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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Navelli

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI NAVELLI (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di NAVELLI (Aq) (m. 760 s.l.m.)
     
  CAP: 67020  - 0862 -  0862.959124 - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI NAVELLI 0862.959119   0862.959323       0862.959119  C. F.: 00188910665
Raggiungere Navelli:(Stazione Pescara Centrale)  (Uscita L'Aquila Est ) (Uscita Bussi/Popoli) -Aeroporto d'Abruzzo a 63 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI NAVELLI (AQ)
Il clima nel paese di Navelli (Aq). A causa del salto di quota che si ha rispetto alla costa, la Piana di Navelli costituisce un limite climatico tra la zona sub-collinare o marittima verso la zona adriatica e quella interna montana. Il clima è rigido e poco piovoso, per le catene montuose della Maiella e Gran Sasso-Laga che bloccano in parte i venti umidi orientali. I venti occidentali, invece, sono ostacolati dalla catena dei Monti Simbruini e Matese. Gli squilibri barometrici con la costa fanno sì che la Piana sia battuta da venti di forza considerevole.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE NAVELLI (AQ)
I monumenti e i luoghi d'interesse nel paese di Navelli (Aq). Il paese di Navelli figura tra I borghi più belli d'Italia. Architetture religiose: Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano, realizzata nel 1631 in stile tardo-barocco con sfumature neoclassiche; Chiesa della Madonna del Rosario, in stile barocco, fu edificata dopo il terremoto del settecento; Chiesa di Santa Maria in Cerulis, sita nell'area del cimitero, risale all'XI secolo e sorge sulle rovine di un tempio italico dedicato ad Hercules Iovius; Chiesa cimiteriale del Suffragio, in stile rinascimentale; Oratorio di San Nicola, sita in campagna, ha una struttura a tetto con una sola navata; Oratorio della confraternita del Gonfalone, in stile barocco, è di forma circolare e si trova vicino al palazzo Baronale subito sopra la chiesa di San Sebastiano; Cappella di San Pasquale, cappella gentilizia risalente al Seicento barocco; Cappella di San Gennaro e Rosario, cappella gentilizia dell'attiguo palazzo Piccioli; Chiesa della Madonna del Campo, a tetto in stile rinascimentale con una sola navata; Chiesa di San Girolamo, a volta in stile rinascimentale con una sola navata; Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a volta in stile rinascimentale con una sola navata; Chiesa della Madonna di Loreto, a volta in stile rinascimentale con una sola navata; Cappella di San Rocco, a volta in stile rinascimentale con una sola navata. Architetture civili nel paese di Navelli (Aq): Palazzo Baronale Santucci, palazzo fortificato costruito nel 1632; Palazzo Piccioli, palazzo settecentesco in stile neoclassico; Palazzo Francesconi, palazzo seicentesco con annessa la cappella gentilizia di San Pasquale; Palazzo Piccioli, palazzo seicentesco con annessa cappella gentilizia di San Gennaro e Rosario; Palazzo de Roccis, palazzo dell'Ottocento situato la Chiesa della Madonna del Rosario; Palazzo Onofri, risalente al 1498, è annesso ad una delle cinque porte di accesso al paese; Architetture militari nel paese di Navelli (Aq): Porta San Pelino, detta anche Porta Nord; Porta Villotta, detta anche Porta Est; Porta Macello, detta anche Porta Sud; Porta Santa Maria detta anche Porta Ovest; Torre civica di Civitaretenga. Siti archeologici nel paese di Navelli (Aq): Necropoli di Navelli, II-I secolo a.C.
CAMPEGGI NAVELLI (AQ)
Eventi nel paese di Navelli (Aq). Sagra dei Ceci e dello Zafferano: La manifestazione enogastronomica, promossa dalla Pro loco di Navelli ad agosto, promuove le produzioni tradizionali del territorio con un'affluenza di circa 10.000 presenze nell'arco del fine settimana. Nata nel 1976, ha come sede storica il boschetto Santucci, sostituito nel 2007 dalla Piazza San Pelino a seguito degli incendi boschivi che hanno colpito la zona. Oltre alla cucina di piatti allo zafferano o ai ceci locali, la sagra permette anche l'acquisto di altri prodotti del luogo ed è arricchita da manifestazioni di contorno sportive e culturali. Palio degli Asini a Navelli: Nato nel 1980 come manifestazione di contorno alla Sagra dei Ceci e dello Zafferano, il Palio degli Asini vuol essere una parodia del famoso Palio di Siena. Preceduto da una sfilata di carri partita da Piazza Piccioli con personaggi in costume tradizionale e sbandieratori, la gara, che si svolgeva nel boschetto Santucci, si svolge lungo via Pereto con fantini assegnati agli asini di ciascuna contrada all'ultimo momento tramite sorteggio. Costumi e scenografie sono sviluppati in collaborazione con il Teatro Stabile d'Abruzzo. Vivi il Tratturo a Navelli (Aq) Evento organizzato dalla Fondazione Silvio Salvatore Sarra la seconda domenica di settembre, in occasione dei festeggiamenti della Madonna dell'Arco, con la volontà di far riscoprire e vivere questo aspetto peculiare dell'Abruzzo interno.
VILLAGGI TURISTICI NAVELLI (AQ)
L’economia nel paese di Navelli (Aq). La produzione più caratteristica di Navelli è quella dello Zafferano dell'Aquila. Lo zafferano venne introdotto in Italia dalla Spagna da parte di un monaco domenicano appartenente alla famiglia Santucci di Navelli che, facente parte del tribunale dell'inquisizione istituito nel Sinodo di Toledo nel 1230, intuì la possibilità di coltivarlo nella Piana di Navelli. Ben presto la coltura dello zafferano si estese a tutta la zona di L'Aquila, appena fondata, iniziando un fiorente commercio con Milano e Venezia in Italia, e Francoforte, Marsiglia, Vienna, Norimberga ed Augusta all'estero. Nel 1317 il Re Roberto d'Angiò abolì le tasse sullo zafferano al fine di favorirne il commercio. Per le zone interne il commercio dello zafferano ha rappresentato una delle fonti tradizionali di reddito, al pari della commercializzazione dei prodotti dell'allevamento ovino. Risale al XX secolo la costituzione della prima cooperativa di coltivatori di zafferano su iniziativa di Silvio Sarra di Civitaretenga. Il 4 febbraio 2005 lo Zafferano dell'Aquila è stato iscritto nel Registro delle Denominazioni d'Origine Protetta ed il 13 maggio 2005 viene fondato il Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell'Aquila. I produttori che possono utilizzare il marchio "Zafferano DOP dell'Aquila" sono iscritti in appositi elenchi gestiti dall'organismo di controllo e l'area di produzione DOP comprende i comuni di Navelli, Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, L'Aquila, Molina Aterno, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi e Villa Sant'Angelo.
AFFITTACAMERE NAVELLI (AQ)
AFFITTACAMERE SOTTO LE VOLTE
Via Municipio, 15/bis - 67020 Navelli (Aq)
tel. e fax 0862 959445
BED & BREAKFAST NAVELLI (AQ)
BED & BREAKFAST ABRUZZO SEGRETO
Via San Girolamo, 3 - 67020 Navelli (Aq)
CASE PER VACANZA NAVELLI (AQ)
La Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli (zona B) era una comunità montana istituita con la Legge regionale 22 aprile 1976, N. 14 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata accorpata alla Comunità montana Montagna di L'Aquila dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. La Regione Abruzzo ha abolito la nuova Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. La Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli traeva il suo nome dalle due macroaree di Campo Imperatore e dell'Altopiano di Navelli. Aveva sede nel comune di Barisciano e comprendeva diciassette comuni della provincia dell'Aquila: Barisciano; Calascio; Capestrano; Caporciano; Carapelle Calvisio; Castel del Monte; Castelvecchio Calvisio; Collepietro; Navelli; Ofena; Poggio Picenze; Prata d'Ansidonia; San Benedetto in Perillis; San Demetrio ne' Vestini; San Pio delle Camere; Santo Stefano di Sessanio; Villa Santa Lucia degli Abruzzi.
APPARTAMENTI PER VACANZA NAVELLI (AQ)
L'Altopiano o Piana di Navelli è un altopiano carsico situato in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, a circa 700 m s.l.m., tra i massicci del Gran Sasso d'Italia a nord, del Sirente-Velino e la Valle Subequana a sud-ovest, della Majella e la Valle Peligna a sud-est, e precisamente nel circondario di Navelli, da cui trae il nome. L'Altopiano o Piana di Navelli si ricongiunge a nord-ovest verso la medio-bassa Valle dell'Aterno, ancora più a nord con la bassa Conca Aquilana, a sud-est con la Valle del Tirino ed è attraversato dalla Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica. Il territorio rientra all'interno della Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli e rappresenta un collegamento dalla Conca Aquilana alla Conca Peligna e al Pescarese.
CASE PER LE FERIE NAVELLI (AQ)
Civitaretenga è un antico borgo dell'Abruzzo interno, in provincia dell'Aquila, che, con attualmente circa 200 residenti, è l'unica frazione di Navelli. Il paese di Civitaretenga domina l'altopiano di Navelli, a circa 850 metri dal livello del mare, con una posizione strategica, aperta verso nord-ovest su Caporciano e San Pio delle Camere, e verso sud-est su Navelli stesso. Civitaretenga si trova a circa 35 chilometri dal capoluogo di regione, L'Aquila, e ad altrettanti da Sulmona. Il nome di Civitaretenga: Il nome Civitaretenga sembrerebbe derivare da Ardenghe (Civitatis), anche se non è chiara l'origine di tale toponimo. Un altro nome cui si fa risalire un centro vestino situato pressappoco nello stesso territorio è Cingilia. La Storia del paese di Civitaretenga: Il borgo sorse intorno al XII secolo assieme a quello sottostante di Navelli. Inizialmente dipese dal monastero di San Benedetto in Perillis, e successivamente passò in mano agli Angioini nel XIII secolo. Partecipò alla fondazione di L'Aquila nel 1254. In seguito ai terremoti e all'assedio di Braccio da Montone, del castello rimase la Torre civica. Il borgo, per la sua posizione impervia, ha conservato il suo aspetto originale, benché colpito dal terremoto del 2009.
COUNTRY HOUSE NAVELLI (AQ)
I monumenti a Civitaretenga. Borgo fortificato: la Torre civica di Civitaretenga: La struttura del paese è dominata dal borgo fortificato, chiamato semplicemente castello, nel quale prima del sisma del 6 aprile 2009 svettava la torre medievale, completamente distrutta dal terremoto. Attualmente è in ricostruzione. Il Ghetto ebraico a Civitaretenga: Il nucleo più storico è distinto in due zone, una è appunto quella del castello e l'altra del cosiddetto ghetto, detto "ru busc", caratterizzato da brevi e stretti vicoletti, attorno alla piazza Giudea, poi ridenominata Guidea, su cui si affaccia il portone del Palazzo Perelli, che sembra fosse la vecchia sinagoga. Si tratta, infatti, di un ghetto ebraico risalente al periodo tra il XII ed il XV secolo, di cui molte tracce sono andate perse nei tentativi successivi di eliminarne la presenza, coprendo gli stipiti contraddistinti da simboli giudaici con simboli cristiani, ed in particolare con il simbolo di S. Bernardino da Siena, il cristogramma IHS. Castello e ghetto sono racchiusi dalle case mura che identificano il nucleo centrale del paese, da cui si aprono le porte di ingresso al borgo fortificato, alcune delle quali tuttora visibili. All'interno del borgo fortificato, oggi interamente inaccessibile e ricompreso nella zona rossa a seguito del sisma, erano visibili l'impianto delle strette vie, senza molte evidenze di pregio, ma con alcuni scorci molto caratteristici.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' NAVELLI (AQ)
Le Chiese fuori le mura a Navelli (Aq) All'esterno delle case-mura si è sviluppato nel corso dei secoli l'area denominata dagli abitanti come borgo, a partire dal XVII secolo, che occupa la zona verso nord-est, più pianeggiante, essendo invece l'altro versante molto scosceso verso la gola che divide in due l'altopiano di Navelli. Chiesa parrocchiale di San Salvatore: Ai margini del castello, la chiesa principale, intitolata al patrono SS. Salvatore, domina l'omonimo largo con la sua facciata in stile settecentesco. A fianco, la Cappella della Congrega, cui fino agli anni '50 si tenevano vespri e riunioni della congregazione intitolata sempre al SS. Salvatore. Convento di Sant'Antonio: In realtà, il santo più venerato resta S. Antonio da Padova, cui sono intitolati chiesa ed ex convento, situati leggermente fuori il centro abitato, accanto al cimitero. L'ex convento, rimasto tale fino alle riforme napoleoniche di inizio ottocento, è stato ristrutturato nei decenni scorsi, e presenta un notevole chiostro, con alcune delle originali lunette affrescate riportate di recente alla loro bellezza, e raffiguranti scene di vita del santo. La chiesa, dalla facciata romanica è stata danneggiata dal sisma del 2009, senza particolari danni. Chiesa del tratturo di Sant'Egidio: Notevole la chiesa di S. Egidio, situata nel cosiddetto borgo, riportata alla luce da un intervento degli ultimi anni, di origine molto antica e non perfettamente databile, sembra sui resti di un'antica chiesa con annesso convento, i cui resti sarebbero serviti per l'edificazione del convento di S. Antonio. Molto belli gli affreschi interni, in particolare sull'altare, e alcuni bassorilievi su pietra. Accanto alla chiesa di S. Egidio, nel cosiddetto borgo, sorge il settecentesco palazzo Cortelli, molto danneggiato dal sisma, con la sua facciata che domina il borgo e il suo bel cortile interno. Le tradizioni popolari a Navelli (Aq) La Madonna dell'Arco e lo "Squadro": La notte che precede la ricorrenza della Madonna dell'Arco, che cade sempre la domenica successiva all'8 settembre, i giovani del paese compiono il cosiddetto "tiro dello squadro", un particolare rito di passaggio che unisce il lato pagano alla festa religiosa, un tempo riservato ai soli maschi coscritti ed oggi aperto a tutti i ragazzi che compiono i 19 anni nell'anno in corso. Dopo la mezzanotte del sabato, dopo la festa in piazza, da qualche anno abbinata alla distribuzione di pizze fritte e porchetta, i ragazzi raggiungono la zona sottostante il paese, nei pressi dell chiesa di Santa Maria delle Grazie, con trattore e aratro. Illuminato da altri trattori e da automobili di tanti altri partecipanti al rito, l'aratro viene guidato nella scritta "W MARIA SS", con l'aggiunta variabile dell'anno che si festeggia di volta in volta. La nottata procede su in paese con un piatto di pasta che gli stessi giovani provvedono a preparare per tutti gli avventori e infine con le scritte che gli stessi sono liberi di fare per tutto il paese, ma usando solo calce che andrà via pian piano con le intemperie, scrivendo frasi a piacere e ovviamente del loro anno di nascita. Un tempo, quando il rito rappresentava l'ingresso dei giovani nell'età adulta, la scritta nei campi veniva fatta a mano, con un erpice trainato a braccia, e si completava con un lungo solco fino ai pressi del paese di fronte, Caporciano. La rivalità tra i paesi portava a concludere il solco con un palo di legno nel terreno, in cui si inseriva una testa di maiale della porchetta che gli stessi giovani consumavano quella notte, e con la scritta "TPC", acronimo di "testa di porco di Caporciano", il cui stemma comunale riporta proprio una testa di maiale o, meglio, di cinghiale. Il palazzo fortificato Santucci, noto anche come Palazzo Baronale, si trova nel comune di Navelli, in provincia dell'Aquila.
RIFUGI E BIVACCHI A NAVELLI (AQ)
La Storia del paese di Navelli (Aq) Il nucleo iniziale del palazzo risale al VIII-X secolo, quando a seguito del fenomeno dell'incastellamento la popolazione si riunì attorno ad un castello realizzato sul colle dell'attuale Navelli. Il castello era circondato da una cortina muraria, attualmente totalmente inglobata all'interno del borgo. Per volere del feudatario Camillo Caracciolo, sulle rovine dell'antico castello è poi sorto nel 1632 il Palazzo Baronale. Questo edificio è stato la residenza dei vari feudatari di Navelli che si susseguirono fino alla fine del 1700 e dei quali ne ha assunto il nome, come quello di "Castello Trasmondi-Tomassetti" dal nome delle ultime famiglie feudatarie del paese prima prima dell'abolizione della feudalità nel 1806, per poi chiamarsi Palazzo Santucci, dal nome degli ultimi proprietari. L'architettura del palazzo Palazzo Santucci deriva dalla fusione del carattere residenziale e di quello difensivo, principalmente costituito dalle torrette angolari esterne. All'interno, il palazzo ospita un ampio cortile con un pozzo centrale. Sul lato occidentale del palazzo, una scala a due rampe conduce ad un loggiato. Attorno al palazzo si possono scorgere tracce di un fossato di recinzione. Lo zafferano dell'Aquila è un prodotto italiano a denominazione di origine protetta, prodotto esclusivamente in provincia dell'Aquila e in particolare nell'Altopiano di Navelli, nei pressi del comune omonimo. Lo zafferano venne introdotto in Italia dalla Spagna nel XIII secolo da un frate domenicano facente parte della famiglia Santucci di Navelli[1]. La produzione nella Piana di Navelli è favorita dalla carsicità del terreno, che evita i ristagni d'acqua sfavorevoli alla crescita della pianta. L'iscrizione dello Zafferano dell'Aquila nel Registro delle Denominazioni d'Origine Protetta risale al 4 febbraio 2005, mentre la costituzione del Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell'Aquila risale al 13 maggio 2005. La produzione dello zafferano di Navelli (Aq) Il terreno viene preparato in primavera con un'aratura a una profondità di 30 cm, con la contemporanea fertilizzazione tramite circa 30 t/ha di letame, essendo poi vietato l'utilizzo di qualsiasi fertilizzante durante il ciclo vegetativo. La superficie viene successivamente affinata e livellata e vendono predisposti 2 o 4 solchi alla distanza di circa 20 cm per ospitare i bulbi. Dopo una successiva fresatura del terreno, nel mese di agosto vengono trapiantati i bulbi, con una densità di circa 10 t/ha, corrispondenti a circa 600 000 bulbi. Il terreno non viene irrigato e i bulbi vengono interrati sulla fila a contatto e a una profondità di circa 10 cm. Le prime foglie filiformi spuntano con le prime piogge di settembre, con uno sviluppo fino anche ai 40 cm. I fiori hanno sei petali di colore roseo-violaceo, con tre filamenti rosso scarlatto che rappresentano la parte femminile e tre antere gialle che rappresentano la parte maschile. La raccolta dei fiori avviene attorno alla seconda quindicina di ottobre prima della loro schiusa all'alba. Alla loro sfioritura una volta portati al coperto, vengono asportati gli stimmi che, sistemati su un setaccio, sono messi sulla brace di legna di mandorlo o quercia per la tostatura. Dopo la tostatura il peso gli stimmi si riduce a un sesto del peso iniziale, con il 5-10% di umidità residua, e da questi si prepara la polvere tramite macinatura. La produzione di un kilogrammo di zafferano richiede circa 200.000 fiori.
Navelli, uno dei borghi più belli d’Italia, appare al viaggiatore di passaggio come iI paese dalle mille finestre, tutte diverse per stile, grandezza ed epoca. Si affacciano sulla vallata come mille occhi che osservano la verde natura circostante. Il borgo medioevale si adagia su un colle come una piramide di case e viuzze che si rincorrono fino al seicentesco Palazzo Santucci, sulla sommità. Sorto sulle rovine di un antico castello fortificato il Palazzo ha all’interno un ampio cortile rinascimentale, il pozzo centrale datato ad un lato 1632, le due scalinate in pietra che conducono all’elegante loggiato superiore. All’interno del Palazzo Santucci è possibile celebrare matrimoni civili. Avventurandosi tra i viottoli del borgo si riesce ad avvertire l’atmosfera di questo mondo passato. Il centro storico è fatto di stradine che si incrociano e si ritrovano, passando sotto un susseguirsi di archi, e da case e piccoli palazzi, con caratteristiche logge e finestre. Le abitazioni sembrano stringersi le une con le altre, dando al visitatore un’impressione di intima familiarità. L’elegante profilo del paese è dominato dal colore della pietra, resa quasi dorata dalla patina del tempo. Pietra che ritroviamo ovunque, nei resti ancora visibili delle antiche mura medioevali e, in particolare nelle porte d’ingresso al borgo sopravvissute al passare dei secoli. Le bellezze artistiche e architettoniche del borgo medioevale sono accompagnate dal fascino della natura circostante. Grazie alla sua posizione, Navelli è anche “porta dei parchi”, essendo il suo territorio punto d’incontro di due importanti parchi naturali, il Parco Nazionale del Gran Sasso -Monti della Laga e il Parco Regionale del Sirente – Velino. Inoltre, dal paese si possono ammirare, da un lato il seducente profilo della Majella e, dall’altro l’imponenza del Gran Sasso d’Italia: immagini uniche in una cornice assolutamente straordinaria e suggestiva.
Lo zafferano dell'Aquila nella cultura. Filatelia:Allo zafferano dell'Aquila, il 26 luglio 2008, è stato dedicato un francobollo, policromo e dentellato, emesso dalla Repubblica Italiana, del valore di 0,60 €. Cinema: Lo zafferano dell'Aquila è citato nel film d'animazione Ratatouille (2007) della Pixar; nella scena, presente sia nell'edizione originale (in cui si parla di L'Aquila saffron) sia in quella in lingua italiana, il prodotto viene definito «eccellente». Navelli (Aq). Percorso storico: Punto di partenza Via del Municipio – Sede della Pro Loco di Navelli. -procedendo in salita, si imbocca il vicolo che costeggia l’orto del Palazzo De Roccis e si prosegue fino all’arco sottostante il palazzo, per trovarsi sulla strada antistante il palazzo stesso. -per salire al livello superiore si possono imboccare le scalette scavate nella roccia che costeggiano l’orto antistante il palazzo. -in cima alle scalette, ci si trova alle Mura Rotte, un ottimo punto per spiegare le conformazione del paese e per spiegare la struttura delle case mura. -partendo dalle Mura Rotte si può entrare nella parte interna per ammirare la struttura delle case mura e delle case arco nonché una delle vecchie porte - bottega presenti in paese. -sempre partendo dalle Mura Rotte si imbocca Via Urbana in direzione di Piazza Piccioli. -lungo il tragitto si avrà modo di osservare la Loggia di Palazzo Cappa e, a sinistra, il cortile interno del cosiddetto quartiere. -subito dopo la loggia, si avrà modo di osservare l’entrata superiore di Palazzo Marchi Piccioli (ru quartiere), la cappella gentilizia intitolata a San Gennaro e, con una piccola deviazione, l’entrata inferiore che immette nel cortile. Nel Palazzo hanno avuto sede, nel corso degli anni, il quartiere generale dell’esercito borbonico (i Piccioli erano i fiduciari dei Borboni), il carcere, la posta, i carabinieri. -si prosegue a questo punto per Piazza Piccioli che prende il nome dalla famiglia il cui Palazzo si affaccia sulla Piazza e sulla vallata. -si ritorna sui propri passi e si entra nella parte più antica del paese, quella medievale,  da una delle quattro porte di accesso, Porta Santa Maria (iscrizione, case arco ecc.) proseguendo per via San Pasquale e le altre viuzze interne per mostrare le caratteristiche architettoniche (finestra arabeggiante, le pilucce, i luoghi della vita e del lavoro racchiusi entro le mura secondo la tradizione medievale di queste zone appenniniche); lungo via San Pasquale si apre il Palazzo Cappa, oggi in parte disabitato e in alcuni punti di difficile accesso, con la sua cappella gentilizia, San Pasquale. -si esce su Via Macello all’altezza del Forno da capo e si ammirano, verso valle, i resti della parte più antica, verso monte si può imboccare il vicolo che conduce a Porta Villotta, nei pressi dei resti del Palazzo Onori. -percorrendo le scale di Via Macello in salita, si giunge a Porta Castello e al piazzale retrostante il Palazzo rinascimentale che ha sostituito il preesistente castello medievale. -sul Piazzale si affaccia la Casa della Madonna, dove la congregazione del Gonfalone prepara la tradizionale Panarda nel mese di maggio, e si vede il pozzo esterno che costituiva la scorta di acqua del Palazzo. - dal Palazzo si può arrivare agevolmente ad una piccola chiesa extraurbana, recentemente restaurata. Seconda la tradizione si trattava di una chiesa appannaggio famiglie in vista (alle quali sono intitolati i cinque altari) che è stata utilizzata per volere delle famiglie come chiesa cimiteriale in occasione della peste che imperversò in queste regione alla metà del XVII secolo.
L'antichissima Navelli (i primi insediamenti sul territorio sembra risalgano intorno al VI sec. a. C.) sorge, ad una altitudine di 760 m. slm., sul vasto altopiano al quale dà il nome ("Piana di Navelli"), situato tra la conca dell'Aquila e quella di Sulmona e attraversato da uno dei pochi brani tratturali ancora visibili, residuo del tratturo magno L'Aquila-Foggia. Il borgo di Navelli (popolazione comunale di circa 630 abitanti), recentemente inserito nel prestigioso club de "I Borghi più belli d'Italia", mostra una struttura compatta, con le case arroccate su uno sperone roccioso e sovrastate dal cinquecentesco Palazzo Baronale Santucci, edificato sulle rovine di un più antico castello medievale. La parte più antica del paese è caratterizzata da una ripida e scenografica scalinata sulla quale confluisce una fitta rete di vicoli di straordinaria bellezza, arricchiti dalla presenza di palazzi, archi, piccole cappelle, loggiati rinascimentali e residue porte di accesso al borgo. Diverse sono le case-mura, erette a scopo difensivo lungo il confine esterno del nucleo abitato. Sulla sommità di Navelli si trova la chiesa di S. Sebastiano, adiacente al Palazzo Santucci. Da visitare la settecentesca chiesa del Rosario, il cui interno custodisce, oltre ad una pregevole tela della Crocifissione (XVIII sec.), il monumentale organo, datato 1782, realizzato dal celebre organaro abruzzese Adriano Fedeli-Fedri (Atri, 1719-1797). Fuori dal paese si trovano la chiesa medievale di S. Maria in Cerulis (o dell'Annunziata, XI sec.), edificata sui resti di un santuario pagano dedicato ad Ercole, e le due chiese tratturali della Madonna del Campo e di S. Maria delle Grazie. Navelli è la cittadina che diede i natali al monaco domenicano Santucci, il quale, portando intorno al 1230 alcune piantine di zafferano dalla Spagna al suo paese di origine, ebbe il merito non indifferente di introdurre per la prima volta in Italia la pregiata spezia "Crocus sativus", chiamata anche 'oro rosso' per la sua preziosità (basti pensare che per ottenerne 1 kg. essiccato, occorre togliere manualmente gli stimmi a circa 200.000 fiori). Oggi la Piana di Navelli è celebre in tutto il mondo per la produzione di una eccelsa qualità di zafferano che da secoli, nei mesi di ottobre e novembre, riveste l'esteso altopiano di un fantastico e profumato tappeto viola.
Navelli, un po’ di storia: Il toponimo Navelli (*nava) sembra voler dire “conca” , “affossamento” , dalla depressione del terreno nella quale si trovava l’antico insediamento. Ci sono anche altre teorie al riguardo. Secondo un’antica leggenda, il nome Navelli e legato alla partecipazione degli abitanti del borgo alle crociate in Terra Santa, così come ricorda lo stesso stemma del paese, caratterizzato da una nave con alcune croci. Invece la fonte popolare restituisce un originario Novelli, poichè il paese è nato dall’unione di nove ville. Solo in seguito, dunque, il nome si sarebbe trasformato in Navelli, forse influenzato proprio dagli eventi storici sopra menzionati. Reperti rinvenuti nella zona circostante il centro abitato di Navelli testimoniano la presenza di un insediamento già in epoca arcaica. La sua origine risale al periodo pre-romano, quando, nella zona sottostante l’odierno abitato, si estendeva il vicus Incerulae. Il ricordo dell’antico insediamento è conservato nel nome della Chiesa di Santa Maria in Cerulis (XI sec.), sorta sui resti di un tempio dedicato ad Ercole Giovio. La chiesa è stata per molto tempo il principale luogo di culto della comunità ed e oggi l’edificio religioso più antico presente sul territorio navellese. Nel Medioevo, con la nascita del Castello, la popolazione si rifugiò sul vicino colle, protetta da pesanti mura. Il centro storico ha ll tipico aspetto del borgo medioevale, sormontato dal Palazzo Santucci e con le case addossate lungo i fianchi del colle, caratterizzate dalla ricchezza delle lavorazioni in pietra e la raffinatezza delle decorazioni. Durante il XVIII secolo Navelli è stato baronia della famiglia Tomassetti di Celano. All’interno del paese percorrendo le stradine di ciottoli, ci si imbatte in numerose chiese. La chiesa parrocchiale di San Sebastiano (patrono di Navelli), di sicure origini medioevali, è addossata al Palazzo signorile. Questo edificio in principio venne costruito per scopi difensivi poi venne trasformato in luogo sacro in occasione della peste del 1478. L’ingresso laterale è caratterizzato da un pregevole portone ligneo scolpito, mentre all’interno è custodita una croce processionale del XIV secolo. Piccola e bella e la chiesa della Madonna del Suffragio, risalente al XVI-XVII secolo, anche questa ubicata nei pressi del Palazzo. Nella parte bassa del paese sono da ricordare la Chiesa della Madonna del Rosario (XVI-XVII sec.) che conserva un organo di notevole pregio storico ed artistico, realizzato da Adriano Fedri nel 1702 , la minuta chiesa di San Rocco che presenta dei pregevoli e importantissimi affreschi della scuola del Saturnino Gatti e la piccola chiesa di San Girolamo.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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