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Ospitalità nel chietino – Dove dormire a Montazzoli (Ch)

Chieti > Ospitalità Provincia di Chieti
GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI MONTAZZOLI (CH)
 
Ospitalità nel Paese di MONTAZZOLI (Ch) (m. 850 s.l.m.)
Coordinate geografiche del paese di Montazzoli: 41°57′N - 14°26′E
     
  CAP: 66030 -  0872 -  0872.947136 - Da visitare:   
 MUNICIPIO DI MONTAZZOLI 0872.947126   0872.947131      0872.947126 - 00254260698 
Raggiungere Montazzoli: Satzione: San Vito - Lanciano (Ferrovia Sangritana a 46 km.)  Aeroporto d'Abruzzo a  86 Km. Uscita: Val di Sangro  
 
HOTELS ED ALBERGHI MONTAZZOLI (CH)
** HOTEL LA COLLINETTA
Viale Aldo Moro, 21 - 66030 Montazzoli (Ch)
tel. e fax 0872 947109
 Servizi offerti dalla struttura








RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE MONTAZZOLI (CH)
Montazzoli è un piccolo comune della provincia di Chieti. ll territorio comunale fa anche parte della Comunità montana Medio-Sangro. Il paese attuale, il cui primo insediamento nasce intorno ad una Torre con funzione di passo, sorta tra il nono e dodicesimo secolo conserva ancora la sua struttura originaria dovuta alla particolare topografia, che presenta due rilievi contrapposti sull´asse nord-sud: il Colle San Carlo a sud ed il Colle Ripa nord con un piana tra di essi che ha naturalmente accolto e dato la spinta alle future espansioni dell´ insediamento. Il Colle Ripa, che costituisce l´ultimo sperone di roccia verso la sottostante valle del Sinello, ospita ovviamente il nucleo storico nato intorno al Castello che ebbe, come già detto, funzioni di postazione militare, di osservatorio e di passo: esso infatti sorge sul punto più alto del colle che, pur se inferiore altimetricamente al Colle San Carlo, risulta essere più avanzato e scoperto quindi più idoneo a tali funzioni. Il primo nucleo urbano tutt´ora leggibile sul territorio è andato crescendo intorno al Castello ed era costituito dalle servitù e le fabbriche ad esso connesse, e si può ragionevolmente datare una vera e propria trasformazione da postazione con annessi fabbricati di servizio, ad altri a carattere esclusivamente residenziale non oltre il X-XI secolo. La crescita dell´insediamento urbano procede ad anelli concentrici leggermente ovalizzati verso meridione, ed il passaggio dal nucleo primitivo 1 ad un sistema organizzato come insediamento stabile potrebbe coincidere con la ristrutturazione territoriale Angioina, ossia intorno al 1270, solo dopo tale data infatti l´insediamento veniva definito "castrum". In questa fase il paese riassorbe gli agglomerati sparsi, seppur di dimensioni incisive, di Baselice e Civita del Conte, spingendo l´abitato a est 2 e dando probabilmente origine alla struttura parrocchiale sottoposta al Castello, identificabile con la cappella del Purgatorio all´estremità nord del Colle Ripa, sulla cui area sorge oggi la Sala Poliuso. Senz´altro nella fase 1 l´agglomerato non era cinto da mura autonome in quanto il Castello stesso assolveva a questa funzione, ma certamente un primo perimetro era quello che racchiudeva verso est l´abitato, dalla cappella del Purgatorio al sito della futura chiesa di S.Silvestro. Solo con la successiva fase insediativa 3 l´agglomerato si spinge sulla piana di separazione fra il Castello e Colle S.Carlo cioè intorno all´area mercatale extramurale che ancora oggi conserva questa funzione.
CAMPEGGI MONTAZZOLI (CH)
Montazzoli è posta su un crinale tra i torrenti Altosa e Sinello. Il suo territorio è esteso circa 40 Kmq, su un area di media e alta collina. Il centro è dominato dal castello posto su uno sperone roccioso, risalente al '400. Le prime notizie storiche sull'abitato risalgono al XV secolo, quando era possedimento dei di Sangro. Da vedere la Chiesa di S. Silvestro Papa, edificio barocco con portale in pietra e navata unica, con profondi vani degli altari laterali. All'interno croce processionale argentea attribuita alla scuola guardiese; la Chiesa Oratorio, barocca; la Chiesa di S. Maria della Spugna e i diversi palazzi gentilizi di forme classicheggianti riferibili al XVIII-XIX sec., con apparati decorativi in pietra. Infine, la sorgente sulfurea. Eventi e manifestazioni a Montazzoli (Ch) 28 marzo: Fiera di San Giuseppe; 11 maggio: Fiera di San Michele; 3 giugno: Fiera di Sant'Antonio; 4 giugno: Festa di San Nicola (o festa patronale); 24 giugno: Festa di San Giovanni Battista (presso la frazione Fonte San Giovanni); 2 luglio: Festa della Madonna della Spogna; 24 luglio: Fiera di Sant'Anna; Seconda domenica di agosto: Festa della Montagna (presso la cappella della Madonna del Buon Pastore); 15 agosto: Festa di San Rocco; 4 settembre: Festa della Madonna; 3 settembre: Fiera di San Rocco; 11 ottobre: Fiera del Santissimo Rosario e 11 novembre: Fiera di San Martino.
VILLAGGI TURISTICI MONTAZZOLI (CH)
Montazzoli (CH)  Borghi e Castelli d'Abruzzo. Dati e curiosità: altitudine: 850 m; superficie: 39 km quadrati; nome degli abitanti: montazzolesi. Da visitare a Montazzoli: La chiesa parrocchiale di San Silvestro Papa, sorta sul sito dell’antica cappella di San Vincenzo dopo che nel 1724 era stata abbandonata la precedente parrocchia del Purgatorio. La chiesa è in stile barocco, con un bel portale in pietra e una sola navata interna sulla quale si aprono i profondi vani che ospitano gli altari laterali. All’interno si conserva una bella croce da processione in argento attribuita alla scuola orafa rinascimentale di Guardiagrele Sul retro della chiesa parrocchiale si trova una chiesa oratorio barocca con un bel portalino in pietra; all’interno c’era un interessante organo in legno settecentesco ormai assai rovinato e ridotto a pochi resti La chiesa di Santa Maria della Spogna. Non essendo noto un culto dedicato a una ipotetica “Madonna della Spogna”, si pensa che questo curioso nome derivi alla chiesa dal fatto di sorgere in un luogo roccioso di formazione carbonatica, pietra detta localmente “spugna”. Le origini della chiesa sono molto antiche e per tradizione risalirebbero al XII o XIII secolo. Nel 1771 però essa risultava ormai completamente abbandonato e in rovina. Nel 1824 venne restaurato e trasformata in chiesa del cimitero. La struttura attuale è tipicamente ottocentesca, anche se il portale e il finestrone conservano ancora forme barocche. All’interno si conserva un pregevole organo monumentale del 1890. La chiesa di Sant’ Antonio a Montazzoli, che si trova proprio alle spalle della chiesa parrocchiale dedicata a San Silvestro. Fu patronato speciale della baronia Franceschelli e secondo la tradizione locale sarebbe stata costruita nel ’700, ma molto più probabilmente quei lavori furono solo l’ampliamento e la ristrutturazione di una chiesa più antica. In paese di Montazzoli si conservano diversi palazzi signorili e nobiliari risalenti a un periodo che va dal XVIII secolo al XIX. Il Casino Franceschelli a Montazzoli, costruito tra il XVIII e il XIX secolo, dotato di corte e magazzini, ma ormai ridotto a rudere. Il castello di Montazzoli venne fondato nel ’400 ampliando una più antica torre isolata. Ha un ampio cortile con cisterne per l’acqua piovana. Fu più volte rimaneggiato e ampliato, fino a essere riadattato come residenza gentilizia a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, quando venen dotato di corte, mulini e magazzini. L’ultima famiglia ad averlo posseduto, assieme al feudo, fu quella dei baroni Franceschelli. Nel contado si incontrano molti esempi di classica architettura contadina, con tipiche case in pietra a due piani. Il Lago Negro è un bacino a carattere stagionale del quale resta l’invaso nella omonima località. Lo si incontra ai margini di un ricco bosco di cerri, farnie e faggete di alto interesse ambientale e naturalistico. Nelle vicinanze si trova Fonte Gelata. Il Lago di Acquaviva è in parte anche nel comune della vicina Roccaspinalveti e fu originato da una frana seguita allo svuotamento del Lago Negro nel 1957. E’ una zona umida di alto interesse paesaggistico e ambientale.
AFFITTACAMERE MONTAZZOLI (CH)
Il Castello di Montazzoli (Ch) Epoca: XV-XVI secolo, su precedente fortificazione. Come arrivarci: con l'autostrada A14, uscita Val di Sangro; proseguire per 31 km sulla Superstrada fondovalle Sangro; proseguire per 13 km in direzione Pietraferrazzana/Colledimezzo/Montazzoli. Cenni storici: «Il Castello di Montazzoli sorge su uno stretto sperone roccioso sovrastante le valli circostanti ed il borgo. La conformazione di tale sperone ha condizionato fortemente l'andamento della pianta dell'edificio che sebbene sia tendente al rettangolo è infatti molto irregolare, con ambienti distribuiti intorno ad un cortile interno con cisterna. Il complesso, sorto nel XVI secolo, si distribuisce in altezza su due livelli (più un mezzanino sul prospetto est) ed è caratterizzato esternamente da una forte scarpa basamentale separata, sui prospetti est e sud, dalla superiore parte appiombo da un marcapiano in travertino. Il prospetto nord invece, quasi interamente ricostruito dopo il terremoto del 1907, è in blocchi di pietra squadrati e regolari e conserva della muratura antica solo la parte basamentale. Anche le cinque grandi finestre che si aprono sul lato nord con spalle in mattoni e arco fortemente ribassato, hanno caratteristiche diverse da quelle degli altri prospetti. La compatta massa muraria dei prospetti sud ed est è interrotta esternamente solo dalle aperture: quadrate e più piccole quelle del piano inferiore, più ampie e dotate di balconi su mensole in pietra, quelle del piano nobile, che in alcuni casi si presentano sormontate da lunette in pietra. Di particolare interesse è una finestrella quadrata che interrompe il marcapiano del lato est: è la finestrella del carcere e sul davanzale costituito da un blocco di arenaria è inciso il motto "Nolite Nocere". Sul prospetto est è anche addossato un piccolo passaggio coperto affiancato da una gradinata che permette l'accesso ad un pianerottolo, una volta ponte levatoio, su cui si apre l'unico ingresso dell'edificio, ovvero un portale in pietra con arco ogivale e battenti in legno.
BED & BREAKFAST MONTAZZOLI (CH)
Il castello di Montazzoli si trova in posizione dominante sugli avvallamenti circostanti. È conosciuto anche con il nome dell’ultima famiglia feudale a detenerlo, quella dei Franceschelli. Risale al XVI secolo: alcuni studiosi sostengono però che la fortificazione sia il risultato dell’espansione e della modifica di una originaria torre a base quadrata; è certo che anche in seguito andò incontro a modifiche e ricostruzioni, come nel caso del prospetto nord, riedificato dopo i danni arrecati dal terremoto del 1907. La pianta del castello è irregolare, poiché si adatta alla conformazione del terreno su cui sorge, e si sviluppa attorno ad un cortile interno. La struttura si eleva su due piani, con l’eccezione del lato est dove si trova un mezzanino; sui lati est e sud è ancora presente una scarpatura, divisa dalla parte superiore da un marcapiano. Attualmente il castello è abitato da famiglie di privati, pur rimanendo visitabile previo accordo con i diversi proprietari. Il piano terra del castello di Montazzoli conserva in parte pavimenti in piastrelle di ceramica dipinte con motivi floreali probabilmente del diciannovesimo secolo. Di particolare pregio artistico anche i soffitti di alcuni ambienti interni sia del piano terra che del piano nobile, affrescati con motivi geometrici e floreali o con volute neoclassiche realizzati probabilmente tutti tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. Anche il cortile conserva elementi di interesse artistico come il frammento scultoreo medievale murato nel pozzo. Il castello, di proprietà privata, è usato come residenza da più famiglie».
CASE PER VACANZA MONTAZZOLI (CH)
Montazzoli è posto su un crinale tra i torrenti Altosa e Sinello. Il suo territorio si estende per circa 40 Kmq, su un’area di media e alta collina. Il centro è dominato dal castello posto su uno sperone roccioso, risalente al XVI secolo. Le prime notizie storiche sull'abitato risalgono al XV secolo, quando era possedimento dei Di Sangro. Da vedere la chiesa di San Silvestro Papa, edificio barocco con portale in pietra e navata unica, con profondi vani degli altari laterali; all'interno vi è una croce processionale argentea attribuita alla scuola guardiese; la chiesa di Sant’Antonio; la chiesa di Santa Maria della Spogna e i diversi palazzi gentilizi di forme classicheggianti riferibili al XVIII-XIX secolo, con apparati decorativi in pietra.
APPARTAMENTI PER VACANZA MONTAZZOLI (CH)
Il castello dei Baroni Franceschelli è sito a Montazzoli in provincia di Chieti. Il nome del castello trae origine dalla nobile famiglia che ne ha avuto il possesso (assieme al dominio sull'intero feudo di Montazzoli, costituito da migliaia di ettari di terreno, fabbricati, armenti ed altro) dal 1686 in poi, cioè la famiglia dei Baroni Franceschelli. Architettura del castello dei Baroni Franceschelli: Alcuni studiosi ritengono che il castello abbia avuto origine da una torre quadrangolare posta nel lato nord presso il cortile interno che controllava la parte più a nord del Colle Ripa. Una corte esterna posta ad est constava di mulino, frantoio e magazzini. L'accesso al castello è possibile tramite due strade che terminano nella corte esterna. La strada più antica è quella sita presso le antiche fabbriche e magazzini, strada oggi non più praticabile, l'altra strada, trattasi di percorso carrozzabile e raggiungibile da sud tramite un ponte levatoio che serve una gradinata ciottolata che immette su di un piano con un panorama. La facciata nord è stata ricostruita dopo il terremoto del 1907, facciata di cui rimane un basamento contraffortato e una piccola porzione angolare. Attraverso un portale in arenaria e calcare si entra in un cortile interno coperto da una volta a botte con lunette in cui vi è conservata la trave che metteva in funzione il ponte levatoio. Dal cortile interno si può entrare in alcuni appartamenti, anticamente adibiti a stalle ed alloggi per la servitù e resi abitabili dagli ultimi eredi dei suoi feudatari ossia i Franceschelli nel 1920, alle cantine ed alle ex carceri su cui vi è un blocco in arenaria con la scritta "Nolite Nocere" che significa "Non fate del male". Dal cortile vi è una rampa che mette nel quarto nobile divisi in più appartamenti privati e solo uno di essi abitati dai discendenti dei feudatari. L'attuale conformazione è dovuta al XVI-XVII secolo. Prima dell'arrivo dei Baroni Franceschelli nel castello nel 1686 si avvicendarono nello stesso i di Sangro ed i Gizzi. Il cortile, di forma irregolare adattata alla conformazione del terreno ha visto chiudersi tutt'intorno il castello nelle varie modifiche avvenute nel corso del tempo. La visita al castello è fruibile, tramite permesso dei proprietari, solo in alcuni periodi dell'anno, per lo più in estate.
CASE PER LE FERIE MONTAZZOLI (CH)
Cenni Storici sul paese di Montazzoli (Ch) Il paese attuale, il cui primo insediamento nasce intorno ad una Torre con funzione di passo, sorta tra il nono e dodicesimo secolo (tesi avvalorata dal passaggio di una diramazione del tratturo tra Civita del Conte e la Masseria Baronessa), conserva ancora la sua struttura originaria dovuta alla particolare topografia, che presenta due rilievi contrapposti sull´asse nord-sud: il Colle S.Carlo a sud ed il Colle Ripa nord con un piana tra di essi che ha naturalmente accolto e dato la spinta alle future espansioni dell´ insediamento. Il Colle Ripa, che costituisce l´ultimo sperone di roccia verso la sottostante valle del Sinello, ospita ovviamente il nucleo storico nato intorno al Castello che ebbe, come già detto, funzioni di postazione militare, di osservatorio e di passo: esso infatti sorge sul punto più alto del colle che, pur se inferiore altimetricamente al Colle S.Carlo, risulta essere più avanzato e scoperto quindi più idoneo a tali funzioni. Il primo nucleo urbano 1 tutt´ora leggibile sul territorio è andato crescendo intorno al Castello ed era costituito dalle servitù e le fabbriche ad esso connesse, e si può ragionevolmente datare una vera e propria trasformazione da postazione con annessi fabbricati di servizio, ad altri a carattere esclusivamente residenziale non oltre il X-XI secolo. La crescita dell´insediamento urbano procede ad anelli concentrici leggermente ovalizzati verso meridione, ed il passaggio dal nucleo primitivo 1 ad un sistema organizzato come insediamento stabile potrebbe coincidere con la ristrutturazione territoriale Angioina, ossia intorno al 1270, solo dopo tale data infatti l´insediamento veniva definito “castrum”. In questa fase il paese riassorbe gli agglomerati sparsi, seppur di dimensioni incisive, di Baselice e Civita del Conte, spingendo l’abitato a est 2 e dando probabilmente origine alla struttura parrocchiale sottoposta al Castello, identificabile con la cappella del Purgatorio all´estremità nord del Colle Ripa, sulla cui area sorge oggi la Sala Poliuso. Senz’altro nella fase 1 l’agglomerato non era cinto da mura autonome in quanto il Castello stesso assolveva a questa funzione, ma certamente un primo perimetro era quello che racchiudeva verso est l’abitato, dalla cappella del Purgatorio al sito della futura chiesa di S.Silvestro. Solo con la successiva fase insediativa 3 l’agglomerato si spinge sulla piana di separazione fra il Castello e Colle S.Carlo cioè intorno all´area mercatale extramurale che ancora oggi conserva questa funzione.
COUNTRY HOUSE MONTAZZOLI (CH)
Il Castello dei Baroni Franceschelli a Montazzoli (Ch) Centro dell´antico insediamento, si ritiene che possa aver avuto origine da una torre quadrangolare individuabile nella struttura regolare dislocata sul lato nord del cortile interno, e che impegnava la parte più alta ed esposta del Colle Ripa. In seguito l´impianto si è sviluppato chiudendosi intorno al cortile e assumendo una forma poligonale irregolare imposta senz´altro dalla topografia della rupe su cui poggia. Una corte esterna, sul lato nord orientale, in direzione della ex cappella del Purgatorio, raccoglieva mulino, frantoio e magazzini, fabbricati questi che, ove non difesi naturalmente dalla rupe, assumono struttura castellata. L´accesso al Castello è consentito da due strade opposte ciascuna delle quali termina nella corte esterna: la più antica, oggi meno praticabile, è quella che permette l´accesso da nord passando tra quelle che erano fabbriche e magazzini ad esso connesso in cui è tutt´ora leggibile il vecchio borgo, e che senz´altro da quel versante collegava l´antico insediamento con la diramazione del tratturo verso valle; la seconda, purtroppo carrozzabile, è raggiungibile attraversando tutto il paese da sud e permette, dalla piazza della parrocchiale, la vista del Castello in tutta la sua mole; da qui la strada (via Roma) costeggia tutto il lato est dell´edificio, passa sotto il ponte, fino agli inizi del ´900, levatoio, e raggiunge la piazzetta dove affacciano alcuni degli edifici del vecchio borgo e dove si giunge anche dall´altra strada. La facciata nord che affaccia su essa è stata quasi interamente ricostruita in seguito al terremoto del 1907, e della struttura originaria rimane solo il basamento contraffortato e una stretta fascia d´angolo; tale intervento ha interessato anche parte della facciata ovest dove è chiaro il raccordo con la struttura originaria nella creazione di un gradino verticale. Sulla facciata est dell´edificio, caratterizzata da un forte dislivello fra la sua parte nord e quella sud, si trova l´unico ingresso al Castello a cui si giunge salendo l´ampia gradinata ciottolata che immette su un pianerottolo con sedute panoramiche, una volta ponte levatoio. Attraverso un portale in pietra arenaria e calcarea con arco a sesto acuto si entra nel cortile interno, parzialmente coperto con una volta a botte lunettata ed in cui è ancora custodita la trave su cui giravano gli argani di servizio al ponte levatoio; qui trova posto anche la vera della cisterna (chiamata così erroneamente perché rifornita da acqua sorgiva) nel cui corpo è incluso un fregio floreale di spoglio databile al XIII secolo; il portone in legno chiodato porta nell´ogiva il monogramma degli ultimi feudatari: B.F.(Baroni Franceschelli). Dal cortile si accede oltre che ad alcuni appartamenti, una volta adibiti a stalle e alloggi per la servitù, e resi abitabili da uno degli ultimi eredi dei feudatari locali nel 1920, alle cantine e a quelle che erano le carceri, riconoscibili dall´esterno per una finestra il cui davanzale, costituito da un blocco di arenaria, riporta scolpito il motto “Nolite Nocere” (non fate del male). Sempre dal cortile una rampa in pietra, con copertura voltata, conduce agli appartamenti del cosiddetto quarto nobile, ora divisi in più proprietà e solo in uno di essi, ancora appartenente ai discendenti degli antichi feudatari, è possibile ravvisare quella che, fino alla fine dell´800, doveva essere la ripartizione interna del Castello, oltre ad essere l´unica proprietà che custodisce nella “stanza del belvedere” le pareti, seppur rovinate dal tempo e da numerosi fulmini, completamente affrescate a grotteschi. Purtroppo risulta quasi impossibile visitare interamente il Castello e solo nei mesi estivi è possibile, col permesso dei proprietari, entrare nel cortile.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' MONTAZZOLI (CH)
La chiesa di S. Maria della Spogna di Montazzoli più che ad un possibile particolare culto della Madonna della Spogna deve il suo nome probabilmente al fatto che fu realizzata su un´area ricca di formazione carbonatiche dette localmente spugne tipiche di suoli di natura semicarsica caratterizzati dalla presenza di cavità, risorgive e affioramenti. Di remota fondazione, tradizionalmente riferito al XII-XIII secolo, l´edificio nel 1771 risultava ormai completamente diruto e abbandonato. Bisognerà aspettare fino al 1824 perché venisse restaurato per interessamento dell´arcipresbitero Rocco Franceschelli e della comunità prevedendone fin da allora l´uso come caposanto per la tumulazione. Situata nei pressi del cimitero, strutturalmente la chiesa può definirsi ottocentesca anche se il portale e il finestrone superiore sono ancora in forme barocche. All’interno dell’edificio si può ammirare il pregiato organo della Chiesa che è stato realizzato nel 1890 da Raffaele Mascia di Agnone, testimoniata da una scritta su di essa apposta. La chiesa custodisce al suo interno la statua della Madonna a cui sono devoti tutti i montazzolesi e numerosi fedeli dei paesi vicini. La Madonna viene venerata il 2 luglio di ogni anno nella sua cappella e portata in processione lungo le strade del paese nelle principali festività religiose. L’edificio è stato oggetto di lavori di ristrutturazione nella primavera del 2011 grazie all’opera volontaria dei montazzolesi che hanno contribuito fattivamente all’ottima riuscita dei lavori. Curiosità. La tradizione narra che: La chiesa sia stata edificata in quel sito proprio per volere della Madonna: una inattesa nevicata coprì tutta la zona circostante lasciando libero solo una piccola parte di terreno sul quale i fedeli costruirono la chiesa. Questa Madonna avesse altre sei sorelle (Madonna dei Miracoli di Casalbordino, Madonna delle Grazie di Monteodorisio, Madonna del Sorriso di Canneto, Madonna del Monte di Castigliane Messer Marino, la Maddalena di Guilmi, Mater Domini di Fraine) venerate in chiese che non dovevano essere visibili l’una dal sito in cui sorgeva l’altra.
RIFUGI E BIVACCHI A MONTAZZOLI (CH)
La Chiesa di S. Silvestro a Montazzoli può considerarsi di recente fondazione come trasformazione della Cappella di S. Vincenzo sita sullo stesso luogo (S.d.C., 1934) e realizzata dopo la decadenza della primitiva chiesa parrocchiale a valle del castello e intitolata a S. Maria del Purgatorio (la chiesa vecchia), insufficiente come capienza (Arch. Parr. Montazzoli dls.s.d.), prendendo il nome da altro edificio dello stesso titolo documentato direttamente dalla Bolla dell´arcivescovo Antonio Valignani resa a Chieti il 24 novembre del 1649, all´epoca della baronia di Carlo Gizzi, Collatio Parrocchialis Ecclesie S. i Silvestri in terra Montazzoli de jure patronatu Caroli Gizzi Baronis ditte terre in cui si riferisce all´arciprete Bernardino Parabola in quell´anno morto (Arch. Parr. Montazzoli mns. Copia di carte Pergamene che riguardano i Benefici esistenti nella Diocesi di Chieti n, 112). L’edificio attuale è datato ai primi anni del 1700. L’imponente facciata della Chiesa impreziosisce il largo che si apre lungo Via Roma nella salita che da Piazza Città dell’Aquila porta al Castello. La chiesa di San Silvestro Papa, il patrono della nostra parrocchia, come accennato è un trasformazione della cappella di San Vincenzo sita sullo stesso luogo. Entrambi i salti sono raffigurati nella parete sovrastante l’altare. All’interno è possibile ammirare i confessionali e il fonte battesimale entrambi in legno intagliato e scolpito; numerose statue di santi tra i quali la Madonna Addolorata, il Cristo morto, S. Rocco, S. Michele Arcangelo, S. Nicola di Bari, S. Emidio, S. Antonio di Sales.
La chiesa di S. Antonio a Montazzoli localizzata alle spalle della chiesa parrocchiale di S. Silvestro risulta essere stata di patronato speciale della La chiesa di S. Antonio a Montazzoli localizzata in Piazza Città dell’Aquila, alle spalle della chiesa parrocchiale di S. Silvestro Papa, risulta essere stata di patronato speciale della baronia Franceschelli. La tradizione vuole che sia stata edificata nel 1700, in realtà essa dovrebbe riferirsi piuttosto ai lavori di sistemazione di una precedente cappella forse anch´essa di patronato baronale che venne ristrutturata in occasione dell´ingresso nella baronia appunto della famiglia Franceschelli. Nella Chiesa è possibile ammirare la statua di S. Antonio di Padova arabescata e dorata del XVII sec e la nicchia lignea soprastante l’altare maggiore. Ha ospitato la parrocchia nei periodi durante i quali la Chiesa Maggiore è stata chiusa per ristrutturazione.
La gastronomia di Montazzoli (Ch) I piatti tipici della cucina Montazzolese sono di origine contadina quindi semplici e molto saporiti. La loro degustazione si è tramandata nei secoli sino ad oggi tanto che, in ogni ricorrenza festiva, vengono imbanditi sulle mense. “TAGLIARILLE E FASCILE” (Pasta e faglioli): Piatto della tradizione culinaria contadina molto nutriente e gustoso preparato con prodotti locali di notevole qualità. Viene imbandito dalle massaie montazzolesi soprattutto nel periodo invernale, ma è stato rivalutato in seguito alla istituzione di una sagra estiva, giunta alla 15ma edizione nell’estate 2005, durante la quale il piatto, preparato dalle signore del paese, viene gustato dai cittadini e dai numerosi avventori provenienti dai paesi circostanti e anche da località di tutta Italia. Ingredienti: farina 00, farina di grano duro, acqua, uova, fagioli secchi, aglio, cipolla, sale, olio extravergine d’oliva, salsa di pomodoro, cotenne di maiale. Preparazione: per la pasta: disporre la farina a fontana e versare al centro un pizzico di sale, l’acqua e le uova sufficienti a ottenere un impasto non troppo morbido che va lavorato energicamente prima di polso e poi steso col mattarello. Se ne ricava una sfoglia dello spessore di 2mm all’incirca che viene arrotolata intorno al mattarello e di seguito tagliata prima nel verso della lunghezza, indi nel verso della larghezza per ottenere così delle sottili strisce di pasta che vanno cotte nell’acqua salata bollente. per il condimento: in una casseruola fare un fondo di cipolla affettata finemente e aglio che vanno dorati nell’olio d’oliva. Versare la salsa di pomodoro, salare e lasciar cuocere. A fine cottura unire i fagioli secchi precedentemente messi in ammollo per una notte, lessati e insaporiti con sale e aglio. A piacere aggiungere le gustose “cotiche” di maiale bollite che rendono il piatto ancor più gustoso e originale. La gastronomia di Montazzoli (Ch) SAGNE: Piatto semplice della cucina povera di una volta, le SAGNE costituivano la cena tipica dei contadini, stanchi del duro lavoro nei campi. La ricetta montazzolese di questa pasta, stesa a mano col matterello, provocando i famosi “schioppi”, vede l’utilizzo della farina intrisa con la buona acqua della nostra montagna. Venivano condite con un leggero sugo di solo pomodoro, aromatizzato con cipolla e basilico. PIZZA DI GRANO: Possono ritenersi fortunate le persone che ricordano le loro mamme o le nonne mentre toglievano il cumulo di cenere e brace per scoprire finalmente la “coppa” e sentire sprigionarsi il fragrante profumo della PIZZA DI GRANO appena cotta. L’acquolina in bocca era inevitabile e non si poteva resistere alla tentazione di mangiarne subito un boccone caldo, che sapeva di buono. La PIZZA DI GRANO viene cotta anche nei forni delle moderne cucine e resta una ottima alternativa al pane in qualsiasi stagione dell’anno, anche se è preferibile gustarla d’inverno.
La gastronomia di Montazzoli (Ch) “PIZZ GRANDINIE” (Pizza di granturco): Sino al decennio scorso, ogni famiglia destinava un piccolo appezzamento di terreno alla coltivazione del granturco che, in parte, veniva destinato alla macinatura per ricavarne un’ottima farina gialla, preziosa quanto l’oro evocato dal suo colore. Le massaie la utilizzavano per preparare non solo la polenta ma anche una saporita pizza che cuocevano al fuoco, sotto la “coppa”; ottenevano così un ottimo e sostanzioso sostituto del pane, che veniva accompagnato con verdure cotte, con i buoni salumi preparati in casa, con le sarde o sbriciolata nella minestra di verdure e patate. “PIZZ E FEGL” (Pizza e verdura): Le salutari colazioni della vita contadina della Montazzoli di molti anni fa erano principalmente a base di questa ottima minestra, preparata utilizzando le buone verdure di campo, lessate e ben pestate insieme alle saporite patate di montagna. Nell’impasto veniva sbriciolata la pizza di farina di granturco, precedentemente cotta sotto la “coppa”, cioè posta sulla pietra del focolare, protetta da un apposito coperchio che la proteggeva dalla cenere e dai carboni ardenti e ne garantiva una perfetta cottura. Nel periodo invernale la minestra di verdura e pizza veniva condita, oltre che con olio e aglio, anche con saporiti pezzetti di salsiccia e di pancetta. La gastronomia di Montazzoli (Ch) “BRACIOLE o PALLOTTE CASCE E OVE” (Polpette di formaggio e uova): Sono morbide e spugnose polpette realizzate con formaggio locale e pane amalgamati con le uova. Dall’impasto si ricavano le “PALLOTTE” (polpette) che vengono fritte in abbondante olio di oliva e successivamente “ricalate” (messe a bollire) nel sugo di pomodoro, utilizzato di solito per condire la pasta fatta in casa. Vengono consumate come secondo piatto. FEGATINO MONTAZZOLESE: Sulla mensa frugale del sabato santo la tradizione paesana prevede il fegatino di agnello insaporito con tanta cipolla. Alcune massaie arricchiscono il piatto aggiungendo, a fine cottura, le uova battute. Di origine contadina, il piatto veniva imbandito anche sulle tavole dei signori del paese e, ancora oggi, la tradizione è mantenuta viva dalle famiglie montazzolesi che ne rinnovano la preparazione nel giorno precedente la Santa Pasqua. La gastronomia di Montazzoli (Ch) PIZZA DOLCE: Quando le mense erano povere si attendevano i giorni di festa per gustare piatti elaborati e molto gustosi. La PIZZA DOLCE, nella tradizione montazzolese, veniva preparata la domenica di Pasqua per festeggiare la Resurrezione di Gesù Cristo. Il soffice pan di Spagna, tagliato a strati, veniva bagnato con caffè e rhum e farcito con crema gialla e al cioccolato. Troppo buona per essere degustata in un’unica festività nel corso dell’anno, la torta è diventata il dolce di ogni festa importante. Per realizzare il Pan di Spagna si utilizzano: farina, uova, zucchero, lievito, vanillina e un pizzico di sale. Per la crema: uova, farina, latte, zucchero, scorza di limone e stecca di cannella. Per la crema al cioccolato si aggiunge alla precedente il cioccolato fondente o il cacao amaro.
I dolci tipici della gastronomia di Montazzoli (Ch)  OSTIE: Dolce originale, tipico della Pasqua, prende il nome dalle “ostie”, sottili strati di pasta che racchiudono una dolcissima e gustosa farcia di mandorle e noci, tritate grossolanamente, amalgamate dall’ottimo miele locale. Alcune massaie dispongono dell’apposito “ferro” che consente di cuocere sul fuoco le sottili sfoglie di farina intrisa con l’acqua. I dolci di Montazzoli (Ch) CALCINETTI: Deliziosi dolci ovoidali dalla morbida pasta dorata che racchiude una particolare farcia a base di ceci. Tipici del periodo natalizio, si lasciano piacevolmente gustare per tutto l’inverno. L’involucro di pasta si prepara con farina, zucchero, olio, uova e lievito (facoltativo). Per il ripieno occorrono: ceci, miele, cannella, cioccolato fondente, scorza d’arancia e marmellata d’uva (facoltativo). Realizzati rispettando l’originale e antica ricetta delle nonne montazzolesi, questi fagottini vengono fritti in abbondante olio di oliva e cosparsi di zucchero a velo e cannella. PIZZELLE: Preparate sia nella tradizionale versione fragrante che in quella morbida, più recente, le PIZZELLE sono un gustoso dolcetto cotto con l’apposito “ferro” che, un tempo, le nonne ponevano a scaldare direttamente sulla fiamma del fuoco e, con la loro maestria, ne preparavano tante da riempire capienti cesti in vimini. Vengono realizzate con: farina, uova, zucchero, olio, ammoniaca o lievito. CHIACCHIERE: Sono il dolce tipico di Carnevale in tutta Italia e anche Montazzoli ne vanta una versione fragrante e deliziosamente gustosa che gratifica i palati, soprattutto nel periodo invernale, quando le si accompagna con l’ottimo vino locale. Vengono preparate creando un impasto morbido a base di uova, farina, olio, zucchero e aroma di limoni. CELLI MONTAZZOLESI: La ricetta tradizionale di Montazzoli di queste morbide “ciambelle” farcite prevede che la soffice, e al tempo stesso fragrante, pasta d’uovo zuccherata racchiuda un raffinato ripieno, preparato con mosto cotto, marmellata e … l’esperienza delle abili e brave massaie che danno vita a divini capolavori dell’arte dolciaria. I CELLI MONTAZZOLESI sono il dolce tipico dei matrimoni: un’antica e mai dismessa usanza paesana vuole che i familiari degli sposi distribuiscano i “celli” a parenti e amici – cioè a tutte le famiglie del paese – qualche giorno prima della celebrazione delle nozze. “SCRIPPELLE” (Crispelle): Morbida pasta di pane fritta in abbondante olio di oliva, la “scrippella” non può mancare nelle case di Montazzoli nel giorno della Vigilia di Natale. La preparazione richiede un lungo lavoro di braccia nella fase dell’impasto (a base di acqua, farina e lievito di birra), che va maneggiato a lungo e con energia. La ricetta montazzolese prevede la “scrippella” salata e aromatizzata con rosmarino. Solo in pochi le preferiscono zuccherate in superficie
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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