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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Rocca di Cambio

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI ROCCA DI CAMBIO (AQ)
 
Ospitalità nella Località sciistica di Rocca di Cambio (Aq) (m. 1.433 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Rocca di Cambio: 42°14′14″N - 13°29′24″E
     
  CAP: 67047  -  0862 -  0862.918133 - Da visitare:     
 MUNICIPIO DI ROCCA DI CAMBIO 0862.9191   0862.918107       0862.751722 - P. IVA: 03970540963
Raggiungere Rocca di Cambio:(Stazione L'Aquila (Uscita L'Aquila Est) (Uscita Aielli/CelanoAeroporto d'Abruzzo a 104 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI ROCCA DI CAMBIO (AQ)
*** ALBERGO MIRAMONTI
Via Caporitorto, 1 - 67047 Rocca di Cambio (Aq)
 Servizi offerti dalla struttura




*** CRISTALL HOTEL
Via Saas-fee, 2 - 67047 Rocca di Cambio (Aq)
tel. 0862 918119 - fax 0862 919776
 Servizi offerti dalla struttura




*** HOTEL L'AURORA RESORT
Strada Del Rocchio, 2 - 67047 Rocca di Cambio (Aq)
tel. 0862 918377
 Servizi offerti dalla struttura




** HOTEL IL NARCISO BLU
Via Della Crocetta, snc - 67047 Rocca di Cambio (Aq)
 Servizi offerti dalla struttura





RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE ROCCA DI CAMBIO (AQ)
Cenni storici sul paese di Rocca di Cambio (Aq) Le notizie storiche su Rocca di Cambio e sul suo primo nucleo abitato sono scarse. Secondo talune fonti, è certo che il villaggio fosse situato dove ora si trova l’Abbazia di Santa Lucia, ed i primi abitanti furono quasi certamente i pastori che in quella zona avevano scoperto ottimi pascoli e abbondanti acque per le loro greggi. Altre notizie fanno risalire l’origine del paese tra il VI ed il IX secolo, allorché i Longobardi invasero la valle aquilana. Per altri ancora il primo nucleo si sarebbe formato nel 591 quando Ariulfo, Duca di Spoleto, assediò Forcona (Bagno) per estendere i propri domini su tutta la provincia Valeria. Gli abitanti di Forcona, per sfuggire ai massacri, cercarono rifugio sui monti vicini e, ad essi, per evitare sorte analoga, si unirono ben presto anche gli abitanti di Aveia. Intorno all’anno 1000 il paese era indicato come Rocca Ottonesca, fatta costruire da Ottone II di Baviera come soggiorno estivo. Dal 1254, anno di fondazione de L’Aquila, il piccolo insediamento urbano, che nel frattempo aveva assunto il nome di Rocca di Cagno prima e, definitivamente, Rocca di Cambio poi, ebbe diritti e doveri che avevano i castelli circonvicini. Nel 1268 divenne dominio di Carlo D’Angiò, figlio di Luigi VIII e, nel Settembre del 1294, su domanda del Pontefice Celestino V, fu inserito nel contado de L’Aquila. Nel XVI secolo si ebbe in un primo tempo un periodo di dominazione spagnola con il Barone di Medina. In seguito il castello fu ceduto al Barone Antonelli de L’Aquila. Il luogo fu teatro di una violenta insurrezione contro i Francesi, consolidando la lunga dominazione borbonica che ebbe fine dopo i moti risorgimentali.
CAMPEGGI ROCCA DI CAMBIO (AQ)
Origine del nome di Rocca di Cambio (Aq) Anche sull’origine del nome le notizie sono incerte e frammentarie e quelle che riportiamo non sono altro che ipotesi elaborate da illustri storici. Per il Febonio, Rocca di Cambio, sarebbe l’antico Oppidum Frustena. Questa indicazione emergerebbe dalla tavola Peutingeriana, così chiamata dal nome del tedesco Corrado Peutinger che, intorno al 1500, scoprì a Spira, in Germania, una tavola composta a Costantinopoli al tempo dell’imperatore Teodosio. Su questa tavola, che indicava anche le strade di minore importanza dell’Impero, era riportato il tracciato di una traversa della Via Valeria. Un ramo di quest’ultima, toccando Amiternum (S.Vittorino), conduceva ad Aveia (Fossa) e, passando per l’Oppidum Frustena, proseguiva per Alba Fucens (Massa d’Albe), la città dei Marsi. In un itinerario tracciato dall’Imperatore Antonino Pio, l’Oppidum Frustena è posto a metà strada tra Amiternum (S.Vittorino) ed Alba Fucens, a circa 18 miglia da quest’ultima località. Tale zona corrisponderebbe, a parere di eminenti storici, al luogo dove ora sorge l’Abbazia di S.Lucia. Dall’Oppidum, che in latino significa Fortezza o Rocca, e dal Monte Cagno che sovrasta il paese, sarebbe quindi derivato il nome Rocca de Cagno per alcuni, e Rocca de Cagnio per altri. Con il trascorrere del tempo, e comunque abbastanza recentemente, si sarebbe trasformato in Rocca di Cagno prima e Rocca di Cambio poi. Secondo un’altra ipotesi, il nome Cambio starebbe invece a significare un vero e proprio scambio, effettuato da un signorotto della Valle Subequana, tra la Rocca dell’Altopiano ed il Castello di Secinaro (che si trovava più vicino ai suoi possedimenti). Altri ancora fanno risalire il mutamento da Cagno in Cambio alla circostanza che, così come in molte altre località situate sulle vie di comunicazione, nel villaggio si trovava una stazione per il cambio dei cavalli. La prima rimane comunque l’ipotesi più attendibile. La storia di Rocca di Cambio è intessuta da una serie di fatti e vicende i cui risvolti più interessanti sono fedelmente riportati nel libro Rocca di Cambio e Campo Felice scritto da Pio Di Stefano al quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per aver messo a disposizione il suo prezioso lavoro nella stesura di quanto qui riportato.
VILLAGGI TURISTICI ROCCA DI CAMBIO (AQ)
Rocca di Cambio, il comune più alto di tutto l'Appennino (1.433 m. slm., popolazione comunale circa 450 abitanti), è situato alle falde del Monte Cagno (2.152 m.), nella parte settentrionale dell'altopiano delle Rocche, all'interno dell'immenso Parco Regionale Sirente-Velino. Nel territorio di questa celebre località di sport invernali si trova la splendida e frequentatissima stazione sciistica di Campo Felice. Il monumento di spicco di questo piccolo borgo montano è la preziosa abbazia di S. Lucia (XIII), Monumento Nazionale e uno dei complessi abbaziali di architettura gotico-romanica più importanti d'Italia, situata a circa 2 km. dal centro abitato. Sulla sommità del paese si trova la magnifica Collegiata di S. Pietro (XIII sec.), dove furono girate alcune scene del celebre film "Il ritorno di Don Camillo", con G. Cervi e Fernandel. Fantastico il panorama che si gode dal paese: lo sguardo, infatti, spazia sui monti del Gran Sasso, della Majella, del Sirente e sullo sterminato e rigoglioso sottostante altopiano. L'abbazia di S. Lucia a Rocca di cambio: La fondazione della preziosa abbazia è stata collocata intorno al XIII secolo, benchè manchino attualmente fonti certe che attestino tale datazione. L'interno, a tre navate ed ampio presbiterio senza absidi, custodisce un pregevole ciclo di affreschi trecenteschi estesi lungo le pareti del presbiterio, tra i quali emerge una preziosa rappresentazione dell'Ultima Cena. Da una piccola scala posta nella navata centrale si accede alla cripta sottostante il presbiterio con tracce di affreschi databili tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo. Nella spoglia facciata si apre un portale, d'impostazione quattrocentesca, sovrastato da un piccolo rosone, sistemato sul posto nei restauri degli anni 1968-70 durante i quali sono stati effettuati lavori di consolidamento e pulitura ed è stato ripristinato l'accesso alla cripta. Sovrasta la fronte un tardo campaniletto a vela.
AFFITTACAMERE ROCCA DI CAMBIO (AQ)
Campo Felice - Rocca di Cambio (Aq) La località si trova in Abruzzo, nel comune di Rocca di Cambio, a circa 25 km dall'Aquila, al centro di un'area contornata da cime tutte alte più di duemila metri e innevate per sei mesi l'anno. Gli impianti partono da quota 1410 metri s.l.m. in località Caporitorto per raggiungere la quota massima di m. 2064 s.l.m. sul monte Rotondo. Campo Felice, da qualsiasi parte lo si guardi, ha tutto per soddisfare chi alla "passione del bianco" non sa proprio rinunciare. Nell'ormai lontano 1969 questo luogo immerso nel silenzio sembrò al Cavaliere del Lavoro Dott. Aldo Jacovitti degno di una valorizzazione turistica per lo sviluppo dell'Altopiano delle Rocche e non solo. E' una delle poche stazioni sciistiche del Centro Italia, che permette il collegamento con gli sci ai piedi di due versanti di montagna: l'Altopiano delle Rocche (Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e Ovindoli) con il versante di Campo Felice (Lucoli e Tornimparte). Basta salire, con la seggiovia di Monte Rotondo, sull'omonimo monte, nei pressi della statua della Madonna della Neve, per capire quanto la natura sia stata generosa con Campo Felice: un solo sguardo per racchiudere in un grande abbraccio il Gran Sasso, la Maiella, il Sirente, il Velino, la Duchessa e il monte Terminillo. Un panorama mozzafiato, un'emozione paragonabile solo a quella di arrivare, sci ai piedi, alla fine di una delle sue tante discese. La stazione, infatti, offre piste per tutti i gusti, con dislivelli che superano anche i 600 metri. La conformazione geografica consente di praticare gli sport invernali anche in caso di nebbia perchè tutte le piste confluiscono in un ampio plateau. E in caso di scarso innevamento naturale entra in funzione un modernissimo impianto ad automazione integrale, ora ampliato anche alla zona delle Cerchiare, dotato di 250 cannoni, in grado di innevare oltre 15 km di piste. Campo Felice è anche un paradiso per i bambini, grazie ad un'area specificamente loro dedicata, in cui vi sono strutture di gioco gonfiabili e snow tubing. Un paradiso anche per gli amanti dello snow board grazie alla nuova sciovia quest'anno costruita per loro. Gli impianti di risalita, modernissimi, con 5 seggiovie quadriposto, 4 biposto, 1 manovie, 2 skilift, 2 tappeti, 1 snow tubing park, garantiscono una portata complessiva di 16.000 persone l'ora.
BED & BREAKFAST ROCCA DI CAMBIO (AQ)
BED & BREAKFAST LA BAITA
Via Regina Elena, 23 - 67047 Rocca di Cambio (Aq)
CASE PER VACANZA ROCCA DI CAMBIO (AQ)
Rocca di Cambio e’ un piccolo centro montano situato nella parte settentrionale dell’Altopiano delle Rocche, nel parco regionale Sirente-Velino, in provincia di L’Aquila, a circa 25 km dal capoluogo. E’, con i suoi 1434 metri s.l.m., il comune piu’ alto dell’Appennino. Un paese che merita di essere conosciuto per gli usi, i costumi, la storia, le sue chiese, le tradizioni e per l’inconfondibile sapore della sua cucina. E’ un affermato centro di turismo per gli sport invernali con la presenza nel proprio territorio della stazione sciistica di Campo Felice. I monumenti e luoghi d'interesse a Rocca di Cambio. Torre del castello: Il castello fu costruito nel IX secolo dai Longobardi. Dopo il terremoto del 1703 rimase in piedi solo una torre con grande bastione di base. Il resto fu usato per l'ampliamento della chiesa di San Pietro Apostolo, proprio davanti a essa. La torre nel primo '900, come testimoniano delle foto, era ancora usata come avamposto per controllare la valle, con un tetto piramidale in legno sulla cima. La torre ha base quadrata per il bastione e il resto del corpo è circolare. Architetture religiose: Chiesa e Collegiata di San Pietro; Chiesa Madre o dell'Annunziata; Abbazia di Santa Lucia. Altri monumenti: Fontana del Rognone. Aree naturali e parchi: Parco Comunale con Cavallo Bronzeo (opera di Bruno Cassinari, dono al paese del cavaliere del lavoro dott. Aldo Jacovitti, in commemorazione della morte del proprio padre Nicola, già commendatore della Repubblica Italiana); Parco naturale di Campo Felice.
APPARTAMENTI PER VACANZA ROCCA DI CAMBIO (AQ)
Terremoto del 2009 a Rocca di Cambio: Il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito la regione Abruzzo con epicentro nelle zone aquilane, ha coinvolto praticamente l'intero centro storico. Moltissime abitazioni sono state lesionate più o meno gravemente, con crollo parziale o totale di alcuni immobili. Il patrimonio immobiliare è stato fortemente segnato dal sisma e solo a ricostruzione completata si potrà disporre di un'esatta stima dei danni. Le tre chiese (la Collegiata di San Pietro, la Chiesa Madre della SS. Annunziata e l'Abbazia di Santa Lucia) sono state danneggiate sia strutturalmente che architettonicamente, all'interno ed all'esterno e sono tutte inagibili. Nella Collegiata di San Pietro, la torre campanaria ha subito una vera e propria "torsione" sull'asse verticale; internamente poi, il crollo della tamponatura e dell'intonaco dell'altare maggiore, ha fatto emergere un affresco di cui si ignorava l'esistenza. L'Abbazia di Santa Lucia, già monumento nazionale ha subito danni seri, con crolli dei paramenti interni ed esterni delle pareti laterali ed è stata inserita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nella lista dei 45 monumenti da adottare, con un danno stimato per l'importo di 2.100.000 euro e 30 mesi di lavoro (come risulta dalla Scheda di Valutazione e Censimento Danni, redatta dalla Protezione Civile Nazionale a supporto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l'Abruzzo - L'Aquila). La Chiesa Madre della SS. Annunziata, dopo aver subito lavori di ristrutturazione e ripristino per i danni subiti, è stata riaperta al culto dei fedeli nel dicembre 2010 a seguito del progetto governativo di ridare almeno una chiesa per Natale. Il corpo di fabbrica di accesso al cimitero è stato messo in sicurezza poiché essendo stato danneggiato. La S.R. 5 bis (ex-S.S. 5 bis), la dorsale che collega L'Aquila ad Avezzano, passando per l'Altipiano delle Rocche, ha subito danneggiamenti nell'infrastruttura, costituiti da fessurazioni e lesioni più o meno lunghe e profonde del manto di asfalto e da dissesti della sede stradale con relative formazioni di affossamenti e dossi. La SP 38 (ex-Vestina Sarentina) variante della S.R. n. 5 bis, rimasta chiusa al transito nelle due direzioni, a causa di massi franati sulla sede stradale, per consentire i lavori di ripristino e di messa in sicurezza con reti e strutture paramassi, è stata riaperta alla circolazione il 20 novembre 2009 nell'ultima tratta, dal bivio con la SR n. 5 fino all'abitato di San Martino d'Ocre. Persone legate a Rocca di Cambio: Domenico Marinangeli (Rocca di Cambio, 1831 - L'Aquila, 1921), vescovo, patriarca latino di Alessandria d'Egitto. Alessandro Bavona (Rocca di Cambio, 1856 - Vienna, 1912), arcivescovo, nunzio apostolico a Vienna. Carlo Pietropaoli (Rocca di Cambio, 1857 - L'Aquila, 1922), arcivescovo, delegato apostolico in Perù.
CASE PER LE FERIE ROCCA DI CAMBIO (AQ)
L'altopiano delle Rocche (o altopiano Velino-Sirente) è un altopiano carsico dell'Appennino centrale, situato in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, all'interno del territorio dei comuni di Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Ovindoli, tra le dorsali del Velino a nord-ovest e quella del Sirente a sud-est e all'interno del parco regionale naturale del Sirente - Velino. La sua popolazione è di circa 3600 abitanti e il territorio ricade all'interno della comunità montana Sirentina. Descrizione dell'altopiano delle Rocche: Il nome deriva dalla presenza di rocche che caratterizzano ciascun comune del territorio e le rispettive frazioni. L'altopiano, in posizione abbastanza centrale all'interno del parco regionale Sirente-Velino, si presenta di forma allungata, esteso nelle sue dimensioni massime per 14 km circa in lunghezza e 5 km in larghezza occupando una superficie di circa 60 km², ed è costituito da tre ampi pianori, da sud a nord: Piano di Ovindoli, Campo di Rovere e Prata di Rocca di Mezzo, la cui altitudine varia tra i 1200 e i 1400 m s.l.m., con dislivelli molto scarsi, a testimonianza della presenza in epoca mesozoica di antichi ghiacciai. È circondato ad ovest dai Monti della Magnola e dal Monte Rotondo, a nord-ovest dal gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno, a sud-est dal massiccio del Monte Sirente mentre risulta aperto ad est verso la sottostante medio-bassa Valle dell'Aterno e a sud-ovest verso Celano ed il Fucino. Collegati all'altopiano principale, ma più isolati verso il massiccio del Monte Velino, sono i Piani di Pezza. Aree boscose di faggio coprono i versanti esposti a nord-est dei monti circostanti, mentre l'altopiano è quasi del tutto sgombro di vegetazione arborea con presenza tipica di prati di montagna. Aperto verso est, la vista spazia verso l'intera catena del Gran Sasso d'Italia con il Corno Grande in primo piano. Dal punto di vista geologico, l'altopiano è caratterizzato da fenomeni carsici di grande interesse come doline, inghiottitoi e grotte. L'inghiottitoio di Terranera, noto come Pozzo Caldaio, è attualmente il più importante: le sue acque si disperdono, per poi riaffiorare nelle Grotte di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini. Gli accessi primari sono da L'Aquila attraverso la Strada Regionale SR5 bis che sale da Bagno-Ocre, da Avezzano-Celano attraverso la A25 Torano-Pescara, da Roma attraverso la A24 Roma-Teramo (uscita Tornimparte-Campo Felice) e la galleria del Serralunga, mentre un accesso secondario è dal comune di Secinaro ovvero dalla Valle Subequana attraverso i Prati del Sirente. È attraversato dalla Strada statale 696 del Parco Regionale Sirente-Velino.
COUNTRY HOUSE ROCCA DI CAMBIO (AQ)
Campo Felice è un altopiano carsico dell'Appennino centrale, situato in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, tra i territori dei comuni di Lucoli e Rocca di Cambio, nella catena del Velino-Sirente e in parte all'interno del Parco regionale naturale del Sirente - Velino. È sede di importanti strutture sportive risultando molto frequentato durante il periodo invernale dagli appassionati della neve e degli sport invernali del Centro-Italia per la presenza dell'omonima stazione sciistica e la sua facile accessibilità (113 km da Roma). L'area, compresa all'interno della dorsale centrale dell'Appennino abruzzese, è incastonata tra il massiccio montuoso del Monte Velino, di cui rappresenta la porta orientale di accesso, il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno e le Montagne della Duchessa. L'altopiano, di origine carsico-alluvionale, esteso nelle dimensioni massime per 10 km in lunghezza e 5 km in larghezza e posto a una altitudine media di poco superiore ai 1500 m s.l.m. ha la forma di una conca nella quale digradano le pendici delle montagne circostanti, tutte prossime o superiori ai 2000 m (Monti di Campo Felice); tra esse svettano il Monte Orsello (2043 m), il Monte Puzzillo (2174 m), il Monte Cefalone (2145 m), la cresta di Serralunga, Cisterna, Colle del Nibbio, Punta dell'Azzocchio, Cimata di Pezza, Cimata del Puzzillo ed infine Monte Rotondo (2064 m), sulle cui pendici nord-occidentali è adagiata la stazione sciistica, e dalla cui sommità nelle giornate limpide si possono ammirare le più elevate cime circostanti, dal Gran Sasso al Sirente, dal Velino alla Maiella, il Terminillo e le Montagne della Duchessa. Al di là di tale cresta montuosa si trovano l'altopiano delle Rocche e i piani di Pezza. L'accesso verso il massiccio del Velino si ha dalla parte centrale dell'altipiano, procedendo verso ovest e salendo verso Vena Stellante, la Fossa del Puzzillo, il Rifugio Vincenzo Sebastiani e il Colle dell'Orso. La piana è suddivisa in due parti separate approssimativamente dalla strada statale 696 del Parco Regionale Sirente-Velino che l'attraversa: la parte sud-orientale dove sorge la stazione sciistica e quella nord-occidentale (Camardosa). Circa il 70% dell'intera piana rientra nel territorio del comune di Lucoli mentre il restante 30%, dove sorge la stazione sciistica, rientra nel territorio del comune di Rocca di Cambio e del Parco regionale naturale del Sirente - Velino. Le pendici montuose esposte ad est e nord-est della conca sono ricoperte di boschi di faggio fino ai 1850 m di quota e con resti morenici sui bassi versanti esposti a nord a testimonianza della presenza di antichi ghiacciai nelle passate ere glaciali[1], mentre la piana e i versanti esposti ad ovest e a sud sono quasi totalmente privi di vegetazione ad alto fusto. Nella parte nord-occidentale della piana, nei pressi dell'inghiottitoio, lo scioglimento primaverile delle nevi porta in genere alla formazione di un grosso e suggestivo bacino d'acqua stagionale (Il Lago) ad aprile-maggio di ogni anno quando nel resto della piana si assiste al fenomeno della fioritura, mentre d'estate diviene luogo di pascolo per mandrie e greggi. Nella zona sono anche presenti un paio di piccole miniere a cielo aperto di bauxite ora in disuso. È presente inoltre una stazione meteorologica a cura di un'associazione meteorologica locale. Il clima a Campo Felice di Rocca di Cambio (Aq) Il clima della piana, così come quello degli adiacenti piani di Pezza, tipico di tutte le piane carsiche, è monitorato con interesse da associazioni meteorologiche locali. La particolare conformazione carsica della piana, chiusa com'è in tutte le direzioni, fa sì che d'inverno e in particolari condizioni atmosferiche (innevamento, cielo sereno, assenza di vento e bassissimi livelli di umidità) si raggiungano a volte temperature minime prossime o anche inferiori ai -30 °C; recentemente, il 2 febbraio 2010, nella piana si è raggiunta la temperatura record di -33,1 °C. Accessibilità: Campo Felice è raggiungibile da due opposti versanti: da nord-ovest si arriva all'altopiano da Tornimparte (uscita Tornimparte-Campo Felice sull'autostrada A24 Roma-Teramo) tramite la strada statale 696 del Parco Regionale Sirente-Velino raggiungendo il Valico della Chiesola (1633 m s.l.m.); da nord da Lucoli tramite la strada statale 584 di Lucoli raggiungendo il Valico della Crocetta (1560 m s.l.m); da est utilizzando la galleria del Serralunga che collega la piana a Rocca di Cambio e, tramite la stessa strada statale 696, all'autostrada A25 Torano-Pescara. L'altopiano dista circa 25 km dall'Aquila e 113 km da Roma. Per accedere alla stazione sciistica da Rocca di Cambio è possibile utilizzare anche la seggiovia Brecciara in funzione durante tutta la stagione invernale.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' ROCCA DI CAMBIO (AQ)
La storia di Campo Felice, frazione di Rocca di cambio è strettamente correlata con quella dei comuni circostanti (Lucoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo); la stazione sciistica venne concepita negli anni sessanta dall'allora sindaco di Rocca di Cambio, Aldo Jacovitti (1923-2016), il quale nel 1966, al termine del suo terzo mandato, diede le dimissioni e si dedicò a un progetto destinato a favorire lo sviluppo turistico della zona, incentrato nella realizzazione di una moderna stazione sciistica, basata sul modello di analoghe località dell'arco alpino. Un'equipe di specialisti, tra cui lo sciatore Émile Allais, pluricampione del mondo, l'urbanista Jean Cognet, innovativo progettista francese dell'epoca, la guida alpina abruzzese Gigi Panei e altri esperti del settore, partecipò alla stesura del progetto di una stazione invernale integrata nella quale, oltre agli impianti e alle infrastrutture, andavano realizzate anche strutture ricettive ed un adeguato sistema di collegamenti. La località venne individuata, su suggerimento dell'esperto generale degli alpini Giuseppe Fabre (1910–2007), nell'altopiano di Campo Felice; la stazione sciistica vide la luce nel febbraio del 1970, ma il progetto originario fu realizzato solo in parte, in quanto la galleria del Serralunga, che doveva consentire il collegamento stradale con l'adiacente altopiano delle Rocche e la valle Subequana venne completata solo nel 2012. Sport a Campo Felice. Stazione sciistica: La stazione sciistica di Campo Felice, che fa parte insieme ad Ovindoli-Monte Magnola e Campo Imperatore del comprensorio Tre Nevi con skipass unico stagionale e plurigiornaliero, è stata realizzata nel bordo meridionale dell'omonimo altopiano naturale in località Caporitorto. Ha un bacino potenziale d'utenza vasto risultando una delle stazioni più facilmente raggiungibili dalla capitale, comprendendo quindi parte dell'Abruzzo interno settentrionale e occidentale (provincia dell'Aquila) e buona parte della provincia di Roma, grazie anche al collegamento e all'omonima uscita autostradale. Dispone di oltre 30 km di piste di sci alpino di varia difficoltà, servite da impianti di risalita quali seggiovie bi- e quadriposto, skilift e manovie; il maggior dislivello (654 m) si raggiunge sulle piste Delle Aquile e Del Falco che, con percorsi diversi, scendono dai 2064 m del Monte Rotondo fino ai 1410 m della base della seggiovia Brecciara e le cui pendenze sono rispettivamente al 26% e al 27%. La stazione dispone di un moderno impianto d'innevamento artificiale, dotato di 250 cannoni sparaneve, in grado d'innevare oltre 16 km di piste e che consente l'apertura degli impianti anche in periodi di scarse precipitazioni nevose. Il fabbisogno idrico dell'impianto, completamente automatizzato/computerizzato, è assicurato da un bacino naturale, della capacità di oltre 70 milioni di litri, posto alla base della seggiovia Cisterna, a circa 1700 m di quota, ed un altro posto alla base della stazione stessa. Nel 2001 venne inaugurato, sulla pista Della Vergine, un sistema di illuminazione che, utilizzando torri-faro, consentiva di sciare nei giorni festivi anche dopo il tramonto fino alle ore 23, ma negli anni seguenti l'impianto è rimasto inattivo. Completano l'offerta turistica invernale la presenza di diverse scuole sci, sci club e strutture ricettive poste lungo le pendici della stazione sciistica (ristoranti-chalet), al centro della piana e nelle località turistiche più vicine alla stazione (Rocca di Cambio, Lucoli e Rocca di Mezzo). Escursionismo a Campo Felice: D'inverno, per gli amanti dello sci nordico, sono presenti anche un anello per il fondo che si sviluppa lungo l'altopiano omonimo, e vari itinerari ad alto contenuto paesaggistico per lo sci escursionismo, lo sci alpinismo e il trekking invernale con ciaspole come il bacino naturale dei piani di Pezza e l'annessa variante al Rifugio V.Sebastiani[8], il giro del Monte Puzzillo e di Monte Ocre. Nel periodo estivo sono invece praticabili attività di trekking, a piedi e a cavallo, lungo la piana e sulle cime circostanti. Ciclismo a Campo Felice: La piana di Campo Felice è raggiungibile in bici dal fondovalle aquilano attraverso due differenti e panoramici percorsi stradali di media difficoltà che risalgono rispettivamente da Tornimparte, passando per l'omonimo svincolo autostradale Tornimparte-Campo Felice dell'A24 Roma-Teramo (strada statale 696 del Parco Regionale Sirente-Velino) e raggiungendo il Valico della Chiesola (1633 m s.l.m) (10,9 km al 6% di pendenza media per circa 650 m di dislivello) oppure da Lucoli (strada statale 584 di Lucoli) raggiungendo il Valico della Crocetta (1560 m s.l.m.) (12,4 km al 5,5% di pendenza media per circa 790 m di dislivello più irregolari). Fare mountain Bike a Campo Felice: D'estate, in tarda primavera e inizio autunno, oltre al trekking lungo la piana, sono praticabili vari percorsi escursionistici in mountain bike (freeride) tra i quali si ricordano il percorso mediamente impegnativo che raggiunge il rifugio Vincenzo Sebastiani (2102 m s.l.m.) partendo dal centro della piana, passando per la miniera di bauxite e la Valle del Puzzillo, e vari percorsi lungo alcune piste da sci della stazione sciistica, sede ogni anno di competizioni di downhill grazie alla presenza di un bike park. Percorsi sterrati più impegnativi raggiungono invece la piana risalendo dal fondovalle aquilano (Tornimparte) o dal basso Cicolano (Corvaro di Borgorose attraverso la Riserva regionale Montagne della Duchessa) passando prima per il Valico della Chiesola. Assieme a Campo Imperatore è conosciuta per essere stata molte volte luogo di villeggiatura invernale di papa Giovanni Paolo II. Nel 2016 Campo Felice, insieme alle piste da sci di Ovindoli, ha ospitato i campionati mondiali studenteschi di sci alpino e sci nordico organizzati dall'ISF.
RIFUGI E BIVACCHI A ROCCA DI CAMBIO (AQ)
Il Monte Velino (2487 metri s.l.m.) è la cima più elevata della catena Velino-Sirente, terzo gruppo montuoso più elevato dell'Appennino continentale dopo Gran Sasso e Maiella. È situato in Abruzzo a poca distanza dal confine con il Lazio, tra la conca del Fucino e le valli dei fiumi Aterno e Salto. È affiancato dalle montagne della Duchessa a nord-ovest e dal massiccio del monte Sirente a sud-est, da cui è separato dall'altopiano delle Rocche. Ricade all'interno del parco naturale regionale Sirente-Velino. È una montagna brulla e sassosa, non solcata da strade, a cui è affiancato a sud-est il monte Cafornia di poco più basso (2424 metri s.l.m.). Il monte Velino si caratterizza per la presenza di dirupi e brecciai ed un aspetto desolato e desertico, tuttavia presenta una flora ed una vegetazione di grande interesse naturalistico. I versanti sud e sud-ovest digradano in un ripido pendio fino al fondovalle marsicano, mentre il versante nord e nord-ovest presenta numerosi circhi glaciali e una maggiore asprezza geomorfologica. È solcato a nord-ovest dalla valle di Teve che lo separa dalle montagne della Duchessa ai confini con il Lazio e a sud-est dalla valle Majelama che lo separa dal gruppo dei monti della Magnola. Ha un rifugio denominato "Capanna di Sèvice" situato a quota 2.119 metri appena sotto la vetta omonima. Nelle sue zone più elevate si può trovare una flora da tundra alpina con silene aculee e viole magellense. Sulle quote più elevate sono presenti diverse varietà di ginepro. Non mancano uva ursina, dafne alpina, tasso barbasso e varie specie di genziana. La fauna è simile da quella degli altri monti dell'appennino centrale. Sono scomparsi i grandi mammiferi, mentre sono presenti il lupo appenninico e il cinghiale. Il corvo imperiale è stato reintrodotto nel 1995 dal Corpo Forestale dello Stato. Il nome Velino rivela la consistenza del monte: dominio sulla conca di quello che fu il lago Fucino e significherebbe letteralmente "dominatore del lago", dall'accadico belu (appunto signore, dominatore). Oppure deriverebbe dall'etrusco Vel e dall'accadico inu (sorgente, fiume, lago). Identico il significato di "Pelino", altra ipotesi che suggerisce di riconoscere nell'oppidum venuto alla luce in località Colle Lanciano, in basso alla Fonte della Cuna (nome derivante da "Cona", discesa, imbuto), la storica città marsa di Anxa, dall'accadico "an" (a, su) e accadico "kisû" (bastione, baluardo). Itinerari sul Monte Velino: Diversi sono i percorsi che portano in vetta. Ognuno di essi deve comunque coprire un dislivello importante a partire dal fondovalle posto a circa 800 metri di quota. Tra i principali percorsi si ricordano le "Vie Direttissime" che partono dal comune di Massa d'Albe e risalgono i ripidi pendii di sud-ovest con qualche difficoltà alpinistica, i percorsi meno ripidi, ma più lunghi che risalgono la valle di Teve aggirando il massiccio fino a Colle dell'Orso e risalgono poi dal versante nord oppure salendo dal monte Rozza e il monte Sevice. Altri accessi provengono dal versante nord-est di Campo Felice e dai piani di Pezza passando sempre per Colle dell'Orso. Visuale dalla vetta del Monte Velino: Dalla sommità del Velino è possibile ammirare tutto il bacino del Fucino, sul quale si affaccia in modo imponente. Nelle giornate più limpide si può addirittura arrivare a vedere i due mari che racchiudono ad est e ad ovest la penisola italiana. La posizione centrale all'interno dell'Appennino centrale e la quota abbastanza elevata fa sì che, in una panoramica a 360°, si possano osservare tutti gli altri massicci e i gruppi montuosi dell'Appennino laziale-abruzzese: dal Terminillo ai monti Sibillini, dai monti della Laga al Gran Sasso, dal monte Sirente alla Maiella, dai monti Marsicani ai monti Ernici, dai monti Cantari ai monti Simbruini o ai monti Carseolani.
Monte Rotondo, alto 2.064 m s.l.m., è una delle vette che circondano l'altopiano delle Rocche, appartenente alla catena del Sirente-Velino, nell'Appennino abruzzese, in Provincia dell'Aquila, all'interno del territorio dei comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio. Monte Rotondo, la cui sommità ha una caratteristica forma a pan di zucchero, appartiene al comprensorio sciistico di Campo Felice (Monti di Campo Felice) guardando da una parte verso l'Altopiano delle Rocche, dall'altra verso la Piana di Campo Felice, dall'altra ancora verso i Piani di Pezza e i Monti della Magnola. Dalla sua vetta, che ricade nel comune di Rocca di Mezzo, si può godere un panorama suggestivo che abbraccia tutte le vette più alte dell'Appennino abruzzese, dal Gran Sasso al Monte Sirente, dalla Maiella al Monte Velino. È opinione diffusa che la veduta dalla cima sia appunto una delle più belle di tutto l'Abruzzo. Territorio e tradizioni: Da oltre quattro secoli ha luogo una caratteristica manifestazione del folklore abruzzese, la Gara del solco diritto, che si svolge di notte nell'ultima domenica di agosto. Dalla base del Monte Rotondo diverse squadre si sfidano per tutta la notte, aiutandosi solo con la luce delle lanterne, tracciando con degli aratri dei lunghi solchi in direzione di Rocca di Mezzo, il paese che si trova alle pendici di Monte Rotondo; la vittoria va alla squadra che traccia il solco più lungo e più diritto. Un'altra manifestazione è la festa della Madonna della Neve, che si svolge ogni prima domenica di settembre in onore della Vergine Immacolata, la cui statua viene raggiunta dai fedeli o con un'agevole passeggiata in mezzo ai boschi o tramite gli impianti di risalita che vengono aperti per l'occasione. La statua della Madonna della Neve, opera dello scultore Silvio Amelio, in pregiato marmo di Carrara, alta sette metri e del peso di circa 25 tonnellate, venne innalzata l'8 settembre 2001 a circa 1900 m. s.l.m., sul versante di Campo Felice, e accanto si trova una targa che ricorda l'affetto per questi luoghi di papa Giovanni Paolo II. Il terreno circostante il monte è ricchissimo di acqua sorgiva, essendo la sua conformazione particolarmente adatta al mantenimento - soprattutto sul versante che guarda Rocca di Mezzo - di neve che cade copiosamente durante l'inverno. Lo scioglimento totale di queste nevi solitamente avviene nel mese di Maggio-Giugno, qualche volta ciò accade anche nei primi giorni di Luglio. Da qui sgorgano quindi numerose sorgenti d'acqua purissima. Dalle immediate pendici e terreni circostanti il massiccio se ne contano almeno 10, alcune della quali sistemate con caratteristici fontanili in pietra (Costa della Cavata, Fonte delle Macchie) o incanalamenti idrici. Le altre sorgenti sono rimaste completamente "naturali", anche in virtù della difficoltà per raggiungerle. Alcune di queste fonti emettono acqua tutto l'anno, anche durante le annate più calde e secche. Il 9 marzo 2002 un aereo Antonov An-2TP con a bordo due membri dell'equipaggio e un passeggero si è schiantato sul versante nord-est della montagna, a circa 1900 metri di altitudine ed in prossimità della vetta. Una serie di concause (tra cui errori di valutazione del pilota, la ridotta visibilità dovuta alle condizioni meteorologiche e la non adeguatezza del velivolo a volare con basse temperature esterne) è stata individuata come motivo dell'impatto, che ha provocato la morte istantanea di tutti gli occupanti del velivolo. L'esplosione al momento dello schianto si è sentita fino a Rocca di Mezzo, distante circa 3 km in linea d'aria. I resti dell'aereo giacciono tuttora sulla montagna.
I Piani di Pezza sono un altopiano glaciale e carsico-alluvionale situato in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, all'interno del territorio del Comune di Rocca di Mezzo, nel Parco regionale naturale del Sirente - Velino. Compreso all'interno della catena del Velino-Sirente, si estende per circa 5,5 km in lunghezza e 3 in larghezza ad una quota compresa tra i 1400 e i 1500 m s.l.m. ed è delimitato a nord dalle creste dei monti che sovrastano la stazione sciistica di Campo Felice, posta al di là di tale catena (cresta di Monte Rotondo, Cisterna, Colle del Nibbio, Punta dell'Azzocchio, Cimata di Pezza e Cimata del Puzzillo prossimi o oltre i 2000 m), e a ovest e sud da cime appartenenti al massiccio del Monte Velino (Vena Stellante, Colle dell'Orso, Punta Trento, Punta Trieste e Costone della Cerasa, tutti oltre i 2200 m), di cui rappresenta una delle porte di accesso nella sua parte orientale, separando dal punto di vista geomorfologico il gruppo dei Monti di Campo Felice, appartenenti al territorio dei comuni di Rocca di Cambio e Lucoli, dal gruppo dei Monti della Magnola, appartenenti al territorio del comune di Ovindoli. È luogo incontaminato, non immediatamente raggiungibile, dove praticare d'inverno sci nordico, sci escursionismo e sci alpinismo e trekking a piedi, a cavallo e in MTB d'estate[1]. Le pendici montuose esposte a nord della conca sono ricoperte di boschi di faggio fino ai 1850 m di quota, mentre la piana e i versanti esposti ad ovest e a sud sono quasi del tutto privi di vegetazione ad alto fusto, eccezion fatta per la suggestiva Valle Ortica che dai Piani di Pezza si dirama e sale verso la Cimata di Pezza. Dal Capo di Pezza è possibile raggiungere il Rifugio V.Sebastiani posto sul colletto che separa l'altopiano dalla Valle Leona. La particolare conformazione carsica della piana, chiusa com'è in tutte le direzioni, fa sì che d'inverno e in particolari condizioni atmosferiche (innevamento, cielo sereno, assenza di vento e bassissimi livelli di umidità) si raggiungano a volte temperature minime prossime o anche inferiori ai -30 °C specie in corrispondenza di significative ondate di freddo (record di Campo Felice: -33,1 °C il 2 febbraio 2010[2]; record di Pezza: -37,4 °C il 15 febbraio 2012[3].). In particolare il dato di Pezza risulta essere il valore più basso mai registrato in tutto l'Appennino. (P.S. Non esistono valori riguardanti il rigido 1985, ma se si prende in considerazione il rigidissimo valore di -35 °C registrato a Tagliacozzo l'11 Gennaio 1985, non è da escludere che la località abbia raggiunto o superato valori intorno ai -45 °C). Ai Piani di Pezza vi si accede principalmente dall'Altopiano delle Rocche attraverso il Vado di Pezza (1500 m. slm) provenendo da Rocca di Mezzo, o da Rovere su una strada recentemente asfaltata; quest'ultima, stretta e spesso non soggetta a pulizia in caso di innevamento, è assolutamente da evitare nel periodo invernale. Storia: Durante la Seconda Guerra Mondiale è stato abbattuto un aereo inglese da una delle contraeree tedesche posizionate a copertura dei punti di accesso dell'Altopiano delle Rocche. L'aereo ha compiuto un atterraggio di fortuna nella Piana ed pilota si sarebbe salvato trovando poi rifugio presso la popolazione di Ovindoli, non molto distante dal luogo dello schianto. Nel 1986 sono stati sede del raduno nazionale degli scout Agesci nella fascia d'età 16-20 anni, in gergo scautistico Route Nazionale, con la presenza di papa Giovanni Paolo II.
Il rifugio Vincenzo Sebastiani è un rifugio nel territorio del comune di Rocca di Mezzo, situato sull'Appennino centrale, nella catena del Velino-Sirente in Abruzzo in provincia dell'Aquila. Descrizione del rifugio Vincenzo Sebastiani: Posto ad una quota di 2.102 m s.l.m. al di sotto della vetta orientale di Vena Stellante (2.271 m), il rifugio rappresenta una delle porte d'accesso orientali al massiccio del monte Velino. È un rifugio stile alpino di proprietà dalla sezione CAI di Roma attrezzato al pernottamento durante tutto l'anno e gestito al vitto durante i mesi estivi. È meta frequente di sciescursionisti e scialpinisti d'inverno, e di escursionisti di trekking d'estate nonché sede di partenza per numerose escursioni sia estive che invernali al massiccio del Velino e alle adiacenti montagne della Duchessa. Accessibilità al rifugio Vincenzo Sebastiani: Il rifugio Vincenzo Sebastiani si raggiunge facilmente da nord da Campo Felice salendo lungo il sentiero della valle del Puzzillo all'interno del territorio del comune di Lucoli oppure da est salendo il sentiero più impervio, ma sicuramente più spettacolare che parte dai piani di Pezza, all'interno del territorio del comune di Rocca di Mezzo.
Il Gran Sasso (o Gran Sasso d'Italia) e Campo Felice è il massiccio montuoso più alto degli Appennini continentali, situato nell'Appennino centrale, interamente in Abruzzo, come parte della dorsale più orientale dell'Appennino abruzzese, al confine fra le province di L'Aquila, Teramo e Pescara. Confina a nord con i territori di Fano Adriano, Pietracamela, Isola del Gran Sasso d'Italia, Castelli e Arsita, a est con le Gole di Popoli, a sud-ovest direttamente con la piana di Assergi, più a valle con la Conca aquilana e la Valle dell'Aterno, a sud è limitato da Campo Imperatore e a valle dalla Piana di Navelli, mentre a ovest-nord-ovest confina con la catena dei Monti della Laga e il Lago di Campotosto, da questi separato dall'alta Valle del Vomano e la Strada statale 80 del Gran Sasso d'Italia che l'attraversa. Il Gran Sasso d'Italia è un'area ambientale tutelata con l'istituzione del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Dai suoi punti più distanti, ovvero il Passo delle Capannelle a nord-ovest e le Gole di Popoli a sud-est, il Gruppo del Gran Sasso misura circa 50 km in lunghezza e 15 km in larghezza con un perimetro di circa 130 km. Orientato da nord-ovest e a ovest a sud-est, come la grande maggioranza dei gruppi montuosi appenninici e preappenninici, ma con caratteristiche ben più aspre di alta montagna, consta di due sottocatene principali parallele: la prima, più settentrionale e più aspra, si estende dal Monte Corvo (2623 m; nord-ovest) al Vado di Sole (sud-est). La sottocatena meridionale, meno elevata e aspra, si estende dal Passo delle Capannelle e dal Monte S. Franco (2132 m; nord-ovest) al Monte Capo di Serre (1771 m; sud-est). Al di là di questa zona centrale vi è un'ampia zona sud-orientale, chiamata dei "contrafforti meridionali". Questi sono caratterizzati da numerosi rilievi meno elevati: Monte Ruzza (1643 m), Monte Bolza (1904 m), Monte Camarda (1384 m), Monte Cappucciata (1802 m), Monte Picca (1405 m) e molti altri, fino alle Gole di Popoli. Le cime maggiori si trovano nella sottocatena settentrionale: il Corno Grande - che consta di tre vette principali: quella orientale (2903 m), la centrale (2893 m) e la maggiore, quella occidentale (2914 m, che è anche la vetta più alta di tutti gli Appennini continentali) - e il Corno Piccolo (2655 m). Incastonato dentro una conca e protetto dalle tre vette che costituiscono il Corno Grande si trova il Ghiacciaio del Calderone, il secondo ghiacciaio più meridionale d'Europa. Nel cuore del massiccio, tra le due sottocatene, è presente il vasto altopiano di Campo Imperatore e tra le cime maggiori la conca di Campo Pericoli, oltre che profonde valli che ridiscendono tra le suddette cime (es. Val Chiarino, Val Maone, Valle del Venacquaro, Valle dell'Inferno). Da un punto di vista geomorfologico, il Gran Sasso presenta scenari paesaggistici abbastanza diversi e unici nei due versanti: quello aquilano scosceso, ma prevalentemente erboso, e quello teramano a maggior dislivello più aspro e roccioso. Dal punto di vista geologico è un massiccio di origine sedimentaria costituito da calcari, dolomia, generalmente compatti, e marne. Complessivamente l'altitudine, la composizione delle rocce, il tipo di erosione a cui è stato soggetto, fanno del Gran Sasso la montagna appenninica più simile ai gruppi alpini dolomitici. Data la sua elevazione, che la differenzia dalle altre catene appenniniche, il massiccio è ben visibile da tutti i principali gruppi montuosi dell'Appennino centrale e oltre, dal Monte Conero al Gargano e anche - nelle giornate particolarmente limpide - dai massicci montuosi della Dalmazia. Originatosi circa 6 milioni di anni fa (Miocene), nel contesto dell'emersione degli Appennini, subì successivamente fasi di spinta e compressione che generarono una serie di fratture e di abbassamenti (Val Charino, Valle del Venacquaro, Val Maone, Campo Pericoli, Campo Imperatore). Su queste, a partire da 600.000 (Günz) fino a circa 10.000 (Würm) anni fa, agirono le forze erosive delle glaciazioni. Queste ultime hanno lasciato segni particolarmente evidenti, soprattutto sul versante settentrionale del gruppo: piccoli circhi glaciali caratteristici sono individuabili, ad esempio, nella zona del Monte S. Franco (valli dell'Inferno e del Paradiso), ma anche in prossimità del Monte Aquila e del Monte Scindarella. I ghiacciai più grandi rappresentavano punti di convergenza naturali di questi circhi glaciali posti più in alto; ad esempio, il ghiacciaio che occupava Campo Pericoli si alimentava dai circhi posti a nord delle creste del Corno Grande, del Monte Aquila, del Monte Portella e del Pizzo Cefalone. In queste conche la neve si compattava e si trasformava in ghiaccio, che confluiva nella Valle del Venacquaro e in Val Maone verso Pietracamela, dove sono visibili ancora oggi resti morenici risalenti alla glaciazione del Riss. Poiché le glaciazioni successive hanno cancellato i segni lasciati da quelle precedenti, e poiché la glaciazione del Riss è antecedente a quella del Würm, questa morena rissiana è una delle rare prove del fatto che le valli del Gran Sasso sono state occupate dai ghiacciai più e più volte nel corso del Neozoico. Il 22 agosto 2006 nella parete nord-est (il paretone) del Corno Grande, a causa di normali processi erosivi, si è verificata una frana di grandi dimensioni (da 20.000 a 30.000 m³ di roccia si sono distaccati dal quarto pilastro), senza conseguenze sull'incolumità pubblica. Il 23 agosto 2016 a causa del sisma che ha colpito Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e altri paesi dell'Appennino Centrale è franato un pezzo del Corno Piccolo.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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