Ospitalità nel chietino – Dove dormire a San Vito Chietino (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a San Vito Chietino (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SAN VITO CHIETINO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di SAN VITO CHIETINO (Ch) (m. 122 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di San Vito Chietino: 42°18′N 14°27′E
     
  CAP: 66038 -  0872 -  0872.618704 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI SAN VITO CHIETINO 0872.61911   0872.619150       0872.619134 - 00094240694
Come raggiungere San Vito Chietino:  Satzione: Pescara a 32 Km.   Aeroporto d'Abruzzo a 33 Km.  Uscita: Lanciano
 
HOTELS ED ALBERGHI A MARINA DI SAN VITO CHIETINO (CH)
**** HOTEL GARDEN
Contrada Portelle, 77 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 61164 - fax 0872 618908
 Servizi offerti dalla struttura













**** HOTEL GIARDINO MARE
Via Murata Bassa, 127 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 61499 - fax 0872 61599
 Servizi offerti dalla struttura















*** HOTEL LA CASCINA
Contrada Quercia Del Corvo, 52 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
 Servizi offerti dalla struttura

** HOTEL MIRAMARE
Via Vespucci, 1 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 61072 - fax 0872 619762
 Servizi offerti dalla struttura














RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE SAN VITO CHIETINO (CH)
La Storia del paese di San Vito Chietino. Periodo romano: Le prime notizie sul paese risalgono all'età romana quando già esisteva un porto frentano presso il torrente Feltrino; in epoca imperiale il porto venne utilizzato dai romani per i collegamenti oltre l'Adriatico ma ebbe anche importanza per le navi mercantili. Di quel periodo rimane parte del vecchio porto, vicino all'attuale lungomare di Gualdo di San Vito Marina. Il borgo, invece, non aveva perduto la propria popolazione, come ci è testimoniato da una chiesa in onore di San Vito Martire di epoca paleocristiana. Età Medievale: Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente San Vito seguì le sorti dell'area di appartenenza: fu occupata prima dai Goti (V - VI secolo), poi, dai bizantini (VI secolo) e dai longobardi (a partire dalla seconda metà del VI secolo), che fondarono il ducato di Spoleto, cui la località appartenne fino alla conquista normanna avvenuta nell'XI secolo. In quest'ultimo periodo il litorale visse un periodo di declino, il porto venne abbandonato e si ricoprì di pietre e detriti fluviali. In età alto medievale venne edificato un castello detto "Castellalto" di cui non si hanno notizie precedenti l'anno 1000. Nei secoli successivi san Vito e l'intero Abruzzo divennero parti integranti prima del Regno di Sicilia, poi del Regno di Napoli. In epoca angioina, un documento redatto nel 1385 attesta che la proprietà del porto di Gualdum (come ancora veniva denominato all'epoca), spettava all'Abbazia di San Giovanni in Venere.
CAMPEGGI A MARINA DI SAN VITO CHIETINO (CH)
La Storia del paese di San Vito Chietino. Nel XIV secolo gli abitanti del feudo di Sanctum Vitum si schierarono dalla parte del papa Urbano VI e il castello venne depredato dai gregari dell'antipapa Clemente VII comandati da Ugone degli Orsini. L'abate di San Giovanni in Venere(Fossacesia) chiese allora aiuto a Anxanum (l'odierna Lanciano) che però, dopo aver inviato un esercito che disperse gli assalitori, riuscì a volgere la situazione a proprio vantaggio facendosi dare in enfiteusi perpetua il feudo dall'abbazia di San Giovanni in Venere, mediante il pagamento di un canone di sessanta carlini d'argento. Il comune di Lanciano, in seguito, vedendo la floridezza economica raggiunta dal porto di San Vito, decise di conquistarlo. Gli abitanti della città marittima commerciale di Ortona iniziarono allora a preoccuparsi, e, temendo di perdere la propria supremazia marittima in zona, spinsero Ladislao, all'epoca sovrano del Regno di Napoli, a far revocare l'autorizzazione concessa a Lanciano di ristrutturare il porto. In tal modo però, si aprì un lungo periodo di lotte tra Lanciano ed Ortona. Nel 1427 San Giovanni da Capestrano riportò una pace provvisoria fra le due città stabilendo il confeudo del paese. Con la morte di Ladislao e con le conseguenti lotte per la sua successione, Lanciano ne approfittò per ristrutturare il porto, entrando così in guerra aperta con Ortona, che assoldò un pirata incaricato di demolire le strutture portuali di San Vito. Costui ne approfittò per depredare l'abitato e instaurare nella contrada un clima di terrore. Lanciano tuttavia riuscì a conservare il feudo di San Vito. Durante il periodo aragonese (1442-1501), il porto di San Vito venne usato per le fiere di Lanciano e il commercio marittimo. Il documento che attesta il periodo di pace tra Lanciano ed Ortona si trova ora presso la Biblioteca comunale di Lanciano.
VILLAGGI TURISTICI A MARINA DI SAN VITO CHIETINO (CH)
*** CAMPEGGIO VILLAGGIO COSTA D'ARGENTO
Via Murata, 135 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
 Servizi offerti dalla struttura










AFFITTACAMERE A MARINA DI SAN VITO CHIETINO (CH)
I Trabocchi di San Vito Chietino. I Trabocchi furono inventati nel XVIII secolo da famiglie ebree di pescatori, sulla costa di San Vito. Il trabocco più antico è infatti quello di Punta Turchino, descritto anche da D'Annunzio in uno dei suoi più celebri romanzi, Il trionfo della morte e ricostruito nel 2016 in seguito alla distruzione avvenuta due anni prima a causa di una violenta mareggiata. Successive costruzioni si ebbero anche in Puglia (Vieste e Peschici). Oggi i trabocchi sono stati ricostruiti ed ampliati rispetto ai precedenti originali, ma non sono più funzionali al loro scopo precipuo, ovvero quello della pesca. Diversamente non potrebbe essere, anche perché, nonostante gli importanti interventi di raccolta delle aste fognarie effettuati dai comuni del bacino imbrifero fin dagli anni sessanta, il funzionamento non sempre a pieno regime degli impianti di depurazione che sussiste ancor oggi ha permesso in varie occasioni l'accumulo di una certa quantità di agenti inquinanti nel torrente Feltrino che sfocia nei pressi del molo, rendendo non sempre commestibile l'eventuale ittiofauna pescata.
BED & BREAKFAST A MARINA DI SAN VITO CHIETINO (CH)
BED & BREAKFAST CASALE BORGA
Contrada Vicende, snc - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 320 3167941 - fax 0872 715284
BED & BREAKFAST CASOLARE D'ERCOLE
Contrada Balsamate, 41 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 711819 / mobile 338 9455035 - fax 0872 711819
BED & BREAKFAST COLA DI TURCHINO
Contrada Portelle, 146 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 61320 / mobile 333 3308709 - fax 0872 61320
BED & BREAKFAST IL GOLFO DEGLI ARANCI
Contada San Fino, 214 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 609212 / mobile 329 1525951
BED & BREAKFAST LA CONTRADA
Contrada Cese, 44 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 619067 / mobile 328 0297869 - 328 1017681
BED & BREAKFAST LA FINESTRA SUI TRABOCCHI
Lungomare Di Gualdo, 31 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 320551 / mobile 347 2769344 - 320 1795101
BED & BREAKFAST LA SCOGLIERA
Via Adriatica Nord, 71 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 660010 / mobile 339 2548733
BED & BREAKFAST LO SCOGLIO
Contrada San Fino, 217 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
BED & BREAKFAST TRABOCCHI
Contrada San Fino , 68 - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
tel. 0872 609172 / mobile 329 934922 - fax 0872 609172
BED & BREAKFAST VILLA MARI
Via Lanciano, 3 - Frazione Santi Apollinare - 66035 Marina di San Vito Chietino (Ch)
CASE PER VACANZA A MARINA DI SAN VITO CHIETINO (CH)
I monumenti e i luoghi di interesse a San Vito Chietino. Architetture religiose: Chiesa di San Rocco. È sita sul belvedere di Sant'Apollinare. È a navata unica coperta da capriate. La facciata è semplice con timpano triangolare il quale ospita due campame. Recentemente è stata restaurata. Chiesa di San Gabriele dell'Addolorata. È sita in località Bardella presso l'autostrada A14. Fu edificata mediante un progetto realizzato da Vito Iezzi del 1981. I lavori cominciarono nel 1982 e terminarono nel 1986. L'inaugurazione avvenne il 31 maggio con la presenza dell'arcivescovo Antonio Valentini. Particolarità dell'edificio è l'urna interna con le reliquie di San Gabriele. Fra il 1992 ed il 1995 venne ultimato il salone sotto la chiesa. La facciata principale è preceduta da una scalinata. L'accesso è preceduto da un portico. L'interno è ad aula unica con presbiterio e sagrestia. Chiesa di San Francesco da Paola. È sita presso il belvedere Marconi. È una cappella di uso privato della famiglia Lucà-Dazio e Tosti. La chiesa è stata interamente ricostruita nel 1720. L'impianto ad aula unica suddivisa da due campate e con decorazioni in stucco. L'altare e posto sotto una nicchia con una statua di Cristo. La facciata è suddivisa da due paraste in stile dorico. Inoltre nella facciata vi sono due aperture rettangolari, una nicchia posta fra due edicole semicircolari, una finestra rettangolare ed un'altra finestrella a forma di occhio che permette l'aerazione del sottotetto. Nel 2006 è stata dichiarata di interesse culturale.
APPARTAMENTI PER VACANZA A MARINA DI S. VITO CHIETINO (CH)
I monumenti e i luoghi di interesse a San Vito Chietino. Architetture religiose: Chiesa della Madonna delle Grazie. È sita nella frazione Sant'Apollinare. Mancano dati certi della sua fondazione, tuttavia si può attestare alla fondazione del centro abitato, verso il XIII-XIV secolo, ma qualcuno vuole la fondazione all'epoca dei bizantini. La facciata principale è in mattoni. Il portale è posto fra due lesene ioniche che sorreggono una trabeazione che a sua volta sorregge un timpano triangolare. La torre campanaria è su quattro livelli. L'interno è ad aula unica suddivisa da tre campate con volta a vela. Il presbiterio è posto al termine della navata. Nell'interno vi è un mosaico in stile bizantino raffigurante l'"incoronazione della Vergine". Altre opere all'interno della chiesa sono: un organo, una campana del XVI secolo, un dipinto raffigurante la Madonna del XVII secolo ed una statua della Madonna delle Grazie in argento. Chiesa dell'Immacolata Concezione. È sita in Corso Matteotti. La fondazione risale alla seconda metà dell'Ottocento. La facciata è in stile tardo-cinquecentesco, e risale al 1910, come dice l'iscrizione del portale. La facciata è preceduta da una scalinata è rivestito da travertino. Le due nicchie sopra i due portali laterali ospitano le statue di San Vito e di papa Giovanni XXIII. Il campanile è posto sul retro della chiesa ed è scandito da cornici marcapiano. L'interno è suddiviso da colonne corinzie e a croce greca con abside semicircolare. Nella chiesa vengono conservate delle opere di oreficeria del XV secolo fra cui una croce d'argento cesellato e delle tele del cinque-seicentesche. Chiesa della Madonna delle Vigne. È sita in contrada Sciutico. Terminata nel 1969 presenta un impianto con un'aula unica. La sagrestia è inglobata nel campanile. L'accesso è su un lato. Chiesa della Madonna del Porto. È sita a San Vito Marina. L'interno è a navata unica con cappelle laterali e travi prefabbricate in cemento armato. Risale alla seconda metà del XX secolo. L'ingresso della chiesa è preceduto da un porticato con tre fornici che ripercorrono i tre ingressi. L'esterno è in mattoni. Un campanile è sito nel lato orientale della chiesa. Molto bella è la processione in mare durante uno dei giorni della festività, precisamente l'ultima domenica di luglio.
CASE PER LE FERIE A MARINA DI SAN VITO CHIETINO (CH)
I monumenti e i luoghi di interesse a San Vito Chietino. Architetture militari: Resti del castello. Il castello fu costruito assieme all'abbazia di San Giovanni in Venere, e andò in gran parte distrutto durante la battaglia del Sangro nel corso della seconda guerra mondiale. Oggi rimangono le mura e un torrione. Palazzo baronale d'Onofrio. È una parte del vecchio castello trasformato in residenza gentilizia. Edifici civili: Eremo dannunziano - Eremo delle Portelle. Anche se viene chiamato eremo si tratta di una casa rurale in località Portelle, in cui soggiornò Gabriele D'Annunzio nell'estate del 1889 con l'amica e ispiratrice Barbara Leoni che qui ha trovato sepoltura nel 2009, a sessanta anni dalla morte avvenuta a Roma nel 1949. La casa è situata ai bordi di un promontorio che si affaccia sull'Adriatico, a breve distanza dalla linea costiera, e anch'esso è considerato parte integrante dell'eremo. Visitabile su richiesta, appartiene a privati, ed è invalso l'uso, da parte di alcuni visitatori abituali di lasciare un fiore nell'ipogeo in cui è sepolta la Leoni. L'edificio, pur presentando forme ascrivibili all'architettura rurale ottocentesca abruzzese, si riallaccia stilisticamente, in una delle facciate, al neogotico tipico degli edifici pubblici di area lombarda. La pianta è a base quadrata e la costruzione è su due livelli. Al piano terra vi è un porticato che segue il piano superiore di cui la parte centrale della facciata è avanzata al resto dell'edificio. Ai lati vi sono due fornici. Il fronte è in arenaria. La parte dell'edificio utilizzata dal poeta non presenta elementi di degrado. Attualmente l'edificio è adibito a casa-museo dedicata a Gabriele D'Annunzio. Il promontorio, denominato anch'esso "dannunziano", si configura, come abbiamo già fatto accenno, come parte dell'eremo e ospita un piccolo centro di documentazione sulla flora e fauna marina della zona. È situato al di sopra del Trabocco Turchino, descritto e immortalato da D'Annunzio in uno dei suoi romanzi, Il trionfo della morte.
COUNTRY HOUSE SAN VITO CHIETINO (CH)
I monumenti e i luoghi di interesse a San Vito Chietino. Palazzo Tosti. È sito a piazza Garibaldi. La scarsità di documenti e fonti storiche rendono difficile la datazione della costruzione dell'edificio, tuttavia, vista l'analogia di altri edifici del periodo, si può ricondurre tra la seconda metà del XVIII secolo e la prima metà del XIX secolo. L'edificio è su tre livelli. Al pian terreno delle aperture incorniciate da elementi bugnati fanno accedere a dei negozi. Una cornice in laterizio separa il piano terra dal secondo piano. Le finestre del primo piano sono incorniciate da mattoni. Nel terzo livello quattro aperture immettono su altrettanti balconi sorretti da mensole. Gli angoli cantonali sono in laterizio ai primi due livelli, mentre all'ultimo sono decorati da paraste corinzie. Il fronte è coronato da un cornicione classico. Palazzo Renzetti. È sito in Corso Trento e Trieste presso il Belvedere Marconi. Il palazzo risale alla metà dell'Ottocento. La facciata è degradata da vari segni del tempo come l'umidità di risalita, la caduta dell'intonaco e la malta usurata in più punti. Lo stabile si sivluppa su tre livelli. Al piano terra vi sono tre porte di cui due con arco a sesto ribassato ed uno è decorato con stile bugnato e presenta ai lati delle lesene che sorreggono una trabeazione che a sua volta sostiene il balcone sovrastante. Sopra le finestre dell'ultimo livello vi sono delle aperture circolari, sopra vi è la cornice di coronamento classico. Palazzo D'Onofrio. È sito nel lato occidentale del poggio fortificato di Sant'Apollinare. Attualmente viene utilizzato come casa colonica della famiglia d'Onofrio. Numerosi documenti citano l'esistenza dell'edificio dal Medioevo, in alcuni viene addirittura citato come castello tipo: una bolla del papa Alessandro III del 1176, alcune carte geografiche dei Musei Vaticani del 1581 e una pianta del geometra Donato Forlani del 1873. Il fabbricato versa in uno stato di degrado per via di essere una residenza occasionale. L'accesso all'edificio è consentito per via di un portale in laterizio e coronamento ad arco. Il corpo di fabbrica è intonacato e circondato da un porticato con archi di dubbia collocazione storica. Inoltre vi sono un cortile ed una serie di fabricati usati come rimesse. Nella facciata principale è visibile la struttura originaria ove due dei tre livelli sono caratterizzati da contrafforti a scarpa e costituiti di pietra sbozzata. Palazzo Altobelli. È sito a Corso Trento e Trieste. Verosimilmente è stato costruito nella seconda metà dell'Ottocento su tre livelli. Case Liberty. Trattasi di case site lungo la fascia costiera che parte da località Portelle ed arriva a Valle Grotte. Sono stare realizzate durante la prima metà del XX secolo nello stile liberty abruzzese.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' A MARINA DI SAN VITO CHIETINO (CH)
I monumenti e luoghi d'interesse a San Vito Chietino. Fonte Grande. È sita in località Rio Fontane. Fu realizzata nel 1914 e recentemente restaurata. La pianta centrale presenta una massiccia struttura quadrata per addurre l'acqua. Un porticato con pilastri segnati da lesene che sorreggono degli archi a tutto sesto è addossato all'elemento centrale. Fonte Cupa. È sita in località Rio Fontane. Fu realizzata nel 1814 e recentemente restaurata. È costituita da un fronte lapideo realizzato in conci di pietra arenaria decorato da figure antropomorfe mediante le quali sgorga l'acqua. Il coronamento è a timpano triangolare. Trabocco del Turchino. È sito in località Portelle presso un piccolo sperone roccioso detto promontorio di Capo Turchino. È realizzato con palizzate di legno senza fondamenta ma tenute in equilibrio mediante strallo di cavi e fissaggio dei pali alla roccia. Il percorso sui pali è realizzato con delle travi sempre in legno, molte delle quali scomparse per via della deteriorabilità dei materiali, che dalla riva porta al casolare della pesca e ad una piattaforma ove era possibile pescare mediante un sistema di tiranti e bilancieri si poteva calare ed issare le reti da pesca. Recentemente è crollato a causa delle forti mareggiate e della scarsa manutenzione, suscitando forti critiche dai cittadini. La grotta delle Farfalle. Esattamente al confine tra i territori dei comuni di San Vito Chietino e Rocca San Giovanni, è posta la Grotta delle Farfalle, curiosità naturalistica del territorio della Costa dei Trabocchi. Il territorio della Grotta delle Farfalle è attualmente compreso tra i siti SIC (Siti di Interessi Comunitario) ed è entrata di recente nell'elenco delle riserve naturali regionali. La sorgente di Pagliarone e Fontamara. La costruzione dell'acquedotto di San Vito Chietino nel 1906, realizzata acquistando dal Comune di Treglio la sorgente posta tra le Contrade San Giorgio e Pagliarone, determinò la violenta opposizione dei contadini di quest'ultima località coinvolti dall'esproprio della sorgente. Tale evento, secondo l'opinione di taluni, fornì allo scrittore abruzzese Ignazio Silone l'ispirazione per il romanzo Fontamara.
RIFUGI E BIVACCHI A SAN VITO CHIETINO (CH)
Eventi a San Vito Chietino: 20 marzo e 15 giugno: festa patronale di San Vito Martire; Dal 5 luglio al 30 agosto: Mercatino artigianale "Curiosando"; 8-10 luglio: "Summer Beer Festival ". Persone legate a San Vito Chietino: Garibaldo Bucco (San Vito Chietino, 1861), scrittore, autore de "I giardini dannunziani", redattore de "Il Messaggero" e collaboratore nella stesura del Vocabolario dei Sinonimi del Tommaseo. Anna Nenna D'Antonio (San Vito Chietino, 2 agosto 1927) è una politica italiana. Carlo Altobelli, (San Vito Chietino, 1857 - Napoli, 1917), avvocato e uomo politico. Principale accusatore di Giolitti nello scaldalo della "Banca Romana". Gabriele D'Annunzio, (Pescara, 12 marzo 1863 - Gardone Riviera, 1º marzo 1938), poeta, ospite illustre di San Vito Chietino, dove iniziò a scrivere e ambientò uno dei suoi più celebri romanzi, Il trionfo della morte. Visse per un periodo di tempo in una casa colonica ai bordi di un promontorio, noti attualmente come eremo dannunziano. Leandro Verì, (San Vito Chietino, 1903 - Savona, 1938), carabiniere e medaglia d'oro al valor militare. Vito Piccinino detto "Vituccio" Ex Sindaco di San Vito Chietino che si prodigò per lo sviluppo sociale e culturale del paese. Andrea Borga (San Vito Chietino, 19 marzo 1838 - 28 agosto 1954). Filosofo e politico. Giulia Alberico (San Vito Chietino, 1949). È una scrittrice italiana. Attualmente vive a Roma. Adelfio Renzetti (Filadelfia, 27 settembre 1913 - ..). Nato da famiglia originaria di San Vito Chietino fu pittore e decoratore. Nel 1920 giunge a San Vito. Nel 1930 si arruola come volontario per la Marina. Durante la leva militare si diploma al liceo di Palermo. Alla fine degli anni quaranta apri uno studio di fotografia. Ivan De Nobile (Lanciano, 1979). Residente a San Vito. Sportivo, ciclista professionista nella Universal caffè e componente della nazionale italiana Juniores di ciclismo. Pietro Cupido (San Vito Chietino, 14 febbraio 1940). Storico sanvitese, autore di libri su San Vito e sui trabocchi. Andrea Berghella (Sant'Apollinare, San Vito Chietino, 20 aprile 1931). Medico Illuminato, da Primario di Ginecologia contribuisce a portare ad altissimo livello l'Ospedale Civile di Popoli, facendolo affermare come Centro di Eccellenza Nazionale nel periodo in cui era in carica. Si dedica inoltre per 16 anni anche all'Insegnamento nella Scuola di Specializzazione di Ostetricia e Ginecologia di L'Aquila con il Corso di "Operazioni Chirurgiche Ginecologiche". Si distinse inoltre per l'impegno sociale attraverso associazioni di service e volontariato, prima tra tutte il Rotary Pescara Ovest.
Cenni storici di San Vito Chietino. Per trovare le prime notizie sul borgo di San Vito Chietino dobbiamo tornare all'epoca della Repubblica Romana: infatti già a quel tempo esisteva un porto costruito in prossimità del fiume Feltrino risalente all'epoca frentana. Il porto venne poi utilizzato dai Romani nel periodo dell'Impero come base per i collegamenti al di là dell'Adriatico ed ebbe anche notevole importanza strategica come rifugio per le loro navi mercantili. Nel XI secolo il lido conobbe un periodo di decadenza (comune a tutta la costa adriatica in quel tempo) e fu abbandonato, lasciandolo riempire di pietre e detriti portati dal fiume. La vita invece continuava sul borgo costruito sulla collina sovrastante il porto dove già in epoca paleocristiana venne edificata una chiesa in onore di San Vito Martire: nel medioevo venne costruito un castello, chiamato Castellalto, di cui però non si hanno notizie precedenti l'anno Mille. Il castello, di cui al giorno d'oggi si possono ancora osservare alcuni resti delle mura di cinta nel centro storico del paese, cambiò successivamente il suo nome in quello del martire che dava già il nome al borgo che si estendeva intorno ad esso. Nel 1385 un documento pervenutoci attesta la proprietà del castello e del porto di Gualdum all'abbazia di San Giovanni in Venere. Successivamente, dopo che gli abitanti del feudo di Sanctum Vitum si erano schierati a favore del Papa Urbano VI, il castello venne saccheggiato dai seguaci dell'Antipapa Clemente VII, guidati da Ugone degli Orsini. L'Abate di San Giovanni in Venere invocò allora l'aiuto della limitrofa cittadina di Anxanum (oggi Lanciano), che riuscì a ribaltare la situazione ed ottenne così in enfiteusi perpetua il feudo di San Vito pagando un canone annuale di 60 carlini d'argento all'abbazia di San Giovanni in Venere. Lanciano vide nel porto di San Vito un ottimo mezzo per aumentare il commercio in entrata ed uscita per le sue fiere, già famose in tutta Italia, ed iniziò così la ristrutturazione del porto. Questa situazione scatenò la preoccupazione di Ortona, che vedeva così minacciata la sua egemonia sul mare che deteneva nella zona: così gli ortonesi ricorsero a Ladislao, allora re del Regno di Napoli, che revocò a Lanciano l'autorizzazione per ricostruire il porto sanvitese. Da questo avvenimento scaturì un lungo periodo di guerre tra Lanciano e Ortona per il possesso del feudo di San Vito, che veniva ora posseduto da l'uno, ora da l'altro. Ci fu solo una pace provvisoria grazie a san Giovanni da Capestrano, che nel 1427 mise d'accordo le due città stabilendo il condominio del feudo, ma la pace fu breve.
Cosa vedere a San Vito Chietino. "Il paese delle ginestre", come D'Annunzio amava definirlo, è un'affascinante cittadina della riviera frentana, ora importante stazione turistica di quella parte della costa abruzzese detta mediterranea. Il suo territorio è caratterizzato dalla presenza di vigneti e uliveti e proprio la pregiata produzione di oli ha procurato al Comune il titolo di Città dell'olio. Nota per i suoi spettacolari belvedere, su una costa monumentale, caratterizzata dalla presenza dei suggestivi trabocchi, San Vito è rinomata per essere stata testimone della grande passione che D'Annunzio visse proprio in questi luoghi con Elvira Leoni. Affacciandosi sullo strapiombo del promontorio delle ginestre, si può scoprire il trabocco descritto dal Vate "proteso sugli scogli, simile a un mostro in agguato, con i suoi cento arti". Poco prima della deviazione per il belvedere, proprio sulla statale 16, c'è l'Eremo Dannunziano: la casa colonica dove il Vate si rifugiò con la sua amante e dove ideò la tragedia "Il trionfo della Morte". Antico borgo fortificato, Sanctum Vitum, per molto tempo rimase legato al destino dell'Abbazia di San Giovanni in Venere. A causa della sua distruzione ad opera del conte di Manoppello, i monaci benedettini donarono il borgo alla città di Lanciano che, consapevole del dono che le era stato fatto, migliorò lo scalo marino e fece di San Vito il punto di forza dei suoi traffici commerciali. Con la fase di declino del commercio legato alle fiere il porto di San Vito non fu più utilizzato e fu venduto come feudo. Nell'epoca risorgimentale il paese si è contraddistinto per la sua lotta contro l'egemonia dei Borboni. Da vedere: la Chiesa di S.Vito, con facciata del XVI sec.; la chiesa di S.Maria del porto (XVI sec.); il Palazzo Baronale (XIV sec.); le chiese di S.Rocco (XIV sec.) e Madonna Delle Grazie nella frazione di S.Apollinare ed infine l'Eremo dannunziano; presso la località Murata Bassa è possibile visitare gli interessanti resti archeologici di una Villa romana risalente al I sec. a.C. Da gustare: le seppie ripiene alla sanvitese; i tacconcini al sugo di pesce e "Lu rintrocele"(pasta fatta a mano e tagliata con uno speciale matterello). Il dolce tipico è il cjiellipjiene. Eventi: l'ultima domenica di luglio, le tradizioni marinare danno luogo ad una celebrazione in onore della Madonna del Porto, con una processione di barche in mare; Mercatino dell'antiquariato ogni venerdì di luglio e agosto, loc. Marina di San Vito.
Sito Archeologico di Murata Bassa di San Vito Chietino. La parte più antica del sito può essere ascrivibile al I secolo d.C., mentre vari reperti attesterebbero che l'insediamento era abitato almeno fino al VI secolo. I recenti scavi, iniziati nel 1991 e continuati con maggior sistematicità nel 1994, hanno riportato alla luce le vestigia di una antica costruzione di età tardo-repubblicana con basamenti di colonne a sezione quadrata e circolare. La struttura, realizzata in opera incerta e ciottoli, era probabilmente una fornace che produceva oggetti in terracotta, in particolare lucerne di cui sono state rinvenute tre matrici di grande valore archeologico, data la rarità di questo tipo di reperto. Inoltre, è venuta alla luce una grande quantità di materiale ceramico del tipo a vernice nera. Il sito fu certamente occupato fino al VI sec. d.C., in quanto sono stati ritrovati, oltre a resti di monete di età tardo-antica, sepolture e lucerne in terracotta del periodo bizantino. Il Sito Archeologico di San Vito Chietino. L'impianto originario dell'insieme, databile al I sec. a.C. è da riferire probabilmente ad un vicus connesso all'esistenza di un piccolo approdo. Si parla di piccolo approdo rispetto ai porti principali rappresentati da Pescara, Punta Penna ed Ortona capaci di accogliere le navi di grossa stazza. A San Vito, come a Fossacesia e Casalbordino, si effettuavano collegamenti sotto costa con natanti di dimensioni più ridotte. In esso sono presenti delle strutture riconducibili a delle cisterne probabilmente delle peschiere. All'interno di una di queste vasche furono rinvenute due monete una di Lucio Ceionio Comodo Vero comunemente chiamato Lucio Vero (imperatore romano del II sec.) ed un'altra di Marco Aurelio Valerio Massimiano meglio conosciuto come Massimiano (imperatore romano della fine del III sec.) Il complesso ha subito nel I sec. d.C. una ristrutturazione che ha visto la realizzazione di una fornace per la produzione anfore e di lucerne del tipo Firmalampen.
Il Porto di San Vito o Porto di Gualdo. La presenza del termine "gualdum", in longobardico "wald" che significa "selva" "bosco", ci porterebbe a pensare, così come descritto dallo storico Domenico Romanelli, più che ad un approdo marino ad una darsena interna (Fig. 1) ma comunque non molto distante dalla foce del Feltrino, eccone la descrizione: "... costì l'acqua del mare penetrava assai dentro della cupa e lunga vallata, che congiunta alle acque scorrenti, ed opposte del fiume, formava un bacino ed un sicuro ricettacolo delle navi da carico, che vi approdavano. Lunghe mura dall'una e dall'altra parte servivano di sostegno al terreno, ed a' colletti vicini, che non rovinassero, ne impedivano il rincalzamento, e davano al porto una certa forma di leggiadria. Per ingiuria de' tempi, e molto più per incuria dei soprastanti, si ruppero le mura, che ne chiudevano la circonferenza, e non usandosi la tanto necessaria avvertenza di ripulirlo specialmente nel canale di comunicazione, dove l'acqua ingorgava, dalla gran copia di arena, e di sassi là gettata dalle furie dell'Adriatico, il porto si chiuse e restò abbandonato". Il Porto di San Vito nella contesa tra Lanciano ed Ortona. Si narra che tutto iniziò la notte del 4 ottobre del 1250 quando fu data alle fiamme una nave lancianese alla qual cosa seguì da parte di Lanciano sia la richiesta di risarcimento dei danni sia la consegna dei promotori ed esecutori del gesto. Purtroppo le istanze dei lancianesi non furono ascoltate e da quel momento si ebbero vari atti di ritorsione da una parte e dall'altra, anche di una certa ferocia. L'anno seguente, infatti, gli ortonesi rispedirono indietro tutte le navi dei mercanti stranieri che dovevano recarsi alle Fiere di Lanciano. Il danno economico e di immagine fu tale da spingere i lancianesi a portare un attacco ad Ortona incendiandone le porte della città e riuscendo anche a prendere in ostaggio alcuni ortonesi. In una imboscata portata presso il fiume Feltrino si ebbe un durissimo scontro armato fra le opposte fazioni. I lancianesi ricacciarono indietro i soldati di Ortona e riuscirono a catturarne sette. La crudeltà della lotta raggiunse livelli inauditi: i lancianesi tagliarono il naso e le orecchie ai prigionieri e li infilzarono su dei rami mostrandoli come trofei per tutta la città. Poi, proprio davanti al Palazzo del Governatore, eressero una colonna i cui mattoni erano tenuti insieme da un composto formato da calce impastata col sangue degli ortonesi. E' la famosa "Colonna della Vendetta" (Fig. 1) ancora visibile all'inizio della salita di Corso Roma dove successivamente fu trasferita ed utilizzata come sostegno ad un'arcata.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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