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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Paglieta (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI PAGLIETA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di PAGLIETA (Ch) (m. 235 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Paglieta: 42°10′N 14°30′E
     
  CAP: 66020 -  0872 -  0872.809861 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI PAGLIETA 0872.80821   0872.80531       0872.80821  -  81002240695
Come raggiungere Paglieta Satzione: Fossacesia - Torino di Sangro a 13 Km.   Aeroporto d'Abruzzo a 51 Km.  Uscita: Val di Sangro
 
HOTELS ED ALBERGHI PAGLIETA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Paglieta (Ch) Architetture civili. Castello: Fu possesso dell'Abbazia di San Giovanni in Venere. Torre della Porta di Paglieta: È una torre campanaria e dell'orologio sita a Piazza Roma. Torrione medievale di forma circolare: È sita in via delle Torri. Faceva parte anticamente parte della cinta muraria, attualmente è adibita ad abitazione. Risale al XIV secolo quando fu costruita la cerchia muraria. Nel Settecento quando fu sopraelevata e quando fu inglobata alle altre abitazioni che man mano presero il posto delle vecchie mura. Attualmente il palazzo è molto degradato e fatiscente. La parte bassa è in mattoni, la parte alta, invece, è intonacata ed ha delle finestre e lesene. Palazzetto: Con impianto a blocco a tre piani, si trova in Corso Vittorio Emanuele. Trattasi di un piccolo palazzo i cui locali sono adibiti ad abitazioni private. La costruzione viene fatta risalire al XIX secolo ma verosimilmente è stato rimaneggiato per le esigenze dei vari inquilini che si sono succeduti. Il palazzo è in muratura e i 3 piani sono scanditi da cornici marcapiano. Il piano terra è a stile bugnato. L'ingresso è sormontato da un arco a tutto sesto con due lesene che sorreggono il balcone del piano nobile. Due finestre al piano terra sono in mattoni rossi e gialli con cornice. I piani superiori hanno una finestra grande centrale con le due laterali più piccole. Palazzo Mariani: Con impianto a blocco rettangolare a tre piani, si trova tra via San Canziano e Piazza Martiri Lancianesi. Alcuni vani dell'edificio sono disabitati come dimostrano alcune finestre all'ultimo piano senza infissi e murate. La costruzione viene fatta risalire tra l'Ottocento ed il Novecento. Il piano terra è in stile bugnato come le cinque paraste. Il portale è sormontato da un arco a tutto sesto. Le finestre sono in asse con le soprastanti. Particolare è una struttura a C ne retro che racchiude una rampa di scale cilindrica e finestre sormontate da un arco a tutto sesto e parzialmente murate.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE PAGLIETA (CH)
Cultura a Paglieta. Eventi: Prima domenica dopo Pasqua: San Vincenzo e Sant'Egidio (La festa è stata spostata al 25 aprile per ordine dell'allora Arcivescovo Metropolita Edoardo Menichelli della diocesi Chieti-Vasto, in quanto sono sconsigliati i festeggiamenti dei Santi nella domenica in Albis); 30-31 maggio: SS. Canzio, Canziano e Canzianilla; Dal 16 al 26 luglio: Rassegna teatrali "Paese Mediterraneo" (nel 2014 ventunesima edizione). 13-14 luglio: San Giusto; 15 agosto: San Rocco.
CAMPEGGI PAGLIETA (CH)
Persone legate a Paglieta: Enrico Giuseppe Graziani, politico, senatore della Repubblica per due legislature. Gaetano Corrado, scienziato, medico chirurgo, professore di anatomia patologica. Roberto Di Matteo, ex calciatore della Lazio, del Chelsea, della nazionale italiana e ex allenatore del Chelsea, nato in Svizzera da genitori di Paglieta. Paolo Gambescia, giornalista, politico ed ex direttore de Il Mattino, L'Unità e Il Messaggero. Camillo Pace, pastore italiano di fede protestante.
VILLAGGI TURISTICI PAGLIETA (CH)
Economia a Paglieta: Zona industriale Val di Sangro, questa zona industriale si trova, sulla carta, per il 40 % della sua estensione nel territorio comunale di Paglieta per scelte politiche e di sviluppo economico attuate dal governo nazionale e regionale negli anni settanta e ottanta del secolo scorso. Pesca (sul Sangro); Gastronomia a Paglieta: Pendolarismo con Lanciano e con il capoluogo; Turismo a Paglieta; Allevamento (la zona fu passaggio di tratturi come attestano segni di passaggio di tratturi in località Cansano-Colle Limite) e agricoltura.
AFFITTACAMERE PAGLIETA (CH)
La chiesa di San Canziano si trova a Paglieta.  Venne edificata probabilmente intorno all'anno 1000 essendo infatti già nota nei documenti del 1176. Nel Settecento venne aggiunto il portico anteriore. Alla fine del XVIII secolo la chiesa risulta tra i possedimenti della Badia di San Giovanni in Venere. Dal 1824 al 1885 le venne affiancato un cimitero. Durante la seconda guerra mondiale venne utilizzata come stalla e deposito di materiale bellico ma alla fine della guerra fu oggetto di un grosso intervento di trasformazione e restauro quale il consolidamento delle fondazioni, la demolizione degli archi e delle volte interne, l'abbassamento del muro perimetrale, l'abbattimento delle capriate in legno, il rifacimento del solaio in cemento armato, degli intonaci e del pavimento. La chiesa è separata dalla strada da una scala in pietra. Presenta una facciata a capanna con un portico inquadrato da tre archi a tutto sesto; quello centrale è il più alto ed ampio dei tre. Vi si trovano nella parte superiore tre piccole finestre a tutto sesto in corrispondenza dei tre archi sottostanti. È intonacata di rosa ma l'interno del portico presenta un intonaco bianco. All'interno, ad aula unica, priva di particolari decorazioni dai restauri del Novecento, si trovano tre belle statue dei santi Canzio, Canziano e Canzianilla.
BED & BREAKFAST PAGLIETA (CH)
BED & BREAKFAST VILLA ALESSIA
Contrada Colle Martino n° 14 - 66020 Paglieta (Ch)
Tel.: 0872 808220
CASE PER VACANZA PAGLIETA (CH)
CHIESA DI SAN CANZIANO Comune e provincia: Paglieta (Ch) Tipologia: impianto ad unica navata Ubicazione: via S. Canziano Utilizzazione: durante la seconda guerra mondiale la chiesa è stata adibita a stalla e deposito di materiale bellico; oggi è regolarmente officiata Epoca di costruzione ed eventuali aggiunte/modifiche: la chiesa ha probabili origini medievali. Il portico anteriore risale ad un’aggiunta settecentesca. Alla fine del XVIII secolo risulta tra i possedimenti della Badia di S. Giovanni in Venere. Dopo la seconda guerra la fabbrica è oggetto di un grosso intervento di trasformazione e restauro realizzato mediante consolidamento delle fondazioni, demolizione degli archi e delle volte interne, abbassamento del muro perimetrale, abbattimento delle capriate in legno e rifacimento del solaio in cemento armato, degli intonaci e del pavimento Stato di conservazione: le condizioni della fabbrica sono buone tanto in ordine alle strutture che ai paramenti Descrizione dell’edificio con riferimento a forme, materiali e tecniche costruttive: la chiesa è rialzata rispetto al livello della strada e raggiungibile mediante una scala d’accesso in pietra. La facciata è a capanna con portico inquadrato da tre archi a tutto sesto di cui quello centrale è più ampio e più alto. Nella parte superiore si aprono tre finestre a tutto sesto in asse con i tre archi sottostanti. Il corpo del portico è intonacato di rosa, rispetto al resto della costruzione che invece è intonacato di bianco. L’interno non presenta alcun carattere di rilievo, riguardo all’apparato costruttivo e decorativo, senz’altro sconvolto dallo smantellamento sistematico realizzato nei restauri novecenteschi.
APPARTAMENTI PER VACANZA PAGLIETA (CH)
La chiesa di Maria Santissima Assunta o anche di Santa Maria Assunta in Cielo è la parrocchiale di Paglieta. La chiesa fu consacrata come cappella gentilizia nel XVII secolo. Nel 1801 iniziarono i lavori per l'ampliamento della chiesa, affinché divenisse una parrocchia, e si conclusero nel 1841, con un impianto tardobarocco. Durante la seconda guerra mondiale subì i danni ad un lato che era provvisto di cappella, e dunque subì lavori nel 1956 che la portarono ad un restauro perpetuo. La facciata si presenta in mattoni scoperti dalla caduta della finitura superficiale di protezione consistente probabilmente in uno scialbo. La navata centrale (ne possiede tre la chiesa) emerge in facciata rispetto alle due laterali, con un corpo quadrangolare serrato agli angoli da robuste paraste e chiuso da una copertura a timpano che fa da contrappunto al profilo orizzontale delle ali, accentuato da un cornicione in mattoni sagomati. I diversi caratteri formale e costruttivi della parte superiore della facciata fanno pensare a tempi diversi nella costruzione della fabbrica. Il portale d'ingresso è sormontato da un timpano curvilineo, in mattoni, e affiancato da due finestre in asse con le navate laterali. L'unica parete laterale libera, quella di destra, presenta una coppia di pilastri addossati, aggiunti forse a rafforzare la fabbrica e a sostenere il peso dei contrafforti superiori della navata centrale. Sopra di essi corre una cornice in mattoni che realizza lo sporto di gronda dell'intero prospetto. All'interno la separazione tra le navate è realizzata mediante archi a tutto sesto impostati su pilastri. La navata centrale è coperta da una volta a botte, quelle laterali da una successione di volte a vela. La decorazione è realizzata con cornici a stucco variamente colorate.
CASE PER LE FERIE PAGLIETA (CH)
La torre della Porta o campanile a Paglieta: Il campanile della chiesa faceva parte della rete di torri di controllo dell'antico borgo medievale di Paglieta. Nel Settecento, vista l'assenza di minacce, il borgo fu trasformato, e la torre che volgeva verso la piazza principale subì lavori di consolidamento e trasformazione. L'impianto è quadrangolare, scandito in tre livelli da cornici. Il livello base è caratterizzato da un arco a tutto sesto per il passaggio pedonale e delle vetture. Il secondo livello centrale ha una decorazione nel lato che volge verso la piazza composta di beccatelli in onore delle famiglie gentilizie di Paglieta. Il terzo livello contiene la cella campanaria (tre campane in tutto), con quattro orologi sopra gli archi per ciascun lato; la sommità è decorata da una lanterna con due campanelle per segnare le ore.
COUNTRY HOUSE PAGLIETA (CH)
Vincenzo de' Paoli, nome originale Vincent de Paul (Pouy, 24 aprile 1581 – Parigi, 27 settembre 1660), è stato un presbitero francese, fondatore e ispiratore di numerose congregazioni religiose come la Congregazione della Missione i cui membri sono comunemente denominati “Lazzaristi”, le "Dame della carità” e, poco più tardi, anche le Figlie della carità, di estrazione sociale più bassa rispetto alle Dame. È stato proclamato santo il 16 giugno 1737 da papa Clemente XII. È considerato il più importante riformatore della carità della Chiesa cattolica. Papa Benedetto XIII lo ha proclamato beato il 13 agosto 1729; fu poi canonizzato da Clemente XII il 16 giugno 1737. Attualmente il suo corpo è esposto nella Cappella dei lazzaristi, 95, rue de Sèvres a Parigi. Fino al 1969, la memoria liturgica di san Vincenzo de' Paoli era celebrata il 19 luglio, ma papa Paolo VI ne ha spostato la festa al 27 settembre. La forma straordinaria del rito romano lo ricorda nel mese di luglio. Non vi sono molti ritratti di san Vincenzo. Uno dei più famosi, che si trova nella Casa Provinciale dei Padri della Missione a Torino, riporta una scritta sul retro: « questo ritratto di san Vincenzo era giudicato dei migliori in Francia e fu ricuperato dalle mani di un brigante che lo portava via dalla casa di San Lazzaro dal signor Siccardi della Missione, nell'anno 1797 nel mese di agosto. Egli lo ha portato seco nell'anno istesso ritornando in Piemonte» Il ritratto riflette la mansuetudine, l'abnegazione riflessa nelle rughe del volto, la veracità dello sguardo, l'ottimismo prudente nel sorriso appena accennato. In altri casi è raffigurato con un bambino in braccio o nell'atto di pregare. «Non è difficile pensare che si sia voluto trasmettere un'immagine capace di veicolare un messaggio.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' PAGLIETA (CH)
Sant' Egidio, in latino: Ægidius, in francese: Gilles, in Inglese: Giles in spagnolo: Gil (640? – 720?), è stato un eremita (e probabilmente abate) di un monastero nel sud della Francia; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. È una figura di santo divenuta molto popolare nel Medioevo in seguito a numerose leggende, ma del quale non si hanno notizie sicure. I dati storici sulla sua vita sono molto incerti. Secondo alcuni nacque ad Atene all'inizio del secolo VII e in seguito si recò in Provenza dove fondò un monastero nei pressi di Arles in cui fu nominato abate. Qui Egidio morì, probabilmente nel 725, e il monastero venne chiamato con il suo nome: "Abbazia di Saint-Gilles". La leggenda di Sant'Egidio: La più antica recensione della sua vita, databile al X secolo e riportata anche dalla Legenda Aurea, narra che Egidio, venuto in Gallia da Atene, dopo una breve sosta in Provenza si era ritirato a vivere in vita eremitica in un luogo deserto della Settimania, in compagnia soltanto di una cerva che gli offriva il suo latte. Durante una battuta di caccia l'animale si salvò perché Egidio fu colpito al suo posto da una freccia scagliata dal re dei Goti, rimanendo ferito ad una gamba[2]. Il sovrano donò allora all'eremita delle terre sulle quali egli costruì un monastero di cui divenne abate. Diffusasi ormai la sua fama di santità, Egidio fu invitato da Carlo Martello, che lo supplicò di pregare per ottenergli il perdono di una colpa che non osava confessare a nessuno. La domenica successiva, mentre celebrava la messa, apparve ad Egidio un angelo che depose sull'altare un biglietto sul quale era scritto il peccato segreto del sovrano, che così poté essere perdonato. In seguito Egidio si sarebbe recato a Roma per porre il suo monastero sotto la protezione papale, ottenendo dal pontefice privilegi che sottraevano il cenobio ad ogni altra ingerenza. Morì poco dopo il ritorno da Roma, nella notte del 1º settembre, giorno a lui dedicato. Sul luogo della sua cripta, sul finire del IX secolo, venne costruita una basilica nella quale, in una tomba di età merovingia, si sarebbe conservato il suo corpo. La località, posta nella regione di Nîmes, prese da allora il nome di Saint Gilles du Gard. L'abbazia di sant'Egidio divenne luogo di numerosi pellegrinaggi soprattutto nel X secolo. Coloni francesi, valloni e sassoni diffusero nel Medioevo il culto di sant'Egidio anche nelle terre orientali d'Europa, in particolare in Slovacchia, Ungheria e Transilvania. È venerato come patrono dei lebbrosi, degli storpi e dei tessitori, nonché dei paesi di Cavezzo, Cellere, Tolfa, Linguaglossa, Sant'Egidio del Monte Albino, Sant'Egidio alla Vibrata, Laturo (frazione di Valle Castellana, Latronico, Sommati (frazione di Amatrice), Orte, Vaiano (frazione di Castiglione del Lago), Staffolo, Caprarola, Rocca di Cave e Scanno, Sant'Egidio (frazione di Ferrara), San Gillio (TO) Cavezzo (Mo) Ospitaletto di Marano sul Panaro (Mo) . A Firenze nel 1284 fu fondata una compagnia laica sotto la sua protezione, di cui ci sono rimasti gli "Statuti" e un prezioso laudario (conservato alla Biblioteca Nazionale di Firenze, B.R. 19, già Magliabechiano II.I.212; edito col titolo: Il Laudario della Compagnia di san Gilio, Firenze 1990). Viene festeggiato il 1º settembre.
RIFUGI E BIVACCHI A PAGLIETA (CH)
I santi Canzio, Canziano e Canzianilla sono ritenuti dalla tradizione tre fratelli cristiani, che furono martirizzati nei pressi di Aquileia sotto l'impero di Diocleziano: sono venerati dalla Chiesa cattolica romana. Imparentati con la nobile e potente famiglia degli Anici, i tre fratelli furono educati alla fede cristiana dal loro pedagogo Proto. Morto l'imperatore Carino, che forse era loro parente, ed intensificata la persecuzione contro i cristiani, i tre fratelli decisero di lasciare Roma e di rifugiarsi presso Aquileia, dove probabilmente la famiglia possedeva dei terreni e dove era vescovo Crisogono, loro amico. Prima di lasciare Roma liberarono tutti i loro schiavi dopo averli battezzati, vendettero tutto ciò che possedevano e distribuirono il ricavato ai poveri. Giunti ad Aquileia, furono informati del martirio di Crisogono, avvenuto presso Aquae Gradatae, località a circa dodici miglia da Aquileia (identificata con l'attuale San Canzian d'Isonzo). Durante la notte apparve loro Cristo, che li esortava a recarsi sul luogo del martirio; il giorno successivo i tre fratelli e il loro pedagogo Proto si misero in viaggio su un carro trainato da mule. Arrivati alle Aquae Gradatae s'inginocchiarono e pregarono sulla tomba di Crisogono, ma furono arrestati dalle guardie dei magistrati aquileiesi Dulcidio e Sisinnio. Invitati ad abiurare la loro fede cristiana, Canzio, Canziano e Canzianilla con Proto rifiutarono e furono immediatamente decapitati. Il monaco Zoilo, lo stesso che in precedenza aveva recuperato e sepolto il corpo di Crisogono, diede loro una sepoltura comune in una fossa rivestita di lastre marmoree. Anche il corpo di Proto fu sepolto nelle vicinanze. La ricorrenza della loro memoria è il 31 maggio, data della loro passione secondo la tradizione.
Roberto Di Matteo (Sciaffusa, 29 maggio 1970) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore o centrocampista. In carriera ha ricoperto dapprima il ruolo di difensore e in seguito quello di centrocampista[1] nei campionati di Svizzera, Italia e Inghilterra. Nel paese elvetico ha vestito le maglie di Sciaffusa, Zurigo e Aarau, con quest'ultima ha vinto un campionato nel 1993. Trasferitosi alla Lazio, si è affermato come uno dei migliori centrocampisti italiani e, convocato da Arrigo Sacchi, ha conquistato la maglia della Nazionale. Dopo aver militato tre anni nel campionato italiano, nel 1996 si è trasferito a Londra, al Chelsea. Con i Blues ha vinto una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea, due FA Cup, una Supercoppa e una Coppa di Lega inglese. Con l'Italia ha disputato 34 partite segnando due gol, giocando l'Europeo 1996 in Inghilterra ed il Mondiale 1998 in Francia. All'età di 31 anni si è dovuto prematuramente ritirare dal calcio giocato a causa di un grave infortunio. Nel 2008, dopo aver studiato management ed essersi laureato in Finanza presso la European School of Economics[3], ha intrapreso la carriera da allenatore. Ha esordito sulla panchina del Milton Keynes Dons, conducendolo ai play-off di Football League One (terza divisione inglese), poi dal 2009 al 2011 ha allenato il West Bromwich Albion. Il 4 marzo 2012 è diventato allenatore ad interim del Chelsea, sostituendo l'esonerato André Villas-Boas. Con i Blues ha vinto la FA Cup, sconfiggendo 2-1 il Liverpool a Wembley, e la Champions League (la prima nella storia del club di Londra), battendo in finale i tedeschi del Bayern Monaco ai calci di rigore. Il 7 ottobre 2014 ha assunto la guida tecnica dello Schalke 04, da cui si è poi dimesso il 26 maggio 2015.
Enrico Giuseppe Graziani (Paglieta, 14 maggio 1937) è un politico italiano, senatore della Repubblica Italiana per due legislature, negli anni settanta, consigliere provinciale e sindaco di Paglieta in parte degli anni '70 e ottanta. Il senatore è conosciuto per essere uno dei portavoce della cittadinanza abruzzese contro l'insediamento della Sangrochimica, l'apertura del centro oli a San Vito Chietino e della raffineria di metano nei pressi della diga del lago di Bomba. Grande Amante della Pittura ha creato e continua a creare opere ispirandosi a ritratti di familiari, personaggi e paesaggi del suo territorio. Pubblicazioni: Cittadini, compagni, cortesi avversari (Editrice Rocco Carabba 1991); La Sangro Chimica, una vittoria per il futuro ( IRES Abruzzo 2009); Criminalità e crisi della giustizia; Comunicazione sul Sangro e sul Trigno (studio sull'ambiente); L'inquinamento in agricoltura; Prima che scenda la notte (Robin Edizioni – 2013).
Paolo Gambescia (Paglieta, 13 agosto 1945) è un giornalista e politico italiano. Dopo la maturità classica, conseguita presso il liceo-ginnasio statale di Lanciano, si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università La Sapienza di Roma. Nel 1965, ancora studente, ha iniziato a collaborare col quotidiano l'Unità, dove è rimasto fino al 1979 (dal '70 come giornalista professionista). Durante i primi anni della sua carriera, quando allora si entrava nel mondo giornalistico facendo il "trombettiere", era soprannominato (ed è tuttora nominato così dai giornalisti e fotografi più anziani) "Il sindaco di Piazza Navona". È stato, con Maurizio Costanzo, cofondatore nel 1979 del quotidiano L'Occhio, edito da Rizzoli: è stato il principale tentativo in Italia di realizzare un quotidiano di tipo popolare a larga diffusione, sul modello dei tabloid inglesi, ma l'esperimento non incontra gran fortuna e fallisce presto. L'anno successivo, arriva per la prima volta, come inviato, a Il Messaggero di Roma, dove si occupa di cronaca giudiziaria, mafia e terrorismo; diventa presto capo-redattore e infine vicedirettore. Tra l'agosto del 1998 e il settembre dell'anno successivo assume la direzione de l'Unità; lascia l'incarico per quello di direttore de il Mattino, il quotidiano di Napoli, dove resta fino al 2002. Nell'ottobre del 2002 torna a Il Messaggero, che dirigerà fino al 2006. Dal 2003 è anche professore di Giornalismo presso l'Università La Sapienza di Roma e di Comunicazione politica presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Teramo. Al termine delle elezioni politiche del 2006 conquista un seggio alla Camera, dove si era candidato per la lista dell'Ulivo. Non si è ricandidato nel 2008. Camillo Pace (Paglieta, 13 maggio 1862 – Pescara, 1948) è stato un pastore italiano di fede protestante. Nato a Paglieta in Abruzzo, giovanissimo a 17 anni si arruola nella Guardia di Finanza. Finito il periodo di ferma obbligatoria inizia a dedicarsi al commercio. L'incontro con il protestantesimo e con la Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli, avviene a Pescara dove Pace inizia gli studi di teologia che poi approfondirà in Inghilterra a Londra e a Plymouth. Dal 1889 inizia un'intensa attività di evangelizzazione in Abruzzo tra Paglieta, Gissi, Lanciano e Pescara. Qualche anno dopo, nel 1925, si trasferisce con la moglie Lucia Pace a Firenze e entra a far parte del gruppo dirigente dell'Istituto Comandi[3], un centro di accoglienza fondato nel 1876 da Giuseppe Comandi, per l'asilo, l'ospitalità e l'istruzione dei ragazzi orfani e senza famiglia. Nel 1928 esce, a sua firma, un trattato religioso intitolato Sant'Agostino, Vescovo d'Ippona e Dottore della Chiesa. Dotato di forte personalità e di un eloquio autorevole[3], dal 1930, alternandosi a Gino Veronesi, Pace assume la direzione del periodico settimanale "Ebenezer", una piccola testata stampata nelle sale dell'Istituto Comandi che, seppur nata nello stretto ambito della Chiesa dei Fratelli, propone scritti aperti alle istanze più moderne, mostrando interesse alla questione del protestantesimo antinazista in Germania. ll fatto di essere stato in gioventù, prima della sua conversione, iscritto alla massoneria [7], e per l'essere stato, nei suoi sermoni, dichiaratamente contro la guerra, accusato di antifascismo dal regime fascista, dal 1939 verrà perseguitato tanto da subire, nel 1942, la misura del confino in Calabria. Accettò pacificamente il tutto, secondo la volontà del Signore. Alla fine della guerra farà rientro a Pescara. Camillo Pace ebbe cinque figli tra i quali si ricordano Aurelio Pace esponente del Partito d'Azione, storico dell'Unesco e padre dell'artista Joseph Pace, fondatore a Parigi del "Filtranisme", e Mario Vonwiller, della Chiesa Cristiana Evangelica dei Fratelli in Svizzera. Muore nel 1948 a Pescara a casa del figlio Aurelio e della nuora Franchina Cardile.
Gaetano Corrado (Parete, 1869 – Aversa, 1960) è stato uno scrittore italiano. Fu molto legato al luogo natio e non perse mai occasione per inneggiare con i suoi scritti alle sue terre. Tra le sue opere ricordiamo "Parete - Ricerche storiche e cenni descrittivi" in cui con estrema limpidezza e proprietà di linguaggio descrive la storia della città che gli ha dato i natali. Le sue ricerche hanno assunto valore storico essendo andato distrutto, anche se solo in parte, durante la seconda guerra mondiale, l'archivio del Museo Nazionale. Pubblicò anche cinque volumetti di poesie e quattro opuscoli di storia aversana oltre ad un opuscolo sulle vie romane della Campania. Tradusse in italiano il Pentamerone di Giovan Battista Basile. Fu per lungo tempo consigliere comunale, quindi commissario prefettizio ed infine podestà del comune di Parete. Fu ispettore ai monumenti ed alle belle arti. Ottenne un posto di rispetto nell'enciclopedia napoletana alla voce "Uomini Illustri".
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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