Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Montelapiano (Ch) - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Montelapiano (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI MONTELAPIANO (CH)
 
Ospitalità nel Paese di MONTELAPIANO (Ch) (m. 740 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Montelapiano: 41°58′N - 14°21′E
     
  CAP: 66040 -  0872 -  0872.944485 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI MONTELAPIANO 0872.
944482
   0872.
944482
      0872.
944482
 -
81002650695
 
00295510697
Come raggiungere Montelapiano Satzione: Chieti   Aeroporto d'Abruzzo a 63 Km.  Uscita: Val di Sangro
 
HOTELS ED ALBERGHI MONTELAPIANO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Montelapiano (Ch) Chiesa di San Michele Arcangelo: La fondazione della chiesa parrocchiale sembra risalire al XVI secolo. Intorno alla metà dell'Ottocento furono operati lavori che ampliarono la navata e chiusero le antiche aperture. Le decorazioni a stucco dei capitelli sono frutto del lavoro di abbellimento dell'interno del 1811. Nel 1849 venne realizzato dal maestro Fiorindo Palumbo un nuovo portale in pietra. Tenuto conto del rovinoso stato in cui versava l'edificio, con un restauro nel 1902 venne riparato il tetto e aggiunto l'atrio, due piccoli vani nel retro, la balaustra in pietra, il pulpito e il fonte battesimale. Con la decorazione dell'interno, ad opera di pittori romani, nel 1929 furono conclusi i lavori. Nel 1956, su commissione del Genio Civile, vennero rinforzate le pareti esterne con grosse arcate in pietra e cemento. Nello stesso periodo fu finanziata dal Comune la costruzione di una scala a chiocciola nel campanile. La facciata, con terminazione a capanna, presenta come elemento principale il portale lapideo inquadrato da due lesene scanalate, con capitelli dorici, su cui posa un fregio con triglifi e metope ornate da anfore floreali e teste d'angelo. A sovrastare il portale vi è uno stemma, racchiuso tra due volute che sostengono un festone con motivi floreali e circondato da due cuori. In asse col portale è presente una finestra con arco a tutto sesto. La cortina muraria è in pietra irregolare, fatta eccezione per i cantonali in conci squadrati. Sopra il portale e la finestra si trovano dei "sordini" realizzati con archi in mattoni, che sono parte compresi nella muratura. Sulla facciata si appoggia il campanile, suddiviso in tre livelli da cornici marcapiano, sostenute da un muro a scarpa di più recente fattura e probabilmente coevo all'ultimo piano, con aperture a tutto sesto per contenere le campane.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE MONTELAPIANO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Montelapiano (Ch) Chiesa di Sant'Antonio da Padova: Sul cantonale è posta un'iscrizione che attesta al 1641 la data dell'edificazione della chiesa. Al XVIII secolo risale il portale, sormontato da due nicchie, in una delle quali è posta una modesta campana. Delle cause e dell'entità del restauro operato nel 1867, come confermato da un'altra iscrizione, sul portale, non si conosce alcuna informazione. A causa del notevole degrado, nel 1905 il tempio fu chiuso al culto, per poi riaprire nel 1931, dopo alcuni lavori di consolidamento della struttura. È probabile che in quest'occasione venne decorato l'interno con l'altare e la balaustra in marmo. Altri interventi per il rifacimento della pavimentazione si ebbero alla fine degli anni Cinquanta. Nel 1984, a seguito dei danni subiti da un terremoto ai primi di maggio, la chiesa venne nuovamente chiusa. Una fascia marcapiano divide la facciata in due livelli, facendo da contrappunto a lesene giganti. La terminazione è orizzontale e marcata da un cornicione in mattoni. I muri perimetrali sono realizzati in conci di pietra nella parte inferiore; in pietra sbozzata in quella superiore. In pietra sono anche i piedritti e l'architrave del portale, sormontato da una cornice a timpano spezzato, in stile settecentesco. Accanto ad esso vi è una nicchia che accoglie una piccola fontana. Oltre il marcapiano sono presenti due nicchie a tutto sesto, in mattoni. Dentro una di esse è posta la campana. L'interno è percorso da lesene ioniche, congiunte da volute dorate. Sopra ad esse corre una trabeazione in stucco bianco, ornato da fregi. La volta che ricopre la navata è a botte lunettata, nei cui vani sono ricavate le finestre.
CAMPEGGI MONTELAPIANO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Montelapiano (Ch) Chiesa di Santa Maria degli Angeli: Situata a ridosso del cimitero, fuori dal centro abitato, venne ricostruita nel 1987 per volontà dell'Amministrazione Comunale, dopo che la prima chiesa, di origini medievali, venne abbandonata alla fine del XIX secolo e poi distrutta dal terremoto del 1933. L'attuale edificio tuttavia riproduce i caratteri stilistici dell'antica costruzione. La facciata è anticipata da un avancorpo costituito da un grosso arcone in pietra squadrata con terminazione a capanna. Il portale è sovrastato da una finestra rettangolare e affiancato da altre due, di dimensioni più piccole e di forma quadrata, che ricordano le fenestrelle devotionis tipiche delle chiesette rurali. I fianchi laterali sono costituiti da piccoli blocchi di pietra squadrata e possiedono ciascuno tre finestre a tutto sesto protette da inferriate. Sul tetto è posto un piccolo campanile a vela.
VILLAGGI TURISTICI MONTELAPIANO (CH)
Monumenti e luoghi d'interesse a Montelapiano (Ch) Chiesa di Santa Croce: Situata fuori dalle mura della città, era utilizzata, insieme a Santa Maria degli Angeli, per la deposizione dei morti. Della chiesa attualmente non rimane più niente. Secondo alcune testimonianze, al momento della costruzione dell'asilo cittadino sarebbero riemerse tracce di mura e di ossa umane, probabilmente appartenenti ad essa. Piazza Palazzo di Monumenti e luoghi d'interesse a Montelapiano (Ch) La piazza, con l'omonimo belvedere, ospita un monumento ai Martiri di Montelapiano, trucidati dai tedeschi il 16 novembre 1943 e una targa posta dall'amministrazione comunale che ricorda San Francesco Caracciolo: In questo luogo come oasi spirituale amava intrattenersi in profondo colloquio con Dio San Francesco Caracciolo fondatore dei Chierici Regolari minori. Nello spazio occupato dallo spiazzo sembra sorgesse un castello, dettagliatamente descritto dal barone di Montelapiano l'avvocato Michelangelo Mellucci figlio di don Tommaso, padre di Don Pasquale Mellucci di Curti ufficiale comunale per vari anni bisnonno dell'ingegnere Gioacchino Luigi Mellucci . Parla infatti di un maniero con un cortile centrale dal quale si accedeva alle stalle, ai granai e ad una cantina. Una porta posta in fondo al cortile conduceva ad un piccolo orto scosceso. Il piano superiore era suddiviso in nove o dieci camere con la cucina, ripostiglio e forno e due garitte di cui una dotata di saettiere. La padrona successiva, Zenobia Giudice Caracciolo, dopo aver acquistato il castello ad un importo superiore a quello stimato, di 2000 ducati, ben presto si rese conto dello stato di rudere in cui versava l'edificio.
AFFITTACAMERE MONTELAPIANO (CH)
La cultura a Montelapiano (Ch) Eventi: 17 gennaio Sant'Antonio abate: Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Conciliio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore. Patronato: Eremiti, Monaci, Canestrai; Etimologia: Antonio = nato prima, o che fa fronte ai suoi avversari, dal greco; Emblema: Bastone pastorale, Maiale, Campana, Croce a T; Martirologio Romano: Memoria di sant’Antonio, abate, che, rimasto orfano, facendo suoi i precetti evangelici distribuì tutti i suoi beni ai poveri e si ritirò nel deserto della Tebaide in Egitto, dove intraprese la vita ascetica; si adoperò pure per fortificare la Chiesa, sostenendo i confessori della fede durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, e appoggiò sant’Atanasio nella lotta contro gli ariani. Tanti furono i suoi discepoli da essere chiamato padre dei monaci.
BED & BREAKFAST MONTELAPIANO (CH)
Eventi e manifestazioni a Montelapiano (Ch) 18 agosto San Bonifacio: Bonifacio, in latino Bonifatius, al secolo Wynfrith (o anche Wynfreth o Winfrid o Winfried) (Crediton, 680 circa – Dokkum, 5 giugno754), fu un monaco benedettino di origine anglosassone, missionario in Assia e Turingia: è ritenuto l'apostolo della Germania. Nacque intorno al 680 a Crediton nel Regno del Wessex. Missionario in Frisia dal 716, sotto la guida di Villibrordo, ricevette da Carlo Martello l'incarico di evangelizzare i territori dell'Assia e della Turingia, incontrando difficoltà anche per le apparizioni instabili dei missionari irlandesi e scozzesi. Era necessaria maggiore autorità, quindi prese per la seconda volta la via di Roma e fu nominato vescovo e legato pontificio da papa Gregorio II nel 722. Per potergli concedere ancora maggiore autorità e favorirlo nella sua opera, papa Gregorio III lo nominò nel 732 arcivescovo senza sede fissa e lo autorizzò a consacrare vescovi per le nuove diocesi. Visto che la dignità e l'autorità vescovile non gli erano ancora sufficienti, Bonifacio si recò per la terza volta a Roma nel 737-738 e si fece nominare da papa Gregorio III nunzio apostolico per la Baviera, l'Alemannia, l'Assia e la Turingia, con l'incarico speciale di dare a quei paesi un'organizzazione ecclesiastica più rigida. A Roma ottenne anche nuovi collaboratori per questa sua opera: monaci provenienti dal monastero di Montecassino. In seguito si insediò a Magonza, nel 745, e si adoperò per la riorganizzazione della Chiesa nei territori franchi sotto i regni di Carlomanno e Pipino il Breve (738-747). La vita religiosa di queste terre era decaduta fortemente, il clero inferiore era incolto e sfrenato, l'alto clero ingolfato in attività materiali e mondane e quasi privo di collegamento con la Sede romana. Carlo Martello, respingendo l'attacco degli Arabi in Francia, si rese benemerito alla causa cattolica ma per i diritti della Chiesa e per la sua disciplina ebbe pochi riguardi: nominò vescovi ed abati non badando alla loro canonica idoneità, ma solo a mire politiche e, senza alcun ritegno, dispose dei beni ecclesiastici per scopi profani. Sotto la direzione di Bonifacio si tennero alcuni sinodi che emanarono salutari provvedimenti, promulgati poi come leggi della Chiesa e dello Stato insieme (capitularia). In particolare vi si esortò il clero a condurre una vita conforme ai canoni (proibizione di portare armi, della caccia, del vestito laicale e del concubinato), i membri del clero furono assoggettati alla vigilanza del vescovo, si prescrisse per i monaci la regola di San Benedetto, si proibirono usanze pagane e superstiziose e la diffusione di dottrine eretiche, si insisté per l'elezione canonica dei vescovi (esclusione dei laici). I regnanti del paese non solo accettarono le idee riformatrici del missionario, ma anche la sua diretta unione con Roma. Nel 747 durante un sinodo, i vescovi presenti, sotto la guida di Bonifacio, indirizzarono un solenne voto di fedeltà al papa. Il suo epistolario contiene preziose informazioni sulle popolazioni della Germania del tempo, definite (Ep. 76) «feroci e ignoranti» che, pur convertite al cristianesimo, continuano a praticare superstizioni pagane, e sul clero, i cui diaconi, ignoranti di dottrina, (Ep. 50) «si portano a letto, la notte, quattro o cinque concubine». Dovette risolvere problemi di natura dogmatica, come stabilire (Ep. 32) se fosse valido - e tale lo considerava andando però contro la normativa della Chiesa - il matrimonio fra una vedova e il suo padrino di battesimo o il battesimo (Ep. 68) impartito da un prete ignorante di latino con l'errata formula Baptizo te in nomine patria et filia et spiritus santi. Bonifacio sconfessò tale battesimo ma, ripreso da Virgilio, vescovo di Salisburgo, la sua iniziativa fu censurata da papa Zaccaria. Gli ultimi anni della sua vita operosa furono pieni di amare delusioni: era il missionario anglosassone straniero. Bonifacio allora si ritirò e scelse come sede metropolitana Magonza e qui, nell'abbazia che gli era più cara, Fulda, continuò la sua missione pastorale e spirituale. Quando papa Stefano II, nell'anno 753 o 754, si presentò come postulante nel regno dei Franchi e in quell'occasione ripeté l'unzione e l'incoronazione di Pipino in tutta solennità, Bonifacio stava proprio per intraprendere il suo ultimo viaggio missionario in Frisia. E in quella regione il 5 giugno 754 fu ucciso insieme con cinquantadue compagni a Dokkum a circa 75 anni d'età.
CASE PER VACANZA MONTELAPIANO (CH)
Eventi e manifestazioni a Montelapiano (Ch) Seconda domenica di ottobre sagra dei cuochi: Festa dei Cuochi di Montelapiano, piccolo paese abruzzese in provincia di Chieti. La Festa è un’importante appuntamento che ha fatto da “antipasto” alla Rassegna, ossia il Raduno Nazionale della FIC, la Federazione Italiana Cuochi che, proprio quest’anno, ha scelto Montelapiano, oramai considerata la patria dei cuochi e paese nel quale si venera San Francesco Caracciolo, patrono e protettore degli chef. “Massimo impegno per la Rassegna e tante nuove iniziative e un ricco programma, tutto rigorosamente incentrato sulla buona cucina, sulle tradizioni e sulla ricchezza enogastronomica della regione”. ribadisce il sindaco di Montelapiano. Un’edizione a tutti gli effetti da record tra appuntamenti, iniziative e ospiti dal calibro internazionale. Importanti aziende del territorio abruzzese faranno da sponsor. Il Pastificio De Cecco (www.dececco.it), marchio di fama mondiale per la produzione di pasta di grano duro; la Cantina Tollo (www.cantinatollo.it), una delle più grandi realtà vitivinicole del Centro-Sud, oramai leader in cifre e qualità anche per i vini biologici. La giornata inizierà con il concorso di cocktail nel prestigioso Istituto Alberghiero Marchitelli di Montelapiano, fiore all’occhiello non solo dell’Abruzzo ma di tutta Italia. Nel pomeriggio via libera agli show cooking, prima con gli insegnanti e gli alunni del Marchitelli e, a seguire, con uno degli chef vegani più amati, Cristiano Bonolo. Noto interprete del mondo della cucina naturale, lo chef Cristiano si basa su piatti originali e sani al tempo stesso, semplici ma ricchi di sapore. Una “sfida” davvero curiosa considerando la secolare tradizione regionale basata su salumi, carni, formaggi e grandi piatti a base di pesce. Per l’appuntamento di Montelapiano presenterà la Tela di pasta all’essenza di cannella, un mix di colori e gusto intrigante. La sera sarà allietata dalla tradizionale cena preparata dai cuochi del paese, il modo ideale per prepararsi allo spettacolo con il famoso show-man Andy Luotto. Volto televisivo amato da tutti, protagonista al fianco di Arbore in indimenticate trasmissioni di grande successo, Luotto ha saputo legare l’amore per la tv e la musica alla passione per la cucina, attività che oggi porta avanti con soddisfazione. Top secret sulla ricetta che preparerà davanti al pubblico con la sola certezza che ci sarà uno dei prodotti simbolo dell’Abruzzo, la ventricina di Montelapiano.
La domenica sarà riservata al padrino Edoardo Raspelli, amato volto tv, conduttore e noto giornalista gastronomico. Simpatia e professionalità si mescolano nei suoi innumerevoli interventi tra le pagine dei maggiori quotidiani nazionali e nelle trasmissioni di successo come Melaverde. Con lui la bellissima Iuliana Ierugan, valletta e conduttrice di alcuni programmi televisivi oltre ad essere stata interprete di film di successo e, da un po’ di tempo, appassionata del settore eno-gastronomico. Con loro un momento interessante e allo stesso tempo divertente: una Chiacchierata di Gusto tra domande, opinioni e pareri di Edoardo Raspelli coordinata da Maddalena Baldini. Per chiudere in bellezza il pomeriggio della domenica ci sarà anche un momento goloso con uno dei dolci simboli della regione e della zona di Castel Frentano, i Bocconotti. Sarà Piero Bucci, proprietario della Bottega del Bocconotto di Castel Frentano (Ch) a dare dimostrazione e qualche assaggio di questo “misterioso” dolce abruzzese la cui ricetta originale resta ancora in parte sconosciuta.
APPARTAMENTI PER VACANZA MONTELAPIANO (CH)
La Comunità montana Valsangro (zona S) era stata istituita con la Legge regionale 4 agosto 1977, n. 39 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. È stata soppressa dopo una riduzione delle comunità montane abruzzesi che sono passate da 19 ad 11 nel 2008. Aveva la sede nel comune di Villa Santa Maria e comprendeva undici comuni della Provincia di Chieti: Archi; Atessa; Bomba; Colledimezzo; Montazzoli; Montebello sul Sangro; Monteferrante; Montelapiano; Pietraferrazzana; Tornareccio; Villa Santa Maria. La val di Sangro è una zona naturale che si estende lungo il corso del fiume Sangro, nella zona meridionale della provincia di Chieti. In questa zona il centro maggiore è Lanciano. Tuttavia, seguendo il corso del fiume, la stretta valle si dirama anche per un tratto del Molise e parte della provincia di L'Aquila, tra Castel di Sangro e Roccaraso, facente parte della Comunità Alto Sangro. È sede di un importante agglomerato industriale (Sevel-Honda), situato perlopiù nel comune di Atessa, nonché di ricche risorse naturalistiche. Oltre allo sviluppo industriale, la valle vede anche un notevole sviluppo agricolo nelle zone di Lanciano e Fossacesia per la produzione vinicola, e turistico al livello naturale (la costa dei Trabocchi, la montagna del fiume Sangro, la Majella e il lago di Bomba), e soprattutto artistico per la presenza di città d'arte e borghi medievali.
CASE PER LE FERIE MONTELAPIANO (CH)
Il Sangro è un fiume dell'Abruzzo meridionale e del Molise, il 2° per lunghezza (con 122 km di corso) tra i fiumi regionali, dopo l'Aterno-Pescara. Il Sangro nasce nel Parco Nazionale d'Abruzzo dalle pendici del Monte Morrone del Diavolo (1.602 m), in territorio del comune di Pescasseroli (provincia dell'Aquila). Bagna quasi subito il centro suddetto ricevendo da sinistra il torrente La Canala, attraversando così impetuoso anche i centri di Opi e Villetta Barrea. Giunto presso Barrea il fiume forma, sbarrato da una diga, il Lago di Barrea. Da qui, in breve, il fiume giunge presso i centri di Villa Scontrone e di Castel di Sangro, dove riceve le acque dell'affluente Zittola, scorrendo poi per un brevissimo tratto in Molise (provincia di Isernia). Giunto presso il comune di Ateleta poi il fiume prende a scorrere tra Abruzzo e Molise sino nei pressi del centro di Quadri, dove rientra definitivamente in Abruzzo (provincia di Chieti). In questo tratto il fiume viene nuovamente sbarrato da una grossa diga e forma il lago artificiale di Bomba. Alcuni km a valle del lago al Sangro giunge di sinistra fra i comuni di Casoli, Sant'Eusanio del Sangro e Altino, il copioso apporto del suo maggiore tributario: il fiume Aventino. Da questa confluenza inizia il tratto basso che vede il Sangro scorrere tranquillo e discretamente copioso di acque in un ampio greto ciottoloso fino alla foce in Adriatico, che avviene precisamente a Torino di Sangro Marina - comune di Torino di Sangro. In corrispondenza dell'innesto con il fiume Aventino si ha l'Oasi WWF di Serranella. Il Sangro ha una portata media annua presso Ateleta (medio-alto corso) di circa 9,2 m³/s, che diventano più che doppi alla foce. Durante il periodo estivo la sua portata si riduce notevolmente (0,5-3,2 m³/s rilevati ad Ateleta), mentre in autunno ed in inverno, si rilevano notevoli incrementi (portata massima ad Ateleta: 16,2 m³/s). Durante la stagione autunnale il fiume è soggetto anche a forti piene dovute alla piogge durante le quali l'acqua può arrivare a lambire gli argini esterni, costruiti appositamente per evitare l'allagamento delle zone circostanti.
COUNTRY HOUSE MONTELAPIANO (CH)
La Maitnet era un’antica festa Montelapianese, i giovani del posto il 31 dicembre passavano in tutte le case del paese formulando alle famiglie presenti gli auguri di buon anno, tra canti e tipiche rappresentazioni, e il ritornello ricorrente era “Buoninn e buon ann e buon capdann, salut a qua e cient’ann, puozza martè la figliol e accasà l fugliol”.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' MONTELAPIANO (CH)
Montelapiano è un comune italiano della provincia di Chieti in Abruzzo. Info: Comune di Montelapiano, Via Roma,1 - 66040 Montelapiano Chieti - tel. e fax 0872 9444 82 - info@comune.montelapiano.ch.It -  comunemontelapiano@pec.it Come si arriva a Montelapiano: Dall'autostrada Roma - Napoli, uscita San Vittore, direzione Venafro - Castel di Sangro, poi si percorre la Superstrada Fondovalle del Sangro, uscita Sant'Angelo del Pesco proseguire per Villa Santa Maria e successivamente per Montelapiano. Autostrada A14 Uscita Val di Sangro, poi superstrada Val di Sangro, uscita Villa Santa Maria proseguire per Montelapiano. In Treno e in Autobus: Ferrovia Adriatico Sangritana S.p.A. La Sangritana cura il trasporto pubblico locale mediante la propria rete sociale (Marina San Vito – Castel di Sangro) ed altre reti regionali (RFI) e sia in ambito automobilistico, attraverso servizi urbani ed interurbani regionali e statali. Autolinee Di Fonzo: Collegamenti interurbani in Abruzzo e per Roma. Autolinee Arpa Autolinee: Autolinee regionali pubbliche abruzzesi.
RIFUGI E BIVACCHI A MONTELAPIANO (CH)
Il comune di Montelapiano sorge alla sinistra della media valle del Sangro, alle pendici del Monte Vecchio, lungo un crinale roccioso costituito da roccia di calcare marnoso. Le prime notizie di questo piccolo borgo d’Abruzzo risalgono al XVI secolo, di cui ancora oggi, sono visibilissimi i trascorsi, data l’eccellente tenuta. Abolito il feudalesimo, durante il XIX secolo, gli ex principi e baroni, divenuti borghesi benestanti, acquisirono le terre migliori a discapito dei contadini, che furono costretti ad emigrare. Si persero purtroppo anche le tracce dell'antico castello, sostituito da un palazzo di fronte alla chiesa di Sant'Antonio da Padova. Godendo della vista sulla valle, ci si può affacciare dal belvedere che contorna la piccola e suggestiva Piazza Palazzo, dove sembra sorgesse proprio il palazzo o castello, poi demolito.
Cosa vedere a Montelapiano (Ch) Nella passeggiata per il piccolo borgo si finisce inevitabilmente per giungere in Piazza Palazzo, dal quale si gode uno splendido panorama sulla valle del Sangro che circondano Montelapiano. Una delle manifestazione che vengono organizzate in paese o l’ottobrina Sagra dei cuochi, che richiama in paese una moltitudine di persone per assistere agli show cooking di cuochi, ristoratori e chef di fama internazionale che arrivano anche dall’estero. Un’occasione per vedere prodotti nuovi, fare degustazioni, assistere a convegni a tema, visitare il paese di Montelapiano e fare acquisti sulle bancarelle del mercatino dei prodotti tipici locali.
Montelapiano (Ch). Notizie Storiche: Le prime notizie documentate sulla città risalgono al XV secolo quando fu feudo dei Caldora. Nel XVI secolo appartenne ai Carafa e poi ai Caracciolo che la dominarono sino alla fine della feudalità. La leggenda narra che gli abitanti furono costretti ad abbandonare il vecchio paese, a causa di un’invasione di formiche rosse che tormentavano i bambini nelle culle. Montelapiano, con l’approvazione di una legge fascista, divenne frazione di Villa Santa Maria nel 1929. Secondo questo decreto, tutti i paesi con meno di mille abitanti dovevano diventare frazioni del paese più vicino e più grande. Tornò ad essere un comune autonomo solo nel 1947, dopo le continue pressioni nei confronti del Prefetto Montelapiano da parte dei cittadini.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Tra i piccolissimi borghi italiani scarsamente popolati, c’è anche Montelapiano, in provincia di Chieti, nella Valle del Sangro, che conta appena 77 abitanti, costruito sul crinale roccioso di Monte Vecchio, coperto di boschi e di pascoli. Le notizie di questo piccolissimo borgo sono solamente del XV secolo, quando fu oggetto di trasferimento, assieme ad altre località della zona da una casata all’altra dei potentati napoletani e romani dell’epoca medioevale e rinascimentale. Il suo centro storico è ancora molto ben conservato, con stretti vicoli e scalinate che si inerpicano sul monte, tra palazzi di mattoni e di pietra locale. Da vedere nel tranquillo borgo chietino vi sono alcuni edifici religiosi, come la cinquecentesca chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, restaurata nell’800, con un basso campanile appoggiato alla facciata. Interessanti anche la seicentesca Chiesa di Sant’Antonio da Padova, anch’essa restaurata duecento anni dopo e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, appena fuori dall’abitato, ricostruita come era in epoca medioevale dopo la distruzione causata da un terremoto circa settant’anni fa.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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