abruzzese. La città aveva un ruolo politico ed economico strategico nel controllo dei traffici commerciali legati ai percorsi della transumanza; anche in tempi più vicini a noi il pianoro era attraversato da Est verso Ovest dal Regio Tratturo Borbonico, le cui strutture doganali si sono insediate sul sistema di ingresso della città romana. La vita della città terminò intorno al IV secolo, forse a causa di un terremoto più forte di quelli che si verificavano di frequente. Alla fase di abbandono seguì poi un'intensa attività di spoliazione del materiale edilizio, come confermano i numerosi frammenti di decorazioni architettoniche, capitelli, colonne, grandi blocchi calcarei, sicuramente provenienti dagli edifici della città romana, riutilizzati nelle chiese e nei castelli medievali della vallata (in particolare nelle chiese di San Paolo a Peltuinum, Prata d'Ansidonia e Bominaco). Le prime campagne di scavo nella città furono condotte tra il 1983 e il 1985, in collaborazione fra la cattedra di Topografia dell'Italia antica dell'Università "La Sapienza" di Roma, la Soprintendenza archeologica d'Abruzzo, la Comunità Montana e gli Enti locali. La presenza di strutture emergenti dal livello del terreno nell'area centro-meridionale del pianoro, ha fatto sì che fosse data particolare attenzione a quello che poi si è rivelato essere un imponente complesso teatro-tempio, che riprende modelli architettonici e urbanistici tipici della Roma augustea. Gli scavi misero in luce il tempio con il portico a tre bracci che lo circondava, e parte del teatro. Tra il 1986 e il 1996, la Soprintendenza ha quindi realizzato lavori volti al consolidamento e alla valorizzazione delle strutture note. Durante questo periodo si svolsero altre campagne di scavo che misero in evidenza il settore meridionale del teatro, su cui insisteva un piccolo apprestamento fortificato, interessante testimonianza della storia della Peltuinum medievale. Tra il 2000 e il 2002 le campagne di scavo si sono concentrate nell'area del teatro, portando in luce: parte delle gradinate per gli spettatori e del sistema di smaltimento delle acque meteoriche, le fondazioni della metà settentrionale dell'edificio scenico, la camera di manovra del sipario, il portico che chiudeva il complesso teatrale offrendo agli spettatori riparo dalla pioggia e dal sole in occasione delle rappresentazioni. L'impegno degli anni trascorsi, oltre all'acquisizione di importanti dati scientifici, ha consentito di evidenziare le articolazioni architettoniche del complesso monumentale.
AFFITTACAMERE SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Luoghi di interesse a San Pio delle Camere. La Chiesa di San Pietro Celestino: La Chiesa di San Pietro Celestino fu distrutta da Braccio da Montone e riedificata nella prima metà del 1500 ed ampliata ai primi del 1600; nel muro posteriore si leggono con chiarezza le tre diverse fasi della sua formazione. L'attuale chiesa, in sobrio stile barocco, è a tre navate con colonne massicce e quadrate in muratura. Le rifiniture sono state fatte a tappe successive; le corniciature, tipiche dello stile barocco, sono a stucco e ben tirate. La volta è dipinta ed i quattro quadri riassumono la storia di San Celestino V. Nel primo, vicino all'ingresso, le virtù della fede e della penitenza esortano il monaco Pietro del Morrone ad accettare la tiara; il secondo raffigura la Santissima Vergine, di cui San Pietro Celestino era devotissimo; il terzo presenta il Santo nella gloria del Cielo; il quarto, riporta lo stemma del patrono. Il campanile fu portato a termine nel 1889, la facciata invece fu completata nel 1899 dai fratelli Feneziani i quali vi apposero l'iscrizione "A San Pietro Celestino P.M. è dedicato questo tempio - la sua facciata fu costruita e decorata dai fratelli Feneziani nel 1899". Le pareti di fondo, quella d'ingresso e quella dell'altare, sono state manomesse e restaurate, cossichè si presentano di stile moderno, diverso dall'originale. Sulla parete posteriore era appoggiato un grandioso altare di cui si conservano blocchi enormi in pietra non levigata. Alla parete anteriore, invece, sopra la bussola d'ingresso sorretto da un palchettone, che poggiava su due colonne di legno, era addossato l'organo che poi è stato eliminato. Vi sono otto altari di cui sei laterali più uno centrale ed uno nell'Oratorio. Un altare fu demolito per far posto al battistero che prima era in fondo alla chiesa; l'attuale è in legno. Si possono ammirare in chiesa: un dipinto di Paolo Cardoni, pittore aquilano del Cinquecento; un quadro di Domenico Albertino datato al 1600 ed un dipinto di ignoto più recente. In sacrestia poi, a sinistra di chi entra, si conserva uno stupendo affresco che raffigura la Madonna col Bambino in braccio sotto un grazioso baldacchino datato al 1566. La parrocchia possiede oltre dieci statue di buona fattura e una preziosa croce d'argento della scuola di Guardiagrele, un calice d'oro ed un bellissimo reliquiario intarsiato.
BED & BREAKFAST SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Luoghi di interesse a San Pio delle Camere. La Chiesa di Santo Stefano: Le dimensioni ridotte e la pianta a croce latina la differenziano sia dalle chiese dell'antico borgo di Castelnuovo, sia da quelle più imponenti e importanti che si trovano lungo il tratturo. La facciata della chiesa è realizzata con una muratura di pietra regolare a faccia a vista, una tipologia che risulta caratteristica del tardo medioevo, basata sull'uso generalizzato della pietra calcarea lavorata e non intonacata. In particolare, la muratura con nucleo portante e paramento con rivestimento in pietra squadrata e levigata caratterizza, in modo specifico, la facciata principale della chiese abruzzesi. Le soluzioni d'angolo vengono generalmente risolte mediante la realizzazione di cantonali. Il materiale impiegato per la costruzione proviene dai resti della città di Peltuinum. La chiesa evidenzia infatti i paramenti murari, quali il cubilia in particolare, identici a quelli della vicina Peltuinum. Dalle foto si notano anche i ciclopici blocchi squadrati usati per gli ammorsamenti dei cantonali e per costruire una prima fascia bassa (considerato il peso) delle murature perimetrali della chiesa. Internamente la chiesa mostra i tratti di un recente restauro che ha visto il rifacimento di tutta la copertura lignea, la pavimentazione in mattoni di cotto e la realizzazione degli intonaci a base cementizia solo della navata principale. L'abside risulta interamente affrescato; gli affreschi, però, si presentano in un cattivo stato di conservazione. La pavimentazione del transetto e quella dell'abside sono caratterizzate dall'utilizzo di grossi blocchi di pietra di recupero. Le facciate laterali sono caratterizzate da aperture rettangolari e il transetto da piccole monofore mentre sulla facciata si installa un rosone circolare. La facciata è inoltre caratterizzata dalla presenza di un campanile a vela. Non ci sono date precise circa l'edificazione della chiesa ma un'attenta analisi delle murature mostra come la chiesa inizialmente nacque a navata unica rispecchiando a pieno le caratteristiche della "chiesa fienile" tipologia edilizia che dilaga in Abruzzo dalla fine del Duecento agli inizi del Trecento (come mostra la mancanza di ammorasamenti tra la muratura della navata e quella del transetto). Solo dopo la seconda metà del XIII sec. venne realizzato il transetto e l'abside arricchiti dalle monofore "... la chiesa dovrebbe risalire alla seconda metà del XIII secolo per i caratteri di alcune strutture murarie e delle finestrelle presbiteriali". Per quanto riguarda gli affreschi " ... dalla lunetta affrescata con la rappresentazione di una Madonna col Bambino avente alla sinistra Santo Stefano e a destra un Santo non identificabile, opera di un pittore appartenente a quella scuola minore che in pieno secolo XV ornò con perizia e certa originalità le chiese minori della Valle dell'Aterno".
CASE PER VACANZA SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a San Pio delle Camere: Castello di San Pio delle Camere: Fu costruito nel 1173 come punto di controllo di San Pio e Castelnuovo. Nel 1423 subì l'attacco di Braccio da Montone assieme al vicino castello di Barisciano, e diventò un rudere con solo la torre puntone in piedi. Attualmente è visitabile, tuttavia è necessario una nuova rivalutazione. Borgo medievale di Castelnuovo: Castelnuovo è una località abruzzese situata presso la strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica nell'Altopiano di Navelli. Comune autonomo nel Regno delle Due Sicilie, oggi è l'unica frazione del comune di San Pio delle Camerein provincia dell'Aquila, dal cui centro abitato dista circa 3 km. Castelnuovo è un paese dell'entroterra abruzzese situato nella parte settentrionale della piana di Navelli, su una collina argillosa caratterizzata da molte grottoni sotterranei (in dialetto castelnovese vertùnë), sia artificiali che naturali, usate per il ricovero degli animali e, durante la seconda guerra mondiale, anche come riparo per le persone. Castelnuovo, oltre alla città dell'Aquila, è l'unico centro abitato nell'Aquilano che presenta una planimetria della parte antica del borgo in stile romano. Nell'antichità era in posizione strategica perché situato sulla via Claudia Nova e, in seguito, sul Tratturo Magno che portava aFoggia. Il borgo fortificato di Castelnuovo nasce nel XII secolo dall'unione dei paesi di Stefanescu e Ripa con il nome di Castronovo. Partecipa nel 1254 alla fondazione della città dell'Aquila e viene conquistato nel 1423 da Braccio da Montone. Il 26 novembre 1461 una violenta scossa colpisce tutto l'Aquilano e di questo parla Anton Ludovico Antinori nei suoi Annales: « (...) allo stato funesto della Città rovinata in tante parti, e guaste in tutte le altre, talché la quarta parte di essa restò adeguata al suolo, e le altre tre rotte, e lesionate, si aggiunse il non meno funesto del contado. In esso fu il danno ineguale giacché ne toccò il maggiore ai castelli di Sant'Eusanio, di Castelnuovo, di Onda, e del Poggio presso Picenza. (...) furono i danni di Castelnuovo divenuto un mucchio di sassi, caduti anche i torrioni delle mura comuni colla morte di 28 persone, tutte native del luogo (...)». Anche nel successivo terremoto del 1703 il paese fu nuovamente distrutto e ricostruito riempiendo il fossato e aprendo nuove vie nei bastioni medievali in corrispondenza di nuove percorrenze urbane. Nel 1862, a seguito dell'unità d'Italia, il paese viene annesso nel comune di San Pio delle Camere. A seguito del terremoto del 6 Aprile 2009 quasi l'intero paese vecchio viene raso al suolo e sprofonda in alcuni punti a causa delle grotte presenti nella collina dove sorge il paese, causando la morte di cinque persone.
APPARTAMENTI PER VACANZA SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Persone legate a Castelnuovo: Carlo Umberto Casciani (Castelnuovo di San Pio delle Camere, 10 febbraio 1932), chirurgo; Maria Pia Casilio (Castelnuovo di San Pio delle Camere, 5 maggio 1935 – Roma, 10 aprile 2012), attrice; Loreto Di Prospero (Castelnuovo di San Pio delle Camere, 30 maggio 1938), maresciallo capo della Guardia di Finanza ecavaliere della Repubblica; Umberto Alessandrini (Castelnuovo di San Pio delle Camere, 13 maggio 1942), ex ammiraglio di squadra della Marina Italiana. Architetture religiose. Chiesa parrocchiale di San Pietro Celestino: Fu ricostruita intorno al 1560, e dedicata a papa Celestino V, che compì il viaggio attraverso il tratturo per raggiungere L'Aquila. La pianta è a croce latina con architettura in stile rinascimentale e barocco. L'interno è decorato da affreschi che mostrano scene di vita di Celestino. Chiese tratturali di Navelli: Sono in tutto una decina sparse per la piana di Navelli, di fondazione molto antica (XII secolo), sorte per il pellegrinaggio dei pastori. Le più famose sono Santa Maria delle Grazie di Navelli e Civitaretenga, assieme a Santa Maria in Cerulis. Chiesa di Santa Maria di Centurelle: Fu costruita nuovamente nel '500, lungo la strada San Pio - Caporciano ed è facilmente raggiungibile. Ha pianta rettangolare a navata unica con un rosone decorativo. Nei periodi di festa locale è molto frequentata dai pellegrini. Aree naturali: Il Regno dei Mazzamurelli: Il Regno dei Mazzamurelli è un parco avventura situato nella località di Cerquelle, al di fuori del centro abitato. Immerso nella vegetazione, ha una superficie di 30 000 m² e 7 percorsi (2 Briefing e 5 percorsi avventura). Presenta aree pic-nic, barbecue e campi sportivi per attività collaterali. Persone legate a San Pio delle Camere: Franco Marini (San Pio delle Camere, 9 aprile 1933), ex-segretario della CISL, Ministro del lavoro e della previdenza sociale (1991-1992) ed presidente del Senato (2006-2008).
CASE PER LE FERIE SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Il castello di San Pio delle Camere sorge a mezza costa sul monte Gentile nel comune di San Pio delle Camere, in provincia dell'Aquila, dominando l'abitato. Le notizie più antiche sul castello di San Pio delle Camere risalgono al 1173, indicandolo come feudo dei baroni da Poppleto (l'attuale Coppito), divenendo successivamente feudo dei Caracciolo. La funzione del castello, posto a monte del paese, era quello di fornire rifugio per la popolazione ed il loro bestiame nei momenti di maggior pericolo. Non risulta che il castello, oltre alla sua funzione di difesa, fosse anche residenza stabile. Lo stato attuale del castello è il risultato dell'attacco portato nel 1424 da Braccio da Montone, che coinvolse anche il castello di Barisciano. Architettura del castello di San Pio delle Camere. Interno: La struttura del castello è a recinto, con la sua costruzione che avvenne in due tempi, inizialmente con la realizzazione della torre e successivamente quella delle mura di cinta. La torre è a puntone, cioè con una pianta composta da un quadrato ed un triangolo equilatero. La pianta delle mura, poi, è triangolare, con la torre al vertice superiore ed altre torri rompitratta più piccole lungo le mura di cinta. La struttura del castello è stata rimaneggiata più volte come testimonia, ad esempio, l'innalzamento delle mura, probabilmente avvenuto nel secolo XIV. La Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli era una comunità montana istituita con la Legge regionale 22 aprile 1976, N. 14 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata accorpata alla Comunità montana Montagna di L'Aquila dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. La Regione Abruzzo ha abolito la nuova Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli traeva il suo nome dalle due macroaree di Campo Imperatore e dell'Altopiano di Navelli. Aveva sede nel comune di Barisciano e comprendeva diciassette comuni della provincia dell'Aquila: Barisciano, Calascio, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Navelli, Ofena, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, San Benedetto in Perillis, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Santo Stefano di Sessanio, Villa Santa Lucia degli Abruzzi.
COUNTRY HOUSE SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
La Conca Aquilana è una conca, appartenente al medio corso della Valle dell'Aterno, che si trova nell'Abruzzo interno, nel circondario della città dell'Aquila, da cui trae il nome. Gran parte del territorio rientra all'interno della comunità montana Amiternina. La popolazione attuale dell'intera area è di circa 120.000 abitanti. È una delle macroaree di bassa quota della provincia dell'Aquila (assieme al Fucino, alla Valle Peligna e all'Alto Sangro), caratterizzata da un territorio mediamente vasto, in buona parte pianeggiante, circondato a nord-est dalla catena del Gran Sasso d'Italia, a sud dalla catena del Velino-Sirente ed il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno, a ovest da altre dorsali montuose minori (gruppo montuoso Monte San Rocco-Monte Cava e di Monte Calvo) e a nord dai Monti dell'Alto Aterno, sviluppandosi ad un'altitudine media di circa 700 m sul livello del mare. Tali catene la separano geograficamente dalle sub-regioni del Teramano a nord-est, della Marsica a sud-ovest, dal Cicolano ad ovest, il Reatino a nord-ovest, mentre trova sbocco nella media Valle dell'Aterno, la Valle Subequana e la Piana di Navelli. Dalla conca aquilana partiva anticamente il Tratturo L'Aquila-Foggia. L'intera area della Conca Aquilana , assieme a tutta la Valle dell'Aterno, è classificata a rischio sismico 1 e 2 e ed alta pericolosità sismica con vari importanti terremoti in epoca storica (vedi terremoti dell'Aquila). Ancora più a rischio sono le zone più basse della conca con terreni alluvionali nei pressi del corso del fiume Aterno soggetti a fenomeni di amplificazione sismica. Il clima nella Conca Aquilana è quello tipico delle zone interne appenniniche con accentuata continentalità che favorisce accentuate escursioni termiche sia giornaliere che annuali mantenendo relativamente bassi i livelli di umidità relativa. Il territorio è noto anche per vistosi fenomeni di inversione termica sia d'inverno che d'estate. D'inverno si assiste a frequenti e diffuse gelate mentre le nevicate dagli anni ottanta in poi sono diminuite sia in frequenza che in accumulo in linea con i cambiamenti climatici che hanno coinvolto l'Italia peninsulare e l'intero arco appenninico. La Storia della Conca Aquilana: Nel pleistocene  la conca costituiva un bacino chiuso ed ospitava, con ogni probabilità, un gigantesco lago che si estendeva da Cagnano Amiterno fino oltre San Demetrio ne' Vestini e che costituiva un unico bacino lacustre con quello di Sulmona. Proprio sul fondale lacustre, protetto da limo, venne trovato nel 1954, nel territorio dell'attuale comune di Scoppito, il famoso scheletro di mammuth, poi esposto nel Forte spagnolo dell'Aquila. Con la fine dell'era glaciale si è assistito al prosciugamento del lago, ma la zona è storicamente considerata ricca d'acqua come testimoniano i nomi della città dell'Aquila (daAcquilis) e le frazioni di Onna (da Unda, onda) e Bagno; la conca è oggi attraversata in tutta la sua lunghezza dal fiume Aterno, oltre che da numerose altre sorgenti e torrenti. In epoca romana era parte della regione geografica della Sabina. La conca fu colpita da gravi terremoti nel 1703 e nel 2009. I monumenti e i luoghi di interesse nella Conca Aquilana. Città d'arte: L'Aquila, Santo Stefano di Sessanio, Ocre, Calascio, Scoppito, Assergi, Paganica. Architetture religiose: Duomo dell'Aquila, Basilica di Santa Maria di Collemaggio (L'Aquila), Basilica di San Bernardino (L'Aquila), Basilica di San Giuseppe Artigiano (L'Aquila), Chiesa dei Santi Marciano e Nicandro (L'Aquila), Convento di Sant'Angelo (Ocre), Monastero di Santo Spirito (Ocre), Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa), Chiesa di Santa Maria Paganica (L'Aquila), Santuario della Madonna d'Appari (Paganica). Castelli e fontane nella Conca Aquilana: Forte cinquecentesco dell'Aquila, Fontana delle 99 cannelle (L'Aquila), Fontana luminosa (L'Aquila), Forte spagnolo (L'Aquila), Castello di Ocre (Ocre), Rocca Calascio (Calascio), Mura dell'Aquila, Castello di Fossa (Fossa), Torre civica (L'Aquila). Palazzi: Palazzo Margherita (L'Aquila), Palazzo Centi (L'Aquila), Casa Museo Signorini-Corsi (L'Aquila), Casa natale di Jacopo di Notar Nanni (L'Aquila). Siti archeologici nella Conca Aquilana: Amiternum (L'Aquila), Ocre, Necropoli di Fossa (Fossa). L’economia nella Conca Aquilana: La Conca Aquilana ospita uno dei 4 poli industriali della provincia dell'Aquila (gli altri sono localizzati a Carsoli-Oricola, Avezzano-Fucino e Sulmona-Conca Peligna) nelle località di Sassa Scalo/Scoppito a ovest e Pile/Bazzano/San Demetrio ad est. È presente un polo farmaceutico con Sanofi-Aventis, Dompè e Menarini e un polo elettronico-ingegneristico con Thales-Alenia Space e Technolabs oltre ad altre aziende come Edimo ecc...
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Con valle dell'Aterno si identifica il tratto di valle, posta nella parte settentrionale della provincia dell'Aquila, in Abruzzo, percorsa dal fiume Aterno che va dalla sorgente, localizzata nel massiccio dei Monti della Laga nel territorio di Montereale (AQ), all'immissione nel fiume Pescara nei pressi di Popoli (PE). Descrizione della valle dell'Aterno: Incastonata tra i Monti dell'Alto Aterno a nord, il Gran Sasso a est, il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno e il Monte Sirente a ovest, tra il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed il Parco regionale naturale del Sirente - Velino, la vallata rappresenta il principale collegamento tra la conca aquilana e quella peligna e può essere ulteriormente suddivisa in tre aree ben distinte: l'Alto Aterno (700-900 m s.l.m. circa nei pressi di Aringo), territorio morfologicamente complesso ad un'altitudine media elevata, tra Montereale e Pizzoli, la conca pianeggiante nell'intorno dell'Aquila (Conca Aquilana, 700 m s.l.m. circa) e la gola (cosiddetta valle Subequana) tra Villa Sant'Angelo e Molina Aterno (500-600 m s.l.m. circa). La valle dell'Aterno inoltre lambisce la già citata conca peligna che si estende a sud di Raiano dopo aver attraversato le suggestive Gole di San Venanzio. Nel tratto centrale, costituisce inoltre la separazione orografica tra il massiccio del Gran Sasso d'Italia, a nord-est dell'Aterno, e quello del Velino-Sirente, a sud-ovest. Prima dell'ultimo tratto nella Valle Subequana si collega marginalmente a sud-est con i limiti nord-occidentali dell'Altopiano di Navelli. I centri urbani situati lungo la valle dell'Aterno sono, nell'ordine: Montereale, Capitignano, San Giovanni (frazione di Cagnano Amiterno), Barete, Pizzoli, L'Aquila (con le frazioni di Coppito, Monticchio e Onna), Sant'Eusanio Forconese, Villa Sant'Angelo, Fagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Acciano, Molina Aterno e Raiano. Le principali infrastrutture stradali sono la S.S. 260 nell'Alto Aterno, la S.S. 80 e la S.S. 17 in corrispondenza del capoluogo abruzzese e la S.S. 261 nella valle Subequana; tra L'Aquila e Raiano, la valle è inoltre attraversata dalla ferrovia Terni-Sulmona che costituisce anche un'importante risorsa turistica per il comprensorio. La storia della valle dell'Aterno. Periodo romano: I popoli originari erano i Vestini, Sabini e Peligni, che dal IX secolo a.C. dominarono la valle dalla città di Amiternum (L'Aquila), fino alla conquista romana del II secolo a.C.. La valle era molto proficua e lo dimostra la ricchezza della città amiternina, che commerciava con il resto dell'Italia mediante i tratturi. Epoca medievale: Nel IX secolo d.C. la città di Amiternum perde la sua importanza e incominciano le prime invasioni Longobarde e Normanne. Si manifestano anche le prime forme di arte cristiana, e il culto di martiri locali come Vittorino di Amiterno e Massimo d'Aveia (Fossa). Alcuni esempi sono la chiesa di San Michele Arcangelo a San Vittorino di L'Aquila e la vecchia cattedrale di San Massimo di Forcona (Civita di Bagno). Incomincia anche l'opera di incastellamento, con la costruzione delle cittadelle sopra i cucuzzoli montuosi per dominare meglio la valle dell'Aterno. Esempi sono il Castello di Ocre, la Torre circolare di Fossa, il Castello di Sant'Eusanio Forconese e il borgo fortificato di Castello Fagnano Alto. Anche Tione si fornisce di un castello, di cui oggi resta la torre civica. L'economia nella valle dell'Aterno si basava prevalentemente sul commercio di bestiame e di pecore presso il Tratturo L'Aquila-Foggia. Nel 1254 i 99 borghi della valle dell'Aterno fondano la nuova città di L'Aquila. Ciò nel 1423 costerà la distruzione di molti di questi, nella famosa Guerra dell'Aquila. Essendo la città legata agli Angioini, nella guerra tra questa famiglia e quella emergente degli Aragonesi, costerà all'Abruzzo l'assedio di Braccio da Montone. Durante il Regno di Sicilia e il Regno di Napoli, ovvero dal XIII al XIX secolo, il territorio era compreso nell'Abruzzo Ulteriore dopo la suddivisione del Giustizierato d'Abruzzo, mentre nell'XIX secolo fu compreso nell'Abruzzo Ultra II (Distretto di Aquila). I terremoti nella valle dell'Aterno: Posta sopra un sistema di faglie, la valle è stata spesso scossa da gravi terremoti, come il terremoto dell'Aquila del 1461, quello gravissimo del 1703 e gli ultimi del 2009 e del 2016. Luoghi d'interesse nella valle dell'Aterno. L'Aquila: Centro storico di L'Aquila, Duomo dell'Aquila, Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Basilica di San Bernardino, Città romana di Amiternum, Forte spagnolo, Fontana delle 99 cannelle, Mura dell'Aquila. Altri monumenti nella valle dell'Aterno: Eremo di San Venanzio (Raiano), Chiesa di Santa Maria del Ponte (Tione degli Abruzzi), Castello circolare di Fagnano Alto, Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa), Necropoli di Fossa, Castello di Ocre, Monastero di Santo Spirito di Ocre, Castello di Sant'Eusanio Forconese, Castello Dragonetti di Pizzoli, Centro storico di Paganica, Santuario della Madonna d'Appari (Paganica), Abbazia di San Giovanni Battista (Lucoli), Borgo medievale di Beffi (Acciano).
RIFUGI E BIVACCHI A SAN PIO DELLE CAMERE (AQ)
Il Parco Avventura “Il Regno dei Mazzamurelli” si trova all’interno di un bosco fiabesco che fa da cornice naturale agli avvincenti percorsi pensati per soddisfare sia grandi che piccini già dai 4 anni di età. L’ambiente di distingue per la tranquillità, gli spazi verdi ed incontaminati, assolutamente fuori del contesto urbano. Il nostro Parco Avventura ha una superficie di circa 30.000 mq in cui potrai vivere un’esperienza unica ed entusiasmante, lì troverai ad attenderti 2 percorsi Briefing e 5 percorsi con diverso grado di difficoltà realizzati in TUTTA SICUREZZA, con linea di vita continua senza possibilità di sgancio, nel completo rispetto della natura. Altre poi le attività collaterali da svolgere: tiro con l’arco, escursioni, orienteering, calcio a 5, laboratori ambientali, spettacoli per ragazzi, area walking per passeggiate rilassanti nel verde. All’interno del parco sono presenti panchine e tavoli da Pic-Nc per i vostri pranzi al sacco in compagnia.
Comuni al voto, San Pio delle Camere (Aquila), il paese con la più alta percentuale di migranti. Da qualche anno in cima alle classifiche dei comuni a maggior presenza di stranieri c’è un piccolo centro dell’Aquilano, San Pio Delle Camere, dove su circa 650 residenti si contano oltre 200 cittadini immigrati. Questa è una delle ragioni che ha spinto le telecamere del Fatto.it fino alla Piana dei Navelli, per vedere come una presenza così significativa in termini percentuali abbia influito sulle abitudini degli autoctoni. Peccato che al mattino il paese sia deserto e tra case in vendita e in ristrutturazione, le poche persone in giro si possono incontrare solo nei bar a ridosso della Statale 17. C’è anche l’ex sindaco Francesca D’Andrea (il comune oggi è commissariato e andrà al voto il 25 maggio) la quale ci spiega che i problemi del paese sono altri: “Qui si pensa soprattutto alla ricostruzione del post terremoto, abbiamo una frazione che ha subito gravi danni”. Ed è proprio a Castelnuovo che si concentra il maggior numero di stranieri, una comunità “ben integrata”, secondo l’ex sindaco. Li abbiamo cercati, gli immigrati, invano. Evidentemente sono pochi quelli che restano a casa durante il giorno, sono soprattutto lavoratori. Manodopera a buon mercato per il settore dell’edilizia, braccianti per le aziende agricole. Uomini e donne che, in tempo di crisi, vengono visti come nemici dagli italiani che faticano a trovare occupazione: “Qui non ci sono regole, è per questo che vengono da noi” e, ancora: “anche mio padre era emigrato in Belgio, ma oggi le cose qui sono diverse, qui non ne abbiamo nemmeno per noi”. A sentire i disoccupati, i disillusi, l’equilibrio tra italiani e non italiani sembra reggersi su basi meno solide di quelle offerte dalle apparenze  di Alessandro Madron.
San Pio delle Camere, Province of L'Aquila, Abruzzo, Italy. Dominato dai ruderi dell'antico castello - recinto (risalente al XIII secolo, poi restaurato in seguito ai danni subiti dall'assedio di Braccio da Montone), San Pio delle Camere deve il suo nome alle piccole grotte scavate nel territorio circostante; nella vicina frazione di Castelnuovo si trovano le interessanti chiese di S. Stefano (XIII secolo) e di S. Silvestro. Info paese di San Pio delle Camere: Altitude: 830 m a.s.l -- Distance from L'Aquila: km -- Population: ca. 554 inhabitants -- Zip code: 67020 -- Phone Area Code: 0862. La storia: Dopo la ribellione dell'Aquila nel Cinquecento, San Pio venne concessa ad uno dei capitani spagnoli della truppa di Carlo V; acquistato in seguito da Ettore Caracciolo, alla fine del Settecento fu feudo dei Del Pezzo. Da visitare: I ruderi del castello, Chiesa di S. Stefano (Castelnuovo), Chiesa di S. Silvestro (Castelnuovo). Le feste e tradizioni: 24 giugno Festa di S. Giovanni; 11 July Festa di S. Pio; Prima domenica di Agosto Sagra delle "fregnacce". Hotels, Lodging, Restaurants: Agritour Centers.
Castello-recinto di S. Pio delle Camere. Come arrivare:  A 24 RM-TE uscita L'Aquila Est/ proseguire lungo la SS 17 direzione Barisciano/ San Pio delle Camere da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ L'Aquila/ Navelli/ San Pio delle Camere. Il castello di San Pio delle Camere, oggi allo stato di rudere, è aggrappato alle pendici del Monte Gentile, affacciandosi dalla montagna a controllo della valle sottostante e dell'area corrispondente al famoso Tratturo Magno, che collegava L'Aquila a Foggia. Il forte era posto a monte del paese ed inizialmente fungeva da rifugio per le popolazioni circostanti e per il loro bestiame, nei casi di maggior pericolo. Le prime notizie sul castello risalgono al 1173, quando risultava feudo dei baroni da Poppleto. La struttura, dato il forte pendio, dovette essere realizzata, nelle cortine e nel cammino di ronda, secondo la tecnica a gradoni; e se, da un lato, ciò costituiva un elemento di ostacolo per i difensori stessi, dall'altro, l'impervia disposizione garantiva una posizione vantaggiosissima nei confronti di eventuali assaltatori. La pianta si presenta triangolare, circoscritta da un puntone posto al vertice superiore e da più piccole torri rompitratta inserite nelle mura di cinta. La struttura originaria è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli; un esempio è rintracciabile nelle mura che risultano sopralzate nell'ambito di lavori probabilmente riferibili al secolo XIV. Ciò che oggi si presenta dinanzi ai nostri occhi è ciò che rimane dopo l'assalto di Braccio da Montone nel 1424, che coinvolse analogamente anche il forte di Barisciano. Non è tuttora chiaro se il castello, a lungo feudo dei Caracciolo, oltre a rappresentare un luogo di difesa e di rifugio fu anche residenza stabile in epoca medievale. Informazioni:  Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, L'Aquila tel. 0864-210216; Municipio tel. 0862-931219. Stato di agibilità:  Agibile.
Turismo a San Pio delle Camere (Aquila). L'Abruzzo vuole rilanciare il turismo, sono gli operatori del settore a chiederlo alla Regione che ha recepito questa istanza con il progetto Abruzzo Open Day, distinto nelle edizioni Winter e Summer, invernale ed estiva. La prima, che costituisce anche l'edizione zero di questa nuova iniziativa condivisa da politica e imprenditoria, è l'Abruzzo Open Day Winter che sarà presentato a Roma intorno ai primi giorni di ottobre. Un evento, come spiega Giancarlo Zappacosta, direttore del Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio della Regione, che vuole essere un assaggio di quanto sarà visibile, visitabile, vivibile dell'Abruzzo, da parte dei turisti, durante il periodo compreso tra il 26 ottobre e il 2 novembre prossimi. «La presentazione dell'Abruzzo Open Day è di per sé una vetrina multiforme di tutte quelle esperienze turistiche che vengono promosse in regione con questo progetto, anche attraverso la promozione delle eccellenze territoriali», spiega Zappacosta. «L'input è arrivato in Regione proprio dagli imprenditori del settore» prosegue il dirigente regionale «e così, raccolte queste istanze attraverso le Dmc, abbiamo dato seguito ai bandi e siamo partiti col progetto». Con le Dmc Gran Sasso Aquilano e Terre Vestine, Gran Sasso Laga, Cuore dell'Appennino, Alto Sangro Turismo, Hadriatica, Costiera dei Trabocchi, Riviera dei Borghi, Abruzzo Qualità, Terre del Piacere, Sangro Aventino, Marsica, Terre Pescaresi e Cammino del Perdono, sono stati registrati 147 soggetti proponenti tra associazioni, comuni, coop, proloco, società, consorzi, con i loro progetti: ne sono stati selezionati 29, finanziati integralmente, di cui uno trasversale ("L'Aquila fenice e i borghi della rinascita", proposto dall’Ance), e sei parzialmente. Un investimento pari al 70% della spesa riconosciuto a fondo perduto, per un totale di 600 mila euro, cifra a cui si aggiunge un milione di euro stanziato per i bandi accessori, a partire dalla realizzazione del sito www.abruzzoopenday.it (in fase di costruzione, sarà pronto per la presentazione), che interessano l'edizione invernale così come l'Abruzzo Open Day Summer, previsto tra la fine di maggio e l'inizio di giugno in occasione del ponte della festa della Repubblica. «È un'occasione straordinaria di sistematizzare tutto quanto concerne il turismo regionale» osserva Giancarlo Zappacosta, «un progetto rivolto soprattutto al turismo italiano delle aree limitrofe alla nostra regione, come i bacini di utenza di Roma, Bologna, Milano e Napoli. Se l'edizione Winter interessa specialmente le aree interne, con opzioni turistiche autunnali e relative alla campagna neve» continua Zappacosta «l'edizione Summer avrà uno sviluppo che privilegia le zone costiere con una campagna pro mare. Attraverso il sito dedicato il turista può prenotare la sua vacanza all inclusive, personalizzare il proprio pacchetto di viaggio ideale». Tra i progetti finanziati figurano "Raccogli, conosci e degusta con lo zafferano" a San Pio delle Camere, "L'arte nelle terre d'amore" a Sulmona, "Festa del teatro fantasy" a Roccaraso, "A spasso nel parco" a Pescasseroli, "Tortoreto in arte, musica e movimento", "Paranza parade party" a Vasto, "Festival della bellezza rurale" a Scerni, "Cerrano family festival", "Ideale, viaggio nell'Abruzzo della Belle Epoque" a Ortona, "La transiberiana di Maya" a Palena, "C'era una volta il lago" ad Avezzano. «Siamo di fronte ad una prova d'orchestra per il rilancio del turismo abruzzese» conclude Zappacosta, «una programmazione condivisa tra Regione e addetti ai lavori che dovrebbe ripetersi per un quinquennio».
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu