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Ospitalità nell’aquilano. Dove dormire a Molina Aterno

L'Aquila > Ospitalità nell'aquilano
 GUIDA ALL'OSPITALITA' NEL PAESE DI MOLINA ATERNO (AQ)
 
Ospitalità nel Paese di MOLINA ATERNO (Aq) (m. 512 s.l.m.)
     
  CAP: 67020  - 0864 -  0864.79136   - Da visitare:    
 MUNICIPIO DI MOLINA ATERNO 0864.79141   0864.79141       0864.79141 - C. F.: 00216470666
Raggiungere Molina Aterno:(Stazione Molina-Castelvecchio Subequo (Uscita Pratola Peligna/Sulmona) -Aeroporto d'Abruzzo a 73 Km.
 
HOTELS ED ALBERGHI MOLINA ATERNO (AQ)
Molina Aterno (Aq) Il paese è posto a breve distanza dal fiume Aterno, con un'ampia piazza dove affaccia il vasto Palazzo Piccolomini con parti dell'originario castello medievale, torre e loggiato interno. Molti i ritrovamenti narrati dal De Nino a fine '800 sparsi nel territorio di Molina e preziosi i reperti rinvenuti in varie località. A Campo Valentino, dove la tradizione racconta di una città distrutta, la recente campagna di scavo ha riportato alla luce ambienti di abitazioni con pavimenti a mosaico, in cocciopesto, con tasselli di mattone a spina di pesce (opus spicatum) ed ambienti produttivi per la lavorazione del vino e la torchiatura, diverse vasche e doli per la raccolta del mosto. L'area di Molina Aterno ha avuto un primo utilizzo come necropoli nel VI secolo a.C., un successivo uso abitativo per alcuni secoli ad iniziare dal III-II secolo a.C., e nuovamente utilizzata nei secoli successivi per uso funerario, fino a quando fu abbandonata per esigenze di difesa, preferendo così luoghi maggiormente difendibili. Abbandonata la piana di Campo Valentino, il piccolo nucleo medievale si posizionò su un'altura e si sviluppò intorno all'antico castello con torre di difesa, ancora oggi riconoscibile, ma inglobato nel successivo ampliamento di Palazzo Piccolomini.
RESIDENZE TURISTICHE ALBERGHIERE MOLINA ATERNO (AQ)
Molina Aterno, già feudo della contea di Celano dal 1143, nel Catalogo dei Baroni, Molina è assegnata nel 1182 a tal Rainaldo di Molino. Terra di confine, nel 1273 fa parte dell'Abruzzo Citeriore, sarà infine inglobato nel contado aquilano solo nel 1438. I secoli XVI e XVII furono momenti di grande impulso edilizio e di rinnovamento; anche l'antico castello venne ampliato con l'aggiunta dell'ala che affaccia sulla piazza, divenendo così Palazzo Piccolomini. Molina, comunque, rimase un piccolo borgo, tanto che nel 1669 contava appena 43 fuochi. Il feudo passò dai Cantelmo di Popoli ai Secinara di Rieti, agli Aristoteli di Sulmona, poi ai Simeonibus di L'Aquila, posseduto dai Pietropaoli dal 1650, fu tenuto fino alla eversione della feudalità nel 1806. Testi tratti dalla guida turistica "Parco Regionale Sirente - Velino", Edizioni Amaltea, 2001. Da visitare: Chiesa di S. Nicola del XVI secolo. Castello e adiacente palazzo baronale dei Piccolomini (XIII-XVIII secc.). Chiesa di S. Maria del Colle (XII-XVI secc.). Chiesa rurale di S. Pio dell'XI secolo con reimpieghi di fregi romani. Area archeologica di Campo Valentino.
CAMPEGGI MOLINA ATERNO (AQ)
Molina Aterno è un piccolo paese alle falde del monte Sirente, nella conca della Valle Subequana. Per la sua collocazione geografica  è considerata la porta d’ingresso al parco Sirente-Velino, per chi viene dalla direzione Pescara-Sulmona. La  prima parte del suo nome è dovuto ai numerosi mulini ad acqua disseminati lungo il tratto del fiume Aterno, da cui deriva la seconda parte del nome. A proposito, lo sapevate che il vero fiume Aterno nasce a Molina? E si, perché il ramo che proviene da L’Aquila in Estate si asciuga e quello che si unisce al Pescara nasce dalle sorgenti di Molina dove forma anche un caratteristico laghetto dalle acque limpide. La nuova amministrazione comunale ha in progetto la valorizzazione turistica della zona  che per la sua grande ricchezza di acqua si presta anche a un controllato sfruttamento commerciale.  Molina vanta, inoltre, una serie di pregevoli risorse architettoniche come la chiesa di S. Maria del Colle , risalente al XII secolo e collocata nella parte più alta del paese; la chiesa di S. Nicola con il suo campanile datato "1631" e, soprattutto il palazzo baronale che sovrasta la grande piazza centrale.  Durante l’estate il paese si popola di oriundi e di forestieri che amano la tranquillità e il godimento del clima salubre.  Tutto si ridesta dal torpore invernale e la piazza, che è la più grande del circondario, si  rianima di vita e allegria. La manifestazione più importante, promossa dalla Pro-Loco, è la “BISAGRA”, sagra delle ranocchie e degli gnocchi . Le rane sono sempre state una caratteristica di Molina  tanto che i suoi abitanti venivano chiamati “ranocchiari” dai paesi limitrofi. Gli gnocchi sono rigorosamente fatti a mano, come è tradizione, con le patate del posto e la farina di grano tenero e conditi con sugo di agnello delle nostre montagne. Il menu è consultabile in altra parte di questo sito. Quest’anno la prima manifestazione si terrà nei giorni 11,12 e 13 Agosto.
VILLAGGI TURISTICI MOLINA ATERNO (AQ)
SAGRA DEGLI GNOCCHI E RANOCCHIE - MOLINA ATERNO (AQ) Ad agosto nella suggestiva piazza San Nicola, si rinnova a Molina Aterno l'appuntamento della sagra delle ranocchie e degli gnocchi. Si possono degustare ottimi piatti di gnocchi al tartufo o al ragù, cotiche e fagioli, ranocchie fritte, bruschette al tartufo, arrosticini, salsicce, ecc., innaffiati da vino bianco, rosso o rosè. Il tutto condito da buona musica. Apertura stands ore 19,30 / 20,00. Molina Aterno è un Comune avente una superficie complessiva di 12,21 chilometri quadrati, situato a 482 metri sul livello del mare. È abitato da 419 abitanti e il suo territorio, come tutti i comuni d’Italia, aspetta solo di essere riscoperto. In questa pagina potrai trovare tutti i punti di interesse che questo territorio mette a disposizione. La mappa sottostante ti mostrerà luoghi da visitare nella località, o in alternativa, visualizza i posti da vedere nei dintorni di Molina Aterno come ad esempio: Chiese, Sagre, Monumenti e Curiosità insomma il patrimonio storico, artistico, culturale e naturalistico della zona.
AFFITTACAMERE MOLINA ATERNO (AQ)
AFFITTACAMERE PALAZZO GIARDINO
Piazza San Nicola, 2 - 67020 Molina Aterno (Aq)
tel. e fax 0864 799358
BED & BREAKFAST MOLINA ATERNO (AQ)
L'Aquila: È un paesaggio aspro e montuoso, insieme a borghi che sembrano quasi dei quadri, a caratterizzare la provincia de L’Aquila, situata in Abruzzo, in una posizione interna priva di sbocchi sul mare. Con una popolazione di oltre 300000 abitanti, la provincia de l’Aquila si configura come la più estesa dell’intera regione. Il suo è territorio dominato dalla presenza delle catene montuose, fra cui il massiccio del Gran Sasso, i Monti della Laga, la Majella, i Monti Marsicani e quelli della Meta. Alle imponenti vette si affiancano ampi altopiani e vallate, come la valle dell’Aterno, che segue il corso dell’omonimo fiume, la valle Peligna e l’Alto Sangro. All’interno della provincia de l’Aquila si trovano inoltre varie riserve, come il parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il parco nazionale della Majella. La ricchezza naturalistica e la predominanza del territorio montuoso rendono questa zona particolarmente vivace dal punto di vista del turismo invernale: fra i centri più apprezzati dagli appassionati dell’alta quota abbiamo le stazioni sciistiche di Campo Imperatore, Ovindoli e Campo Felice. Ma non è solo la bellezza naturale a valorizzare questa provincia abruzzese. Malgrado le devastanti conseguenze del terribile terremoto dell’aprile 2009, non mancano infatti, all’interno del capoluogo e dei comuni vicini, monumenti e testimonianze legate a varie epoche che meritano l’attenzione degli amanti di arte e storia.
CASE PER VACANZA MOLINA ATERNO (AQ)
L'Aquila: È un paesaggio aspro e montuoso, insieme a borghi che sembrano quasi dei quadri, a caratterizzare la provincia de L’Aquila, situata in Abruzzo, in una posizione interna priva di sbocchi sul mare. Con una popolazione di oltre 300000 abitanti, la provincia de l’Aquila si configura come la più estesa dell’intera regione. Il suo è territorio dominato dalla presenza delle catene montuose, fra cui il massiccio del Gran Sasso, i Monti della Laga, la Majella, i Monti Marsicani e quelli della Meta. Alle imponenti vette si affiancano ampi altopiani e vallate, come la valle dell’Aterno, che segue il corso dell’omonimo fiume, la valle Peligna e l’Alto Sangro. All’interno della provincia de l’Aquila si trovano inoltre varie riserve, come il parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il parco nazionale della Majella. La ricchezza naturalistica e la predominanza del territorio montuoso rendono questa zona particolarmente vivace dal punto di vista del turismo invernale: fra i centri più apprezzati dagli appassionati dell’alta quota abbiamo le stazioni sciistiche di Campo Imperatore, Ovindoli e Campo Felice. Ma non è solo la bellezza naturale a valorizzare questa provincia abruzzese. Malgrado le devastanti conseguenze del terribile terremoto dell’aprile 2009, non mancano infatti, all’interno del capoluogo e dei comuni vicini, monumenti e testimonianze legate a varie epoche che meritano l’attenzione degli amanti di arte e storia.
APPARTAMENTI PER VACANZA MOLINA ATERNO (AQ)
APPARTAMENTO PER VACANZA FIORDALISO
Via Pila, 11 - Via Risorgimento, 1 - 67020 Molina Aterno (Aq)
tel. 328 8352352
CASE PER LE FERIE MOLINA ATERNO (AQ)
L’Abruzzo, regione verde per eccellenza: Ricco di montagne aspre e sconosciute, stretto tra il gran Sasso, l'Appenino e il mare Adriatico, l'Abruzzo è l’anima verdeggiante e montanara dell'Italia centro-meridionale. All'interno dei suoi confini, i monti, circondati da paesaggi brulli e incontaminati, fanno posto a piccoli centri d'alta montagna, località turistiche e riserve naturali cresciute attorno ai picchi più elevati, dove ancora vola fiera l'aquila reale, seguita con lo sguardo da altre specie protette, tra cui il lupo e l'orso marsicano. Qui, dove il Gran Sasso e il massiccio della Majella si ricoprono di neve degradando verso le colline dell'Appennino e dischiudendo valli di intramontabile bellezza, si possono incontrare piccoli borghi in cui il passato e le sue testimonianze artistiche riescono a “parlare” al viaggiatore, per svelargli una storia ricca di fascino e suggestioni. Seguendo queste tracce si risale fino alle bellezze architettoniche che il sisma ha messo a rischio a L’Aquila e che ancora sopravvivono a Pescara, Teramo, Chieti e nei piccoli centri dell'entroterra, tra monasteri, castelli ed eremi in cui pare di sentire ancora il canto dei frati. Costeggiando il litorale, poi, si scoprono lunghi e sabbiosi arenili a nord, mentre prevalgono le spiagge di ciottoli nella zona a sud. Le spiagge, tuttavia, non fanno altro che cingere il “cuore verde” della penisola.
COUNTRY HOUSE MOLINA ATERNO (AQ)
La Comunità montana Sirentina (zona C) era stata istituita con la Legge Regionale 30 dicembre 1975, n. 67 della Regione Abruzzo, che ne ha anche approvato lo statuto. Comprendeva quattordici comuni della Provincia dell'Aquila ed aveva sede nel comune di Secinaro. Dopo la Legge Regionale n. 10 del 27 giugno 2008 hanno fanno parte della Comunità montana Sirentina i seguenti sedici Comuni: Acciano; Castel di Ieri; Castelvecchio Subequo; Fagnano Alto; Fontecchio; Gagliano Aterno; Goriano Sicoli; Molina Aterno; Ocre; Ovindoli; Rocca di Cambio; Rocca di Mezzo; San Benedetto in Perillis; Secinaro; San Demetrio ne' Vestini e Tione degli Abruzzi. La Regione Abruzzo ha abolito la Comunità montana insieme a tutte le altre comunità montane nel 2013. L'Aterno-Pescara (Aternus in latino) è il fiume più lungo d'Abruzzo e il maggiore per estensione di bacino (3.190 km²) fra quelli che sfociano nell'Adriatico a sud del Reno. Nasce come Aterno sui Monti della Laga, nei pressi di Montereale (AQ), e si sviluppa prevalentemente tra la provincia dell'Aquila e quella di Pescara, toccando in minima parte anche la provincia di Chieti; nei pressi di Popoli (PE) si unisce al fiume Pescara e sfocia nel mare Adriatico nell'omonima città. I latini lo chiamavano Aternus. Da questo nome derivò quello di Aternum con cui si indicava, in epoca romana, un villaggio posto alla foce del fiume (l'odierna Pescara), porto dei Vestini e dei Marrucini[3]; successivamente il villaggio sarà denominato Vicus Aterni o Ostia Aterni, con riferimento alla tipicità del luogo (ostia vuol dire appunto "foce"), prima di venire distrutto dai Longobardi[4]. Aternus dava inoltre il nome alla città sabina di Amiternum (da Amnem-Aternum, ovvero "presso l'Aterno"), fondata lungo il corso del fiume nella piana ad ovest dell'odierna L'Aquila. Nel medioevo la parte finale del fiume fu chiamata Piscaria per la pesca che vi si faceva e da esso prese il nome il nuovo villaggio sorto sul luogo della vecchia Aternum, poi diventato definitivamente Pescara[4]. Il fiume si può dividere in tre parti: l'Aterno, fino all'immissione del Sagittario, l'Aterno-Sagittario fino all'unione con il Pescara e l'Aterno-Pescara (anche detto solo Pescara) nel tratto conclusivo.
OSTELLI DELLA GIOVENTU' MOLINA ATERNO (AQ)
Il fiume Aterno tra le gole di San Venanzio. L'Aterno sorge sulle pendici del monte Capo-Cancelli, nel massiccio dei Monti della Laga, ad un'altitudine di 1013 m s.l.m. e a nord-est dell'abitato di Aringo, piccola frazione di Montereale. Prende inizialmente il nome di torrente Mondragone che mantiene sino alla conca alluvionale di Montereale, spartiacque tra il bacino dell'Aterno e quello del Vomano. Attraversa le cosiddette gole di Montereale scorrendo dapprima da nord-est verso sud-ovest quindi, dalla località Marana in poi, da nord-ovest verso sud-est, immettendosi così nella conca aquilana. Superata la piana amiternina, l'Aterno riceve i contributi del Vetoio e del Raio prima di lambire da sud la città dell'Aquila. Il capoluogo abruzzese non è direttamente attraversato dal fiume che tuttavia costituisce storicamente una risorsa per la città; dall'abbondanza di acque nell'area nacque il toponimo del borgo di Acquili da cui, a sua volta, derivò quello di Aquila (poi L'Aquila). Il fiume prosegue il suo corso in direzione sud-est attraversando la piana di Bazzano, dove riceve le acque del Vera. Quindi si separa in due corsi distinti che si riuniscono nei pressi di Sant'Eusanio Forconese. Da Villa Sant'Angelo l'Aterno entra nella stretta valle Subequana, all'uscita della quale, vicino Molina Aterno, viene rifornito dalle acque delle cosiddette sorgenti di Molina. Tramite le selvagge gole di San Venanzio l'Aterno giunge a Raiano entrando di fatto nella conca Peligna. Qui il fiume ruota il suo corso dirigendosi verso nord-est e lambendo i centri di Vittorito e Corfinio, quest'ultima antica capitale degli Abruzzi.
RIFUGI E BIVACCHI A MOLINA ATERNO (AQ)
Aterno-Sagittario: A monte di Popoli, vi si immette il suo principale tributario, il Sagittario che, proveniente dal Lago di Scanno con regime torrentizio, riceve a sua volta le acque del Gizio (il fiume che attraversa la città di Sulmona) e del Vella. Per qualche chilometro e il fiume muta denominazione in Aterno-Sagittario. Aterno-Pescara: Più avanti il corso dell'Aterno-Sagittario si unisce a quello, proveniente da sinistra, del Pescara, brevissimo fiume sorgivo assai ricco di acque, che gli reca un tributo minimo assoluto di magra di 7 metri cubi al secondo. Da questo punto in poi il fiume viene spesso chiamato Aterno-Pescara, o anche solo Pescara. La denominazione riflette una diversa caratteristica del suolo che, essendo assai meno permeabile da questo punto sino alla foce rispetto a quello della valle dell'Aterno propriamente detta, mantiene in superficie la gran parte delle precipitazioni che lo investono. Il Pescara ha origine da quattro caverne poste a valle di Popoli che formano un laghetto detto Capo Pescara, dal 1986 area protetta con il nome di riserva naturale guidata Sorgenti del Fiume Pescara. La sua rete idrica è particolarmente elaborata ed è alimentata dalle acque provenienti direttamente dalle montagne del Gran Sasso d'Italia.
Il bacino idrografico dell'Aterno-Pescara occupa un'area di 3.190 km² con una portata media alla foce di circa 57 m³/s. Da evidenziare le differenze notevolissime tra il tratto alto di fiume chiamato Aterno e quello basso chiamato Pescara: il primo è molto più irregolare e povero d'acqua nel corso dell'anno risentendo direttamente degli apporti precipitativi con un regime quasi torrentizio nell'alta e media valle di scorrimento fino a Molina Aterno dove il fiume è alimentato/incrementato da una vena d'acqua proveniente dal Monte Sirente (c. 15 m³/s di modulo medio dopo la confluenza del Sagittario) rispetto al secondo che può invece beneficiare di costanti apporti sorgivi, come quello della sorgente di Capo Pescara presso Popoli o quello del fiume Tirino, arrivando così a sfiorare valori di portata media annua di quasi 60 m³/s. Un aspetto curioso di questo corso d'acqua, beninteso comune ad altri corsi d'acqua analoghi da un punto di vista geologico, è di essere caratterizzato da notevoli interscambi idrici con l'acquifero, tali da far diminuire e riaumentare a tratti la portata: il carsismo è soltanto una delle modalità con cui avvengono questi interscambi. Il tratto basso inoltre è ricco di acque anche in estate, con una portata minima di ben 18 m³/s. (superiore addirittura a quella media del tratto alto e a quella estiva dello stesso Reno) tanto da risultare nella stagione estiva il massimo tributario dell'Adriatico a sud del Po. Le portate massime invece possono sfiorare i 3.000 m³/s. tanto che durante le piene stagionali la città di Pescara corre seri rischi di inondazione nelle zone circostanti il porto situato sull'estuario. Nel tratto finale del suo corso, specialmente presso Bussi sul Tirino vi sono numerosi impianti idroelettrici. I livelli di inquinamento del bacino idrografico dell'Aterno-Pescara: A ridosso delle zone urbane, il percorso del fiume è caratterizzato dalla presenza di un numero elevatissimo di scarichi civili e nei, pressi di Bussi, di una grande discarica chimica illegale: da un'inchiesta della rivista Focus, risulta che il fiume è uno dei sette fiumi italiani più sfruttati ed inquinati. Fauna: Tra le specie ittiche che necessitano di tutela in quanto vivono in questo fiume vi è l'alborella appenninica (Alburnus albidus).
Il porto canale di Pescara, parte terminale del fiume dell’ Aterno-Sagittario. Il fiume entra nelle gole di Popoli notevolmente ingrossato, stretto dalle montagne del Gran Sasso a nord e dal massiccio del Morrone a sud; da questo punto in poi raccoglie altri affluenti di una certa importanza (in particolare il Tirino, ma anche l'Orta e il Lavino), incrementando ulteriormente il suo volume d'acqua. Mantenendo quindi la direzione nord-est, il fiume attraversa quindi la piana alluvionale della valle del Pescara, lambisce la parte bassa della città di Chieti ed entra in quella di Pescara, sfociando infine nel mare Adriatico. Nel suo tratto conclusivo il fiume, che fino agli anni trenta del XX secolo creava periodicamente danni all'abitato, è stato arginato per formare un porto canale; l'infrastruttura ha avuto anche un carattere sociale dato che ha consentito la riunificazione delle due città a nord e a sud del fiume (rispettivamente Castellamare Adriatico e Pescara) in un unico centro. L'Aterno-Pescara scorre per 152 km attraversando l'Abruzzo appenninico da ovest a est e toccando alcuni dei principali centri della regione, tra cui lo stesso capoluogo. In realtà la lunghezza effettiva è di 145 km ma viene generalmente compreso anche il breve tratto del Pescara dalle sorgenti nell'omonima riserva presso Popoli (Pe) sino all'unione con l'Aterno. Gli affluenti sono: Vetoio; Raio; Vera; Sagittario; Pescara; Tirino; Orta; Lavino; Cigno; Nora.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
La Regione Abruzzo. La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare: L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con la Regione Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875. Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale. L’Abruzzo marittimo, con i suoi centri turistici balneare, si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le 18 (perle dell'Abruzzo) stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Alba Adriatica, Martinsicuro, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roseto degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Città Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto, San Salvo MarinaI centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150 e di grande interesse turistico, sportivo e climatico sono: i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e BombaUna nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena montuosa delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di faunaNel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
 
 
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