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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Pratola Peligna

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI PRATOLA PELIGNA (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di PRATOLA PELIGNA (Aq) (m. 342 s.l.m.)
     
  CAP: 67035 -  0864 -  0864.273188 - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI PRATOLA PELIGNA 0864.274141   0864.273280       0864.271369 - P. IVA: 00173390667
Raggiungere Pratola Peligna:(Stazione Pratola Peligna (Uscita Bussi/Popoli) -Aeroporto d'Abruzzo a  56Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI PRATOLA PELIGNA (AQ)
Via Nazario Sauro, 100 - 67035 Pratola Piligna (Aq)
 Servizi offerti dalla struttura






RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE PRATOLA PELIGNA (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a Pratola Peligna. Borgo medievale: Al centro storico, detto "dentro la terra", di impianto medioevale, si accede dall'arco d'Angiò, che reca lo stemma dell'Ordine dei Celestini, un serpente attorcigliato alla Croce. Il cuore del borgo è la piazzetta di San Pietro Celestino. Vi si trovano le chiese di San Pietro Celestino e della Santissima Trinità, con portali del XVI e delXVIII secolo; all'interno pala d'altare e fonte battesimale cinquecenteschi. Santuario della Madonna della Libera di Pratola Peligna: Il santuario della Madonna della Libera venne fondato nel XVI secolo e rifatto nel XIX secolo: vi sono esposti l'affresco della Madonna della Libera, del XV secolo, ritenuto miracoloso, e la statua devozionale della Madonna, opera dei frati dell'Abbazia Celestiniana e consacrata il 3 maggio 1741. All'interno sono anche presenti affreschi di Teofilo Patini e di suoi allievi. Chiese di Santa Maria della Pietà e della Madonna delle Grazie di Pratola Peligna: Le due chiesette attigue della Madonna della Pietà e della Madonna delle Grazie, entrambe del XVI secolo, sono considerate monumento nazionale. Al loro interno vi sono affreschi ed un Compianto fittile del Cinquecento. Chiesa di San Rocco: La chiesa di San Rocco, originaria del XVI secolo, venne rifatta nel XX secolo, con decorazioni in stucco della facciata dei fratelli Feneziani. Palazzi comunali a Pratola Peligna. Palazzi storici sono il palazzo Tedeschi (degli inizi del XIX secolo), il palazzo De Petris (XVI secolo), il palazzetto Campana (XVII secolo), il palazzo DI Prospero (della fine del XIX secolo) e il palazzo Colella Santoro (degli inizi del XX secolo). Fontane civiche a Pratola Peligna: In occasione dell'apertura dell'acquedotto comunale, nel 1892 furono collocate in piazza Madonna della Libera e in piazza Garibaldi due fontane, la prima in pietra e ghisa e la seconda in pietra e lega metallica. Museo della Civiltà Contadina e teatro:Il "Museo della Civiltà Contadina" è stato inaugurato nel 1995 negli ambienti del "Vecchio Mulino" dei Celestini. Nel 1929 era stato inaugurato il cinema teatro D'Andrea, dichiarato di notevole interesse monumentale e restaurato nel 2005: fu tra i primi edifici nella regione destinati oltre che al cinema alla rivista di avanspettacolo.
CAMPEGGI PRATOLA PELIGNA (AQ)
Tradizioni e folclore a Pratola Peligna. Feste: 17 gennaio: San Antonio Abate, benedizione degli animali; Carnevale: Carnevale Pratolano con tradizionale sfilata di carri; Pasqua: processione del Venerdì Santo e Resurrezione in piazza; Prima domenica di maggio: festa in onore della Madonna della Libera e fiera dell'agricoltura, commercio e artigianato; maggio-giugno: festa della Santissima Trinità; luglio-agosto: estate pratolana; 16 agosto: festa di San Rocco; settembre: premio Emigrazione (letteratura ed arte); settembre-ottobre: festa dell'uva. Il culto della Madonna della Libera di Pratola Peligna: Secondo la leggenda, durante la terribile peste del 1456, un contadino sognò la Madonna liberatrice, che gli annunciò la fine dell'epidemia. Svegliatosi l'uomo scorse tra le macerie della chiesetta dove si era rifugiato un quadro raffigurante la Vergine ed esclamò: “Madonna, liberaci!”. Dopo la fine dell'epidemia il quadro, trasportato al paese, venne posto all'interno di una nuova chiesa appositamente costruita e divenne oggetto di particolare venerazione. La festa si celebra ogni anno la prima domenica di maggio e l'organizzazione è affidata ad un "comitato di laici", rinnovato ogni anno, all'interno del quale figure importanti sono il presidente e la "mastra", a cui è affidata la guida delle "cercatrici", con il compito della raccolta delle offerte. I festeggiamenti iniziano il venerdì precedente, con l'arrivo della "compagnia di Gioia dei Marsi", un gruppo che compie a piedi il pellegrinaggio tra i due paesi attraverso sentieri e valichi montani; all'entrata del santuario viene compiuto il rito dello "strascino" ossia il percorso fino all'altare maggiore in ginocchio. Il sabato avviene l'esposizione della Madonna, la cui statua collocata dentro il tempietto dell'altare viene fatta avanzare meccanicamente verso la navata centrale. La domenica si tiene una grande processione per le vie del paese. Il fine settimana seguente si tiene ancora l'"Ottavario", dove si svolgono anche festeggiamenti civili e ludici. Il Santuario è stato lesionato dalla scossa di terremoto che ha colpito la regione il 6 aprile 2009, con l'apertura di vistose crepe lungo le navate e la caduta di alcuni calcinacci dalla cupola (che sarebbe instabile). Proprio per questi motivi, nel 2009 non si sono celebrati i solenni festeggiamenti per la Madonna della Libera.
VILLAGGI TURISTICI PRATOLA PELIGNA (AQ)
Lo Sport a Pratola Peligna: U.S.D. Pratola Calcio 1910, squadra di calcio nata nel 1910, una delle prime società calcistiche nate in Abruzzo. Nella sua storia ha vinto una "Coppa Abruzzo" e dieci campionati, giocando sempre tra la promozione e l'eccellenza. Sul finire degli anni sessanta arrivò sino agli ottavi di finale di "Coppa Italia dilettanti". "Associazione Sagittario Pratola", di calcio a 5, fondata alla metà degli anni novanta. "Associazione sportiva Club Abruzzo Atletica Peligna"'; fondata nel 1991, di atletica leggera. Ha vinto un titolo Italiano individuale, numerosi titoli regionali, un campionato regionale di società su pista e un campionato regionale di corsa su strada. Tra gli eventi organizzati il "Cross dei Peligni", la "Traversata Pratolana" e la "Traversata del Morrone" (escursione guidata nel monte Morrone nel parco della Majella). "Gruppo sportivo Volley Pratola 78", fondato nel 1973: squadra di volley femminile che ha vinto più campionati nella provincia dell'Aquila. Negli anni '90 ha conseguito due vittorie nei "giochi della gioventù nazionali". Nel 2007 le ragazze dell'under 16 si sono aggiudicate la fase regionale, riuscendo infine a disputare due importanti partite nella fase nazionale. "Polisportiva Surjana-Maskara'", fondata nel 1980 e impegnata nel karate, organizza anche mostre e convegni. "Associazione Sportiva Dilettantistica Jitte Karate Club", affiliata all'ente di promozione sportiva C.S.E.N. (centro sportivo educativo nazionale) riconosciuto dal C.O.N.I, fondata nel 2004 (Karate Do Shotokan Tradizionale). "Associazione Sportiva Dilettantistica G.A.P.Pratola P.(Gruppo Amatoriale Podistico) fondata nel 1991 oltre a partecipare con atleti in varie gare podistiche a livello nazionale, organizza anche manifestazione podistiche. La cultura a Pratola Peligna. Persone legate a Pratola Peligna: Manlio Italo Ciaglia, insegnante e podestà fascista; Gaspare De Marinis, garibaldino e anarchico; Antonio De Nino, antropologo e filologo; Franz Di Cioccio, batterista della Premiata Forneria Marconi; Panfilo Di Cioccio, sindacalista, anarchico, antifascista; Silvio Formichetti, pittore; Luigi Meta, sindacalista, anarchico, antifascista; Ego Spartaco Meta, politico; Ulisse Ortensi, poeta, traduttore e bibliotecario; Rocco Santacroce, antifascista, partigiano e politico; Pino Zac, vignettista; Rocco Di Pillo,(1919-1998) Medaglia d'Onore del Presidente della Repubblica, commerciante, perseguitato politico, internato al campo di sterminio KZ di Flossemburg insieme a Eugenio Pertini, fratello di Sandro Pertini, ex presidente della Repubblica; Patti LuPone, attrice e cantante statunitense. La Cucina di Pratola Peligna: Le tradizioni gastronomiche del paese discendono dalle tradizioni della cucina contadina. I "fagioli di Pratola", "poverelli" e "cannellini", costituiscono l'ingrediente base di numerosi piatti tipici. Il pranzo della vigilia di Natale è particolarmente caratteristico e comprende "le sette minestre", sette portate cucinate con prodotti locali: minestra di lenticchie, minestra di ceci, spaghetti al sugo di trota o di tinca, baccalà, cavoli lessi e scrippelle salate in sostituzione del pane. Il piatto tipico della Domenica delle Palme è "la sagna riccia con la ricotta, reginelle secche condite con ricotta di pecora e ragù di agnello. Tra i dolci degni di nota sono "le pizzelle", i "ceci ripieni" (fagottini a mezzaluna con ripieno di passata di ceci, mosto cotto, cioccolato e canditi) e la "pizze" "di Carnevale" e "di Pasqua". A Pratola si producono vini come il Montepulciano d'Abruzzo, il Cerasuolo ed il Trebbiano. Artigianato a Pratola Peligna: Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la produzione di mobili rustici.
AFFITTACAMERE PRATOLA PELIGNA (AQ)
La Comunità montana Peligna (zona F) era stata istituita con la Legge Regionale 30 dicembre 1975, n. 66 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. Prendeva il nome dalla Valle Peligna e dall'antica popolazione italica dei Peligni. Dopo la Legge Regionale n. 10 del 27 giugno 2008 hanno fanno parte della Comunità montana Peligna, con sede a Sulmona, i seguenti sedici Comuni: Anversa degli Abruzzi; Bugnara; Campo di Giove; Cansano; Cocullo; Corfinio; Introdacqua; Pacentro; Pettorano sul Gizio; Pratola Peligna; Prezza; Raiano; Roccacasale; Scanno; Sulmona; Villalago; Vittorito. La Regione Abruzzo ha abolito la Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. Medaglia di bronzo al Merito Civile: « Pratola Peligna , Centro strategicamente importante, durante l'ultimo conflitto mondiale, fu sottoposto a continui e violenti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili e la distruzione del patrimonio industriale. La popolazione, costretta a rifugiarsi nella campagna circostante, contribuì alla guerra di liberazione con la costituzione dei primi nuclei partigiani, subendo una feroce rappresaglia da parte dell'esercito tedesco». — Pratola Peligna (AQ), 1943-1944.
BED & BREAKFAST PRATOLA PELIGNA (AQ)
BED & BREAKFAST IL PERSICANO
Via Circonvallazione Orientale, 22 - 67035 Pratola Peligna (Aq)
tel. 0864 273407 - mobile 339 2396311
BED & BREAKFAST L'ORSA
Via D. D. 1, 16 - Frazione Bagnaturo - 67035 Pratola Peligna (Aq)
tel. 0864 251563 - mobile 388 8455742
BED & BREAKFAST LA VILLA
Via Giuseppe Di Loreto, 6 - 67035 Pratola Peligna (Aq)
CASE PER VACANZA PRATOLA PELIGNA (AQ)
Le montagne del Morrone sono un gruppo montuoso dell'Abruzzo che sovrasta la città di Sulmona, racchiuso tra la Valle Peligna, il fiume Aterno e la Majella, dalla quale è separato dalla valle del torrente Orte. È inserito nel territorio della Comunità Montana della Maiella e del Morrone. Le coordinate geografiche delle montagne del Morrone  che lo limitano sono tra 42°02" e 42°12" latitudine N, tra 14°10" e 13°50" longitudine E. Le montagne del Morrone sono un massiccio calcareo molto compatto, sulla cui sommità si trovano le cime principali del gruppo (Monte Morrone, 2061 m; Monte Rotondo, 1731 m; Monte Corvo 1128 m). Costituiscono una riserva naturale protetta inserita nel Parco nazionale della Majella, e sono meta di escursioni alpinistiche. Lavegetazione è costituita sui versanti boscosi sopra i 1000 m dalla faggeta e dal Pino mugo, mentre le parti più elevate sono occupate da una prateria a Festuca circummediterranea che ospita un'orchidea rarissima, la Nigritella rubra widderi, una delle specie più preziose dell'intera area. La fauna e rappresentata da frequentazioni dell'orso marsicano, lupo appenninico, muflone, cervo, aquila reale, falco pellegrino,gufo reale, vipera dell'Orsini. Un tempo, fino all'inizio del Novecento, si poteva incontrare anche il gipeto. Sul versante est è presente il comune di Sant'Eufemia a Maiella e Passo San Leonardo che le divide dal massiccio della Maiella propriamente detto.
APPARTAMENTI PER VACANZA PRATOLA PELIGNA (AQ)
La cultura delle montagne del Morrone sono un gruppo montuoso dell'Abruzzo. Il nome Morrone deriva dal termine murrone col significato di roccia, è un toponimo condiviso da alcune località geografiche tra loro distanti nell'Italia meridionale. Su una terrazza del monte Morrone si trovano i resti della presunta villa di Ovidio presso la Badia Morronese del XIII secolo (da qui, seguendo un sentiero, si sale all'Eremo di Sant'Onofrio), la villa è stata recentemente riconosciuta come il santuario romano di Ercole Curino, (Curino ha lo stesso etimo di Quirino e Curia, intesi come gruppo sacrale di uomini). Nel santuario fu rinvenuta la splendida statuetta bronzea dell'Ercole in riposo, considerata da alcuni studiosi un originale di Lisippo, oggi conservato nel Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo a Chieti. Sul monte Morrone si trovano anche due caverne che costituirono gli eremi del santo Pietro da Morrone, che si ritirò in eremitaggio nel 1239 in una caverna isolata sul Monte Morrone, sopra Sulmona, da cui il suo nome. Nel 1241, dopo gli studi nel seminario romano, ritornò sul monte Morrone, in un'altra grotta, presso la piccola chiesa di Santa Maria di Segezzano, spostatosi presso il monte Palleno sulla Majella si stabili poi nell'eremo di Sant'Onofrio.
CASE PER LE FERIE PRATOLA PELIGNA (AQ)
Il Sagittario è un fiume situato in Abruzzo, principale affluente dell'Aterno-Pescara. Nasce sotto l'abitato di Villalago da sorgenti alimentate dal lago di Scanno e attraversa i comuni di Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Corfinio, Pratola Peligna, Prezza, Roccacasale, Scanno, Sulmona e Villalago nella provincia dell'Aquila e Popoli nella provincia di Pescara. Percorre il vallone La Foce verso la valle Peligna attraversando le gole del Sagittario per unirsi poi, all'altezza di Popoli, al fiume Aterno. Ha come affluenti i fiumi Gizio (destra) e Pezzana (sinistra). Prima del lago di Scanno questo fiume prende il nome di Tasso. Il Sagittario alimenta due centrali idroelettriche dell'Enel, una realizzata nel 1929, dalla potenza pari a 0,5 MW denominata "Anversa Complementare" ed un'altra, realizzata nel 1927, denominata "Sagittario" della potenza di 20 MW. Quest'ultima centrale, situata nel territorio di Anversa degli Abruzzi, utilizza le acque del lago artificiale di S. Domenico situato nel territorio di Villalago. Entrambe le centrali furono costruite dall'azienda FS allo scopo di elettrificare la linea ferroviaria Roma-Sulmona. Nel 1962, con la nazionalizzazione dell'industria elettrica, le centrali passarono all'Enel.
COUNTRY HOUSE PRATOLA PELIGNA (AQ)
La Valle Peligna, o Conca Peligna o Conca di Sulmona, è un altopiano dell'Abruzzo interno centrale, in provincia dell'Aquila, ad una quota di circa 400–500 m s.l.m. È una delle macroaree di bassa quota della provincia dell'Aquila assieme alla Conca Aquilana e al Fucino. La Valle Peligna, deriva il suo nome dal greco peline = pelagus -pelagio ovvero fangoso, limaccioso. In età preistorica, la conca di Sulmona era infatti occupata da un vastissimo lago al pari della zona del Fucino; in seguito a disastrosi terremoti ed alluvioni, la barriera di roccia che ostruiva il passaggio verso il mare, nella gola di Popoli, crollò ovvero fu erosa dalla portata dei due fiumi che con la confluenza del Tirino prende - oggi - il nome di fiume Aterno-Pescara. Ha superficie di 100 km quadrati ed un'altitudine media di 300–440 m dal livello del mare. Posta tra le coordinate geografiche da 41°48'10" a 42°11'45" di latitudine nord e da 13°46'10" a 13°69'42" di longitudine est. È attraversata dai fiumi Aterno e Sagittario che confluiscono nel Pescara. Confina a nord-ovest con la conca del Fucino, a sud con la valle del Sagittario e i Monti Marsicani a sud-ovest, a nord-est con la valle dell'Aterno tramite il massiccio del Monte Sirente e la valle Subequana, a est e sud-est con il massiccio della Maiella. Fanno parte di questa valle le cittadine di Popoli, Raiano, Vittorito, Corfinio, Roccacasale, Pratola Peligna, Prezza, Sulmona, Introdacqua, Bugnara, Pacentro, Pettorano sul Gizio. Eccetto la prima, sono tutte ricomprese sotto la tutela della Comunità Montana Peligna. Geologicamente la Valle Peligna è una fossa di sprofondamento tettonico dovuta a fenomeni distensivi per slittamento delle circostanti montagne. Nell'era Mesozoica l'area era in buona parte una piattaforma carbonatica, cioè un mare poco profondo, affiancata da bacini pelagici più profondi. Ciò è confermato dal ritrovamento di calcari giurassici costituiti da resti di invertebrati che abitavano mari poco profondi e caldi. Nel Pleistocene la Valle era occupata da un lago prosciugatosi con il collasso di uno sbarramento naturale posto nelle gole di Popoli, all'incirca presso la stazione ferroviaria di Bussi. Tale collasso avvenne nel Pleistocene, come testimoniato dalla presenza di depositi lacustri risalenti nel periodo 700000-300000 anni fa. Successivamente si alternarono climi aridi e freddi (glaciazioni) a climi caldi e questo comportò una notevole erosione delle montagne, i cui depositi riempirono la valle, fino alla conformazione attuale. In base a quanto riportato nelle note integrative al foglio "Sulmona" della carta geologica 1:50000 lo spessore dei depositi quaternari è di circa 40 metri nei pressi di Pratola Peligna. Al di sotto è stata individuata una paleovalle: quel che resta del fondo del lago, in parte eroso durante la fase di svuotamento. La Storia. La Valle Peligna costituisce uno dei territori dell'Abruzzo abitati sin dall'antichità, si ricorda la fondazione leggendaria di Sulmona avvenuta per l'eroe troiano Solimo nel 1180 a.C. Questa terra è stata la patria dell'antico popolo italico dei Peligni e la città di Corfinium fu la capitale della Lega Italica, alleanza di popoli italici, che nel 91 a.C. si ribellò a Roma. Sulmona, patria di eminenti personaggi della cultura e città d'arte, è stato Municipio romano. In epoca sveva e per gran parte del medioevo fu il centro amministrativo dell'Abruzzo.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' PRATOLA PELIGNA (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse nella Valle Peligna: I comuni con i loro luoghi d'interesse si trovano sia nella parte montuosa della valle peligna sulmonese, che nell'alto Sangro chietino. Città d'arte (zona L'Aquila): Sulmona, Introdacqua, Corfinio, Pettorano sul Gizio, Raiano, Pacentro. Città d'arte (zona alto Sangro): Fara San Martino, Gessopalena, Lama dei Peligni, Palena. Comuni della zona peligna dell'Alto Sangro: Guardiagrele, Gessopalena, Palombaro, Fara San Martino, Pennapiedimonte, Torricella Peligna, Lama dei Peligni, Taranta Peligna, Lettopalena, Palena, Colledimacine, Montenerodomo. Architetture religiose nella Valle Peligna: Cattedrale di San Panfilo (Sulmona), Complesso della Santissima Annunziata (Sulmona), Badia Morronese (Sulmona), Eremo di Sant'Onofrio al Morrone (Sulmona), Duomo di Corfinio (Corfinio), Cattedrale di Santa Maria Maggiore (Guardiagrele), Chiesa di San Francesco (Guardiagrele), Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati (Gessopalena), Chiesa di Santa Maria della Serra (Palombaro), Chiesa di San Remigio (Fara San Martino), Chiesa dei Santi Nicola e Clemente (Lama dei Peligni), Chiesa di San Falco (Palena), Grotta Sant'Angelo (Lama dei Peligni), Eremo della Madonna dell'Altare (Palena). Castelli e musei nella Valle Peligna: Castello Caldora (Pacentro), Museo geopaleontologico Alto Aventino (Palena), Porte e torri di Guardiagrele (Guardiagrele), Torrione Orsini (Guardiagrele), Palazzo Fallascoso (Fallascoso). Siti archeologici nella Valle Peligna: Juvanum (Montenerodomo), Santuario di Ercole Curino (Sulmona), Grotta del Cavallone (Taranta Peligna, Lama dei Peligni).
RIFUGI E BIVACCHI A PRATOLA PELIGNA (AQ)
I Peligni erano un piccolo popolo italico di lingua osco-umbra, storicamente stanziato nel I millennio a.C. nella Valle Peligna, parte dell'odierno Abruzzo. Entrati in conflitto con la Repubblica romana alla fine del IV secolo a.C., presto furono indotti dall'evidente supremazia dell'esercito romano a unirsi in alleanza con Roma, accettando una condizione di chiara subordinazione. Conservarono a lungo un certo margine di autonomia interna fino a quando, nel I secolo a.C., l'estensione a tutti gli Italici della cittadinanza romana, decisa in seguito alla Guerra sociale alla quale avevano preso parte anche i Peligni, accelerò il processo di romanizzazione del popolo, che fu rapidamente inquadrato nelle strutture politico-culturali di Roma. L'origine dell'etnonimo "Peligni" (in lingua latina "Paeligni"), attestato fin dall'antichità, è ancora oscura. Non pare in relazione con il dialetto peligno, della famiglia osco-umbra, parlato dal popolo. La Storia. Le origini e il territorio: Piceni et Vestinorum, Pelignorum, Marrucinorum; ac Frentanorum agri descriptio,1624 - Philip Clüver. Le fonti antiche offrono due diverse ipotesi sull'origine del popolo dei Peligni. Secondo Festo erano di origine illirica; secondo Ovidio, sabina (e quindi italica). Entrambe le ipotesi sono plausibili, e non si escludono l'una con l'altra. Genti indoeuropee del gruppo osco-umbro penetrarono in Italia nella seconda metà del II millennio a.C., probabilmente intorno al XII secolo a.C.. Non è noto il momento esatto in cui genti di lingua osco-umbra si stabilirono nell'area della Valle Peligna; il popolo dei Peligni si differenziò probabilmente già in loco, ed è anzi possibile che i suoi tratti etnici fossero discesi dalla fusione di più elementi. Predominante fu comunque, non solo dal punto di vista linguistico ma anche da quelli politico, culturale e religioso, l'apporto osco-umbro. Storicamente, i Peligni emergono attestati nel loro territorio a partire dal IV secolo a.C., quando ebbero i primi contatti testimoniati con la Repubblica romana. Abitavano le pendici del massiccio formato dai monti Maiella e Morrone: la Valle Peligna, solcata dai fiumi Aterno, Gizio e Sagittario. I loro centri principali furono Sulmo (l'odierna Sulmona, dove nacque il poeta Publio Ovidio Nasone), Superaequum (oggi Castelvecchio Subequo) e Corfinium (l'attuale Corfinio), già capitale dei Peligni indipendenti e in seguito, durante la Guerra sociale, sede dell'assemblea degli Italici ribelli (90 a.C.). I Greci incontrarono i Peligni nei loro commerci in centri sulla costa, come Aternum, Histonium e Anxianum; forse è per questo motivo che Strabone estende il territorio dei Peligni a tutta la costa adriatica, tra il fiumi Aterno e Sangro.
PRATOLA PELIGNA (L'AQUILA), 6 SET - Successo per la 2/a edizione di 'Notte Templare', la manifestazione di rievocazione storica di Pratola Peligna, organizzata dall'Associazione Rievoca, con il contributo della Protezione Civile e dell'Associazione Castrum Peligna: per tre giorni l'intera città si è 'vestita' a tema medievale, con mercatini, locande e un grande labirinto costruito sfruttando i vicoli del cittadini, accogliendo i visitatori giunti da molte regioni italiane. Un susseguirsi di eventi ed iniziative per grandi e piccoli, dall'animazione offerta dalla Compagnia di San Giorgio, alle sfilate di dame e cavalieri, spettacoli con i falconieri, fino agli spettacoli con danzatrici orientali e fachiri, ma anche di momenti di approfondimento e dibattito, come il convegno sull'alimentazione dei templari. Domenica decine di bambini sono stati 'arruolati' per divenire templari e, dopo una breve lezione sui valori di questi cavalieri e la loro storia, hanno ricevuto la divisa e si sono cimentati in un divertente duello.
Maria Santissima della Libera o Madonna della Libera è un titolo tradizionale col quale la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù, la cui memoria si celebra il 2 luglio. La Storia di Maria Santissima della Libera o Madonna della Libera  di Pratola Peligna: La Madonna della Libera apparve il 2 luglio 663 a Benevento e liberò, appunto, la città dall'assedio dell'imperatore bizantino Costante II. La Madonna apparve con la croce impressa sul palmo della mano: caratteristica che divenne il segno distintivo della Madonna della Libera ricorrente in ogni sua raffigurazione. Famosa e oggetto di devozione da un gran numero di fedeli è l'icona bizantina raffigurante la Madonna della Libera che fu trafugata daiVeneziani nel 1453 a Costantinopoli. La sacra icona è tuttora conservata nell'omonimo santuario a Rodi Garganico, paese dove, come vuole la tradizione raccontata dallo storico De Grazia, miracolosamente si arenò durante il trasporto. In séguito a tale evento la Madonna della Libera divenne patrona del piccolo paese del Gargano, dove da allora, ogni 2 luglio se ne celebra la solennità. Circa trent'anni fa l'antica chiesa di Rodi Garganico dedicata alla Madonna della Libera fu dichiarata santuario. Una statua della Vergine andò a finire nel XV secolo in Molise, a Cercemaggiore, dove fu eretto un santuario (1456d-1492). La Madonna della Libera era molto venerata da San Pio da Pietrelcina, il quale soleva chiamarla "La Madunnella nostra", in riferimento al culto molto diffuso a Pietrelcina, dov'era festeggiata ogni prima domenica d'agosto. Molto vivo è il culto della Madonna della Libera anche a Moiano (BN) dove ancora oggi la processione, che si tiene nella giornata dell'otto settembre, richiama fedeli da tutti i comuni del circondario. La Madonna della Libera di Moiano fu "incoronata" nel 1914 ed è una delle 150 Madonne nere censite nel territorio nazionale. Radicato è il culto della Madonna della Libera ad Aquino venerata nella chiesa monumentale in stile romanico a Lei dedicata. La ricorrenza cade la prima domenica di ottobre e richiama alla processione una moltitudine di fedeli del circondario e della diocesi dato che questo rappresenta uno dei santuari della stessa. L’Iconografia di Maria Santissima della Libera o Madonna della Libera  di Pratola Peligna: L'iconografia usata per rappresentare la Madonna della Libera è caratterizzata da una simbologia fortemente legata alla lotta e alla liberazione: la Vergine è spesso seduta su un trono con, sul grembo, il Bambino (nel sacro quadro conservato nel santuario di Rodi il Bambino gioca con una colomba trattenuta da un filo). Sul collo della Madonna è impresso il simbolo della croce, presente anche sul palmo della mano destra, benedicente. La ricorrenza di Maria Santissima della Libera o Madonna della Libera  di Pratola Peligna: L'onomastico lo si festeggia il 2 luglio e lo festeggiano le persone che portano il nome di: Libera, Liberata, Maria Libera e Maria Liberata (anche se esiste Santa Liberata, la cui festa liturgica si celebra l'11 gennaio o il 20 luglio). A Rodi Garganico il quadro della madonna e accompagnato dalle statue di 15 santi tra cui il patrono San Cristoforo.
Santuario Madonna della Libera a Pratola Peligna (Aq). Situata nella Conca Peligna, alle pendici del Monte Morrone, Pratola Peligna ha il privilegio e l’onore di venerare la Madonna della Libera. La preziosa immagine, meta di pellegrinaggi da tutto l’Abruzzo, amata anche dai numerosi pratolani residenti all’estero, è segno di misericordia e di speranza per tutti i suoi figli. LE ORIGINI: Narra la leggenda che un tale, di nome Fortunato, durante la terribile peste del 1500, abbia ritrovato l’immagine della Madonna in una chiesetta fuori paese, abbandonata e diroccata. Entusiasmato dalla scoperta, si inginocchiò e gridò la sua fede e la sua fiducia: “Madonna, liberaci!”. L’invocazione venne raccolta e ripetuta dai pratolani. La fede si ravvivò. Il paese fu libero e salvo. L’immagine, caricata su un carro trainato da buoi, tra le acclamazioni di “Evviva la Madonna della Libera”, venne portata a Pratola. Da quel momento, il grido “Madonna della Libera” ha continuato a risuonare sulle labbra dei pratolani e continua a riecheggiare nelle invocazioni dei numerosi pellegrini che la invocano con fiducia. L’ANTICA IMMAGINE: È questa l’antica miracolosa immagine che, secondo la tradizione, liberò Pratola dalla terribile pestilenza del 1500. Dopo l’edificazione dell’odierno Santuario, l’affresco è stato posizionato nella sua attuale collocazione. La Madonna campeggia su tutta la superficie: è in piedi, le mani giunte, lo guardo sereno. Il manto sollevato da due angeli protegge i fedeli inginocchiati e in preghiera, le donne da una parte e gli uomini dall’altra. Tra questi ultimi, è ben visibile un Pontefice, probabilmente Papa Celestino V. LA STATUA PROCESSIONALE: La statua processionale della Madonna della Libera è la più diffusa e amata, quella che compare nelle manifestazioni relative al culto e ai festeggiamenti in suo onore. Nella devozione popolare è diventata più importante dell’antico affresco. La statua ha lo sguardo implorante rivolto al cielo e le mani tese nell’invocazione, come se dicesse a Gesù: “Proteggi i tuoi figli”. Consacrata nel 1741, la tradizione vuole che la statua sia stata donata dai frati Celestini della Badia Morronese. IL SANTUARIO: Iniziato nel 1851, l’interno del Tempio si distingue per sontuosa armonia, nella vastità delle tre navate e nella ricchissima veste barocca. Per l’abbellimento del Santuario, furono invitati valenti artisti dell’epoca. Basta ricordare il celebre pittore Teofilo Patini e il pratolano Amedeo Tedeschi. Il magnifico tempietto sovrastante l’altare maggiore è opera di Berardino e Giulio Feneziani. Tutte le opere del Santuario, compreso il grandioso organo di 3200 canne, vennero inaugurate nella solennissima esposizione del sabato 4 maggio 1912, vigilia della festa della Madonna. La Festa Della Madonna Della Libera Pratola Peligna: La prima domenica di Maggio Pratola offre uno spettacolo indescrivibile di vita festosa, di movimento frenetico, di bancarelle che espongono e vendono le cose più disparate. La domenica mattina, i membri del Comitato dei festeggiamenti, con la banda musicale, si recano a prelevare il Presidente del comitato e la Mastra, che viene solennemente accompagnata fino al Santuario dove si celebra la Messa. Al pomeriggio, solenne processione per tutto il paese. I festeggiamenti si concludono la domenica sera, allorquando le ombre sopravvenienti faranno risaltare la fastosità delle luminarie, poste lungo le strade, ed il palco in Piazza Garibaldi, su cui si esibirà il tradizionale concerto bandistico. Situata nel cuore della Valle Peligna, con alla sinistra il fiume Sagittario, Pratola conserva l'importante Santuario della Madonna della Libera; costruito a partire dal 1851, sul suo sito sorgeva una cappella cinquecentesca nella quale si venerava un affresco "miracoloso" raffigurante la Madonna: affresco custodito oggi nel nuovo santuario, insieme a notevoli affreschi di Amedeo Tedeschi e stucchi di Giovanni Feneziani. Da visitare anche, presso un antico mulino, il Museo delle tradizioni contadine. Info: Altitude: 342 m a.s.l -- Distance from L'Aquila: km -- Population: ca. 7939 inhabitants -- Zip code: 67035 -- Phone Area Code: 0864. Storia: Il nome Pratola compare per la prima volta in documenti del X secolo, e solo dopo l'unità d'Italia assunse il nome Pratola Peligna. Fu feudo per molti secoli dell'abbazia celestiniana di S. Spirito del Morrone; lo scorso secolo diede i natali all'illustre archeologo e folklorista Antonio De Nino. Sights & Excursions: Il Santuario della Madonna della Libera Chiesa della Madonna della Pietà.
Pratola Peligna (L'Aqauila), 5 ago. - Dal 2 al 4 settembre, a Pratola Peligna torna HYPERLINK, la Notte Templare, la grande manifestazione di rievocazione storica, organizzata dall'Associazione Rievoca, con il contributo della Protezione civile di Pratola Peligna e dell'Associazione Castrum Peligna. Tre giorni tra , musica, danza e piatti tipici per rivivere ed approfondire gli anni del Basso Medioevo, alla scoperta dei Cavalieri Templari, uno degli ordini che suscita maggior fascino, ancora ai giorni nostri. La manifestazione si aprira' il 2 settembre alle ore 21:30, con una grande parata in costume d'epoca, con i Musici della Romandiola e menestrelli ad accompagnare il corteo per le vie del centro storico. Al termine della sfilata, degustazione di vini e stuzzichini presso la Taverna del Drago, che restera' aperta per tutta la durata della manifestazione, proponendo piatti tipici medievali e ispirati all'alimentazione dei templari. L'Ordine, infatti, seguiva un rigido e controllato regime alimentare, che fu, con ogni probabilita', la causa della loro longevita', e che verra' approfondito nel corso del convegno "Storia del luogo, verita' sui Templari in Abruzzo e l'alimentazione Templare", che si terra' domenica 4 settembre. Per tutta la durata della manifestazione, sara' possibile assistere a sfilate di templari a cavallo, con i cavalieri del maneggio contrada D'Orsa, dimostrazioni dei falconieri del Rosone Sulmona, ma anche a suggestive esibizioni di fachirismo e danza orientale, offerti dalla danzatrice del ventre Jasmin e dal fachiro Lino Domizi. Verranno, inoltre, allestiti mercatini artigianali ed un vero e proprio mercato medioevale e un enorme labirinto nel quale avventurarsi, e per i piu' piccoli, ci sara' la divertente animazione della Compagnia di San Giorgio.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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