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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Sant’Eusanio Forconese

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
 
Ospitalità a SANT'EUSANIO FORCONESE (Aq) (m. 591 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Sant'Eusanio Forconese: 42°17′18.2″N - 13°31′27.98″E
     
  CAP: 67020 -  0862 -  0862.811204 - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI SANT'EUSANIO FORCONESE 0862.810850   0862.810874       0862.810850 - P. IVA: 00189760663
Raggiungere Sant'Eusanio Forconese:(Stazione L'Aquila (Uscita L'Aquila Est.) -Aeroporto d'Abruzzo a 84 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
I monumenti e i luoghi di interesse a Sant'Eusanio Forconese (Aq) La basilica di Sant'Eusanio: La basilica attuale è il risultato di ricostruzioni e rimaneggiamenti che si sono susseguiti nel corso dei secoli in seguito ai frequenti terremoti che colpirono la zona. Dell'impianto originario dell'VIII-IX secolo rimangono solo pochi reperti, in quanto la basilica fu totalmente ricostruita nel 1198 in stile romanico a tre navate, con una cripta divisa in sette navatelle con archi a crociera sostenuti da colonnine una diversa dall'altra. Allo stesso modo i capitelli, alcuni di stile corinzio, altri con fregi floreali o geometrici. Nella cripta si trovava l'antico altare dove per molti secoli era conservato il corpo di Sant'Eusanio, e che il 12 maggio 1748 il vescovo dell'Aquila Giuseppe Coppola (le cui ossa sono ora conservate in un'urna d'argento nell'attuale altare della cripta) portò alla luce. Dopo il terremoto del 1461, la basilica fu in parte ristrutturata, ma è soprattutto dopo quello del 1703 che il suo interno subì la trasformazione maggiore, con l'aggiunta di stucchi e sovrastrutture barocche che coprirono sia la colonne che gli affreschi di cui fu abbellita la Chiesa nel corso dei secoli. Fortunatamente nel 1971 un restauro volto a riavvicinarsi allo stile originario, ha scoperto parte delle colonne e riportato alla luce parti di affreschi del quattrocento - cinquecento:Crocifissione e santi (tra cui Sant'Eusanio), Madonna in trono e santi, Annunciazione e santi,S.Antonio e parti di Natività. Sopra l'entrata della basilica troneggia lo storico organo di Adriano Fedri del 1772. Sulla facciata romanica del XIV secolo, in parte restaurata, si apre un bel portale in pietra: motivi geometrico-floreali negli stipiti a cassettoncini di gusto rinascimentale e sull'architrave un bassorilievo raffigurante Sant'Eusanio con la corata in mano e rami diacanto intrecciati nell'archivolto, sopra il quale spuntano due teste di toro. Nella canonica, fino a pochi anni fa, era custodita una croce processionale del secolo XIV in argento dorato e impreziosita da pietre dure e gemme, opera di Nicola da Guardiagrele. All'esterno della basilica rimangono pressoché intatti due dei quattro torrioni angolari a sezione circolare e buona parte della cinta muraria che circondava l'edificio. Uno dei pochi esempi italiani, e forse mondiali, di chiesa fortificata.
RESIDENZE ALBERGHIERE SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
Altri monumenti di interesse a Sant'Eusanio Forconese (Aq) Fontana monumentale: Nella piazza antistante la basilica possiamo ammirare una fontana del 1894, restaurata nel1988. Ha una struttura in pietra a pianta ottagonale. Sopraelevata di due gradini, si erge centralmente una colonna con quattro teste di leone sormontata da una base circolare su cui troneggia la statua raffigurante un putto (Bartolino) che sorregge un'anfora. Dalla bocca dei leoni zampilla acqua potabile dell'acquedotto. In passato l'acqua proveniva da una sorgente dei monti circostanti, che nei periodi estivi diminuiva drasticamente la portata. Essendo l'unica fonte di approvvigionamento, costringeva le donne munite di conca a lunghe file che a volte provocavano animati diverbi (concate). Nell'ora del ritiro delle mucche dal lavoro dei campi le donne, nonostante avessero atteso a lungo il loro turno, svuotavano nella vasca della fontana le conche già piene per consentire alle bestie di abbeverarsi (gli animali avevano la precedenza sugli umani). Palazzo Barberini: Sempre nella piazza, proprio davanti la basilica, c'è il palazzo Barberini che porta il nome della famiglia che dominò su Sant'Eusanio nel 1700 e nel secolo successivo. Castello Quattrocentesco: Alla sommità di Monte Cerro, in posizione dominante il paese e con il castello d'Ocre a vista, ci sono i ruderi del castello medioevale. A suo tempo fu utilizzato unicamente per fini difensivi e, dotato di una cisterna dove tuttora affiora dell'acqua potabile, permetteva in caso di necessità di resistere anche per lunghi periodi. A ridosso della cinta muraria è stata successivamente edificata una chiesa dedicata alla Madonna del castello. Nell'interno, sopra un semplice altare a muro, ci sono tre affreschi: una recente Madonna con Bambino centrale, fiancheggiata da due ovali, di cui uno rappresentante lo stesso soggetto ma in aspetto quattrocentesco (seppur non sia databile). Chiese secondarie di Sant'Eusanio: In S. Eusanio Forconese ci sono altre due Chiese: la Madonna della Pietà, ora sconsacrata, si trova all'ingresso del paese. Al suo interno sono presenti un affresco della Pietà del Mausonio e immagini di Sant'Eusanio e Sant'Antonio; presso il cimitero, si erge la mole della Chiesa degli Angeli o Sotterra in pietra a vista con un bel portale settecentesco. All'interno un bell'altare settecentesco in marmo policromo e sull'altare laterale sinistro una tela della Madonna col Bambino e Santi di Giulio Cesare Bedeschini; sull'altare laterale destro una riproduzione fotografica di un affresco raffigurante Sant'Eusanio. Dalla porta laterale destra salendo per una scala a chiocciola completamente in pietra di rara fattura si accede ad un locale che la credenza popolare ricorda abitato da S. Eusanio con le sorelle Gratola e Teodosia. Le Frazioni del comune di Sant'Eusanio Forconese (Aq) La sua unica frazione di Casentino dominata dal Monte Cagno, si inerpica lungo una costa boscosa tra ripide e strette viuzze. Nella settecentesca chiesa di S.Giovanni Evangelista ci sono: una statua in terracotta policroma di “Madonna col Bambino” del XVI secolo collocata in una nicchia sull'altare maggiore e dipinti del XVII secolo quali “San Carlo Borromeo” di Giovan Paolo Mausonio, “Purgatorio” di Bernardino Ciferri, “Santa Brigida” di Vincenzo Damini. Le Feste e le tradizioni nel paese di Sant'Eusanio Forconese (Aq) Dal 2011 è stata ripresa la tradizione della “Fiera delle forche”, che in passato si svolgeva il 9 luglio, giorno della ricorrenza della morte di S. Eusanio. La fiera nel passato si svolgeva nella piazza della Chiesa dalle quattro del mattino fino all'ora della prima messa. Durante tale cerimonia, veniva estratta dall'altare della cripta l'urna contenente le ossa del santo. Attualmente la fiera si svolge lungo la strada che costeggia la scuola fino al villaggio MAP. La fiera consisteva nel mettere in vendita attrezzi di uso contadino esclusivamente di legno o vimini fabbricati da contadini-artigiani. Attrezzi che in dialetto locale erano: “cajone”(sorta di gerla), “fhrcone”(forcone a due denti), “jute”(giogo), “ciuera” (sorta di portantina per letame o altro), “fascinell” (cestello per ricotta), “croll” (sostegno per conca), “capisterh” (tavola incavata per pasta fatta a mano) e manici di “serrecchie” (falcetto), “favhce” (falce), ecc... Attualmente la fiera consente la vendita di opere di artigianato e agricoltura locale. Durante la fiera è possibile mangiare piatti tipici della tradizione di Sant'Eusanio Forconese, come i gnocchetti con i fagioli e i 'maccarun' alla mul'ner'. In tempi recenti e per parecchi anni nel mese di luglio si festeggiava la “Sagra del coniglio” e occasionalmente la “Festa dell'emigrante” e la “Sagra dei maccarun' alla mul'ner'”; tradizioni che con l'andare del tempo si sono perse. Ora si festeggiano solo le seguenti solennità: 9 luglio – Festa religiosa. seconda domenica di maggio – Festa patronale, con banda musicale, “sparo” e la sera intrattenimento musicale e fuochi artificiali. prima domenica di agosto – Festa della Madonna del Castello con processione verso il Monte Cerro alla Chiesa a Lei dedicata e ritorno; poi sparo e la sera intrattenimento musicale e fuochi artificiali.
CAMPEGGI SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
Con valle dell'Aterno si identifica il tratto di valle, posta nella parte settentrionale della provincia dell'Aquila, in Abruzzo, percorsa dal fiume Aterno che va dalla sorgente, localizzata nel massiccio dei Monti della Laga nel territorio di Montereale (AQ), all'immissione nel fiume Pescara nei pressi di Popoli (PE). Descrizione della valle dell'Aterno: Incastonata tra i Monti dell'Alto Aterno a nord, il Gran Sasso a est, il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno e il Monte Sirente a ovest, tra il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed il Parco regionale naturale del Sirente - Velino, la vallata rappresenta il principale collegamento tra la conca aquilana e quella peligna e può essere ulteriormente suddivisa in tre aree ben distinte: l'Alto Aterno (700-900 m s.l.m. circa nei pressi di Aringo), territorio morfologicamente complesso ad un'altitudine media elevata, tra Montereale e Pizzoli, la conca pianeggiante nell'intorno dell'Aquila (Conca Aquilana, 700 m s.l.m. circa) e la gola (cosiddetta valle Subequana) tra Villa Sant'Angelo e Molina Aterno (500-600 m s.l.m. circa). La valle dell'Aterno inoltre lambisce la già citata conca peligna che si estende a sud di Raiano dopo aver attraversato le suggestive Gole di San Venanzio. Nel tratto centrale, costituisce inoltre la separazione orografica tra il massiccio del Gran Sasso d'Italia, a nord-est dell'Aterno, e quello del Velino-Sirente, a sud-ovest. Prima dell'ultimo tratto nella Valle Subequana si collega marginalmente a sud-est con i limiti nord-occidentali dell'Altopiano di Navelli. I centri urbani situati lungo la valle dell'Aterno sono, nell'ordine: Montereale, Capitignano, San Giovanni (frazione di Cagnano Amiterno), Barete, Pizzoli, L'Aquila (con le frazioni di Coppito, Monticchio e Onna), Sant'Eusanio Forconese, Villa Sant'Angelo, Fagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Acciano, Molina Aterno e Raiano. Le principali infrastrutture stradali sono la S.S. 260 nell'Alto Aterno, la S.S. 80 e la S.S. 17 in corrispondenza del capoluogo abruzzese e la S.S. 261 nella valle Subequana; tra L'Aquila e Raiano, la valle è inoltre attraversata dalla ferrovia Terni-Sulmona che costituisce anche un'importante risorsa turistica per il comprensorio. La storia della valle dell'Aterno. Periodo romano: I popoli originari erano i Vestini, Sabini e Peligni, che dal IX secolo a.C. dominarono la valle dalla città di Amiternum (L'Aquila), fino alla conquista romana del II secolo a.C.. La valle era molto proficua e lo dimostra la ricchezza della città amiternina, che commerciava con il resto dell'Italia mediante i tratturi. Epoca medievale: Nel IX secolo d.C. la città di Amiternum perde la sua importanza e incominciano le prime invasioni Longobarde e Normanne. Si manifestano anche le prime forme di arte cristiana, e il culto di martiri locali come Vittorino di Amiterno e Massimo d'Aveia (Fossa). Alcuni esempi sono la chiesa di San Michele Arcangelo a San Vittorino di L'Aquila e la vecchia cattedrale di San Massimo di Forcona (Civita di Bagno). Incomincia anche l'opera di incastellamento, con la costruzione delle cittadelle sopra i cucuzzoli montuosi per dominare meglio la valle dell'Aterno. Esempi sono il Castello di Ocre, la Torre circolare di Fossa, il Castello di Sant'Eusanio Forconese e il borgo fortificato di Castello Fagnano Alto. Anche Tione si fornisce di un castello, di cui oggi resta la torre civica. L'economia nella valle dell'Aterno si basava prevalentemente sul commercio di bestiame e di pecore presso il Tratturo L'Aquila-Foggia. Nel 1254 i 99 borghi della valle dell'Aterno fondano la nuova città di L'Aquila. Ciò nel 1423 costerà la distruzione di molti di questi, nella famosa Guerra dell'Aquila. Essendo la città legata agli Angioini, nella guerra tra questa famiglia e quella emergente degli Aragonesi, costerà all'Abruzzo l'assedio di Braccio da Montone. Durante il Regno di Sicilia e il Regno di Napoli, ovvero dal XIII al XIX secolo, il territorio era compreso nell'Abruzzo Ulteriore dopo la suddivisione del Giustizierato d'Abruzzo, mentre nell'XIX secolo fu compreso nell'Abruzzo Ultra II (Distretto di Aquila). I terremoti nella valle dell'Aterno: Posta sopra un sistema di faglie, la valle è stata spesso scossa da gravi terremoti, come il terremoto dell'Aquila del 1461, quello gravissimo del 1703 e gli ultimi del 2009 e del 2016. Luoghi d'interesse nella valle dell'Aterno. L'Aquila: Centro storico di L'Aquila, Duomo dell'Aquila, Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Basilica di San Bernardino, Città romana di Amiternum, Forte spagnolo, Fontana delle 99 cannelle, Mura dell'Aquila. Altri monumenti nella valle dell'Aterno: Eremo di San Venanzio (Raiano), Chiesa di Santa Maria del Ponte (Tione degli Abruzzi), Castello circolare di Fagnano Alto, Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa), Necropoli di Fossa, Castello di Ocre, Monastero di Santo Spirito di Ocre, Castello di Sant'Eusanio Forconese, Castello Dragonetti di Pizzoli, Centro storico di Paganica, Santuario della Madonna d'Appari (Paganica), Abbazia di San Giovanni Battista (Lucoli), Borgo medievale di Beffi (Acciano).
VILLAGGI TURISTICI SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
Il castello di Sant'Eusanio Forconese sorge sul monte Cerro nel comune di Sant'Eusanio Forconese, in provincia dell'Aquila. La Storia del castello: La struttura della costruzione è quella del castello-recinto, destinato a fornire riparo alla popolazione in caso di pericolo. La presenza all'interno di una cisterna d'acqua potabile, però, fa pensare ad una struttura in grado di fornire ricovero anche per lunghi periodi, al contrario di altri castelli-recinto della zona. La sua posizione al centro della valle tra il castello di Ocre da un lato ed il castello di San Pio delle Camere e di Barisciano dall'altro lo rendevano un componente strategico nella difesa della città dell'Aquila. Architettura del castello di Sant'Eusanio Forconese: Il recinto è quadrangolare con mura che connettono cinque torri semicircolari, di diametro interno tra i tre ed i cinque metri, e quattro torri a pianta quadrata, con funzione di rompitratta. Le mura hanno uno spessore di circa un metro ed un'altezza variabile da cinque a sette metri. Sul fianco occidentale del recinto, privo di difese naturali, il castello è difeso da un fossato. L'ingresso è costituito da una porta ogivale addossata ad una torre quadrata alla quale è stata addossata la chiesa della Madonna del Castello, della quale si celebra la festa la prima domenica di agosto. Questa chiesa venne costruita costruita all'interno del recinto nel XVII-XVIII secolo, quando il castello perse la sua funzione difensiva. Il Gruppo Montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno è una breve dorsale montuosa interna dell'Appennino centrale situata in Abruzzo in provincia dell'Aquila. Fa parte della catena del Sirente-Velino e ricade in parte all'interno dell'omonimo parco regionale naturale del Sirente-Velino. Descrizione del Gruppo Montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno: Esso è mediamente disposto da nord-ovest verso sud-est, parallelamente a molte altre dorsali appenniniche come quella limitrofa di Monte Orsello, e sovrasta la valle dell'Aterno in corrispondenza del capoluogo abruzzese L'Aquila e della parte bassa della conca aquilana. Interessa il territorio del comune dell'Aquila con le frazioni (ex comuni) di Bagno e Roio e i comuni di Lucoli, Ocre e Rocca di Cambio. Con una lunghezza di circa 16 km ed una larghezza massima di circa 7 km, dal punto di vista geomorfologico e geografico separa la conca aquilana e la piana di Roio dalla vallata di Lucoli e la piana Campo Felice. Raggiunge la quota altimetrica più elevata con il Monte Ocre (2204 m) seguito da Monte Cagno (2156 m) posto sulla stessa cresta montuosa a sud-est, i Monti di Bagno (2077 m) e Monte Cefalone (2145 m), mentre l'intera dorsale prende origine e consta di altre cime minori come il Colle Cerasitto (1760 m) e il suo gemello Monte Le Quàrtora (1783 m) in direzione nord-ovest posti nel territorio di Bagno; ai prodromi nord-occidentali è posto Monte Luco, nel territorio di Roio. La naturale prosecuzione geomorfologica verso sud-est della dorsale è di fatto il gruppo Sirente-Velino interrotto dall'altopiano delle Rocche nel mezzo e, verso l'interno, la cresta del Serralunga, Monte Rotondo e Monte Magnola. L'aspetto tipico di questa dorsale è l'essere totalmente priva di vegetazione nel versante sud-ovest e quasi del tutto spoglia anche nel versante nord-est a maggior dislivello. La cima si raggiunge abbastanza facilmente da Campo Felice e Rocca di Cambio oppure salendo progressivamente dalla vallata di Lucoli o da Roio; da essa si può godere di una panoramica completa della conca aquilana con il sottostante capoluogo abruzzese, delle vicine cime del Monte Velino, delleMontagne della Duchessa, del Monte Sirente nonché dell'intera catena del Gran Sasso d'Italia, i Monti della Laga a nord fino ai Monti Sibillini con il Monte Vettore e il Terminillo.
AFFITTACAMERE SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
Il territorio di Sant'Eusanio Forconese. «Chi, partendo dalla stazione ferroviaria dell’Aquila degli Abruzzi, scende in quella non lontana di San Demetrio ne’ Vestini, vede a destra una comoda strada carrozzabile, che prima si stende diritta in mezzo ad ubertosi campi irrigati dalle limpide acque dell’Aterno, e poi mollemente serpeggia fra ricchi vigneti per un dolce declivio, alla cui sommità siede il così piccolo come grazioso villaggio di Sant’Eusanio Forconese.» Domenico Grottini. Il comune di Sant’Eusanio Forconese in provincia di L’Aquila si trova nella media valle dell’Aterno a circa 18 Km di distanza del capoluogo in direzione sud-est. Ha una superficie di 7,97 Km2 con un’altezza sul livello del mare di 591m. La temperatura minima dei mesi invernali è di circa -16°, mentre la media estiva si mantiene intorno ai 22° C cioè come quella delle migliori stazioni climatiche. Il comune di Sant’Eusanio Forconese si compone di due centri abitati: Sant’Eusanio Forconese e Casentino. Il centro principale è Sant’Eusanio Forconese, sede della gran parte dei servizi offerti alla popolazione. Esso è situato alle pendici di Monte Cerro. Casentino, il cui nucleo abitativo ha la caratteristica forma semicircolare da cui il simpatico epiteto dialettale “Casentino fatt’ a serrecchia” (Casentino fatto a forma di falcetto), si inerpica lungo una costa boscosa che si staglia sullo sfondo imponente di Monte Cagno. Sulla parete si scorgono rovine di un’antica strutture di avvistamento detta “Muro Murato”, in diretto collegamento visivo con il monastero di Santo Spirito (forse ex fortilizio italico, oggi comune di Ocre) da una parte e con Barili (attuale Villa Sant’Angelo) dall’altra. Alla bottega di questo misterioso “Sebastiano” sono ancora da collegare i frammenti di affreschi della cripta raffiguranti gli Evangelisti Marco e Luca e Santo Stefano. Una bella Madonna del Rosario sull’altare di destra è opera di Giulio Cesare Bedeschini, pittore rilevante del primo Seicento aquilano. Sopra la porta di ingresso campeggia il bell’organo barocco firmato da Adriano Fedri (1772), organaro di fama i cui capolavori ornano le chiese di molti centri abruzzesi come Loreto Aprutino o Atri. Lo stemma araldico del comune di Sant'Eusanio Forconese. Lo stemma del comune di Sant'Eusanio Forconese è l’unione tra i due antichi stemmi di S.Eusanio e di Casentino: uno scudo tagliato verticalmente; nella metà sinistra a sfondo blu è posta l’effigie del santo (S.Eusanio); la parte destra, divisa a metà orizzontalmente, contiene nella parte superiore una stella dorata su sfondo verde, mentre nella parte inferiore è sistemato il barile su sfondo rosso, simboli questi della baronia di Barile che comprendeva le ville di Casentino, Terranera, Fonteavignone, Tussillo e Stiffe dal 1272. Tale stemma è stato adottato nel 1998 su proposta dell’allora sindaco ing. Mahmoud (Mimmo) Srour. Le chiese di Sant'Eusanio Forconse. Innanzitutto va specificato che nel comune di Sant’Eusanio Forconese vi sono due parrocchie che si dividono il territorio in perfetta coincidenza con la suddivisione amministrativa, l’una, quella di Sant’Eusanio Martire in Sant’Eusanio Forconese, l’altra, di S. Giovanni Evangelista in Casentino. Per entrambe le parrocchie è presente un solo parroco Can. Wieslaw Dabrowski insediatosi nel mese di dicembre 2007. Nel comune si possono evidenziare quattro luoghi di culto: la Basilica di Sant’Eusanio Martire, chiesa parrocchiale in cui si svolge la gran parte delle celebrazioni; la Chiesa della Madonna Sotterra, situata nei pressi del cimitero ed utilizzata solo nel mese di novembre ed in altre rare occasioni; la Chiesa della Madonna del Castello, sulla cima di Monte Cerro in cui viene celebrata la S. Messa nel mese di Agosto in onore della Madonna del Castello che si festeggia, appunto, la prima domenica di Agosto (cfr. paragrafo 4.7.3 Feste); la Chiesa di San Giovanni Evangelista in Casentino, ricca di pregevoli tele e di una cinquecentesca statua in terracotta della Madonna adorante il Bambino. Da sempre il Santo è presente nello stemma del comune cfr. APPENDICE pag. 52. La chiesa della Madonna della Pietà, posta all’ingresso est del paese di Sant’Eusanio Forconese e attualmente sconsacrata ed utilizzata per manifestazioni di vario genere (concerti, conferenze, incontri, ecc.).
BED & BREAKFAST SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
BED & BREAKFAST FORCONENSIS
Via Del Colle, 6 - 67020 Sant'Eusanio Forconese (Aq)
tel. 0862 810232 / 0862 811212 - fax 0862 811212
CASE PER VACANZA SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
Le origini del paese di Sant'Eusanio Forconese. La Media Valle dell’Aterno individua un’area omogenea, dalle caratteristiche geografiche ed antropologiche coerenti, all’interno della quale il medio corso del fiume Aterno ha rappresentato nel tempo un luogo di aggregazione e comunicazione. In epoca preromana la Valle dell’Aterno è occupata dai Vestini e in parte dai Sabini, popolazioni italiche di ceppo osco-umbro appartenenti al sottogruppo sabellico. Il confine tra i territori dei due insediamenti è individuabile a ovest del fiume Aterno tra le alture di Pianola e il monte San Franco. A loro volta i Vestini erano suddivisi dalla barriera del Gran Sasso (denominato Fiscellus Mons) in Transmontani (appartenenti alla zona che si apriva sul mare Adriatico) e Cismontani (della zona più interna). La Media Valle dell’Aterno è pertanto inquadrabile nell’area cismontana del territorio vestino; se inizialmente la popolazione non si concentrava in grossi centri ma si distribuiva nel territorio in piccoli villaggi (vici) organizzati amministrativamente in pagi (all’interno di veri Stati repubblicani dei Vestini, detti toutas), con l’inglobamento nello stato romano - avvenuto intorno al 290 a.C. - si svilupparono alcune città tra cui Furcona, Peltuinum e Aveia (l’attuale Fossa). Rispetto agli insediamenti vestini, Roma avvierà un lento processo di omologazione tale da evitarne la partecipazione alla guerra sociale del 92-90 a.C. (sostenuta al contrario da Peligni e Marsi), e nel 27 a.C. l’intera area sarà inserita nella IV Regione d’Italia. In epoca romana il centro abitato di Sant’Eusanio, di origini certamente precedenti, prese il nome di Cinque Ville dai cinque piccoli agglomerati urbani che ne componevano il territorio. Per quanto riguarda Aveia, centro più importante della zona, l’area di ubicazione della città, insignita del titolo di civitas, è individuabile a valle dell’attuale Fossa. Divenuta dapprima praefectura, fino al III secolo, poi municipium, la decadenza di Aveia avviene attorno al IV secolo, sia per lo spostamento verso la costa degli interessi di Roma, sia per i frequenti straripamenti dell’Aterno che portavano all’impaludamento della valle. Nel VI secolo inoltre il territorio subì le invasione longobarde che causarono un progressivo spopolamento. Aveia continuerà a indicare il nome della diocesi. A questa prima denominazione succederà ben presto quella di Forcona, insediamento vicino ad Aveia (Furcona) e forse di sua pertinenza come luogo residenziale (si è ipotizzato vi fossero balnea di Aveia, a conferma della denominazione attuale di Civita di Bagno). La storia dei secoli successivi è pertanto anche la storia della Diocesi di Forcona, città citata nel 576 da Paolo Diacono come unica città importante nel territorio vestino; il primo vescovo di cui abbiamo notizia è “Florus exigus Episcopus sancte Furconensis Ecclesiae”, presente nel 680 al Concilio Ecumenico di Costantinopoli sotto papa Agatone (solo nel 936 si avrà la citazione, nel Chronicon Farfense, del nome della cattedrale di Forcona come “episcopium Sancti Maximi”). Nel corso del VI secolo avviene l’occupazione longobarda, con l’inglobamento di quest’area nel Ducato di Spoleto, e la creazione di sette Gastaldati tra cui quello di Forcona. La conquista della regione ad opera di Ariulfo aveva peraltro provocato la distruzione di alcune città i cui abitanti si erano trovati costretti a rifugiarsi sulle montagne circostanti. Nel 962 Ottone I di Sassonia, venuto in Italia, ottenuta da Giovanni XII la dignità imperiale, aveva aggiunto alle precedenti donazioni di Pipino e Carlo Magno i Contadi di Amitemum e Forcona tra i territori di pertinenza papale. Questa donazione sarà impugnata da Federico II di Svevia il quale, a seguito della seconda scomunica del 1239 da parte di papa Gregorio IX, tenderà all’eliminazione delle città di Amiterno e di Forcona quali simboli della sovranità papale: secondo l’ipotesi del Franchi, è questa una delle ragioni della fondazione, iniziata nel 1245, della città dell’Aquila, la quale avrebbe dovuto riunire a sé le terre e i castelli circostanti. Il cronista Buccio di Ranallo intende invece la data di fondazione dell’Aquila (1254) in concomitanza con il trasferimento della sede della diocesi di Forcona (1257), avvenuta per Bolla di Alessandro IV sotto il vescovato di Bernardo da Padula che fu l’ultimo vescovo di Forcona e il primo dell’Aquila. L’Aquila verrà distrutta da Manfredi nel 1258 e sarà il nuovo dominatore Carlo I d’Angiò che, appena sconfitto Manfredi nella battaglia di Benevento (1266), ne favorirà la ricostruzione. È in questo contesto che il ruolo dei castelli della Valle dell’Aterno si rivela determinante nella costruzione della nuova città, poiché la sua suddivisione in “locali” prevede l’occupazione degli abitanti dei castelli a patto che questi ultimi vengano soppressi. Sarà questa la sorte di molti, ad eccezione di alcuni, come il castello di Ocre, risparmiato perché ritenuto fondamentale nella strategia difensiva. Nel contesto storico-politico dell’incastellamento si affermano nuove signorie, come quella dei Barile, intorno al 1180: nata in seno longobardo come “cognominazione” dalla terra posseduta, controllava i territori dell’attuale comune di Villa Sant’Angelo con la frazione di Tussillo, di Casentino (attuale frazione del comune di Sant’Eusanio Forconese) e di Fontavignone (attuale frazione del comune di Rocca di Mezzo). Prove dell’esistenza del castello dei Barile sono rintracciabili nel Diploma di Carlo II d’Angiò del 1294 dove sono altresì menzionate Ocre, Fossa, Sant’Eusanio, Barile con le Ville (Bariles cum villis), Stiffe (Stiffia) e la Terra Sinitiensis che comprendeva San Demetrio, Linizzo e Prata. La famiglia dei Barile si sposterà gradualmente a Napoli e verso la fine del Quattrocento estinguerà la sua presenza in Abruzzo, mentre il castello sarà sottomesso alla giurisdizione aquilana. In questa fase, il castello di Sant’Eusanio, grazie alla particolare ubicazione del Monte Cerro nel mezzo della valle, fungeva da valido appoggio per il castello di Ocre - principale avamposto della città dell’Aquila -, moltiplicando i collegamenti ottici con i borghi fortificati sul versante orientale della stessa valle (Petogna, Poggio Picenze, Barsciano, ecc.).
APPARTAMENTI PER VACANZA SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
Le origini del paese di Sant'Eusanio Forconese.  Nel quadro di un secolare rapporto conflittuale tra la città di L’Aquila e il Contado, si inseriscono inoltre alcuni provvedimenti, durante il Viceregno Spagnolo, che tesero a escludere la città dal controllo del territorio, come il provvedimento del 1529 che stabiliva l’estromissione di L’Aquila dalla riscossione delle imposte dalle varie terre, le quali sarebbero state concesse in feudo a capitani spagnoli: in particolare Sant’Eusanio Forconese andrà a Martin Montanyes insieme a Villa Sant’Angelo e Casentino, Tussillo a Rodrigo Penyalosa, Fossa e Fontavignone a Diego Perez. Ma questo controllo militare durerà poco, in quanto la Corona spagnola si trovò costretta a rivendere i feudi a beneficiari individuati tra la nobiltà aquilana e romana. Con l’occupazione napoleonica i vari borghi, abolita la feudalità, vengono inseriti nel Circondario di San Demetrio, e col ritorno della Corona borbonica nel 1814 questa struttura amministrativa resterà e San Demetrio sarà trasformato in Comune. Con l’Unificazione italiana ogni comune avrà la sua autonomia, fatta salva la parentesi fascista in cui essi saranno riaccorpati a San Demetrio (fino al 1954). Le origini del paese di Sant'Eusanio Forconese. La storia di Sant’Eusanio, così come quella di altri paesi della Media Valle dell’Aterno, non può però esaurirsi con le vicende sociali e politiche; uno spazio di rilievo merita l’aspetto religioso che permea la vita di questi centri e lascia tracce visibili anche nell’architettura. In particolare, per quanto riguarda Sant’Eusanio, è il toponimo stesso (di evidente origine agionimica cui si aggiunse la specificazione Forconese - dal nome di Forcona - con R. D. 21.IV.1863 n. 1273) a sottolineare il marchio profondo lasciato dal Martire giunto ad evangelizzare queste terre nei primi secoli del Cristianesimo (V-VI). Nel 1061 avrà inizio la dominazione normanna e la diocesi di Forcona terminerà di appartenere al ducato di Spoleto. A Sant’Eusanio viene assegnata la zona circostante Piazza San Marco, dove attualmente si trova un vicolo denominato appunto “Vico Sant’Eusanio”. Esso stabiliva di tassare non più i castelli che dipendevano dall’Aquila, ma la città, la quale si sarebbe rivalsa sui suoi feudi. Si tratta di un “castello-recinto”, costruito nell’invaso di una dolina carsica, sulla sommità del Monte Cerro, circondato da un perimetro quadrangolare di mura che connettono quattro torri di diversa tipologia, a pianta rettangolare o quadrata. Oltre la cinta muraria sporge il volume di una piccola Chiesa dedicata alla Madonna detta appunto “del Castello” di cui si celebra la festa ogni anno nella prima domenica di agosto. All’interno si trova una cisterna, dove tuttora affiora dell’acqua potabile, il che fa pensare che il castello fosse abitabile anche per lunghi periodi. Tuttavia esso non doveva essere abitato stabilmente, almeno agli inizi del XVI secolo, ma usato solo per ragioni difensive. Principalmente ai Colonna che possedettero tutti questi territori, per poi passarli tra Sei e Settecento ai Barberini che furono Signori di Sant’Eusanio dal 1663. E. Santangelo, Castelli e tesori d’arte della Media Valle dell’Aterno, Pescara, Carsa Edizioni. 2002, pp.11-15, 130-137.  E. Giammarco, Grammatica delle parlate d’Abruzzo e Molise, Pescara, Istituto Artigianelli Abruzzesi. e G. Gasca Queirazza - C. Marcato - G. B. Pellegrini - G. Petrocco Sicardi - A. Rossebastiano, Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, 1990.
CASE PER LE FERIE SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
Sant'Eusanio Forconese e il suo Santo Sant’Eusanio. Secondo la tradizione Eusanio, nato a Siponto (oggi Manfredonia, in Puglia) nella prima metà del III secolo, sin da giovane predicava la parola di Dio alle popolazioni di Puglia. Ordinato sacerdote, si sarebbe poi ritirato per sette anni in un eremo sul Monte Gargano. I suoi concittadini, testimoni di un prodigioso miracolo (egli aveva risuscitato Diocleziano, figlio di una ricca vedova, generosa verso i poveri), lo sollecitarono ad accettare l’episcopato della sua città natale, ma egli umilmente rifiutò, ritenendosi indegno. Per questo motivo, si allontanò da Siponto con il fratello Teodoro, con Diocleziano e con i suoi discepoli, e verso il 293 si recò nel territorio di Rieti e di Valva, predicando il Vangelo e operando miracoli. Giunse poi a Cinque Ville (attualmente Sant’Eusanio) presso Aveia (Fossa) in territorio forconese (ora aquilano), dove esisteva una chiesa dedicata alla Vergine Maria chiamata “Madonna delle Cinque Ville” (oggi “Madonna Sotterra”). Due donne, Gratola e Teodosia, che qui abitavano coltivando il campo adiacente alla chiesa, ospitarono per qualche giorno Eusanio e i suoi discepoli. Successivamente essi si diressero verso il monte Offidio presso l’odierna Bazzano, ritornarono a Rieti e si avviarono pellegrini verso Roma per venerare le tombe dei santi Apostoli Pietro e Paolo. In seguito ad una visione, i due fratelli si separarono: Teodoro si diresse a Gaeta, Eusanio e Diocleziano rientrarono nel territorio forconese, presso la chiesa della Madonna a Cinque Ville e si dedicarono all’evangelizzazione dei pagani. Il governatore di Aveia, Prisco, informato dei miracoli e delle conversioni compiute da Eusanio, lo fece arrestare e flagellare, ma durante la notte fu miracolosamente liberato dalla prigione. Nuovamente arrestato e riportato ad Aveia, fu percosso, perché adorasse Giove e rinnegasse il cristianesimo. Eusanio non cedette, anzi, dopo una preghiera, frantumò l’idolo di Giove. Infuriato, Prisco lo fece riportare in carcere e ordinò che si preparassero orribili tormenti. Ma nella notte, l’angelo del Signore, per la seconda volta, lo sciolse dai lacci e gli profetizzò che il giorno seguente Prisco sarebbe stato rapito dai demoni; sua moglie Trifonia con i figli Quirillo ed Eleuteria e il popolo si sarebbero convertiti: tutto si realizzò perfettamente. Prisco, preso da quattro demoni e portato sulla cima del monte, non ricomparve più; la moglie e i figli liberarono il santo, gli chiesero perdono e furono battezzati con trecento persone. Eusanio visse ancora un anno, convertendo tutto il popolo di Aveia e compiendo vari prodigi. Ammalatosi, il 9 luglio dell'anno 300 morì e fu sepolto nella chiesa della Vergine Maria a Cinque Ville sotto l’altare maggiore. Dopo dieci anni, il re Gersone, amico di Prisco, discese dal castello di monte Cerro, distrusse la chiesa della Madonna, catturò Diocleziano, Teodosia e Gratola, ordinò che, con pietre legate al collo, fossero precipitati dal monte Cerro: così essi subirono il martirio. Dopo undici mesi e venticinque giorni, il popolo di Siponto e di altre città vennero per riprendere il corpo del santo, previo un generoso pagamento in oro, argento e vestiti. Ma gli abitanti del paese dove egli era sepolto si opposero, e dopo tre giorni lo stesso santo, apparendo ai vescovi presenti, richiese loro che il suo corpo rimanesse in territorio forconese e che tutti i donativi fossero destinati alla costruzione di una basilica vicinissima al luogo ove giaceva il suo sepolcro: tutti eseguirono volentieri i desideri del santo. È difficile stabilire il periodo in cui è vissuto Eusanio. Non pare probabile collocarlo alla fine del III secolo, al tempo dell’imperatore Massimiano, come affermerebbe tradizione; pare più verosimile considerare Eusanio come un missionario itinerante, che nel corso del V o VI secolo evangelizzò le campagne dell’antica provincia Valeria, soprattutto nell'area abitata dai Vestini (nel territorio dell’attuale L’Aquila). Dopo la sua morte egli fu venerato come santo sia nei luoghi ove aveva peregrinato da vivo, sia soprattutto ove si trovava il suo sepolcro, nell’odierno Sant’Eusanio Forconese. Secondo la tradizione, il corpo di Sant’Eusanio sarebbe stato sepolto appunto sotto l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria di Cinque Ville, poi, intorno al primo decennio del IV secolo sarebbe stata edificata una basilica in suo onore e ivi ne furono trasportate le reliquie. Però a causa delle persecuzioni, la basilica sarebbe stata abbattuta e poi, dopo la libertà religiosa accordata da Costantino nel 313, sarebbe stata riedificata. In realtà forse è storicamente più probabile che, pur essendovi un primitivo edificio chiesastico (nel quale fu sepolto originariamente il santo), la basilica sia stata costruita verso il VII secolo: il corpo di Sant’Eusanio sarebbe stato riposto nella cripta. Alla primitiva chiesa sarebbe stata addossata una badia di monaci Basiliani e, dopo la loro scomparsa, questa sarebbe passata sotto il dominio del celebre monastero di Farfa. Dopo lo sperperamento dei beni posseduti dall’abbazia di Farfa entro i confini della diocesi di Forcona, i vescovi forconesi rivendicarono per sé i possessi della chiesa di Sant’Eusanio, adducendo un discusso Diploma di Ottone il Grande, che nel 956 avrebbe donati i numerosi beni al vescovo forconese Ceso. Il 7 novembre del 1198 il vescovo Odorisio dà nuovo impulso al culto di Sant’Eusanio, ricostruendo la basilica e dedicandola appunto a questo santo (mentre precedentemente questa era chiamata di San Pietro) e riponendone il corpo in un’ampia cripta. La struttura di questa basilica nel suo impianto originario è stata conservata lungo i secoli, nonostante i successivi restauri. La chiesa fu distrutta nel terremoto del 27 novembre 1461 e poi ricostruita nel 1468 per ordine del vescovo Amico Agnifili.
COUNTRY HOUSE SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
Le leggende di Sant'Eusanio Forconese. Nel paese sono principalmente due le leggende che si narrano: una riguarda il santo patrono Sant’Eusanio e l’altra Monte Cerro. Sant’Eusanio, come si evince anche dalla storia, non è un nato nel paese ma era di origini pugliesi. Stabilitosi a Sant’Eusanio Forconese per evangelizzare i pagani, morì il 9 luglio del 300 e fu sepolto nella chiesa della Vergine Maria a Cinque Ville (attuale Madonna Sotterra) sotto l’altare maggiore. Proprio a proposito delle sue ossa si narra che, alcuni anni dopo la morte del Santo, queste furono rivendicate dagli abitanti del suo luogo natio, i quali si recarono a Cinque Ville (nome originario di Sant’Eusanio Forconese) su un carro trainato da due buoi. Giunti davanti alla basilica edificata in onore del santo, gli stessi caricarono le ossa sul carro ma i buoi si inginocchiarono e si rifiutarono di ripartire così le ossa rimasero, e lo sono tutt’ora, custodite nella cripta della basilica (vedi foto in appendice n.24 e n.25). A ricordo di questo episodio, furono scolpiti due buoi sul portale della chiesa. In alcune guide turistiche e libri d’arte si fa cenno alla presenza, nella basilica ed in particolare nella cripta, di pietra con un buco nel centro che avrebbe il potere di alleviare o addirittura togliere il mal di testa. Quale sia questa pietra non è ben chiaro ma sembra possa trattarsi di una pietra rettangolare con un arco nel mezzo che originariamente costituiva il blocco centrale di un altare maggiore (il foro sarebbe pertanto l’apertura del tabernacolo) e che nel 2005 è stata utilizzata per realizzare il nuovo altare centrale della basilica. La particolare forma arrotondata di Monte Cerro, così dissimile dalle aspre montagne circostanti e la sua posizione strategica che, nonostante le modeste dimensioni, lo rende visibile sia dal Gran Sasso che da Monte Ocre, hanno dato vita ad una bella leggenda sulla sua formazione. Si racconta, infatti, che in origine fosse un immenso mucchio di grano di proprietà di un ricco signore del passato. L’annata quell’anno era stata particolarmente buona e il riccone si beava davanti alla vista del suo monte di grano. Al fortunato possidente si presentò un mendicante vestito miseramente a chiedere un po’ di carità, ma il signore, attaccato avidamente alle sue ricchezze, si rifiutò. Il mendicante non era altro che Gesù sotto mentite spoglie, il quale per  punire l’egoismo del ricco trasformò il grano in sassi. A testimonianza di ciò si dice che «Sopra ci sta ancora u mezzitt’’ retrattate!». (Sopra c’è ancora il mezzetto ritratto). U mezzitt’ era un contenitore cilindrico in legno, di grandezza standard, utilizzato come unità di misura per il grano. I proprietari terrieri chiedevano ai nostri contadini il pagamento degli affitti in natura, e secondo l’accordo u mezzitt’ poteva essere colmo o raso. Se era raso, sopra al contenitore veniva passato un matterello, se era colmo il recipiente doveva essere riempito al massimo della sua capacità di contenimento. Le feste a Sant'Eusanio Forconese. Le feste sono: La seconda domenica di maggio “festa in onore di Sant’Eusanio Martire” con la caratteristica processione perle vie del paese. Il 9 luglio sempre in onore di Sant’ Eusanio Martire una festa rigorosamente religiosa per ricordare l’anniversario della sua morte. La prima domenica di agosto: festa in onore della SS. Madonna del Castello dove la statua, custodita per tutto l’anno nella basilica di Sant’Eusanio Martire, viene portata in processione fino alla piccola chiesetta della Madonna del Castello situata su Monte Cerro. Il 5 Agosto: festa della Madonna della Neve che si svolge presso la frazione di Casentino. Il paese di Sant'Eusanio Forconese si trova a 591 m. s.l.m. Piccolo e suggestivo borgo di circa 450 abitanti (popolazione comunale), situato nella valle del vicino fiume Aterno ed immerso in un grandioso scenario naturale. Sulla sommità del colle che domina Sant'Eusanio Forconese (591 m. s.l.m.) fu edificato, probabilmente tra il XII e il XIII secolo, il Recinto fortificato o castello, con l'annessa chiesa della Madonna del Castello, che è ben visibile anche a parecchi chilometri di distanza. Sulla piazza principale del piccolo centro dell'aquilano si trova, unitamente ad una bella fontana ottocentesca ed al seicentesco Palazzo Barberini, la stupenda Basilica di Sant'Eusanio (XII sec.), che mostra pregevoli affreschi dei secoli XV e XVI e una bellissima cripta (XII sec.) a sette navatelle e triabsidata. Le numerose colonne che supportano la cripta hanno la particolarità di essere tutte disuguali. Sopra la porta di ingresso campeggia un pregevole organo barocco (1772), opera del celebre organaro Adriano Fedri di Atri (1719-1797). Da visitare la vicina e suggestiva frazione di Casentino, immersa in una lussureggiante vegetazione. La chiesa di Sant'Eusanio: La chiesa, riedificata nel 1198 sul sito di una più antica basilica della quale si sono riutilizzati alcuni frammenti, mostra evidenti tracce di successive trasformazioni. E' ancora riconoscibile l'originario impianto, a tre navate con tre absidi semicircolari e il presbiterio sopraelevato; dopo il terremoto del 1461 si resero necessari alcuni rifacimenti che interessarono in particolare la facciata, più tarda rispetto all'impianto del XII secolo, e rielaborata nel XV con elementi preesistenti, quali gli archetti pensili del coronamento e parti del portale. Successivamente l'interno venne trasformato in forme barocche. La sottostante ampia cripta, a sette navatelle e triabsidata, apparterrebbe all'impianto del XII secolo. Nel 1970 la chiesa fu oggetto di un intervento di restauro che all'esterno eliminò una costruzione addossata al fianco sinistro della chiesa, la cui originaria posizione all'interno di un recinto fortificato divenne nuovamente leggibile.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
Sant'Eusanio Forconese - Posto su una collina alle pendici del Monte Cerro, il piccolo comune aquilano di Sant'Eusanio Forconese, di origine medievale, è uno di quelli "miracolati" dove il terremoto non ha fatto registrare nessuna vittima. Poco più di 400 abitanti prima del terremoto e lo stesso numero, fortunatamente, dopo. Notevoli però, al tempo stesso, i danni agli edifici, tra i quali è stata particolarmente colpita la bellissima chiesa risalente al VIII secolo che custodisce nel suo interno le spoglie del Santo che dà il nome al borgo. A Sant'Eusanio la storia si ripete. Nel terremoto che colpì la zona nel Quattrocento, il comune fu interamente ricostruito, così come la chiesa, che anche adesso, in seguito al terremoto del 6 aprile 2009 necessita di un accurato restauro. Anche molte costruzioni antiche hanno ora bisogno di essere riportate all'antica bellezza, ma qualche famiglia è già tornata a vivere tra le proprie mura. "I piani di ricostruzione dovrebbero essere consegnati al massimo entro metà gennaio", assicura il sindaco Giovanni Berardinangelo. "Molto dipenderà dalle risorse economiche che verranno stanziate", afferma il primo cittadino che si augura un celere iter amministrativo e che si appella anche al coraggio e alla forza di volontà dei cittadini. Quante vittime e quali danni ha fatto il terremoto? Nel comune di Sant'Eusanio Forconese e nella frazione di Casentino non si sono avute vittime; tuttavia, i due centri storici hanno riportato gravi e ingenti danni con immobili privati e pubblici interamente danneggiati. Com'è stata risolta l'emergenza abitativa? Sono stati realizzati 107 moduli abitativi provvisori di cui 73 a Sant'Eusanio, consegnati il 14 gennaio 2010, e 34 a Casentino, consegnati il 22 dicembre. Per ricostituire il tessuto socio economico, l'amministrazione comunale ha riallocato a Sant'Eusanio Forconese l'ambulatorio medico e la farmacia in un immobile di proprietà del Comune e ha consentito, attraverso donazioni, la riapertura nelle immediate vicinanze del villaggio Map di un minimarket presente nel centro storico e l'apertura di un bar che prima del sisma non esisteva. A Casentino, inoltre, sempre grazie a donazioni, l'amministrazione comunale ha realizzato una chiesa con annesso centro ricreativo e un ambulatorio medico. Quali sono le condizioni della "zona rossa"? Potrà essere risolta a breve? A seguito dell'intensa ed estenuante attività di messa in sicurezza, si sta continuando la restrizione della cosiddetta "zona rossa" di Sant'Eusanio e Casentino per consentire la viabilità sugli assi viari principali; resta, tuttavia, il problema dell'inaccessibilità di alcune vie a causa di numerosi crolli e della presenza di cospicui quantitativi di macerie. Per quanto concerne gli immobili fuori dal centro storico e dalla zona rossa, sono già stati adottati provvedimenti di concessione di contributi per la riparazione degli immobili gravemente danneggiati dal sisma e classificati con esito "E". Al momento alcuni nuclei familiari sono già rientrati nelle loro abitazioni e stiamo facendo il possibile anche per gli altri. Tengo a precisare che l'amministrazione comunale ha deciso di non avvalersi della filiera Fintecna, Cines e Reluis per l'istruttoria di tali pratiche. A che punto è il piano di ricostruzione del Suo Comune? Abbiamo stipulato una convenzione con le università dell'Aquila e di Firenze per procedere con la velocità del caso all'adozione dei piani di ricostruzione che dovrebbero essere consegnati entro fine dicembre, al massimo metà gennaio. A oggi, qual è il problema più urgente da affrontare? Il problema più urgente da affrontare e risolvere è quello della rimozione delle macerie nei centri storici; questa operazione, infatti, è da ritenersi prodromica rispetto alla fase della ricostruzione. Cosa vorrebbe dire al commissario per la ricostruzione? Al commissario Chiodi rivolgo l'invito a coinvolgere sempre noi sindaci nell'adozione di tutte quelle decisioni che comportano inevitabilmente ripercussioni sui territori che amministriamo. Quanto ci vorrà per ricostruire il suo paese? È difficile da dire... Molto dipenderà dalle risorse economiche che verranno stanziate, ma anche dalla forza di volontà e dal coraggio dei cittadini che, sono certo, non mancheranno.
RIFUGI E BIVACCHI A SANT'EUSANIO FORCONESE (AQ)
La frazione di Casentino fa parte del comune di Sant'Eusanio Forconese, in provincia di L'Aquila, nella regione Abruzzo. La frazione o località di Casentino dista 1,60 chilometri dal medesimo comune di Sant'Eusanio Forconese di cui essa fa parte. Del comune di Sant'Eusanio Forconese fa parte anche la frazione di Case sparse che dista -- chilometri da Sant'Eusanio Forconese. La frazione o località di Casentino sorge a 601 metri sul livello del mare. Sant’Eusanio Forconese è un paese della provincia dell’Aquila situato lungo la vallata del fiume Aterno. Sulla sommità del Monte Cerro che sovrasta il paese si trovano, a m.591 s.l.m., i resti di un Castello-recinto medievale edificato probabilmente tra il XII ed il XIII secolo, in collegamento visivo con altri castelli della zona. Il perimetro murario, in parte ristrutturato da pochi anni, risulta collegato da 5 torrioni semicircolari e 4 quadrangolari, mentre il suo lato ovest, che non possiede protezione naturale, è scavato e difeso da un fosso parallelo alle mura. Probabilmente all’inizio del Settecento, quando il castello-recinto non ebbe più come funzione primaria la difesa del territorio, a ridosso delle sue mura venne costruita la Chiesa della Madonna del Castello. Questa ha facciata a coronamento orizzontale e su di essa si apre un semplice portale incorniciato in pietra sormontato da timpano. La copertura è a capanna ed in corrispondenza della parete posteriore si alza un piccolo campanile a vela per una sola campana. L’interno è ad aula unica. Per arrivarci da Teramo, da cui dista circa Km. 69: si percorre l’Autostrada dei Parchi in direzione L’Aquila, uscendo ad Aquila Est. Da qui si procede verso il Nucleo Industriale di Bazzano e poi per San Gregorio, dove si devia verso destra in direzione S.Demetrio ne’ Vestini. Lungo la strada si incontra sulla destra, dopo aver individuato su un’altura il castello-recinto, il bivio per Sant’Eusanio Forconese. Confini: torna l’arte a Sant’Eusanio Forconese. L’arte torna a riaccendere le luci della valle del Medio Aterno aquilano. Dopo il successo dello scorso anno, dal 28 al 30 luglio Confini (capitolo I) animerà per tre giorni il borgo di Sant’Eusanio Forconese, a 15 km da L’Aquila, con musica, teatro e laboratori, con l’ideazione e l’organizzazione di Animammersa, il patrocinio del Comune e del Consiglio regionale d’Abruzzo, novità introdotta quest’anno. Pensato per un pubblico eterogeneo, anche quest’anno le proposte artistiche rendono il programma fruibile e godibile da tutti. Nei primi due giorni del Festival, il palcoscenico di Confini sarà il meraviglioso castello sul Monte Cerro, la cui illuminazione è stata accesa, per la prima volta dopo il terremoto, proprio in occasione della prima edizione, la scorsa estate. Giovedì 28 sarà una “serata in romanesco”, con Trilussa e Pasolini, per ridere e riflettere, di e con Davis Tagliaferro. Il giorno seguente, il castello di Sant’Eusanio farà da cornice allo spettacolo canzone 45 giri – Quando credevamo ai miracoli, di e con Isabella Carloni. Il 30 luglio, infine, spazio alle espressioni giovanili alla piazzetta Lorena Lisi, dove si esibirà uno dei più conosciuti rapper italiani, Turi, assieme ad altri giovanissimi artisti del comprensorio. Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito. In tutti e tre i pomeriggi di “Confini”, sempre in piazzetta, ci saranno laboratori gratuiti di urban knitting, la decorazione delle strade attraverso l’arte dell’uncinetto. “Nell’immaginare Confini siamo partite da noi – affermano le organizzatrici – dalla nostra voglia di mantenere lo sguardo sullo stato dell’arte, sulla creatività pensata come un luogo aperto in continua evoluzione. Sul desiderio di fondere contemporaneità e tradizione. Elementi e stimoli che producono vibrazioni vitali, ci aiutano ad allargare la mente, ad aprirla. Spostano il confine della fantasia e ci fanno sentire vivi”.
Sant' Eusanio Martire a Furci, si festeggia il 9 luglio. Una passio leggendaria e molto recente la quale dipende da quella dei santi Fiorenzo e Felice e la ricalca, narra che Eusanio, presbitero della città di Siponto (odierna Manfredonia), per sfuggire all'onore dell'episcopato si recò come pellegrino a Roma. Durante il viaggio, sostò nei territori di Chieti, Valva, Furci, Amitemo, Antrodoco e Rieti. Ritornato nel territorio dei Vestini, si fermò ad Avea, svolgendovi un fecondo apostolato, ma il regolo del paese, Prisco, al tempo di Massimiano, lo fece incarcerare e tormentare; liberato, riprese la sua attività finché mori il 9 luglio e fu sepolto nella chiesa di S. Maria delle Monache, in località Quinque Vallae. Se questo fantastico racconto, che già il Ferrari giudicava degno di «censura», non ci dà alcuna notizia attendibile su Eusanio, vuole però dimostrare che il suo culto era diffuso nell'Abruzzo e nel Lazio ed ebbe come centro irradiatore la cittadina di S. Eusanio Forconese (l'antica Avea), dove appunto era il suo sepolcro. La passio, infatti, fu composta per spiegare e illustrare il culto di Eusanio nelle varie località ricordate e perciò, secondo il giudizio del Lanzoni, deve annoverarsi fra quegli scritti consacrati ai «santi itineranti da vivi, nei luoghi ove furono venerati dopo la morte». Probabilmente, Eusanio fu un martire locale del quale si perdette ben presto ogni notizia. Il più antico documento che attesta l'esistenza del culto di Eusanio è un decreto dell'imperatore Lotario (840) con cui si conferma al monastero di Farla il possesso dei beni della badia di S. Eusanio. La chiesa di S. Eusanio Forconese che custodisce il suo corpo in un'ampia cripta, risale al sec. XII. Dagli elenchi delle decime per i secc. XIII e XIV risulta che erano dedicate chiese ad E. a S. Eusanio del Sangro, a Caramanico, a Popoli, a Carbonara, a Civitaquara, a Montesecco e a Corvara. Nel 1748, G. Coppola, vescovo dell'Aquila, fece scavare nella cripta della chiesa di S. Eusanio Forconese e ritrovò le reliquie del santo. Nell'iconografia Eusanio è raffigurato ordinariamente con il cuore e gli altri visceri in mano: non si sa donde sia stato preso questo attributo, perché la passio non ha alcun particolare del genere. La più antica di tali raffigurazioni si trova sul portale della chiesa di S. Eusanio Forconese, ma la più artistica è una tela di Saturnino Gatti, discepolo del Perugino, conservata nel Museo diocesano dell'Aquila.
Se si conosce (o si pensa) che i vostri antenati provenivano da Sant'Eusanio Forconese, si potrebbe trovare informazioni sulla tua famiglia italiana al cancelliere della Vital Statistics presso l'Ufficio Città o presso le parrocchie. Uffici del Registro di sistema in Abruzzo e in provincia di L'Aquila sono stati istituiti agli inizi del 1800:. Significa che si potrebbe trovare le informazioni a Sant'Eusanio Forconese registrar a tale data. Quindi, se i vostri antenati erano a Sant'Eusanio Forconese nel XIX o XX secolo, allora si potrebbe tentare di contattare l'Ufficio Comune di Sant'Eusanio Forconese sapere di più. Potrebbe essere importante sapere se l'ultimo nome che si sta indagando è un cognome frequente a Sant'Eusanio Forconese. Come più il tuo cognome è comune a Sant'Eusanio Forconese, come più potrebbe essere difficile trovare il giusto informazioni sui tuoi antenati in archivio Sant'Eusanio Forconese se avete date non esatte. Potrebbe essere utile per voi sapere che alcune delle i cognomi più diffusi in provincia di L'Aquila sono: Bianchi, Bisegna, Bonanni, Centofanti, Cipriani, Colangelo, D'Alessandro, D'Amico, D'Andrea, D'Angelo, De Angelis, De Santis, di Benedetto, di Carlo , Di Cesare, Di Domenico, Di Felice, Di Girolamo, Di Loreto, Di Marco, Di Paolo, Di Pietro, Di Renzo, Di Stefano, Gentile, Giuliani, Graziani, Leone, Liberatore, Mancini, Mariani, Marinucci, Morgante, Pace , Parigi, Parisse, la Persia, Petrella, Presutti, Ricci, Rossi, Sabatini, Santilli, Santucci, Silvestri, Tarquini, Valentini, Venditti. Archivio della Chiesa in provincia di L'Aquila possono invece contenere anche le informazioni meno recenti, ma sono molto meno accessibili dall'estero (e quasi impossibile per e-mail). Poi, le parrocchie inviano informazioni non facilmente. Se avete la possibilità di visitare Sant'Eusanio Forconese e nella provincia di L'Aquila, si potrebbe programmare per indagare gli archivi delle chiese da soli, ma dall'estero è molto difficile da ottenere alcun risultato se non si trova un aiuto locale affidabile. Un'altra importante fonte di informazione è il "archivio di Stato" (archivio di Stato) a l'Aquila. In ogni caso, non mollare mai!Probabilmente la distanza dal vostro paese e l'Italia, alcune difficoltà nella comprensione e nella traduzione, potrebbe complicare la ricerca, ma questo non deve scoraggiare. E 'importante pianificare le attività per portare avanti con gli obiettivi semplici (ad es. La ricerca di una singola data di nascita, il nome di un antenato, la data di un matrimonio, etc.). Se siete interessati ad avviare o continuare la vostra ricerca genealogica a Sant'Eusanio Forconese, o se avete domande per quanto riguarda la vostra famiglia a Sant'Eusanio Forconese, basta lasciare un messaggio qui sotto, vi risponderemo via e-mail. Se la ricerca è in un vicolo cieco e avete bisogno di alcuni consigli professionali da genealogisti italiani qualificati e affidabili scrivonosanteusanioforconese@italianside.com
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Sant’ Eusanio Forconese è situato a 594 m. s.l.m. tra Fossa e il fiume Aterno su un piccolo rilievo a sud est del monte Cerro. Nel XIII secolo fu uno dei castelli che concorse alla fondazione dell’Aquila; dal 1663 fu feudo dei Barberini. Nelle vicinanze, su di un colle i resti di un castello fortificato medioevale che domina tutta la vallata sottostante tra i quali è stata costruita la chiesa della Madonna del Castello, con materiale recuperato dalle rovine del maniero. La parrocchiale è dedicata a S. Eusanio, che secondo la tradizione nella seconda metà del III sec. venne a diffondere il vangelo nella zona e fu martirizzato. I cristiani di Forcona sulla sua tomba innalzarono una basilica di cui però non restano tracce. Sulle sue rovine fu costruita nel 1198 una nuova chiesa che crollò per il terremoto del 1461: nel 1600 la chiesa venne trasformata.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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