Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a San Demetrio ne' Vestini - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a San Demetrio ne' Vestini

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
 
Ospitalità a SAN DEMETRIO NE' VESTINI (Aq) (m. 678 s.l.m.)
     
  CAP: 67028  -  0862 -  0862.810644 - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI SAN DEMETRIO NE' VESTINI 0862.810834   0862.810017       0862.810834  P. IVA: 80002710665
Raggiungere San Demetrio nè Vestini:(Stazione San Demetrio ne' Vestini)  (Uscita L'Aquila Est) -Aeroporto d'Abruzzo a 80 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
*** STIFFE HOTEL
Via Del Mulino, 3 - Frazione Stiffe - 67028 San Demetrio nè Vestini (Aq)
tel. e fax 0862 86218
 Servizi offerti dalla struttura






RESIDENZE ALBERGHIERE SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
L’Abruzzo è stato definito “cuore verde d’Europa” per il patrimonio naturalistico ricco di boschi, sorgenti, montagne e vallate. Nel bel mezzo di questa rigogliosa natura, nell’entroterra aquilano, affiorano dai promontori gli incantevoli scenari del Parco Naturale Regionale Sirente Velino e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con i loro castelli, eremi, borghi fortificati, abbazie, siti archeologici e le splendide Grotte di Stiffe. Grotte di Stiffe a San Demetrio né Vestini (Aq): Nel cuore del Parco Sirente Velino, le Grotte di Stiffe sono uno dei fenomeni carsici più conosciuti d’Italia. Grazie al suggestivo torrente sotterraneo, che forma all’interno della cavità cascate di straordinaria bellezza, la grotta può essere definita una “risorgenza”, ossia una cavità dal cui interno fuoriesce un corso d’acqua, uno spettacolo unico che accompagna il visitatore per tutti i 700 m. di sviluppo del percorso turistico. L’Aquila: L'Aquila (714 m. slm.), capoluogo della regione Abruzzo, è una straordinaria città d'arte e cultura (si è meritata i prestigiosi appellativi di "Firenze d'Abruzzo" e "Salisburgo d'Italia"). La città è ricca di monumenti di enorme valore storico-artistico: la fontana delle 99 Cannelle, la Basilica di S. Maria di Collemaggio, nel cui interno venne incoronato Papa Celestino V. Dopo il terremoto del 6 aprile 2009, è possibile visitare solo dall’esterno: il maestoso Forte spagnolo, edificato nel XVI secolo durante la dominazione spagnola; la basilica di S. Bernardino; il Duomo. Rocca Calascio: Situata a 1400 m. s.l.m, con al fianco la chiesa ottagonale di Santa Maria della Pietà, è una delle fortificazioni che maggiormente si fonde con l’impervio territorio roccioso che lo circonda. Uno dei luoghi più suggestivi d’Abruzzo, Rocca Calascio è stato anche il set cinematografico di numerosi film che hanno riscosso grande successo nel pubblico internazionale: Ladyhawke (con Roger Hauer e Michelle Pfeiffer) e Il nome della Rosa (con Sean Connery). Santo Stefano di Sessanio: Situato a 1.251 m. slm., il delizioso borgo fortificato di Santo Stefano di Sessanio è considerato uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Il suggestivo centro storico, di origine medievale e di incredibile bellezza, è dominato dalla imponente torre cilindrica, detta "medicea" per la presenza dello stemma della celebre famiglia fiorentina De’ Medici, che nel cinquecento fu feudataria del piccolo borgo. Campo Imperatore: Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è una delle aree protette più estese d’Europa. Autentico polmone verde dell'Italia centrale, interessa il territorio di tre regioni: l’Abruzzo, il Lazio e le Marche, di cinque province. L’area protetta rivela presenze da primato, come il Gran Sasso d’Italia, la cima più alta dell’Appennino (2912 m), l’altopiano di Campo Imperatore, il più esteso della penisola, il lago di Campotosto, bacino artificiale più grande del continente, il ghiacciaio del Calderone, il più meridionale d’Europa. Necropoli di Fossa: Una tra le più monumentali necropoli dell’età del Ferro della regione. Definita “la piccola Stonehenge d’Abruzzo”, la necropoli di Fossa (IX-I sec a. C.) è la città dei morti più estesa dell’Italia centro-meridionale. L’antichissima area sepolcrale rinvenuta all’inizio degli anni Novanta, non è solo una delle realtà archeologiche più importanti del territorio aquilano, ma anche un’ evidenza culturale di risonanza nazionale, grazie alle peculiarità delle sepolture in essa contenute e alla ricchezza dei corredi rinvenuti al loro interno. San Pietro delle Lenca: Lungo la salita che porta verso il massiccio del Gran Sasso d’Italia, ammirando suggestivi e incredibili paesaggi, nelle vicinanze del borgo di Assergi, con l’antichissima crypta della chiesa di S. Maria Assunta, è situata il Santuario di S. Pietro della Ienca, dove Papa Giovanni Paolo II si è più volte soffermato in raccoglimento spirituale. Bominaco: Il complesso monastico di Bominaco presenta intatti due tesori: la Chiesa di Santa Maria Assunta (XI-XII sec.) e l'oratorio San Pellegrino (XI-XII sec.). La chiesa di S. Maria Assunta è considerata una delle massime espressioni del romanico abruzzese, mentre l'oratorio di S. Pellegrino custodisce splendidi affreschi. Questa chiesa sembra sia stata edificata per volere di Carlo Magno, che qui sostò attorno all'anno 800 avendo in sogno l'apparizione del Santo, durante la sua discesa in Italia. Città Romana di Alba Fucens (Massa d’Albe): Nel 303 a. C. venne fondata la colonia latina di Alba Fucens, oggi uno dei siti archeologici più incantevoli e suggestivi d’Abruzzo. I resti dell’antica città sono circondati da poderose mura di fortificazione, dotate di quattro porte d’accesso. All’interno sono riconoscibili le terme, un thermopolium, il Santuario di Ercole, una domus e un bellissimo anfiteatro. L’edificio più imponente è la Basilica, con annesso il macellum (luogo del mercato). Castello Piccolomini (Celano): Celano, uno dei più importanti centri della Marsica, un tempo sede dell’omonima Contea, ospita l’imponente fortezza del Castello Piccolomini. Il Conte Piccolomini contribuì a trasformare il castello, edificato inizialmente dal Conte Pietro Berardi nel 1392, da costruzione essenzialmente militare a confortevole dimora signorile di tipo rinascimentale. Attualmente il castello è sede del Museo Nazionale d’Arte Sacra della Marsica ed ospita la collezione Torlonia e delle Antichità del Fucino. Sport invernali: L'esistenza di tre delle più importanti stazioni sciistiche dell'Appennino, rappresenta senza dubbio una meta molto ambita per gli appassionati di sci e snowboard: Monte Magnola Impianti (Ovindoli), Campo Felice e Campo Imperatore.
CAMPEGGI SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
I monumenti e i luoghi di interesse a San Demetrio né Vestini. Architetture del borgo: Chiesa di San Demetrio: chiesa parrocchiale del XII secolo, rimodellata nel XVIII secolo dopo il terremoto. Di antico conserva il campanile, che è la riutilizzato riutilizzazione di una torre di avvistamento. Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati: la chiesa maggiore, costruita all'inizio del paese, e completata nel 1820, benché abbia aspetti barocchi. Ha un'imponente facciata in pietra bianca con finestrone centrale. L'interno a navata unica è decorato dalle tele di Teofilo Patini: Miracolo della croce, rappresentante la redenzione dei moribondi dinanzi la croce di Cristo, e Carlo Borromeo con un moribondo. Palazzo Ducale Cappelli: è costruito sul castello, essendo l'unico edificio fortificato del borgo, nonché il maggiore. Si distingue per un grande porticato sul secondo settore. Oggi ospita il Collegio dei Padri Rogazionisti. Grotte di Stiffe: Nel territorio del comune sono comprese le Grotte di Stiffe nei pressi dell'omonima frazione e il Lago Sinizzo, tra le maggiori attrazioni naturalistiche del comune.
VILLAGGI TURISTICI SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
Il terremoto del 6 aprile 2009 a San Demetrio né Vestini. Durante la notte del 6 aprile 2009 un terremoto di magnitudo 5,8 della scala Richter ha scosso l'Abruzzo causando a San Demetrio ne' Vestini numerosi danni agli edifici. Tra i più ingenti si segnalano il crollo della facciata della chiesa della Madonna dei Raccomandati, il crollo del campanile della chiesa di San Giovanni nella frazione omonima, e la devastazione del Lago Sinizzo. Nel paese ci sono inoltre state 3 vittime. Il comune ha istituito un sito internet per l'emergenza terremoto nel quale è possibile anche effettuare una donazione per la ricostruzione del paese. Cittadini illustri di San Demetrio né Vestini: Antonio Cappelli (San Demetrio ne' Vestini, 1849-1902), agricoltore e uomo politico, è stato anche senatore del Regno d'Italia. Emidio Cappelli (San Demetrio ne' Vestini, 1806-1868), deputato del Regno d'Italia e autore, tra l'altro, della novella intitolata La bella di Camarda. Orazio Antonio Cappelli (San Demetrio ne' Vestini, 1742 - Napoli, 1826) è stato ministro del Regno delle Due Sicilie. Raffaele Cappelli (San Demetrio ne' Vestini, 1848 - Roma, 1921), ministro del Regno d'Italia e presidente della Società Geografica Italiana. Angelo Pellegrini (Stiffe di San Demetrio ne' Vestini, 1797 - L'Aquila, 1875), patriota. Associazioni attive nella zona: SOS Villaggi dei Bambini, dal Luglio 2009 ha organizzato un Centro Diurno per i bambini del COM2.Croce Rossa Italiana Gruppo Volontari del Soccorso di San Demetrio ne' Vestini. Festività a San Demetrio né Vestini: Oltre alle feste patronali nelle varie frazioni il comune organizza annualmente ad Agosto la Festa del Grano e del Pane.
AFFITTACAMERE SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
La Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli era una comunità montana istituita con la Legge regionale 22 aprile 1976, N. 14 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata accorpata alla Comunità montana Montagna di L'Aquila dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. La Regione Abruzzo ha abolito la nuova Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli traeva il suo nome dalle due macroaree di Campo Imperatore e dell'Altopiano di Navelli. Aveva sede nel comune di Barisciano e comprendeva diciassette comuni della provincia dell'Aquila: Barisciano, Calascio, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Navelli, Ofena, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, San Benedetto in Perillis, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Santo Stefano di Sessanio, Villa Santa Lucia degli Abruzzi.
BED & BREAKFAST SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
BED & BREAKFAST LA PERGOLA
Via Nazionale, 67 - 67028 San Demetrio nè Vestini (Aq)
tel. e fax 0862 810975
CASE PER VACANZA SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
Con valle dell'Aterno si identifica il tratto di valle, posta nella parte settentrionale della provincia dell'Aquila, in Abruzzo, percorsa dal fiume Aterno che va dalla sorgente, localizzata nel massiccio dei Monti della Laga nel territorio di Montereale (AQ), all'immissione nel fiume Pescara nei pressi di Popoli (PE). Descrizione della valle dell'Aterno: Incastonata tra i Monti dell'Alto Aterno a nord, il Gran Sasso a est, il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno e il Monte Sirente a ovest, tra il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed il Parco regionale naturale del Sirente - Velino, la vallata rappresenta il principale collegamento tra la conca aquilana e quella peligna e può essere ulteriormente suddivisa in tre aree ben distinte: l'Alto Aterno (700-900 m s.l.m. circa nei pressi di Aringo), territorio morfologicamente complesso ad un'altitudine media elevata, tra Montereale e Pizzoli, la conca pianeggiante nell'intorno dell'Aquila (Conca Aquilana, 700 m s.l.m. circa) e la gola (cosiddetta valle Subequana) tra Villa Sant'Angelo e Molina Aterno (500-600 m s.l.m. circa). La valle dell'Aterno inoltre lambisce la già citata conca peligna che si estende a sud di Raiano dopo aver attraversato le suggestive Gole di San Venanzio. Nel tratto centrale, costituisce inoltre la separazione orografica tra il massiccio del Gran Sasso d'Italia, a nord-est dell'Aterno, e quello del Velino-Sirente, a sud-ovest. Prima dell'ultimo tratto nella Valle Subequana si collega marginalmente a sud-est con i limiti nord-occidentali dell'Altopiano di Navelli. I centri urbani situati lungo la valle dell'Aterno sono, nell'ordine: Montereale, Capitignano, San Giovanni (frazione di Cagnano Amiterno), Barete, Pizzoli, L'Aquila (con le frazioni di Coppito, Monticchio e Onna), Sant'Eusanio Forconese, Villa Sant'Angelo, Fagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Acciano, Molina Aterno e Raiano. Le principali infrastrutture stradali sono la S.S. 260 nell'Alto Aterno, la S.S. 80 e la S.S. 17 in corrispondenza del capoluogo abruzzese e la S.S. 261 nella valle Subequana; tra L'Aquila e Raiano, la valle è inoltre attraversata dalla ferrovia Terni-Sulmona che costituisce anche un'importante risorsa turistica per il comprensorio. La storia della valle dell'Aterno. Periodo romano: I popoli originari erano i Vestini, Sabini e Peligni, che dal IX secolo a.C. dominarono la valle dalla città di Amiternum (L'Aquila), fino alla conquista romana del II secolo a.C.. La valle era molto proficua e lo dimostra la ricchezza della città amiternina, che commerciava con il resto dell'Italia mediante i tratturi. Epoca medievale: Nel IX secolo d.C. la città di Amiternum perde la sua importanza e incominciano le prime invasioni Longobarde e Normanne. Si manifestano anche le prime forme di arte cristiana, e il culto di martiri locali come Vittorino di Amiterno e Massimo d'Aveia (Fossa). Alcuni esempi sono la chiesa di San Michele Arcangelo a San Vittorino di L'Aquila e la vecchia cattedrale di San Massimo di Forcona (Civita di Bagno). Incomincia anche l'opera di incastellamento, con la costruzione delle cittadelle sopra i cucuzzoli montuosi per dominare meglio la valle dell'Aterno. Esempi sono il Castello di Ocre, la Torre circolare di Fossa, il Castello di Sant'Eusanio Forconese e il borgo fortificato di Castello Fagnano Alto. Anche Tione si fornisce di un castello, di cui oggi resta la torre civica. L'economia nella valle dell'Aterno si basava prevalentemente sul commercio di bestiame e di pecore presso il Tratturo L'Aquila-Foggia. Nel 1254 i 99 borghi della valle dell'Aterno fondano la nuova città di L'Aquila. Ciò nel 1423 costerà la distruzione di molti di questi, nella famosa Guerra dell'Aquila. Essendo la città legata agli Angioini, nella guerra tra questa famiglia e quella emergente degli Aragonesi, costerà all'Abruzzo l'assedio di Braccio da Montone. Durante il Regno di Sicilia e il Regno di Napoli, ovvero dal XIII al XIX secolo, il territorio era compreso nell'Abruzzo Ulteriore dopo la suddivisione del Giustizierato d'Abruzzo, mentre nell'XIX secolo fu compreso nell'Abruzzo Ultra II (Distretto di Aquila). I terremoti nella valle dell'Aterno: Posta sopra un sistema di faglie, la valle è stata spesso scossa da gravi terremoti, come il terremoto dell'Aquila del 1461, quello gravissimo del 1703 e gli ultimi del 2009 e del 2016. Luoghi d'interesse nella valle dell'Aterno. L'Aquila: Centro storico di L'Aquila, Duomo dell'Aquila, Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Basilica di San Bernardino, Città romana di Amiternum, Forte spagnolo, Fontana delle 99 cannelle, Mura dell'Aquila. Altri monumenti nella valle dell'Aterno: Eremo di San Venanzio (Raiano), Chiesa di Santa Maria del Ponte (Tione degli Abruzzi), Castello circolare di Fagnano Alto, Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa), Necropoli di Fossa, Castello di Ocre, Monastero di Santo Spirito di Ocre, Castello di Sant'Eusanio Forconese, Castello Dragonetti di Pizzoli, Centro storico di Paganica, Santuario della Madonna d'Appari (Paganica), Abbazia di San Giovanni Battista (Lucoli), Borgo medievale di Beffi (Acciano).
APPARTAMENTI PER VACANZA SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
L’altopiano delle rocche. Nel corso dei secoli, ha sempre svolto un ruolo di collegamento come via d’unione con le valli dell’Abruzzo interno. Sin dalla preistoria e poi con l’avvento della rete viaria romana, l’esistenza di tracciati ha permesso lo sfruttamento dell’area montana. Delle antiche vie è rimasto ben poco, sappiamo che alcune di esse permettevano il raccordo tra la via Tiburtina-Valeria nella Marsica con la via Clodia Nova nella bassa valle dell’Aterno; come il tracciato che collegava la Equa Alba Fucens con la città sabina di Amiternum. Tra le poche testimonianze storiche a noi pervenute citiamo quella di Tito Livio, storico romano, che parla della via Poplica Campana che dalle saline di Veio collegava Capua. Lo stesso autore cita il passaggio di Giulio Cesare sull’altopiano e, già ricordato nell’articolo “Antichi sentieri”, quello di Annibale in avvicinamento verso Roma. Come abbiamo detto le testimonianze storiche sull’esistenza di queste strade sono ben poche, come i punti di ristoro per i viandanti. A proposito di ciò ricordiamo la presenza di una statio d’epoca romana (Antichi sentieri) denominata Frustena che alcuni identificano nell’area oggi occupata dall’abitato di Fonteavignone vista la presenza di un sorgente d’acqua (Fonte vecchia). La presenza dell’uomo preistorico è testimoniata da alcuni ritrovamenti di accampamenti nella valle di Pezza e nella valle d’Arano. Si presume che i cacciatori provenissero dalla zona del lago di Fucino dove sono emersi i resti di un villaggio di palafitte e resti umani. I cacciatori preistorici durante i periodi caldi salivano verso l’altopiano per cacciare gli animali di transito e si accampavano nei pressi dei ghiacciai presenti allora sull’altopiano (Periodo interglaciale Wurm: ultima glaciazione). Poi con lo sviluppo della pastorizia l’area divenne zona di pascolo transumante. La domanda su chi fossero i primi abitanti stanziali dell’altopiano ha scatenato nel passato una serie d’ipotesi, riportiamo quella più verosimile: si ritiene che nell’area vivesse un popolo detto “Cedico”. La testimonianza del toponimo Cedico è data dai “Placiti” (Documenti notarili), stipulati dagli imperatori germanici Ottone I e Ottone II ( Anche detti Attone) nel 970 a.C. e nel 981 d. C. (In questi documenti si fa riferimento a un “Campus de Cedici” e a un “Campus de sancti Felici”). Si ritiene che gli imperatori avessero scelto l’altopiano come luogo di residenza estiva poiché affascinati dalla bellezza del luogo, realizzando una residenza ove svolgevano i loro obblighi imperiali. A lungo si è cercato nelle vicinanze di Rocca di Mezzo rintracciare le testimonianze di ciò, ma senza alcun esito. Senza dubbio il monte Cedico è l’attuale monte Rotondo e la residenza forse fu costruita sulla sommità della vetta. Ovviamente si sarà trattato di una semplice costruzione in grado di dar riparo solo nelle notti estive e quindi le intemperie invernali abbiano in seguito cancellato ogni segno della sua presenza. Gli imperatori del Sacro Romano Impero Germanico citarono nei documenti stipulati il luogo dove furono deliberati. Del popolo Cedico non si sa nulla di più, sicuramente si era già estinto forse inglobato dalle tribù dei popoli italici, e di esso rimaneva solo il ricordo del nome che designava il loro antico territorio. Alla fine dell’Impero romano d’Occidente nel 476 d. C. l’area fu interessata solo marginalmente dalle scorrerie delle popolazioni che provenivano dal nord-Est (Famosi Barbari). Molti raggiunsero l’altopiano per sfuggire alla furia degli invasori e probabilmente decisero di rimanere. . Visigoti, Goti, Longobardi, Carolingi, Svevi, Normanni … si contesero l’area. Da ricordare che sotto la dominazione del popolo dei “Winnili” detto Longobardo, l’Abruzzo fu suddiviso in due aree d’influenza ben distinte, il fiume Pescara segnava il confine fra i due Ducati Longobardi quello di Spoleto a nord e quello di Benevento a sud. A fonteavignone si conserva l’espressione “Varda” per indicare la sella del mulo o asino, questo termine deriva dal germanico “Ward”. Continuando il nostro discorso si potrebbero narrare altre vicende legate all’altopiano, per questo rimando alla lettura di opere d’autori reperibili presso il centro servizi culturali e altrove. La vicenda legata a Braccio Fortebraccio che portò assedio ai paesi dell’altopiano il 16 luglio del 1423, interessante come vedremo la tipologia delle opere di difesa territoriale. Il Fortebraccio saccheggiò, demolì ecc…, la sua vicenda umana si concluse in malo modo, fu sconfitto e ucciso dalle schiere del Caldora: forse non tutti sanno che il 2 giugno del 1424 nella piana antistante al borgo di Fossa si tenne una delle battaglie più cruente del basso evo tra le truppe del Caldora e gli uomini del Fortebraccio, in essa morirono oltre tremila soldati. Altre vicende. Le cronache dell’epoca sono piene di rimandi storici. Sappiamo che nel periodo medioevale e rinascimentale, transitavano sul territorio dell’altopiano mercanti, in buona parte provenienti dalla Toscana. Essi commerciavano soprattutto lana (Statuto della lana nella città di Aquila), la quale era poi lavorata ed esportata in tutta Europa. Citiamo un agguato, teso alla fine del XIV secolo, teso da briganti verso mercanti fiorentini, furono derubati di tutto, costretti a togliersi persino gli abiti e malmenati. Questo fatto si svolse in località Cerri. Successivamente, le vicende legate alle battaglie napoleoniche all’unità d’Italia, fino al 1865 anno d’importanza strategica. Difatti, come abbiamo ricordato, le vie di comunicazione principali scorrevano nelle valli. I tracciati montani di collegamento erano pieni di pericoli e non consentivano un rapido attraversamento del territorio. Quindi, nel corso dei secoli, si discusse a lungo su come risolvere il millenario isolamento e fu ideata la realizzazione di una rotabile L’Aquila- Avezzano. L’argomento trascurato sotto il Regno delle due Sicilie, fu ripreso dal nuovo stato unitario. Nel 1865 il Consiglio provinciale di L’Aquila approvò la risoluzione del progetto viario lungamente atteso. Fu scelto, non senza polemiche, il tracciato San Martino d’Ocre – Cerri - <Rocca di Cambio, a quello di età romana passante per Fonteavignone- Terranera. Si dovette attendere il 1968 per la realizzazione di un percorso più agevole la Nuova Vestina.
CASE PER LE FERIE SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
Le Grotte di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche situate nei pressi di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini (AQ), in Abruzzo. Sono ricomprese all'interno del parco regionale naturale del Sirente-Velino. Le grotte di Stiffe testimonianza di una risorgenza attiva unica in Italia — sono state rese accessibili al pubblico dal 1991 e costituiscono oggi uno dei principali siti naturalistici del territorio aquilano, facendo registrare annualmente oltre 40 000 presenze. La Storia: Le grotte di Stiffe rappresentano uno dei fenomeni carsici più conosciuti dell'Italia centrale. Il complesso venne utilizzato sin dall'età del bronzo anche se al suo interno sono stati rinvenuti resti archeoleogici risalenti a Neolitico ed Eneolitico. La presenza di un corso d'acqua sotterraneo che ha dato origine al complesso ha portato, nel 1907 e per iniziativa del marchese Alfonso Cappelli, alla realizzazione di una centrale idroelettrica di cui sono visibili ancora oggi alcuni resti nei pressi dell'ingresso alle cavità. Nel 1956, allo smantellamento della centrale, hanno avuto inizio le prime esplorazioni speleologiche; a queste è poi seguito un percorso di valorizzazione del sito che ha portato all'apertura al pubblico del complesso nel 1991. Nel 1994 un gruppo misto di speleologi aquilani e francesi è riuscito ad accedere per la prima volta alla zona inesplorata successiva alla prima cascata mentre nel 1996 è stato aperto il museo di speleologia intitolato a Vincenzo Rivera. Un secondo ampliamento del percorso turistico è stato realizzato nel 2007 con l'apertura ai visitatori della seconda cascata; il percorso turistico è stato così portato sino alla definitiva lunghezza di circa 700 metri mentre l'estensione della parte di cavità esplorata supera il chilometro. Il terremoto del 2009 ha portato ad una chiusura delle grotte per motivi di sicurezza. Il complesso è stato riaperto al pubblico solo nel 2011. Descrizione: Le grotte di Stiffe hanno una lunghezza di oltre 1 000 metri, non ancora del tutto esplorate e parzialmente aperte al pubblico. Costituiscono una risorgenza attiva, sono cioè state prodotte dalla presenza di un fiume sotterraneo che fuoriesce in superficie, caso pressoché unico in Italia. L'ambiente mantiene una temperatura di appena 10 °C, costante tutto l'anno. Le cavità si sono modellate in tempi geologici dalle infiltrazioni, erosione e corrosione delle acque provenienti dalla parte superiore della montagna soprastante, in particolare dall'altopiano delle Rocche e più specificatamente dall'inghiottitoio di Pozzo Caldaio nei pressi di Terranera, frazione di Rocca di Mezzo, ad una quota altimetrica di 1 253 metri. L'intero corso sotterraneo del fiume ha una lunghezza stimata di circa 3 chilometri tra l'inghiottitoio e la foce di Stiffe e sviluppa un dislivello di oltre 600 metri. Il percorso turistico all’interno delle grotte di Stiffe: Il percorso turistico, a pagamento, ha una durata di circa 1 ora e copre buona parte delle cavità esplorate, sino alla seconda cascata. La biglietteria ed il centro visite si trovano all'ingresso del paese, a valle della montagna, e sono raggiungibili dalla strada statale 261 Subequana. Ingresso: L'ingresso alle grotte avviene in corrispondenza di una vistosa spaccatura nella montagna proprio al di sopra dell'abitato, a circa 2 chilometri di strada da esso. Una passerella risale il corso d'acqua immettendosi al di sotto di una parete rocciosa di 100 metri. L'ingresso è sovrastato da altre cavità quali la grotta dei Briganti, probabilmente prodotta da un ramo fossile della risorgenza ma attualmente non accessibile al pubblico. Il cammino incontra una prima cavità ove sono stati rinvenuti importanti resti archeologici. Sala del Silenzio: Superando la prima cavità, per mezzo di un canyon, si arriva ad un grande ambiente che prende il nome di Sala del Silenzio; il nome deriva dal fatto che in corrispondenza di esso il fiume tende a prosciugarsi annullando il rumore tipico del resto del percorso. Sala della Cascata: la Sala del Silenzio è l'anticamera alla prima cascata che sviluppa un dislivello di oltre 20 metri su di una parete alta circa 30 metri e realizzatasi dallo scorrimento verticale delle rocce. La parete ha creato un primo sbarramento al percorso turistico, poi superato dalla realizzazione di una scalinata con belvedere sulla cascata. Sala della Concrezioni e Lago Nero: risalendo la Sala della Cascata ci si immette quindi nuovamente in un ambiente silenzioso e poco luminoso, caratterizzato tipica presenza di stalattiti e stalagmiti. Più avanti la sala si amplia ed accoglie una vasta distesa d'acqua che prende il nome di Lago Nero e costituisce una delle parti più antiche del complesso; la delicatezza delle concrezioni ha portato a limitare l'accesso ai visitatori in alcune aree. Ultima Cascata: dopo un ulteriore salita, si arriva all'ambiente più recentemente aperto al pubblico e caratterizzato dalla presenza di una fragorosa cascata[8]. Il salto, di oltre 25 metri, si getta in un laghetto della profondità di circa 5 metri all'interno di una sala particolarmente ampia e scenografica. Museo di speleologia Vincenzo Rivera: Adiacente alle grotte è il museo di speleologia intitolato a Vincenzo Rivera — fondatore e primo rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila — e gestito dal Gruppo Speleologico Aquilano. Il percorso museale comprende sezioni dedicate alla paleontologia, alla mineralogia, alla geologia e alla fotografia speleologica e custodisce importanti reperti archeologici tra cui uno scheletro intatto di Ursus Speleus, un primitivo orso delle caverne, ed il calco dell'originale teschio di Broken Hill.
COUNTRY HOUSE SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
Il lago Sinizzo è un piccolo lago, sito in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, all'interno del territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini, poco fuori l'abitato del paese. Meta frequente di villeggianti aquilani e turisti nei week-end grazie all'ambiente ameno circondato da rive erbose, boschi e salici e attrezzato al bivacco, il lago, di origine carsica e forma circolare, con diametro di circa 120 m e profondità massima di 10 m, alimentato da due sorgenti di acqua potabile (una di queste dà il nome al lago) e balneabile, ha subito gli effetti del rovinoso terremoto dell'Aquila del 2009 riportando danni alle sponde con formazione di vistose crepe al punto da far temere per la sua sparizione, poi rientrata grazie a lavori di riconsolidamento terminati con successo. Il lago offre anche possibilità di pesca di trote, lucci, carpe e cavedani.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
San Demetrio ne Vestini merita di essere visitato per  il caratteristico centro storico. Rappresenta una fuga dal mondo cittadino, ricca di bellezze storiche artistiche e naturali. Nel centro del borgo si può ammirare la chiesa parrocchiale barocca di S. Demetrio e la chiesa di Santa  Maria dei Raccomandati. Di alto valore artistico si può visitare anche  il barocco palazzo Dragonetti e quello  dei Cappelli. Per gli amanti della natura si consiglia una visita alle vicine Grotte di Stiffe, aperte tutto l'anno.  Nel centro del piccolo paese si possono trovare piccole locande e botteghe nelle quali poter acquistare prodotti legati all'enogastronomia locale. Si possono trovare sia nel centro che nelle frazioni limitrofe piccole locande e trattorie vecchio stile che offrono la possibilità di degustare dell'ottima cucina locale genuina e di alta qualità. Il piccolo borgo si può visitare a piedi per le aree limitrofe si consiglia l'uso dell'automobile. San Demetrio ne' Vestini (662 m. s.l.m.) Importante centro, con una popolazione comunale di circa 1.600 abitanti, situato nella media valle dell'Aterno, ad una altitudine di 662 m. slm. Monumenti di rilievo all'interno del paese sono la seicentesca chiesa di San Demetrio, con un'antica torre che funge da campanile, lo scenografico Palazzo Cappelli, il Palazzo Ducale e la ottocentesca chiesa di S. Maria dei Raccomandati, che conserva alcune tele di Teofilo Patini. Ma ciò che ha reso famosa la località di San Demetrio ne' Vestini non si trova all'interno del borgo, bensì nella vicina frazione di Stiffe: stiamo parlando delle celebri Grotte di Stiffe, che possono essere sicuramente annoverate tra i fenomeni naturali più belli e spettacolari del nostro Paese. All'interno delle grotte, infatti, torna alla luce e scorre un fiume sotterraneo, la cui portata d'acqua varia a seconda delle stagioni. Il fiume è alimentato, tramite un inghiottitoio situato a 1.350 m. di altitudine e a diversi chilometri di distanza, dalle acque provenienti dall'altopiano delle Rocche. Il fascino misterioso dell'ambiente, le enormi e scenografiche grotte dove lo stillicidio ha dato origine a una miriade di stalattiti e stalagmiti, lo scroscio delle acque che scorrono tra enormi massi e di tanto in tanto scompaiono per ricomparire più a valle, i suggestivi laghetti e il rumore fragoroso delle cascate, che raggiungono anche diverse decine di metri di altezza, rendono questo luogo una autentica meraviglia della natura. San Demetrio ne' Vestini: San Demetrio ne' Vestini ubicato sulle propaggini di un colle a m. 662 s.l.m., a 17 km. dall'Aquila è formato dalla fusione di sette frazioni dette "ville": Cardabello, Cardamone, San Giovanni Battista, Collarano, Villa Grande, Cavantoni, Colle, probabilmente originate dallo stanziamento delle popolazioni provenienti dalle antiche città di Aveja e Peltuinum. Conosciuto già nel Medioevo, con il nome di "Pagus chrementes" e più tardi come Demetra, assunse l'attuale nome nel 1736 dopo l'apertura al culto della seicentesca chiesa dedicata a San Demetrio. A testimonianza della sua lunga storia conserva oggi un patrimonio storico ed artistico di buon valore. Caratteristica della zona sono alcuni fenomeni di origine carsica tra cui il vicino Lago Sinizzo, raccolto all'interno di un piccolo bacino, meta di escursioni e le Grotte di Stiffe, nell'omonima frazione, notevole esempio di carsismo sotterraneo. Per ulteriori informazioni: Municipio:  Tel. 0862 810834  www.comune.sandemetrionevestini.aq.it - Provincia di L'Aquila: www.provincia.laquila.it - Grotte di Stiffe: www.grottedistiffe.it - Ufficio IAT-Informazioni ed Accoglienza Turistica L'Aquila tel.0862 22306/410808 - Parcheggio:  in riva al lago di Sinizzo, gratuito, tranquillo, isolato, con fontanella d'acqua. A pagamento, sosta notturna consentita.
RIFUGI E BIVACCHI A SAN DEMETRIO NE' VESTINI (AQ)
Chiesa di S. Demetrio: All’ingresso del paese possiamo incontrare la Chiesa Parrocchiale di S. Demetrio, collocata accanto ad un’antica torre adattata a campanile. Costruita sui ruderi di un tempio dedicato, probabilmente, alla dea Vesta, è intitolata a San Demetrio, martire di Tessalonica, vissuto verso la fine del terzo secolo, da cui il paese ha preso il nome. Citata dall’Antinori nel 1329, fu completamente ristrutturata nel 1600. Tipica chiesa a croce latina, ha l’interno suddiviso in tre campate; quella centrale è coperta da una volta a botte lunettata, mentre quelle laterali sono caratterizzate da volte a crociera. Fra le opere d’arte, che corredano l’interno, emergono un polittico del Rosario del 1595 e una statua equestre, in legno policromo, del titolare. Chiesa della Madonna dei Raccomandati: Nella parte alta del paese vi è la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, ricostruita nel 1820 e nel cui interno vi sono dei dipinti di Teofilo Patini, di Domenico Caldara e di Luca Giordano. È ad un’unica navata accessibile per mezzo di una scalinata; nella sagrestia un calice del ‘700 e pisside d’argento. Chiesa di S. Giovanni: A San Giovanni c’è la “Chiesa di San Giovanni Battista”, venne eretta come parrocchia tra l’XI e il XII sec. L’interno, costituito da due corpi affiancati, conserva affreschi del ’400 e del ’500 tra cui spicca quello della Madonna di Loreto; Nei pressi di Cardabello c’è la “chiesa dell’Annunziata” a pianta centrale dalle forme tardo barocche all’interno e neoclassiche all’esterno, ospita tele del XVIII secolo ed alcune statue settecentesche.
Comune di San Demetrio ne’ Vestini (Aq). La sua fondazione risale al lontano Medioevo e precisamente intorno ai secoli X e XI. Sin da allora appaiono anche le sette ville, contraddistinte con gli stessi nomi che ancora oggi conservano: Cavantoni, Colle, Cardabello, Collarano, Cardamone, San Giovanni, Villa Grande e la frazione di Stiffe. Deve il suo nome forse alla dea Demetra (Cerere) o, come credono in molti, al culto sviluppatosi nel Medioevo di San Demetrio, Santo di Tessalonica martirizzato durante le persecuzioni di Massimiano nel III secolo d.c. Il Santo veniva rappresentato a cavallo come un Santo Militare che lottava a difesa della città di Tessalonica contro gli attacchi nemici. La storia di San Demetrio è strettamente collegata con quella della città di L’Aquila. Partecipa insieme agli altri paesi vicini alla sua fondazione nel 1254, ma non subisce la sua sorte al tempo delle lotte con Braccio da Montone, si distingue infatti in questa occasione la strenua resistenza del castello di Stiffe nel 1425. Solo alla fine del 1400 rivendica una sua autonomia amministrativa, economica ed ecclesiastica rispetto all’egemonia aquilana. Man mano che la popolazione aumenta, grazie anche alle risorse economiche del paese, basate sulla coltivazione di cereali, dello [[zafferano]] e sulla pastorizia transumante. Nasce così una nuova generazione imprenditoriale e armentizia: si affacciano nel palcoscenico delle sua storia le famiglie Marimpietri, Cappa, Cappelli e Visca. L’Economia del paese raggiunge un tale livello da ravvissare necessità, fin dal 1691, di tenere un mercato settimanale nella giornata del venerdì ed una fiera annuale (delle bucalette), nel mese di novembre. Questa nuova cittadina caduta già fin dal 1500 sotto la giurisdizione del Regno di Napoli, al tempo dell’occupazione francese si schiera dalla parte dei Borboni. Durante poi il periodo della Carboneria partecipa ai moti liberali del 1820-21. Contatti: Comune di San Demetrio Ne’ Vestini –  Via Madonna dei Raccomandati – 67028 San Demetrio Ne’ Vestini (AQ) – Tel: +39.0862.810834 Fax: +39.0862.810017 – Mail: s.demetrio@katamail.com - Web: www.comune.sandemetrionevestini.aq.it. Le Grotte di Stiffe: La sua unica frazione, Stiffe, ospita una delle maggiori attrazioni carsiche della Provincia dell’Aquila: Le Grotte di Stiffe. Dalla sommita del paese, tra i viottoli stretti e scoscesi ha inizio un sentiero che si inerpica fino all’altezza di un antico fortilizio diroccato che conduce alle grotte. L’ingresso della grotta è situato a circa 700 m. s.l.m. Si tratta di una risorgenza le cui acque provengono dall’inghiottitoio nell’altopiano di Rocca di Mezzo a quota 1253 m. s.l.m. Il torrente sotterraneo scorre dentro la grotta per circa 600 m. formando concrezioni dai più vari colori che si tuffano nei laghetti creando uno scenario fantastico. il dislivello di circa 70 m. crea cascate di incantevole suggestione. Il rumore dell’acqua che scorre, che cade, intimidisce e affascina il visitatore. E’ meta di numerosi gruppi turistici che giungono da tutta Italia per apprezzare un fenomeno naturale ancora attivo come pochi nel nostro paese. Vai alla pagina dedicata alle Grotte di Stiffe.
Località: Stiffe è una frazione del Comune di San Demetrio ne' Vestini, nella Provincia di L'Aquila, in Abruzzo (Italy). Da L'Aquila (km. 21): percorrere la S.S. 17 fino a San Gregorio, quindi la S.S. 261 fino al bivio di Stiffe e poi seguire le apposite indicazioni (Da Roma (km. 130): uscire dalla A24 al Casello di L'Aquila Est e seguire la segnaletica marrone "Grotte di Stiffe" in direzione di Pescara e Popoli; quindi, giunti all'altezza del paese di San Gregorio sulla SS 17, bisogna girare a destra verso San Demetrio ne' Vestini, nel cui territorio si trovano le Grotte. Da Teramo: uscire dalla A24 al casello autostradale di L'Aquila Est e seguire la segnaletica marrone "Grotte di Stiffe", come per chi viene da Roma. Da Pescara (km 120): uscire dalla A25 al casello autostradale di Bussi e seguire la segnaletica marrone "Grotte di Stiffe" in direzione di L'Aquila; quindi per Navelli. Giunti all'altezza del paese di San Pio delle Camere, bisogna girare a sinistra verso Prata d'Ansidonia poi San Demetrio ne' Vestini e Stiffe. Da Sulmona: seguire la SS Tiburtina fino al paese di Bussi, girare a sinistra verso L'Aquila e seguire la segnaletica marrone "Grotte di Stiffe", come per chi viene da Pescara. Da Rieti: Raggiungere la A24 al casello di Valle del Salto uscirne a L'Aquila Est, poi seguire la segnaletica marrone "Grotte di Stiffe" come per chi viene da Roma. Oppure seguire la S.S. Salaria fino ad Antrodoco, girare a destra verso L'Aquila ed oltrepassarla in direzione di Pescara; giunti, lungo la SS 17, al paese di San Gregorio, girare a destra verso San Demetrio ne' Vestini, nel cui territorio si trovano le Grotte. Altopiano delle Rocche: seguire una delle due strade che portano a L'Aquila, quindi, giunti al paese di Cavalletto, girare a destra come indicato dalla segnaletica marrone "Grotte di Stiffe". Bus da L'Aquila per Stiffe dal Terminal "L. Natali" di Collemaggio alle ore 8,15 e alle ore 14,00. Bus da Stiffe per L'Aquila al Terminal "L. Natali" di Collemaggio alle ore 8,55 e alle ore 14,39. Per ulteriori informazioni sugli orari degli autobus: telefono 0862 401867.  Taxi: - Corso Vittorio Emanuele, 1 - tel. 0862 22115 - Piazza Battaglione Alpini (Fontana Luminosa) - tel. 0862 27372 - Via indipendenza, 13 - tel. 0862 25165. Distanze: da L'Aquila 21 Km, da Pescara 120 Km, da Roma 130 Km.
Feste e tradizioni nel Comune di San Demetrio ne’ Vestini (Aq).: “Madonna Rossa”: E’ il rito con cui si celebra nella chiesa della Madonna dei Raccomandati, la gioia della Vergine per la resurrezione del Figlio. La cerimonia consiste nella celebrazione di una messa alle prime luci del giorno di Pasqua, durante la quale, al momento del “Gloria” la statua della Vergine issata sopra l’altare perde il manto nero, simbolo del lutto e del dolore, e appare vestita di rosso e azzurro, i colori della festa. il tutto è accompagnato dalla discesa di due angeli che arrivano dai laterali della navata centrale per raggiungere la statua della Vergine. Il momento è sottolineato dall’accensione delle luci della chiesa, dal suono della banda che annuncia il giorno di festa e dall’esplosione di petardi. “Sagra del Pane” (13-14-15 Agosto): Il paese di San Demetrio ha sempre vantato una importante coltivazione di cereali, dunque non poteva mancare una manifestazione come la “Sagra del Pane”. il buon pane di San Demetrio arricchisce le nostre tavole ed è conosciuto ed apprezzato perfino nella capitale dove appare nei menù di alcuni famosi ristoranti. La sagra del pane si tiene nella settimana di ferragosto, è occasione per ospitare tanti turisti che vengono a gustare la cucina tipica e a scoprire le risorse del paese. Le serate sandemetrane sono comunque ricche di molti eventi organizzati grazie alle varie associazioni culturali sportive e ricreative del paese come La Pro-Loco, Demetra, Le associazioni Sportive e i volontari della Croce Rossa Italiana.
Altri luoghi da visitare: “Lago Sinizzo:” si trova a circa un Km dal paese in un ambiente naturale, intatto e suggestivo. A 702 m. s.l.m., di origine carsica, ha un diametro di circa 200 m. ed occupa una depressione che risale ad un milione di anni fa. Lo specchio d’acqua di forma circolare è circondato da una ricca vegetazione e si rispecchia nel verde delle stesse acque. Il posto estremamente suggestivo, è sempre stato per gli abitanti del luogo e delle zone circostanti, meta di escursioni, luogo di vacanza e piscina naturale. “Chiese:” Nel centro urbano, in località Cavantoni, degna di nota è la ”’”Chiesa Santa Maria dei Raccomandati””’ (XIX e XX sec.), la cui imponente facciata si erge dal tessuto urbano. Chiesa di pertinenza della famiglia Cappelli, è stata ricostruita nel 1820 in forme tardo barocche e restaurata ed abbellita ad opera dei padri rogazionisti di San Demetrio nel 1972. Nell’edificio sono presenti importanti opere d’arte tra le quali il “Purgatorio” la “Concezione” e “San Carlo Borromeo” di Teofilo Patini; All’entrata del paese, accanto l’antica torre campanaria risalente al XIII sec., vi è la “Chiesa Parrocchiale di San Demetrio” (XVII sec.) edificata sui ruderi di un tempio, dedicato probabilmente alla del Vesta, citata dall’Antinori nel 1329, fu completamente ristrutturata nel 1600 e dedicata a San Demetrio, martire di Tessalonia che visse alla fine del III sec. da quel momento il paese prese il nome del Santo protettore. Fra le opere d’arte un polittico del “Rosario” (1565) e una statua equestre in legno policroma a dimensione naturale di San Demetrio. A San Giovanni c’è la “Chiesa di San Giovanni Battista”, venne eretta come parrocchia tra l’XI e il XII sec. L’interno, cotituito da due corpi affiancati, conserva affreschi del ’400 e del ’500 tra cui spicca quello della Madonna di Loreto; Nei pressi di Cardabello c’è la “chiesa dell’Annunziata” a pianta centrale dalle forme tardo barocche all’interno e neoclassiche all’esterno, ospita tele del XVIII secolo ed alcune statue settecentesche; A Cardamone troviamo la “Chiesetta di Sant’Andrea di Avellino”, da qui parte la parrocchia San Demetrio “perscorso del Calvario” che sale verso l’omonimo colle. Lungo il percorso illuminato nelle ore notturne vi sono le stazioni della Via Crucis. Presso l’abitato di Stiffe vi è invece la “Chiesa di Sant’Andrea”, risalente al IX secolo. La facciata riportata in pietra a vista nel recente restauro, evidenzia elementi achitettonici di diverse epoche. All’interno alcune statue del XVI e XVII secolo in terracotta policroma; di rilievo il ciborio ligneo del XVII secolo.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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