Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Ocre - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Ocre

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI OCRE (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di OCRE (Aq) (m. 850 s.l.m.)
Coordinate: 42°17'11"N - 13°28'32''E
     
  CAP: 67040  - 0862 -  0862.751417 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI OCRE 0862.751413   0862.751722       0862.751413  C. F.: 80002850669
Raggiungere Ocre:(Stazione L'Aquila a 11 Km.)  ( L'Aquila Est) (Uscita Bussi sul Tirino/Popoli) -Aeroporto d'Abruzzo a 92 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI OCRE (AQ)
La Storia del castello di Ocre. Architettura: Il castello in realtà è più correttamente classificabile come "borgo fortificato". All'interno delle mura sono ancora visibili le antiche abitazioni, le case-torri e le strade. Ha una pianta a triangolo isoscele, con un perimetro di 470m, la base (che rappresenta anche il lato più corto) a nord-ovest ed il vertice del triangolo a sud-est. Nelle mura sono inserite sette torri, tre delle quali lungo il lato nord-ovest, con due ravvicinate sul vertice settentrionale, una al vertice meridionale, ed altre tre rompitratta in corrispondenza della mezzeria della cortina muraria: due sul lato nord-ovest ed una sul fianco nord-est, protetto naturalmente dallo strapiombo sulla dolina di Fossa. L'unico ingresso al castello si trova presso la torre d'angolo sul fianco ovest e consiste in una porta ogivale risalibile al XIII secolo e protetta da un sistema di difesa a tiro incrociato. Nella punta meridionale del borgo si trova la chiesa, dedicata a San Salvatore "inter castrum Ocre". Costruita su tre navate con abside finale, risulta completamente diroccata, anche se si hanno sue notizie fino al 1581. Da questa chiesa provengono i resti di un affresco della metà dell'XII secolo, raffigurante una Madonna in trono col Bambino tra due figure, oggi al Museo nazionale d'Abruzzo.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE OCRE (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse ad Ocre. Convento di Sant'Angelo di Ocre: Il convento francescano di Sant'Angelo è costruito su uno sperone di roccia del monte Circolo al di sopra della chiesa di Santa Maria ad Cryptas a Fossa. Realizzato nel 1409 come monastero di monache benedettine accanto alla preesistente chiesa di Sant'Angelo del Peschio, nel 1480 papa Sisto IV lo affida a una comunità dell'ordine dei Frati Minori, di cui faceva parte il beato Bernardino da Fossa, ai quali nel 1593 subentrarono i frati minori riformati. Nel convento trascorse gli ultimi anni della sua vita il beato Timoteo da Monticchio. A seguito di un lungo periodo di decadenza, durante il quale venne trasformato anche in lazzaretto, il convento fu soppresso nel 1860 per essere successivamente riaperto agli inizi del XX secolo ed è stato tenuto dai frati Francescani fino al 2009. Monastero fortezza di Santo Spirito di Ocre: Il monastero di Santo Spirito si trova in località Pretola vicino a San Panfilo, frazione di Ocre, e rappresenta il primo insediamento cistercense nella valle dell'Aterno e terzo in Abruzzo dopo l'abbazia di Santa Maria di Casanova del 1191 e l'abbazia di Santa Maria Arabona del 1208. La sua storia è raccontata da Muzio Febonio nelle Historiae Marsorum del 1678. Il terreno per la chiesa e una cella monastica venne concesso dal conte Berardo di Ocre all'eremita Placido de Vena nel 1222. Nel 1226 Placido avrebbe ricevuto dal vescovo Tommaso della diocesi di Forcona il permesso per costruire un monastero del quale sarebbe diventato abate. Nel 1248 Santo Spirito diventò monastero Cistercense alle dipendenze di Santa Maria di Casanova, con la direzione presa dall'abbate Ruggero. Nel 1632, sotto Gregorio XV, Santo Spirito entrò nella Provincia Romana della Congregazione di San Bernardo in Italia, ma già nel 1652, con Innocenzo X, il monastero rientrò nella campagna di soppressione dei piccoli conventi, riducendosi progressivamente allo stato di rudere. Castello fortificato di Ocre: La prima fonte a citare l'esistenza del castello di Ocre è una bolla di papa Alessandro III del 1178 nella quale viene citato tra i possedimenti della diocesi di Forcona. Nel 1254 venne citato, col nome di "Cassari Castro", tra quelli che venivano salvati dalla distruzione decisa per tutti i castelli della zona per favorire la fondazione della città dell'Aquila, perché di proprietà dal cancelliere di corte Gualtieri, erede dei conti d'Albe che possedevano il feudo fin dalla conquista normanna. Durante il regno di Carlo I d'Angiò, nel 1266 il castello passerà al Regno di Sicilia. Sempre nel 1266, il castello venne saccheggiato dagli aquilani dopo la ricostruzione della città precedentemente distrutta da Manfredi con il supporto dei baroni del circondario. Carlo d'Angiò, inoltre, confiscò i castelli dell'aquilano, a seguito del loro appoggio a Corradino di Svevia, e nel 1269 quello di Ocre venne affidato a Morel de Saours, indicato a volte anche come Morello o Mauriello de Saurgio. Durante la guerra dell'Aquila il condottiero Braccio da Montone si vendicò del castello che fondò la città nel 1254 e rase al suolo la fortezza.
CAMPEGGI OCRE (AQ)
Altri luoghi d'interesse ad Ocre (Aq) Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo in località San Felice di Ocre; Chiesa di San Panfilo di Ocre; Villa di San Panfilo; Villa di San Martino; Villa di Santo Spirito; Valle e Cavelleto; Altopiano delle Rocche. Evoluzione demografica del paese di Ocre. Cultura ad Ocre. Festività: Oggi ad Ocre si possono visitare le sagre del forno e della castagna e i luoghi storici importanti. Personaggi famosi di Ocre: Tommaso d'Ocre, cardinale, camerlengo, segretario di Celestino V, beato; Gualtieri d'Ocre dai Gran conti dei Marsi, gran cancelliere di Federico II Hoenstaufen e del di lui figlio Corrado IV; Morel de Saours, feudatario di Carlo d'Angiò dal 1269 al 1283; Connie Sellecca attrice statunitense originaria di Ocre; Gualtieri Francesco di San Martino D'Ocre (1863-1943), brigadiere generale, comandante brigata Livorno; Francesco Saverio Gualtieri da Ocre (1740-1831) vescovo de L'Aquila e di Caserta; Gualtieri Domenico di San Martino D'Ocre , monsignore, corpo diplomatico Stato Città del Vaticano.
VILLAGGI TURISTICI OCRE (AQ)
Il Monastero Fortezza di Santo Spirito e lo Chef Marcello Spadone propongono per Giovedì 21 Maggio un evento esclusivo, una serata dedicata ai   crostacei e ad altre straordinarie prelibatezze del nostro Adriatico! Nella magnifica cornice del Monastero si potranno degustare le creazioni dello Chef in un percorso culinario straordinario! Si inizia con Aperitivo nella terrazza panoramica in un’ inebriante e magica atmosfera per ammirare il tramonto sul Gran Sasso! Costo € 60,00 a persona, vini inclusi. Si accettano prenotazioni fino a mercoledì 20. Per info e prenotazioni: 0862 1965538 / mob. 340 7368283. Attraversi prima la vallata dell’Aterno, poi sali sul percorso di tornanti del parco regionale Sirente Velino dove la natura si fa sempre più fitta, il paesaggio sempre più selvaggio, poi arrivi alle porte de piccolo borgo di Ocre e pensi di aver sbagliato strada. Dall’esterno solo una cinta di mura antiche totalmente immerse nel verde… pochi gradini ancora e il Monastero di Santo Spirito d’Ocre si apre in tutta la sua monumentale bellezza, un luogo affascinante ed assolutamente perfetto per chi sogna un matrimonio dall’atmosfera intima ed elegante… Guardare per credere! Negli spazi monumentali dell’antichissima abbazia cistercense, che conservano affreschi medioevali di recente oggetto di un accurato restauro, vengono proposte le straordinarie Madonne lignee che già hanno affascinato il pubblico di Trento, Rimini, Lanciano, Teramo, Castel di Sangro e Francavilla. Finora oltre 100.000 visitatori hanno potuto ammirare questi capolavori; una ventina di opere fra dipinti su tavola e sculture lignee, databili tra la fine del XII e gli esordi del XVI secolo, in gran parte salvate dai vigili del fuoco dal Museo Nazionale d’Abruzzo dopo il terremoto dell’aprile 2009. Tale mostra sarà accessibile a tutti per tutta l’estate, dal 23 Luglio al 29 Settembre 2013, dalle 9:30 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:00.
AFFITTACAMERE OCRE (AQ)
AFFITTACAMERE MONASTERO FORTEZZA DI SANTO SPIRITO
Via Santo Spirito - 67040 Ocre (Aq)
tel. 0862 1965538 - fax 0862 1960139
BED & BREAKFAST OCRE (AQ)
BED & BREAKFAST LA LOCANDA DEL CASTELLO
Piazza San Salvatore, 2/b - San Panfilo D'ocre - 67040 Ocre (Aq)
tel. 329 3370136 - 329 7385302
CASE PER VACANZA OCRE (AQ)
Le prime fondate ipotesi relative alle origini di Ocre risalgono al 293-90 a.C.; infatti in questo periodo il territorio vestino cismontano, al quale appartiene quello di Ocre, è incorporato nello stato romano e ne rispecchia (ancora oggi) il frazionamento della popolazione in piccoli e numerosi villaggi il cui coordinamento amministrativo sarà tipico dei vici vestini. È in questo periodo che, secondo La Regina, si hanno tracce di un insediamento vestino nel territorio di Ocre che sarebbero costituite da alcune iscrizioni site nel luogo dove è la chiesa di S. Maria d’Aprico, tra S. Felice e Valle, ed alcune costruzioni in opera poligonale, presenti vicino al monastero di S. Spirito. Altra ipotesi plausibile è che già in questo periodo ed addirittura in periodi precedenti vi sia stata un’altura fortificata, che il termine italico ‘ocre’ sta appunto ad indicare, costituita sul monte Circolo e corrispondente all’odierno Castello d’Ocre. Dall’opera "Punica" dello storico Silio Italico e da recenti studi sull’economia dell’Abruzzo pre-romano e romano possiamo dedurre che le genti di Ocre vivessero essenzialmente di pastorizia e quindi di prodotti ad essa legati come quelli caseari e la lana. I pendii del Monte Ocre offrivano infatti ampi e apprezzati pascoli e fitti boschi in cui si praticava la caccia che però aveva, insieme alla scarsa agricoltura, esclusivamente una funzione integrativa alla pastorizia. La relativa vicinanza della capitale dell’Impero, che attira su di se tutta l’attenzione e tutti gli eventi di una certa importanza, mette in ombra molte delle realtà ad essa vicine; infatti non abbiamo per un lungo periodo notizie particolari su avvenimenti locali di una certa rilevanza fino alla notte del 19 ottobre 250 d.C. quando, durante il regno dell’imperatore Decio Bruto, dopo che nel 27 a.c. il territorio vestino fu incorporato nella IV Regione d’Italia, dal monte Circolo, dal versante a strapiombo che da su Fossa ( Aveia ), fu precipitato il martire cristiano S. Massimo Levita. Di nuovo fino al X secolo non si hanno più notizie sul territorio di Ocre che è incorporato in quello di Forcona a sua volta posto dal 554 sotto l’autorità dell’Esarca di Ravenna che durerà fino all’avvento dei Longobardi distruttori della città di Aveia verso la fine del VI secolo. È questo un periodo di transizione in cui viene meno l’autorità imperiale ( nel 410 Alarico devasta Roma ), stenta ad affermarsi un nuovo ordine ed il vuoto di potere che ne consegue permette uno dei momenti più tragici per tutta l’Italia Centrale, le cui popolazioni devono subire le prepotenze dei barbari. In questo stato di anarchia e di confusione gli eserciti si abbandonano alle nefandezze più grandi non ostacolate dai piccoli vichi, pagi e pa(g)esi che caratterizzano tutto l’Abruzzo interno e non solo esso. È con i longobardi che inizia la formazione in Abruzzo di sette Gastaldati che diventeranno Comitati o Contee e sono alla base delle successive divisioni feudali; il territorio di Ocre sito in quello di Forcona diviene, tra il VI e VII secolo, di proprietà del Ducato di Spoleto. Nel 773 il papato rafforzatosi con la diffusione del cristianesimo, in atto ormai da vari secoli, si allea con i Franchi per contrastare la minaccia longobarda e favorisce le discese in Italia di Pipino il Breve e di suo figlio Carlomagno. I nuovi invasori purtroppo dimostrano di non essere migliori dei precedenti e nell’801 Pipino conquista Teate (Chieti) e massacra 32.000 abitanti su 40.000 possiamo solo immaginare quello che succedeva nelle piccole realtà locali che venivano a trovarsi sulla strada degli eserciti. L’abitudine di Merovingi e Carolingi (Pipino fu il primo di questi) di assegnare in usufrutto ai loro guerrieri le terre conquistate innesca il processo di frazionamento dei territori in feudi (parola tedesca che indica beneficio del possesso) e porterà a quell’assetto politico, economico e sociale che durerà fino al XIII sec. Nell’843 si ha l’origine di una delle prime famiglie feudali abruzzesi, quella dei Conti dei Marsi o d’Albe che riunirà sotto di se i Gastaldati ora divenuti Comitati della Marsica, di Forcona, di Amiterno, di Rieti e di Valva. Negli anni tra il 930 ed il 940 l’abate del monastero di Farfa, Ratfredo, dà in concessione vari terreni ed annessi che lui identifica come situati nel territorio di Forcona che è chiamato Ocre, usando per la prima volta questo nome e quello di S. Panfilo individuando presso questi l’esistenza di un centro produttivo. Si parla infatti di terre coltivate e di vino, nonché della presenza di mulini che presuppongono la presenza di una coltivazione del grano di una certa rilevanza. Il documento appena accennato testimonia inoltre come il cristianesimo, ormai forte e alleato con i Franchi, da origine ai vari ordini monastici; vengono infatti fondati nel VII sec. l’abbazia di Farfa (Rieti), quella di Santo Stefano ad rivum maris (842), quella di S. Clemente a Casauria e molte altre. L’Abruzzo inizia a far parte del sud d’Italia dal 1143 quando la Marsica, Forcona, Amiterno, Cicoli e Rieti sono annessi al Regno di Sicilia. Negli anni seguenti il re Guglielmo II il Buono fa compilare un elenco dei baroni da cui Todino di Collimento risulta essere il primo feudatario di Ocre. Nel 1178 da una Bolla del papa Alessandro III si deduce l’esistenza in Ocre di un castrum, castello o elemento fortificato, mentre nel 1198 Federico II raccoglie le contee in una regione (poi Abruzzo) chiamata Justitiarus Aprutii con capitale Sulmona.
APPARTAMENTI PER VACANZA OCRE (AQ)
Cultura, Arte e Storia ad Ocre (Aq) è possibile visitare il comune di Ocre in svariati modi, il primo dei due che vi consigliamo prevede la visita ai monumenti ed ai centri abitati. Tale itinerario vi permetterà di vedere la storia, l'arte e la cultura di questi magnifici posti. Natura e Serenità ad Ocre: Per coloro che amano vivere la natura ed ammirare paesaggi di rara bellezza il territorio di Ocre, ed in particolare l'omonimo monte, è il luogo ideale per svolgere passeggiate montane lungo i vari sentieri e percorsi che lo attraversano. La Conca Aquilana è una conca, appartenente al medio corso della Valle dell'Aterno, che si trova nell'Abruzzo interno, nel circondario della città dell'Aquila, da cui trae il nome. Gran parte del territorio rientra all'interno della comunità montana Amiternina. La popolazione attuale dell'intera area è di circa 120.000 abitanti. La Conca Aquilana è una delle macroaree di bassa quota della provincia dell'Aquila (assieme al Fucino, alla Valle Peligna e all'Alto Sangro), caratterizzata da un territorio mediamente vasto, in buona parte pianeggiante, circondato a nord-est dalla catena del Gran Sasso d'Italia, a sud dalla catena del Velino-Sirente ed il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno, a ovest da altre dorsali montuose minori (gruppo montuoso Monte San Rocco-Monte Cava e di Monte Calvo) e a nord dai Monti dell'Alto Aterno, sviluppandosi ad un'altitudine media di circa 700 m sul livello del mare. Tali catene la separano geograficamente dalle sub-regioni del Teramano a nord-est, della Marsica a sud-ovest, dal Cicolano ad ovest, il Reatino a nord-ovest, mentre trova sbocco nella media Valle dell'Aterno, la Valle Subequana e la Piana di Navelli. Dalla conca aquilana partiva anticamente il Tratturo L'Aquila-Foggia. L'intera area della Conca Aquilana, assieme a tutta la Valle dell'Aterno, è classificata a rischio sismico 1 e 2 e ed alta pericolosità sismica con vari importanti terremoti in epoca storica (vedi terremoti dell'Aquila). Ancora più a rischio sono le zone più basse della conca con terreni alluvionali nei pressi del corso del fiume Aterno soggetti a fenomeni di amplificazione sismica. Il clima è quello tipico delle zone interne appenniniche con accentuata continentalità che favorisce accentuate escursioni termiche sia giornaliere che annuali mantenendo relativamente bassi i livelli di umidità relativa. Il territorio è noto anche per vistosi fenomeni di inversione termica sia d'inverno che d'estate. D'inverno si assiste a frequenti e diffuse gelate mentre le nevicate dagli anni ottanta in poi sono diminuite sia in frequenza che in accumulo in linea con i cambiamenti climatici che hanno coinvolto l'Italia peninsulare e l'intero arco appenninico. Nel pleistocene la conca costituiva un bacino chiuso ed ospitava, con ogni probabilità, un gigantesco lago che si estendeva da Cagnano Amiterno fino oltre San Demetrio ne' Vestini e che costituiva un unico bacino lacustre con quello di Sulmona. Proprio sul fondale lacustre, protetto da limo, venne trovato nel 1954, nel territorio dell'attuale comune di Scoppito, il famoso scheletro di mammuth, poi esposto nel Forte spagnolo dell'Aquila. Con la fine dell'era glaciale si è assistito al prosciugamento del lago, ma la zona è storicamente considerata ricca d'acqua come testimoniano i nomi della città dell'Aquila (da Acquilis) e le frazioni di Onna (da Unda, onda) e Bagno; la conca è oggi attraversata in tutta la sua lunghezza dal fiume Aterno, oltre che da numerose altre sorgenti e torrenti. In epoca romana era parte della regione geografica della Sabina. La conca fu colpita da gravi terremoti nel 1703 e nel 2009.
CASE PER LE FERIE OCRE (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse nella Conca Aquilana. Città d'arte: L'Aquila; Santo Stefano di Sessanio; Ocre; Calascio; Scoppito; Assergi; Paganica. Architetture religiose presenti nella Conca Aquilana: Duomo dell'Aquila; Basilica di Santa Maria di Collemaggio (L'Aquila); Basilica di San Bernardino (L'Aquila); Basilica di San Giuseppe Artigiano (L'Aquila); Chiesa dei Santi Marciano e Nicandro (L'Aquila); Convento di Sant'Angelo (Ocre); Monastero di Santo Spirito (Ocre); Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa); Chiesa di Santa Maria Paganica (L'Aquila); Santuario della Madonna d'Appari (Paganica). Castelli e fontane nella Conca Aquilana: Fontana delle 99 cannelle (L'Aquila); Fontana luminosa (L'Aquila); Forte spagnolo (L'Aquila); Castello di Ocre (Ocre); Rocca Calascio (Calascio); Mura dell'Aquila; Castello di Fossa (Fossa); Torre civica (L'Aquila). Palazzi presenti nella Conca Aquilana: Palazzo Margherita (L'Aquila); Palazzo Centi (L'Aquila); Casa Museo Signorini-Corsi (L'Aquila); Casa natale di Jacopo di Notar Nanni (L'Aquila); Siti archeologici nella Conca Aquilana: Amiternum (L'Aquila); Necropoli di Ocre; Necropoli di Fossa (Fossa). I Musei nella Conca Aquilana. La Conca Aquilana ospita uno dei 4 poli industriali della provincia dell'Aquila (gli altri sono localizzati a Carsoli-Oricola, Avezzano-Fucino e Sulmona-Conca Peligna) nelle località di Sassa Scalo/Scoppito a ovest e Pile/Bazzano/San Demetrio ad est. È presente un polo farmaceutico con Sanofi-Aventis, Dompè e Menarini e un polo elettronico-ingegneristico con Thales-Alenia Space e Technolabs oltre ad altre aziende come Edimo ecc...
COUNTRY HOUSE OCRE (AQ)
La Comunità montana Amiternina (zona A) era una comunità montana istituita con la Legge regionale 6 luglio 1976, n. 35 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata accorpata alla Comunità montana Montagna di L'Aquila dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. La Regione Abruzzo ha abolito la nuova Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Comunità montana Amiternina traeva il suo nome dall'antica città italica di Amiternum. Aveva sede nel comune dell'Aquila e comprendeva i territori di tredici comuni della Conca Aquilana e dell'alta Valle dell'Aterno in provincia dell'Aquila: Barete; Cagnano Amiterno; Campotosto; Capitignano; Fossa; Lucoli; Montereale; Ocre; Pizzoli; Scoppito; Tornimparte; Villa Sant'Angelo; Sant'Eusanio Forconese.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' OCRE (AQ)
Il Parco regionale naturale del Sirente-Velino è un'area naturale protetta istituita nel 1989, situata in Abruzzo, in provincia dell'Aquila. L'area protetta è stata istituita dalla Regione Abruzzo con la legge regionale n.54 del 13 luglio 1989. Due provvedimenti di riperimetrazione dell'area parco sono stati emanati con leggi regionali n. 23 del 2000 e n. 42 del 2011. L'area protetta copre un territorio di 54.361 ettari. Nel 2016 è stata avanzata la proposta di trasformazione dell'area protetta in un parco nazionale. Il nome Velino deriva dall'antico dialetto marsicano: vel sta per distesa d'acqua, di cui si ha una ricca presenza nella zona, anche grazie alle formazioni di derivazione glaciale presenti nella zona. Il Parco regionale naturale del Sirente-Velino si estende per una superficie di circa 564 km²[4] comprendendo i territori del massiccio del Monte Velino e del Monte Sirente, riuniti sotto la denominazione comune di catena del Sirente-Velino, e dei territori ad essi limitrofi come l'altopiano delle Rocche, i Piani di Pezza e parte della piana di Campo Felice, collegandosi direttamente a nord-ovest con l'adiacente Riserva regionale Montagne della Duchessa in territorio laziale e comprendendo al suo interno l'omonima Riserva naturale del Monte Velino. I Comuni che fanno parte al Parco regionale naturale del Sirente-Velino: Acciano, Aielli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Celano, Cerchio, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Magliano de' Marsi, Massa d'Albe, Molina Aterno, Ocre, Ovindoli, Pescina, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Secinaro, Tione degli Abruzzi. Accessi al Parco regionale naturale del Sirente-Velino: Le più comoda vie di accesso sono dai comuni di Rocca di Cambio, Celano, Massa d'Albe e Secinaro. È attraversato dalla Strada statale 696 del Parco Regionale Sirente-Velino. All'interno dell'area protetta del sono presenti anche due stazioni sciistiche, quella di Campo Felice e quella di Ovindoli, mete di molti appassionati di sport invernali. Zone di interesse naturalistico e paesaggistico, oltre ai due gruppi montuosi del Velino e del Sirente con le loro cime, sono l'Altopiano delle Rocche, i Piani di Pezza, i Prati del Sirente, la Valle d'Arano e le Gole di Celano. Nel parco risultano censite 1.926 entità floristiche. Di rilevanza scientifica la flora che annovera specie mai segnalate prima sul massiccio del Velino come la Nigritella rubra widderi, l'Orchis spitzelii e la Peonia officinalis. Va ricordata anche la presenza di relitti della vegetazione di epoca glaciale come: la Saxifraga marginata. Nei boschi prevalgono i faggi e le betulle. È stata accertata la presenza di 216 specie di vertebrati, di 149 uccelli, di 43 mammiferi, di 13 rettili e di 11 anfibi, come da sito ufficiale del parco. Nei boschi il mammifero più interessante presente è sicuramente il gatto selvatico, che si pensava scomparso dalla zona. Un incontro interessante, quanto fortunato è quello con gli orsi marsicani, che ha dato anche qualche problema agli abitanti della zona, viste le non infrequenti visite a pollai e arnie degli agricoltori locali. Alla presenza costante del lupo appenninico si affianca quella della volpe, della lepre, della faina e della donnola. Gli ornitologi possono osservare diverse specie di rapaci, l'aquila reale, il gufo reale, lo sparviero e la poiana, oltre a specie più piccole. È presente da qualche anno anche il grifone in numerosi esemplari.
RIFUGI E BIVACCHI A OCRE (AQ)
Il Gruppo Montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno è una breve dorsale montuosa interna dell'Appennino centrale situata in Abruzzo in provincia dell'Aquila. Fa parte della catena del Sirente-Velino e ricade in parte all'interno dell'omonimo parco regionale naturale del Sirente-Velino. Esso è mediamente disposto da nord-ovest verso sud-est, parallelamente a molte altre dorsali appenniniche come quella limitrofa di Monte Orsello, e sovrasta la valle dell'Aterno in corrispondenza del capoluogo abruzzese L'Aquila e della parte bassa della conca aquilana. Interessa il territorio del comune dell'Aquila con le frazioni (ex comuni) di Bagno e Roio e i comuni di Lucoli, Ocre e Rocca di Cambio. Con una lunghezza di circa 16 km ed una larghezza massima di circa 7 km, dal punto di vista geomorfologico e geografico separa la conca aquilana e la piana di Roio dalla vallata di Lucoli e la piana Campo Felice. Raggiunge la quota altimetrica più elevata con il Monte Ocre (2204 m) seguito da Monte Cagno (2156 m) posto sulla stessa cresta montuosa a sud-est, i Monti di Bagno (2077 m) e Monte Cefalone (2145 m), mentre l'intera dorsale prende origine e consta di altre cime minori come il Colle Cerasitto (1760 m) e il suo gemello Monte Le Quàrtora (1783 m) in direzione nord-ovest posti nel territorio di Bagno; ai prodromi nord-occidentali è posto Monte Luco, nel territorio di Roio. La naturale prosecuzione geomorfologica verso sud-est della dorsale è di fatto il gruppo Sirente-Velino interrotto dall'altopiano delle Rocche nel mezzo e, verso l'interno, la cresta del Serralunga, Monte Rotondo e Monte Magnola. L'aspetto tipico di questa dorsale è l'essere totalmente priva di vegetazione nel versante sud-ovest e quasi del tutto spoglia anche nel versante nord-est a maggior dislivello. La cima si raggiunge abbastanza facilmente da Campo Felice e Rocca di Cambio oppure salendo progressivamente dalla vallata di Lucoli o da Roio; da essa si può godere di una panoramica completa della conca aquilana con il sottostante capoluogo abruzzese, delle vicine cime del Monte Velino, delle Montagne della Duchessa, del Monte Sirente nonché dell'intera catena del Gran Sasso d'Italia, i Monti della Laga a nord fino ai Monti Sibillini con il Monte Vettore e il Terminillo.
Ocre è un piccolo comune a pochissimi chilometri dall’Aquila, ricco di bellezze naturalistiche all’interno del Parco Nazionale Sirente-Velino: Ocre è sede di un interessante itinerario naturalistico che merita di essere visitato per il suo fascino e la sua particolarità. È un comune sparso, formato da cinque diverse frazioni: S. Panfilo, S. Felice, S. Martino, Valle e Cavalletto. Vi sono tre importanti monumenti: i resti del castello, il monastero di S. Spirito ed il convento di S. Angelo. Il Castello di Ocre (Aq) Il castello di Ocre si trova sulla sommità del monte Circolo e risale al periodo della dominazione normanna. La prima attestazione della sua esistenza si ha in una bolla papale di Alessandro III nel 1178, come possedimento della diocesi di Forcona. Posto a difesa  dell’Aquila dopo la sua fondazione, venne per due volte saccheggiato dagli abitanti della città, nel 1266 e nel 1294; le devastazioni maggiori tuttavia si ebbero nel 1423, quando fu assalito dalle truppe del condottiero Braccio da Montone. A partire dal XV secolo, persa la sua funzione difensiva, si spopolò avviandosi ad un lento declino. La struttura del castello è di notevole interesse, in quanto si tratta di un vero e proprio borgo fortificato: all’interno del perimetro murario sono ancora visibili i resti delle abitazioni, molte delle quali case-torri, e di una chiesa, S. Salvatore inter castrum Ocre. Le mura di difesa erano intervallate da numerose torri: tre poste sul lato nord-ovest, due su quello nord-est, e la torre puntone sul vertice meridionale (il castrum ha pianta triangolare); l’unico accesso al castello, un portale ogivale realizzato nel XIII secolo, si trova in corrispondenza della torre angolare ovest. Il castello è rimasto, purtroppo, gravemente danneggiato dal terremoto del 2009. Il Castello, o meglio l'impianto fortificato di Ocre, sorge su di un'altura (m. 933) di straordinaria bellezza per il suo panorama che spazia verso la Catena del Gran Sasso, quella della Maiella e la conca aquilana. Presenta una poderosa cinta muraria, conservata per intero, del perimetro di circa 470 metri, di forma irregolare a causa della posizione e rafforzata da torri quadrate agli angoli. Le mura racchiudono abitazioni a schiera allineate lungo quattro assi viari convergenti verso la chiesa, posta nell'angolo sud della cinta e della quale rimangono solo alcune tracce della pianta. L'ingresso al Castello avviene attraverso una porta ogivale duecentesca simile a quella del vicino Monastero di S. Spirito d'Ocre. Non si conosce la data della fondazione del castello, presumibilmente assai antica. Sorse probabilmente sul posto dove si trovava l'Acropoli della città romana di Aveia. Distrutto dagli Aquilani nel 1280 venne fatto ricostruire da Fortebraccio nel 1424. Rioccupato l'anno dopo venne man mano degradandosi fino allo stato di rudere.
Il Museo nazionale d'Abruzzo (abbreviato in MUNDA dal 2015) è il principale museo della regione. Storicamente ospitato nelle 41 sale del Forte spagnolo, è stato chiuso in seguito al terremoto dell'Aquila del 2009; dal dicembre 2014 il museo è in gestione al Polo museale dell'Abruzzo. La collezione principale del museo è stata resa accessibile nei locali dell'ex mattatoio a partire dal dicembre 2015. Il Museo Nazionale del Forte Spagnolo. Mai utilizzato per scopi bellici, il Forte fu utilizzato nel Seicento come residenza del governatore spagnolo e successivamente come alloggio per i soldati francesi nell'Ottocento e tedeschi durante l'ultima guerra mondiale. Restaurato nel 1951 ad opera della Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie d'Abruzzo e Molise, è divenuto sede del Museo Nazionale d'Abruzzo, il più importante della regione, ed è sede di mostre e convegni. Al suo interno trovano posto anche un Auditorium e una Sala Conferenze. Al piano terra, in due sale sono esposti reperti archeologici, tra cui molte steli funerarie, ma il più importante è l'Elephas meridionalis, i resti monumentali di un mammut, uno dei più grandi d'Italia (ritrovato nel 1954). Al primo piano, in 10 sale, vi sono opere scultoree e pittoriche dalla fine del XII secolo alla fine del XV secolo. Da segnalare le opere di ignoti scultori e pittori, maestro del Trittico di Beffi, Silvestro dell'Aquila, Saturnino Gatti e le delicate Madonne con Bambino. Al secondo piano opere pittoriche, tessuti, oreficeria sacra dagli inizi del XVI secolo fino al Novecento. Opere di grande pregio, quali Nicola da Guardiagrele, Francesco da Montereale, Bartolomeo di Giovanni, Pompeo Cesura, Giovan Paolo Cardone, Giulio Bedeschini, il Maestro di Fossa. Tra le opere moderne, quelle di Teofilo Patini e Francesco Paolo Michetti.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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