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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Pietraferrazzana (Ch)

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GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI PIETRAFERRAZZANA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di PIETRAFERRAZZANA (Ch) (m. 357 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Pietraferrazzana: 41°58′N 14°22′E
     
  CAP: 66040 -  0872 -  0872.944445 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI PIETRAFERRAZZANA 0872.944470   0872.944470    0872.944470 -  81001680693 - 01256850692
Come raggiungere Pietraferrazzana:  Satzione: San Vito-Lanciano a Km.   Aeroporto d'Abruzzo a 74 Km.  Uscita: Val di Sangro
 
HOTELS ED ALBERGHI PIETRAFERRAZZANA (CH)
La Storia del paese di Pietraferrazzana (Ch) Il primo documento che cita Pietraferrazzana fa parte dal Catalogus Baronum (1150-1168) che cita i feudatari ed i loro vassalli durante il regno normanno di Guglielmo il Malo, documento che impone loro di fornire milizie per la difesa del suo regno in difesa di qualsiasi minaccia, piccola o grande che essa sia. La chiesa di Santa Vittoria. Poi, controllando i feudi della Contea di Simone di Sangro, si scopre che il signore assoggettato, un certo Filippo il Guasto pare, a Simone di Sangro era in possesso di Rosellum (l'attuale Rosello) e Petram Garanzanam (l'attuale Pietraferrazzana), ambedue facenti parte della zona detta "in Terra Burrellensis" (il feudo controllato dai Di Sangro di Borrello). Tutti e due i paesi dovevano consegnare un miles cadauno, cioè un militare a cavallo seguito da dei servientes a piedi. In questo periodo, secondo l'Antinori, a Pietraferrazzana vi sono 24 famiglie che corrispondeva a 140-170 abitanti. Nel Secolo XV Petraguaranzana apparteneva ai Riccio, nel Cinquecento fu dominio di un'altra famiglia napoletana, i Caracciolo: da essi il borgo passò ai de Tino, ai Niccolò, sino a pervenire nel Settecento al casato Ariani.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE PIETRAFERRAZZANA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse nel paese di Pietraferrazzana (Ch) La chiesa di Santa Vittoria, che pare risalga, in base al Chronicon farfense (cioè una sorta di catasto delle chiese assoggettate all'Abbazia di Farfa), a dopo la costruzione del Santuario di Santo Stefano di Tornareccio. La forma attuale (romanico-barocca) è dovuta al restauro degli anni cinquanta. All'interno vi è un quadro che ritrae la santa (olio su tela del 1992) con un drago. Nei pressi vi è un palazzo baronale. La roccia su cui è arroccato il paese. Trattasi di uno sperone di roccia grigiastra con gugliette, composta di arenaria, rocce calcaree, argille varie e uno strato superficiale di grafite su cui cresce sporadicamente qualche pianticella. Il Castello. Oggigiorno rimangono i ruderi del castello medievale. Aree naturali: Il lago di Bomba. Pietraferrazzana si trova proprio dietro il lago sullo sperone roccioso. Assieme a Bomba e Colledimezzo, il paese contribuisce all'incremento turistico e industriale, avendo costruito un edificio che funge da albergo e negozio per la pesca e affitto di battelli e barche a vela.
CAMPEGGI PIETRAFERRAZZANA (CH)
Pietraferrazzana (Ch) La val di Sangro è una zona che si estende lungo il corso del fiume Sangro, nella zona meridionale della provincia di Chieti. È sede di un importante agglomerato industriale, nonché di ricche risorse naturalistiche. Suddivisione della val di Sangro: Comunità dell'Aventino-Medio Sangro (territorio di Casoli); Comunità montana Medio Sangro (Borrello, Fallo, Rosello); Comunità dell'Alto Sangro (territorio di Pescasseroli); Fondo Valle Sangro (territorio di Villa Santa Maria) e Valle del Sangro (territorio di Atessa) Monumenti e luoghi d'interesse all’interno della Val di Sangro: Abbazia di San Martino in Valle (Fara San Martino); Lanciano; Atessa; Casoli; Fossacesia; Tornareccio; Roccascalegna; Bomba; Villa Santa Maria e Fara San Martino.
VILLAGGI TURISTICI PIETRAFERRAZZANA (CH)
Il Catalogus Baronum (Catalogo dei Baroni) è la lista di tutti i vassalli e dei relativi possedimenti compilata dai normanni all'indomani della conquista del sud Italia. Fu redatto verso la metà del XII secolo dalla Duana Baronum, l'ufficio regio preposto agli affari feudali, che lo mantenne aggiornato per gli anni a venire costituendo il suo principale strumento di lavoro. Secondo alcuni era redatto sul modello della dîwân al-majlis, introdotta in Sicilia dai precedenti governanti Fatimidi per il controllo del trasferimento di proprietà delle terre. L'ufficio della Duana baronum di Pietraferrazzana (Ch) La duana baronum fu esportata dai normanni nel resto del regno per affrontare e risolvere l'annoso problema posto dalla scarsa collaborazione offerta dai signorotti locali verso il governo centrale a causa dalla poca conoscenza che il governo aveva delle loro disponibilità. Questo nuovo ufficio, il cui personale era principalmente formato da Saraceni, aveva sede a Salerno, con giurisdizione su tutto il regno eccetto che su Calabria e Sicilia (aree più stabili e sotto il diretto controllo regio), occupandosi anche di: gestire le terre regie e le proprietà demaniali; autorizzare la vendita delle terre; controllare l'operato dei baroni. Per ottemperare a questi compiti, nel Catalogus Baronum furono raccolte informazioni dettagliate sui singoli signori riguardo alle loro disponibilità patrimoniali (castelli, fortezze, terreni) oltre all'entità delle forze in armi e di quelle mobilitabili. Il Catalogo quantifica, inoltre, anche quanto ciascuno di loro doveva fornire al re in occasione della sua partecipazione alle crociate o per la difesa del regno dalla minaccia araba. La Duana Baronum grazie al suo Catalogo riuscì effettivamente a controllare la periferia ed assicurare stabilità al regno, perché dalla sua istituzione, e per molti anni, scomparvero le rivolte baronali. Si può quindi affermare che la creazione di quest'ufficio rappresentò una delle più importanti tappe per la centralizzazione del sistema amministrativo normanno. Oggi lo studio del Catalogus Baronum risulta preziosissimo per accertare l'identità dei signori, l'estensione delle loro proprietà e, quindi, ricostruire la storia e la toponomastica dei luoghi citati.
AFFITTACAMERE PIETRAFERRAZZANA (CH)
Cenni storici sul paese di Pietraferrazzana (Ch). Il Catalogo venne creato da Ruggero II tra il 1150 e il 1152. La redazione del catalogo seguì di pochi anni la convocazione delle Assise di Ariano, con le quali Ruggero stabilì una sorta di nuova costituzione del Regno e nuovi e maggiormente definiti rapporti con i feudatari. Nel corso della rivolta contro Guglielmo I del 1161, il Catalogo venne gettato, insieme a quasi tutti gli altri documenti amministrativi del Regno, nel grande falò acceso nel cortile del palazzo reale, e andò distrutto. Dopo la soppressione della rivolta, il Catalogo venne ricostruito — largamente a memoria, un'impresa titanica — da Matteo d'Aiello; l'opera venne completata nel 1166 sotto Guglielmo II. Rimase poi in uso fino al passaggio del Regno di Sicilia agli Hohenstaufen, nel 1194, per essere poi gradualmente assorbito dall'amministrazione imperiale. Il Catalogus Baronum è il nome collettivo (non originale, ma usato in età moderna) di tre testi presenti nei registri angioini (n. 242 da 1322, fol. 13-63) che contengono dati feudali sul ducato di Puglia e sul principato di Capua. La maggior parte è costituita dal Quaternus magne expeditionis (nn. 1-1262), iniziato durante il regno di Ruggero II, negli anni 1150-52, e rivisto nel periodo 1167-68. Secondo Jamison fu preparato in vista della difesa militare (magna expeditio) dall'alleanza greco-tedesca. Gli inserimenti sono in ordine geografico e cominciano con la Terra di Bari indicando se il feudo è stato assegnato direttamente dal re oppure se era di un vassallo minore, il nome del feudatario, il nome del feudo, la valutazione in unità di soldati (milites) che può fornire e il rendimento totale cum augmento. Durante la revisione del 1167-68, che riguardò principalmente gli Abruzzi, ma anche in parte la Puglia, furono usati quaterniones curie. La seconda parte (nn. 1263-1372) è un altro registro normanno, stilato intorno al 1175, contenente i cavalieri di Arce, Sora ed Aquino. La terza parte è del periodo svevo (circa 1239-40) e contiene i feudatari secolari (Nr. 1373-1427) e clericali (nn. 1428-1442) della Capitanata. Il testo presente nel registro angioino è tratto dalla copia sveva.
BED & BREAKFAST PIETRAFERRAZZANA (CH)
Guglielmo I di Sicilia, detto il Malo di Pietraferrazzana (Palermo o Monreale, 1131 – Palermo, 7 maggio 1166), è stato un sovranonormanno, discendente degli Altavilla, fu re di Sicilia dal 1154 al 1166. Quarto figlio di Ruggero II e di Elvira di Castiglia, Guglielmo fu dal 1151 coreggente e quindi re di Sicilia alla morte del padre nel 1154. Successe direttamente al padre essendo morti i suoi fratelli maggiori. Cresciuto ed educato nella sfarzosa corte di Palermo, subì moltissimo l'influenza della cultura araba diffusa nell'isola. Salito al trono, non rinunciò a dedicarsi alle mollezze e agli agi di cui poteva disporre e trascurò così le cose del Regno, affidandone la gestione a persone di fiducia: tra queste Maione di Bari che egli nominò amiratus amiratorum (emiro degli emiri), una specie di primo ministro plenipotenziale. Dovette però presto affrontare una difficile situazione politica a causa della minaccia dell'impero germanico, portata dal Barbarossa, di quella dell'impero di Bisanzio portata da Manuele I Comneno e da quella del papato retto da Adriano IV. All'interno dovette anche affrontare le insidie dei baroni avversi all'assolutismo stabilito da Ruggero II. Probabilmente debilitato da una malattia (o forse, come sostengono i suoi detrattori, distratto dalle mollezze di corte), trascurò inizialmente i pericoli e le minacce portate al suo regno.
CASE PER VACANZA PIETRAFERRAZZANA (CH)
I Di Sangro o Sangro di Pietraferrazzana (Ch) sono una famiglia nobile di origine francese con diramazioni a Napoli e in Abruzzo, che ha posseduto molti feudi nel regno di Napoli. Hanno come capostipite un Odorisio primo conte di Castel di Sangro, comune chiamato anticamente Castrum Sari o Caracinorum, feudo dal quale i discendenti trassero il cognome; fu figlio di un Berardo dei Conti dei Marsi (famiglia che annoverò San Berardo dei Marsi, noto per il suo contrasto alla simonia ed il suo sostegno al celibato ecclesiastico); Odorisio rafforzò il castello preesistente in Castel di Sangro verso la fine dell'XI secolo, mentre intorno si sviluppava il villaggio medievale. Esponenti della famiglia ebbero cariche sia statali sia ecclesiastiche; tra le ecclesiastiche un Odorisio fu cardinale di Montecassino , un Gregorio e un Gentile furono cardinali anch'essi; un Consalvo e un Alfonso furono vescovi, un Alessandro fu patriarca di Alessandria e successivamente arcivescovo di Benevento; tra le cariche statali appartennero alla famiglia dodici consiglieri di Stato, otto cortigiani, due giustizieri, quattro generali, cinque maestri di campo, due commissari generali dell'esercito e altri occuparono altre varie cariche. Tra le tante e numerose dame della famiglia si ricorda Maddalena Capece Minutolo De Sangro, moglie del marchese siracusano Giuseppe Borgia Distefano del Casale, in onore del figlio Rinaldo, nato dall'unione, fu eretto un sepolcro a parete nella chiesa dei Frati Conventuali presso le Latomie a Siracusa. Il personaggio più noto della famiglia è stato il principe Raimondo di Sangro (1710-1771), committente ed ideatore dell'apparato artistico settecentesco della Cappella Sansevero. La sorella dell'ultimo principe Michele II, Teresa, sposò Tommaso Enrico d'Aquino, principe di Caramanico, inaugurando un ramo ancora fiorente. Nel XXI secolo sussistono le linee di Fondi, di San Severo, di Castel di Sangro e di Casacalenda.
APPARTAMENTI PER VACANZA PIETRAFERRAZZANA (CH)
La Pietra di Pietraferrazzana è uno sperone di roccia calcarea situata nella media Val di Sangro in prossimità del lago di Bomba, su cui è arroccata la parte antica della città di Pietraferrazzana. che prende il nome proprio da essa. È una grande rupe grigiastra con gugliette che si erge a picco sulle campagne e sulle abitazioni circostanti, composta da arenaria, rocce calcaree, argilla e uno strato in superficie di grafite, su cui si trova della vegetazione spontanea. La cima è raggiungibile attraverso un percorso protetto, da cui si può godere di un ampio panorama sulle case, sul lago e sul fiume Sangro, sui monti circostanti e sui paesi di Colledimezzo e Villa Santa Maria. Sulla pietra si trova la chiesa di Santa Vittoria Vergine e Martire e i resti del seicentesco palazzo baronale.
CASE PER LE FERIE PIETRAFERRAZZANA (CH)
Il Lago di Bomba è un lago artificiale creato sul fiume Sangro da una diga in terra battuta posta sul territorio del Comune di Bomba. Raramente nelle cartine viene indicato Lago del Sangro; nelle varie indicazioni stradali presso i rispettivi comuni è indicato come: Lago di Villa Santa Maria, Lago di Pietraferrazzana, Lago di Colledimezzo e Lago di Pennadomo. La diga produce energia elettrica per Roma. Il lago è lungo 7 km con una larghezza media di 1,5 km, una profondità massima di 57,50 metri ed una capienza massima di 4.000.000 m³ d'acqua. Il lago di Bomba fu creato sbarrando la valle del fiume Sangro a mezzo di una diga in terra (con materiali alluvionali del fiume) in corrispondenza del Monte Tutoglio. Il bacino di invaso ricade interamente nelle argille scagliose: solo in corrispondenza del fianco sinistro della diga vi è un massiccio calcareo, in cui furono ubicate le opere di scarico. In sostituzione del tronco della Ferrovia Sangritana che correva lungo il fondo valle fu costruita una nuova sede fuori dell'invaso: tale variante, compresa tra le stazioni di Bomba e di Colledimezzo, ha la lunghezza di 6874 m. Il rilevato è formato da un nucleo centrale impermeabile in materiale alluvionale miscelato con argilla, dai contronuclei e dal corpo diga, anch'essi in materiali alluvionali. A valle c'è una zona di materiale più grossolano ed una scogliera al piede diga. La tenuta al di sotto del rilevato fu realizzata a mezzo di un diaframma di iniezioni in argilla e cemento. Le opere di scarico furono dimensionate per smaltire una portata di massima piena dell'ordine di 2000 m³/s. Esse consistono in: 2 scarichi di superficie costituiti da 2 sfioratori a calice a soglia libera con diametro dell'imbocco di 25 metri, seguiti da pozzi di diametro 6,5 m; 2 scarichi profondi formati da gallerie di 5 e di 6 m. Il bacino creato a monte della diga è di 863 km² con una capacità di 64 milioni di m³. La diga convoglia acqua alla centrale idroelettrica dell'ACEA nel comune di Altino, in cui arrivano anche le acque del fiume Aventino raccolte nell'invaso artificiale di Casoli. Meta di turismo estivo nonché di pesca, sulla sponda meridionale si può godere di una vista sulla Majella; tutti i Comuni che insistono sul lago offono servizi turistici come camping, ristoranti e agriturismi. Il lago di Bomba è anche campo di gara ufficiale di canottaggio e nel 2009 si sono svolte le gare di questo sport nell'ambito dei Giochi del Mediterraneo di Pescara. Nel settembre 2010 è stato sede dei campionati italiani assoluti di canoa e kayak.
COUNTRY HOUSE PIETRAFERRAZZANA (CH)
Pietraferrazzana, il borgo più piccolo d’Abruzzo. PIETRAFERRAZZANA. Se anche qui la superficie terrestre si misurasse in "blustrugs", in confronto l'impero di Lilliput, dove oggetti e persone sono grandi come un dodicesimo del normale, avrebbe un'estensione incommensurabile, «fino all'estremità del globo». Cinquemila "blustrugs" distribuiti intorno a Mildendo, la capitale di Lilliput, ammontano a circa 12 miglia di territorio. Fatte le dovute proporzioni con i numeri dell'isola immaginaria dei "Viaggi di Gulliver" con le creature umane alte nemmeno sei pollici, Pietraferrazzana avrebbe la dimensione della sala di stato di sua maestà Golbasto, raccontata nel libro di Jonathan Swift. Quasi un paese-miniatura, un granello di polvere. Lo stesso che in Abruzzo, dove il borgo a destra del fiume Sangro e a ridosso del lago di Bomba, ha il territorio comunale più piccolo della regione: appena 4,3 chilometri quadrati. Non è che sia uno sgabuzzino, sia chiaro: solo per fare un esempio, qui ci starebbero l'uno di fianco all'altro 560 campi da calcio regolamentari. Non è tanta, allora, l'estensione complessiva di tutti quei terreni di gioco? No, se paragonata alla vastità dei territori di altri comuni vicini e lontani, che di stadi potrebbero accoglierne a migliaia. Ma per un Comune c'è un vantaggio ad avere un territorio poco esteso. Significa rendere gloria alla parola "meno", spesso usata con valore spregiativo: meno vie da manutenere, meno acquedotti da riparare, meno fogne da controllare, meno cassonetti da vuotare, meno strade da far percorrere allo scuolabus, meno segnaletica, meno abitazioni sparse, meno anziani da prendere nelle case per accompagnarli alle visite specialistiche e in municipio. Insomma, meno rogne, meno tutto. Significa anche meno spese per il bilancio comunale, già di per sé magro in tempi di pesanti tagli nei trasferimenti dello stato: le uscite correnti ammontano a 300mila euro, mentre poco più di un milione di euro è il totale generale delle spese. In confronto Lemuel Gulliver, il medico-naufrago grosso quanto 1.728 lillipuziani, costava molto di più solo per quantità di cibo e bevande consumate: un milione e mezzo di sprugs, la più grossa moneta d'oro del regno di Lilliput. Una cifra insostenibile per l'isola, se per il ministro del tesoro Flimnap il sostentamento dell'uomo-montagna stava per affossare il bilancio dell'impero.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' PIETRAFERRAZZANA (CH)
Ma a Pietraferrazzana, che, di lillipuziano di sicuro non ha la lunghezza del nome, sono convinti che, in effetti, piccolo oltre che "meno" sia anche bello e, visti i tempi grami per le finanze pubbliche, sia pure meglio. Quasi una fortuna in un periodo di ristrettezze economiche. «Il paese si estende su una piccola superficie e non ha contrade», spiega il sindaco Pierino Liberatore, una lunga esperienza di primo cittadino negli anni Novanta, poi vice sindaco per due mandati e oggi nuovamente primo cittadino, esponente Idv, «abbiamo poco più di tre chilometri di strade comunali, 3,5 chilometri di acquedotti, 2,2 chilometri di fogne. Ma qui ci sono anche un impianto di depurazione, un vigile urbano e un ufficiale dello stato civile. Il segretario comunale è in convenzione, l'operaio è a metà con Montebello sul Sangro, il tecnico è dell'ex Comunità montana di Villa Santa Maria e l'incaricato del servizio di contabilità è un collaboratore. Anche per i rifiuti utilizziamo i mezzi dell'ente montano».
RIFUGI E BIVACCHI A PIETRAFERRAZZANA (CH)
Il paese di Pietraferrazzana (Ch), compreso tra i torrenti Cefalone e Buttafuoco, in passato contrada del Comune di Colledimezzo dal quale ha avuto l'autonomia nel 1963, si era distinto nelle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio scorsi per essere stato quello del Chietino con più liste in campo, cinque con altrettanti candidati a sindaco, e con 36 aspiranti consiglieri rispetto all'esiguo numero di elettori: 110. In pratica un candidato consigliere ogni tre abitanti. Ma il borgo è anche quello che, sempre rispetto al numero dei residenti, vanta il più alto numero di statue: quattro, una ogni trenta abitanti: la Madonna del lago, realizzata per i Giochi del Mediterraneo 2009; quella del cuoco con la scritta "La terra avara per il mondo li sparse", la scultura di San Pio e il cippo ai Caduti della Seconda guerra. Ci sono anche una farmacia, una pasticceria e un bar; le Poste, l'ambulatorio medico e la Protezione civile Valsangro. Le scuole no. La fondovalle Sangro, ossia la strada a scorrimento veloce che collega l'Adriatico con il Molise e la Campania, è lì a un passo, ma è strada statale gestita e curata dall'Anas. La parte a monte del borgo, invece, è attraversata dalla strada provinciale. Le uniche incombenze per il Comune sono le manutenzioni delle vie interpoderali, tra l'altro poco utilizzate dagli agricoltori perché i campi non sono più coltivati come una volta, ma che l'ente cerca di tenere lo stesso percorribili per evitare che in caso di incendi i luoghi dei soccorsi si presentino come foreste impenetrabili. «Per estensione siamo il centro più piccolo d'Abruzzo», riprende il sindaco Liberatore, «e ciò porta a spendere meno per tante cose, anche se i servizi che garantiamo sono sempre gli stessi. Certo, avere un territorio ridotto ci fa risparmiare parecchio, ma gli adempimenti sono identici a quelli di tutti gli altri comuni. Siamo avvantaggiati perché c'è meno dispersione nell'attività comunale, quindi non dobbiamo fare grandi sforzi per accontentare quanti si rivolgono in municipio per un servizio. E i soldi così risparmiati li riversiamo nelle attività che cerchiamo di erogare nel migliore dei modi e negli investimenti».
Immigrati a Pietraferrazzana, Forza Nuova: ‘Stop accoglienza-business’. Pietraferrazzana. “Pietraferrazzana è un paese di 100 abitanti del Medio-Sangro, a pochi passi dal Lago di Bomba (o Lago del Sangro). Un posto stupendo, una località turistica incantevole dove si può trovare di tutto: montagna, boschi, corsi d’acqua, brava gente, tranquillità e pace”.  Si legge così in una nota di Forza Nuova, che prosegue: “Ma questo paesino e tutto il territorio circostante rischiano di essere stravolti: lungo il lago vi è una struttura alberghiera chiusa e ‘qualcuno’ ha deciso di rispondere al bando della Prefettura di Chieti per l’accoglienza di 50 clandestini, tutti adulti maschi, camuffati con il nome di ‘profughi’. 35 euro al giorno per ogni immigrato è un affare, più della droga, come ci insegna ‘Mafia-Capitale’. Ma, come abbiamo già visto per altre località, dove arrivano gli immigrati muore il turismo e sorgono problemi di ordine pubblico, sanitario e sociale. Ricordiamo le rivolte e i blocchi stradali di Torino di Sangro e Palmoli e, di recente, l’allontanamento di due pakistani definiti ‘problematici’ dal centro di accoglienza di Schiavi d’Abruzzo. E c’è un ulteriore rischio, ossia che altre strutture ricettive dell’area abbiano intrapreso lo stesso percorso; se fosse così, il Lago di Bomba diventerebbe un grande ‘campo profughi’! La popolazione è insorta, costituendo il Comitato per la serenità e la tutela del territorio. Bisogna essere consapevoli che non si tratta solo di un problema di Pietraferrazzana, ma di tutto il territorio sangrino, a partire dal comune capofila che è Atessa. Non si possono lasciare soli quei 100 cittadini italiani nel portare avanti una battaglia così difficile che, in caso di sconfitta, comporterebbe danni per tutta la nostra comunità. Per tale motivo esortiamo i sindaci, i consiglieri comunali e i cittadini dei tanti paesi limitrofi ad unirsi per lavorare insieme affinché desista il tentativo istituzionale di inserire nel nostro territorio questi allogeni che, per gran parte, al contrario di quanto ci propinano, non fuggono dalla guerra e non sono né donne, né anziani e né bambini. Per loro c’è una sola via: un umano rimpatrio verso i paesi d’origine che hanno bisogno delle loro braccia forti per ricostruire un futuro migliore”. “Al contempo – conclude la nota – anche la nostra è una terra che sta conoscendo l’emigrazione: giovani vittime di questa nuova povertà che rende ancor di più necessario, logico e naturale aiutare prima i nostri connazionali. Il disegno è chiaro! Ma noi non ci piegheremo davanti ai programmi distruttivi (Piano Kalergi) dei poteri forti capitalisti e mondialisti, tra i cui sostenitori del piano c’è la Boldrini, che prevedono la sostituzione etnica degli europei attraverso l’inserimentro di 35/100 milioni di africani e asiatici entro il 2050, come già annunciato dall’ONU.  Ai ‘promotori’ locali e regionali di questo scellerato piano di accoglienza diciamo: troverete la nostra totale opposizione perché le cooperative, le associazioni e gli albergatori devono smetterla di lucrare sull’immigrazione a spese dei cittadini; cittadini già strozzati dal fisco e stremati da una mancanza di sicurezza e serenità che rende impossibile la vita di ogni giorno!”.
Costume di Pietraferrazzana. Comune:  Pietraferrazzana - Come arrivare:  A24/A25/A14 RM-PE uscita Val di Sangro/ proseguire in direzione Villa S. Maria/ Bomba/ Pietraferrazzana da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ proseguire in direzione Castel di Sangro/ S. Angelo del Pesco/ Pietraferrazzana. Notizie: Il costume femminile di Pietraferrazzana era composto da un'ampia gonna in panno di lana rossa, arricciata in vita e fittamente pieghettata, decorata nella parte inferiore da una larga fascia di diverso colore; il grembiule, di stoffa colorata, presentava decorazioni di vario tipo e s'indossava stretto in vita tramite fettucce di stoffa. La camicia, di cotone bianco, presentava un ampio scollo tondo bordato da merletto da cui partiva una fitta arricciatura, presente anche sulle spalle e ai polsini. Il corpetto, in panno di lana colorato, era decorato da nastri disposti a formare motivi geometrici e da due coccarde applicate posteriormente sulle bretelle, mentre le maniche, staccate e con risvolto all'altezza dei polsi, riprendevano la decorazione del busto e, all'occorrenza, si legavano ad esso tramite fettucce colorate. Il tipico fazzoletto da testa, in cotone bianco (a volte munito di frangia o pizzo ai bordi), veniva indossato ripiegato a mò di turbante e fissato sulla testa in alcuni casi tramite uno spillone. Le calze erano in filo di cotone bianco mentre le scarpe, di cuoio marrone con tacco basso, erano decorate sul collo da un fiocco colorato. Informazioni:  Bibliografia * Accardo V. - Cercone F., Costumi popolari d'Abruzzo, L'Aquila 1982, tav. VII * AA.VV., Il costume popolare abruzzese tra '700 e '800. Acquarelli e tempere (Catalogo Mostra, Pinacoteca C. Barbella), Chieti 1985, tavv. II, XLIII * AA.VV., Napoli - Firenze e ritorno. Costumi popolari del Regno di Napoli nelle collezioni Borboniche e Lorenesi.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Pietraferrazzana e vicino a luoghi. Benvenuti alla mappa satellitare Pietraferrazzana google! Questo luogo si trova a Chieti, Abruzzo, Italia, le sue coordinate geografiche sono 41 ° 58' 0" del nord, 14 ° 22' 0" Oriente e il suo nome originale (con segni diacritici) è Pietraferrazzana. Vedi Pietraferrazzana foto e le immagini dal satellite di seguito, esplorare le fotografie aeree di Pietraferrazzana in Italia. Pietraferrazzana alberghi mappa è disponibile sulla pagina di destinazione linkato sopra.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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