Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Pescina - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Pescina

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI PESCINA (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di PESCINA (Aq) (m. 735 s.l.m.)
     
  CAP: 67057  -  0863 -  0863.842377 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI PESCINA 0863.84281   0863.841067       083.86268 - P. IVA: 00215570664
Raggiungere Pescina:(Stazione: Castel di Sangro a 39 Km.)  (Uscita: Pescina) -Aeroporto d'Abruzzo a 117 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI PESCINA (AQ)
Via Borgo Unrra Casas snc, 67057 Pescina (Aq)
Tel: +39 0863867730 - Fax: +39 0863867084
 Servizi offerti dalla struttura








*** HOTEL VALLE DEL GIOVENCO
Via Rinaldi - 67057 Pescina (Aq)
Tel: 0863 841187 - Fax: 0863 841187
 Servizi offerti dalla struttura






RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE PESCINA (AQ)
Le origini del nome di Pescina (Aq). Sull'origine del nome Pescina sono state formulate alcune ipotesi: Il nome della città ubicata, fin dall'antichità, alla bocca del fiume Giovenco deriverebbe dall'accadico pe-ša-ini. Il significato letterale: " bocca- quella- del fiume ": dagli accadici pe (bocca), ša (pronome dimostrativo, quella) ed inu o enu (fiume o sorgente). Secondo altri studiosi deriva da Pit-Sa-In(n), in cui la prima vocale I si è evoluta linguisticamente nella E muta abruzzese (come si può notare anche per Piscaria, Piscocanale, Piscoasseroli, Piscocostanzo e via discorrendo). Pitu come l'iniziale del Pit-one, ovvero il fiume Giovenco che moriva alle Petogne, l'inghiottitoio di Petogna (anche qui la i è mutata linguisticamente in e), situato nei pressi del sito archeologico di Lucus Angitiae. Quindi il significato letterale: "alla bocca del Pitone (Giovenco)". Un'altra ipotesi legherebbe l'origine del nome al fatto che un tempo gli abitanti utilizzassero delle piscine riempite con le acque del fiume Giovenco per pescare le trote e cacciare le anatre. Diocesi dei Marsi. Fin dall'alto medioevo Pescina è stata considerata una delle "capitali" ecclesiastiche della Marsica e dell'Abruzzo. Nella Marsica, a Pescina in particolare, San Francesco d'Assisi diffuse il suo ordine dei minori, mentre a San Benedetto dei Marsi operavano i benedettini. Quindi a pochi chilometri di distanza c'erano tutti e due gli ordini monastici. La sua prima presenza a Pescina risulterebbe nell'inverno tra il 1215 e il 1216, quando soggiornò nella vicina San Benedetto dei Marsi dove dormiva, insieme con i poveri, in una località chiamata "Luogo" (in dialetto "i loche"), nei pressi dell'anfiteatro romano. Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ci sarebbe stato con ogni probabilità tra il 1219 ed il 1222. Mentre nel 1225 a Pescina venne fondato il convento accanto alla chiesa di Santa Maria Annunziata che fu rinominata prima San Francesco e in seguito dedicata a Sant'Antonio da Padova. La diocesi fu trasferita dall'antica cattedrale di Santa Sabina di San Benedetto dei Marsi, nel 1580, all'epoca del vescovo dei Marsi, Mons. Matteo Colli. La bolla In suprema dignitatis di papa Gregorio XIII, con "regio consenso", determinò l'atteso spostamento della cattedrale e della sede vescovile presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Nel 1613 Papa Clemente VIII riconobbe, in via ufficiale, il titolo di cattedrale. Nel maggio del 1631 il vescovo, Mons. Tommaso Pucci vi trasferì le reliquie di San Berardo[17]. Solo dopo alcuni anni dal terremoto del 1915, il 16 gennaio 1924, con la bolla Quo aptius di papa Pio XI la sede vescovile fu trasferita da Pescina ad Avezzano, dopo accese ed inevitabili polemiche. La chiesa madre di Pescina mantiene il titolo di concattedrale.
CAMPEGGI PESCINA (AQ)
Lo stemma araldico del comune di Pescana (Aq): Di azzurro, al San Berardo in maestà, il viso e le mani di carnagione, capelluto e barbuto d'argento, aureolato di rosso, il capo coperto dalla mitria d'oro, bordata di verde, ornata da due crocette di rosso e dal filetto centrale e verticale di verde, benedicente con la mano destra, tenente con la mano sinistra il pastorale d'oro, posto in sbarra alzata, il santo vestito con la lunga tunica di argento munita di cingolo rosso, con la stola dello stesso, frangiata d'oro ed ornata da crocette dello stesso, con il manto rosso, bordato d'oro, il Santo recante sul petto la croce pettorale d'oro, calzato dello stesso sostenuto dalla pianura diminuita di verde. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto in lettere maiuscole di nero: PISCINA CIVITAS MARSORUM. Ornamenti esteriori da città. Monumenti e luoghi d'interesse a Pescina (Aq) Architetture religiose: Concattedrale di Santa Maria delle Grazie (XVI secolo), già cattedrale della diocesi dei Marsi. I lavori di costruzione della nuova cattedrale marsicana si sono protratti dal 1579 al 1596, mentre il trasferimento della diocesi avvenne già nel 1580. ospita nella cappella della navata laterale sinistra le reliquie di San Berardo. La chiesa nonostante i danni subiti a causa del sisma del 1915 e dei bombardamenti del 1944 si presenta con elegante facciata, porticato con arcate su pilastri ed imponente campanile; Chiesa di Sant'Antonio da Padova, in origine dedicata a Santa Maria Annunziata, con ogni probabilità risalente ad un periodo antecedente al 1200. Nella sua visita a Pescina San Francesco d'Assisi fece edificare l'annesso convento, soppresso tra il 1863 ed il 1872. I contestati lavori di restauro portati avanti tra il 1967 ed il 1971 portarono alla distruzione dell'oratorio, del pavimento in marmo originale, delle canne settecentesche dell'organo ed anche la dispersione del materiale di archivio. Sono visibile il coro barocco, gli interni con alcune preziose incisioni e dipinti e la parte rimanente dell'organo; Chiesa di San Berardo, chiusa al culto. Inglobò la struttura militare della torre medievale Piccolomini di Pescina. Danneggiata gravemente dal sisma del 1915 si spera di riportarla all'antico splendore. La torre, utilizzata un tempo come campanile, è ancora integra; Chiesa di San Giuseppe, custodisce la tomba della serva di Dio, Santina Campana; Chiesetta della Madonna del Carmine, non distante dalla torre medievale; Ruderi della chiesa di San Nicola; Chiesa di Santa Maria del Carmine a Venere dei Marsi; Santuario della Madonna del Buon Consiglio a Venere dei Marsi. Architetture militari: Resti del recinto fortificato con torre pentagonale del castello Piccolomini che fu di Ugone Del Balzo. Struttura militare nota nel medioevo con il nome di Rocca Vecchia; Torre di San Berardo alla cui base si trova la tomba di Ignazio Silone. La torre fu utilizzata come campanile dell'omonima chiesa che inglobò la parte bassa del complesso militare. Fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1915; Torre di avvistamento di Venere dei Marsi, risalente al XIII secolo. Siti archeologici a Pescina: La grotta Tronci e il vicino riparo Maurizio. Come in altre cavità situate lungo le alture e alla base delle montagne che lambiscono il Fucino, anche qui, in località Rupe di Cardito, alle porte di Venere dei Marsi, a seguito di operazioni di studio, scavo e ricerca sono tornati alla luce innumerevoli reperti di varia natura. Dai più disparati strumenti ai ciottoli con incisioni e dalle schegge ai frammenti di ossa animali. Questi rinvenimenti farebbero risalire la presenza e lo stanziamento continuativo dell'uomo in questi luoghi già a partire dal periodo del paleolitico superiore, circa 18 000 anni fa. Aree naturali nel territorio di Pescina: Sentiero Silone, un percorso escursionistico adatto a tutti che ripercorre i luoghi autentici che lo scrittore Ignazio Silone ha descritto nelle sue opere; Laghetto del Giovenco, formato dallo sbarramento per mezzo di piccole dighe del fiume omonimo; Percorso ciclo pedonale della Valle del Giovenco.
VILLAGGI TURISTICI PESCINA (AQ)
Tradizioni e folclore a Pescina: 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate; Pasqua: pellegrinaggio nel santuario della Madonna del Buon Consiglio a Venere dei Marsi; 1 e 2 maggio: festa di San Berardo, patrono di Pescina e, insieme a Santa Sabina, della Marsica; 13 giugno: festa di Sant'Antonio da Padova; 16 luglio: festa della Madonna del Carmine a Venere dei Marsi; 15 agosto, festa dell'Assunta e festa di San Luigi; seconda domenica di settembre: festa patronale della Madonna del Buon Consiglio a Venere dei Marsi; Prima domenica di ottobre, festa della Madonna del Rosario; Tournée del circolo musicale - banda "I Leoncini d'Abruzzo" che nel 2015 celebra i trent'anni dalla fondazione con il gemellaggio con la banda musicale Città di Modica. Musei a Pescina: Il museo "Ignazio Silone" e il centro studi sono ospitati nei locali dell'ex convento dei Minori Conventuali adiacente la chiesa di Sant'Antonio. Qui sono conservati alcuni preziosi documenti, alcune edizioni originali delle sue opere e la biblioteca privata del famoso scrittore, dono della moglie Darina. Casa museo Mazzarino, ospitata in una palazzina è situata nella parte bassa della fortificazione, costruita negli anni '70 per volere dell'ingegnere Gervaso Rancilio. Presenta una ricca biblioteca, documenti e volumi sulla vita del primo ministro del regno di Luigi XIV di Francia. Teatro San Francesco: Innumerevoli le iniziative di carattere culturale che si svolgono nel teatro San Francesco, situato in via Sant'Antonio nella stessa palazzina che ospita museo e centro studi siloniano. La struttura, molto elegante, è dotata di una capienza di oltre 200 posti a sedere. L'attività teatrale è stata ed è a Pescina sempre in pieno fermento. Fontamara: Lo scrittore Ignazio Silone, ha ambientato il suo primo e più noto romanzo Fontamara, pubblicato nel 1930, a Pescina. A causa della ripugnanza del regime fascista, Fontamara non fu pubblicata in Italia. La prima pubblicazione avvenne, infatti, in Svizzera in lingua tedesca, mentre la prima edizione in italiano del 1933 fu diffusa all'estero, tra la Svizzera e la Francia. In Italia la versione definitiva del romanzo uscì solo dopo il 1947 edita da Mondadori. Nella sua premessa Ignazio Silone non ha escluso di essersi ispirato ad eventi realmente accaduti e luoghi realmente esistiti e rimasti nei ricordi del suo subconscio. Lungo la strada statale 83 Marsicana, nel tratto che attraversa l'abitato di Pescina, c'è il fontanile denominato "Fontamara" che, secondo molti, avrebbe ispirato lo scrittore. Cinema: Nella parte più antica del borgo di Pescina nel 1979 fu girato il film Fontamara del regista Carlo Lizzani con Michele Placido protagonista, tratto dall'omonimo romanzo di Ignazio Silone; Eventi a Pescina: Premio internazionale Ignazio Silone per la cultura. Istituito nel 1988 a 10 anni dalla morte dello scrittore. Tre le sezioni: arti visive che comprende il cinema, la pittura, la scultura, la scenografia e la fotografia; musica per la composizione, la direzione d'orchestra e la concertistica; scrittura con i riconoscimenti per la letteratura, il giornalismo, la poesia, la saggistica e la drammaturgia. Persone legate a Pescina: Alfredo Barbati; Berardo dei Marsi; Santina Campana; Giovanni Artusi Canale; Muzio Febonio; Giulio Raimondo Mazzarino; Michele Mazzarino; Domenico Morfeo; Paolo Marso; Ignazio Silone; Quinto Poppedio Silone; Luciano Zauri. Artigianato a Pescina: Nella parte bassa di Pescina si trova l'area artigianale. Ospita strutture produttive della piccola industria, dell'artigianato e del commercio. Turismo nel paese di Pescina: I luoghi narrati nelle opere di Ignazio Silone sono da sempre un richiamo per il cosiddetto turismo culturale, insieme ai musei, al teatro e alle chiese presenti nella cittadina. Da Pescina, inoltre, si raggiungono con facilità i numerosi sentieri naturalistici di cui è ricca la Valle del Giovenco e l'area del parco Sirente-Velino. Il percorso ciclo pedonale del Giovenco la collega ai comuni della valle salendo accanto al letto del fiume e toccando le aree dell'antica Milonia (situata a Rivoli di Ortona dei Marsi) e le altre località del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise di cui Pescina è la "prima porta" lungo l'autostrada A25.
AFFITTACAMERE PESCINA (AQ)
La chiesa di Santa Maria delle Grazie è il duomo di Pescina e concattedrale della diocesi di Avezzano. Di una cattedrale a Pescina si inizia a parlare solo agli inizi del XVI secolo quando la sede dell'antica diocesi di Marsi è trasferita dalla chiesa di Santa Sabina a Pescina. Nuova cattedrale diventa la chiesa di Santa Maria del Popolo, già ricordata in una bolla di papa Lucio III nel 1181. Si deve al vescovo Matteo Colli l'edificazione tra il 1579 ed il 1596 della nuova cattedrale dedicata alla Madonna delle Grazie. Essa fu consacrata il 6 agosto 1606 e nel 1613 ricevette ufficialmente da papa Paolo V il titolo di cattedrale. La chiesa subì diversi interventi di ingrandimento e di abbellimento nei secoli successivi, fino all'ultimo intervento con la costruzione della cupola tra il 1863 ed il 1865. Questa costruzione fu gravemente danneggiata dal terribile terremoto che colpì la Marsica nel 1915. Ricostruita, fu ancora danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel frattempo la sede della diocesi era stata trasferita ad Avezzano (1924), per cui la chiesa si fregia oggi del titolo di “concattedrale”. L'edificio è stato riconsacrato dopo i restauri il 30 aprile 1961. La facciata della chiesa di Santa Maria delle Grazie è divisa in due da una cornice in pietra. La parte inferiore consta di un atrio scandito da cinque archi su cui si aprono i tre portali d'ingresso, di epoca rinascimentale. Nella parte superiore vi è un doppio ordine di finestre ed un piccolo rosone tardo gotico. Sul lato destro si erge il campanile. L'interno della chiesa è a tre navate divise da pilastri. Ogni navata termina con un altare; l'altare maggiore è sormontato da un ciborio e coronato da un'abside semicircolare. In questa è collocata una statua lignea del XIV secolo raffigurante Santa Maria del Popolo. Tre ambienti si affacciano all'interno della cattedrale: la sacrestia, la cappella del Santissimo Sacramento e la cappella di San Berardo, patrono della città. In quest'ultima, oltre alle reliquie del santo traslate il 23 maggio 1361, si trovano le tombe di diversi vescovi marsicani: una lapide ricorda i nomi dei vescovi con la frase “Hic quiescunt Marsorum pastores”. Reliquie di San Berardo dei Marsi: Berardo vescovo dei Marsi morì il 3 novembre 1130. Venne sepolto nella cattedrale di Santa Sabina di Marsia (l'odierna San Benedetto dei Marsi). Nel 1361, prima del trasferimento della sede della diocesi dei Marsi a Pescina, le sue reliquie vennero traslate nella futura cattedrale di Santa Maria delle Grazie. Tuttavia la traslazione definitiva delle reliquie avvenne nel 1631. Berardo dei conti dei Marsi (Colli di Monte Bove, 1079 – Marsia, 3 novembre 1130) proveniente da nobile famiglia abruzzese, fu stretto collaboratore di papa Pasquale II. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Berardo dei conti dei Marsi nacque a Colli di Monte Bove nei pressi di Carsoli, dal conte Berardo e da sua moglie Teodosia. Venne avviato sin dall'infanzia alla carriera ecclesiastica ed all'età di sette anni venne affidato ai canonici della cattedrale di Santa Sabina dei Marsi che ne curarono l'educazione. Dal vescovo Pandolfo, ricevette gli ordini minori, fino all'accolitato. Completò la sua formazione presso l'abbazia di Montecassino, dove soggiornò tra il 1095 circa e il 1102. Papa Pasquale II lo ordinò suddiacono e lo scelse quale governatore della provincia di "Campagna". A causa dei contrasti con l'aristocrazia locale, poco tempo dopo il pontefice lo richiamò a Roma e nel 1099 lo innalzò alla dignità cardinalizia, assegnandolo prima alla diaconia di Sant'Adriano e circa un anno dopo, promossolo all'ordine dei Cardinali Presbiteri, al titolo di San Crisogono. Nel 1109 venne eletto vescovo dei Marsi e tornò nella sua terra: il suo episcopato fu segnato dall'impegno nella moralizzazione del clero (lottò contro la pratica della simonia e del concubinato dei chierici) e dalla sollecitudine verso i poveri. Resse la diocesi fino alla morte, che lo colse il 3 novembre 1130: venne sepolto nella cattedrale di Santa Sabina di Marsia (l'odierna San Benedetto dei Marsi) e nel 1361, prima del trasferimento della sede episcopale a Pescina, le sue reliquie vennero traslate nella futura cattedrale di Santa Maria delle Grazie. Tuttavia la traslazione definitiva delle reliquie avvenne nel 1631. La venerazione popolare del vescovo Berardo iniziò subito dopo la sua morte: il suo culto fu approvato e confermato da papa Pio VII il 10 maggio 1802. La parentela con Santa Rosalia: In base alle ricerche condotte a metà del XVII secolo dallo storico Pietro Antonio Tornamira (pubblicate nel 1674) e ad un albero genealogico conservato presso la biblioteca del Monastero dei Benedettini delle Vergini di San Martino delle Scale di Monreale, Berardo sarebbe stato prozio di santa Rosalia, patrona di Palermo e di tutta la Sicilia: la santa sarebbe stata infatti figlia del conte Sinibaldo delle Rose, membro della corte di Ruggero I e figlio di Teodino, fratello del cardinale dei Marsi. L'interessante scoperta viene confermata anche da Franco Zazzara di Pescina, noto chirurgo oltre che studioso e scrittore, con una passione volta alla ricerca delle origini della Cristianità e al legame conflittuale tra Stato e Chiesa. Per sottolineare il particolare legame che unisce le chiese particolari dei Marsi e di Palermo, fu chiamato il cardinale Salvatore De Giorgi (arcivescovo di Palermo) a celebrare la messa che, il 1º maggio 2004, segnò l'apertura dell'Anno giubilare indetto in occasione della ricorrenza del 925º anno delle nascita di san Berardo.
BED & BREAKFAST PESCINA (AQ)
BED & BREAKFAST  CASA VACANZE "IL CASTELLO"
Via Umbrone, 45 - 67057 Pescina (Aq)
Tel:  334 5840211 / 349 8088393
CASE PER VACANZA PESCINA (AQ)
Il Culto di San Berardo dei conti dei Marsi: Il corpo di San Berardo è venerato nella Concattedrale di Santa Maria delle Grazie di Pescina. Il paese stesso di Pescina è molto legata al culto di San Berardo in quanto fino al 1915 era attiva nel centro vecchio la chiesa di San Berardo e di San Giuseppe. Purtroppo con il terremoto di Avezzano quasi l'intera chiesa andò distrutta, meno la torre campanaria. Lo scrittore Ignazio Silone di Pescina fu molto legato alla figura di San Berardo tanto da citarlo nei suoi romanzi di Fontamara e Vino e pane. Alla sua morte a Ginevra nel 1978, lo scrittore volle essere sepolto sotto il vecchio campanile di San Berardo, dove ancora oggi la sua lapide è meta di pellegrinaggi letterari. Ignazio Silone, pseudonimo e poi, dagli anni sessanta, anche nome legale, di Secondo Tranquilli (Pescina, 1º maggio 1900 – Ginevra, 22 agosto 1978), è stato uno scrittore, drammaturgo e politico italiano. Può annoverarsi tra gli intellettuali italiani più conosciuti e letti in Europa e nel mondo. Il suo romanzo più celebre, Fontamara, emblematico per la denuncia di oppressione e ingiustizia sociale della condizione di povertà, è stato tradotto in innumerevoli lingue. Per molti anni esule antifascista all'estero, ha partecipato attivamente ed in varie fasi alla vita politica italiana, animando la vita culturale del paese nel dopoguerra; come scrittore è stato spesso osteggiato dalla critica italiana e solo tardivamente riabilitato, mentre all'estero è stato sempre particolarmente apprezzato. Il successo letterario di Ignazio Silone: Inizia un periodo molto buio per Silone. Fuori dal partito per cui si era speso per tanti anni, ammalato, esule braccato e ricercato e privo di mezzi di sostentamento tanto più che gli vengono anche a mancare i contributi del partito e moralmente provato dal dramma del fratello, trova inaspettatamente una via d'uscita allo stato di prostrazione in cui è precipitato e che sarà la sua fortuna: la letteratura. Nel 1929-30, durante il suo soggiorno svizzero di Davos e Ascona, in pochi mesi scrive il suo capolavoro letterario, Fontamara dandogli il nome di un immaginario paesino dell'Abruzzo, con luoghi presi dalla memoria dell'infanzia pescinese dell'autore e che narra della vicenda di umili contadini, i "cafoni" appunto, in rivolta contro i "potenti" per un corso d'acqua deviato che irrigava le loro campagne. Il romanzo, che rappresenterà uno dei casi letterari del secolo, viene pubblicato soltanto nel 1933 a Zurigo, dove nel frattempo Silone si trasferisce entrando in contatto con l'ambiente fervido culturalmente che la città offre anche grazie alla presenza di numerosi rifugiati politici in cui spiccano importanti artisti, intellettuali, letterati. Così lo scrittore sulla genesi del romanzo: « ...credevo di non aver più molto da vivere e allora mi misi a scrivere un racconto al quale posi il nome di Fontamara. Mi fabbricai da me un villaggio, col materiale degli amari ricordi e dell'immaginazione, ed io stesso cominciai a viverci dentro. Ne risultò un racconto abbastanza semplice, anzi con delle pagine francamente rozze, ma per l'intensa nostalgia e amore che l'animava, commosse lettori di vari paesi in misura per me inattesa».
APPARTAMENTI PER VACANZA PESCINA (AQ)
Ignazio Silone da Pescina. Dal 1931 al 1933, dirige la rivista in lingua tedesca Information, da lui stesso fondata ed attorno alla quale raccoglie oltre settanta illustri firme della letteratura e dell'arte, cosa che gli consente anche di interessarsi alle nuove tendenze dell'architettura e del design d'avanguardia, essendo entrato in contatto con gli artisti seguaci della Bauhaus. Nel periodo del suo soggiorno zurighese (che si protrarrà sino a dopo la fine del conflitto bellico), Silone è molto attivo sul fronte culturale collaborando ad una piccola casa editrice (Le nuove Edizioni di Capolago) che pubblica principalmente scritti di autori emigrati; intreccia una breve ma intensa relazione con la scrittrice e psicanalista Aline Valangin che lo aiuta molto con le sue conoscenze nella pubblicazione del suo romanzo, mentre nel frattempo si era andata affievolendo quella con Gabriella Seidenfeld cui, tuttavia rimarrà molto legato anche dopo la rottura sentimentale. Nel 1934 esce Il Fascismo. Origini e sviluppo (titolo originale in lingua tedesca, Der Faschismus), un saggio politico e l'anno seguente Un viaggio a Parigi, raccolta di racconti di stampo satirico scritti per un giornale svizzero. Nel 1936 è la volta del romanzo Pane e vino (che diventerà nella versione successiva pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore nel 1955, Vino e pane), pubblicato a Zurigo l'anno successivo, in cui lo scrittore presenta una vicenda fortemente emblematica che ha numerosi punti di contatto autobiografici (il comunista Pietro Spina che rientra in Italia per scatenare una sollevazione dei contadini marsicani contro i fascisti). Numerosi, come erano stati del resto per Fontamara, sono gli elogi tributati a Silone anche per questo romanzo, ovviamente di intellettuali stranieri tra i quali spiccano Thomas Mann o Albert Camus; quest'ultimo recensisce così l'ultimo romanzo siloniano: Se la parola poesia ha un senso, è qua che la ritrovi, in questo spaccato di un'Italia eterna e rustica, in queste descrizioni di cipressi e di cieli senza eguali e nei gesti secolari di questi contadini italiani». Grazie al nuovo successo letterario Silone diviene ormai stabilmente intellettuale di primissimo piano nella vita culturale europea e, in particolare animatore di quella svizzera; incrementa la sua attività di denuncia sia contro il regime mussoliniano sia contro quello staliniano sovietico, arrivando per quest'ultimo a parlare di "fascismo rosso", insofferente com'è, per carattere e formazione, ai dogmi ideologici dominanti e spinto dalla sua fede autentica per la libertà e per la vera giustizia. Viene invitato, in questi anni, a collaborare con importanti riviste politiche ma Silone, ancora toccato dall'esperienza dell'uscita dal partito, non accetta né la proposta di Carlo Rosselli a scrivere sulla rivista del suo movimento Giustizia e libertà e a cui risponde di essere «uno che è fuori da ogni organizzazione e fuori vuole restare»[12], né, più tardi all'invito rivoltogli dagli intellettuali tedeschi filo-sovietici di Das Wort, rivista diretta da Bertolt Brecht. È anche dalle considerazioni sul "fascismo rosso" che scaturisce il suo nuovo saggio La scuola dei dittatori, anomalo nella struttura narrativa (è infatti un dialogo fra tre personaggi, con un'impronta fortemente ironica e sarcastica) che viene pubblicato in tedesco nel 1938 e che è subito tradotto in Inghilterra e negli Stati Uniti, risentendo però molto in termini di diffusione per la mancata edizione francese e per le proibizioni in Germania, in Austria, oltre che, ovviamente in Italia dove approderà solo nel 1962, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore. Pure del 1938 è uno scritto pubblicato a Londra (solo nel 1949 stampato in Italia dalla rivista Il Ponte con il titolo di Nuovo incontro con Giuseppe Mazzini) in cui Silone pone l'accento su alcuni aspetti peculiari del pensiero mazziniano ai quale sovente darà forma nei suoi romanzi e nei suoi scritti. L'anno seguente Silone si riavvicina, per la prima volta dopo la traumatica uscita dal Partito Comunista, alla politica, sebbene soltanto sotto forma di considerazioni scaturite in un'intervista concessa ad una rivista della sinistra radicale americana; per Silone è necessario ripartire da un socialismo più autentico per poter costruire la cosiddetta "terza via", in antitesi alle democrazie ed ai fascismi dell'epoca. Dopo un mandato di cattura con richiesta di estradizione al governo elvetico fatta pervenire dall'Italia, sebbene non andata a buon fine per il diniego svizzero che impone allo scrittore solo un divieto di esercitare propaganda politica, Silone anche in concomitanza con l'entrata in guerra del suo paese, entra a far parte del Centro Estero del Partito Socialista, diventandone segretario col nome clandestino di "Sormani".
CASE PER LE FERIE PESCINA (AQ)
La Narrativa di Ignazio Silone: Fontamara (1930), Zurigo, Dr. Oprecht & Helbling A-G, 1933; Basilea 1934 (in tedesco); Zurigo-Parigi, Nuove edizioni italiane, 1933 (in italiano); Roma, Faro, 1947; Milano, A. Mondadori 1949. Un viaggio a Parigi (1934), Roma, Fondazione Ignazio Silone, 1992. Pane e vino, Zurich, Verlag Oprecht, 1936 (in tedesco); London, J. Cape, 1937 (in inglese); Lugano, Nuove edizioni di Capolago, 1937 (in italiano). Prima edizione in Italia, riveduta col titolo di Vino e pane, Milano, A. Mondadori, 1955. Il seme sotto la neve (1941), Zurigo-New York, Oprecht, 1942 (in tedesco); Lugano, Nuove edizioni di Capolago, 1942 (in italiano); Roma, Faro, 1945; Milano, A. Mondadori 1950; 1961 (interamente riveduta). Una manciata di more, Milano, A. Mondadori, 1952. Il segreto di Luca, Milano, A. Mondadori, 1956. La volpe e le camelie, Milano, A. Mondadori, 1960; con il racconto La volpe e un saggio critico di Andrea Paganini, Poschiavo, L'ora d'oro, 2010. ISBN 88-904405-4-0. L'avventura di un povero cristiano, Milano, A. Mondadori, 1968. [vincitore del Premio Campiello] Severina (1971), a cura e con testi di Darina Silone, Milano, A. Mondadori, 1981. La Saggistica di Ignazio Silone: Il Fascismo. Origini e sviluppo (Der Faschismus: seine Entstehung und seine Entwicklung) (1934) - Zurigo 1934 La scuola dei dittatori (1938) - Zurigo 1938 in tedesco curata da Jacob Huber Die Schule der Diktatoren, Europa Verlag; nell'edizione americana 1938 ed inglese del 1939 The School for Dictators a cura di Gwenda David ed Eric Mosbacher, Harper and Brothers, New York 1938 e Londra 1939; in Argentina col titolo di La escuela de los dictadores a cura di Julio Indarte, Buenos Aires 1939; in ebraico Beit sefer lediktatirim, a cura di Abraham Kariv, Tel Aviv 1941; in Italia a puntate nel 1962 su Il Mondo e successivamente da Mondadori 1962; in Francia col titolo di L'école des dictateurs a cura di Jan-Paul Samson, Gallimard, Parigi 1964; in Germania Die Kunst der Diktatoren a cura di Lisa Rüdiger, Verlag Kiepenheuer und Witsch, Colonia 1965; Memoriale dal carcere svizzero, (1942) - Lerici, Cosenza 1979; Uscita di sicurezza (1965) - Firenze, Vallecchi 1965; L'Avvenire dei Lavoratori (1944-45) - ristampa anastatica a cura di S. Merli e G. Polotti, Istituto Europeo di Studi Socialisti, Milano 1992; Gli articoli di «Information» (Zurigo 1932-34) - a cura di M. A. Morettini Bura, Università per Stranieri, Guerra, Perugia 1994. Il Teatro di Ignazio Silone: Ed egli si nascose (1944) - Zurigo-Lugano, 1944; Roma, Documento 1945; in "Teatro", n. 12-13, 1º luglio 1950; L'avventura di un povero cristiano (dall'omonima opera narrativa), in "Il Dramma", 12 settembre 1969. Altri scritti di Ignazio Silone: Prefazione a The living thoughts of Mazzini (1939) (in inglese); rivista "Il Ponte", 1949 (in italiano). L'eredità cristiana: l'utopia del Regno e il movimento rivoluzionario, conferenza tenuta a Roma nel 1945. L'Abruzzo, in "Abruzzo e Molise" ("Attraverso l'Italia", XIV), Milano, Touring Club Italiano, 1950. Testimonianze sul comunismo, Comunità, Torino 1950. Nei bagagli dell'esule, saggio in AA. VV., Esperienze e studi socialisti, 1954. La scelta dei compagni, Torino, "Quaderni" dell'Associazione Culturale Italiana, 1954. Un dialogo difficile, (epistolario con Ivan Anissimov), Roma, Opere Nuove 1958. Prefazione a Blasco: la riabilitazione di un militante rivoluzionario di Alfredo Azzaroni, Edizioni Azione Comune, (1962). Ecco perché mi distaccai dalla Chiesa, in "La Discussione", 31 ottobre 1965, e in "La Fiera Letteraria", 7 novembre 1965. Archivio, manoscritti e carteggi di Ignazio Silone: Le carte dello scrittore abruzzese sono conservate a Firenze presso la Fondazione di Studi Storici "Filippo Turati". Il fondo si compone di 44 buste, divise in 267 fascicoli, con una raccolta di fotografie e alcuni filmati. Sia l'archivio che la biblioteca costituita da oltre 3.000 volumi, furono donati alla fondazione da Darina Laracy, il 23 settembre 1985; in particolare, la documentazione archivistica, riordinata e inventariata dallo stesso Silone quando era in vita, era stata definita "di notevole interesse storico" nel 1979, con provvedimento della Sovrintendenza archivistica per il Lazio. I Premi vinti da Ignazio Silone, riconoscimenti ed onorificenze. Questo l'elenco non esaustivo dei principali premi e riconoscimenti conferiti a Ignazio Silone: Premio Marzotto per Uscita di sicurezza, 1965; Laurea honoris causa, Università di Yale, 1966; Premio Moretti d'Oro per L'avventura di un povero cristiano, 1968; Premio Campiello per L'avventura di un povero cristiano, 1968; Laurea honoris causa, Università di Tolosa, 1969; Premio Internazionale di Letteratura Gerusalemme, 1969; Premio mondiale Cino del Duca, Parigi, 1971; Laurea honoris causa, Università di Warwick, 1972.
COUNTRY HOUSE PESCINA (AQ)
La Storia del paese di Pescina. L'anno 1915 è, con certezza, il più nefasto per Pescina, sia per i danni immediati subiti dal terremoto, sia per le conseguenze: su 6.000 abitanti si conteranno circa 4.000 morti (a sinistra un accampamento dopo il sisma). Nel 1924 è trasferita la Diocesi dei Marsi da Pescina ad Avezzano, con essa anche i notabili, i professionisti e parte della popolazione. Verranno gli anni della guerra, e poi il nuovo corso: come molti altri paesi anche Pescina tenta in tutti i modi di stare al passo con i tempi. Alle soglie del duemila, conta 5.000 abitanti circa, ha due musei, un teatro (vedi immagine a destra), un centro polivalente di studi siloniani, uno stadio, una palestra, una biblioteca, numerose associazioni civili e religiose, un ospedale, la Pretura, la sede della Comunità Montana "Valle del Giovenco", numerose Cooperative di servizio, Culturali e Agricole. Pescina ha dato i natali a grandi personaggi che fanno parte della storia politica, religiosa, letteraria d'Italia e d'Europa. Giulio Raimondo Mazzarino nasce a Pescina il 14 luglio 1602, Cardinale e Primo Ministro in Francia, muore in Francia il 9 Marzo 1661. Giovanni Artusi Canale detto il Pescina, architetto, scultore, incisore, fonditore ed inventore di strumenti musicali nasce a Pescina il 16 Aprile 1609, muore a Pescina il 21 Febbraio 1676 e seppellito nella chiesa di S. Antonio. Rosato Sclocchi, laureato in legge, scrittore, poeta e storico, nasce a Pescina il 7 Dicembre 1828, muore a Pescina il 26 Gennaio 1913. Luigi Colantoni, Canonico e Arcidiacono, storico nasce a Pescina il 22 Giugno 1843, muore a Pescina il 28 Giugno 1925. Ignazio Silone (Secondino Tranquilli), scrittore di fama internazionale che nasce a Pescina il 1 Maggio 1900 (vedi foto a destra); muore a Ginevra (Svizzera) il 22 Agosto 1978 e le sue ceneri riposano sotto il campanile della chiesa di San Berardo a Pescina come da sua volontà testamentaria. Tra gli altri pescinesi importanti: il Beato Andrea Degli Afflictis, il Duca Gianfrancesco Malvini Malvezzi, il politico Giuliano Ettore, lo storico Marino Tomassetti, l'umanista Salvatore Proja, l'economista Giovanni De Gasperis, la medaglia d'oro al valore militare Alfredo Barbati e tanti altri fino ai nostri giorni.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' PESCINA (AQ)
Storia della frazione di Venere di Pescina (Aq) I primi insediamenti risalgono all’epoca preistorica quando un popolo di cacciatori da Montebello di Bertona (oggi Pescara) si stabilisce sulle montagne alle porte di Venere, mosso dalle condizioni favorevoli dovute alla vicinanza del lago del Fucino; testimoniano questo passaggio, risalente a 18 mila anni fa, i numerosi ritrovamenti effettuati alle porte di Venere, nei pressi della contrada Cardito, nella Grotta Tronci e nel Riparo Maurizio (circa 20.500 reperti tra strumenti, scarti, ciottoli con incisioni, schegge e frammenti di ossa animali). Le tribù Bertoniane – dedite all’arte e all’industria litica - vivono nella Marsica fino all’arrivo delle popolazioni neolitiche, più sedentarie e dedite all’agricoltura (circa 6 mila anni fa). Durante l’età del bronzo sopraggiungono le tribù dei pastori e la fusione degli stili di vita di queste genti darà vita alla cultura agricolo-pastorale, tipica delle nostre montagne. Anche in zona “Arestina” sono stati rinvenuti frammenti di oggetti in ceramica e carbone e lamelle di ossidiana a testimonianza dell’elevato grado di tecnica che caratterizzava gli antichi abitanti di Venere. Nei pressi della Torre che oggi domina sull’abitato di Venere, e ove sorge l’attuale Santuario dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, si sono susseguite scoperte risalenti al passaggio dei Bertoniani e dei Romani che evocano la presenza di un luogo di culto. E,’ infatti, all’erezione nel 150 a.C. di un Tempio dedicato alla dea Venere Mirtea, in onore della pace tra Romani e Marsi, che deve esser attribuito il nome del villaggio. Capitelli e basamenti di stile Corinzio sono ancora oggi conservati nelle Chiese di Venere. Dopo secoli di battaglie e carestie, Venere diviene un importante presidio militare e nel 1187 fornisce ben cinque soldati per la spedizione in Terra Santa organizzata dal Re Guglielmo II e da Papa Clemente III. Il sec. XIII vede la costruzione nel “Castrum Veneris” di un sistema di tre torri gemelle d’avvistamento e controllo sull’antico lago (vedi immagine in alto); solo una – la più vicina all’attuale abitato – resta oggi visibile. Tra il 1346 ed il 1656 il “Castello di Venere” perde numerosi abitanti per la peste dilagante tra le contrade marsicane. Nel 1550 viene edificato l’attuale Santuario della Madonna del Buon Consiglio che sarà poi distrutto dal sisma del 1915 e riedificato nel 1949. Inoltre Bolle papali del XVII sec. dimostrano la presenza a Venere delle Chiese di Santa Maria, San Pietro, San Gervasio e di San Silvestro (chiesa parrocchiale) nonché una dedicata a San Bartolomeo. I mulini e le “Fornaci” dei laterizi di Venere sono noti anche fuori dalla Marsica - prima del loro sparire con l’avvenire dei tempi moderni - tanto da esser citati in un’opera dello storico Corsignani, pubblicata nel 1738 a Napoli. Nel 1816 la popolazione del Castello di Venere si accresce per la migrazione di abitanti dell’odierna San Benedetto che hanno perso le proprie abitazioni per un’inondazione del lago di Fucino. Nel 1915 Venere è rasa al suolo dal terremoto perdendo gran parte dei suoi abitanti. La ricostruzione post-sisma vede sorgere un nuovo abitato, suddiviso dal centro storico a ridosso del monte dalla strada provinciale via Sarentina sulla quale scorreva fino alla prima metà del 900 un ramo del fiume Giovenco (immagine in alto a destra) per alimentare le pale operose di un mulino in località “Acqua Fredda”, ancora oggi in parte esistente.
RIFUGI E BIVACCHI A PESCINA (AQ)
Centro Studi e Museo Siloniano a Pescina. Il Centro Studi Siloniani e il Museo dedicato allo scrittore, in Via del Carmine a Pescina, si trovano all’interno dell’ex convento dei Minori Conventuali, edificato ai tempi di S. Francesco d’Assisi. Il convento fu soppresso nel decennio dell’occupazione militare con l’avvento dell’unità d’Italia e con l’applicazione delle ”leggi eversive”. Esso fu adibito ad altri usi. Divenne teatro comunale e vi si esercitava, inoltre, il concorso bandistico di Pescina che raggiunse fama e prestigio nelle grandi città e all’estero tanto da essere denominato: ”Leonessa d’Italia”. Dopo il terremoto del 13 gennaio del 1915, ”La Lega dei contadini”, di ispirazione socialistica, svolgeva le assemblee nel cortile dell’ex convento. E’ da notare anche che la ”Lega” aveva un quadro che raffigurava Cristo Redentore avvolto in un lungo camice sormontato dalla scritta: ”Beati gli assetati di giustizia” mentre sotto il quadro c’era la tromba di Lazzaro, ricordata da Silone sia in ”Uscita di Sicurezza” (ed. Longanesi p. 43) che in ”Una Manciata Di More” (Oscar Mondadori p. 290-291). Silone, nato a pochi passi dall’ex convento (vedi immagine a sinistra), varie volte, si intrufolava in quelle assemblee (Uscita di Sicurezza ed. Longanesi 44). contadini lottavano contro il Principe Torlonia per possedere le terre da lavorare, rivendicando l’antico diritto di pesca su l’ex lago di Fucino. Allo scopo veniva pubblicato un giornale che aveva per titolo: ”La Vanga”. Ignazio Silone espresse l’anelito di libertà e di riscatto dei contadini pescinesi nel suo primo e più celebre romanzo: ”Fontamara”, mettendo a nudo i problemi del Fucino (1930). L’ex convento negli anni 1930 e seguenti, in pieno fascismo, divenne carcere mandamentale. Infine, durante la seconda guerra mondiale, fu abbandonato e ridotto in uno stato pietoso. MUSEO SILONIANO: Solo negli anni successivi alla morte di Ignazio Silone (1978), l’ex convento dei Minori Conventuali è stato ristrutturato e trasformato in Centro Studi, sotto la guida della Intendenza delle Belle Arti, a salvaguardia delle mura perimetrali e di quanto fa parte dell’arte stessa. E’ la sede ufficiale quindi di detti studi. Il primo convegno è stato effettuato nei giorni 8-9-10 dicembre 1988, sotto il patrocinio della Regione Abruzzo, con il titolo: ”Silone Scrittore Europeo”. Il premio, a carattere internazionale, è stato assegnato - per il diario politico ”Mesi” (ed. Est-Ovest) - allo scrittore dissidente polacco Kazimierz Brandys, attualmente esule in Francia. Silone fu profeta del suo avvenire. Al Centro Studi Siloniani, infatti, si possono applicare le parole scritte nel frontespizio dell’ex Seminario di Pescina: ”Post Fata Resurgam” ovvero ”Dopo la calamità risorgerà”. Ecco in sintesi le attuali condizioni del ”Centro Studi Siloniani”. Il cortile lastricato con ciottoli fa pensare alla antica sede dei frati conventuali. Esso tuttavia, dopo la ristrutturazione del locale, presenta caratteristiche ed elementi adatti alle moderne esigenze per un centro di studi sia per l’ampiezza che per il totale isolamento con l’esterno. Del tutto chiuso ai quattro lati, si presta a riflessione e a raccoglimento avvincenti. Infine il teatro con platea e galleria (immagine a destra), la sala delle conferenze, alla quale si accede con ampia scala, le varie stanze di studi, l’alloggio del custode, la scala di servizio danno all’edificio, oltre all’armonia architettonica, una spiccata efficienza. All'interno del centro studi è importantissima la presenza della biblioteca e dell'archivio Siloniano, Dono della Moglie Darina. E' inoltre visibile un'importante esposizione di materiale inerente la vita e la storia di quell'importante uomo di cultura che è Ignazio Silone. L'edificio ospita annualmente il Premio Internazionale Ignazio Silone, a cui partecipano e vengono premiati i più importanti nomi nel panorama culturale internazionale.
Itinerario naturalistico. Pescina sorge a 750 metri dal livello del mare ed è sita all’imbocco della Valle del Giovenco, tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Sirente -Velino. Pare che il  nome derivi dal fatto che un tempo gli abitanti utilizzassero delle piscine riempite con le acque del fiume Giovenco per pescare le trote e cacciare le anatre. Pescina è il comune principale della Valle del Giovenco di cui fanno parte anche la frazione di Venere, i comuni di Ortona dei Marsi, Bisegna e San Benedetto dei Marsi, anch’essi luoghi suggestivi per storia e scenario, facilmente raggiungibili da Pescina che vanta una posizione privilegiata all’interno della Valle. Per ulteriori info visita anche: http://www.valledelgiovenco.it Nel 2011 l’associazione Federtrek ha inoltre inaugurato il tratto di sentiero della Valle che verrà dedicato ad Ignazio Silone, tra Pescina e Ortona dei Marsi: vedi anche http://www.appenninodarivivere.it/sentiero_silone.html. Il fiume Giovenco bagna Pescina attraversandola da Nord a Sud, fino a gettarsi nei collettori della Piana del Fucino e poi sfociando nel bacino del Liri. La denominazione sembrerebbe derivare da Iuventio Sannita che fu sconfitto da Silla in una storica battaglia in riva alle acque di questo torrente che si colorò del sangue dei numerosi Sanniti caduti. Specie autoctone del Giovenco sono il gambero d’acqua dolce (l’Austropotamobius Pallipes Italicus), l’Alborella e la Trota Fario. Per questo la cucina della trota è tipica della gastronomia locale e ad essa Pescina dedica un’importante sagra annuale. Pescina è comune del Parco Velino Sirente in posizione strategica a controllo della stretta valle che si apre nel Fucino (a destra panorama sulla Piana del Fucino ed in basso la cd. Bella Addormentata, vedute dalla Frazione di Venere). Per informazioni sul Parco Velino Sirente, tra i più estesi ed importanti parchi naturali d'Italia, visita il sito ufficiale: http://www.parcosirentevelino.it. Pescina è, inoltre, in zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise (tra i 5 più belli d’Europa) di cui è la “prima porta” sull’A24-A25. E’ a pochi km dalla capitale storica del Parco, Pescasseroli, facilmente raggiungibile passando per l’abitato della frazione di Venere o percorrendo le rive del Giovenco verso Ortona. Per ulteriori informazioni visita il sito: http://www.parcoabruzzo.it. Storico e culturale.
MUSEO SILONIANO A PESCINA (AQ) Il Museo Silone, anch’esso all’interno dell’ex convento dei Minori Conventuali, nasce con l'intento di trasmettere, in una visione d'insieme, la grandezza dell'intellettuale, del politico e specialmente dello scrittore. Nasce per iniziativa del Centro Studi Silone e particolarmente di Aurora Botticchio, ex presidente del Centro. Il Museo Silone è rivolto naturalmente a tutti gli estimatori del grande scrittore pescinese ma specialmente agli studenti, ai giovani, sempre amati e sempre presenti nel pensiero di Silone. Il nucleo di questo museo è rappresentato dalla Mostra documentaria allestita in questi stessi locali qualche anno fa, intitolata: Silone: l'uomo e lo scrittore, che a sua volta trasse origine dalla donazione di Darina Silone al Comune di Pescina del 1 maggio 2000, donazione che comprende oltre all'archivio, la biblioteca, i mobili, gli oggetti personali, premi, cimeli, regali e riconoscimenti dello scrittore, per la maggior parte ora esposti nel Museo con un percorso essenzialmente cronologico. Nella prima sala del Museo c'è lo studio di Silone con le cose che ne facevano parte: i quadri di pittori amici come Hunziker e Rouault, le foto dei personaggi a lui più cari: oltre all'amato fratello Romolo, Croce, Salvemini, il filosofo e maestro Martin Buber, il giovane amico comunista, Lazar Sciatzkin, morto suicida nella Russia stalinista, menzionato in Uscita di sicurezza. Tutte le maggiori opere sono narrate con analogo schema espositivo senza prescindere, per delineare l'opera e la figura dello scrittore, dagli avvenimenti e incontri che segnarono profondamente la vita del giovane Secondino Tranquilli. Concludono il percorso i vari premi e riconoscimenti, e le lauree honoris causa delle università di Warwick, Yale e Tolosa insieme al conferimento della Legion d'Onore della Repubblica Francese ed il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana. La mostra si chiude con il Testamento spirituale e in omaggio a Silone e alla sua amata terra, dove ha scelto di tornare per sempre, una fotografia di Pescina prima del terremoto. Casa Museo Mazzarino a Pescina: L'istituzione Casa Museo dedicata a Mazzarino – nato a Pescina nel 1602 e nominato primo ministro di Francia da Luigi XIII - si trova in un palazzina, costruita nel 1971-72 per merito dell'illustre "mecenate" milanese, l'ing. Gervaso Rancilio ed è posta nella parte alta del Centro Storico Pescina, a pochissima distanza dalla tomba di Ignazio Silone. E' noto che all'origine, del "Museo Mazzarino", vi è anche l'interessamento (culturale e finanziario) della Francia, ed in particolare della signora Madaleine Laurien Portemer, direttrice della "Biblioteca Mazzariniana" di Parigi. Un salone a pian terreno funge da biblioteca e da sala lettura; qui è esposta copia dell'atto di nascita del Cardinale e vi sono anche alcune grandi foto di Pescina prima del terremoto. Un ampio salone superiore ospita una sala conferenza dove sono ulteriormente esposti molti documenti e cimeli relativi alla vita e le opere del Cardinale Mazzarino. Ad ogni visitatore viene consegnato un opuscolo illustrativo contenente i dati più significativi della vita del cardinale; si può inoltre prendere visione del materiale bibliografico, che consiste in libri e opuscoli "Mazzariniani" (opere del Cardinale, biografie, saggi storici ecc..). Tra i rari cimeli vi è un volume manoscritto, donato al Museo da un generoso cittadino pescinese, il Dott. Antonio Villanucci: si tratta della vita dell'Em.mo Cardinal Mazzarino, scritta nel XVIII° secolo dal napoletano Luigi Parlati. Infine quasi a far da corona alla bibliografia Mazzariniana, la Casa Museo sta diventando anche biblioteca specializzata in pubblicazioni sull'Abruzzo. Questo importante centro culturale di Pescina, in gestione al Comune, ricopre un ruolo fondamentale anche sotto l'aspetto turistico: i visitatori che appongono la firma sul registro d'ingresso sono oltre seimila l'anno ma si calcola che siano almeno il doppio coloro che si recano a Pescina da ogni regione d'Italia e dall'estero, studiosi e studenti, turisti e villeggianti e semplici curiosi. Informazioni turistiche: Per informazioni turistiche scrivi a turismopescina@gmail.com. Per informazioni sull'attività del Teatro San Francesco, del Centro Studi Silone e Museo Siloniano, contattare l'Associazione Teatro San Francesco: teatrosanfrancesco@libero.it.  Centro Studi Silone: 0863-842385 - Casa Museo Mazzarino: 0863-842156 - Uffici comunali: 0863-84281. Pescina è Comune dell'Associazione "Borghi Autentici d'Italia". Per info sull'Associazione: http://www.borghiautenticiditalia.it/ita/web/index.asp?nav=6. Pescina è Comune del Parco Velino Sirente: http://www.parcosirentevelino.it/.
Oggi Pescina è nota in ambito internazionale per aver dato i natali a numerosi personaggi di rilievo, infatti essa è la patria del cardinale Giulio Raimondo Mazzarino (1602-61), primo Ministro di Francia sotto il Re Sole Luigi XIV e successore del cardinale Richelieu, e di Ignazio Silone (pseudonimo di Secondino Tranquilli, 1900-78), tra le più autorevoli voci del Novecento letterario (autore di "Fontamara", "Il segreto di Luca" ed altri romanzi ambientati nella sua terra d’origine). Le sue ceneri riposano sotto il campanile della chiesa di S. Berardo, secondo la sua volontà testamentaria (vedi immagine in alto a sinistra). Il paese, orgoglioso dei suoi figli illustri, ospita nella "Casa Museo Mazzarino" una mostra permanente di cimeli e documenti del cardinale. L'istituzione Casa Museo Mazzarino si trova accanto alla loggetta della casa natale del Cardinale (un tempo monastero di Santa Chiara), in una costruzione del 1971-72, realizzata per merito di un "mecenate" milanese - Gervaso Rancilio, di Madaleine Laurien Portemer,  direttrice della "Biblioteca Mazzariniana" di Parigi, di un comitato civico pescinese e di alcune associazioni francesi ed è posta nella parte alta di Pescina, a pochissima distanza dalla tomba di Ignazio Silone. ll Teatro S. Francesco, in passato Monastero dei Minori Conventuali, carcere e poi abitazione per gli sfollati, è sede di importanti manifestazioni ogni anno (vedi sezione del sito Calendario Eventi) e ospita inoltre il Museo e il Centro Studi Siloniani, una sala conferenze e la ricostruzione dello studio dello scrittore, dono della moglie Darina unitamente ad un’ampia raccolta di materiale inerente la vita di Silone. Nel 2011 sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, il Centro Studi promuove la mostra documentaria itinerante, dedicata allo scrittore di Fontamara e denominata “L’Arte è un fiore selvaggio, ama la libertà”. La parte più suggestiva di Pescina è costituita dalle numerose chiese che ne hanno caratterizzato la storia arricchendola di cultura e spiritualità. La Chiesa di Sant’ Antonio esisteva già nel 1200, come Santa Maria dell'Annunziata. San Francesco d'Assisi nel 1225 soggiornò nella località per circa quattro mesi e fece costruire il convento accanto alla chiesa, che fu ampliata ed in seguito dedicata al Santo. Successivamente fu dedicata a S. Antonio da Padova. Il prospetto in pietra calcare lavorata fu realizzato verso la fine del 1300, la parte superiore vi fu aggiunta successivamente. Nel 1393 il Conte di Celano e Barone di Pescina, Ruggiero, diede un notevole contributo per l'amplia¬mento della chiesa e del confinante convento dei Minori Conventuali. Nel 1393, sul portale in stile romano - gotico, il conte Ruggiero vi fece apporre scolpito in pietra lo stemma dei conti di Celano. La parte superiore della facciata è di stile rinascimentale ed i lavori furono eseguiti negli anni 1640–48 sotto la direzione dell'architetto Giovanni Artusi Canale, detto il Piscina (n. l609 - m.1676) che lavorò anche al colonnato di San Pietro come discepolo del Bernini; vi lavorarono succes-sivamente anche altri artisti. Negli anni 1863 - 72, il convento fu soppresso. La Chiesa è tuttora frequentata per il culto e amministrata e curata dalla confraternita di S. Antonio da Padova. Altro luogo di culto di cui Pescina va fiera è il Duomo di Santa Maria delle Grazie, unica chiesa nella Marsica ad avere il titolo di Concattedrale dei Marsi. I lavori di costru¬zione iniziarono verso la fine del 1500 ed andarono avanti fino al 1800. Fu consacrata nel 1606 ma nel 1580 era già stata adibita ufficialmente a sede della Diocesi dei Marsi, con bolla papale di Papa Gregorio XIII. Nel 1631 le ossa di S. Berardo trovarono destinazione nella cappella della navata laterale sinistra della nuova cattedrale. Con il sisma del 1915, quest’ultima fu in gran parte danneggiata e solo nel 1930 sottoposta a restauro ma ormai con il Vescovo Pio Bagnoli la sede episcopale e il seminario erano stati trasferiti ad Avezzano. Durante la seconda guerra mondiale, la cattedrale fu colpita dal bombardamenti e successivamente restaurata. Dal 1954 ospita nuovamente le spoglie di San Berardo in una decoratissima cappella. Sono visibili nella parte alta della Città i resti della Chiesa San Berardo, il cui campanile è il pastore della Fontamara descritta da Silone nell’omonimo romanzo; questa fu prima ex  Santa Maria del Popolo o della Porta e la prima notizia certa della sua esistenza viene dalla bolla del Papa di Papa Lucio III° del 1181. Cominciò ad essere chiamata come oggi dal 1361, quando l'allora Vescovo dei Marsi, Monsignor Tommaso Pucci da Pescina, vi trasferì le spoglie del Santo dalla distrutta chiesa di Santa Sabina in Marruvium. Successivamente Mons. De Vecchis, nell'anno 1719, fece ristrutturare la vecchia chiesa, prosegui l'opera Mons. Barone che vi aggiunse la torre campanaria, l'altare nuovo dove fece sistemare le reliquie di S. Berardo. Nel 1739 Mons. Bolognese abbellì ulteriormente la chiesa che fu consacrata con pompa di feste da Mons. Bizi il 12 Maggio 1743. Subì danni dal terremoto del 1915, fu ristrutturata in parte e vi si ufficiò fino al 1954, quando l'allora parroco Don Nazzareno Baroni per ordine del genio civile d’Avezzano e d'intesa con la Soprintendenza delle Belle Arti d'Abruzzo, la demolì completamente; restò parte del recinto perimetrale e parte della torre campanaria. Nel 1978, esaudendo le aspettative testamentarie di Ignazio Silone, che voleva essere seppellito sotto la torre di S. Berardo “con una croce appoggiata al muro e la vista del Fucino in lontananza”, l'allora Amministrazione comunale predispose la tomba dello scrittore. In anni più recenti sono state rimosse le macerie di crollo dall'interno della Chiesa e oggi, restano visibili ed in buono stato di conservazione alcune parti basamentali in pietra e alcuni elementi decorativi.
Di costruzione più recente sono la Chiesa di San Giuseppe situata in località "Pescina nuova” all’interno della quale riposano le spoglie della Serva di Dio Santina Campana; la Chiesa della Madonna del Carmine, a navata unica posta nella parte alta della Città di Pescina sotto i resti della Torre Piccolomini. La Chiesa di Santa Maria del Carmine, sita sulla strada centrale di Venere - via Monte Carmelo, è stata ristrutturata negli anni novanta in seguito ad un incendio; è una struttura a tre navate che ha al suo interno l’antico altare della Chiesa preesistente unitamente ad ornamenti e fregi di epoca recente. Cosa visitare a Pescina. Più suggestivo il Santuario della Madonna del Consiglio, meta di numerosi pellegrinaggi, che si erge sulla montagna di Venere, a pochi passi dalla torre medievale offrendo un suggestivo panorama sulla Piana del Fucino. Il Santuario sorge nel luogo ove i Marsi edificarono il tempo alla Venere Mirtea. Architettonico: Il centro storico di Pescina è tipicamente medievale, disseminato di chiese, edifici civili e monumenti di grande pregio. Simboli più rappresentativi di Pescina e Venere sono senza dubbio le antiche torri medievali. Sul centro abitato di Pescina, al di sotto delle mura pelasgiche, dominano i resti del castello, con l’imponente torre ancora ben conservata e ben visibile dall’autostrada A25 Roma-Pescara. Si tratta dei resti del castello appartenente ad Ugone del Balzo col nome di “Rocca Vecchia”, detto poi "Piccolomini" dalla famiglia che a lungo governò queste terre. Un’altra torre d’avvistamento, ergendosi nella frazione Venere, ne sovrasta il centro abitato. La torre risale al XIII secolo, quando era parte di un sistema di torri di controllo sparse lungo le sponde del lago Fucino. Importanti edifici civili nel cuore del Centro Storico di Pescina sono Palazzo Palladini, oggi di proprietà comunale ed utilizzato spesso come spazio espositivo, Palazzo Guglielmi, Palazzo Biondi, Palazzo Di Muzio, Palazzo Malvezzi (il cd. Palazzone). Numerose le antiche abitazioni che riportano stemmi di antiche casate locali anche nell’attuale centro Città. Tra le altre opere si ricordano i monumenti ai caduti di Pescina e Venere, la Statua dell’Alpino ai piedi della Torre Piccolomini, opera dello scultore Vittorio Pollio e numerose antiche fontane. Come arrivare a Pescina. In automobile: l’uscita autostradale di Pescina è sull’autostrada A25 Roma Pescara, in posizione baricentrica tra la Capitale e la costa abruzzese, a circa un’ora di auto da entrambi questi centri d’interesse. Per ulteriori info, visita il sito di Strada dei Parchi: http://www.stradadeiparchi.it. In treno: Pescina è dotata di una Stazione ferroviaria che ha collegamenti con altre stazioni di centri limitrofe (Cocullo, Sulmona, Avezzano, Celano).  La Stazione di Avezzano è raggiungibile in 15 minuti da Pescina ed ha collegamenti diretti con Roma e Pescara ed altre città abruzzesi e laziali. Per ulteriori info, visita il sito di Trenitalia: http://www.trenitalia.com. In autobus: le corse regionali ARPA collegano Pescina a tutti i paesi della Marsica, e passando per Avezzano, alle maggiori città d’Abruzzo nonché a Roma.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu