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Dormire a Roccamorice

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI ROCCAMORICE (PE)
 
L'eremo di San Bartolomeo in Legio si trova su di uno sperone roccioso di circa 50 metri a 700 m s.l.m. nella Majella, nel comune di Roccamorice, a poca distanza dall'eremo di Santo Spirito a Majella. Chiesa della Madonna delle Grazie a Roccamorice: La piccola chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie ha avuto negli anni diversi nomi e dedicazioni, così come la vediamo oggi è in seguito all’ultimo restauro del 1949, si erge in tutta la sua elegante semplicità su di una piccola collinetta nella medesima zona del paese che oggi ne porta il nome, distante 500 mt circa dalla Parrocchiale di San Donato. La chiesa è a navata unica, di circa 15 mt di lunghezza e 5 mt di larghezza, dal colore predominante bianco, nella facciata un portale in pietra dalla semplice fattura sormontato da un timpano con arco a tutto sesto e un rosone con vetri colorati, due grossi pilastri e un decoro ad archetti che lo mettono in risalto, al suo interno un solo altare che accoglie la bella tavola policroma con l’effige della Madonna con il bambino. La chiesa è molto cara ai cittadini di Roccamorice, certamente per l’immagine sacra che custodisce, meglio conosciuta come Madonna delle Grazie e/o la Madonna del Latte che risale al XV secolo, da poco tornata alla sua figura originale grazie ad un recente restauro, una figura di madre amorevole, con in braccio il bambino, dove i colori predominanti sono quelli del blu, del rosso e dell’oro ma anche per il miracolo che la stessa popolazione di Roccamorice attribuisce alla Madonna, e cioè, “il 19 gennaio del 1944 fu scongiurato l’annunciato bombardamento del piccolo paese montano”; i cittadini si recarono al piccolo edificio, prelevarono l’immagine sacra e la portarono in processione fino alla chiesa parrocchiale affinché tutti vi si potessero prostrare e pregare ai sui piedi, così ancora oggi ogni 19 gennaio l’immagine viene ricondotta nella parrocchiale con una piccola ma sentita processione. La chiesa oggi è chiusa in seguito ai danni riportati dall’ultimo terremoto del 06 aprile 2009 e necessita di lavori, l’immagine la si può ammirare nella Parrocchiale di San Donato V.M.
Ospitalità nel Paese di ROCCAMORICE (Pe) (m. 242 s.l.m.)
Coordinate Geografiche: Sistema sessagesimale: Latitudine 42° 12, 49,32’’N - Longitudine 14° 1’ 34, 32’’8.
     
  CAP: 65020  - 085 -  085.8572131   - Da visitare:    
 MUNICIPIO DEL PAESE DI ROCCAMORICE 085.8572132 -  085.8572358     085.8572132 - P. IVA: 81000090688
Raggiungere Roccamorice:(Satzione San Valentino-Caramanico Terme,)    (Uscita Alanno/Scafa) Aeroporto d'Abruzzo a 30 Km.
 
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Via Vico Vigne della Corte, 8 - 65020 Roccamorice (Pe)
tel. 085 8572505 - fax 085 8572035
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Località Macchiametola - 65020 Roccamorice (Pe)
tel. 085 8572197 - 347 2935204
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Strada Per Santo Spirito - 65020 Roccamorice (Pe)
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La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel territorio abruzzese, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
Chiesa della SS.ma Annunziata o del Barone Zambra a Roccamorice: La struttura che tutt’oggi conserva ancora il nome di “Chiesa del Barone” (sconsacrata nel 1809) è situata nelle immediate vicinanze della chiesa Parrocchiale di San Donato V.M. nella zona denominata Belvedere, fu fatta costruire nel 1760 come cappella gentilizia da Giuseppe Zambra, allora barone di Roccamorice, con una sua prima dedicazione alla Madonna del Buon Consiglio (la stessa insisteva su un sito di una preesistente chiesa detta dell’Assunta). Il 29 giugno del 1770 fu dedicata alla Santissima Annunziata, come cita un’ iscrizione nell’interno posta sull’altare centrale. In seguito, alle soppressioni del 1807 di Giuseppe Bonaparte, che tolse i privilegi nobiliari, alla sua sconsacrazione avvenuta nel 1809, fu abbandonata per due secoli, sopravvivendo anche ai terremoti del 1933 e 1980. Nel 1986 fu oggetto di restauro, tanto che oggi la si coglie al suo interno con dei colori bicromatici, bianco su fondo beige; sono in bianco tutti gli stucchi decorativi, quali putti, foglie di acanto, capitelli, felci, conchiglie, fiori, arabeschi e in beige tutte le pareti e i fondi, tanto da donargli un aspetto inconsueto neoclassico. Le decorazioni furono realizzate nel 1775 da Pietro Francesco Cantuario, stuccatore architetto del XVI secolo. La pavimentazione originaria è stata sostituita, resta per intero l’altare maggiore, l’altare posto sul lato destro e parzialmente quello di sinistra, sono ben delineati i vecchi alloggi dei dipinti e le nicchie che dovevano accogliere delle statue, si presume che gli arredi, i dipinti e quant’altro siano stati trasferiti dopo la sua sconsacrazione nella vicina parrocchiale. All’esterno si presenta come due grossi volumi realizzati a pietra a vista, dove spicca la torre campanaria con un singolare coronamento in pietra bombato. Sembrerebbe che il volume posteriore della struttura, doveva essere una torre del vecchio sistema di fortificazione medioevale e che la stessa sia stata ampliata con un corpo più basso affinché si ottenesse la chiesa. Dopo la sua sconsacrazione, furono eseguiti dei restauri nel 1986 e adibita a sala conferenze, esposizioni, concerti, ecc. Il 06 agosto 2011, giorno dell’inaugurazione, ha trovato nuova vita il prezioso monumento, un nuovo modo di recupero e valorizzazione, istituendovi il Centro d’Arte e Cultura “Alberto Di Giovanni”. Vi troviamo esposte numerose opere d’arte, dalle tele a soggetto sacro antiche provenienti dall’Eremo di Santo Spirito a Majella (Tela della Pentecoste) e dalla chiesa diruta di Sant’Anna (Tele di Sant’Anna e San Camillo De Lellis) e altre, alle tele moderne e contemporanee con una sezione dedicata a Dante Alighieri e un’altra alla pittura canadese, nonché, rarità bibliografiche e edizioni antiche e pregiate di opere della letteratura italiana e internazionale, donate dal Grande Ufficiale della Repubblica Italiana Alberto Di Giovanni, cittadino roccolano emigrato in Canada ma sempre legato alla sua terra natia. Nel Centro si tengono esposizioni, presentazioni di volumi, convegni e quant’altro di natura culturale. Nelle immediate vicinanze c’è la zona a verde pubblico di recente riprogettazione urbanistica denominata “belvedere”, zona di passeggio e di ricreazione, ristoro, distensione e di ricercata frescura nei periodi estivi più caldi, nonché per poterci ammirare il paesaggio circostante, qui si è abbracciati dalla zona a valle dove si vedono molti paesi nonché le città di Chieti e Pescara, in lontananza il mare e il Gran Sasso, a seguire in alto, il Monte Morrone e la nostra Maiella, dove i roccolani hanno l’abitudine alla frequentazione. Il terreno adiacente la chiesa invece veniva chiamato la “filaseta” per la collocazione in loco di allevamenti di bachi da seta, tanto che nell’area verde resta un unico immenso albero di gelso, delle cui foglie si nutrono appunto i piccoli bruchi, parte di quest’area, sulla destra dell’edificio, fu adibita a cimitero dal 20 ottobre 1837 al novembre 1868 di cui restano in piedi alcuni muri delle due strutture una volta destinate a sepolcro-ossario ed un arco su cui è incisa la data 1786.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Chiesa di San Donato V.M. a Roccamorice: La Chiesa Parrocchiale di San Donato Vescovo e Martire si trova nella parte medioevale dell’abitato del centro storico di Roccamorice, nella zona denominata Belvedere. All’esterno si presenta con fattezze semplici, realizzata in pietra a vista dove viene messo in risalto il portale in pietra sormontato da una lunetta semicircolare e la torre campanaria alta circa 15 metri, ricostruita nel 1811. La chiesa è a pianta longitudinale con tre navate con colonne, che vanno dall’ingresso, posto sulla facciata, fino alla parte del transetto, qui vi troviamo la zona absidale rialzata a forma poligonale dove ha trovato la giusta collocazione il bellissimo crocifisso ligneo policromo del XIII secolo di scuola tedesca, di forte impostazione “teutonica”, soprattutto per l’accentuazione dell’aspetto “dolorifico” del Cristo, che mostra con estremo realismo la sua fisicità e la crudeltà del supplizio, il modellato sinuoso rende plasticamente l’abbandono del corpo esanime nel momento della morte. La bocca è dischiusa nell’atto estremo dell’ultimo respiro, il costato è aperto e sanguinante, secondo la descrizione giovannea della morte di Gesù, è stato oggetto di recente restaurato insieme ad altre opere. Il crocifisso, di notevole interesse, come la tela della Madonna di San Luca del XVII sec. e vari suppellettili, sembrano provenire dall’Abbazia di Santo Spirito a Maiella, trasferiteci in seguito alla soppressione degli ordini ecclesiastici operata da Giuseppe Bonaparte (1807), più precisamente, secondo la tradizione locale dalla cripta dell’Abbazia, nota come la “stanza del Crocefisso”. L’intero complesso della chiesa è stato oggetto di recente restauro (dal 2007 al 2009) tanto che oggi la si coglie con un aspetto sobrio, dai colori tenui ben bilanciati dove predominano i toni del giallo chiaro (pareti e soffittatura) e grigio (altari, putti, nicchie e altro), con sprazzi di ocra e rosa, le semicolonne i capitelli e i bassorilievi, ecc., sono realizzati in bianco, con accenni in bordeaux e oro (festoni di rose e foglie di acanto) che ne danno il giusto risalto. L’interno è luminoso, con finestre equamente distribuite che emanano una luce serena, resa calda dalle vetrate colorate, sovrastato da un grosso affresco raffigurante un calice circondato da tralci d’uva e grano irradiato da raggi di luce. L’altare a pianta quadrata è stato realizzato in pietra bianca della maiella con semplici decori. Nella chiesa troviamo: i busti lignei di San Donato Vescovo e Martire, XVII sec., Santo Patrono di Roccamorice (07 agosto) e Sant’Emidio, XVIII sec., una tela settecentesca raffigurante l’Assunzione di Maria in cielo, la grande tela della SS. Trinità (Trinitas in Cruce) del XVII sec. tornata al suo splendore dopo il recente restauro , ciò che colpiscono sono i suoi colori accesi e brillanti, e altre opere d’arte. La pavimentazione è anch’essa in pietra.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.
La fisionomia della Regione è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte program-mata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

 
 
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