Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Raiano - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Raiano

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI RAIANO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di RAIANO (Aq) (m. 390 s.l.m.)
     
  CAP: 67027  - 0864 -  0864.726424 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI RAIANO  0864.72212   0864.726133 -      0864.72212 (Int. 5)  P. IVA: 00219510666
Raggiungere Raiano:(Stazione Raiano)  (Uscita Pratola Peligna/Sulmona) -Aeroporto d'Abruzzo a 60 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI RAIANO (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a Raiano (Aq) Gole di San Venanzio; Eremo di San Venanzio; Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore; Torre dell'Orologio del palazzo comunale; Palazzo Lepore; Palazzo Muzi; Chiesa della Madonna delle Grazie. La Riserva naturale guidata Gole di S. Venanzio è un'area naturale protetta istituita con legge della Regione Abruzzo n° 84 del 1998. Ha un'estensione di 1.072 ettari, ricadenti interamente nel territorio del comune di Raiano. La Riserva coincide in larga parte con l'omonimo sito di interesse comunitario e costituisce un corridoio ecologico di primaria importanza tra il Parco Nazionale della Majella e il Parco Regionale Sirente Velino, ospitando un ricco ed importante patrimonio di biodiversità. L'uscita del fiume Aterno dalle gole, contraddistinta dallo spettacolare e suggestivo eremo di San Venanzio, segna il passaggio alla fertile e verdeggiante pianura alluvionale, caratterizzata da terreni coltivati e da zone boscose di natura ripariale.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE RAIANO (AQ)
L'eremo di San Venanzio si trova lungo il fiume Aterno, a 501 m s.l.m. nel comune di Raiano, all'interno della riserva naturale guidata Gole di S. Venanzio. La Storia: La chiesa è dedicata a San Venanzio di Camerino, che si convertì al cristianesimo verso la metà del 200 e che si ritirò in questo eremo con il maestro Porfirio. Nel 259 venne arrestato e martirizzato nella città di Camerino. Agli inizi del '900 all'eremo si recò anche Benedetto Croce, che lasciò alcuni appunti sulla sua visita. L’architettura dell’Eremo. Esterno: L'eremo è costituito da una chiesa, risalente al XV - XVI secolo e ristrutturata alla fine del ‘600, dalla quale si accede alla loggia realizzata a cavallo del fiume ed al di sotto della quale si trova l'eremo vero e proprio abitato dal santo. Sulla parete opposta a quella dell'eremo al di sopra del fiume si trova una piccola terrazza, chiamata la Crocetta, dove il Santo si recava per pregare. L’interno dell'eremo di San Venanzio: L'edificio della chiesa, è a pianta rettangolare coperta con volta a botte. L'altare maggiore è addossato alla parete divisoria della sagrestia, dove si trovano resti di affreschi cinquecenteschi rappresentanti gli evangelisti, restaurati nel 2006. Davanti all'altare si trova la scala santa, scavata direttamente nella roccia, che porta alla grotta abitata dal santo. Due altari laterali ospitano le statue di San Giovanni Battista e di San Pietro Celestino Le decorazioni della chiesa sono dovute ai pittori Savino Del Boccio e Antonio Vaccaro, che le eseguirono alla fine della seconda guerra mondiale in segno di ringraziamento, come testimoniato da una scritta commemorativa. Sul lato orientale si trova un corridoio sul quale si aprono delle celle abitate un tempo dagli eremiti. Alla fine del corridoio, di fianco alla sagrestia, si passa alla loggia sospesa sul fiume, costruita nel XVI secolo per permettere ai fedeli di raggiungere la grotta del Santo con un percorso più agevole. Scendendo le scale si raggiunge dapprima la cappella delle Sette Marie. Qui si trova un Compianto in terracotta, risalente al 1510, costituito da un gruppo di cinque angeli sospeso dal soffitto e diciassette figure in terracotta, tra le quali una figura del Cristo posto in un sudario e circondato da figure maschili e femminili. Scendendo si accede agli spazi abitati dal santo. Qui si nota un'area scavata nella roccia, dove si ritiene che il santo dormisse, e di fronte il sedile di Santa Rina, sul quale si trovano tracce di affreschi: la tradizione ritiene che adagiandosi su questi due posti i pellegrini abbiano benefici per dolori reumatici ed ai reni.
CAMPEGGI RAIANO (AQ)
Il tratturo Celano-Foggia, passando per Raiano è il secondo tratturo più lungo dell'Italia meridionale, dopo il tratturo L'Aquila-Foggia. Era una delle direttrici della transumanza, con una lunghezza di circa 200 chilometri, partendo sotto Celano dalle sponde del Lago Fucino, in Abruzzo, ed arrivando a Foggia, in Puglia, presso il monumento dell'Epitaffio. Il suo percorso è il più interno tra quelli dei tratturi principali (L'Aquila-Foggia e Pescasseroli Candela), portandolo ad attraversare zone ancora non densamente abitate, come quelle tra il Parco nazionale della Majella ed il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise in Abruzzo. A Lucera riceve la confluenza del tratturo Lucera - Castel di Sangro, a sua volta interconnesso con il Pescasseroli - Candela. Questi tre tratturi sono ulteriormente interconnessi nella provincia di Campobasso dal braccio Centocelle-Cortile-Matese tra Ripabottoni e Sant'Elia a Pianisi. Altra interconnessione è quella con il tratturo Ateleta-Biferno ed il tratturo Lucera-Castel di Sangro tramite il tratturello Castel del Giudice-Sprondasino-Pescolanciano.
VILLAGGI TURISTICI RAIANO (AQ)
Il percorso del tratturo Celano-Foggia, passando per Raiano. I comuni attraversati dal tratturo sono: Abruzzo - Provincia dell'Aquila: Celano, Aielli, Cerchio, Collarmele, Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri, Goriano Sicoli, Raiano, Prezza, Pratola Peligna, Sulmona, Pettorano sul Gizio, Rocca Pia, Rivisondoli, Roccaraso, Castel di Sangro. Molise - Provincia di Isernia: San Pietro Avellana, Vastogirardi, Carovilli, Pescolanciano, Agnone, Pietrabbondante, Civitanova del Sannio, Bagnoli del Trigno. Provincia di Campobasso: Salcito, Trivento, Lucito, Castelbottaccio, Morrone del Sannio, Ripabottoni, Sant'Elia a Pianisi, Bonefro, San Giuliano di Puglia. Puglia - Provincia di Foggia: Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Torremaggiore, Lucera, Foggia. Monumenti e luoghi d'interesse nel percorso del tratturo Celano-Foggia, passando per Raiano. Dal punto di vista naturalistico, il tratturo attraversa una zona degli Appennini ricca di parchi, tra i quali: Parco nazionale della Majella; Riserva naturale Collemeluccio. Zone archeologiche nei pressi del percorso si trovano a: Vastogirardi; Pietrabbondante. Chiese legate alla transumanza sono: Badia Morronese a Sulmona; Santuario della Madonna della Portella a Rivisondoli; Chiesa delle Croci a Foggia.
AFFITTACAMERE RAIANO (AQ)
AFFITTACAMERE CENTRO STORICO
Via Palazzo, 3/5 - 67027 Raiano (Aq)
tel. 0864 726574
BED & BREAKFAST RAIANO (AQ)
BED & BREAKFAST CASA DOLCE CASA
Strada Provinciale Km. 10, n. 49 - 67027 Raiano (Aq)
tel. 0864 660119 / 0864 51221 / mobile 347 8201506 / mobile 3313504957 - fax 0864 51221
CASE PER VACANZA RAIANO (AQ)
L’origine del nome del paese di Raiano (Aq). La più antica attestazione del nome di Raiano risale all’anno 872. Nel Catalogus baronum (anni 1150-1168) si ha la forma Raianum, ma la grafia subì non poche oscillazioni nel corso dei secoli, così come varie e stravaganti furono le sue derivazioni etimologiche. Comunemente si suol ripetere che il nome Raiano derivi da Ara Iani, Ara di Giano, in considerazione del fatto, non documentato, che nell’antichità nella zona sorgesse un tempietto, un altare (ara) al dio bifronte. Il Febonio, però, non crede alla derivazione da Ara Iani e suppone che inizialmente il paese si chiamasse Rhodianum, dal verbo rodere (che però non ha l’acca), per via della corrosione che l’Aterno esercita nella zona. Va ricordata un’altra etimologia secondo la quale il nome del nostro paese deriverebbe da quello dei feudatari e, precisamente, da Emma o Gemma, discendente da un Sansone, ricordata appunto come Gemma de Raiano. Ella andò sposa, intorno al 1337, a un Cantelmo del ramo cadetto, al quale portò in dote la Terra di Raiano. È vero però che il nome de Raiano sia potuto derivare alla feudataria dal suo feudo e non viceversa, tanto è vero che il nome del paese figura nello stesso Chronicon nella forma Ragiano già nell’anno 872 e, addirittura, in quella di Raiano nelle porte bronzee di San Clemente del 1192. Comunque, nella toponomastica dell’Abruzzo, abbondano un po’ ovunque i nomi di località del tipo Cesenano, Gagliano, Raiano. Nella sola area teramana ne sono stati registrati più di cento. La cosa si spiega storicamente: durante il periodo repubblicano, buona parte del territorio di quella parte dell’Abruzzo fu assegnata a coloni romani, i quali dettero poi i nomi ai loro fondi. Il Pansa, a suo tempo, per Raiano propose la derivazione Rhoius-Rhaianius, ma sembra più logico pensare ad un Rhodius- Rhodianus, da cui Castrum Rhodianum, Radianum, ed infine Raianum. Raiano dunque è un prediale col diffuso suffisso aggettivale in –anus, per il quale è stato individuato alla base il personale latino Raius oppure Ravius.
APPARTAMENTI PER VACANZA RAIANO (AQ)
L’eremo di San Venanzio a Raiano (Aq) L’eremo di San Venanzio è situato nell’omonima valle in un ambiente naturale non ancora guastato –per fortuna- da pesanti interventi dell’uomo. Quando si parla di eremi, che per loro natura sono posti sempre in zone particolarmente amene e solitarie, non si può fare a meno di descrivere il paesaggio in cui si inseriscono, poiché ne rappresenta un’insostituibile cornice. Prima di sboccare nell’ampia Valle Peligna per poi insinuarsi nuovamente, il fiume Aterno attraversa uno dei tratti più suggestivi del suo percorso, che s’inizia immediatamente dopo Molina: è la Valle di San Venanzio che il fiume ha scavato tra i monti Urano e Mentino. L’amenità del luogo è dovuta soprattutto al suo aspetto selvaggio che è accresciuto dalla foltissima vegetazione e dalla conformazione delle pareti rocciose cadenti a strapiombo sul fiume spumeggiante tra le rocce e gli anfratti della gola. Per la sua posizione estremamente isolata, il luogo sfuggì all’attenzione dei visitatori ottocenteschi, molto sensibili alla natura selvaggia della regione che divenne un luogo comune non ancora sfatato. Tuttavia, una prima descrizione della Valle di San Venanzio risale al 1688, anno in cui i Padri Bollandisti pubblicarono un’appendice alla vita del Santo. La più antica descrizione della valle e dell’eremo di San Venanzio che si conosca riportava le seguenti parole: << a mezzo miglio dalla città di Corfinio si trova un’amena valle circondata da colli, verso la quale si snoda un mirabile acquedotto sotterraneo, scavato nella roccia per la lunghezza di tre miglia e tanto grande da consentire il passaggio di una persona eretta. In esso scorre un corso d’acqua che irriga tutta la valle, che alimenta un bellissimo anche se piccolo boschetto e che, alla fine della valle, s’immerge nel gran fiume Aterno, oggi chiamato Pescara. Su questo fiume, ai piedi del monte, si trova uno sperone roccioso: su questa roccia sorge la chiesa. Essa è dedicata a Dio, alla Madre di Dio e a San Venanzio Martire, protettore del luogo>>.
CASE PER LE FERIE RAIANO (AQ)
L’eremo di San Venanzio a Raiano (Aq) Agli inizi del ‘900 visitò il santuario Benedetto Croce, che in quegli anni soggiornava spesso a Raiano presso una cugina; il filosofo riportò la sua impressione in questo efficace schizzo: <<più in là, incassato fra le montagne, come in una spaccatura, il romitorio pende sopra una roccia rotonda, giallastra, che pare un gran blocco di oro. Per tutta la strada, da Raiano a San Venanzio, rumorio di acque, ruscelletti che cendono giuso all’Aterno>>. In effetti, l’eremo sorge su un sistema di archi che impostano sulla viva roccia nel punto in cui la Gola si restringe maggiormente e dove il fiume forma una piccola cascata. Al visitatore viene spontaneo chiedersi come mai il santuario sia stato costruito al di sopra del fiume. La risposta la fornisce il ricordato brano dei Bollandisti: <<Da un’altra parte della chiesa si scende per mezzo di una scala a più gradini in una spelonca presso il fiume, ove San Venanzio faceva penitenza e dormiva. In questo posto è dato vedere mirabilmente scavata nella pietra la forma completa di un corpo umano con ben distinte le forme del capo, delle braccia, delle ginocchia e delle alte membra, come se le avesse fatte un esperto scultore. Sempre in questo luogo c’è un piccolo altare con una croce di legno antichissima, dinanzi alla quale si crede che fosse solito pregare San Venanzio>>. Tutta la zona era dunque indicata dalla tradizione come il luogo in cui l’anacoreta aveva lasciato le orme della sua santità, in cui aveva operato miracoli e prodigi. L’edificio, come ci appare oggi, è a pianta rettangolare coperta con volta a botte; ha due altari laterali in prossimità di quello maggiore che è addossato ad una parete divisoria, dietro la quale si trova la vecchia abside con resti di affreschi cinquecenteschi molto deteriorati, rappresentanti gli Evangelisti e restaurati nel 2006. Sul lato orientale si svolge un corridoio su cui si aprono alcune cellette eremitiche, ormai da tempo abbandonate. Alla fine del corridoio è il passaggio per la loggia sospesa sul fiume, nonché la gradinata che scende alla cappella delle Sette Marie. Tutto questo organismo, chiesa e celle, poggia sulla sponda destra dell’Aterno insistendo su una compatta massa rocciosa. La parte più caratteristica invece, quella che unisce le due pareti della gola, imposta su un sistema di archi a diverso livello, sotto i quali scorre il fiume. La precedente costruzione, di cui sono rimasti i segni anche dopo gli interventi della fine del ‘600, risale ad un periodo a cavallo tra il XV e il XVI secolo, sia perché gli affreschi che restano sono databili agli inizi del ‘500, sia perché il Compianto in terracotta fu eseguito nel 1510. Ma la chiesa odierna, perlomeno quanto a spazio interno, non ha più la forma della precedente, poiché subì evidenti trasformazioni. Ed è possibile indicare con una certa sicurezza l’epoca esatta degli interventi allo scadere del penultimo decennio del secolo XVII.
COUNTRY HOUSE RAIANO (AQ)
Le Chiese nel paese di Raiano (Aq) Le notizie più precise circa le chiese medievali di Raiano si possono ricavare da alcuni documenti ecclesiastici; il più antico di questi documenti in cui figura il nome di Raiano è la bolla di Papa Innocenzo II del 25 marzo 1138, con la quale si descrivono tutte le chiese soggette alla Diocesi di Valva. Da essa si desume che a quell’epoca nel nostro paese vi erano sei chiese e, precisamente, Ecclesias Sancti Petri, Sancte Petronille, Sancteque Marie et Sancte Iuste, Sancti Viti et Sancti Pancratii. Non figurano né la chiesa di San Venanzio, né quella di San Antonio Abate. La Chiesa di San Pietro sorgeva non lontano dall’omonimo rione e quella di Santa Petronilla sicuramente nella contrada che ancora oggi ne porta il nome. Per quanto riguarda la Chiesa di Santa Maria, sia la Madonna di Contra sia la Madonna delle Grazie sono abbastanza antiche da poter essere identificate con quelle citate nella bolla del 1138. Nulla sappiamo delle chiese di San Vito e Santa Giusta. Nella bolla di Lucio III, del 1183, sono invece elencate ben tredici chiese: San Pietro, Santa Maria, San Pio, Santa Petronilla, Santa Maria, San Salvatore, Sant’Angelo, Santa Giusta, San Venanzio, San Giovanni, Santa Maria, San Vito e San Pancrazio. Come si vede, figurano ben tre chiese dedicate alla Madonna e, complessivamente, sette in più rispetto alla bolla del 1138. Tuttavia, è difficile pensare che in meno di mezzo secolo nel paese sorgessero sette nuove chiese.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' RAIANO (AQ)
Le Chiese nel paese di Raiano (Aq) L’omissione nelle altre bolle si spiega considerando che questi documenti pontifici erano emanati per stabilire la giurisdizione del vescovo che li richiedeva; è probabile perciò che si elencassero solo quelle chiese per le quali erano sorti problemi di giurisdizione oppure le chiese non menzionate erano degli oratori, delle chiesuole di campagna o comunque di scarsa importanza. Alla Chiesa di San Giovanni, che sorgeva quasi certamente nello stesso luogo in cui si trova ai nostri giorni la cappella baronale, era annesso un ospedale a lui intitolato. È probabile che chiesa e ospedale fossero ubicati nello stesso luogo in cui si trova oggi la cappella nell’omonima piazzetta, cioè molto prossima al nodo stradale in cui il Tratturo riprendeva il suo corso autonomo dalla Tiburtina che invece piegava verso Corfinio. Nell’area di questa biforcazione sorgeva anche la chiesa di San Sebastiano, di cui non conosciamo l’epoca della costruzione, ma è interessante notare che anch’essa è dedicata ad un protomartire. Entro la prima metà del ‘600 a tutte queste chiese, di molte delle quali resta solo il ricordo nella toponomastica, si aggiunsero, alle opposte estremità del paese, ai margini della via Tiburtina, i conventi francescani degli Zoccolanti e dei Cappuccini, con le rispettive chiese di S. Onofrio e di S. Andrea. Delle chiese ricordate restano solo quelle di S. Venanzio, della Madonna di Contra e della Madonna delle Grazie. È certo che la più antica di esse è la chiesetta campestre della Madonna di Contra e non solo per la presenza straordinaria di materiale archeologico nelle murature e nel tetto, ma anche di sculture altomedievali.
RIFUGI E BIVACCHI A RAIANO (AQ)
Le Associazioni del paese di Raiano sono: - A.S.D. G.S. Raiano, - A.S.D. G.S. Raiano Settore Giovanile, - A.S.D. Calcio a 5, - Osaka Karate Club, - Gymnasium Club, - A.S.D. Gymnasium Scherma Raiano, - Circolo Bocciofilo, - Circolo Ricreativo Raianesi, - Società Sportiva UISP, - Associazione Evergreen, - Pesca Sportiva “San Venanzio”, - F.c.i. Ciclo Club Raiano, - Associazione Pro Loco, - Associazione SpettacolArci, - Coro folkloristico “Rajane Cante”, - A.N. Alpini Raiano, - ARCA onlus, - Associazione Ra.Gà., - Centro Sociale Anziani, - A.N.V.U. (Associazione Nazionale Polizia Locale), - Gruppo Comunale di Protezione Civile, - Beach Volley Esse Emme Raiano Le principali manifestazioni raianesi sono: 17 Gennaio: S. Antonio Abate e benedizione degli animali, 20 gennaio: San Sebastiano, 16/17/18 Maggio: Festa del Santo Patrono San Venanzio Martire, Prima Domenica di Giugno: Sagra delle Ciliegie e Fiera dell’Agroalimentare, 24 giugno: Festa del Comparatico (San Giovanni), 29 Giugno: Festa di San Pietro, 2 Luglio: Festa della Madonna delle Grazie, 21 e 22 Agosto: Festa in onore di Santa Maria Ottaviana e San Rocco, Ultima settimana di Agosto: Festa della birra, 23 Settembre: San Pio da Pietrelcina.
Cenni Storici sul Mulino di Raiano (Aq) Un susseguirsi di scale e passerelle in legno, che dal piazzale di San Venanzio scivolano giù lungo la sponda destra dell’Aterno, è il sentiero che porta al vecchio mulino. Una passeggiata immersi nel verde, accompagnati dallo scrosciare dell’acqua che si fa sempre più intenso, ci permette di osservare l’antico canale di adduzione del mulino e la ramificazione del sistema di canalizzazione dell’acqua. Prezioso elemento di archeologia industriale, il vecchio mulino fu costruito all’uscita della gola di San Venanzio, dove l’acqua del fiume perde un po’ di vigore e si lascia governare con più facilità. Ciò che resta dell’opificio è un monumento a memoria di quella civiltà rurale che a Raiano, come in tutto l’Abruzzo interno, ha resistito a lungo alla modernità, ma che pure aveva bisogno di strumenti ingegnosi per la trasformazione dei prodotti della terra. Colpisce l’assoluta armonia tra l’impianto e l’ambiente circostante. Sul prospetto dell’edificio sono ben visibili i tre archi in pietra per il passaggio dell’acqua e l’alimentazione delle pale che azionavano le macine all’interno. 1706: terremoto in cui rimasero vittime otto donne e al quale seguirono non pochi rifacimenti nel vecchio borgo nel corso del ‘700 (Fucinese) 1715: per debiti Raiano venne venduto a pubblico incanto e nel 1715 ad istanza dei creditori e l’acquistò per 30100 ducati un Francesco Recupito che prese il titolo di marchese di Raiano, e i Recupito furono gli ultimi feudatari. 1915: terremoto che provocò numerosi danni alle strutture. I resti del mulino si collocano sul versante destro dell’alveo fluviale che scende verso valle. A guisa di ponte, a monte del mulino, si staglia l’eremo di San Venanzio. Tutt’intorno una natura boscosa. Gli effetti visibili sulla roccia, rappresentati da molature e fossette di erosione idrica, testimoniano di un passato in cui le acque costituivano il protagonista ambientale del territorio in argomento. Strutturalmente il mulino ad acqua univa una grande efficacia ad una reale semplicità: l’acqua captata più a monte era canalizzata e raccolta in una vasca. Da questa essa si riversava con impeto nella torre fino a raggiungere la cosiddetta ‘casetta’ del mulino, luogo dove l’acqua azionava i congegni permettendo alle macine di girare. Lo schema vasca, torre, casetta si ripeteva ma non mancavano differenze strutturali dovute a fattori contingenti ed alle differenti epoche di costruzione dei mulini. Dell’impianto originario oggi al mulino di Raiano sono visibili il canale di adduzione e di sfiato del mulino, la vasca di contenimento dell’acqua captata, un sistema di archi a livello del fiume che individua tre spazi rettangolari affiancati e coperti a volta e lacerti della mura tura perimetrale a quota 2.60. Antistante al paramento esistente, a nord, i resti di una scala di ingresso in pietra squadrata e roccia.”
Raiano (390 m. slm.) è un piccolo centro di circa 3.000 abitanti famoso per la produzione di ciliegie. E' situato sul lato occidentale della Valle Peligna, nel punto in cui l'antico tratturo Celano-Foggia piega verso Sulmona. Il tessuto urbano conserva alcuni interessanti monumenti come la chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore, l'antica torre medievale e numerosi ed eleganti palazzi gentilizi. Ciò che più colpisce del centro storico di Raiano sono gli straordinari portali in pietra, con decorazioni ed ornamenti, che impreziosiscono sia i palazzi signorili sia le abitazioni più umili. Merita di essere visitato l'interessante Museo Storico "Frantoio Fantasia". Ad un paio di chilometri dal centro storico di Raiano si trova la Riserva Naturale Regionale delle Gole di San Venanzio, in fondo alle quali scorre, impetuoso, il fiume Aterno. Nel punto più lussureggiante delle Gole è posto il suggestivo eremo di San Venanzio che, poggiando sulle alte pareti rocciose dello stretto canyon, sorge, a guisa di ponte, a cavallo delle spumeggianti acque del fiume. Nell'interno dell'eremo è conservato un "Compianto di Cristo" in terracotta policroma realizzato nel 1510. Eremo di S. Venanzio: Alcune notizie su "S. Venantii in Rajano" le troviamo già nel XII secolo in alcune Bolle papali, ma non sappiamo se si riferiscono al nostro eremo o a un'altra chiesa del territorio raianese. Di certo si può affermare, in base ad alcuni elementi architettonici e agli affreschi presenti nella sagrestia, che il primo impianto della chiesa risale al Quattrocento. Nel santuario e nei suoi dintorni si praticano numerose forme di litoterapia, ma è soprattutto all'interno dell'eremo che i fedeli si coricano sulla roccia che reca l'impronta Santo per curare i dolori artritici. Il santuario si trova in una magnifica posizione, a cavallo delle impetuose acque dell'Aterno, in un'oasi di verde fra le brulle pareti delle gole. Il Santo viene festeggiato il 18 maggio.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu