Ospitalità nel chietino – Dove dormire a San Giovanni Lipioni (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Ospitalità nel chietino – Dove dormire a San Giovanni Lipioni (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
 
Ospitalità nel Paese di SAN GIOVANNI LIPIONI (Ch) (m. 563 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di San Giovanni Lipioni: 41°51′N - 14°34′E
     
  CAP: 66050 -  0873 -  0873.952224 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI SAN GIOVANNI LIPIONI 0873.952231  0873.952244       0873.952231 -  00249220690
Raggiungere San Giovanni Lipioni: e Chieti  Aeroporto d'Abruzzo a 108 Km.  Uscita: Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo
 
HOTELS ED ALBERGHI SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
I Monumenti e i luoghi di interesse a San Giovanni Lipioni. Borgo fortificato: Probabilmente risale al XIII-XIV secolo. Il borgo si sviluppa su di un crinale con gli isolati posti a pettine lungo un asse mediano che si sviluppa in asse nord-sud in cui gli edifici principali sono la chiesa parrocchiale sita a nord ed il palazzo Lozzi-Grosso. La chiesa forse era collegata tramite un sottopassaggio (passante per la Porta da Capo) al palazzo baronale Marinelli, oggi non esistente più. Invece, nel palazzo Lozzi-Grosso (risalente al XVII-XVIII secolo) sopravvive un sottopassaggio (passante per la Porta da piedi). Le mura vengono ricordate nei toponimi, tra cui: orto della corte sotto le mura e via sotto le mura. Delle case-mura sono visibili quasi tutti i tratti composti da murature a scarpa ed archi di sostegno delle case servite da strade di servizio passanti per sotto-portici, attraverso gradinate, passaggi arcuati e sotterranei.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Lipioni. È sita in largo della chiesa. Risale al XVI secolo. La facciata è a capanna divisa in due livelli da una cornice marcapiano, verticalmente divisa da paraste e lesene. L'esterno è stato intonacato ed arredato di frammenti lapidei del XIV secolo tra cui un capitello, un rosone ed un leone stiloforo. La porta è in pietra calcarea alternata a laterizio. L'interno è stato rinnovato tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX secolo è a navata unica. L'organo è stato portato via insieme agli arredamenti nel dopoguerra. La chiesa è stata costruita nel 1504. La chiesa sorge sulla sommità del paese, su un sito originariamente occupato da un tempio pagano, nominato nella Tavola Osca di Agnone.
CAMPEGGI SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
Fonte vecchia a San Giovanni Lipioni. È sita in via fontana vecchia. Del 1808 è il primo restauro poi ripreso nel 1821. Un secondo restauro risale al 1832. Invece, del 1844, è una ristrutturazione globale col recupero delle vene acquifere. La fontana è composta da pilastro, archi a tutto sesto, mascheroni e lastre a figure vegetali ed animali, forse provenienti da una fontana preesistente. Oggi è di proprietà della famiglia Rossi-Cianci, in forza di un atto di cessione da parte del Comune, risalente al 1960.
VILLAGGI TURISTICI SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
Casa della famiglia Lozzi a San Giovanni Lipioni. XVI secolo. La cerchia urbana di San Giovanni ripete lo schema dell'insediamento di crinale “con sviluppo a pettine bifrontale con isolati disposti perpendicolarmente ad un asse mediano” con asse Nord-Sud. L'asse mediano corrisponde ancora oggi a due importanti edifici architettonici: la chiesa parrocchiale ed il Palazzo Lozzi. Casa della famiglia Rossi: Risale al XVII secolo, contraddistinta da un poderoso arco in pietra e da un portone con fregi d'epoca. Cappella di Santa Liberata a San Giovanni Lipioni. È sita fuori dal centro abitato. Originariamente edificata tra il XII e il XIII secolo, con un caratteristico rosone a forma di croce, che spicca sulla facciata in pietra, con due bifore. La cappella è stata recentemente restaurata.
AFFITTACAMERE SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
Eventi e manifestazioni a San Giovanni Lipioni. 1º maggio: festa del Majo con processione di ghirlande di fiori; sagra delle scrippelle; agosto: agosto sangiovannese con serate danzanti e letture di poesia; Meta di agosto: sagra delle sagne apezzate e salsiccia; 20-21 agosto: festa di San Felice e Sant'Antonio; terza settimana di ottobre: sagra delle "Scorpelle" fave e castagne. Personaggi legati a San Giovanni Lipioni: Fabio Grosso, ex calciatore ed allenatore italiano, campione del mondo nel 2006: la sua famiglia è originaria di questo paese, pur essendo lui nato a Roma e vissuto a Pescara. Economia: La marcata tendenza verso il decremento della popolazione ha determinato l'assenza di significative forme di occupazione. È presente una cooperativa, operante nel settore dell'edilizia. Prevalgono le piccole imprese agricole, dedite alla produzione di olio, vino e frutta.
BED & BREAKFAST SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
'Festa del Majo', a San Giovanni Lipioni la tradizione continua. SAN GIOVANNI LIPIONI(CH) - Tradizione sempre sentita quella della Festa del Majo a San Giovanni Lipioni. La ricorrenza ha origini antichissime, legata ai riti propizatori della primavera, e coinvolge tutte le fasce d'età del paese richiamando anche turisti da località vicine e lontane. Il 30 aprile vengono raccolti nei boschi che circondano il comune i fiori di stagione - in prevalenza ciclamini - con i quali si adorna la croce che nel pomeriggio del primo maggio farà il giro del paese. Il giorno della festa, dopo la celebrazione religiosa, si dà vita alla tradizionale processione - quest'anno accompagnata da una banda  che unisce aspetti 'sacri e profani'. Il corteo si ferma di casa in casa intonando una filastrocca alla quale si aggiunge una strofa augurale a seconda della situazione: «si fanno gli auguri di guarigione se in casa qualcuno è malfermo in salute; si fanno gli auguri di contrarre un buon matrimonio se in famiglia c’è una giovinetta in età da marito e cosi di seguito, ben conoscendo la compagnia quale può essere l’augurio più propizio per ognuno dei nuclei visitati. Ad auguri ultimati dopo aver ricevuto il mazzetto di fiori staccato dalla croce, la famiglia visitata offre un rinfresco con dolci, prosciutto, ventricina e formaggi. Nessuna famiglia viene lasciata senza gli auguri di un buon raccolto (bonànne) e senza gli auguri personalizzati. La cerimonia avrà conclusione a tarda notte».
CASE PER VACANZA SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
Festa del Majo a San Giovanni Lipioni. La rievocazione della Festa del Majo, festa di origini antiche e pagane, ha lo scopo di promuovere la permanenza tra la comunità umana e il suo passato, riscoprire il legame che lega l’uomo alla natura, evidenziato da questi riti di rigenerazione e il ritorno ciclico di: vita – morte –rinascita. Questo simbolismo culturale è sempre attuale, perché rappresenta le radici stesse della nostra civiltà. Infatti, la scelta del colore verde ed i vari tipi di fiori, ad iniziare dal maggiociondolo, si associano alla natura. Il Majo, l’oggetto di culto della natura, è rappresentato da un giovane maschio che indossa un alto cappello conico, (realizzato con un’intelaiatura di canna, coperto di paglia e da mazzetti di fiori).
APPARTAMENTI PER VACANZA SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
Alcuni stralci della storia di San Giovanni Lipioni, integralmente tratti da “Sulle orme dei padri” di Luciano Picciani. Di documenti molto antichi che possono far supporre una presenza stabile di popolazioni italiche nel territorio di San Giovanni Lipioni non ve ne sono,così come non sono stati rinvenuti reperti archeologici che possano indurre lo storico alle dovute attenzioni; sono state però rinvenuti nell’agro di questo comune reperti di epoca romana risalenti all’ultimo periodo Repubblicano: la famosa “testa di bronzo” ed una statuetta in bronzo di 14 cm di altezza; vi è poi la Tavola Osca di Agnone che individua in loco un tempio pagano su cui, per effetto dell’affermarsi della religione cristiana, fu riedificata una chiesa. Possiamo, quindi, tracciare la nostra storia con grosse difficoltà per il primo periodo, solo partendo dalla conquista romana di questi territori difesi con ostinazione dalle impavide popolazioni sannitiche. Abitava il territorio la tribù dei Pentri che da Bovianum Vetus si irradiava fino ad inglobare il medio Trigno, mentre ad occidente, nella zona di Schiavi, insisteva la tribù Carecina ed a Nord la tribù Frentana. Non è facile ricostruire, se non per grandi linee, i confini territoriali di queste Tribù, ma pensiamo che l’agro di San Giovanni Lipioni fosse sotto controllo amministrativo dei Pentri. La tradizione racconta che il popolo Sannita si sia formato dalla fusione dei Sabelli con le popolazioni indigene degli “Opici”, e ciò avvenne in seguito al rito della “Primavera Sacra” in cui un toro guidò i Sabelli nel territorio degli Opici. Non sappiamo molto di più, se non che dopo la conquista della Campania, V secolo a.C., da parte di questo nuovo popolo assimilato lo stesso fu chiamato “Osco”. Il nome in forma originale,inciso in una moneta, è “Safinim” e fu dai Greci, che ignoravano all’epoca il suono della F adattato.
CASE PER LE FERIE SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
La Chiesa Valdese a San Giovanni Lipioni. I Valdesi, movimento religioso sorto intorno al 1174 ad opera di un ricco mercante di Lione, Pietro Valdo, furono per secoli perseguitati e ghettizzati nelle valli delle Alpi Cozie (Val Pellice, Val Chisone, Val Germanasca). Essi poterono uscire da quelle valli solo dopo che il Re Carlo Alberto, pressato dalle potenze straniere, concesse lo Statuto , 8 febbraio 1848. Il 17 dello stesso mese pubblicò le Lettere Patenti con le quali furono riconosciuti ai sudditi Valdesi gli stessi diritti degli altri.: diritto allo studio, diritto all’esercizio delle professioni, diritto all’acquisto di terre ecc. Diritti civili, ma non ancora libertà religiosa. Le Lettere Patenti, recitavano, infatti < nulla, però, è innovato quanto all’esercizio del loro culto….>. Finito il ghetto i colportori, gli evangelisti e i pastori potevano uscire senza incorrere in troppe cattive sorprese. Nel 1861 si celebra l’Unità d’Italia e nasce il primo Parlamento italiano. Tutte le regioni dell’Italia meridionale, malgovernate, erano in uno stato di grande miseria. I giovani furono costretti ad emigrare e a cercare migliore fortuna oltreoceano. Ebbe, così, inizio, nella seconda metà del 1800, un massiccio flusso migratorio verso gli Stati Uniti e verso l’America Latina: Argentina, Paraguay ed Uruguay. Come dai paesi vicini, anche da San Giovanni Lipioni partirono numerosi ragazzi di appena quattordici /quindici anni in cerca di fortuna. Molti emigrati, giunti in America, venendo a contatto con le confessioni religiose non cattoliche si convertivano. Quando poi facevano ritorno al loro paese parlavano della “ nuova religione” com’essi dicevano. Anche un giovane di San Giovanni si convertì ed entrò a far parte dell’Esercito della Salvezza nello Stato del Main.
COUNTRY HOUSE SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
Tradizioni - Il Majo. Non sappiamo esattamente datare questa tradizione ma, rinvenendo in essa elementi di riti pagani compenetrati da elementi religioso-cristiani, siamo orientati a collocarla intorno al VI – VII secolo dell’era volgare. Comunque sia è certo che il Majo costituisce il più antico rito folkloristico-religioso di San Giovanni Lipioni; si rappresenta il primo maggio di ogni anno e si caratterizza di due momenti importanti: rito religioso e augurio alle famiglie del paese. Il giorno prima, il 30 aprile, i giovani del paese raccolgono nei boschi i fiori di stagione, soprattutto ciclamini che, riuniti in piccoli mazzetti, vengono fissati su una croce inghirlandata nella Cappella di S. Liberata dove viene celebrata la S. Messa, conclusa la quale, si torna in processione alla Chiesa Madre portandovi, insieme al Majo, le statue di San Giovanni Evangelista e di S. Liberata. Qui rimarranno fino al 16 ottobre per essere ritrasferite nella Cappella Rurale il giorno dopo. Il significato della doppia residenza delle statue suddette ci sembra di lettura non difficile: quando una parte della comunità originaria si trasferì dalla grangia al paese attuale, è verosimile che tra questi ed il gruppo rimasto si aprì un contenzioso circa il possesso delle due statue, ed è altrettanto verosimile che fù adottata la salomonica decisione di tenerle sei mesi ciascuno, scongiurando così la dolorosa eventualità di separare le due statue assegnandone una per ogni contendente. Quando i due gruppi si ricongiunsero fu mantenuto questo rituale giustificando con la protezione dei campi nei periodi invernali e con la benedizione delle messi nel periodo estivo.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
La parrocchia di Santa Maria delle Grazie è l’unica chiesa del paese di San Giovanni Lipioni (Ch), rivestendo per questo grande importanza per la pur piccola comunità abruzzese. Si tratta di un’opera datata, nella sua impostazione planimetrica odierna, intorno alla metà del 1600, anche se vi sono tracce dell’esistenza del centro storico e della chiesa, nella medesima posizione in cui oggi si trova, in alcuni arazzi della fine del 1400, in mostra nei Musei Vaticani in Roma. Come tutte le chiese, anch’essa è frutto dei continui lavori di consolidamento e restauro che hanno consentito di consegnarcela come oggi la vediamo. Lo schema planimetrico ad aula ricorda molto la chiesa del Gesù a Roma del Vignola, datata intorno alla metà del 1500. La figura base che compone la campata è un rettangolo derivante dalle regole della sezione aurea, particolare che ne aumenta notevolmente l’importanza e la valenza architettonica. Allo stesso modo la facciata, probabilmente ricostruita a cavalo tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, si basa su chiare regole geometriche e ricorda in maniera altrettanto evidente la chiesa del Gesù. All’interno l’aula, piuttosto ampia, si sviluppa su tre campate regolari con copertura a botte lunettata in corrispondenza delle aperture. L’ultima campata con la presenza appena accennata dell’arco trionfale è di dimensioni molto prossime alle precedenti, e risulta voltata con una cupola assai ribassata impostata su quattro pennacchi angolari. Al di sotto di questa ampia cupola si trova la zona presbiterale, aggiornata negli anni ottanta come conseguenza della riforma liturgica proposta nel Concilio Vaticano II. La scansione delle pilastrature quindi, stabilisce un ritmo costante e conferisce alla composizione grande forza ed eleganza. L’archetipo di riferimento è ancora chiaramente romano, con riverberi neomanieristici dell’inizio del 1500, per quanto concerne la piega che la trabeazione subisce in corrispondenza dell’arco a tutto sesto delle campane laterali. Dal punto di vista strutturale la fabbrica consta di muri perimetrali in pietra ora sacco ora squadrata e con le superfici completamente intonacate e stuccate all’interno. Le volte sono costituite da elementi di laterizio disposti in foglio con probabili rinfianchi in corrispondenza dell’attacco alle strutture verticali.
RIFUGI E BIVACCHI A SAN GIOVANNI LIPIONI (CH)
Tradizioni a San Giovanni Lipioni (Ch) Il Majo Finita la cerimonia religiosa, nel primo pomeriggio, si inizia la fase augurale. Stornellanti e musicisti si fermano ad ogni porta contando la filastrocca augurale, ove il sacro ed il profano si toccano: "Ecche, ecche Maj’ Re de li Signure la crona specchie dè la cumpagnìe e venghe, venghe Maj’ e venghe di bonanne Filippe e Giacume fùre li primi fiure a Santa Croce vè a li tre dìe Apprisse a Maj’ si ni ve la scienze l’urie ha spicate e lu grane mo’ cumenze e venghe, venghe Maj’ e venghe di bonanne Patrone mi vàttine a la cantine si ‘nin tì lu vicale porta la tine Patrone mi vàttine a lu prusutte si ‘nin ti lu curtille pòrtile tutte. Patrone mi vàttine a lu nide Si ‘nin trove l’ove port la galline Patrone mi vàttine a lu lardare taglie ‘ncime e guardite li mane”. A conclusione della seconda strofa, la compagnia di cantori improvvisa, sul ritmo e le note della filastrocca, un augurio personalizzato per ogni famiglia: si fanno gli auguri di guarigione se in casa qualcuno è malfermo in salute; si fanno gli auguri di contrarre un buon matrimonio se in famiglia c’è una giovinetta in età da marito e cosi di seguito, ben conoscendo la compagnia quale può essere l’augurio più propizio per ognuno dei nuclei visitati. Ad auguri ultimati dopo aver ricevuto il mazzetto di fiori staccato dalla croce, la famiglia visitata offre un rinfresco con dolci, prosciutto, ventricina e formaggi. Nessuna famiglia viene lasciata senza gli auguri di un buon raccolto (bonànne) e senza gli auguri personalizzati . La cerimonia avrà conclusione a tarda notte.
La testa in bronzo di personaggio virile da San Giovanni Lipioni. La testa apparteneva a una statua intera, raffigurante un personaggio maschile nel fiore della maturità. La capigliatura è a brevi ciocche allungate e ondulate, aderenti alla calotta cranica che, sulla fronte, si appiattiscono in una fila di ciocche divergenti dal centro; le orecchie sono ben aderenti al cranio. Sulla fronte una leggera incisione interessa la parte sinistra. Le arcate sopraccigliari, aggrottate e fortemente asimmetriche, lavorate con una serie di brevi incisioni che si sovrappongono alla struttura ossea sottostante, sottolineano l’intensità dello sguardo, ulteriormente accentuata dalle ciglia lunghe e ricurve, lì naso è aquilino, ben percepibile nella visione di profilo. Nonostante alcune asprezze, il modellato del viso rivela una discreta sensibilità plastica: sotto agli zigomi leggermente sporgenti la piega delle guance, appena accennata sul lato destro, si fa più netta e profonda su quello sinistro, contribuendo a marcare l’espressione volitiva del volto.
Primo maggio a San Giovanni Lipioni: torna la 'Festa del Majo'. Torna la ''Festa del Majo'' a San Giovanni Lipioni, piccolo e caratteristico centro dell'Alto Vastese. All'ingresso del paese, dalla parte a monte, vi è una chiesetta denominata Cappella di Santa Liberata. Con molta probabilità era la chiesa del primo nucleo abitanti di San Giovanni Lipioni. La suddetta cappella è un chiaro esempio di chiesetta rurale disseminata lungo i tratturi della transumanza e rappresenta, con l'avvento del cristianesimo, quella sovrapposizione o sostituzione ai riti pagani di S.Giovanni al dio Ercole Quirino o Ercole Vincitore. La chiesetta è stata rimaneggiata più volte ed ha perduto il suo aspetto originario, ma originali sono il suo portale con la sua lunetta, le due bifore laterali, il rosone e l'acquasantiera. L'arco ogivale della lunetta è sufficiente per parlare di arte gotica ed è databile al XII - XIII sec. Legata a questa chiesetta è il rito del ''Majo'' ancora oggi in vigore e che si svolge il 1 Maggio. Il ''Majo'' è una croce tutta inghirlandata di mazzettini di fiori, per lo più ciclamini i quali vengono raccolti il 30 aprile pomeriggio(il giorno prima della festa sfidando ogni condizione meteorologica) da bambini, ragazzi, adulti e anziani mentre poi la sera le donne preparano i mazzolini di fiori. Il ''Majo''costituisce il più antico rito folkloristico-religioso,che risale probabilmente al VI - VII sec.. Si tratta di riti pagani compenetrati da elementi religiosi cristiani. Ciò voleva essere un rito propiziatorio per ottenere un raccolto abbondante.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Primo maggio a San Giovanni Lipioni:  Questo giorno si caratterizza in due momenti : il rito religioso e l'augurio alle famiglie del paese. La mattina è dedicata al rito religioso con relativa messa e processione, mentre nel primo pomeriggio inizia la fase pagana che si conclude a sera. Tutti gli abitanti si radunano in chiesa a prendere il ''Majo'' per trasportarlo per le vie del paese intonando ad ogni porta strofe augurali e lasciando mazzetti di fiori, in cambio la famiglia visitata offre dolci, salami (tra cui prelibatezze come ventricina e capocollo), formaggio e vino nostrano. Proprio per la prelibatezza dei sapori nostrani e per la cordialità mostrata dai residenti negli ultimi anni il Majo ha richiamato in modo copioso turisti e curiosi provenienti dai paesi limitrofi e, grazie al comune che mette a disposizione i propri locali, sono giunti a S.Giovanni Lipioni anche famiglie munite di camper. La sera del 1 Maggio, finito il giro del paese, i giovani e i turisti, uniti dallo spirito di festa (oltre che di vino) che contraddistingue la giornata, si ritrovano nell'ampia piazza a intonare canzoni popolari e a concludere la serata con balli e con una spaghettata aglio, olio e peperoncino.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu