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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Morino

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI MORINO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di MORINO (Aq) (m. 438 s.l.m.)
     
  CAP: 67050  - 0863 -  0863.978128 - Da visitare:     
 MUNICIPIO DI MORINO 0863.978133   0863.970027       0863.978133  P. IVA: 00185610664
Raggiungere Morino:(Satzione Avezzano (Uscita Avezzano) -Aeroporto d'Abruzzo a 125 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI MORINO (AQ)
*** HOTEL LO SCHIOPPO
Via Ferriere - Frazione Grancia - 67050 Morino (Aq)
tel. 0863 978068
 Servizi offerti dalla struttura






RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE MORINO (AQ)
Monumenti e luoghi d'interesse a Morino (Aq) Architetture religiose: Eremo della Madonna del Caùto, chiesetta romita e antichissima posta a circa 1000 metri di altitudine s.l.m. sopra lo Schioppo della cascata che da origine al Romito affluente del fiume Liri. Si tratta di una chiesa rupestre. Alcuni documenti ne attestano l'esistenza fin dal XII secolo; Chiesa di Santa Maria Nuova situata nel centro del paese; Campanile della chiesa di Santa Maria Bambina a Morino Vecchio; Chiesa di Santa Maria della Stella nella frazione di Grancìa; Chiesa di San Giovanni Battista a Rendinara. Aree naturali a Morino (Aq) Riserva Naturale di Zompo Lo Schioppo Area protetta ricadente nel comune abruzzese di Morino, istituita con la Legge Regionale n°24 del 29/05/87. Il Comune di Morino con il contributo di Legambiente gestisce la Riserva fin dalla sua istituzione, nel 1987. La riserva prende il nome dalla cascata naturale (in italiano "salto dello sparo"), una tra le più alte dell'appennino. L'acqua sgorga da una ripida parete calcarea per un salto di oltre 80 metri. La sede dell'ente gestore si trova nella frazione di Grancìa. La gastronomia di Morino (Aq) La cucina di Morino è varia e ricca di sapori della terra, con ricette che ancora oggi rispecchiano l’espressione più autentica della tradizione. I primi piatti sono caratterizzati da gnocchi, sagne “pelose” al sugo o gli speciali tagliarini, una pasta senza uova, che viene servita in brodo di fagioli e cotiche di maiale. Tra le zuppe, primi tra tutti vi sono i ranati preparati con grano, granoturco, fagioli e ceci. La pizza morinese ha caratteristiche davvero particolari e viene proposta con alcune peculiarità: la pizza “roscia ” con farina di granturco e la pizza bianca con verdura e salsiccia. Non si deve dimenticare la natura appenninica del territorio, che favorisce la produzione di ottime castagne, denominate roscette, da consumarsi sbucciate e lessate al fuoco del camino con il finocchio selvatico. Piatti tradizionali sono le frittelle ripiene con cavolo, acciughe e sedano” e i “carascioni”, panzarotti farciti con uova e pecorino. Tra i secondi si consigliano prelibate carni di pecora e agnello alla brace, oppure, in alternativa, l’ottimo formaggio pecorino, prodotto da sempre negli allevamenti locali di Rendinara. Altre ricette caratteristiche includono le fave con il guanciale; pasta e lenticchie, piatto ideale per scaldarsi durante i mesi freddi invernali; il baccalà alla griglia preparato con i peperoni e le tagliatelle al sugo di lumache che, una volta risciacquate molte volte, vanno sgusciate, passate in aceto e sale, strofinate nella farina gialla, dopodiché vengono cotto in olio, aglio e peperoncino. Cosa fare a Morino (Aq) Sono diverse le tradizioni e le feste che caratterizzano, durante tutto l’anno, il borgo e le sue frazioni. È d’obbligo per gli abitanti, durante l’ultima domenica di maggio, la visita all’Eremo del Cauto che, dopo secoli, ancora oggi rappresenta un luogo sacro di meditazione e pellegrinaggio. Altri appuntamenti con la tradizione religiosa locale sono: il 25 aprile in occasione della festa della Madonna del Buon Consiglio, il 15 e 16 agosto a Grancia, durante la festa della Madonna della Stella e di S. Rocco, il 24 agosto con la festa della Madonna delle Grazie, nella frazione di Rendinara e l’8 settembre per la festa patronale della Natività di Maria. A rendere Morino vivo sono anche le iniziative folkloristiche organizzate grazie al contributo di tutta la comunità. In autunno ha luogo la sagra della castagna, organizzata nella frazione di Grancia, mentre la caratteristica sagra del formaggio di Rendinara, è l’immancabile appuntamento primaverile, ottima occasione per degustare gli eccellenti pecorini prodotti nella campagna circostante secondo le antiche tecniche. Tra luglio ed agosto è “Ambient’Arti” che domina la scena a Morino. Il festival comprende eventi in ambiente naturale e presentazione di spettacoli di alto livello con artisti nazionali negli spazi della Riserva, ma si caratterizza soprattutto per le attività di analisi e ricostruzione della memoria orale che vengono realizzate con la partecipazione dei cittadini, e finalizzate a rileggere le valenze ambientali, storiche e antropologiche del territorio.
CAMPEGGI MORINO (AQ)
Morino Vecchio: Antico borgo della Valle Roveto distrutto dal terremoto del 1915 e abbandonato dai pochi superstiti del sisma. Il paese devastato è stato posto in sicurezza e dotato di illuminazione in occasione del centenario del sisma nel 2015. Molto suggestivi il campanile dell'antica chiesa di Santa Maria Bambina e i suoi ruderi, i resti della chiesa di San Rocco, di cui è ancora visibile l'ossario ospitato nella cappella sotterranea e di palazzo Ferrante. Le cisterne del palazzo Facchini sono tra i pochi elementi che si sono conservati integralmente. Furono realizzate in cemento armato nel 1909 dal costruttore bolognese Cesare Palazzi, la cui abitazione di Avezzano fu l'unica a restare in piedi nella cittadina marsicana dopo il sisma. Il largo viale orientale che conduce ai resti della porta Cerrito, unica porta d'accesso al paese, offre una privilegiata visione panoramica. Le tradizioni e il folclore a Morino (Aq) ultima domenica di maggio: visita alla Madonna del Caùto; estate: feste patronali di Grancìa e Rendinara; estate: iniziative culturali nel borgo disabitato di Morino Vecchio; estate: festa della carbonaia a Grancìa; estate: festa della pastorizia a Rendinara; ottobre: sagra della castagna Roscetta. Cultura a Morino (Aq) Museo naturalistico antropologico della riserva naturale: L'Ecomuseo della riserva naturale, molto suggestivo, è stato allestito in un edificio antico di Grancìa. Restaurato negli anni novanta presenta scenografie e tecniche allestitive all'avanguardia. Si compone di due sezioni: il museo del territorio e il centro visita.
VILLAGGI TURISTICI MORINO (AQ)
Morino e i Monti Ernici sono una catena montuosa del Subappennino laziale, che si estende in direzione Est-Ovest ed è delimitata a Nord dai Monti Cantari e dalla valle dell'Aniene, ad Est dalla valle del Liri, a Sud ed a Ovest, dalla valle del Cosa e del Sacco. Costituiscono con il loro spartiacque il confine naturale tra il Lazio (nord-Ciociaria) e l'Abruzzo con versanti conseguentemente esposti ad ovest (più articolati e meno ripidi) e ad est (più diretti e ripidi). Le cime sono alte mediamente 2000 metri, la più alta è quella del Monte Passeggio (2064 m) seguito dal Pizzo Deta (2041 m), Monte Fragara (2006 m) e Monte Ginepro (2004 m) costituenti nel loro insieme il massiccio meridionale (Gruppo Pratelle - Prato di Campoli). Il massiccio settentrionale (Campocatino - Monna - Rotonaria) si presenta più continuo nei crinali formando un'unica lunga dorsale che da Campocatino (1800 m) culmina con il Monte Pozzotello (1995 m), Monte Ortara (1900 m), Monte Monna (1952 m), Monte Fanfilli (1952 m) e Monte Rotonaria (1750 m). Ad ovest l'ultima cima della catena è considerata il Monte Scalambra, presso Roiate e Serrone. Ai piedi degli Ernici si sviluppano i seguenti comuni: Alatri, Acuto, Anagni, Boville Ernica, Castelliri, Collepardo, Ferentino, Fiuggi, Fumone, Guarcino, Piglio, Roiate, Serrone, Torre Cajetani, Trivigliano, Veroli, Monte San Giovanni Campano e Vico nel Lazio sul versante laziale; Balsorano, Morino e San Vincenzo Valle Roveto sul versante abruzzese.
AFFITTACAMERE MORINO (AQ)
AFFITTACAMERE ZOMPO LO SCHIOPPO
Località Piano Sacramento - 67050 Morino Aq)
tel. 0863 978687 / mobile 368 7610597 - fax 06 5201693
BED & BREAKFAST MORINO (AQ)
BED & BREAKFAST VILLA BENICE
Via Breccioso, snc - 67050 Morino (Aq)
tel. 0863 978233 / mobile 333 5840490 - fax 0863 978233
CASE PER VACANZA MORINO (AQ)
I Monti Càntari sono una catena montuosa appartenente all'Appennino centrale, sita al confine fra Lazio ed Abruzzo, a cavallo fra le fra le province di Frosinone e dell'Aquila. La vetta più elevata è il Monte Viglio, che raggiunge i 2156 m s.l.m. Sono limitati a nord e ad est dalla Val Roveto, a sud-est dai vicini Monti Ernici, a sud dalla Ciociaria, ad ovest dalla Val Granara e dal territorio di Filettino e a nord-ovest dal valico della Serra S. Antonio e i Monti Simbruini. Sono un'area protetta all'interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Nel contesto montuoso che va sotto il nome di Monti Simbruini-Ernici, costituito tipicamente da catene sviluppate da nord ovest a sud est, prima con le costiere boscose dei Monti Simbruini, poi con le creste aeree dei Monti Ernici, i Monti Càntari, con il loro orientamento nord-sud, rappresentano una soluzione di continuità. La catena ha una lunghezza molto limitata, estendendosi per poco più di dieci km dal comprensorio di Campo Staffi a quello di Campocatino e buona parte di questa estensione è occupata dal territorio del Monte Viglio. Lo spartiacque ha inizio, a nord, al valico della Serra S. Antonio (1608 m); da qui la quota comincia progressivamente ad elevarsi, con le faggete dell'Insuglietta. A partire dalla Fonte della Moscosa si delineano nettamente le propaggini del Monte Piano (1838 m), quindi il susseguirsi delle cime dei Cantari (un complesso di vette senza nome: 1992 m, 2050 m, 2088 m, 2103 m), per culminare nella vetta del Monte Viglio (2156 m), preceduto dalla tozza mole del gendarme (2113 m). Al di là (sud-sud ovest) di questo punto più elevato della catena, lo spartiacque comincia a perdere quota e, superata la bocchetta del Viglio (1936 m, un valico naturale fra la Val Granara e la Val Roveto), scende alla cima del Monte Pratiglio (1884 m). Interrotta dalla depressione della Valle del Pratiglio, la catena riprende quota e risale rapidamente fino ad elevarsi nella cima del Monte Femmina Morta (1720 m) e del Monte Crepacuore (1997 m), che da questo lato settentrionale risulta più ripido rispetto a come appare dal versante meridionale. Il Crepacuore è considerato la cima terminale, verso sud, della catena; da qui, a partire dalle alture che circondano Campocatino, ha inizio la catena dei Monti Ernici propriamente detti. Conformazione: I Monti Cantari sono una catena montuosa di media altezza - relativamente alla scala appenninica - ma di breve estensione (circa 11 km dal Valico della Serra S. Antonio al Monte Crepacuore). Forse per questo motivo tale gruppo montuoso viene spesso confuso con i vicini Monti Simbruini o i Monti Ernici. In particolare, il Monte Viglio viene a volte descritto come la cima principale dei Monti Simbruini mentre il Monte Crepacuore viene inserito erroneamente nei Monti Ernici. In realtà la catena dei Monti Càntari possiede una consistenza geologica e geografica a sé stante rispetto alle due altre e più estese catene. Orientata da nord a sud, piuttosto che da nord-ovest a sud-est, come si è già accennato, i Monti Càntari realizzano un ecosistema più severo ed isolato rispetto ai Simbruini. Lungo i fianchi del Monte Viglio, e in particolare sul suo versante occidentale, sono evidenti sia i segni del glacialismo circhi glaciali verso la Val Granara) sia i solchi aperti, nella vegetazione sottostante, dalle frequenti valanghe. Tutta la catena dei Càntari è composta da calcari mesozoici e cenozoici. Molto pronunciati anche i fenomeni carsici, che trovano espressioni notevoli nella Grotta della Neve (1816 m) e nel Pozzo della Neve (1509 m), entrambi sulle falde del Monte Piano (1838 m). La cascata della Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, nei pressi di Morino, in Valle Roveto, è uno dei fenomeni più importanti dovuti al carsismo presenti in loco.
APPARTAMENTI PER VACANZA MORINO (AQ)
I Rilievi principali a confine del paese di Morino (Aq) Scorrendo la catena da nord a sud emergono: Monte Piano (m 1838); I Cantari (m 1992, m 2050, m 2088, m 2103); Monte Viglio (m 2156); Monte Pratiglio (m 1884); Monte Femmina Morta (m 1720); Monte Crepacuore (m 1997). La valle dell'Aniene è la valle del fiume Aniene, affluente del Tevere che scorre in Lazio. Il suo territorio è organizzato nella Comunità montana dell'Aniene ed è tutelato dalla Riserva naturale Valle dell'Aniene. L'Aniene (dal latino Anio), un tempo detto anche Teverone limitatamente alla parte bassa del suo percorso, è un fiume del Lazio lungo 99 km, principale affluente di sinistra del Tevere dopo il fiume Nera. Antiche leggende sul paese di Morino (Aq) Catillo rapisce la figlia di Anio e la porta con sé sul monte, che prende il suo nome. Egli cerca di approfittare di lei, allora suo padre tenta di oltrepassare il fiume per raggiungerla, ma viene trascinato via dalle acque e muore. Catillo e la ragazza, che erano ancora sul monte, vengono attirati da un bagliore: appare loro lo spirito di Anio che porta in salvo la fanciulla e abbandona lo sciagurato sul monte. Il suo spirito rimase intrappolato in quel luogo, mentre il fiume viene chiamato Aniene in onore di Anio. Il corso: Nasce sul confine tra Lazio e Abruzzo dai Simbruini (il nome di questo sistema montuoso deriva dal latino sub imbribus che significa sotto le piogge), tra le province di Roma e di Frosinone. La piovosità del bacino e la natura carsica del territorio (costituito geologicamente da calcari fessurati) generano in queste montagne varie sorgenti perenni, alcune assai copiose che provengono in molti casi anche da molto lontano, probabilmente da zone esterne al bacino idrografico dell'Aniene e che vanno ad alimentare svariati corsi d'acqua.
CASE PER LE FERIE MORINO (AQ)
Il fiume Aniene genera da due rami principali: l'Aniene propriamente detto e il Simbrivio. L'Aniene propriamente detto, la cui sorgente è quella più lontana dalla foce e ha il nome di Capo Aniene o Sorgente di Riglioso ed è posta a 1 200 m s.l.m. sul versante meridionale del Monte Tarino (1 959 m): in realtà la sorgente più copiosa (1,5 m³/s) è posta un po' più a valle presso le grotte del Pertuso, tra Filettino e Trevi, appunto in provincia di Frosinone. Il Simbrivio invece nasce a Vallepietra (RM) da una serie di sorgenti che scaturiscono dal Monte Autore (1 853 m), dal Monte Tarinello e dal Monte Arsalone e confluisce da destra nell'Aniene dopo Trevi (FR). Poco prima della confluenza con il Simbrivio, l'Aniene forma le caratteristiche Cascate di Trevi. Alcuni affermano che esse negli anni sessanta del XX secolo fecero da ambientazione d'innumerevoli scene dei film di genere mitologico e peplum, ma si tratta di un errore, perché la location principe di tali film fu invece offerta dalle cascate del Treja. A valle di Trevi il fiume scorre in una valle molto incassata ricevendo solo piccoli tributi idrici fra i quali si annovera quello della Sorgente dell'Inferniglio che gli tributa da destra presso Jenne con portate variabili da 0,1 a 1,6 m³/s. Dopo avere bagnato Subiaco la valle s'allarga e giunto ad Agosta il fiume riceve parte del tributo delle copiose e famosissime Sorgenti dell'Acqua Claudia e dell'Acqua Marcia nel territorio di Arsoli e Marano Equo, fin dall'epoca romana captate per la maggior parte dall'acquedotto a servizio di Roma (vedere dopo) che vi prende il nome. Dopo il maestoso salto (160 m) della grande cascata di Tivoli (e relative e successive cascatelle visibili dalla via Palombarese), l'Aniene giunge nella pianura romana raggiungendo con andamento sinuoso il punto di confluenza con il Tevere a Roma nella zona dei Prati Fiscali nei pressi di ponte Salario, apportando una media sostanziosa di circa 31 m³/s.
COUNTRY HOUSE MORINO (AQ)
Storia ed economia dell’Aniene. Anticamente il fiume si chiamava Parensius (Parenzio). Il suo nome attuale è Aniene, in latino Anio, perché secondo la leggenda Anio, re della Toscana, volendo perseguitare Cetego, rapitore di sua figlia, nel passare questo fiume vi restò sommerso. L'abbondanza e la continuità delle acque che lo alimentano fanno dell'Aniene un fiume di buona portata, che fu infatti utilizzato fin dall'antichità per alimentare acquedotti, e successivamente come risorsa per la produzione industriale locale e per la produzione di energia elettrica. La captazione delle acque dell'Aniene ha una lunga storia: comincia a metà del II secolo a.C. con il primo acquedotto fatto costruire (o secondo altri restaurato) dal pretore Quinto Marcio Filippo Rege, al quale fino all'età dei Claudi se ne aggiunsero altri due, sulla stessa direttrice e in alcuni punti sovrapposti o paralleli. Da qui il nome di acqua Marcia che l'insieme di queste acque assunse e mantiene nell'approvvigionamento idrico di Roma (al quale ancora contribuisce). In età romana sorsero lungo tutta la val d'Aniene numerose ville romane, tra cui quella di Nerone a Subiaco. Nel Medioevo poi la zona divenne rifugio di popolazioni in fuga dai barbari e sede di castelli, eremi e monasteri (spesso insediati sulle antiche strutture romane), il più noto dei quali è il monastero benedettino di Subiaco.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' MORINO (AQ)
Due eccezionali "prodotti" dell'Aniene a Tivoli sono: la Villa d'Este, i cui giochi d'acqua furono alimentati derivando l'acqua appunto dall'Aniene attraverso un cunicolo artificiale; la Villa Gregoriana, recentemente restaurata dal Fondo per l'Ambiente Italiano, tipico e poco noto esempio di giardino romantico. La varietà della conformazione geologica del percorso e la presenza di diversi salti hanno fatto sì che l'Aniene fin dal 1884 sia stato utilizzato per la produzione di energia elettrica (il che diede luogo nel secolo scorso ad un notevole sviluppo industriale nelle città di Subiaco e di Tivoli). L'Aniene oggi. La struttura amministrativa che oggi collega i comuni lungo l'alta valle dell'Aniene è la Comunità montana Valle dell'Aniene e comprende 33 comuni: Affile, Agosta, Anticoli Corrado, Arcinazzo Romano, Arsoli, Bellegra, Camerata Nuova, Canterano, Cerreto Laziale, Cervara di Roma, Cineto Romano, Gerano, Jenne, Licenza, Mandela, Marano Equo, Olevano Romano, Percile, Riofreddo, Rocca Canterano, Rocca Santo Stefano, Roccagiovine, Roiate, Roviano, Sambuci, Saracinesco, Subiaco, Tivoli, Vallepietra, Vallinfreda, Vicovaro, Vivaro Romano. La chiusura tra gli anni settanta e ottanta di quasi tutte le industrie a monte non ha forse giovato all'economia locale ma ha fatto sì che nel fiume, che nel secolo scorso le industrie (in particolare cartiere) avevano pesantemente inquinato, sia ricomparsa la fauna tipica dei fiumi sani come trote e gamberi di fiume. La totale riconversione economica della conurbazione romana verso il settore commerciale e dei servizi e la nuova sensibilità ambientale hanno favorito l'istituzione e la cura di aree protette anche nella zona urbana.
RIFUGI E BIVACCHI A MORINO (AQ)
La Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo è un’area protetta della Regione Abruzzo compresa nel Comune di Morino (AQ). I suoi 1025 ettari sono localizzati nella Valle Roveto, profonda incisione che si estende per circa 30 km in direzione NW-SE nel cuore dell’Appennino laziale-abruzzese, tra il Parco Regionale dei Monti Simbruini e il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. É molto interessante provare a “leggere” in questa area la varietà delle componenti ambientali e umane; dalla loro integrazione infatti deriva un paesaggio complesso e riconoscibile. Campi coltivati, filari di viti e boschi con querce imponenti caratterizzano le aree più prossime al centro abitato mentre nelle zone più elevate, faggi colonnari e tassi popolano la foresta attraversata dal torrente Romito. Alla sommità dei rilievi, sulle pareti assolate e a strapiombo nasce la spettacolare cascata naturale di Zompo lo Schioppo. La falda acquifera, contenuta in un sistema di cavità carsiche ancora sconosciute, si innalza in seguito alle precipitazioni invernali, fuoriesce e genera la cascata proprio al contatto tra le bancate calcaree e le rocce impermeabili sottostanti. Queste montagne hanno assistito più volte nei secoli a terremoti disastrosi, dei quali l’ultimo è stato quello del 13 gennaio del 1915, che ha determinato una svolta epocale nei caratteri ambientali e sociali della Valle Roveto. L’abbandono degli insediamenti medioevali e lo spostamento degli abitati verso il fondovalle, a ridosso delle vie di comunicazione, hanno provocato lo “sdoppiamento” dei centri urbani, con il nuovo edificato accanto ai vecchi nuclei ruderizzati. Questa è ancora oggi una delle caratteristiche più evidenti del paesaggio costruito e dei rapporti sociali tra gli abitanti, divisi tra i tre diversi nuclei di Morino, Grancia e Rendinara. L’acqua della Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo: Nascosta alla vista, l’acqua scorre all’interno della montagna, si insinua in vallette carsiche, pozzi e doline, spingendosi tra le rocce calcaree fessurate che formano questi monti. Riempie grotte, scava condotti e riaffiora in copiose sorgenti. Tra queste, quella dello Schioppo sgorga da una parete verticale e dà vita ad una spettacolare cascata di oltre 80 metri di altezza: è una delle rare sorgenti carsiche intermittenti dell’Appennino; è infatti attiva in primavera quando la falda acquifera si innalza per lo scioglimento delle nevi in quota. Le foreste della Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo: Dalle creste montane al fondovalle coltivato, il paesaggio vegetale è molto vario e ricco di specie rare e di pregio. Salici e Pioppi, insieme all’Ontano nero, costeggiano le rive del torrente, mentre Muschi ed Epatiche formano un tappeto morbido sulle rupi nei pressi della cascata. Sotto di questa, ad una quota insolitamente bassa (700 slm), resiste un bosco di Faggio, con molti esemplari secolari. Sulle rupi, con un microclima favorevole, si è insediato i Leccio; Carpino nero, Orniello, Acero campestre, Cerro, compongono il bosco nella fascia più bassa. E inoltre presente un popolamento di Tasso (Taxus baccata) di notevolissima importanza, oggetto di un intervento finanziato dall’Unione Europea: il progetto LIFE “Conservazione della faggeta appenninica con Taxus ed Ilex”. Le esperienze della Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo: Cento modi di pensare, di parlare, di ascoltare …cento modi di sorridere e scoprire. E’ pensando a questi cento (e molti più) modi di essere e sentire, che la Riserva svolge le sue attività di sensibilizzazione ed educazione ambientale, con l’obiettivo prioritario di riflettere sulla “sostenibilità- insostenibilità” di modelli socioeconomici in atto. Nella Riserva lavoriamo per aiutare i cittadini ad essere soggetti attivi nelle scelte che riguardano l’area in cui vivono, per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente.
Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo a Morino (Aq) Immersa nel verde, la Riserva Naturale di "Zompo lo Schioppo" è una delle più belle mete naturalistiche d'Abruzzo ricca di acqua e sorgenti naturali. Conosciuta in particolare per la presenza di una cascata naturale con un salto (zompo) di circa 80 m. (provocando, quando fuoriesce, un fragore simile ad uno schioppo) da cui il nome di "Zompo lo Schioppo". Proprio nel cuore di questo paesaggio, sorge il "Camping Lo Schioppo", che nel pieno rispetto dell'ambiente circostante, offre una vasta area attrezzata con strutture in muratura per il campeggio in tenda, roulotte e camper. Nel corso degli anni, il campeggio è diventato luogo di vacanza privilegiata per molti gruppi di giovani organizzati (atleti, scout, parrocchie e scuole), disponendo al proprio interno di una costruzione in muratura, dotata di cucina attrezzata, in grado di ospitare al chiuso, in autogestione, 30/40 ragazzi. Trovandosi il campeggio al centro di questo naturale anfiteatro,è anche punto di partenza di sentieri escursionistici di varie difficoltà, per avventurarsi alla scoperta della Riserva e per meglio conoscere la varia vegetazione flora e fauna.
Comune di Morino (Aq). Morino: Al confine tra Abruzzo e Lazio, sorge  il comune di Morino (Aq), piccolo borgo di circa 1500 abitanti. Immerso tra territori naturali di rara bellezza,le origini di Morino sono da tracciarsi nel periodo medioevale, quando il comune viene nominato in alcuni documenti attestanti la donazione del monastero di Montecassino, intorno al 1089. Come tutti i paesi della Valle Roveto, anche Morino fu posseduto prima dalla famiglia Orsini e in seguito, dopo il 1504, divenne possedimento dei Colonna. Solo durante il Regno di Napoli, ottenne ufficialmente l’indipendenza; si tratta dei primi anni dell' Ottocento e all'epoca il borgo si trovava arroccato su di un colle a 577m s.l.m. Dopo il 1915, a seguito del grande sisma, la comunità locale abbandonò il vecchio borgo di epoca romana, che conserva tutt'ora il suo fascino più autentico, e decise di ricostruire Morino nella parte bassa della vallata, in una zona pressoché pianeggiante. Ad oggi, La sua collocazione geografica, lo rende il portale di ingresso della Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, oasi verde di 1.025 ettari nella Valle Roveto, di cui è gestore grazie al contributo di Legambiente. Morino vive di un'economia basata su agricoltura e pastorizia, che lo rendono il luogo dove arte, natura e tradizioni si intersecano. Oltre all’elemento natura Morino presenta inoltre due edifici religiosi di notevole interesse, la chiesa Santa Maria Nuova e la chiesetta della Madonna del Cauto, immersa nella faggeta dello Schioppo. Particolarmente suggestiva perché scavata nella roccia, la chiesa fu edificata nel XII secolo a circa 1000 m di altitudine. Al suo interno conserva ancora oggi preziosi affreschi duecenteschi. Decisamente affascinante è anche la frazione di Rendinara, la cui storia è indissolubilmente legata a quella di Morino. Posta sul pendio di uno sperone del monte Pizzo Deta,  ancora oggi conserva l’atmosfera suggestiva del suo passato. Sono diverse le tradizioni e le feste che caratterizzano, durante tutto l’anno, il borgo e le sue frazioni. È d’obbligo per gli abitanti, durante l’ultima domenica di maggio, la visita all’Eremo del Cauto che, dopo secoli, ancora oggi rappresenta un luogo sacro di meditazione e pellegrinaggio. Altri appuntamenti con la tradizione religiosa locale sono: il 25 aprile in occasione della festa della Madonna del Buon Consiglio, il 15 e 16 agosto a Grancia, durante la festa della Madonna della Stella e di S. Rocco, il 24 agosto con la festa della Madonna delle Grazie, nella frazione di Rendinara e l’8 settembre per la festa patronale della Natività di Maria. A rendere Morino vivo sono anche le iniziative folkloristiche organizzate grazie al contributo di tutta la comunità. In autunno ha luogo la sagra della castagna, organizzata nella frazione di Grancia, mentre la caratteristica sagra del formaggio di Rendinara, è l’immancabile appuntamento primaverile, ottima occasione per degustare gli eccellenti pecorini prodotti nella campagna circostante secondo le antiche tecniche. Come raggiungere il paese do Morino. In auto: Da Roma: percorrere la A24, prendere l’uscita per A25/E80 verso Chieti/Pescara. Uscire per Avezzano ed entrare in SS690. Seguire in direzione Civita d’Antino/Morino/Pero dei Santi. Da Napoli: percorrere la A1/E45 verso Caserta/Roma/Avellino/Bari, prendere l’uscita per Cassino e proseguire sulla SS509, prendere lo svincolo per SS82 e seguire le indicazioni per Le Rosce. Da nord: percorrere la A1 in direzione Firenze, prendere l’uscita per A24/E80 verso Teramo/Pescara. Uscire in seguito per A25/E80 direzione Chieti/Pescara. Prendere l’uscita per Avezzano e proseguire sulla SS690. Seguire le indicazioni per Civita d’Antino –  Morino – Pero dei Santi. In treno: È possibile raggiungere Morino tramite le stazioni di Civita d’Antino-Morino, oppure di Morrea-Castronovo-Rendinara, entrambe situate sulla linea Avezzano-Roccasecca.
Morino sorge nei pressi del torrente Romito, che scorre nella verdeggiante Valle Roveto, levigandola e creando scorci naturalistici di rara bellezza. Il borgo, gestore grazie al contributo di Legambiente, della Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, è immerso tra territori naturali di rara bellezza, come l’omonima cascata carsica che, con un salto di oltre 80 metri, è la più alta dell’Appennino. L’area è circondata da faggi plurisecolari e castagneti, che ospitano a loro volta una varietà faunistica di interesse primario per biologi e ricercatori. Del territorio comunale fanno parte anche le frazioni di La Grancia e Rendinara, e le falde del monte Pizzo Deta. Il Comune inoltre è parte delle Comunità Montana Valle Roveto e la sua economia è da sempre basata su agricoltura e pastorizia. Nonostante l’altitudine e i rigidi inverni, a cui sono sottoposti i terreni della Valle Roveto, rendano il terreno poco fertile, a Morino le principali coltivazioni sono quelle di grano, granturco, patate e legumi, così come splendidi vigneti e oliveti. Tra itinerari escursionistici, chiese, monumenti, musei e buona cucina, il borgo si contraddistingue anche per il suo carattere dinamico e sempre attivo, come testimonia il ricco calendario di eventi, che si sviluppa durante tutto l’arco dell’anno. In particolare, le feste estive sono occasione di ritorno per i molti giovani morinesi che, costretti a trasferirsi in città, tornano alle proprie origini per rivivere il folclore della loro terra d’origine e per gustare i caratteristici piatti della gastronomia locale, preparati ancora secondo l’antica ricetta. La Storia del paese antico di Morino (Aq) Le origini di questo antico borgo, sono da tracciarsi nel periodo medievale, quando Morino compare, per la prima volta, nei documenti, dati nel 1089, attestanti la donazione al monastero di Montecassino. A partire dal 1175 il feudo venne ceduto alla Contea d’Albe, annoverando già sul suo territorio la chiesa, oggi conosciuta come Madonna del Cauto. Nelle zone limitrofe, si attesta la presenza di un altro gruppetto di case, all’epoca chiamato Villa di Morino, oggi conosciuto come Grancia, una delle frazioni incluse nel territorio comunale del borgo. Come tutti i paesi della Valle Roveto, anche Morino passò prima sotto la famiglia Orsini e in seguito, dopo il 1504, sotto il possedimento dei Colonna. Unito al Comune centrale di Civita d’Antino, insieme ai comuni limitrofi di San Vincenzo Valleroveto, Castronovo e Morrea, durante il Regno di Napoli, ottenne ufficialmente l’indipendenza nel 1831. All’epoca il borgo si trovava arroccato su di un colle a 577m s.l.m. Solo dopo il 1915, a seguito del grande sisma che, colpendo l’intera marsica, distrusse rovinosamente edifici e abitazioni, la comunità locale decise di ricostruire Morino nella parte bassa della vallata, in una zona pressoché pianeggiante, solcata dalle fresche acque dei principali torrenti locali. Da vedere a Morino (Aq) Fattore principale di attrazione di questo piccolo borgo è sicuramente l’inestimabile patrimonio naturale che racchiude nel suo territorio. Si tratta della Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, in cui si coniugano perfettamente le componenti ambientali con quelle umane, tra esemplari ed elementi unici di biodiversità e cultura locale. La Riserva presenta habitat molto differenti tra loro, che esemplificano perfettamente la varietà paesaggistica della Valle Roveto e l’abilità umana nell’adattarvisi. Dai campi coltivati e filari di vite, ai boschi di querce che caratterizzano le aree più prossime al centro abitato, fino alle zone più elevate ricoperte da foreste di faggi colonnari attraversate dal torrente Romito e popolate da tassi. Vera protagonista di questo spettacolo naturale è la cascata, partendo da una sorgente carsica, situata sulla sommità dei rilievi, cade a strapiombo per 80 metri, formando il salto naturale più alto dell’Appennino. Lo spettacolo non si limita solo alla superficie visibile, ma continua anche sottoterra, con una fitta rete di grotte, vallette carsiche, pozzi e doline, legati al fenomeno del carsismo. Al suo interno la Riserva sviluppa una vasta rete di sentieri che permette di visitare agevolmente le aree più interessanti del parco. Alcuni ripercorrono le tracce delle antiche vie pastorali, mentre altri sono stati recentemente tracciati dalle guide del CAI. Tra i sentieri più interessanti troviamo quelli che percorrendo l’antica via della pastorizia e costeggiando l’affascinante cascata, conducono alla scoperta dell’ antico Eremo del Cauto di Morino Vecchia, nella frazione di Rendinara. Al suo interno è presente inoltre un ecomuseo, inteso come centro multimediale ed esperienziale, finalizzato a diffondere una cultura ambientale collettiva. L’esposizione è stata ideata per far conoscere il vasto patrimonio naturale e culturale che contraddistingue il borgo e la sua valorizzazione, senza il quale sarebbe impossibile avviare processi di sviluppo sostenibile. Oltre all’elemento natura Morino presenta inoltre due edifici religiosi di notevole interesse, la chiesa Santa Maria Nuova e la chiesetta della Madonna del Cauto, immersa nella faggeta dello Schioppo. Particolarmente suggestiva perché scavata nella roccia, la chiesa fu edificata nel XII secolo a circa 1000 m di altitudine. Al suo interno conserva ancora oggi preziosi affreschi duecenteschi. Decisamente affascinante è anche la frazione di Rendinara, la cui storia è indissolubilmente legata a quella di Morino. Posta sul pendio di uno sperone del monte Pizzo Deta,  ancora oggi conserva l’atmosfera suggestiva del suo passato.
Morino è una città della Marsica, subregione dell'Abruzzo. Da sapere sul paese di Morino (Aq): Nel territorio comunale di Morino ricade la Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, area protetta istituita nel 1987. Il paese fa parte della rete dei "borghi autentici d'Italia". Cenni geografici e territoriali di Morino (Aq): Il paese nuovo di Morino, ricostruito dopo il terremoto del 1915, è situato lungo la valle del fiume Liri, sulla sponda sinistra della Valle Roveto. Si sviluppa alle pendici della catena montuosa degli Ernici. Dista circa 22 chilometri da Avezzano e 25 da Sora. Nel territorio comunale ci sono quattro frazioni: Brecciose, Grancìa, Morino Vecchio e Rendinara. Quando andare a visitare il paese di Morino: L'estate è il periodo migliore per visitare Morino e la riserva di Zompo lo Schioppo. Chi desidera osservare la cascata omonima nel pieno della portata d'acqua visita, invece, questi luoghi nel periodo autunnale o invernale. Cenni storici sul paese di Morino: Prima del terremoto di Avezzano del 1915, il caratteristico borgo sorgeva su un colle in posizione elevata rispetto all'attuale abitato. Completamente distrutto dal sisma si decise di ricostruire il paese nuovo in altra posizione più favorevole e più a valle, vicina alle vie di comunicazione. Nel borgo antico furono ricostruite poche abitazioni successivamente abbandonate. Morino (Aq), splendido borgo della Valle Roveto, immerso in una natura rigogliosa: ampie foreste di querce, faggi, castagni, la ricchezza delle acque, il fiume Liri che scorre placido a fondovalle, il torrente Romito a lambire l’antico abitato, e la suggestiva cascata Zompo lo Schioppo, alta 80 metri, contribuiscono a render Morino un luogo unico. Il patrimonio naturalistico è oggi protetto e valorizzato da una Riserva naturale e da un Ecomuseo. Da visitare a Morino la chiesa della Madonna del Cauto, detta anche del Pertuso, risalente al XII secolo: l’edificio si trova a ridosso della cascata, letteralmente incastonato nella roccia adiacente e nella natura circostante, ancora incontaminata. A monte dell’odierno paese si possono osservare ancora i ruderi di Morino Vecchio, abbandonato dopo il terremoto del 1915. Il paese di Morino Vecchio: L’antica Morino sorgeva in posizione più elevata rispetto al paese attuale: a causa del terremoto del 1915 dovette essere abbandonato, per ricostruire più a valle. Oggi non restano che rovine, che la natura ed il tempo hanno iniziato a reclamare; eppure proprio questo ha reso il luogo, anche grazie al notevole scenario nel fondo, poetico e denso di storia e bellezza. Da ammirare a Morino i resti del campanile della chiesa, ancora in piedi, passando attraverso gli antichi vicoli nel mezzo delle poche mura ancora in piedi.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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