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Dormire a Rosciano

Pescara > Ospitalità nel pescarese
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI ROSCIANO (PE)
 
La Torre. La Torre di avvistamento di Rosciano, situata in provincia di Pescara, risale al 1000-1100. La sua costruzione secondo alcuni è attribuita ad Achille Valignani, duca di Vacri, a difesa dei territori teatini conquistati dai normanni di Roberto il Guiscardo. La torre sorge sulla cima di un colle alto 253 metri sul livello del mare, dominante la valle del Pescara, considerata a quel tempo snodo strategico delle vie di comunicazione tra la catena appenninica e la costa adriatica. Nel 1288 una bolla del papa Nicolò IV riporta il luogo come "Castrum Rosciani" e conseguentemente anche il borgo a ridosso della fortificazione avrebbe assunto da allora il nome di Rosciano. Nel corso del 1500 durante il Regno di Napoli, la torre è stata ampliata mediante l'aggiunta di un corpo rettangolare che le ha dato la forma di Palazzo Baronale. La torre di avvistamento si eleva su 4 livelli con aperture asimmetriche tipiche della funzione militare. Esternamente la struttura si mostra ancora in buono stato ma l'interno è gravemente danneggiato e necessita di urgenti interventi di conservazione.
Ospitalità nel Paese di ROSCIANO (Pe) (m. 242 s.l.m.)
     
  CAP: 65020  - 085 -  085.850 5016  - Da visitare:    
 MUNICIPIO DEL PAESE DI ROSCIANO 085.8505432  -  085.8505552  -  -  -  085.8505432 - C. F.: 00223210683 
Raggiungere Rosciano: (Satzione di Manoppello (Uscita Pescara Ovest/Chieti Aeroporto d'Abruzzo a 20 Km.
 
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AFFITTACAMERE OASI DEL NORA
S.S. 602 Km. 45,450 - Frazione Villa Badessa - 65020 Rosciano (Pe)
tel. 085 8509177 - fax 085 8505489
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Contrada Le Galelle, 13 - 65020 Rosciano (Pe)
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La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel territorio abruzzese, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
La leggenda dell’ L'Oasi di Villa Badessa (Badhesa) a Rosciano vuole che i profughi albanesi, nel trasportare la loro preziosa icona della Madonna Odigitria (dal greco “Colei che indica la Via, la direzione”), furono rallentati dalla sua pesantezza fino a che non divenne così pesante da non poter essere più spostata oltre e rimasero bloccati proprio nel luogo dove ora sorge il paese. Così nacque Villa Badessa. Proprio per questa sua matrice orientale la chiesa parrocchiale di Villa Badessa, dedicata a Santa Maria Assunta (in Arbëreshë, “Kìmisis”), risulta essere la custode di una cospicua e preziosa collezione di icone datate dal XV al XX secolo che ad consta di 75 esemplari che, dal 1965, sono stati dichiarati dal Ministero della Pubblica Istruzione “opere di interesse nazionale”; costituiscono la più ricca collezione di icone epirote (dell'Epiro, una regione della Grecia nord-occidentale e dell'Albania meridionale) esistente in Europa occidentale.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Significato delle Icone dell’Oasi di Villa Badessa (Badhesa) a Rosciano. Le icone sono così prestigiose e culturalmente importanti in quanto nell'ambito della cultura bizantina e slava “eikon” in greco vuol dire “immagine”, ovvero immagine sacra dipinta su tavola. In realtà l'icona è l'espressione grafica del messaggio cristiano, per questo motivo nelle lingue slave le icone non si dipingono ma si “scrivono”, al punto che si può parlare di arte teologica e non di arte religiosa. I popoli balcanici rafforzarono il significato di queste raffigurazioni sacre poiché il simbolismo e la tradizione non coinvolgevano solo l'aspetto pittorico ma anche quello relativo al materiale utilizzato e alla scelta del luogo dove collocarlo. La grande differenza che intercorre tra le icone bizantine e i quadri cattolici risiede nella visione stessa dell'iconografia che, in Oriente, richiedeva una profonda preparazione spirituale e non solo abilità tecniche come in Europa. Il pittore infatti prima di iniziare a dipingere passava un periodo di ascetismo che gli permetteva, attraverso una profonda purificazione mentale e spirituale, di entrare in dialogo con il Divino che, infine, “ispirava” la riuscita del lavoro. Proprio per questa particolare strada spirituale ed il loro contenuto teologico, le icone erano considerate come opera di Dio che si esprimeva attraverso le mani dell'iconografo; i volti “illuminati” dei santi sono inseriti in uno spazio spirituale senza tempo ma presenti nel loro corpo di umano e di mortale. Va da sé che anche la lettura di queste immagini doveva e deve avvenire per mezzo di un “dotto”, cioè per mezzo di un cultore del linguaggio iconico dei testi sacri. Questa visione del sacro la si può facilmente accostare alla nostra arte Medievale, momento in cui la spiritualità ebbe un ruolo fondamentale nella vita dell'uomo. Proprio per detti motivi, le icone sacre non possono essere paragonate ai dipinti sacri occidentali in quanto, questi ultimi, tesero a raffigurare l'uomo al centro di un universo sempre conosciuto e concreto.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.
La fisionomia della Regione è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte program-mata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

 
 
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