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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Prezza

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI PREZZA (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di PREZZA (Aq) (m. 480 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Prezza: 42°03′37″N - 13°50′08″E 
     
  CAP: 67030 -  0864 -  0864.45131 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI PREZZA 0864.45138    0864.45246       0864.45138 - P. Iva: 00189230667
Raggiungere Prezza:(Stazione Prezza  (Uscita Pratola Peligna/Sulmona) -Aeroporto d'Abruzzo a 65 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI PREZZA (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a Frezza: Chiesa di Santa Maria del Colle. Cittadini illustri di Frezza:Giuliano Zaccardelli (Prezza, 1947), Comandante della Royal Canadian Mounted Police (RCMP). Giuliano Zaccardelli (Prezza, ...) è un funzionario italiano naturalizzato canadese. È stato il primo italo-canadese ad essere nominato Comandante della Royal Canadian Mounted Police. Ha ricoperto questo incarico del 2 settembre 2000 al 15 dicembre 2006. Nell'aprile 2008 è stato nominato Direttore di OASIS Africa dell'Interpol e nell'ottobre 2009 Direttore di Strategic Planning Directorate di Interpol. Zaccardelli emigrò in Canada all'età di 7 anni. Visse a Montreal. Nel 1970 si arruolò nella Royal Canadian Mounted Police e fu assegnato a St. Paul, Alberta. Fu trasferito a Toronto nel 1974, e successivamente a Calgary nel 1981. Divenne ufficiale nel 1986, assegnato a Ottawa e New Brunswick. Nel 1993 divenne Sovraintendente Capo del Quebec. Nel 1998 divenne responsabile del Quartiere Generale Nazionale. Il 2 settembre 2000 fu nominato ventesimo Comandante della Royal Canadian Mounted Police. Egli gestì i cambiamenti fatti nella polizia canadese a seguito degli attentati dell'11 settembre 2001. Ricevette numerose onorificenze canadesi e straniere. Comunque divenne anche il primo Comandante nella storia della Royal Canadian Mounted Police forzato a dimettersi a causa di controversie legate al suo servizio. Onorificenze ricevute: Principal Commander of the Order of Merit of the Police Forces, 2002, Commander of the Venerable Order of Saint John of Jerusalem, Medaglia per il 125º Anniversario della Confederazione del Canada, Medaglia per il Giubileo d'Oro della Regina Elisabetta II, 2002, Légion d'honneur, 2003, Grand'Ufficiale della Repubblica Italiana, 2005.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE PREZZA (AQ)
La Comunità montana Peligna e il paese di Frezza (Aq). La Comunità montana Peligna era stata istituita con la Legge Regionale 30 dicembre 1975, n. 66 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. Prendeva il nome dalla Valle Peligna e dall'antica popolazione italica dei Peligni. Dopo la Legge Regionale n. 10 del 27 giugno 2008 hanno fanno parte della Comunità montana Peligna, con sede a Sulmona, i seguenti sedici Comuni: Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Campo di Giove, Cansano, Cocullo, Corfinio, Introdacqua, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pratola Peligna, Prezza, Raiano, Roccacasale, Scanno, Sulmona, Villalago, Vittorito. La Regione Abruzzo ha abolito la Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013.
CAMPEGGI PREZZA (AQ)
La Valle Peligna, o Conca Peligna o Conca di Sulmona, è un altopiano dell'Abruzzo interno centrale, in provincia dell'Aquila, ad una quota di circa 400–500 m s.l.m. È una delle macroaree di bassa quota della provincia dell'Aquila assieme alla Conca Aquilana e al Fucino. La Valle Peligna, deriva il suo nome dal greco peline = pelagus -pelagio ovvero fangoso, limaccioso. In età preistorica, la conca di Sulmona era infatti occupata da un vastissimo lago al pari della zona del Fucino; in seguito a disastrosi terremoti ed alluvioni, la barriera di roccia che ostruiva il passaggio verso il mare, nella gola di Popoli, crollò ovvero fu erosa dalla portata dei due fiumi che con la confluenza del Tirino prende - oggi - il nome di fiume Aterno-Pescara. Ha superficie di 100 km quadrati ed un'altitudine media di 300–440 m dal livello del mare. Posta tra le coordinate geografiche da 41°48'10" a 42°11'45" di latitudine nord e da 13°46'10" a 13°69'42" di longitudine est. È attraversata dai fiumi Aterno e Sagittario che confluiscono nel Pescara. Confina a nord-ovest con la conca del Fucino, a sud con la valle del Sagittario e i Monti Marsicani a sud-ovest, a nord-est con la valle dell'Aterno tramite il massiccio del Monte Sirente e la valle Subequana, a est e sud-est con il massiccio della Maiella. Fanno parte di questa valle le cittadine di Popoli, Raiano, Vittorito, Corfinio, Roccacasale, Pratola Peligna, Prezza, Sulmona, Introdacqua, Bugnara, Pacentro, Pettorano sul Gizio. Eccetto la prima, sono tutte ricomprese sotto la tutela della Comunità Montana Peligna.
VILLAGGI TURISTICI PREZZA (AQ)
La Valle Peligna e il paese di Frezza (Aq) Geologicamente è una fossa di sprofondamento tettonico dovuta a fenomeni distensivi per slittamento delle circostanti montagne. Nell'era Mesozoica l'area era in buona parte una piattaforma carbonatica, cioè un mare poco profondo, affiancata da bacini pelagici più profondi. Ciò è confermato dal ritrovamento di calcari giurassici costituiti da resti di invertebrati che abitavano mari poco profondi e caldi. Nel Pleistocene la Valle era occupata da un lago prosciugatosi con il collasso di uno sbarramento naturale posto nelle gole di Popoli, all'incirca presso la stazione ferroviaria di Bussi. Tale collasso avvenne nel Pleistocene, come testimoniato dalla presenza di depositi lacustri risalenti nel periodo 700000-300000 anni fa. Successivamente si alternarono climi aridi e freddi (glaciazioni) a climi caldi e questo comportò una notevole erosione delle montagne, i cui depositi riempirono la valle, fino alla conformazione attuale. In base a quanto riportato nelle note integrative al foglio "Sulmona" della carta geologica 1:50000 lo spessore dei depositi quaternari è di circa 40 metri nei pressi di Pratola Peligna. Al di sotto è stata individuata una paleovalle: quel che resta del fondo del lago, in parte eroso durante la fase di svuotamento.
AFFITTACAMERE PREZZA (AQ)
La Storia della Valle Peligna e il paese di Frezza (Aq). La Valle Peligna costituisce uno dei territori dell'Abruzzo abitati sin dall'antichità, si ricorda la fondazione leggendaria di Sulmona avvenuta per l'eroe troiano Solimo nel 1180 a.C. Questa terra è stata la patria dell'antico popolo italico dei Peligni e la città di Corfinium fu la capitale della Lega Italica, alleanza di popoli italici, che nel 91 a.C. si ribellò a Roma. Sulmona, patria di eminenti personaggi della cultura e città d'arte, è stato Municipio romano. In epoca sveva e per gran parte del medioevo fu il centro amministrativo dell'Abruzzo.
BED & BREAKFAST PREZZA (AQ)
La chiesa di Santa Maria del Colle di Frezza è un edificio religioso sito in contrada Colle a Prezza, in provincia dell'Aquila. Aspetto della chiesa di Santa Maria del Colle: La chiesa è in stile romanico-rurale, dotata di un portale gotico-romanico con un protiro avente un arco a sesto acuto. L'arco del portale invece è a tutto sesto. Ai suoi lati sono presenti due colonnine che sorreggono dei capitelli leggermente dissimili, con raffigurazioni di palmette. Nei pressi è presente una lapide romana con un'iscrizione rovesciata. Al di sopra del protiro troviamo una celletta campanaria ad una singola campana. La lapide e i capitelli testimoniano il riciclo di materiali da una costruzione preesistente eretta prima dell'anno 1000. Sopra il portale è presente una lunetta con un dipinto della Madonna di Loreto di epoca successiva, ma parzialmente sbiadito. Il soffitto è costituito da una volta a botte ad una navata unica. La Storia della chiesa di Santa Maria del Colle di Frezza: Una data sull'architrave testimonia che la chiesa è stata costruita nel 1324. Resistette ai terremoti del 1456 e del 1506. Nel 1558 si eseguirono alcune ristrutturazioni. Prima della sua riapertura al culto, avvenuto nel 1990, è stato necessario intervenire con due restauri conservativi.
CASE PER VACANZA PREZZA (AQ)
La Riserva naturale guidata Gole di S. Venanzio e il paese di Frezza (Aq) La Riserva naturale guidata Gole di S. Venanzio è un'area naturale protetta istituita con legge della Regione Abruzzo n° 84 del 1998. Ha un'estensione di 1.072 ettari, ricadenti interamente nel territorio del comune di Raiano. La Riserva coincide in larga parte con l'omonimo sito di interesse comunitario e costituisce un corridoio ecologico di primaria importanza tra il Parco Nazionale della Majella e il Parco Regionale Sirente Velino, ospitando un ricco ed importante patrimonio di biodiversità. L'uscita del fiume Aterno dalle gole, contraddistinta dallo spettacolare e suggestivo eremo di San Venanzio, segna il passaggio alla fertile e verdeggiante pianura alluvionale, caratterizzata da terreni coltivati e da zone boscose di natura ripariale. Punti di interesse nella Riserva naturale guidata Gole di S. Venanzio: La riserva è visitabile con una rete di sentieri, che percorre tutti i punti di interesse. Oltre il centro storico del comune di Raiano, e le varie sorgenti sparse, la denominazione degli altri punti di interesse sono: Lago di quaglia; Chiesa dell'Assunta; Lapide di Umberto Postiglione; Rava tagliata; Graffiti preistorici; Le Spogne; La Sella; Monte Urano; Il Castellone; La civita; Santuario di San Venanzio; Sorgente La Solfa.
APPARTAMENTI PER VACANZA PREZZA (AQ)
APPARTAMENTO PER VACANZA GIAMIA
Via Sulmona, 20 - Frazione Campo di Fano - 67030 Prezza (Aq)
tel. 0964 4566093
CASE PER LE FERIE PREZZA (AQ)
La Chiesa di Santa Lucia a Frezza (Aq) (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304) è stata una martire cristiana, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Memoria di santa Lucia, vergine e martire, che custodì, finché visse, la lampada accesa per andare incontro allo Sposo e, a Siracusa in Sicilia condotta alla morte per Cristo, meritò di accedere con lui alle nozze del cielo e di possedere la luce che non conosce tramonto». Nell'introduzione al romanzo storico Lucia di René du Mesnil de Maricourt, Ampelio Crema ha scritto che: «la prima e fondamentale testimonianza sull'esistenza di Lucia ci è data da un'iscrizione greca scoperta nel giugno del 1894 dal professor Paolo Orsi nella catacomba di San Giovanni, la più importante di Siracusa: essa ci mostra che, già alla fine del quarto secolo o all'inizio del quinto, un siracusano - come si deduce dall'epigrafe alla moglie Euschia - nutriva una forte e tenerissima devozione per la "sua" santa Lucia, il cui anniversario era già commemorato da una festa liturgica. Tale iscrizione è stata trovata su una sepoltura del pavimento, incisa su una lapide quadrata di marmo, misurante cm 24x22 e avente uno spessore di cm 3, tagliata irregolarmente. Le due facce della pietra erano state ricoperte di calce: ciò indica che la tomba era stata violata». E così suona l'epigrafe o iscrizione di Euschia: Euschia, irreprensibile, vissuta buona e pura per circa 25 anni, morì nella festa della mia santa Lucia, per la quale non vi è elogio come conviene. Cristiana, fedele, perfetta, riconoscente a suo marito di una viva gratitudine». Di santa Lucia sembra esistere a Siracusa il «loculo», cioè la tomba primitiva, sulla quale sorse una chiesa, rifatta poi nel Seicento. Inoltre «esistono iscrizioni, che testimoniano una remota e fervida devozione per la Martire e un culto liturgico già stabilito dai primi secoli. Infine, esiste una di quelle "Passioni", molto tarde, con le quali la devozione dei fedeli ha ricamato di fantasia, sopra un canovaccio certamente storico». I racconti, che risalgono al periodo normanno e non hanno molta plausibilità storica, narrano di una giovane, orfana di padre, appartenente ad una ricca famiglia di Syracusæ, che era stata promessa in sposa ad un pagano. La madre di Lucia, Eutichia, da anni ammalata di emorragie, aveva speso ingenti somme per curarsi, ma nulla le era giovato. Fu così che Lucia ed Eutichia, unendosi ad un pellegrinaggio di siracusani al sepolcro di sant'Agata, pregarono la martire catanese affinché intercedesse per la guarigione della donna. Durante la preghiera Lucia si assopì e vide in sogno Agata dirle: Lucia, perché chiedi a me ciò che puoi ottenere tu per tua madre? Nella visione Agata le preannunciava anche il martirio e il suo patronato sulla città. Ritornata a Syracusæ e constatata la guarigione di Eutichia, Lucia comunicò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi a Cristo e di donare tutti i suoi averi ai poveri. Il pretendente, insospettito e preoccupato nel vedere la desiderata sposa donare tutto il suo patrimonio, verificato il rifiuto di Lucia, la denunciò come cristiana. Erano in vigore i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dall'imperatore Diocleziano. Il processo che Lucia sostenne dinanzi all'arconte Pascasio attesta la fede ed anche la fierezza di questa giovane donna nel proclamarsi cristiana. Minacciata di essere esposta tra le prostitute, Lucia rispose: "Il corpo si contamina solo se l'anima acconsente". Il dialogo serrato tra lei ed il magistrato vide piuttosto ribaltarsi le posizioni, tanto da vedere Lucia quasi mettere in difficoltà l'Arconte. Pascasio dunque ordinò che la giovane fosse costretta con la forza, ma lei diventò miracolasamente così pesante, che né decine di uomini né la forza di buoi riuscirono a spostarla. Lucia allora fu sottoposta al supplizio del fuoco, ma ne rimase totalmente illesa, sicché infine, piegate le ginocchia, fu decapitata, o secondo le fonti latine, le fu infisso un pugnale in gola (jugulatio). Morì solo dopo aver ricevuto la Comunione e profetizzato la caduta di Diocleziano e la pace per la Chiesa.
COUNTRY HOUSE PREZZA (AQ)
La Chiesa di Santa Lucia a Frezza (Aq) Francesco del Cossa, Santa Lucia (1472-1473). Privo di ogni fondamento, e assente nelle molteplici narrazioni e tradizioni, almeno fino al secolo XV, è l'episodio in cui Lucia si strappa - o le vengono cavati - gli occhi. L'emblema degli occhi sulla coppa, o sul piatto, sarebbe da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l'ha sempre invocata protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia (da Lux, luce). Attestato dalla testimonianza scritta di un testimone oculare come il miracolo della fine della carestia dell'anno 1646, domenica 13 dicembre 1646, una quaglia fu vista volteggiare dentro la Cattedrale di Palermo durante la Messa. Quando la quaglia si posò sul soglio episcopale, una voce annunciò l'arrivo al porto di un bastimento carico di cereali. La popolazione vide in quella nave la risposta data da Lucia alle tante preghiere che a lei erano state rivolte.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' PREZZA (AQ)
La Chiesa di Santa Lucia a Frezza (Aq) Il Culto di Santa Lucia: La sua festa liturgica ricorre il 13 dicembre; antecedentemente all'introduzione del calendario gregoriano (1582), la festa cadeva in prossimità del solstizio d'inverno (da cui il detto "santa Lucia il giorno più corto che ci sia"), ma non coincise più con l'adozione del nuovo calendario (differenza di 10 giorni). La celebrazione della festa in un giorno vicino al solstizio d'inverno è probabilmente dovuta alla volontà di sostituire antiche feste popolari che celebrano la luce e si festeggiano nello stesso periodo nell'emisfero nord. Altre tradizioni religiose festeggiano la luce in periodi vicini al solstizio d'inverno come ad esempio la festa di Hanukkah ebraica, che dura otto giorni come le celebrazioni per la santa a Siracusa, o la festa di Diwali celebrata in India. Il culto di santa Lucia inoltre presenta diverse affinità con il culto di Artemide, l'antica divinità greca venerata a Siracusa nell'isola di Ortigia. Ad Artemide, come a santa Lucia, sono sacre la quaglia e l'isola di Ortigia - anche chiamata Delo in onore della dea della caccia. Artemide e Lucia sono entrambe vergini. Artemide è inoltre vista anche come dea della luce mentre stringe in mano due torce accese e fiammeggianti. Si racconta che il corpo della santa, prelevato a Siracusa nel 1040 dai Bizantini di Giorgio Maniace, giunse a Costantinopoli; da qui è stato successivamente trafugato dai Veneziani che conquistarono la capitale bizantina nel 1204 ed è quindi attualmente conservato e venerato nella chiesa di San Geremia a Venezia. Nonostante alcune propagande apologetiche, non ci sono tuttavia elementi certi che attestino che il corpo trafugato dai Bizantini fosse veramente di Santa Lucia, non essendovi al tempo alcun indizio che indicasse dove fosse seppellita la santa all'interno del complesso catacombale siracusano. Oltretutto per quasi ben due secoli, dal 1040 al 1204 si persero le tracce di questo corpo. Le sacre spoglie della santa siracusana tornarono eccezionalmente a Siracusa per sette giorni nel dicembre 2004 in occasione del 17º centenario del suo martirio. L'arrivo e la partenza delle spoglie furono salutati da una incredibile folla di siracusani. Tuttavia riscontrata l'elevatissima partecipazione e devozione dei devoti, siracusani e non, da allora si è fatta strada la possibilità di un ritorno definitivo tramite alcune trattative tra l'Arcivescovo di Siracusa Giuseppe Costanzo e il Patriarca di Venezia Angelo Scola. Le sacre spoglie della Santa, dopo più di 1000 anni, sono tornate anche a Erchie (Br), per un totale di 10 giorni: dal 23 aprile al 2 maggio 2014, in occasione della festa della protettrice del paese. Il corpo della santa è tornato temporaneamente a Siracusa dal 14 al 22 dicembre 2014, in occasione del 10º anniversario della prima visita del corpo nella sua città natale.
RIFUGI E BIVACCHI A PREZZA (AQ)
La Chiesa di Santa Lucia a Frezza (Aq) Il Culto di Santa Lucia: Va però detto che non vi sono prove che il corpo di Santa Lucia a Venezia sia autentico. Una tradizione molto antica, che risale a Sigeberto di Gembloux († 1112), racconta che le spoglie della santa furono portate a Metz in Francia, dove tuttora sono venerate dai francesi in un altare di una cappella della chiesa di Saint-Vincent. A suffragare la tesi per cui il corpo di Santa Lucia è a Metz, ci ha pensato il professor Pierre Edouard Wagner, docente associato della Facoltà di Teologia Cattolica di Strasburgo. Nel 2002 ha scritto un saggio, "Culte et reliques de sainte Lucie à Saint-Vincent de Metz", in cui discetta sulla presenza proprio del corpo della santa in una cappella dell'abbazia di Saint-Vincent, che fa splendida mostra di sé su un'isoletta al centro della Mosella, fiume che attraversa la cittadina. Secondo lo studioso francese, il vescovo Teodorico avrebbe trafugato, insieme a molte altre reliquie di santi, il corpo di S. Lucia, che allora era in Abruzzo, a Péntima (Corfinium). Qui, conquistata la città, lo aveva portato nel secolo ottavo il duca di Spoleto dopo averlo sottratto a Siracusa. L'anno mille Metz fu meta di pellegrinaggi da tutto il mondo germanico per vedere il corpo della santa conservato in una ‘bellissima' cappella in fondo alla navata sinistra della abbazia di Saint-Vincent, fondata alla fine del X secolo dal vescovo Teodorico forse anche con la finalità di ricevere tali sante reliquie. Una ricostruzione storica, questa della traslazione a Metz delle reliquie di Lucia, suffragata da una fonte certa, gli Annali della città dell'anno 970 d. C. scritti da Sigeberto di Gembloux (1030-1112), uomo di chiesa e cronista considerato tra i più importanti e attendibili storici medievali. Il professor Wagner nel suo saggio ritiene quindi la tradizione di Metz, fondata su documenti più originari e vicini ai fatti narrati, più attendibile di quella veneziana, posteriore, secondo la quale i resti di Santa Lucia, scoperti nel corso della quarta crociata (1204) durante il sacco di Costantinopoli, vennero portati nella città lagunare da alcune truppe bizantine di ritorno dalla Sicilia nell'XI secolo. Questo racconto presenterebbe aspetti e particolari poco veritieri e tali da generare dubbi e perplessità. La tradizione veneziana afferma che il suo corpo fu trafugato da Costantinopoli nel 1204 dal doge, dove lo aveva trovato assieme a quello di sant' Agata, e inviato a Venezia. Frutto dell'errore di un amanuense sarebbe invece la variante, documentata da un codice secentesco della Biblioteca Marciana di Venezia, che sposterebbe la data del trasferimento dal 1206 al 1026: una mera inversione per distrazione secondo gli storici. Ma secondo Wagner anche altri indizi deporrebbero contro la versione veneziana. A Venezia, nel 1167 e 1182, come provano alcuni documenti certi, esisteva già una chiesa dedicata alla martire e si presume quindi che, come accaduto in casi similari, si sia cercato volutamente di ‘trovare' le reliquie della santa per amplificare l'importanza del culto. Inizialmente comunque il 'corpo' venne collocato nella chiesa di San Giorgio Maggiore, meta nel tempo di imponenti pellegrinaggi nel giorno della festa patronale (13 dicembre). La storia di Metz sarebbe inoltre resa più credibile anche da altri eventi registrati nel tempo. Per esempio nel 1792 le 'presunte' reliquie di Santa Lucia furono attestate come autentiche dalle autorità ecclesiastiche del luogo e collocate nuovamente sotto un importante altare. Poi, nel 1867, prelevate dalla teca, vennero poste dal vescovo di Metz in un statua di cera rappresentante una giovane ragazza, riccamente vestita e con una ferita al collo inferta da un pugnale. Il culto della santa avrebbe subito una 'pausa' perché l'abbazia venne pian piano abbandonata dai monaci ma ritornò in auge dopo che un frate francescano, aiutato da un medico, si introdusse di notte nell'abbazia e aprì la bambola di cera per studiare le reliquie in essa contenute. I due temerari (il frate pagò con l'espulsione l'oltraggio) appurarono che le ossa, appartenenti a varie parti del corpo, erano realmente di una ragazza di 13-15 anni e mantenevano evidenti segni di bruciature.
Posto alle pendici del Monte Prezza, l'omonimo paese domina l'intera Valle Peligna; l'antico borgo è molto interessante e suggestivo, per le sue case "arrampicate" sul monte. Da vedere la medievale Chiesa di S. Lucia e il palazzo baronale. Informazioni sul paese di Frezza (Aq): Altitude: 480 m a.s.l -- Distance from L'Aquila: km -- Population: ca. 1231 inhabitants -- Zip code: 67030 -- Phone Area Code: 0864. La storia del paese di Frezza: Diversi reperti archeologici (rinvenuti in loc. Acorelli) testimoniano insediamenti umani sin dal periodo Paleolitico; vicino il paese si trovava un importante pagus, i cui resti sono ancora oggi visibili. Alla fine del X secolo comparse per la prima volta il nome Preze. Cosa vedere a Frezza: Il borgo antico di Frezza; Chiesa di Santa Lucia.
Prezza (Aq) Prezza è un piccolo borgo in Provincia de L’Aquila di circa 1.100 abitanti situato ai piedi del Monte Prezza (1.344 m.), ad una altitudine di 480 m. s.l.m. Dal paese di Frezza, che ha origini medievali, si gode un panorama spettacolare su tutta la Valle Peligna e i monti che la circondano. Nel suggestivo borgo antico, posto nella parte più alta dell'abitato, si trovano le due belle chiese di S. Lucia e S. Giuseppe. Poco lontano dal centro abitato, lungo la strada che porta a Raiano, si incontrano due piccole chiese rurali poste quasi l'una di fianco all'altra: l'antica chiesa della Madonna di Loreto e la chiesa di S. Rocco. Comune di Prezza (Provincia di L’Aquila, Regione Abruzzo) Prezza è un comune totalmente montano di 1.053 abitanti, situato a 480 metri s.l.m. nella Provincia di L’Aquila, il suo territorio si estende su una superfice di 19,70 kmq. La descrizione per il comune di Prezza (L’Aquila) non è completa! Questa pagina, così come tutte le pagine dedicate ai comuni della regione Abruzzo, vogliono comunque essere utili al fine di promuovere il patrimonio storico, artistico, culturale, naturalistico e gastronomico della regione e di questa piccola località in Abruzzo, finalizzato al turismo come mezzo di scoperta di questa realtà. Qui puoi trovare un elenco di luoghi da visitare nella località, o in alternativa, visualizzare i posti da vedere nei dintorni di Prezza — con riferimenti ad eventi, feste e sagre paesane abruzzesi. Questa pagina è aperta ai contributi di tutti, a quanti vogliano fornire maggiori informazioni sui luoghi da visitare, sulle bellezze e attrattività da scoprire e da vedere nel suo territorio, nonché nel resto della regione Abruzzo.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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