Ospitalità nel chietino – Dove dormire ad Orsogna (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire ad Orsogna (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI ORSOGNA (CH)
 
Ospitalità nel Paese di ORSOGNA (Ch) (m. 430 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Orsogna: 42°13′N 14°17′E
     
  CAP: 66036 -  0871 -  0871.86246 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI ORSOGNA 0871.869765   0871.86134       0871.930349 - 00254520695 
Come raggiungere Orsogna:  Satzione: San Vito - Lanciano a 15 Km.   Aeroporto d'Abruzzo a 37 Km.  Uscita: Ortona
 
HOTELS ED ALBERGHI ORSOGNA (CH)
*** HOTELHOTEL ALTAMIRA
Via Ortonese, 18 - 66036 Orsogna (Ch)
tel. 0871 86521 - fax 0871 86645
 Servizi offerti dalla struttura



RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE ORSOGNA (CH)
Il Medioevo ad Orsogna. Anticamente il paese abruzzese era popolato prevalentemente da contadini, ma vi erano anche dei vasari, dato che il terreno circostante all'abitato è argilloso. Questi artigiani lavoravano in grotte sotto la rupe rivestita di calanchi del paese, in posizione favorevole protetta dal freddo invernale. Oggi le grotte degli artigiani sono quasi del tutto abbandonate dal periodo delle 2 guerre mondiali, ma in molte grotte sono rimasti resti di lavorazione di terracotta. I terremoti dell'Ottocento ad Orsogna. Nel 1881 terremoti di notevole intensità colpirono Orsogna. Una forte scossa si verificò alle ore otto del 10 settembre colpendo anche Lanciano, Castel Frentano, Guardiagrele, Ortona, San Vito, Francavilla e luoghi limitrofi. Esplicativa la cronaca scritta di Beniamino Costantini, allora studente, presente a Orsogna durante il sisma. Numerose furono le scosse successive: tra il 10 e l'11 settembre 1881, il 22 e 13 novembre e l'11 febbraio 1882. Orsogna subirà ingenti danni, con numerosi morti e feriti.
CAMPEGGI ORSOGNA (CH)
Orsogna e la seconda guerra mondiale. Orsogna si riebbe nel Novecento dopo i terremoti ma nel 1943 cadde nelle mani naziste dopo l'armistizio di Badoglio. Il paese era vicino ad Ortona, capo a mare della linea Gustav, che terminava a Cassino, ed era avamposto strategico per il ritiro nella Val di Sangro, presso le montagne. Dopo che le truppe alleate, con la 2ª Divisione neozelandese, giunsero nel dicembre del '43 presso il fiume Moro, iniziarono le ostilità e la popolazione fu costretta a rifugiarsi sotto i bastioni medievali o nelle campagne. Per la conquista dell'abitato furono combattute quattro battaglie tra neozelandesi e tedeschi tra il 3 e il 24 dicembre 1943. Tra le truppe tedesche si distinsero i paracadutisti della 1ª Divisione paracadutisti, in particolare il III Battaglione del 4º Reggimento. Gli scontri avvenuti ad Orsogna e nelle sue contrade lungo la Linea Gustav costarono più di 1600 perdite ai neozelandesi e tra le 1800 e le 1950 ai tedeschi. A causa della pressoché totale distruzione dell'abitato, Orsogna viene in alcuni casi definita come la "Cassino dell'Adriatico". Gli alleati con la campagna militare del Moro, capitanati dal generale Montgomery, circa il 20 dicembre sfondarono le linee nemiche e si diressero verso Ortona attraverso le contrade di San Donato e Leonardo, giungendo infine in città. I combattimenti si protrassero fino al 27 con la distruzione della città e la conseguente liberazione. Winston Churchill ricordò la battaglia di Ortona come la Stalingrado d'Italia. Orsogna, bombardata dagli alleati fino al giugno del 1944, venne liberata soltanto l'8 giugno 1944 dal 184º Reggimento di Fanteria "Nembo" del Corpo italiano di liberazione. La chiesa di San Rocco venne completamente cancellata e così anche il massiccio castello baronale che occupava la piazza (oggi vi sorge l'ufficio postale e un palazzo). La chiesa parrocchiale perse il solaio e una cupola (ne aveva due), mentre la zona del corso principale veniva definitivamente spazzata via. I combattimenti durarono furiosamente nei rispettivi centri di Orsogna, Ortona, Tollo e Canosa Sannita fino a tarda notte del 28, successivamente si spostarono verso Giuliano Teatino, e restò leso anche il convento francescano. Ci furono centinaia di sfollati che si rifugiarono presso Chieti, nella cattedrale e a Lanciano o a Guardiagrele, che non avevano subìto ingenti danni. Al termine della seconda guerra mondiale Orsogna risultò il centro abruzzese più danneggiato dai bombardamenti dopo Ortona e Gessopalena. La ricostruzione tuttavia avvenne nella seconda metà del '44 e furono inizialmente ripristinate le due chiese principali, mediante il genio civile.
VILLAGGI TURISTICI ORSOGNA (CH)
Orsogna, dal dopoguerra a oggi. La ricostruzione del dopoguerra, finanziata dagli Americani, come la vicina Ortona, fu immediata e frettolosa, non contando lo stravolgimento del vecchio centro, quasi completamente distrutto. Fu ripristinata nel 1946 circa la chiesa di San Nicola, mentre quella di San Rocco fu costruita ex novo, con uno stile molto più mediocre di quello gotico-barocco. Negli anni '60, con la speculazione edilizia, il centro subì un altro scacco, con la demolizione delle parti restanti del castello Colonna, e di un palazzo liberty adiacente per la costruzione della filiale della Banca Popolare di Lanciano e Sulmona. La demolizione di edifici di primo '900 per la costruzione di altri palazzi in stile moderno fu condotta anche sul corso Orientale, e presso la pineta comunale. Anche la zona dell'ex mercato coperto fu stavolta architettonicamente, così come la Fonte sotto il paese, costruita in cemento armato. L'economia tuttavia si mantenne viva grazie alla produzione di olio e vino. Tuttavia un tasso di criminalità iniziò a svilupparsi negli anni '90 con l'arrivo di famiglia rumene e albanesi, suatematesi nelle zone vecchie semi-abbandonate del "Quartabbàlle" (quartiere della valle, presso la pineta sud), e la zona di corso Umberto I, vicino alla scuola elementare. Ciò comportò in parte l'emigrazione dal paese verso le città, e l'impoverimento culturale del centro. Negli anni 2000 fu restaurata la storica Torre di Bene (XVII secolo) presso il tratturo, trasformata in galleria d'arte. Nonostante un tentativo dell'attuale ministro Pina Politi, allora direttrice della scuola elementare orsognese circa l'attuazione di un programma culturale per la riscoperta del territorio e di attività formative dell'infanzia, nella seconda metà del primo decennio 2000 Orsogna ha proseguito nel suo cammino di decadimento culturale, con episodi contenuti di razzismo nei confronti degli immigrati, nonché episodi di sfruttamento nel lavoro da parte degli imprenditori privati. Nel 2015 a causa dell'eccessiva presenza di rom e rumeni è stata adibita un'ala del palazzetto dello sport a luogo di culto musulmano, uno dei pochi esempi in Abruzzo assieme al comune teramano di Martinsicuro. Sempre nel 2015, fino alla condanna nel 2016, il parroco locale don Mario Persoglio è stato implicato in una inchiesta, assieme all'Arcivescovo Monsignor Bruno Forte, del furto dell'oro di San Rocco, con la sostituzione delle collane in bigiotteria da pochi soldi. La vicenda è giunta fino al Vaticano, con conseguente soppressione dell'incarico sacerdotale del Persoglio e successiva chiamata di un nuovo parroco. Al centro di tale inchiesta v'era il restauro urgente della chiesa di San Nicola, che non subiva controlli dalla ricostruzione del dopoguerra.
AFFITTACAMERE ORSOGNA (CH)
AFFITTACAMERE LE MIGNOLE
Contrada Arenale, 8 - 66036 Orsogna (Ch)
tel. 0871 869190 / mobile 338 2571049 - fax 0871 869190
BED & BREAKFAST ORSOGNA (CH)
BED & BREAKFAST B&B ZASA
Piane Sant'angelo, 2 - Contrada Valli - 66036 Orsogna (Ch)
tel. 0871 869900
BED & BREAKFAST IL TRATTURELLO
Contrada San Berardino, 10 - 66036 Orsogna (Ch)
tel. 0871 869433 - mobile 328 4099949
BED & BREAKFAST MAFI
Via Ortonese, 97 - 66036 Orsogna (Ch)
tel. 0871 869750 - mobile 347 3360173
CASE PER VACANZA ORSOGNA (CH)
Cittadini illustri di Orsogna. Giuseppe Angeli, (Orsogna, 1931 - Roma, 2016), Deputato, eletto nella Circoscrizione Estero (America Meridionale); Francesco Bartoletti, (Orsogna, 1855 - 1933), maestro orafo; Raffaele Carullo de domo filiorum Ursi, (Orsogna, 1623 – Orsogna 1652), Duca, patriota; Berardino Visciarelli, (Orsogna, 1710 circa - Napoli, post 1750), scultore, fu modellatore delle porcellane di Capodimonte; Domenico Ceccarossi, (Orsogna, 1910 - Ciampino, 1997), cornista; Beniamino Costantini, (Orsogna 18 marzo 1871 - Roma 29 novembre 1919), storico; Camillo De Nardis, (Orsogna, 1857 – Napoli 1951), compositore e direttore d'orchestra; Gabriele Di Bene, (Orsogna, 1904 – Lanciano 1974), pittore; Raffaele Lanciano, (Orsogna, 1817 - Chieti, 1898), patriota e deputato; Pasquale Galliano Magno, (Orsogna 1896 - Pescara 1974) Avvocato.Difese la famiglia Matteotti nel processo di Chieti del 1926.Prefetto politico a Pescara, amministratore del patrimonio di Giacomo Acerbo; Raffaele Paolucci (Roma, 1/6/1892-Roma 4/9/1958) eroe della prima guerra mondiale illustre ed insigne chirurgo. Fu medico di Pio XII e medico della real casa Savoia. Attualmente le sue spoglie sono conservate presso il Parco della Rimembranza di Orsogna; Modesto Parlatore, (Orsogna 5 marzo 1849 - Roma 6 marzo 1912), scultore; Mario Pomilio, (Orsogna, 14 gennaio 1921 - Napoli, 3 aprile 1990), scrittore e giornalista; Achille Rosica (Orsogna 1808-Napoli 1865) Ministro della Real casa del Regno delle due Sicilie.
APPARTAMENTI PER VACANZA ORSOGNA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse ad Orsogna. Architetture religiose. La chiesa madre o chiesa di San Nicola: Benché di origini medievali, la chiesa attuale fu ricostruita totalmente alla fine del XVIII secolo per volere di Gioacchino Murat. La parrocchia ha un aspetto molto monumentale, con due cupole gemelle sul tetto, un interno barocco molto ampio, a navata unica, e un massiccio campanile all'abruzzese, ossia con una lanterna sulla sommità cuspidata della torre. La chiesa fu seriamente danneggiata nei bombardamenti del 1944 e ricostruita dal genio civile rispettando la struttura originaria. La chiesa è dotata anche della casa canonica e di un giardino con l'edificio per ospitare i pellegrini. La chiesa di San Rocco: La chiesa fu costruita nel XV secolo. Successivamente subì rimaneggiamenti barocchi, ma nel bombardamento del 1944 fu quasi del tutto distrutta. Restavano in piedi il campanile, due mura perimetrali e la facciata. Il portico laterale gotico era andato perduto per sempre. La chiesa dunque nella fine degli anni '40 fu ricostruita ex novo, usando uno stile severo e spoglio che riecheggia l'arte romanico-fascista. La struttura è rettangolare, in pietra bianca, con semplice facciata decorata da rosone e portale a mosaico, molto lontana per bellezza alla chiesa or. Il convento francescano: Risale al XIII secolo, e si trova in contrada Feuduccio. Benché danneggiato nella seconda guerra mondiale, è stato perfettamente restaurato secondo i canoni medievali. Il complesso conventuale ha una chiesa a navata unica, con volte a crociera, e l'edificio per ospitare i pellegrini, collegato alla chiesa mediante il chiostro ad archi. Dal convento si può anche percorrere la passeggiata verso la grotta della Madonna di Lourdes.
CASE PER LE FERIE ORSOGNA (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse ad Orsogna. Architetture civili: La statua di Raffaele Paolucci. È sita nella piazza principale. È stata realizzata da Nicola D'Antino. È stata inaugurata il 25 maggio 1967. Anni fa, la statua di Raffaele Paolucci è stata spostata in un altro punto della piazza, per volere delle cariche comunali, per la costruzione di un parcheggio. Aree naturali ad Orsogna. Viali alberati e parchi: la pineta, viale Raffaele Paolucci; il Parco della Rimembranza: anticamente contava un albero per ogni caduto in guerra ed era sito presso il tratturo che dà a nord-ovest al centro abitato e alle villette presso la pineta... Causa la non recinzione e la non sufficiente cura di questo parco e la noncuranza dei passaggi di greggi durante la transumanza rovinarono irreparabilmente il parco. Il parco venne trasferito nel 1926 perciò in un vecchio cimitero abbandonato nei pressi. Vennero ripiantati degli altri alberi che presero il posto delle precedenti piante e, forse, dei precedenti loculi e tombe del diroccato cimitero abbandonato. Il nuovo parco fu opera di Raffaele Paolucci tranne una croce, opera di Pietro Canonica. L'inaugurazione del nuovo parco venne fatta col patrocinio dell'allora principe Umberto di Savoia.
COUNTRY HOUSE ORSOGNA (CH)
La pittura ad Orsogna. Il quadro della "Figlia di Iorio". Il quadro fu dipinto da Francesco Paolo Michetti. Il quadro vinse il primo premio alla Biennale di Venezia del 1895. Secondo alcuni studiosi il quadro fu dipinto nello studio dell'artista a Francavilla e non ad Orsogna come sostengono molti altri. Per il personaggio di Mila di Codra, protagonista femminile dell'omonima opera di Gabriele D'Annunzio, posò, come modella, l'allora diciannovenne Giuditta Saraceni, mentre, per Aligi, il protagonista maschile della stessa opera dannunziana, posò un contadino, forse della zona. Architetture militari ad Orsogna. La Torre di Bene: Forse è stata ricostruita dal proprietario da cui prende il nome nel XIX secolo su ruderi preesistenti di una torre medievale danneggiata dalla guerra. Vi soggiornarono il pittore Michetti e lo scrittore D'Annunzio. È stata restaurata nel 1994. Attualmente è sede di diverse mostre. Il monumento ai caduti di Orsogna: Fu costruito nel 40º anniversario delle devastazioni della II guerra mondiale ad Orsogna. È in bronzo. Raffigura dei personaggi stilizzati ridotti in scheletro. Le braccia a forma di ali rappresentano la Divina Provvidenza che porta tali personaggi in Paradiso.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' ORSOGNA (CH)
Monumenti scomparsi ad Orsogna. Gran parte del di questi monumenti è andata distrutta con la seconda guerra mondiale. Castello medievale: Fu costruito nel XIII secolo da Federico II di Svevia, nel 1238, e passò alla famiglia Colonna nel 1294, successivamente agli Orsini e nuovamente ai Colonna nel 1512. Il castello si trovava in piazza Mazzini, ed era un imponente edificio rettangolare con due torri quadrate ai lati della facciata. Era diviso in due piani. Fu pesantemente bombardato nell'aprile 1944, e oggi vi sorge sopra un palazzo moderno anonimo degli anni '60. Chiesa di San Giovanni: Era la chiesa del quartiere omonimo, distrutta nel 1944. Fu costruita nel XVII secolo, con pianta rettangolare a navata unica. Aveva il campanile a vela sopra la facciata a capanna, e una piccola cupola sul transetto. Chiesa di Santa Maria del Rifugio o della Madonna Nera: Fu costruita nel XV secolo, come chiesa rurale, posta davanti la parrocchiale di San Nicola. Era un edificio molto semplice, realizzato in pietra sbozzata. Il campanile al centro della facciata superiore era a vela, con due finestre per le campane. Cappella del Monsignore: Si trova lungo la strada provinciale per il cimitero. Risalirebbe al XVIII secolo, e fu restaurata in forma neo gotica nell'800, come dimostrano decorazioni in foglie di pietra sul cornicione bianco. La chiesa era un tempio cattolico rurale, distrutto quasi del tutto durante la seconda guerra mondiale. Rimane in piedi la grande facciata, in mattoni cotti, con il portale a tutto sesto, e un arco simile nella parte centrale. Sul cornicione superiore vi sono decorazioni ottocentesche, come detto. Castello dei Septa: Si trova in contrada Feuduccio, ed è in rovina. Risale all'epoca romana e fu posseduto da Manfredi nel XIII secolo, e fu ceduto nel 1259 a Lanciano. È possibile leggere l'aspetto medievale da una torre resistente.
RIFUGI E BIVACCHI A ORSOGNA (CH)
Folclore, teatro e musica ad Orsogna. Festa dei Talami: Trattasi di una rappresentazione teatrale di carri allegorici raffiguranti scene tratte dalla Bibbia. Si svolge il lunedì di Pasqua ed il 15 di agosto di ogni anno. Altre feste e sagre ad Orsogna. Tra le altre feste vi sono: 1-2 agosto: Festa della Madonna degli Angeli; Estate: Estemporanea e Collettiva di pittura; 16-17 agosto: Festa di San Rocco; 6 dicembre :Festa di San Nicola di Bari; 7 dicembre: Fuochi serali per l'Immacolata concezione; Periodo di Natale: Mostra dei presepi. Ultima Domenica di Giugno: rievocazione storica della fiera di san Giovanni con rievocazione degli antichi mestieri e la fiera degli animali. Il coro folcloristico di Orsogna: Il coro folcloristico fu fondato nel 1921 venendo in seguito intitolato alla "Figlia di Jorio" in memoria di un quadro di Francesco Paolo Michetti, quadro che ritrae Giuditta Saraceni, una donna del luogo in costume locale con il panorama visto da Orsogna. Il coro, oltre i cori locali, è impegnato a diffondere le usanze, le tradizioni e le usanze locali... Il Teatro di Plinio, il teatro 80 ed il circolo artistico ad Orsogna: Il teatro di Plinio porta in scena le opere di Plinio Silveri, a questo teatro si ispira il teatro ottanta. Il circolo artistico locale ospita mostre di pittura, di presepi e di sculture...
La battaglia di Orsogna venne combattuta tra il 2 e il 24 dicembre 1943 durante la campagna d'Italia della seconda guerra mondiale, lungo la Linea Gustav adriatica. Introduzione: La battaglia di Orsogna si inserisce nel contesto delle operazioni militari condotte dall'Ottava Armata britannica - schierata sul versante adriatico - contro la 10ªArmata tedesca attestata in profondità lungo una serie di appostamenti difensivi appartenenti alla Linea Gustav. A seguito dell'offensiva scatenata dal generale britannico B. Montgomery a fine novembre 1943 sul fiume Sangro con il V Corpo d'Armata, le truppe alleate si spinsero verso nord con l'obiettivo di raggiungere Pescara e la statale che da Avezzano porta a Roma. In tale contesto la 2ª Divisione neozelandese guidata dal generale Freyberg, alla sinistra del V Corpo, riuscì il 27 novembre a inoltrarsi oltre il fiume Sangro fino a liberare il 1º dicembre l'abitato di Castelfrentano. La veloce avanzata, favorita da un imponente appoggio aereo, sembrò aver frantumato definitivamente le linee tedesche su cui era appostata la 65ª Divisione di fanteria tedesca. L'obiettivo dei neozelandesi era raggiungere Chieti in due giorni attraverso la statale che da Guardiagrele si collega a san Martino, proteggendo così il fianco sinistro del V Corpo che avanzava a nord più verso la costa adriatica. La prima battaglia ad Orsogna (2-3 dicembre): Per raggiungere Chieti i neozelandesi avrebbero dovuto innanzitutto mettere in sicurezza il proprio fianco destro occupando la statale ortonese e liberando il paese di Orsogna. Il paese, posizionato su un ripido crinale, rappresentava uno straordinario punto di osservazione verso la valle nonché un'ottima postazione difensiva per le truppe germaniche. I tedeschi, consci di tale punto di forza, sebbene scossi dalla rapida avanzata alleata, riuscirono ad attestarsi saldamente lungo la linea difensiva Melone-Orsogna-Ortona. Convinti, invece, che i tedeschi fossero ormai decisi a ritirarsi più a nord, i neozelandesi posticiparono l'attacco di ventiquattro ore, consentendo ai difensori di rafforzare le proprie difese all'interno e intorno al paese. Il piano d'attacco prevedeva l'impiego di sole due compagnie del 25º Battaglione di fanteria nella notte tra il 2 e il 3 dicembre. Il tentativo di conquistare il paese partendo da Colle Brecciarola, lungo la statale Orsogna-Lanciano, fallì bene presto grazie al contrattacco del 26º Reparto corazzato esploratori e del 26º Reggimento corazzato che riuscirono a mettere in trappola nella piazza principale la pressoché totalità degli effettivi neozelandesi. I diversi tentativi di raggiungere Guardiagrele aggirando Orsogna effettuati verso il bivio di Melone dal 22º Battaglione motorizzato, coadiuvato dal 18º Reggimento corazzato, furono bloccati dal II. Battaglione del 1º Reggimento paracadutisti tedesco. La seconda battaglia ad Orsogna (7 dicembre): Dopo un incessante bombardamento aereo che distrusse gran parte di Orsogna, il 7 dicembre i neozelandesi lanciarono l'operazione denominata in codice Torso. Il piano prevedeva l'impiego del 28º Battaglione Maori che avrebbe attaccato verso il cimitero cittadino da Colle Pascuccio e del 23º Battaglione verso la statale ortonese da Colle Sfasciata. Il 24º Battaglione avrebbe attaccato frontalmente il paese da Colle Brecciarola supportato dal 18º Reggimento corazzato. Il 23º Battaglione riuscì a conquistare il colle difeso dal II. Battaglione del 9º Reggimento granatieri tedesco ma non a inoltrarsi verso la statale. il 24° riuscì a spingersi verso l'abitato con due compagnie ma dovette a fine serata ritirarsi allorquando agli elementi posti a difesa di Orsogna si aggiunsero circa 80 uomini del III. Battaglione del 4º Reggimento paracadutisti, che di dimostrarono determinanti nel ricacciare le truppe neozelandesi dal paese. L'attacco maori ebbe alterne fortune: conquistato Colle Pascuccio, tre compagnie riuscirono a superare la statale ortonese conquistando il cimitero, per poi esserne scacciate verso la tarda serata da diversi contrattacchi del 26º Reggimento corazzato e del 9º Reggimento.
Storie di orsi, calanchi e tratturo ad Orsogna. Sull'origine del nome Orsogna ci sono diverse ipotesi e leggende. La più gentile, ma la meno attendibile, narra che una dama, rivolta al suo cavaliere, abbia esclamato «Or [egli] sogna», indicando un contadino addormentato sotto un albero. C'è chi parla di un territorio anticamente abitato dagli orsi. Chi, invece, fa derivare il nome da «Rissogna», primitivo nome di contrada Fraia, affacciandosi sulla quale è possibile ammirare dei bellissimi calanchi naturali. Singolare anche l'assonanza con la famiglia Orsini, che dominò a lungo il Comune. I reperti più antichi rinvenuti sul territorio, tra i quali spicca un elmo in bronzo, risalgono al IV secolo a.C. Il centro abitato si sviluppò lungo il tratturo che conduceva le greggi dall'Aquila a Foggia: ne è ancora oggi testimonianza la cappella di San Bernardino. Dal Medioevo in poi fu appannaggio di diverse famiglie, fino al 1560 quando la Signoria passò alla famiglia Colonna che la mantenne fino al 1812. Nel 1813 il paese fu sede di un'importante «vendita» di carbonari. Dopo l'unità d'Italia, nel 1861, fu più volte «liberata» dai briganti che imperversavano nella zona. Il 10 settembre 1881 il paese fu danneggiato da un terremoto di magnitudo 5.4. Durante la Seconda guerra mondiale Orsogna fu per mesi, tra la fine del 1943 e il giugno 1944, uno dei capisaldi della linea Gustav lungo la quale si attestarono le forze tedesche: il centro abitato fu continuamente bombardato dagli Alleati e in larga parte distrutto; la popolazione fu costretta a sfollare. Per le sofferenze, i lutti e la dignità con cui gli orsognesi superarono quei momenti terribili e ricostruirono il paese, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi attribuì a Orsogna, il 26 marzo 2003, la medaglia d'argento al merito civile.
Orsogna, Medaglia d'argento al merito civile. Il 26 marzo 2003 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi attribuì al Comune di Orsogna la Medaglia d'argento al merito civile con la seguente motivazione: «Piccolo comune, occupato per la posizione strategicamente favorevole da un Comando dell’esercito tedesco impegnato a bloccare l’avanzata alleata verso il nord, fu oggetto di numerosi e violenti bombardamenti che procurarono la totale distruzione del centro abitato. Numerosi furono i cittadini che risultarono dispersi, che persero la vita fucilati a seguito della spietata rappresaglia tedesca o dilaniati dalle granate e dalle mine collocate sul territorio. I sopravvissuti, col ritorno della pace, affrontarono con fierezza la difficile opera di ricostruzione» — Orsogna (CH), 1943 – 1944. Poco distante dal paese la natura trova ampio spazio e protezione nel Parco territoriale attrezzato dell'Annunziata, nel cui perimetro si trova l'omonimo Convento dei frati francescani, fondato nel 1448 da San Giovanni da Capestrano. Si tratta di un complesso di grande rilievo architettonico, giunto quasi intatto fino ai nostri giorni e recentemente ristrutturato. Al suo interno si trovano affreschi risalenti al XVI secolo. Nel centro abitato c'è inoltre una bellissima pineta dalla quale si gode il panorama della Majella che domina le vallate circostanti.
I Talami di Orsogna. La Festa dei Talami si svolgerà a Orsogna. lunedì di Pasqua 21 aprile dalle ore 9.30 circa - venerdì 15 agosto dalle ore 21.30 circa. «Sono rozzi e talvolta grotteschi, ma pieni di forza e di originalità e devono più alla tradizione e meno al gusto deteriorato di cattive litografie di quanto si possa immaginare»: così la viaggiatrice inglese Anne Macdonell descriveva nel suo libro «In the Abruzzi» (edito nel 1908 a Londra e New York) i Talami di Orsogna, secolare sfilata di sette quadri biblici viventi trainati lungo il centro storico. La manifestazione - che si svolge due volte l'anno, la mattina del lunedì di Pasqua e la sera di Ferragosto - nacque nel periodo medievale e coniuga la devozione religiosa con i riti propiziatori per il futuro raccolto. Sui palchi, immobili in pose plastiche, attori giovani e meno giovani interpretano scene ispirate al Vecchio e Nuovo Testamento. In alto c'è una bambina legata davanti a una raggiera che impersona la Madonna del Rifugio, cui è dedicata la Sagra. Il primo Talamo fu realizzato nella Chiesa dedicata alla Madonna del Rifugio. I fedeli misero in scena il quadro che sovrastava l'altare maggiore, nel quale la Vergine - dal viso scuro (per questo detta «Madonna nera») - copriva con il suo manto azzurro quattro persone in preghiera. Il quadro era considerato miracoloso: ogni anno, la notte tra il lunedì e il martedì in Albis, i devoti si riunivano per assistere al «miracolo». Il volto della Madonna mutava colore, da nero a bianco, o muoveva gli occhi. La decisione della Chiesa di non consentire più che i drammi liturgici si svolgessero in luoghi di culto (poiché a volte accompagnati da frasi in lingua volgare e da parti comiche) spinse quel quadro vivente fuori dalla cappelletta. Fu allora posto su un palco e trasportato a spalla per le vie del paese. A quel punto si moltiplicò per il numero dei quartieri, che fecero a gara per realizzare quello più bello, facendo giungere la tradizione sostanzialmente immutata fino ai nostri giorni.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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